Fondazione: mostra sul Kurdistan nella Torre Sulis

ALGHERO – L’Associazione “L’Albero Cavo” inaugura la mostra “Tacciano le armi” con le fotografie di Stefano Stranges e Marioluca Bariona,  patrocinata dalla Fondazione Alghero | Musei Eventi Turismo Arte.

La mostra che si compone di 31 scatti e anticipa la presentazione del libro – reportage “Tacciano le armi” di Adriana Fara, Stefano Stranges e Marioluca Bariona in collaborazione con la FOCSIV, le traduzioni in inglese di Alessandra Mariano, pubblicato da Edizioni Eugraphìa nella collana di saggistica Skepsi.

In occasione della mostra saranno proiettati due video della durata di dieci minuti, realizzati durante il viaggio dei tre autori nel Kurdistan iracheno a marzo scorso, in occasione della visita di Papa Francesco in quelle terre.

“Tacciano le armi” è un libro–reportage sul Kurdistan iracheno che raccogli impressioni, interviste, testimonianze e saggi di autori iracheni, curdi e italiani. L’importanza e il significato del viaggio apostolico di Papa Francesco per la popolazione di quella terra, raccontato in un reportage tra i volti delle persone nei campi profughi e rifugiati, nelle vite dei cristiani dimenticati in una Medina e su frontiere sempre più porose e insidiose. Il libro,di 128 pagine, comprende alcune poesie tratte da: Laura Schrader, “Canti d’amore e di libertà del popolo kurdo”, © 2019 END Edizioni; “Sherko Bekas. Scintille di mille canzoni”, © 2017 Scienze e Lettere; Paola Splendore, “Choman Hardi. La crudeltà ci colse di sorpresa”, © 2017 Edizioni dell’Asino.

 

Stefano Stranges è un fotografo e fotoreporter indipendente italiano.Classe 1978, inizia la sua carriera professionale nel 2006 nel mondo della moda e del reportage di viaggio, ma ben presto punta il suo obiettivo verso le tematiche sociali più problematiche del pianeta. Iniziano quindi le collaborazioni con ONG nazionali e internazionali.
I suoi scatti catturano le dure realtà che attanagliano la società contemporanea, dallo sfruttamento alle guerre civili, dai disastri causati dalle catastrofi naturali alle problematiche dovute ai cambiamenti climatici. Con le sue foto ha sovente raccontato come l’uomo, nonostante le varie avversità, riesca sempre a ritrovare la forza di creare un nido, anche in assenza di pareti. Ha immortalato lo sfruttamento legato alla produzione degli strumenti tecnologici, dagli abitanti del Congo nelle miniere di coltan alla immensa discarica tecnologica del Ghana, in un reportage che lo ha portato a essere premiato con diversi riconoscimenti internazionali. Questo lavoro è stato inoltre argomento di una talk tenuta al TEDx della città di Rovigo nel 2019. Ha trattato la questione dell’infanticidio di genere nelle aree del sud dell’India e quella delle problematiche ambientali nel nord dello Zimbabwe in una lunga collaborazione con l’ONG Terre des Hommes. Dal 2017 ha avviato un progetto legato alla didattica e sensibilizzazione in aziende e centri formativi in qualità di relatore. Alcune sue foto fanno parte della Collettiva EXODOS, mostra che nel 2019 ha ricevuto la Medaglia d’oro al valore sociale dal Presidente della Repubblica.
Ha pubblicato i suoi reportage su numerose riviste, tra le quali Rolling Stone, Il Reportage, Millenium del Fatto Quotidiano, Jesus Magazine, Il Manifesto, La Stampa, La Repubblica, Left Magazine, Famiglia Cristiana. I suoi lavori sono stati esposti in varie mostre, sia personali che collettive, in Italia ed Europa.

 

Adriana Fara è nata ad Alghero. Giornalista professionista, ha collaborato con la Rai, La Stampa e il Corriere della Sera per la cronaca giudiziaria e gli esteri. Ha ricoperto il ruolo di direttore responsabile di due magazine nazionali, uno dei quali dedicato all’Africa. Missioni estere: tre anni nei Balcani (Albania, Kosovo, Serbia, Macedonia, Bosnia), due in
Africa (Missione UNMEE-Etiopia ed Eritrea), Libano, Iraq e Kurdistan. Ha vissuto in Arabia Saudita, Kuwait e in Bahrain per cinque anni, dal 2010 al 2015.
Pubblicazioni: “Bahrain, Never mind” 2017 e “Kally Wally Bahrain” 2018
Ed. RaineriVivaldelli.
“Tacciano le armi” 2021 Ed. Eugraphia

 

Marioluca Bariona nato nel 1971, ha vissuto a Torino, Ventimiglia e Genova, dove si è laureato in scienze infermieristiche. Ha insegnato presso le università di Pisa e Torino.​ Fotografo autodidatta e attivista, utilizza la fotografia come mezzo di sensibilizzazione ai problemi sociali e predilige un linguaggio fotografico concreto e rivolto all’osservazione della realtà. Ha pubblicato su riviste internazionali ed esposto a Torino.

 

 

STRALCI DA “TACCIANO LE ARMI”

 

Il significato di Bartella è “La figlia della rugiada”. Molti cristiani vivevano e vivono ancora lì e molti altri hanno lasciato questo luogo di tragiche sofferenze. Sono conosciuti come persone di buon cuore, intelligenti e grandi lavoratori. Molte di queste persone sono medici, ingegneri, insegnanti e artisti, come mio suocero. Tuttavia, questo semplice villaggio è stato attaccato molte volte nei secoli passati e l’ultimo attacco è stato da parte dell’ISIS che è arrivato portando bandiere nere, spade,

molteplici tipi di armi e, soprattutto, non ha avuto alcuna pietà. “Ricordi di Pioggia” di Aelen. “Sono sicuro che il Papa vorrà anche incontrare i fondamentalisti integralisti, dicendo loro che crede in Dio, nell’amore e nella riconciliazione perché loro hanno un’influenza sulla strada. “Ankawa”, intervista a Bashar Matti Warda, Arcivescovo Caldeo di Erbil.

 

“A questo punto possiamo inquadrare la domanda: che significato ha nel mondo di oggi l’Iraq? Per me è il nervo lesionato dal quale si è diffuso l’attuale malessere arabo. Questo malessere è parte importante del malessere islamico. Dunque il viaggio lo ritengo un pellegrinaggio nel più ampio malessere islamico del quale Francesco ha colto l’urgenza di curare il punto di origine”. “Francesco” di Riccardo Cristiano

“Sono venuta alla luce in questo angolo di mondo e in questa cultura durante il genocidio di Saddam Hussain. La campagna di Anfal, come la chiamò Saddam, ci costrinse alla fuga nel vicino Iran, e oggi sto scrivendo questo testo all’indomani dell’ennesimo genocidio del nostro popolo, e in particolare dei curdi della nostra antica fede yazida, i pochi che sono sopravvissuti a 73 precedenti genocidi iniziati nei giorni delle espansioni islamiche, 13 secoli fa. “Escaped” di Seivan M. Sali

Mostra: “TACCIANO LE ARMI” Mostra e Libro – Reportage sul Kurdistan Iracheno

 nei giorni della visita di Papa Francesco

Luogo: Torre di Sulis Fondazione Alghero | Musei Eventi Turismo Arte Piazza Sulis, 07041 Alghero SS

Inaugurazione: Mercoledì 3 Novembre 2021, ore 18.00

Periodo: dal  3 novembre al 15 novembre 2021

Orari:  Tutti i giorni dalle 10-12 dalle 15-19

Info e prenotazioni: L’Associazione “L’Albero Cavo”,  info@lalberocavo.it

340 321 10 28

Stac! ad Alghero, Fabio Saiu apre il suo studio | video

ALGHERO – Arriva ad Alghero Stac! Il festival di arte contemporanea, che rappresenta una ventata di aria fresca nel panorama locale e regionale, vedrà, questo weekend, protagonista il pittore algherese Fabio Saiu. Come previsto dal format, dal pomeriggio fino alla sera, sarà possibile entrare nel mondo di Saiu e ammirare le sue creazioni oltre che prendere visione degli spazi in cui opera. “Era da tempo che circolava l’idea di aprire gli studi agli esterni e finalmente c’è stata questa possibilità grazie al Festival Stac! e alle sue curatrici Eleonora Angiolini e Laura Vittoria Cherchi, commenta Saiu che rimanda anche a prossime iniziative che verranno realizzate ad Alghero e anche in altri località. Da segnalare che l’appuntamento vedrà anche un sottofondo musicale curato dal progetto di elettronica moderna “Allee der Kosmonauten”. Intanto sentiamo le parole di Fabio Saiu direttamente dal suo studio di via Vittorio Veneto 58 ad Alghero.

 

 

 

Street Art, dopo Giorgio Casu a Sant’Antioco un murales di “Millo”

SANT’ANTIOCO – Dopo l’opera “Is Nuus Nous” (I Nodi Nuovi) realizzata dall’artista sardo Giorgio Casu (in arte Jorge) in via Belvedere a Sant’Antioco, adesso è il turno di Francesco Camillo Giorgino (in arte Millo), apprezzato street artist di fama internazionale dai murales in bianco e nero con sprazzi di colore che sorprendono. Millo ha avviato il suo lavoro in via Matteotti, in un’ampia parete di una palazzina AREA, punto ben visibile da chi transita nella frequentatissima arteria, strada di accesso al vicino Comune di Calasetta.

L’opera commissionata a Millo (sulla quale, per ora, rimane l’assoluto riserbo) rientra nell’ambito del progetto Street Art e riqualificazione urbana, linea di azione del più ampio Museo Diffuso (sostenuto dalla Fondazione di Sardegna), progetto avviato da questa Amministrazione e ormai, a distanza di qualche anno, una certezza capace di mettere a sistema (e a frutto) tutti i punti di interesse presenti nel territorio comunale di Sant’Antioco, tanto nel centro urbano quanto nelle località costiere e, come in questo caso, nella periferia. Non è un caso, infatti, che per la seconda opera del progetto Street Art (la cui direzione artistica è affidata a Giorgio Casu) sia stata scelta via Matteotti, zona periferica su cui sono concentrati progetti e risorse per la sua rivitalizzazione.

Francesco Camillo Giorgino, alias Millo, è nato nel 1979 a Mesagne. Ha compiuto gli studi di Architettura ma poi, qualche hanno fa, ha cominciato a dipingere muri, facendosi così conoscere in tutto il mondo per la sua Street Art. Nel corso della sua carriera artistica è stato insignito di numerosi premi e riconoscimenti nazionali, tra cui il prestigioso “Premio Celeste” nel 2011. Numerose le sue partecipazioni a diversi Street Art Festival in giro per l’Europa: molte sue opere sono esposte a Roma, Milano, Bologna, Firenze, Londra, Parigi, Lussemburgo e Rio de Janeiro. I murales, pieni di dettagli, assorbono quanto più possibile gli elementi del contesto in cui si inseriscono. Per maggiori informazioni sulla sua produzione artistica: https://www.millo.biz/

Arte a Cagliari, mostra “Illusion: nothing is as it seems”

CAGLIARI –  È stata inaugurata, nella splendida cornice della Manifattura Tabacchi di Cagliari, la mostra ILLUSION: NOTHING IS AS IT SEEMS, uno sguardo all’interno della mente umana attraverso l’esplorazione delle motivazioni e dei meccanismi dell’inganno sensoriale.  A fare gli onori di casa è stato Alessandro Pisu a capo delle operazioni di Opificio Innova che ha portato Illusion in Sardegna: “Questa esposizione, dopo aver girato il mondo, arriva a Cagliari e abbiamo visto tutti che sta generando tanta curiosità tra il pubblico sardo e non solo. Le opere che presentiamo sono state commissionate dalla Science Gallery e dal Trinity College di Dublino, due tra le più prestigiose istituzioni culturali irlandesi oggi attive e presenti nel panorama internazionale. Le opere ci offrono, come suggerisce il titolo, una sfida sotto forma di illusioni sensoriali all’immaginazione del pubblico con l’obiettivo di promuovere la relazione tra cittadini e scienza”.

La mostra segna anche l’avvio, da parte di Opificio, della gestione di una parte degli spazi della Manifattura Tabacchi e rappresenta un esempio delle attività divulgative e innovazione che si intende proporre nei prossimi anni nel capoluogo: “Uno spazio – ha ricordato Pisu – che grazie alla visione della Regione Sardegna e di Sardegna Ricerche sta diventando un vero e proprio hub culturale e vetrina per l’innovazione nel cuore di Cagliari. E a partire dal mese di settembre, Opificio Innova proporrà alla cittadinanza un ecosistema fatto di spazi coworking, dimostratori tecnologici ed aree per l’apprendimento dove tecnologia, innovazione e qualità saranno di casa”.

Taglio del nastro alla presenza del sindaco Paolo Truzzu che ha espresso soddisfazione per l’apertura di un’esposizione dal respiro internazionale in uno spazio che è anche un simbolo per il capoluogo sardo: “Una mostra – ha sottolineato il primo cittadino – che ha girato il mondo, importante, che dà rilievo internazionale alla città. Sono convinto potrà essere un elemento di attrazione per chi vuole venire a visitare Cagliari. In questo particolare momento in cui i luoghi dell’arte e della divulgazione si stanno fortunatamente riaprendo alla presenza dei cittadini, dà una visione di speranza verso il futuro prossimo”.

Secondo Truzzu, iniziative di questo tipo sanno dare “la possibilità di offrire ai giovani e a tutti i concittadini spazi dove poter avere sempre una maggiore condivisione, sviluppare la conoscenza, anche solo la curiosità rispetto all’arte, alla scienza e all’innovazione è uno dei temi su cui l’Amministrazione comunale di Cagliari sta già lavorando”. In rappresentanza della Fondazione di Sardegna, partner dell’evento, è intervenuto il Direttore Generale Carlo Mannoni: “Opificio Innova è un logo importante che vedremo sempre più spesso nelle situazioni scientifiche e culturali in Sardegna. Per noi come Fondazione non è solo un contributo classico, è una partnership che si realizza tra opificio e la nostra società strumentale che si chiama Innois. È molto importante e simbolico che oggi si avvii questo percorso. Il fatto di avere delle mostre che girano il mondo e vengono qua ha un valore e credo che anche il mondo della scuola potrà in futuro beneficiarne. Per cui noi siamo qui non solo come sostenitori materiali ma anche come partner di Opificio e anche di altre strutture che animeranno al Manifattura nei prossimi anni”. La mostra sarà aperta dal 28 maggio, dalle ore 9 alle ore 20, fino al 31 dicembre. Il biglietto intero costa 10 euro, quello ridotto 8 euro.

ILLUSION è una esposizione interattiva che permette di indagare su come la percezione sostiene il nostro modo di vedere, sentire, pensare e capire il mondo, e ci mostra come ciò che percepiamo sia molto spesso radicalmente diverso dalla realtà che osserviamo con gli occhi.

ILLUSION presenta una serie di opere d’arte che trattano diversi tipi di illusioni, da Significant Birds di Nye Parry, una illusione uditiva che esplora come un’unica onda sinusoidale venga isolata dalla registrazione di una voce umana, a Cubes di Jennifer Townley, una scultura in alluminio basata su  un motivo geometrico di rombi che danno l’illusione di  vedere sei cubi, mentre in realtà i cubi percepiti risultano dalla composizione di tre rombi. Un’altra opera, The Hurwitz Singularity di Jonty Hurwitz, ci spinge ad interagire con la struttura compositiva prima ancora che l’illusione sia rivelata.

Web site: https://illusion.opificioinnova.it/

Cagliari, Illusion: straordinaria esposizione interattiva

CAGLIARI – Arriva, nella splendida cornice della Manifattura Tabacchi di Cagliari, in viale Regina Margherita 33, la mostra Illusione: nothing is at it seems, uno sguardo all’interno della mente umana attraverso l’esplorazione delle motivazioni e dei meccanismi dell’inganno sensoriale.  L’evento di apertura, rivolto alle sole autorità e ai giornalisti, avrà luogo giovedì 27 maggio, alle ore 11.00.  A partire dal 28 maggio, dalle ore 9 alle ore 20, l’esposizione sarà aperta al pubblico. Illusione: nothing is at it seems”. ILLUSION è una esposizione interattiva che ci permette di indagare su come la percezione sostiene il nostro modo di vedere, sentire, pensare e capire il mondo, e ci mostra come ciò che percepiamo sia molto spesso radicalmente diverso dalla realtà che osserviamo con gli occhi.

Coprodotta dalla Science Gallery of Ireland ed il Trinity College di DublinoIllusione presenta una serie di opere d’arte che trattano diversi tipi di illusioni, da Significant Birds di Nye Parry, una illusione  uditiva che esplora come un’unica onda sinusoidale venga  isolata dalla registrazione di una voce umana, a Cubes  di Jennifer Townley, una scultura in alluminio basata su  un motivo geometrico di rombi che danno l’illusione di  vedere sei cubi, mentre in realtà i cubi percepiti risultano dalla composizione di tre rombi. Un’altra opera, The Hurwitz Singularity di Jonty Hurwitz, ci spinge ad interagire con la struttura compositiva prima ancora che l’illusione sia rivelata.

Caggiulino Sardum visita l’incantevole Alghero

ALGHERO – Il simpatico cagnolino protagonista del progetto di valorizzazione territoriale Sardum, della PMI innovativa iInformatica, questa volta visita l’incantevole Alghero, nella provincia di Sassari (link al cartoon https://www.youtube.com/watch?v=v-702IDj7gA). Si tratta di una meta turistica fra le più raggiunte d’Italia, ed è famosa per essere la città più importante della Riviera del Corallo. Proprio a tal proposito Caggiulino indossa pinne e maschera da sub e si tuffa nel mare cristallino sardo mostrando i Coralli, noti comunemente quali gioielli preziosi, che sono dei piccolissimi polipi che vivono in mare, in delle grandi colonie che assumono un aspetto molto simile a quello di alcune piante. Il colore del loro durissimo scheletro è rosso acceso o talvolta rosa. Caggiulino racconta che nella città di Alghero esistono pochissime persone specializzate nella loro pesca, perché vivono solo a basse profondità, e sono degli animali dalla crescita molto lenta, per questo la loro pesca va controllata e la loro vita tutelata.

Caggiulino ritorna sulla costa e racconta che Alghero è una città dalla storia incredibile, la cui posizione strategica sul mare l’ha resa importante per chiunque l’abbia conquistata. Alghero conserva tutt’ora ben il 70% delle fortificazioni costruite nell’epoca medievale. Una di queste Torri è stata dedicata alla memoria di Vincenzo Sulis, un uomo dalla vita molto avventurosa che fu per vent’anni prigioniero nella torre, che Caggiulino incontra.

Nello stile Sardum dei cartoni animati, il personaggio in lingua sarda si racconta con Caggiulino asserendo: “Salludi caggiulino, deu seu Vincenzo Sulis! Seu nasciu in casteddu in su 1758 e appu tentu una vida meda interessanti e movimentada! Appu mollau is istudiusu de giovanu ma, dopu una gioventù de delincuenti, appu sighiu a istudiai, e in su 1793 appu guidau sa rivolta contra is francesus chi obianta concuistai casteddu! Seu stettiu tribunu popolare e appu guadangiau meda rispettu de sa popolazioni sarda. Custu rispettu adi causau timoria in sa famiglia Savoia, chi timmiat de pedri su poderi. Deu no tenìa nisciuna ambizioni politica personalli, ma cantu appu cumprendiu ca is savoia mi obianta serrai in prasoni fiat troppu tradu. M’anti serrau in sa turri e s’aquila in casteddu e postisi in custa turri de s’alighera, chi oi pigada su nomi miu. Seu abbarrau innoi po 21 annus, e appu tentau de fui duas’ottas. In su 1821 Carlo Felice m’at donau sa grazia e appu passau is uttimus annus de sa vida mia in s’isula de sa maddalena, innoi appu scrittu una autobiografìa. Immoi ti deppu salludai, a si biri chizzi caggiulino!”

A questo punto Caggiulino ringrazia e saluta Vincenzo e ci rimanda alla prossima avventura.

Il cartoon nato per riscoprire il territorio, storia e tradizioni, affascinando piccoli e grandi, è stato realizzato da Giulio Setzu (coordinatore del progetto e voce sarda di Sulis) , Alessandro D’Alcantara, Emilio Massa, Davide Scintu, Angelo Cucina, Emanuele Malloci e Demetrio Cavara (voce di Caggiulino). Il coordinatore del progetto Giulio Setzu, giovanissimo laureato in lingue e culture per la mediazione linguistica ed appassionato di lingua sarda, afferma che “Si tratta di un ulteriore contributo della pmi innovativa iinformatica per iniziare al meglio il periodo della Sardegna come prima Regione in Zona Bianca, valorizzando il bellissimo patrimonio sardo in modo nuovo e per trasmettere a tutti fiducia nel futuro, soprattutto per il settore turistico-ricettivo, in vista dell’arrivo della primavera.”

Liceo Castelvì, proseguono le attività dedicate al cinema

SASSARI – È l’arte di Caravaggio ad accompagnare le nuove attività del laboratorio dedicato alla produzione cinematografica, avviato dal Liceo Margherita di Castelvì nell’ambito del progetto “Visioni di legalità – Cittadinanza e Costituzione attraverso il linguaggio cinematografico”.

Le lezioni in presenza, riprese già da qualche settimana, ieri pomeriggio hanno coinvolto le studentesse e gli studenti della 4T dell’indirizzo economico e sociale del liceo Castelvì, in un’esercitazione per imparare a comporre un’inquadratura. Il regista Austinu D’Antonio, responsabile della sezione “Cinema e didattica” di Nuovi Scenari – l’impresa sociale a cui è stato affidato il coordinamento del progetto – ha impegnato i ragazzi in una nuova lezione – con lui anche il videomaker di Sassari Alessandro Tanca – mirata a costruire le giuste inquadrature e i principi base dell’illuminazione scenica, partendo dall’opera “Il seduttore delle tenebre” del celebre pittore italiano.

Il percorso didattico, avviato dall’istituto cittadino grazie al finanziamento regionale del bando “Didattica e cinema” – annualità 2019, consentirà ai quindici studenti coinvolti di acquisire nuovi crediti formativi nell’ambito dei P.C.T.O., i percorsi per le competenze trasversali e l’orientamento, già alternanza scuola lavoro, utili per gli esami di maturità che dovranno affrontare l’anno prossimo.

«Grazie al laboratorio stiamo scoprendo quanto lavoro c’è dietro la realizzazione di un cortometraggio – racconta Chiara, 17 anni – quali sono i ruoli all’interno di un set, che cosa fa il regista, il direttore della fotografia o il fonico di presa diretta. Ammetto che da grande non mi dispiacerebbe fare la regista».

Le attività laboratoriali riprenderanno l’11 e il 12 marzo, mentre dal 22 al 26 marzo i ragazzi inizieranno a lavorare per la realizzazione vera e propria del corto, insieme alla fonica Beatrice Mele e al direttore della fotografia Giancarlo Morieri, che collaboreranno con il regista per la formazione dei ragazzi sul set che verrà allestito durante le due giornate di riprese previste il 25 e il 26 marzo.

L’albero di “Corallo” sarà un’opera permanente

ALGHERO – L’installazione a forma di albero di Natale che con i suoi rami di corallo avvolge la torre di San Giovanni, diventerà un’ opera permanente, rappresentativa della città di Alghero. Già tre anni fa, quando con questa installazione Alghero si era candidata come capitale della creatività all’Unesco, le immagini  avevano fatto il giro di tutta Europa. Da qui, la decisione di restaurare e recuperare i rami di corallo che formano la struttura dell’installazione grazie al lavoro di precisione e maestria del suo ideatore, il flower designer Tonino Serra.

Oggi, venerdì 4 febbraio, è prevista la rimozione del ramage che sarà dismesso e trasportato nella sede dell’ ex mercato civico dove verrà visionato per un’operazione di restyling. Alcuni rami presentano delle infiltrazioni d’acqua e dovranno essere restaurati, altri  riciclati. Si provvederà successivamente al recupero di  altro ramage in modo da riprodurre esattamente l’ opera originale. Da un’idea di arredo urbano di grande valore artistico a cura dell’artista algherese Tonino Serra ad installazione permanente che rappresenta simbolicamente la Riviera del Corallo e che incornicia non solo la torre di San Giovanni ma anche il cuore pulsante della città vecchia. Quest’ opera ha avuto un enorme successo sia in città che fuori le mura.

La volontà della Fondazione era renderla fruibile come installazione permanente non solo per la spettacolarità della stessa, resa ancora più affascinante da giochi di  luci e cromie, ma soprattutto per il valore identitario, legato al corallo e al nuovo modo di guardare al contesto urbano riciclando e riutilizzando i materiali di risulta. Da non sottovalutare l’aspetto del riciclo come operazione di contenimento delle spese ad opera della Fondazione Alghero che riparte dopo una stagione da dimenticare,  come in tutti i comuni isolani che vivono di turismo, e concilia i nuovi obiettivi dell’economia circolare legati all’Agenda 2030 con la creatività e originalità dei suoi arredi urbani. “L’idea di riutilizzare i materiali, di reinterpretarli, e di trasformarli nel loro significato simbolico è stata vincente”-ha evidenziato Tonino Serra. I rami saranno ridipinti con una tinta al quarzo rosso e rappresentano la realtà materica del corallo mentre il colore rosso rappresenta l’ amore, il futuro propizio al quale guardare con fiducia.

Nonostante la triste realtà della pandemia, la Fondazione e l’amministrazione di Alghero affrontano in maniera intelligente l’arte urbana del riciclo senza rinunciare alla bellezza e all’ unicità. Far si che l’ installazione viva per sempre, rende Alghero una delle città  più originali dell’isola”. Una volta completato il restauro, al quale parteciperanno anche i ragazzi del liceo artistico, Istituto istruzione superiore E.Fermi,  l’ opera verrà ricollocata davanti alla torre come da composizione originale entro il mese di marzo.

Alghero Città Museo, rivalutato il progetto Sacro Itinere

ALGHERO- Il progetto “In sacro itinere” voluto nel 1996 dall’Amministrazione Comunale di allora guidata da Carlo Sechi, ideava e indicava la strada di Alghero museo a cielo aperto, nelle vie e nelle piazze del Centro Storico.  Il progetto prevedeva la realizzazione e l’installazione, nell’arco di 5 anni, di 15 interventi artistici che segnavano e scandivano le stazioni della Via Crucis lungo i percorsi delle Processioni della Settimana Santa. Un investimento in cultura che ideava l’intervento di artisti, tre per ogni stagione, fino a chiudere il ciclo della passione. Inserite nel contesto della città vecchia, le opere avrebbero dovuto diventare parte integrante della trama muraria.  Le prime tre opere, installate nel 1996 furono realizzate da Giovanni Carta, Igino Panzino e Aldo Contini.  Oggi sono ancora visibili le opere di Contini e di Igino Panzino: la prima installata in via Columbano, all’angolo con Porta Terra sul muro del Palazzo attualmente sede del Comune, la seconda in Piazza Duomo in prossimità del palazzo del “Pou Salit”. L’opera di Giovanni Carta venne rimossa dopo poco tempo la sua installazione in prossimità dei bastioni Marco Polo era stata rimossa all’atto della riqualificazione della muraglia ed era costituita da due elementi metallici affiancati in posizione verticale che generarono giudizi estremamente critici.

“A circa 25 anni di distanza – commenta il Sindaco Mario  Conoci –  le discussioni suscitate allora dal progetto  appaiono sbiadite e la visione obbiettiva fa tornare in primo piano la valenza, certamente unanimemente condivisa, del progetto complessivo”. Oggi, le due opere ancora installate passano quasi inosservate ai più e conseguentemente non vengono apprezzate se non da parte di pochi frequentatori dei luoghi ove si trovano. L’installazione di Giovanni Carta, rimossa dai bastioni, giace nei depositi dell’officina comunale. “Oggi rivesto il ruolo di assessore alla cultura e insieme al Sindaco Mario Conoci, ripensando a quel periodo, nel quale vivemmo, da giovani consiglieri comunali,  quella vicenda politica, abbiamo ritenuto fosse arrivato il momento di riprendere quel progetto e,  mettendo da parte ogni altra valutazione in proposito, abbiamo deciso di   rendere giustizia sia agli artisti che furono allora vittime collaterali di uno scontro politico sia  all’Amministrazione che ideò e provò a realizzare il progetto”, spiega l’Assessore alla Cultura Marco Di Gangi.  L’obbiettivo principale del progetto In Sacro itinere era quello di concepire la cultura e l’arte come un “servizio pubblico” “utile e urgente come tutti gli altri, la cui crescita genera un complessivo miglioramento della qualità urbana, una ulteriore capacità attrattiva per la città, catalizzatore di sviluppo economico” sottolinea Di Gangi. Compatibilmente con la disponibilità delle risorse, anche in considerazione del momento di crisi, l’Amministrazione intende programmare il rilancio dell’obiettivo operativo del progetto, adattandolo alle mutate condizioni. Partendo dall’idea originale voluta dall’Amministrazione di allora guidata da Carlo Sechi,  quella cioè di realizzare e collocare nei luoghi ritenuti idonei opere simboliche,  con l’Assessorato alla Cultura vuole realizzare in città una collezione permanente “open air” di arte contemporanea che, partendo dal centro storico, cerchi di valorizzare non solo i diversi siti legati agli itinerari delle processioni della  Settimana Santa, ma possa arricchire la città con altre installazioni artistiche.

“Iniziamo  con il trovare uno spazio idoneo per ricollocare “l’opera rimossa”  di Giovanni Carta, attribuendo così un doveroso omaggio  all’autorevole valore artistico di un nostro concittadino, interveniamo sulle due opere ancora visibili, con l’obiettivo di restaurale e valorizzarle richiamandone l’originale funzione voluta dalla Giunta Sechi e dando anche maggiore riconoscibilità e visibilità all’opera dello scultore Pinuccio Sciola, attualmente ubicata sul grande vaso dell’albero di Giuda in Piazza Pino Piras, che pur se  non legata al progetto “In sacro itinere” arricchisce la città” conclude Di Gangi. 

Il pittore algherese Saiu dal Sindaco Conoci

ALGHERO – “Era il 1996, sindaco Carlo Sechi, quando Fabio Saiu partecipava ad un concorso di pittura promosso dalla Città di Alghero, che vedeva in giuria Marco Magnani e Liliana  Cano.” Così il Sindaco Mario Conoci riguardo la visita dell’artista algherese Fabio Saiu.

“Fabio Saiu ricevette il secondo premio con questo quadro che oggi, dopo anni di oblio, abbiamo recuperato e che ho voluto nella sala del sindaco. Da allora Fabio ha fatto tanta strada e ricevuto tantissimi riconoscimenti da artisti come Pinuccio Sciola e Paolo Fresu, ma anche dalla critica”.

“È di questi mesi la copertina che gli ha dedicato la rivista “Ieri Oggi Domani” con una intervista che illustra il suo percorso artistico ed umano, anche attraverso la pubblicazione delle sue opere più significative. Alghero si conferma città ricca di talenti che nel corso di lunghi anni hanno rappresentato una grandissima vivacità artistica che oggi continua con altrettanta ricchezza e vivacità.  Voglio ringraziare Fabio per l’incontro”.