Sasso: basta con questa politica

ALGHERO – Inizia su Algheronews.it una serie di interviste coi personaggi pubblici di Alghero e non solo. Tematiche e settori differenti per provare ad offrire degli spunti diversi e nuovi riguardo il particolare e inedito momento che il territorio attraversa. Una crisi che ancora morde il freno ma che in altri luoghi sta iniziando ad essere meno dura. Un periodo in cui la classe dirigente deve obbligatoriamente avere le giuste intuizioni per far uscire dal pantano una comunità che per anni è stata il faro della Sardegna ed oggi, invece, annaspa. Discorso che riguarda gran parte della Sardegna, anche se in alcune località dell’Isola emerge chiara e forte la volontà di superare questo momento difficile anche con scelte azzardate e lungimiranti.

Partiamo con Francesco Sasso, già capogruppo dell’Udc, assessore all’Edilizia Privata, presidente del Parco e oggi, come vuole sottolineare lui stesso, “solo avvocato”. Ma la passione politica, visto anche l’ambiente familiare in cui è cresciuto, col padre Mino, uno dei migliori sindaci che ha avuto Alghero, è sempre presente.

1) Avvocato Sasso, pur essendo giovane, ha ricoperto diversi ruoli in seno alla struttura comunale del territorio di Alghero e in quella politica nel partito in cui ha militato.
Partiamo da una sua fotografia odierna di Alghero.

Alghero oggi paga la mancanza di una vera classe dirigente e la crisi della politica si riflette sul tessuto sociale cittadino. Stiamo vivendo una profonda crisi progettuale e l’incapacità di produrre idee e visioni per la città ci sta portando verso un declino dal quale sarà molto difficile uscirne.

2) Alghero, da alcuni anni, attraversa un periodo molto complicato. Quali sono, a suo parere, le cause di questa crisi che sta impoverendo il tessuto economico cittadino?
Dobbiamo analizzare attentamente quali sono stati fino a pochi anni fa i settori trainanti della nostra economia. Partiamo dal settore edilizio. Oggi questo settore sta attraversando una profonda crisi. Mi domando, quali risposte si stanno mettendo in campo per far ripartire questo settore? Nessuna. E non ritengo che con il piano urbanistico l’edilizia ritorni ai tempi di una volta. In questo settore abbiamo commesso molti errori. Si è pensato che continuando a costruire nuove residenze il mercato avrebbe fatto tutto il resto. Non è stato così. Oggi questo settore deve necessariamente essere reindirizzato. Penso che lo sviluppo edilizio possibile per la nostra città sia quello legato ai servizi turistici. Ad Alghero mancano molti servizi turistici e per questo motivo l’altro settore trainante della nostra economia, il turismo, annaspa. La nostra offerta turistica è insufficiente. Pensiamo ai B&B. Hanno colmato un tipo di offerta che da noi manca. Parlo degli hotel urbani. Con il turismo generato dai voli low cost l’offerta alberghiera cittadina si è mostrata inadeguata in termini di posti letto. Non si può certo pensare che un turista che viene in città per pochi giorni vada ad alloggiare a Porto Conte.

3) Come giudica la precedente amministrazione politica targata Lubrano?
Quell’amministrazione ha prodotto un risultato pari alle sue capacità amministrative.

4) Lei è stato assessore all’Edilizia Privata. Con la sua guida ci fu un rilancio di quel settore. Un suo commento sulla situazione urbanistica attuale in connessione con l’eterna incompiuta che è il Puc.
Ritengo che in questo settore è necessario fare delle scelte che coinvolgano l’intero territorio in un progetto di sviluppo. Per esempio, bisogna decidere che sviluppo dare alle borgate che possono diventare un traino per la nostra economia. Pensiamo al turismo enogastronomico. Ritengo che Santa Maria La Palma, con un progetto di sviluppo serio, possa giocare un ruolo di primo piano. Mentre Fertilia con il recupero del suo centro storico, con una rivisitazione del porto, con una riqualificazione del lungomare Rovigno e con una valorizzazione dello stagno possa diventare una meta turistica. Anche Maristella e Guardia Grande devono essere rilanciate con uno sviluppo turistico collegato al Parco di Porto Conte.

5) Tra i vari ruoli, ha ricoperto anche quello di presidente del Parco. Come vede oggi l’area di riserva? Il Parco di Porto Conte sta procedendo a piccoli passi. Penso che su quell’area il Comune dovrebbe crederci di più. Non si può pensare che il Parco cresca con i finanziamenti regionali e comunitari. Durante la mia presidenza ho puntato molto sul turismo. Abbiamo formato le guide del parco, abbiamo reperito finanziamenti per riqualificare il vecchio forno di Tramariglio per farne un negozio dei prodotti del Parco. Abbiamo ottenuto in comodato diversi immobili, a Fertilia, a Porticciolo e a Tramariglio. Abbiamo creato il marchio di qualità dei prodotti e delle aziende.
Oggi tutte queste progettualità stanno andando a compimento. Bene, adesso però è necessario dare autonomia economica al Parco mettendo a reddito tutti i beni presenti all’interno dell’area protetta. Ad esempio la caserma di Punta Giglio, riqualificata e messa a reddito, potrebbe diventare un interessante meta per i turisti.

6) Lei è visto come un importante riferimento politico dell’area di centro. L’Udc è un partito oramai estinto, l’Ncd non raggiunge il 2%, Scelta Civica si è sciolta, secondo lei qual è il futuro di quell’area politica un tempo assimilabile alla Democrazia Cristiana?
Penso che oggi quell’esperienza non sia riproponibile. Ritengo che i partiti che lei ha citato non siano capaci di elaborare un progetto politico serio. E le intenzioni di voto dei cittadini dimostrano proprio la mancanza di credibilità di quelle formazioni politiche.

7) Oggi al governo di Alghero ci sono colonne portanti delle giunte Tedde, come l’Udc, e partiti i cui rappresentanti ancora oggi si definiscono comunisti. Secondo lei questo è un mix che sta dando dei buoni frutti per la città?
Il problema di queste coalizioni è che nascono con un solo obiettivo: vincere le elezioni.
Ma una volta al governo della città, vista la mancanza di un progetto, emergono tutte le contraddizioni presenti al loro interno e la città si ritrova di fronte agli stessi problemi di instabilità politica.

8) Come vede il futuro della Riviera del Corallo. Secondo lei quali sono i settori penalizzati e le iniziative inespresse che potrebbero rappresentare il rilancio del territorio?
Per la classe dirigente che la nostra città esprime non vedo un futuro roseo. La mancanza di idee sta portando questa città verso l’apatia. La politica è diventata solo ricerca di visibilità. Manca una vera discussione sulle prospettive di crescita. Manca un progetto di sviluppo della città.

9) Un suo commento sulle due più importanti infrastrutture del territorio: porto e aeroporto.
Queste due infrastrutture sono la conferma di quanto ho detto. Hanno avuto uno sviluppo disordinato. Non sono integrate con il territorio e mancano dei servizi basilari. Se venissero rilanciate potrebbero creare sviluppo e occupazione.

10) Ad oggi è il presidente dell’associazione Iniziativa Futura con cui ha dato vita a tante interessanti iniziative e idee. Ha in mente un suo ritorno in politica?
Ho dato vita, insieme ad un gruppo di amici, ad Iniziativa Futura, un laboratorio di idee, per elaborare proposte da offrire alla città. Però ho notato che, in questa città, non c’è più entusiasmo. Le persone partecipano poco perché sono sfiduciate da una politica inconcludente.
Per quanto riguarda una mia ricandidatura ritengo che aver servito la mia città per sette anni sia sufficiente. E mi creda: è stato bello ma anche molto faticoso. Non ho in mente di ricandidarmi come d’altronde ho già fatto alle ultime elezioni.

Nella foto Francesco Sasso in studio

S.I.

Sfogo di Piras: Giunta Pigliaru scandalosa

ALGHERO – Passano gli anni, cambiano le amministrazioni, ma la musica non cambia: Cagliari è (sempre più) lontano da Alghero. Un trait d’union che caratterizza ogni governo cittadino rispetto a chi guida la Regione. Negli anni di massimo splendore di Forza Italia con Alghero dominata dagli azzurri le giunte, rosse o azzurre, praticamente neanche ci consideravano. Neanche la presenza in seno alla massima assise isolana di alcuni esponenti algheresi, di maggioranza o opposizione, è servita a portare grossi vantaggi al territorio. Adesso, nonostante l’annuncio della possibile nascita di uno straordinario “triangolo d’oro” tra Alghero (Bruno), Cagliari (Pigliaru) e Roma (Renzi) ci troviamo lontani anni luce dalla stanza dei bottoni con sede nel sud Sardegna.

Ma se qualche anno fa, con un panorama generale molto differente, un sistema economico più florido e un tessuto sociale vivace e produttivo la pazienza degli algheresi era maggiore, oggi tutto questo è svanito. La gente, com’è evidente, è stufa nonchè sempre meno avulsa dalle questioni, seppr importanti, propinate dalla politica. Si attendono risposte. E non si parla del solito accontentarsi delle briciole, Alghero attende lo sblocco di importanti partiti che potrebbero significare un nuovo rilancio del territorio. Mentre oggi si continua a tracheggiare. Tale generale malcontento riferito, in questo caso alla giunta regionale, lo ha raccolto, in un commento, il consigliere comunale di opposizione Emiliano Piras.

“L’Assessore Erriu oggi dichiara che nella riforma degli enti locali solo Cagliari sarà città metropolitana. L’Assessore Arru tra le righe ci fa capire che nel sassarese non ci sarà un ospedale di primo livello.Assessore Deiana quando chiama Roma per i problemi dell’ aeroporto e per l’ autorità portuale del nord Sardegna, stranamente non riceve mai buone risposte. L’Assessore Paci non ne vuole sapere delle nostre società in House. L’Assessore Firino non riesce a distinguere il catalano dal sardo. L’Assessore Morandi si è dimenticato che in Sardegna esiste una risorsa che si chiama Turismo. Gli altri Assessori non sappiamo nemmeno che faccia abbiano. Il Presidente Pigliaru sembra essersi dimenticato le sue origini e il Presidente del Consiglio Ganau si è “sdraiato” con la testa verso Cagliari”, chiude Emiliano Piras.

Nella foto Emiliano Piras

S.I.

Caso Palmavera: denuncia di Pais |Video

ALGHERO – S’infittisce il caso Palmavera. Tutto è iniziato con l’annuncio dell’amministrazione Bruno riguardante l’acquisto di un terreno adiacente il nuraghe di Palmavera. Obiettivo creare nuovi servizi tra cui parcheggi e un punto ristoro. Subito si è scatenata una furiosa polemica a seguito del mancato perfezionamento dell’atto d’acquisto che, invece, era stato annunciato attraverso una conferenza stampa a Sant’Anna.

Ma non è solo questo il motivo della contesa. Infatti ha destato scalpore che un cittadino potesse vendere ad un prezzo piuttosto esiguo (50mila euro) un terreno in una zona così di pregio. (tra Lazzareto e Porto Conte). Oltre questo c’è stata anche la denuncia di un’eventuale impossibilità da parte della Fondazione Meta di procedere con l’acquisto di immobili. Insomma una serie di punti oscuri che hanno fatto infuriare l’opposizione e insinuato una serie di dubbi nella cittadinanza.

A questo si aggiunge un ultimo caso che è deflagrato nell’ultimo consiglio comunale. E’ stato il consigliere Michele Pais ad informare l’aula riguardo la presenza, già da diversi anni, di “un’offerta protocollata in Comune a fine anni 90 da parte di un privato proprietario di un terreno, il signor Leonardo Pisanu, sempre adiacente al nuraghe Palmavera, al fine di donarlo in maniera gratuita all’ente locale per realizzare parcheggi e un chiosco per la vendita dei prodotti del parco”. Un fulmine a ciel sereno. “Per qui si parla di soldi pubblici”. La situazione si complica ulteriormente c’è chi parla, addirittura, di eventuali interventi di organi terzi e comunque di una prossima denuncia per danno erariale. Fatto sta che ad oggi siamo davanti ad un vero e proprio “Caso Palmavera”.

Intervista-denuncia la questione del terreno di Palmavera

Nella foto Pais

S.I.

Rotte minori: Alghero senza continuità

ALGHERO – E’ sempre caos sui cieli della Sardegna. Continuità territoriale sempre al centro di disagi e problematiche che vedono i sardi sempre subire un regime che condanna la mobilità da e per l’Italia. Condizione a dir poco imbarazzante e totalmente contraria alle tante promesse dei governanti. “La nuova CT era pronta a partire, con bandi pubblici aperti a tutti, dopo la delibera della nostra Giunta e il conseguente decreto del Governo, ma nell’Ottobre del 2014 Pigliaru ha disfatto tutto, chiedendo e ottenendo l’abrogazione del decreto”. Lo ha dichiarato Ugo Cappellacci, coordinatore regionale di Forza Italia, commentando le notizie riguardanti il caos sulla continuità per le cosiddette rotte minori.

“Con una nota del 6 Ottobre 2014 – ricorda l’esponente azzurro- la Giunta ha chiesto al Governo abrogazione degli oneri di servizio pubblico sulle rotte cosiddette “minori” (Alghero-Bologna e viceversa, Alghero-Torino e viceversa, Cagliari-Bologna e viceversa, Cagliari-Napoli e viceversa, Cagliari-Torino e viceversa, Cagliari-Verona e viceversa, Olbia-Bologna e viceversa, Olbia-Verona e viceversa). Il Governo, preso atto della volontà della Giunta, ha adottato il decreto di abrogazione. Pigliaru– prosegue Cappellacci, richiamando sempre la lettera dell’attuale presidente – manifestò l’intendimento della medesima Regione di elaborare un nuovo regime di oneri di servizio pubblico sulle rotte minori sarde. Cosa è accaduto in un anno? Nulla. Come in altri campi, hanno disfatto e non fatto. Ora sentiamo parlare di lettere, di non meglio precisate trattative, di altri pastrocchi che poco si addicono ad una Giunta in cui abbondano i professori universitari”.

“Se vogliono essere seri e credibili, come sostengono in ogni occasione, tornino sui loro passi, chiedano scusa ai sardi e producano atti politici, idonei a restituire alla Sardegna un regime di continuità territoriale per le rotte minori adeguato alle esigenze dei sardi. Una continuità che – ha concluso Cappellacci- deve passare attraverso bandi pubblici e non attraverso i comunicati stampa della Giunta, privi di effetti sul piano concreto”.

S.I.

Città metropolitane: è scontro

SASSARI – «Ci stupisce la dichiarazione espressa dall’assessore regionale agli Enti locali Cristiano Erriu sulla questione della città metropolitana quando è appena iniziata la discussione in consiglio e i cui esiti sono tutti da verificare. La posizione dell’assessore Erriu, a nostro avviso, rischia di dividere la Sardegna». Lo dice il sindaco di Sassari Nicola Sanna all’indomani dalla diffusione della nota con la quale il rappresentante della giunta regionale, con tono perentorio, afferma che lo schema di riordino del sistema degli Enti locali in Sardegna deciso dalla giunta regionale prevede una sola città metropolitana, a Cagliari.

«Quando un’area svolge funzioni direzionali di primaria importanza e non consente ad altre realtà urbane complesse, con altrettante funzioni metropolitane, di qualificarsi nel panorama nazionale ed europeo come sistema metropolitano – riprende il sindaco di Sassari – lede le possibilità di sviluppo del restante territorio regionale». «Occorre, invece, – sottolinea Nicola Sanna – operare una ridefinizione degli ambiti territoriali adeguati e omogenei che, così come dice l’Anci nella Carta di Cagliari approvata il 10 luglio scorso, “interessino il sistema dei Comuni, entro i quali realizzare processi di riorganizzazione territoriale per rafforzare la rappresentanze degli Enti, la capacità progettuale, quella dell’offerta dei servizi ai cittadini e alle imprese”. In Sardegna le funzioni metropolitane possono essere svolte indipendentemente da un limite dimensionale demografico».

«È il momento di attribuire funzioni istituzionali più forti, con l’affermazione del principio di una perfetta simmetria tra Nord e Sud dell’Isola: oltre all’area metropolitana di Cagliari, che già svolge le funzioni di capoluogo di regione e che nessuno mette un discussione, – ribadisce con forza il primo cittadino di Sassari – va istituita anche quella di Sassari, affinché siano date al Nord Sardegna le stesse chance del Sud. L’architettura istituzionale della nostra Regione non è perciò un optional ininfluente per le opportunità di sviluppo dei nostri territori», conclude il sindaco di Sassari.

Nella foto il sindaco Sanna

Abbanoa fuori legge: ora basta

ALGHERO – “Continuano le punizioni per atteggiamenti di Abbanoa non conformi a legge: dopo la sanzione di otre un milione di euro dell’Antitrust, ora arriva la severa condanna del Tribunale di Sassari al pagamento di circa sei milioni di euro per mora nel pagamento di servizi depurativi”. Lo afferma Marco Tedde, vicecapogruppo di Forza Italia in Consiglio regionale.

“Alla luce del disposto delle due pesanti condanne – prosegue l’esponente azzurro- appare evidente che non sono i cittadini ad essere morosi, ma Abbanoa che, peraltro, investe importanti risorse pubbliche per campagne pubblicitarie alla “Mulino bianco” tendenti a contrabbandare una immagine “familiare” e “buonista” di una società che dimostra assoluto cinismo nei confronti dei poveri cittadini tartassati. Il problema non è Abbanoa in sé, ma un management evidentemente inadeguato. L’auspicio è che il Presidente Pigliaru prenda atto dell’indifendibilità dei vertici di Abbanoa e – ha concluso il consigliere regionale di Alghero – assuma le necessarie determinazioni”.

M.S.R

Quartieri e borgate: regole condivise

ALGHERO – “Accogliamo con favore la proposta del Sindaco Bruno di riconoscere e regolamentare i comitati di quartiere e di borgata, conferendo così loro il pieno riconoscimento e legittimità, non per diventare un’estensione clientelare del Comune – come qualcuno potrebbe pensare – ma per essere parte attiva nella vita amministrativa della città, seppur a livello consultivo e propositivo”. Cosi i consiglieri comunali del Partito Democratico di Alghero Mimmo Pirisi ed Enrico Daga.

“Questa nostra apertura non stona con la decisione del PD di non rispondere all’invito del Sindaco di partecipare all’incontro con i referenti dei Comitati avvenuto lunedì scorso, nonostante fossimo proponenti di una mozione riguardante l’istituzione di un regolamento per le rappresentanze di quartieri e borgate da inserire nello Statuto, magari rinnovando il Titolo IV relativo al decentramento: infatti in questa fase fatta di confronti preliminari con i rappresentanti dei Comitati non abbiamo ritenuto utile la partecipazione giacché i consiglieri comunali, rispettando la divisione dei ruoli e i processi istituzionali, hanno un ruolo distinto dall’amministrazione; in pratica attendiamo che la proposta del Sindaco, che approviamo nel merito, arrivi in Commissione e poi in Consiglio per poterla discutere. Anche noi, come il Sindaco, riteniamo i comitati fondamentali per la democrazia cittadina, e nella stessa misura consideriamo fondamentale la definizione di una armonizzazione delle regole, di un riconoscimento ufficiale del libero associazionismo che ne consacri la piena legittimità ma anche la necessità di delimitare i confini e gli ambiti d’azione dei vari comitati. Perché la democrazia è tale se normata e regolamentata, in modo da poter garantire e tutelare la partecipazione di tutti e, nel caso in esame, una rappresentanza certa di tutte le borgate, dell’agro e dei rioni cittadini”.

“Il riconoscimento dei Comitati di quartiere e borgata deve quindi portare a delle regole condivise come l’elezione unica da realizzare entro i primi mesi dell’anno, ed un riconoscimento come è stato fatto con il provvedimento dell’albo delle associazioni per far sì che lo spontaneismo non diventi anarchia. Nelle prossime settimane attendiamo quindi nelle sedi istituzionali il concretizzarsi della proposta del Sindaco, perché è nostro intento contribuire in maniera costruttiva alla stesura dei regolamenti tenendo ben presente i ruoli di rappresentanza (consultiva e propositiva) dei comitati e il ruolo di rappresentanza e decisione che ha l’amministrazione e l’intero consiglio comunale. In caso contrario, verrebbe meno l’auspicio di “recuperare il senso della comunità” espresso da Mario Bruno in sede di confronto con i rappresentanti delle borgate”.

Nella foto i due consiglieri comunali del Pd

Piscina, 5 Stelle: Bruno ci ringrazi

ALGHERO – Negli scorsi giorni l’assessore ai Lavori Pubblici Gianni Cherchi ha annunciato l’avvio di alcuni progetti e il completamento di altre opere. Tra queste anche la piscina comunale. Proprio sul disegno della copertura di questo spazio c’è, però, il Movimento 5 Stelle (rappresentato in aula da Roberto Ferrara e Graziano Porcu) che legittimamente rivendica di aver per primo proposto l’idea progettuale che poi l’amministrazione Bruno ha adottato.

“Lo scorso aprile (2015) – scrivono i pentastellati algheresi – la Giunta comunale aveva approvato il progetto preliminare per la copertura della piscina esistente, comprese le tribune, ciò avrebbe comportato spese di gestione esorbitanti, visti gli enormi volumi d’aria e d’acqua. Contro questa scelta scellerata avevamo preso una posizione netta esprimendo tutte le criticità in un comunicato pubblicato lo scorso Giugno”. E spiegano: “allora suggerivamo la possibilità che ad Alghero sorgesse si una piscina coperta, ma più piccola di quella attuale e comunque adeguata alle esigenze della nostra città, a fianco alla struttura esistente, consentendo così l’integrazione con i locali esistenti (spogliatoi) e permettendo un notevole risparmio sulla costruzione del nuovo impianto e l’effettivo e completo uso della struttura attuale”.

“Oggi, e nonostante avremmo gradito un atto pubblico di gratitudine nei nostri confronti da parte dell’amministrazione, non possiamo che gioire per la scelta presa dalla stessa che ha deciso di seguire il nostro consiglio in toto, facendo un passo indietro rispetto alle scelte fatte. Il fine unico della nostra esperienza politica non è la permanenza in queste poltrone ma il bene dei cittadini. L’obiettivo per altri, invece, – chiudono i 5 Stelle – sembrano essere quelle spillette che forse garantiranno un’ennesima poltrona.”

Nella foto il consigliere comunale Ferrara

S.I.

Segretario Generale lascia Sant’Anna

ALGHERO – La notizia circolava da giorni, come anticipato da Algheronews.it. Adesso arriva la conferma direttamente da Sant’Anna. E si tratta, apparentemente, di una nuova brutta tegola per l’amministrazione. Antonio Puledda, segretario generale del Comune di Alghero, lascia l’ente locale della Riviera del Corallo.

Dallo staff del sindaco fanno sapere che si tratta di una “nuova assegnazione presso la segreteria del Comune di Nuoro da parte del Ministero dell’Interno per l’attuale segretario generale della città di Alghero, dott. Antonino Puledda, con decorrenza dal 1 novembre 2015. Parole di gratitudine quelle rivolte dal segretario al sindaco Mario Bruno “per aver consentito d’iniziare e proseguire l’esperienza con la possibilità di concorrere, come avevo da tempo rappresentato, per l’attribuzione degli incarichi presso le Segreterie Generali di classe Prima A”.

“Assumere le funzioni di Segretario Generale di un capoluogo di Provincia quale è il Comune di Nuoro – scrive dott. Puledda in una lettera indirizzata al Primo cittadino di Alghero – comporterà l’apertura di ulteriori favorevoli prospettive di carriera”. Attestati di stima all’indirizzo del dott. Puledda “per l’operato svolto con estrema dedizione e passione” arrivano dal sindaco Mario Bruno, orgoglioso che l’importante esperienza maturata ad Alghero abbia aperto nuove e avvincenti possibilità di crescita professionale.

Antonio Puledda era arrivato ad Alghero nel 2012 con il sindaco Lubrano. Prima di lui, per gli anni delle Giunte Tedde, a ricoprire quel ruolo era stato Pierino Arru. A quanto risulta, o almeno è avvenuto in passato, l’incarico del segretario generale è speculare al mandato del sindaco eletto e dell’amministrazione in carica.

Nella foto sulla destra presidente Nasone, il segretario Puledda

S.I.

Tedde, Pais e Salaris su fondi gruppi

ALGHERO – La bufera giudiziaria dei fondi ai gruppi non sembra placarsi. Anzi, a quanto risulta sia da voci di palazzo che dalle ultime vicende, sta proprio per entrare nel vivo. Del resto sono in totale quasi un centinaio le persone coinvolte, tra cui com’è noto il sindaco di Alghero Mario Bruno, gli ex-leader regionali Ignazio Artizzu, Mariano Contu, Chicco Porcu e tanti altri personaggi di spicco, alcuni già condannati come l’ex-Primo Cittadino di Porto Torres Scarpa e l’ex-consigliere regionale Sanjust. Ma sulla graticola sono ancora in tanti.

Così come Francesca Barracciu, già in corsa per la presidenza della Regione, messa da parte proprio dal Pd per l’indagine in corso, che proprio ieri, probabilmente in accordo col Premier Renzi, alla notizia del rinvio a giudizio si è subito dimessa. Polemiche su polemiche hanno caratterizzato questi ultimi mesi rispetto le accuse rivolte all’oramai ex-Sottosegretario alla Cultura. Le spese pazze riguardano la benzina. Da qui l’accusa di peculato, ovvero l’utilizzo improprio di soldi pubblici, reato di cui dovranno rispondere tutti gli accusati.

Il consigliere regionale Marco Tedde commenta questi episodi: “la Barracciu che rinuncia a candidarsi a Presidente della Regione perchè indagata per peculato è da apprezzare. Così come la Barracciu che si dimette da Sottosegretario di Stato un attimo dopo essere stata rinviata a giudizio per il medesimo reato. Atteggiamento inedito. Parafrasando l’opera buffa di Mozart: così non fan tutti. Compresi Sindaci e Presidenti di Regione”, cosi l’ex-sindaco di Alghero. Sulla stessa lunghezza d’onda il consigliere comunale Michele Pais che ha evidenziato anche un altro aspetto: “La Sardegna, già povera di rappresentanti in seno ai luoghi decisionali, perde un altro tassello, d’altra parte va sottolineato come la Barracciu, senza esitare un attimo, si sia dimessa, un dato politico che si innesta anche con le notizie giunte da Napoli che ribadiscono la costituzionalità della legge Severino e dunque dei suoi effetti sugli amministratori coinvolti nelle vicende giudiziarie”. Ancora più chiara l’esponente comunale di opposizione Maria Grazia Salaris: “visto quanto accaduto con la Barracciu, che fortuntamente per i sardi non è diventata presidente della Regione, sennò ci saremmo trovati senza governatore e con nuove elezioni, stesso discorso deve valere – chiude la Salaris – per chiunque ricopra un ruolo guida negli enti locali”.

Nella foto il consigliere regionale Tedde

S.I.