Stop endoscopia, Pais ci mette la faccia e precisa

ALGHERO – “Non sono abituato a nascondermi e, anche questa volta, decido di metterci la faccia. Così come continuo ad essere sempre disponibile nei confronti di chiunque mi contatti telefonicamente, non avendo mai cambiato numero che è solo uno e sempre lo stesso. Cerco anche di rispondere ai tanti problemi che mi vengono prospettati suoi social ma, nonostante presti tutta la mia attenzione, capita che qualcosa mi sfugga. Come è avvenuto in questo caso e me ne scuso. Ritengo però opportuno fare alcune precisazioni per onore della verità. Risponde al vero che da circa due mesi il reparto di Endoscopia non stia erogando visite. Ma non risponde a verità il fatto che ciò sia causato dalla vicinanza dei locali dove sono ubicate le apparecchiature endposcopiche al reparto di Terapia intensiva, che adesso è indispensabile per la cura dei pazienti gravi affetti da Covid-19.L’interruzione delle prestazioni endoscopiche è stata causata dalla rottura della “colonna endoscopica” che, a seguito di tempestivo intervento manutentivo, è risultata inutilizzabile e messa fuori uso per obsolescenza. Apparecchiature vecchie di oltre 25 anni, che non potevano essere recuperate, specchio della trascuratezza riservata nel passato ai nostri ospedali e ai pazienti. Venticinque anni!!! E questo mi fa rabbia! E’ stata così avviata immediatamente la procedura per acquisto in urgenza di tutte le nuove apparecchiature e addirittura aggiudicata la gara.La ditta aggiudicataria, vista l’urgenza, avrebbe dovuto garantire la consegna entro 30 giorni. I tempi sono già scaduti e la consegna non è avvenuta perché purtroppo, come spesso accade con le procedure, e’ stato fatto ricorso dalla ditta classificatasi seconda. Nell’attesa che si sblocchi la situazione procedurale, tutte le attività endoscopiche sono temporaneamente spostate in altri centri del Nord Sardegna, tra cui l’Hub di Sassari.Purtroppo i disagi ci sono e chi ne paga le conseguenze sono le persone più fragili. In questa grave situazione emergenziale è comprensivo il disagio dei numerosi pazienti che sono in attesa di assistenza e di cure ma, credetemi, le strutture della ASSL, dell’AOU e tutti gli operatori sanitari stanno dando il massimo per poter garantire i servizi sanitari essenziali a tutti i cittadini. E’ compito della politica, e di chi riveste incarichi istituzionali a tutti i livelli, vigilare, stimolare e intervenire laddove si ravvisano disfunzioni e cercare, in maniera sinergica, di trovare le soluzioni. Per quanto mi riguarda, sono sempre impegnato in prima persona e, come sempre ho fatto, il mio preciso impegno è dedicato ai problemi dei cittadini affinché mai nessuno rimanga indietro.Anche in questo caso.Ho chiamato la Signora Loi per scusarmi personalmente con lei e, suo tramite, con tutti i pazienti che si trovano in questa situazione che, in attesa della consegna delle nuove macchine, devono comunque ricevere gli esami nella struttura più prossima e nel tempo più breve possibile. E cosi sarà fatto“.

Michele Pais, presidente del Consiglio Regionale della Sardegna

Nuovo Cra, incontro coi Sindacati. Progetto: c’è il figlio di Simon Mossa

ALGHERO – Incontro tra CGIL e Amministrazione sul futuro del Cra e sulla pianificazione degli interventi per migliorare la qualità della vita degli ospiti. L’incontro chiesto dalle parti sociali e programmato dal Sindaco con l’Assessore ai Servizi Sociali Maria Grazia Salaris, il dirigente Pietro Nurra, con Francesca Nurra, segretario generale CGIL Sassari, Paolo Dettori, segretario provinciale Funzione Pubblica CGIL, Franco Casu, segretario generale SPI CGIL, Claudia Fadda, segretaria Funzione Pubblica CGIL si è tenuto oggi a Porta Terra. Sono stati illustrati e discussi, lo stato dell’iter della nuova Residenza Simon Mossa, la procedura di indagine esplorativa per la ricerca di una struttura temporanea fino alla conclusione dei lavori di riqualificazione del Cra di Viale della Resistenza, le iniziative per l’ex Ostello di Fertilia, sia l’ eventuale trasferimento  rispetto alla attuale situazione epidemiologica.

Per quanto riguarda l’indagine esplorativa di ricerca di un immobile, è pervenuta un’unica offerta che sarà oggetto di vaglio da parte della commissione incaricata. Con le parti sociale c’è la condivisione dei punti fermi, ovvero il mantenimento dei livelli occupazionali e di gestione dell’emergenza anche rispetto ai requisiti richiesti nell’avviso. La struttura dovrà trovarsi infatti in luoghi abitati, facilmente raggiungibili con l’uso di mezzi pubblici e comunque tale da permettere la partecipazione degli utenti alla vita sociale della comunità e facilitare le visite agli ospiti, visti anche i tempi di realizzazione della ristrutturazione. Deve avere requisiti logistici, moduli organizzativi e soluzioni fornite atte a soddisfare tutte le esigenze derivanti dalle condizioni personali degli utenti e per consentire loro di acquisire livelli di autonomia, anche di sicurezza nella gestione dell emergenza covid 19. E inoltre, ambienti climatizzati, soluzioni architettoniche per garantire la suddivisione degli spazi. Sul nuovo Centro Anziani di Viale della Resistenza, intanto, la procedura arriva ora all’avviso di gara per l’affidamento delle ispezioni e sondaggi nel terreno, attività funzionale e parallela alla progettazione preliminare.  

L’ amministrazione ha informato sull’accelerata importante che arriva dal figlio del celebre architetto che ideò la struttura negli anni 50. Pietro Simon, infatti si è messo a disposizione con il suo prezioso contributo che ha consentito all’equipe di progettazione incaricata, lo studio di architettura Ortu, Pillola di accorciare notevolmente i tempi e all’Amministrazione di risparmiare importanti risorse. Si snellisce così, ulteriormente, l’iter che porterà l’Amministrazione a rispettare il cronoprogramma che stabilisce di arrivare al progetto preliminare entro l’anno.  

Il complesso, grazie all’investimento di 7,9 milioni di euro tornerà a svolgere le funzioni per le quali è stato progettato e diventerà un nuovo e moderno centro adeguato alle normative vigenti, con un intervento di ristrutturazione e adeguamento normativo mediante l’uso di materiali e tecniche a ridotto impatto ambientale durante il ciclo di vita dell’opera, conformi al decreto del Ministero dell’Ambiente e della Tutela del Territorio e del Mare del 11710/2017. La cgil ha chiesto un confronto continuo su questi temi e rispetto alla gestione dell’emergenza covid 19. Massima disponibilità da parte dell’Amministrazione a proseguire nel dialogo proficuo

Giunta Solinas, 221milioni per imprese e occupazione

CAGLIARI – “Sosteniamo le imprese e l’occupazione per portare la Sardegna fuori dalla crisi, supportare le attività che hanno dovuto chiudere e favorire la ripartenza del sistema Sardegna”. Così il Presidente della Regione, Christian Solinas, commenta la destinazione di 221 milioni di euro alle “azioni di sostegno al sistema economico della Sardegna e a salvaguardia del lavoro a seguito dell’emergenza”: le risorse sono contenute nel nuovo provvedimento, approvato dalla Giunta e discusso ieri in III Commissione in Consiglio Regionale, che segue la legge regionale del 23 luglio 2020.

“Il primo risultato importante – spiega l’assessore alla Programmazione, Giuseppe Fasolino- è stato scongiurare i tagli della spesa già programmata in settori quali la sanità e gli enti locali e orientare le risorse frutto di alcune riprogrammazioni di spesa e di entrate pregresse, per affrontare gli impatti negativi causati dal Covid alla nostra economia. Abbiamo incrementato di 50 milioni di euro il ‘Fondo Emergenza Imprese’,  destinato anche ai professionisti, che vedrà così un maggior numero di beneficiari di prestiti e sovvenzioni a tasso zero. Abbiamo inoltre previsto – continua Fasolino – la costituzione di una serie di fondi rotativi come ulteriore strumento di sostegno alle attività economiche, al fine di riportare le aziende su un piano di naturale competitività e confronto: 60 milioni alle grandi aziende alberghiere e 10 milioni per prestiti e sovvenzioni dirette per interventi di crescita o rilocalizzazione delle attività, dedicando particolare attenzione ai settori che più di altri hanno patito le conseguenze del lockdown. Abbiamo inoltre destinato 4.000.000 quale concessione di contributo a favore dei taxi e degli NCC, fortemente penalizzati dalle limitazioni alla circolazione. Tra le misure previste a sostegno dell’occupazione si evidenziano i 15 milioni destinati alla filiera turistica, consentendo lo scorrimento della graduatoria già approvata e portando ad oltre il 90% il numero complessivo delle istanze soddisfatte. Altri 1.225.000 euro sono dedicati alle politiche attive del lavoro: compresi negli interventi sono quelli in favore dei lavoratori del “Porto Canale di Cagliari” e dell’area industriale di Portovesme. Interveniamo inoltre con un cofinanziamento regionale pari a euro 1.400.000 su  progetti del Fondo europeo di adeguamento alla globalizzazione (FEG), che attraverso un effetto moltiplicatore consente di destinare all’intera misura l’importo complessivo di euro 3.500.000”.

Con 875.000 euro si provvede, invece, allo scorrimento della graduatoria in favore delle micro, piccole e medie imprese  operanti nei settori delle tonnare, dell’allevamento delle cozze e dei mitili, e dell’apicoltura.  Ai lavoratori autonomi, a prescindere che siano o meno titolari di partita IVA ed analogamente ad organismi, agenti e scuole professionistiche operanti nel settore dello spettacolo dal vivo, teatro, musica, cultura, danza, – inclusi i professionisti e i tecnici del settore – andrà una indennità pari a 7.000 euro.

Previste anche ulteriori misure per integrare il reddito dei lavoratori dei Servizi scolastici di Istruzione degli studenti con disabilità e in situazioni di svantaggio. Altri 3 milioni vanno ad incentivare le nuove assunzioni e le conversioni a tempo indeterminato dei contratti a  tempo determinato. “Questo è l’impegno della Sardegna sul fronte dell’impresa e del lavoro: affrontiamo l’emergenza – ha concluso l’assessore – ma con lo sguardo attento alla ripresa, alla prospettiva, alla creazione di un nuovo modello economico che offra nuove opportunità alle aziende e maggiore stabilità al lavoro per le nuove generazioni

“Endoscopia chiusa ad Alghero, pazienti senza risposta”

ALGHERO – “Endoscopia chirurgica chiusa da circa un mese all’Ospedale Civile di Alghero. Centinaia di pazienti, tra questi anche i malati oncologici, senza risposta”. Cosi i consiglieri comunali di Centrosinistra riguardo il tema caldo di questi mesi ovvero la Sanità locale.

“Se i pazienti vogliono essere visitati, se devono fare la colonscopia o la gastroscopia devono recarsi da un privato a pagamento. Disdetti gli appuntamenti presi da tempo, anche quelli di prevenzione tumorale. Una triste realtà che denunciamo con forza. Lo smantellamento dello stato sociale: inaccettabile. E chi non può permettersi di pagare, non può curarsi: assurdo”.

“Denunciamo il depotenziamento dei reparti e la chiusura degli stessi, l’interruzione dei servizi, in nome di una scelta immorale, tra l’apertura di servizi per i malati covid e la chiusura di altri per altri malati, altrettanto gravi. Nel caso dell’endoscopia di Alghero, per fare fisicamente spazio alla scelta di dedicare la terapia intensiva ai pazienti covid si è interrotto il servizio dell’endoscopia, trasferiti medici e infermieri, in attesa di una nuova ubicazione al terzo piano del Civile. Una interruzione di pubblico servizio bella e buona figlia della scelta di non realizzare nessuna modifica strutturale nell’ospedale Civile”.

“Una sanità algherese allo sbando che interrompe le prestazioni, senza direttore del distretto e senza direttore del presidio, annaspa in una situazione paradossale dove ogni giorno vengono messe in discussione le decisioni del giorno prima. Si corra ai ripari al più presto, nominando persone qualificate, competenti e con esperienza, subito al lavoro per coordinare il presidio e il distretto. Si ripristinino immediatamente servizi pubblici e prestazioni sospese. La politica – anche da parte di chi è nello scranno più alto del Consiglio Regionale – si metta da parte perché combina solo guai e scelga tecnici preparati che ci tolgano fuori da questa situazione incresciosa”.

Sanità, emergenza che si aggiunge all’emergenza

ALGHERO – “Ad Alghero, ormai da troppo tempo,  la sanità mostra  condizioni di vera emergenza, limitata nelle sue conseguenze ulteriori  solo  dal senso di responsabilità degli operatori sanitari ospedalieri  e del territorio, che svolgono il proprio lavoro nonostante le tante difficoltà. A gravare su questa situazione sono state  le scelte infauste di chi, collocato nella stanza dei bottoni, ha depauperato le risorse umane già sotto organico, ridotto i posti letto, smantellato alcuni servizi,  aumentato i tempi di attesa per visite specialistiche ambulatoriali ed esami diagnostici, nonché complicato le procedure amministrative,  mostrando la più totale indifferenza nei confronti dei bisogni di salute di un’intera comunità. In buona sostanza, scelte politiche ed amministrative improvvide (passate e presenti), che hanno portato la situazione al punto critico che oggi è sotto gli occhi di tutti, le cui conseguenze si riversano sia sull’utenza che sugli operatori sanitari, mortificati nella loro professionalità.

L’emergenza sanitaria contingente, legata alla diffusione del  Sars-Cov 2,  si sovrappone ed esalta questa emergenza  strutturale, le cui cause nulla hanno a che vedere con il covid-19. Alghero da troppo tempo è vittima di scelte politiche cagliaritane penalizzanti  (mai veramente contrastate dagli amministratori locali, anzi subite in silenzio) che hanno determinato dapprima la distrazione  dei finanziamenti per la costruzione di un nuovo ospedale e  successivamente, impedito   l’immediato  riconoscimento a DEA di I livello dell’Osp. Civile. Parallelamente le stesse hanno mortificato le specialità dell’Ospedale Marino, lasciato volutamente nel più completo abbandono programmatico, tanto da far sospettare  che tale svalutazione possa essere finalizzata ad intercettare gli appetiti (mai sopiti) di taluni speculatori, che ben avrebbero appreso una dismissione della struttura.

L’emergenza  legata al coronavirus  ha investito come un uragano  la sanità ospedaliera e territoriale già profondamente provate. Ciò ha reso l’offerta dei servizi  e la presa in carico dei pazienti sempre più complicata a causa della mancanza di una strategia adeguata per contenere la diffusione del virus, ridurre il numero dei contagi, limitare il più possibile le ospedalizzazioni dei covid  positivi.  Senza un’efficace pianificazione, quella che l’Assessorato Regionale ed il Commissario ATS avrebbero dovuto elaborare durante  i mesi estivi, la nostra città rischia di essere travolta dal presente e di non avere un futuro.

L’ amministrazione comunale, maggioranza e opposizione uniti, insieme a tutta la comunità, devono reagire per fronteggiare questo momento contingente che rischia di lasciare segni permanenti nei servizi sanitari algheresi.  I comitati Acabaura e Uniti contro la chiusura dell’ospedale Marino , chiedono quindi al Sindaco, quale massima autorità sanitaria, nonché come Primo Cittadino che prenda formale impegno a:

  1. Esigere che venga immediatamente nominato il nuovo Responsabile di Distretto, selezionato fra candidati di area medica, con comprovata conoscenza del territorio, esperienza professionale, capacità gestionali, competenze adeguate, evitando nomine per affiliazione politica o carrierismo
  2. Riattivazione, nel più breve tempo possibile, della specialistica ambulatoriale con protocolli dedicati che tutelino la sicurezza degli operatori e degli utenti e con procedure di snellimento delle liste d’attesa attraverso un incremento del monte ore degli specialisti già convenzionati  o attraverso la stipula di nuove convezioni a tempo determinato.  Archiviazione delle disposizioni aziendali attuali per l’accesso dell’utenza al Distretto, che rappresentano una violazione della privacy degli utenti, invitati a comunicare i propri bisogni a personale non sanitario stando fuori dalla porta, davanti a tutti, e la mortificazione dei medici di assistenza primaria, costretti a giustificare le proprie richieste con gli specialisti.
  3. Attivare l’esecuzione, in maniera sistematica, di test rapidi (tamponi antigenici) attraverso la modalità drive in, o autonomamente o in collaborazione con il Distretto, vista la loro elevata attendibilità rispetto ai test sierologici molto meno affidabili e quindi inutili, al fine di poter fare uno screening di massa, identificando i positivi asintomatici da sottoporre a tampone molecolare ed eventuale isolamento, al fine di contenere la diffusione del virus.
  4. Realizzare una raccolta dati il più possibile realistica, attraverso il coinvolgimento dei medici di medicina generale, del pronto soccorso e dei reparti ospedalieri, per conoscere il numero dei positivi, sintomatici ed asintomatici, posti in isolamento, e dei contatti stretti posti in quarantena, in modo da seguire l’evoluzione del contagio nel tempo, responsabilizzare e sensibilizzare maggiormente i cittadini, programmare una più intensa attività di controllo nelle zone dove più spesso si osservano assembramenti, assumere eventuali provvedimenti mirati, più restrittivi, qualora la situazione lo richiedesse.
  5. Chiedere all’ASSL di Sassari l’immediato potenziamento dell’USCA operante nel nostro territorio attraverso l’incremento del numero dei suoi operatori o attraverso l’attivazione di una seconda unità, in modo da rendere più tempestivo il contatto con i sintomatici che necessitano di conferma della diagnosi e il monitoraggio dei positivi accertati in isolamento.  
  6. Rendere l’Osp. Civile completamente No Covid, dedicando la  terapia intensiva, appena attivata, ai pazienti risultati negativi al coronavirus, riattivando tutti i posti letto delle varie specialità da destinare ai negativi che hanno necessità di ricovero, diagnostica e cura, creando all’interno del pronto soccorso due percorsi nettamente distinti, uno per i covid + e l’altro per i covid -, con personale dedicato per ciascuno di essi, per evitare che il passaggio di un positivo  ne determini la  chiusura temporanea, come è già successo, e che aumenti il rischio di contagio in ambito ospedaliero.
  7. Rendere reparto covid solo il 3° piano dell’Osp. Marino, inserendo anche dei posti di terapia intensiva dedicati e attivando tale reparto a patto che vi siano le professionalità adeguatamente formate e previste in una apposita programmazione scritta.  Creare un ingresso separato e una netta separazione rispetto al resto dell’ospedale.  Mantenere i restanti piani con attività destinate ai no covid,  evitando, in questo momento, qualsiasi trasferimento o, peggio ancora, sospensione di tutte le attività specialistiche dell’Osp.Marino,  di ricovero,  day surgery  e  ambulatoriali. Se si ha necessità di garantire ulteriori posti letto per i positivi al coronavirus, ci si rivolga al Mater Olbia, ospedale molto più grande, attrezzato e moderno.

Nello spirito di collaborazione e fattiva vigilanza, gli scriventi comitati esortano ancora una volta il Primo cittadino ad ascoltare il grido che si solleva dagli ospedali algheresi e dal territorio, impedendo che, ancora una volta, la sanità locale venga utilizzata come trampolino di lancio per costruire  carriere ad hoc per  politici o aspiranti a posizioni apicali all’interno dell’azienda per la tutela della salute, a danno dell’intera comunità”.

Giovanni Baldassarre Spano, Portavoce/Presidente Comitato Uniti Contro la Chiusura dell’Ospedale Marino

Paola Correddu Comitato Acabàura

“Dopo 5 anni di nulla, lavoriamo a testa bassa”

ALGHERO – “Quanto livore e quanta pochezza emergono nella vuota e scomposta risposta al nostro comunicato da parte dei consiglieri della lista “Per Alghero”. Ad una prima lettura veloce verrebbe da sorridere, peccato, però, che questo non sia un tempo da dedicare all’ ilarita’, ma invece della tanto annunciata e auspicata, da tutti, “leale” collaborazione”. Cosi il coordinamento di Noi con Alghero in replica alle critiche giunta dalla lista Per Alghero rispetto al lavoro degli assessori Piras e Salaris.

“La nostra lista civica sostiene con il lavoro continuo e costante dei suoi consiglieri e dei suoi assessori, la maggioranza nell’amministrazione della città. È vero che in questo inizio di consiliatura non siamo riusciti ancora a porre rimedio alle innumerevoli storture e alle nefaste scelte politiche di chi ci ha preceduto; ma troppi errori perpetuati per ben 5 anni, non possono essere corretti in così poco tempo, soprattutto, se si considera, che gli ultimi 9 mesi hanno visto il nostro lavoro spesso concentrato sull’emergenza sanitaria in corso”.

“Il nostro intervento pacato e rispettoso ha ricevuto come risposta una lunga serie di considerazioni di bassissimo livello sulle quali non ci soffermeremo; poiché rappresentano senza dubbio il circoscritto perimetro nel quale certa politica è abituata ad operare, cioè la discussione su ipotetiche spartizioni di incarichi, così come è accaduto nei terrificanti ed indimenticabili 5 anni di amministrazione Bruno. Evidentemente la ferita brucia ancora,  e nel bislacco tentativo di deresponsabilizzarsi, o forse spinti dalla necessità di ammettere pubblicamente i loro errori, gli autori del trasferimento degli anziani all’ostello della gioventù e degli uffici dei servizi sociali presso le vetrine de lo quartier chiedono celerità per porre rimedio ai loro scempi politici ed amministrativi; purtroppo questi signori, loro sì, inadempienti e pesantemente bocciati, vivono fuori dalla realtà di questi mesi”.

“Noi invece ci concentriamo sull’unica “graticola” che oggi  purtroppo tocchiamo con mano, cioè la crisi sanitaria, sociale ed economica che sta attraversando il mondo intero, ed inevitabilmente anche il nostro territorio; lo facciamo tutti i giorni, lavorando anche con il sorriso, spesso amaro, di chi sente tutta la responsabilità del difficile ruolo che ricopre”.

Virus in Sardegna, +290 casi e 12 decessi

CAGLIARI – Sono 19.288 i casi di positività al Covid-19 complessivamente accertati in Sardegna dall’inizio dell’emergenza. Nell’ultimo aggiornamento dell’Unità di crisi regionale si registrano 290 nuovi casi, 151 rilevati attraverso attività di screening e 139 da sospetto diagnostico. Si registrano 12 decessi (407 in tutto): 5 residenti nella provincia del Sud Sardegna, 4 nella provincia di Sassari e 3 nella Città Metropolitana di Cagliari.

In totale sono stati eseguiti 352.678 tamponi con un incremento di 2.458 test. Sono invece 527 i pazienti attualmente ricoverati in ospedale in reparti non intensivi (+15 rispetto al dato di ieri), mentre è di 73 (+1) il numero dei pazienti in terapia intensiva. Le persone in isolamento domiciliare sono 11.962. Il dato progressivo dei casi positivi comprende 6.262 (+192) pazienti guariti, più altri 57 guariti clinicamente. Sul territorio, di 19.288 casi positivi complessivamente accertati, 4.016 (+65) sono stati rilevati nella Città Metropolitana di Cagliari, 3.097 (+49) nel Sud Sardegna, 1.585 (+17) a Oristano, 3.348 (+62) a Nuoro, 7.242 (+97) a Sassari

Gambero Rosso, 5 ristoranti sardi

CAGLIARI – Sono cinque i ristoranti sardi che conquistano le due forchette del Gambero Rosso. Gli esperti della celebre guida Ristoranti d’Italia, fa sapere l’agenzia Ansa, giunta alla 31esima edizione, per la Sardegna hanno assegnato il riconoscimento a Dal Corsaro di Cagliari, con lo chef stellato Stefano Deidda, Il Fuoco Sacro del Petra Segreta Resort di San Pantaleo (Olbia), Da Nicolò di Carloforte, Da Pomata a Cagliari dello chef carlofortino Luigi Pomata e lo Hub di Macomer di Leonardo Marongiu.

Covid e crisi, basta liti: Patto politico per Alghero

ALGHERO – “Su emergenza Covid non si può chiedere al sindaco di diffondere dati diversi rispetto a quelli comunicati dalle Autorità Sanitarie. Riteniamo che sulle questioni sanitarie legate alla pandemia occorre tenere bassi i toni e contribuire a creare un clima di fiducia a speranza per la nostra comunità”. Cosi Forza Italia Alghero che, attraverso il gruppo consigliare, si pone sempre più al “Centro” anche con la proposta di definire un “Patto” politico per affrontare l’attuale, ancora grave e difficile, condizione.

“Per questi motivi siamo convinti che occorra maggiore collaborazione fra tutte le forze politiche, di maggioranza e di opposizione, su questi nevralgici temi. Collaborazione che deve prendere consistenza con un semplice patto fra amministrazione e maggioranza da una parte e opposizione dall’altra, proposto dal sindaco e accolto da tutti i partiti. Pur nel rispetto dei rispettivi ruoli crediamo che le forze politiche tutte oggi abbiano delle responsabilità straordinarie sul tema della pandemia, che devono essere esercitate con interlocuzioni serrate ed emarginando le polemiche”.

Attacchi contro Solinas, clima d’odio

“Come coordinatore regionale di Cambiamo Sardegna voglio esprimere tutta la mia solidarietà al Presidente Solinas e all’Assessore Nieddu per le scritte intimidatorie comparse questa notte sui muri di Villa Devoto e a loro rivolte. 

È l’ennesimo preoccupante segnale di un clima che sta sempre più degenerando e che deve essere bloccato al più presto, con il contributo di tutte le forze politiche. Seve un’unità totale di intenti e non la ricerca ossessiva di qualcuno su cui riversare colpe e responsabilità. Il Presidente Solinas e l’Assessore Nieddu stanno compiendo ogni tipo di sforzo per cercare di fronteggiare un’emergenza che sta colpendo tutto il mondo in eguale misura. È un momento delicato nel quale non dobbiamo far prevalere le contrapposizioni sterili e le polemiche inutili, ma al contrario bisogna dare tutto il sostegno possibile a chi è chiamato ad assumere decisioni nell’esclusivo interesse di tutta la comunità sarda.”