“Palacongressi, eleminata la pessima discarica: ascoltate le denunce di Forza Italia”

ALGHERO – “Il Gruppo di Forza Italia accoglie con soddisfazione la decisione dell’Amministrazione comunale di intervenire finalmente per eliminare la discarica di rifiuti plastici che per settimane ha deturpato l’area del Palazzo dei Congressi, in uno dei contesti più delicati e strategici della città.

Si tratta di una scelta che arriva dopo le ripetute denunce, segnalazioni pubbliche e prese di posizione di Forza Italia, che fin dall’inizio ha evidenziato l’inadeguatezza e la pericolosità di quello stoccaggio, definendolo per quello che era: un’antipatica e odiosa discarica di plastica collocata in un’area di altissimo valore ambientale, turistico e simbolico.

L’eliminazione della discarica rappresenta la conferma che le preoccupazioni espresse dagli azzurri algheresi erano fondate e che le rassicurazioni iniziali dell’Amministrazione non trovavano riscontro nella realtà dei fatti. È anche la dimostrazione concreta che l’azione di controllo, di stimolo e di denuncia svolta dall’opposizione consiliare non solo è legittima, ma è necessaria affinché l’Amministrazione operi sempre nell’interesse dei cittadini e del territorio.

Forza Italia non ha mai avuto un atteggiamento pregiudiziale: abbiamo segnalato un problema reale, chiesto soluzioni alternative e sollecitato il coinvolgimento degli enti competenti. Oggi prendiamo atto positivamente che l’Amministrazione ha deciso di correggere una scelta sbagliata.

Resta ferma, però, la necessità che simili situazioni non si ripetano e che le decisioni in materia ambientale e di gestione dei rifiuti siano assunte con maggiore attenzione, programmazione e rispetto per la città di Alghero. Forza Italia continuerà a vigilare con serietà e senso di responsabilità, perché solo attraverso un’opposizione attenta e determinata si garantisce una buona amministrazione”.

Marco Tedde
Capogruppo di Forza Italia Consiglio comunale di Alghero

 

Nella foto il Palacongressi ripulito dalla montagna di rifiuti posizionata negli scorsi giorni come da foto

“Amianto in via Grazia Deledda”, Mulas chiede un intervento

ALGHERO – “È inaccettabile apprendere che una struttura coperta da amianto si trovi a ridosso del cortile di una scuola, dove i bambini escono quotidianamente per la ricreazione» dichiara Christian Mulas, Presidente della Commissione Consiliare Ambiente e Sanità. «Ancora più grave è il fatto che, nonostante le numerose segnalazioni e denunce presentate negli anni dai cittadini residenti in quelle vie, nessun intervento risolutivo sia mai stato attuato per rimuovere l’amianto e mettere in sicurezza l’area.
Si tratta di una struttura privata di circa 400 metri quadrati, completamente coperta da un tetto in amianto visibilmente lesionato e deteriorato dal tempo, che si estende da via Deledda n. 27 fino a via Andreoni, posizionata a ridosso del muro perimetrale della scuola.
Ho già informato il Comandante della Polizia Municipale  prosegue il presidente Mulas e porterò la questione nelle sedi competenti. Non è più tollerabile che, a fronte di ripetute segnalazioni dei cittadini, non si sia intervenuti. È necessario procedere con urgenza alle verifiche e agli atti conseguenti per la rimozione dell’amianto. La tutela della salute pubblica, e in particolare quella dei più piccoli, deve essere una priorità assoluta e non può più essere rimanda”
presidente della Commissione consiliare Ambiente Christian Mulas

Parco di Porto Conte e Fondazione Millbor: accordo per la posidonia

ALGHERO – Prende avvio un articolato progetto di tutela e ripristino delle praterie di Posidonia oceanica all’interno dell’Area Marina Protetta Capo Caccia – Isola Piana, frutto della collaborazione tra la Fondazione Millbor, l’AMP Capo Caccia – Isola Piana, gestita dall’Azienda Speciale Parco di Porto Conte, l’Università degli Studi di Sassari – Dipartimento di Chimica, Fisica, Matematica e Scienze Naturali e il Comune di Alghero – Assessorato all’Ambiente. Il progetto ha una durata complessiva di dieci anni e si propone di avviare un programma integrato e continuativo di reimpianto, monitoraggio scientifico e sensibilizzazione ambientale, finalizzato al recupero di uno degli ecosistemi marini più rilevanti del Mediterraneo. Le praterie di Posidonia oceanica svolgono un ruolo strategico per la biodiversità, la stabilità dei fondali, la qualità delle acque e il sequestro di carbonio, contribuendo alla mitigazione degli effetti dei cambiamenti climatici.

Per i primi cinque anni, il progetto potrà contare su un contributo economico garantito dalla Fondazione Millbor pari a 60.000 euro annui, destinato a sostenere le attività di reimpianto, il monitoraggio scientifico e i programmi di educazione e divulgazione ambientale, ponendo le basi per il raggiungimento della piena auto sostenibilità economica nel medio-lungo periodo. All’interno del partenariato, l’AMP Capo Caccia – Isola Piana assumerà un ruolo di coordinamento, occupandosi degli aspetti gestionali, della comunicazione, delle attività di educazione ambientale e del coinvolgimento della comunità locale, confermando il proprio ruolo centrale nella gestione partecipata e sostenibile dell’area marina protetta. L’Assessorato all’Ambiente del Comune di Alghero supporterà il progetto nel coordinamento delle attività territoriali e nel coinvolgimento della cittadinanza. Alla prof.ssa Giulia Ceccherelli del Dipartimento di Scienze Naturali della Università di Sassari sarà invece affidato il coordinamento scientifico del progetto.

I contatti istituzionali e la definizione della collaborazione sono stati portati avanti dalla Consigliera del Direttivo del Parco, Franca Carta, e dal Direttore dell’Azienda Speciale Parco di Porto Conte, Mariano Mariani, dalla dott.ssa Gina Miller, fondatrice e Managing Director della Fondazione Millbor, dalla dott.ssa Aly Rose, Director of Ocean Strategy e dal dott. Mario Delitala, consulente della stessa Fondazione. “Siamo molto soddisfatti di avviare questa collaborazione – dichiara Franca Carta, Consigliera del Direttivo del Parco –. Il progetto rappresenta un’importante opportunità per coniugare tutela ambientale, ricerca scientifica e partecipazione della comunità locale, tutelando e valorizzando le nostre praterie di Posidonia oceanica e il patrimonio naturale dell’AMP Capo Caccia – Isola Piana con particolare riferimento a quei fondali dell’AMP dove le praterie hanno subito danni causati dalla pesca illegale a strascico o dagli eccessi dell’ancoraggio.”

L’iniziativa integra obiettivi tecnico-scientifici e sociali, promuovendo modelli di cittadinanza attiva ed educazione ambientale. Tra gli obiettivi principali figurano l’avvio di un programma continuativo di reimpianto della Posidonia oceanica, lo sviluppo di protocolli scientifici replicabili, la partecipazione attiva di scuole, cittadini e pescatori autorizzati dell’AMP, la progressiva autosostenibilità economica del progetto e la valorizzazione dei benefici ecosistemici, anche attraverso strumenti innovativi come i crediti di carbonio.

Il progetto si inserisce inoltre in una chiara ottica di economia circolare, prevedendo il coinvolgimento della comunità locale, delle scuole e dei pescatori autorizzati, che parteciperanno alla raccolta dei rizomi spiaggiati, successivamente riutilizzati nelle attività di ripristino ambientale. Il monitoraggio scientifico, condotto in collaborazione con l’Università degli Studi di Sassari, permetterà di valutare nel tempo l’efficacia degli interventi e di produrre dati utili a supporto delle strategie di gestione sostenibile dell’area marina protetta. Attraverso questo progetto decennale, il Parco di Porto Conte conferma il proprio impegno nella tutela del patrimonio naturale, nella promozione della ricerca scientifica applicata e nello sviluppo di modelli innovativi e sostenibili di conservazione, capaci di coniugare ambiente, comunità e responsabilità economica.

A Capo Caccia il falco delle Baleari

ALGHERO – Sono davvero straordinarie le immagini e le informazioni che stanno giungendo dalla telecamere installate dal Parco naturale regionale di Porto Conte per monitorare le tre specie di rapaci ormai più rappresentative dell’area protetta ossia il falco pescatore, l’avvoltoio grifone e l’avvoltoio capovaccaio. Una rete di telecamere di videosorveglianza messa a punto per monitorare in particolare l’eccezionale ritorno alla nidificazione del falco pescatore, ormai alla sua sesta stagione riproduttiva, e che oggi vede censiti ben tre nidi di cui uno nella zona di riserva integrale dell’area marina protetta Capo Caccia – Isola Piana.

Oggi vi raccontiamo la  storia di una femmina di falco pescatore osservata nei giorni scorsi su un dei tre nidi. Nata nella primavera del 2017 nella piccola Isola di Cabrera, nelle Baleari, è stata inanellata sul nido il 9 giugno con un anello giallo che la identificava con la sigla L7 e si è involata regolarmente pochi giorni dopo. Grazie all’anello, da allora è stata osservata in più di un’occasione da ricercatori ed appassionati. La prima volta il 26 febbraio 2018, quando non aveva ancora un anno, in Andalusia in una importante riserva naturale la  Marismas del Oide, un’area umida di 7000 ettari. Il 22- aprile 2021, quando era già adulta e riproduttiva, è stata osservata nell’Isola di Montecristo nel Parco Nazionale dell’Arcipelago Toscano grazie ad una telecamera istallata su un nido artificiale. Lo stesso anno, ma il 21 Settembre, invece era nello stagno di Calich nel nostro Parco regionale di Porto Conte dove è stata osservata ancora il 21 febbraio 2022 e il 23 ottobre 2023. Dopo di che non era stata più avvistata fino all’11 Dicembre di questo anno, quando è stata osservata grazie ancora una volta ad una telecamera istallata solo 10 giorni prima sull’Isola Piana, sempre nel Parco regionale di Porto Conte sullo stesso nido dove una coppia si è riprodotta nella primavera scorsa, con la nascita di ben tre pulli.

La femmina avvistata qualche giorno fa, era in compagnia di un maschio e, visto l’atteggiamento tranquillo con il quale si muoveva nel nido, ci sono buone probabilità che si tratti proprio della stessa coppia che li si è riprodotta. L’importanza di tali osservazioni “da remoto” h24 e a zero impatto sulle specie sta consentendo di ottenere sempre più informazioni sugli spostamenti di tali rapaci, sul loro comportamento e grazie alle telecamere è possibile poi avere l’esatta ora di nascita dei pulli che vengono inanellati prima dell’involo e dotati di gps. Questi ultimi dispositivi daranno ulteriori dati sulle rote migratorie e consentiranno di valutare anche possibili rischi in relazione ai luoghi di spostamento.

“Bomba ambientale al Palacongressi, gli enti preposti devono intervenire”

Palazzo dei Congressi, discarica di plastica Marco Tedde, Giovanna Caria, Antonello Peru, Lina Bardino e Nina Ansini (Gruppo consiliare di Forza Italia – Alghero): situazione in peggioramento, rischio ambientale e indignazione dei cittadini

Alghero, 10 Gennaio 2026 – Il Gruppo consiliare di Forza Italia ribadisce la propria profonda e crescente preoccupazione per la prosecuzione dello stoccaggio dei rifiuti plastici nell’area del Palazzo dei Congressi, struttura destinata a manifestazioni turistiche, eventi pubblici e attività sportive, collocata in un contesto di elevatissimo pregio ambientale e paesaggistico.

Già con un precedente intervento nello scorso mese avevamo replicato in modo puntuale alle fantasiose dichiarazioni dell’ Assessore dell’ambiente, secondo cui il problema sarebbe stato “in via di risoluzione”. Affermazioni prive di fondamento e gravi perché provengono da un pubblico amministratore e mettono a repentaglio la credibilità della funzione pubblica. Avevamo già chiesto che il Comune si attivasse presso Laore e la Regione Sardegna per individuare aree alternative idonee, collocate in contesti ambientalmente e turisticamente neutri. Richiesta rimasta completamente inascoltata.

Nel frattempo, la situazione è ulteriormente e sensibilmente peggiorata. La discarica continua a crescere in dimensioni e, a seguito delle precipitazioni, si registra la fuoriuscita di liquidi, percolati, residui oleosi, idrocarburi, oli esausti e oli di cucina dagli involucri di plastica, che si stanno riversando sul terreno circostante, con un concreto rischio di infiltrazione nel suolo e di compromissione ambientale.

A testimonianza della gravità del quadro, il Gruppo di Forza Italia ha ricevuto numerose fotografie e segnalazioni da parte di cittadini fortemente preoccupati e indignati, che denunciano l’aggravarsi della situazione e l’apparente indifferenza dell’Amministrazione comunale di fronte a un problema di così rilevante impatto ambientale, paesaggistico e sanitario.

Non siamo più di fronte a una questione di decoro o a una gestione temporanea dell’emergenza, ma a una potenziale emergenza ambientale, aggravata dall’assenza di valutazioni comparative su potenziali siti alternativi e dal mancato coinvolgimento degli enti competenti. Una condotta che espone l’Amministrazione a responsabilità evidenti e rischia di arrecare danni seri e duraturi a un’area strategica per l’immagine e la vocazione turistica della città.

Alla luce dell’evoluzione dei fatti, il Gruppo di Forza Italia si appresta a informare le autorità preposte alla tutela ambientale e all’accertamento delle eventuali responsabilità, affinché siano adottate con urgenza tutte le misure necessarie a interrompere lo stoccaggio, rimuovere i rifiuti e mettere in sicurezza l’area.

Continueremo a vigilare e a denunciare ogni inerzia e ogni scelta amministrativa che metta a rischio l’ambiente, il territorio e l’interesse della comunità algherese. Lo hanno dichiarato Marco Tedde, Giovanna Caria, Antonello Peru, Lina Bardino e Nina Ansini del Gruppo consiliare di Forza Italia – Alghero.

 

Nella foto la mega discarica di rifiuti dentro il pazzo dei congressi intitolato a Martino Lorettu

Pescatori, il Parco di Porto Conte conferma dialogo e confronto

ALGHERO – “Piena disponibilità al dialogo e ferma volontà di lavorare insieme a tutte le realtà della pesca locale, per tutelare le tradizioni, valorizzare le attività sostenibili e garantire regole chiare che assicurino un futuro stabile al comparto”. Dai vertici del Parco Regionale di Porto Conte e Area Marina Protetta Capo Caccia – Isola Piana la certezza che ogni iniziativa sarà condotta nel pieno rispetto delle normative vigenti e con l’obiettivo di favorire un confronto costruttivo tra tutte le componenti del settore. Così il presidente Emiliano Orrù all’indomani delle divergenze tra le diverse realtà associative di pescatori: l’Associazione Riviera del Corallo e l’Associazione Pescatori Mille Lire che non trovano ancora convergenza sulle proposte relative all’attività nel territorio dell’Area Marina Protetta.

La frattura emersa evidenzia come, all’interno del comparto, non vi sia purtroppo una posizione unitaria. Elemento questo che rende più complesso il percorso intrapreso dalla Commissione consiliare e dal Parco per individuare nuove soluzioni ed eventuali migliorie condivise da portare all’attenzione del Ministero. “In questi mesi – conferma Orrù – insieme al presidente Christian Mulas abbiamo lavorato con la massima apertura e disponibilità per facilitare un confronto costruttivo tra tutte le componenti del settore. Il Parco lavora incessantemente e continuerà a impegnarsi affinché si superino le divergenze tra i pescatori, nell’interesse della comunità e della tutela del territorio”.

Il Presidente della Commissione Ambiente, Christian Mulas, aggiunge: “Sono dispiaciuto che, ancora una volta, tra i pescatori non si riesca a costruire l’unità necessaria. Da sette anni mi impegno per venire incontro alle esigenze e alle tradizioni di questa categoria: ho convocato numerose commissioni, molte più di quante ne fossero mai state dedicate in passato, proprio per dare voce a chi rappresenta un’attività che è cultura e storia della città di Alghero. Ho lavorato costantemente per sostenere, tutelare e valorizzare questa realtà, affinché potesse continuare a vivere e operare nel migliore dei modi. Oggi, però, dobbiamo prendere atto che manca ancora una posizione condivisa all’interno del comparto”.

Nonostante le divisioni attuali, le istituzioni confermano la propria disponibilità a proseguire il dialogo con tutte le rappresentanze della pesca, senza esclusioni, mantenendo il pieno spirito di collaborazione che ha sempre caratterizzato il lavoro svolto finora. In coerenza con gli impegni assunti e nel rispetto delle procedure richieste per garantire certezza normativa e un quadro regolamentare chiaro, a tutela della piccola pesca nell’Area Marina Protetta, il disciplinare sarà finalizzato e trasmesso ufficialmente al Ministero a gennaio. Mese in cui potranno e dovranno proseguire occasioni di incontro e confronto al fine di addivenire ad una auspicabile e proficua unità.

Pesca nell’Amp, “Chiediamo un ricambio generazionale”

ALGHERO – “I sottoscritti pescatori dell’associazione Riviera del Corallo che pescano con l’autorizzazione nell’Area Marina Protetta di Capo Caccia – Isola Piana, parliamo di circa quindici operatori attivi e con imbarcazioni di per la piccola pesca, intendono prendere posizione netta in merito al documento recentemente inviato da alcuni pescatori al Presidente dell’Area Marina Protetta, dott. Emiliano Orrù, e al Presidente della V Commissione Consiliare Ambiente, Parco di Porto Conte e Area Marina Protetta,il dott. Christian Mulas.
Abbiamo appreso dell’invio di un documento contenente proposte che non condividiamo e che non ci rappresentano.
Riteniamo doveroso precisare che una parte significativa dei firmatari di quel documento è composta da pescatori ormai in pensione, i quali continuano comunque ad essere autorizzati a pescare all’interno del Golfo dell’Area Marina Protetta. Tale situazione, di fatto, impedisce ai pescatori più giovani di ottenere i permessi, ostacolando il naturale ricambio generazionale che dovrebbe garantire la continuità della tradizione della marineria algherese.
Da anni si parla di transizione, di tutela della storia e della cultura e di tenere viva la pratica della pesca ad Alghero. Tuttavia, queste parole perdono significato se chi è già in pensione continua a occupare uno spazio che dovrebbe essere lasciato alle nuove generazioni, a coloro che desiderano portare avanti questa professione con dignità, responsabilità e rispetto dell’ambiente.
Come gruppo di oltre quindici pescatori attivi, non vogliamo la chiusura del Golfo e non condividiamo alcuna delle proposte avanzate nel documento dei colleghi pensionati.
Per questo abbiamo trasmesso al Presidente della Commissione, Christian Mulas, un documento firmato in cui esprimiamo con chiarezza la nostra posizione contraria.
Desideriamo infine ringraziare il Presidente del Parco e il Presidente della Commissione Consiliare Ambiente per aver sempre dimostrato correttezza e disponibilità nel coinvolgere l’intera categoria, oggi purtroppo divisa.
Auspichiamo che le istituzioni continuino a sostenere un confronto equo, basato sulla realtà attuale della pesca professionale, e che sia finalmente riconosciuto il diritto dei giovani pescatori a proseguire una tradizione che appartiene alla città di Alghero”.

lenardi pietro
esposito tullio
contini giovanni
caneo francesco,cosimo,carmelo e riccardo
molinari antonio
bradi salvatore
usai carmelo
salis marco
esposito ferdinando

“Scala Erre esplode di rifiuti, è emergenza nel Nord Sardegna”

CAGLIARI – “Nel Nord Sardegna siamo oltre il limite, la discarica di Scala Erre è praticamente esaurita e ogni giorno aumenta il rischio di una emergenza rifiuti per Sassari e per l’area metropolitana” – dichiara Claudia Camedda, segretaria generale Fit Cisl – mentre i territori chiedono risposte, la Regione prende tempo sul progetto del termovalorizzatore di Truncu Reale, un atteggiamento attendista che non affronta il problema e che rivela una grave mancanza di visione”. 

“La legge italiana stabilisce una gerarchia precisa nella gestione dei rifiuti, prevenzione, riuso, riciclo, recupero energetico, smaltimento”, ricorda Gianluca Langiu, segretario regionale, “riconoscendo il recupero energetico come opzione ambientale preferibile quando riciclo e riuso non sono sufficienti a chiudere il ciclo, il termovalorizzatore è quindi uno strumento necessario per rispettare gli obblighi normativi e garantire un sistema moderno, sostenibile e autosufficiente”. Camedda precisa che “l’impianto previsto, pubblico e tecnologicamente avanzato, non contrasta con il riciclo ma ne è il completamento, perché esiste sempre una parte di rifiuti non riciclabili che deve essere trattata con sicurezza, in tutta Europa si punta su meno discariche, più innovazione e più tutela dell’ambiente, la Sardegna non può tornare indietro”. Aggiunge ancora Langiu: “chi alimenta paure infondate sulla termovalorizzazione si assume la responsabilità di costi più alti, più trasporti fuori provincia, più inquinamento e rischi sanitari. Nel frattempo la Giunta regionale rimanda decisioni e il Nord Sardegna scivola verso una crisi annunciata, con i cittadini che pagano di tasca propria e i lavoratori che restano nell’incertezza”. Per la Fit “è il momento della politica che decide, che mette al centro l’interesse collettivo e non il calcolo del consenso: chiediamo un cambiamento immediato, la Regione apra il confronto con amministrazioni, sindacati e operatori del settore e sblocchi senza ulteriori indugi l’impianto di Truncu Reale, i termovalorizzatori non sono il problema, il problema è l’immobilismo, la Sardegna non può essere ostaggio dei no ideologici, servono scelte chiare, serve coraggio, serve farlo adesso”.

Alghero, Borgate la Lega: “raccolta rifiuti nel pantano”

ALGHERO – “Le prime piogge hanno trasformato l’area dei cassonetti dell’Arenosu in un vero e proprio pantano, rendendo di fatto impossibile l’accesso ai cittadini.” Sarah Boette, della sezione cittadina della Lega, torna a denunciare la situazione della raccolta rifiuti nelle Borgate, accompagnando la sua presa di posizione con l’immagine eloquente dello stato dell’area.
“Non siamo davanti a un problema nato oggi o imputabile esclusivamente a questa amministrazione – precisa Boette – ma è responsabilità dell’amministrazione in carica affrontarlo e risolverlo. In casi come questo basterebbero interventi elementari, come la semplice distribuzione di ghiaia, per rendere agibile uno spazio utilizzato quotidianamente da decine di famiglie”.
Boette sottolinea come le Borgate continuino a essere trattate come zone di serie B: “Gli abitanti dell’Arenosu, come quelli delle altre Borgate, pagano le stesse tasse di chi vive in centro, ma in cambio ricevono servizi scarsi o inesistenti. È inaccettabile che ancora una volta ci si dimentichi di loro”.
A rafforzare la denuncia arriva anche l’iniziativa del consigliere comunale della Lega Michele Pais, “sempre attento alle esigenze delle Borgate”, che ha già predisposto un’interrogazione sul punto. “A lui si deve anche – ricorda Boette – il finanziamento regionale di oltre 2 milioni di euro per la pulizia dei canali dopo decenni di incuria, canali che proprio con le prime piogge finivano per esondare causando enormi disagi ai residenti”.
“La Lega chiede un intervento immediato e senza ulteriori rimpalli di responsabilità. Guardare al passato non ha senso: si intervenga oggi. Bastano pochi gesti, pochi investimenti, per dare dignità a territori che da troppo tempo aspettano attenzione. Non è più tollerabile che i cittadini debbano affrontare situazioni di disagio così elementari nella totale indifferenza di chi amministra”.

Consulta del Parco di Porto Conte, pubblicato l’avviso

ALGHERO – Pubblicato dall’Azienda Speciale “Parco di Porto Conte” l’Avviso per la manifestazione di interesse finalizzato alla nomina dei membri della Consulta del Parco, organo consultivo dell’Ente che supporta le attività di programmazione, indirizzo e regolamentazione. La Consulta del Parco sarà eletta dall’Assemblea secondo l’iter previsto dallo Statuto e resterà in carica per l’intera durata del mandato assembleare. Sarà composta da un massimo di sei membri ed è presieduta dalla direzione dell’Azienda Speciale Parco di Porto Conte – Area Marina Protetta Capo Caccia – Isola Piana. Non possono far parte della Consulta i componenti dell’Assemblea.

Possono presentare domanda i rappresentanti legali delle associazioni ecologiche e naturalistiche riconosciute, delle categorie dell’artigianato e del commercio, delle organizzazioni sindacali, delle associazioni culturali e sportive. Le istanze devono essere presentate utilizzando il Modello A allegato all’Avviso e corredate da dichiarazione sostitutiva resa ai sensi del DPR 445/2000, dalla quale risulta il nominativo del referente prescelto dall’associazione quale componente designato per la Consulta del Parco. I componenti della Consulta esprimono parere non vincolante sugli atti di programmazione, indirizzo e regolamentazione dell’Azienda Speciale “Parco di Porto Conte”.

“Con la pubblicazione di questo Avviso – dichiara il Presidente dell’Azienda Speciale, Emiliano Orrù – proseguiamo nel percorso di partecipazione e apertura che riteniamo fondamentale per una gestione moderna e condivisa del Parco di Porto Conte. La Consulta rappresenta uno strumento fondamentale attraverso il quale il territorio può contribuire attivamente alla definizione delle politiche di crescita, tutela e delle strategie di valorizzazione ambientale. Invito tutte le realtà associative interessate a partecipare, perché una governance realmente efficace nasce dal confronto costante e dalla collaborazione attiva tra le diverse realtà locali”.

Le domande dovranno essere presentate entro e non oltre le ore 12.00 del 12 dicembre 2025, esclusivamente via Pec all’indirizzo parcodiportoconte@pec.it, secondo le indicazioni previste nell’Avviso. Per tutti i dettagli, requisiti, modalità e termini per la presentazione delle candidature, l’Avviso è consultabile sul sito istituzionale del Parco di Porto Conte nella sezione Albo Pretorio e Amministrazione Trasparente.