Bruno riapre al Pd. Gennaio decisivo

ALGHERO – Eravamo rimasti con quella che pareva più di una rottura. L’ennesimo addio anche a muso duro. Ciò a seguito della pubblicazione dei particolari degli incontri avvenuti tra il segretario del Pd Mario Salis e il Sindaco Bruno. A sancire la nuova insanabile spaccatura l’eventuale proposta del Primo Cittadino di assegnare al Partito Democratico pezzi importanti come la Meta e due assessorati. Condizione totalmente smentita da Mario Bruno. Come detto, questo ennesimo “scorno” pareva sugellare la fine dei rapporti.

Invece a sorpresa, ieri, arrivano le parole del Sindaco durante la conferenza stampa di fine anno. “La maggioranza è unita e compatta come non mai, ma al fine di ampliare il quadro politico e definire la giunta comunale, c’è un dialogo in corso con il Partito Democratico (la domanda da fare sarebbe: con chi c’è questo dialogo?) partendo da una convergenza di tipo programmatico e in questo senso sono in corso delle interlocuzioni, degli approfondimenti e ritengo anche che dobbiamo accelerare”, Bruno poi di fatto indica una deadline, “il mese di gennaio avrà questa caratterizzazione per arrivare a definire il quadro di una maggioranza coesa e anche frutto del dialogo con altre forze politiche”.

Parole chiare che riportano al centro del dibattito politico i rapporti tra Bruno e il Pd. Del resto le altre forze politiche hanno già chiuso la porta al netto di voti in aula (come sempre è accaduto in passato) dettati dal buon senso sui singoli provvedimenti. Altro discorso è entrare in maggioranza e di un soccorso simile, come detto dal sindaco, l’attuale compagine ne ha bisogno come il pane. Del resto, anche se si cerca di ovviare al problema, in soli 13 consiglieri non si va da nessuna parte. Per adesso l’esempio più calzante resta quello della “gif”: movimento circolare ripetuto. questo nonostante il Pd algherese sia stato molto chiaro e abbia ribadito in tutte le lingue la sua posizione, ma Bruno pare forte della sua posizione. Negli ultimi giorni alcuni segnali di apertura sono stati lanciati dal consigliere Pirisi che però ha sempre ribadito di attenersi alla linea della segreteria e direzione. La partita è ancora aperta. La speranza è che la telenovela si concluda, come detto, entro gennaio e se il sindaco può andare avanti bene, altrimenti ne tragga le dovute conseguenze.

Le parole del sindaco riguardo i rapporti col Pd dal minuto 18:

Nella foto la conferenza stampa di ieri

S.I.

Consiglio: ultima seduta. Nodo Dup

ALGHERO – Continuano i problemi nelle Commissioni Consigliari. Organismi fondamentali per il funzionamento della macchina amministrativa e polso della situazione di una Giunta. Ieri quella importante sul Bilancio, riunitasi a Sant’Anna, ha visto l’assenza di alcuni rappresentanti della maggioranza e anche degli assessori preposti. Questo mentre era in discussione un aggiornamento del Dup, l’importante documento di programmazione che definisce la spesa di un Comune.

Critiche e attacchi sui social da parte delle opposizioni per questa nuova empasse. Ma l’appuntamento è in Consiglio Comunale. Domattina (30 dicembre) ore 11 ci sarà l’ultima seduta dell’anno e non sono escluse scintile. Anzi pare che i botti per salutare il 2015 saranno proprio anticipati in via Columbano. In discussione, appunto, il Dup, poi la rettifica della delibera sul “Piano Operativo di razionalizzazione delle società e delle partecipazioni societarie del Comune”. In questo caso si parlerà dell’Stl, unico organismo che realizzava promozione turistica del territorio. Da ricordare, che tra le altre realtà, il Comune dal primo gennaio esce definitivamente anche dal Consorzio del Porto. In discussione anche il piano industriale della Secal. Ad aprire i lavori, come sempre, le brevi segnalazioni.

Nella foto i banchi della maggioranza

S.I.

“Lavoro che porta risultati nel 2016”

ALGHERO – Il lavoro impegnativo e difficile svolto dall’Amministrazione sta portando i risultati preventivati. Il 2016 sarà l’anno in cui tante iniziative in cantiere verranno avviate. Opere pubbliche, risanamento dei conti, programmazione urbanistica. Investimenti sulle infrastrutture e sul decoro urbano, Piano Urbanistico Comunale, sviluppo economico.

Parte il cantiere della Circonvallazione ( 10,5 milioni), il completamento della zona artigianale di Ungias – Galantè, l’investimento sull’edilizia residenziale pubblica, gli impianti sportivi, l’edilizia scolastica. Ma sarà soprattutto l’anno del Piano urbanistico comunale. L’Ufficio del Piano è al lavoro: è iniziata la fese di elaborazione che dovrà portare alla definizione dello strumento urbanistico che conterrà politiche della casa, sviluppo, riqualificazione, offerta turistica di qualità. “Sarà il Puc di tutta la città – ha sottolineato Mario Bruno – e ci impegneremo, con il contributo di tutti, affinché lo sia”.

“Il 2015 è stato un anno che ci ha visti impegnati senza soluzione di continuità a trovare rimedio alle problematiche, dal sistema della depurazione al risanamento dei conti, dalla sanità alle infrastrutture, ad architettura. Ma – ha aggiunto il Sindaco – abbiamo lavorato molto alla programmazione i cui frutti stanno cominciando a vedersi.” Con gli introiti della Tassa di Soggiorno partono i cantieri lavoro per il verde cittadino, inizia il nuovo appalto di igiene urbana (a gennaio l’aggiudicazione definitiva dell’appalto e l’iter per i tempi di accantieramento della nuova impresa), il sostegno alle imprese (officina dell’imprenditorialità); il sistema integrato dell’ospitalità; le opere pubbliche programmate e finanziate. “Lavoriamo con una grande unità di intenti, come non mai – ha detto Mario Bruno – abbiamo creato tutte le condizioni, tra tante difficoltà, per raccogliere finalmente i frutti a favore della città e del territorio”.

Nella foto l’incontro di questa mattina

S.I.

Caos tavolini: basta pregiudizi

ALGHERO – “Per me è importante trovare una soluzione e andare oltre la fase di stallo”. L’assessore al Demanio Gavino Tanchis fa un passo in avanti riguardo una delle tante vicende che hanno visto l’amministrazione finire in un pantano non utile al bene della città. Lelle Salvatore da assessore ci aveva provato, ma poi si era dovuto dimettere. Adesso Tanchis non vuole sentire parole, “è necessario trovare un punto di incontro tra le istanze dei commercianti e quella della comunità”.

Del resto, vista anche la drammatica crisi, non si possono lasciare indietro settori che rappresentano il tessuto economico cittadino. “Io preferisco garantire la possibilità affinchè le persone possano lavorare che invece qualcuno si trovi in difficoltà e debba purtroppo rivolgersi, ad esempio, ai servizi sociali”. Ma la soluzione di tale problematiche ha visto nascere un nuovo caso politico. Sarebbero contrapposti lo stesso Tanchis con l’assessore Natacha Lampis che ha dato vita al regolamento vigente. Uno scontro tra due modi di intendere non solo il comparto, ma forse più in generale la politica cittadina.

“Dobbiamo finirla coi pregiudizi, le proposte giunte dal comparto non sono lontane da quelle che sono le intenzioni dell’amministrazione per regolamentare il settore, anzi – conferma Tanchis – ci trovano d’accordo e le stiamo accogliendo in toto essendo suggerimenti di buon senso”. Adesso bisogna attendere l’anno nuovo per verificare queste modifiche che, comunque l’assessore assicura, saranno “meno restrittive rispette alla normativa vigente, anche se le situazioni vanno tutte valutate in base alla legge e soprattutto al buon senso”.

Nella foto l’assessore Tanchis

S.I.

Bruno&sinistra: 2 pesi e 2 misure

ALGHERO – “La sinistra dei due pesi e due misure continua a produrre i suoi effetti nefasti. Da sempre questa parte politica, ancorata a dogmi morti e sepolti, continua a produrre disastri ovunque governi. Ad Alghero hanno vinto le elezioni solo grazie ai voti di un partito colonna portante del centro-destra come l’Udc eppure nonostante questo, avendo la faccia come il cartone, hanno portato avanti politiche tipiche del loro modo sinistro di governare”. Cosi la rappresentante del movimento SvegliAlghero Sandra Senatore che attraverso una nota diffusa a mezzo stampa punta i riflettori su uno dei tanti casi che hanno caratterizzato questo anno e mezzo di amministrazione Bruno.

“Cosi vedono la pagliuzza di alcuni commercianti che offrono il panettone ai clienti facendogli togliere i tavolini, ma non vedono un immobile pubblico del valore di quattro milioni di euro in pieno centro storico occupato senza alcun atto di concessione, pagamento o affitto da alcune associazioni di compagni. Avevano parlato, con la solita assemblea (finta), di un bando per la creatività. Parole al vento, intanto i compagni fanno il bello e cattivo tempo, non solo si permettono di attaccare le parti politiche continuano impertterriti ad occupare uno stabile pubblico facendo manifestazioni di parte e contro lo Stato. L’assessora di riferimento li difende a spada tratta”.

“Il sindaco fa finta di niente o forse deve permettere questo sgarbo legislativo, fatto sta che i nodi vengono sempre la pettine. Già da Cagliari è in arrivo quello che tutti sanno a ciò si aggiungeranno altri provvedimenti presi dai colleghi del Nord visti i comportamenti spregiudicati di chi invece dovrebbe tutelare tutti gli algheresi. Ma si sa la sinistra è sempre la stessa e continuerà a portare avanti due pesi e due misure. D’altra parte dopo l’imminente fine di questa tragedia amministrativa, gli algheresi sanno bene chi non dovranno più votare”.

Nella foto Sandra Senatore

S.I.

Crisi: autocelebrarsi è da marziani

ALGHERO – Pienone ad Alghero o città deserta? Il tema sta tenendo banco da giorni. Come oramai accade sempre, nonostante vi siano gli smartphone pronti ad immortalare tutto, ci si ostina a battagliare su una condizione di evidente crisi. Una sorta di guerra fra poveri. I commercianti hanno visto un calo vertiginoso degli introiti. Pochi gli appuntamenti di spettacolo nel mese di dicembre. Bar, locali e ristoranti lavorano appena solo il sabato. Nonostante faccia da settimane un clima primaverile la gente giunta ad Alghero è stata poca, molto poca.

Tale condizione, oltre essere subita dagli algheresi e registrata dai media, è approdata anche in maniera preponderante sui social. “Ho parlato con numerosi colleghi: nemmeno più lacrime per piangere”, scrive Enrico Daga, rappresentante di categoria, albergatore e soprattutto consigliere comunale del Partito Democratico di Alghero. “Per essere chiari: io avrei fatto un pubblico elogio a quei commercianti che mostrano tanta sensibilità e lungimiranza, altroché autorizzazione di solo pubblico”. Daga si riferisce a quanto riportato anche dal consigliere dell’Udc Monica Pulina.

L’esponente del Pd poi si sposta sul tema del settore ricettivo con un chiaro attacco all’amministrazione Bruno. “Investire per riempire i pochi hotels aperti, qualche b&b per due giorni, e ottenere qualche comparsata sulla stampa come da cliché, mi pare poca cosa rispetto al deserto nelle strade e nei negozi di queste festività. Non fare autocritica e continuare a celebrare se stessi mi pare oltremodo ridicolo. Ma dev’essere che a Marte funziona così. È bello giocare alla politica quando a rischiare la pelle sono altri”. Del resto è piuttosto inedito esultare per qualche decina di persone in piazza Civica e soprattutto per 1.200 posti letto venduti per Capodanno. Forse qualcuno dimentica l’invasione dei centomila che avveniva alcuni anni fa nella Riviera del Corallo.

Nella foto il consigliere comunale Enrico Daga in commissione

S.I.

Chimica Verde? Regione si svegli

ALGHERO – “Meglio tardi che mai?” Lo domanda Marco Tedde, vicecapogruppo di Forza Italia. “Solo dopo due anni – denuncia il forzista- l’assessore dell’industria si impegna per avviare un pac­chet­to di iniziative che per crea­re una vera fi­lie­ra con il coin­vol­gi­men­to delle im­pre­se lo­ca­li, gettando al vento le opportunità offerte dal Protocollo d’intesa sul progetto della chimica verde del 2011. L’atto – ricorda Tedde prevedeva precisi impegni per piani di raccolta differenziata della frazione organica e programmi di riduzione dell’utilizzo di plastiche in agricoltura e nell’agroindustria. Oggi si rischia di chiudere la stalla dopo che i buoi sono usciti, vista la probabile vendita di Versalis ad investitori americani. Né la Giunta ha dato segni di vita sugli impegni, contenuti nell’addendum all’accordo, sulla definizione di un progetto integrato per il territorio di Porto Torres che prevedesse ulteriori opportunità di verticalizzazione industriale della chimica verde, strumenti di promozione dello sviluppo locale e di contrasto della crisi delle aree industriali con interventi di incentivazione per la creazione d’impresa, l’auto impiego, la formazione e riqualificazione del personale, le agevolazioni per l’accesso al credito, crediti d’imposta e ogni altro strumento utile per la nascita di nuove imprese e per la ricollocazione degli addetti diretti ed indiretti del sito industriale di Porto Torres”.

“In questi ventun mesi di governo Pigliaru non risulta un minimo di iniziativa, se non le rituali dichiarazioni di “attenzione” che costituiscono un grigio “refrain” di questa Giunta. Peraltro – ricorda l’ex sindaco di Alghero-, nel 2013 è stato firmato un protocollo d’intesa tra Matrica e Coldiretti Sardegna al fine di favorire il reperimento delle materie prime della bio-raffineria, costituite da colture oleaginose autoctone dalle quali estrarre oli vegetali da trasformare in prodotti utilizzabili sia per applicazioni nel settore farmaceutico, fitosanitario e cosmetico, sia per la produzione di bio-lubrificanti con interessanti applicazioni nei settori agricolo, marino ed automobilistico, sia come monomeri per bioplastiche. Nelle sue dichiarazioni programmatiche il presidente si era impegnato a favorire lo sviluppo dell’industria dell’innovazione e la “terza rivoluzione industriale” con una nuova regia delle competenze regionali in materia di imprese con l’istituzione dell’Assessorato per lo sviluppo economico, ma finora non è riuscito neppure a proseguire un’opera che ha trovato pronta sulla sua scrivania. Prospettava anche interventi che potessero favorire la capitalizzazione delle imprese, un più facile accesso al credito, il sostegno alle imprese innovative e l’apertura ai mercati internazionali, ma oggi le sue parole suonano sempre più stonate alla luce della totale assenza di adeguate ed efficaci misure di politica industriale a sostegno dello sviluppo del grande progetto della “Chimica Verde” di Porto Torres”.

“Occorre che la Giunta si impegni a recuperare il tempo perduto con precisi atti politici, piuttosto che con impegni vaghi e fumosi. Ma anche in questo caso ciò che più preoccupa è lo stato di scarsa reattività della classe politica del sassarese annoverabile nell’attuale maggioranza del governo Pigliaru, che assiste senza significative reazioni al rischio che tramonti definitivamente il sogno del rilancio dell’economia del territorio basato su una industria chimica innovativa, rispettosa dell’ambiente e -ha concluso Tedde- coniugata in modo armonico alla nostra agricoltura”.

Nella foto Marco Tedde

S.I.

Ignavia e cortigianeria: declino mai visto

ALGHERO – Da sempre ci si domanda come sia possibile che i politici sardi eletti in Parlamento facciano poco o niente per la proprio regione. Sembra quasi esserci un tacito accordo: diventi onorevole e dimentichi la Sardegna. Ovviamente contano i fatti, perchè a parole questi sono dei campioni del mondo. Basta sventolare i 4 mori, come ai concerti. E ciò da sempre o meglio da quando la politica ha perso il suo ruolo di raccordo tra la cittadinanza, aree periferiche comprese, e le massime istituzioni nazionali. Nuovo esempio di malsano procedere è quello che accade in Sardegna. Per anni sono finiti sotto accusa i vertici della Regione per il tanto conclamato, e veritiero, “cagliarcentrismo”. Andazzo ovviamente non apriosticamente criticabile. Del resto chi non metterebbe al primo posto gli interessi della sua area di provenienza ovvero bacino elettorale rispetto agli altri? Qualcuno c’è e nostro malgrado ne stiamo subendo gli effetti.

Contro il “cagliaricentrismo” registriamo critiche su critiche. Un’infinita sequela di attacchi in questi anni che hanno visto finire nel mirino i presidenti di ogni colore: Palomba, Pili, Soru, Cappellacci e cosi via. Azioni denunciate da tutti, in particolare da coloro che vivono e venivano eletti nella provincia di Sassari, situazioni che vedevano favorire il sud dell’Isola a discapito delle altre aree e in particolare del Nord-Ovest. Una sequela di critiche che ha visto trovare un suo potenziale termine all’indomani delle ultime elezioni regionali. Ciò a seguito dell’esito delle urne e soprattutto delle scelte della coalizione vincente. Presidente della Giunta, Presidente del Consiglio, alcune assessori e una nutrita pletora di consiglieri eletti tra le fila della maggioranza tra cui molti nomi noti. Le speranze di rinascita di tale zona della Sardegna erano tante. Sassari, Porto Torres e Alghero, e anche gli altri centri, vedevano in questo deciso cambio al timone un’importante boccata d’ossigeno per uscire dalla drammatica crisi che sta devastando il tessuto sociale, cancellando centinaia di imprese e soprattutto riducendo alla fame tante famiglie con numerosi giovani emigrati in cerca di lavoro. Questo in un assordante silenzio.

Ma sono bastati pochi mesi per rendersi conto che qualcosa non tornava o meglio pareva ripetersi il medesimo refrain che accade in Parlamento. Difficile credere che ci sia un disegno specifico, più che altro pare un modo servile e medioevale di intendere la politica. Genuflessi e proni ci si accontenta di visitare i grandi saloni affrescati di Palazzo Madama, ad esempio, invece di lottare col coltello fra i denti rispetto alle tante vertenze irrisolte del territorio. Oppure è sufficiente frequentare le comode e ovattate assisi del palazzo di via Roma a Cagliari. Tutto questo mentre un’Isola la cui industria principale (tra le altre la meno impattante) il turismo è a dir poco abbandonata a se stesso e a cascata tutti gli altri settori.

Un declino mai visto incarnato bene da quanto ha subito questi mesi l’area facente capo a Sassari e Alghero: aeroporto, tribunale, corte d’appello, scuola, area metropolitana, architettura, trasporti, 4 corsie, sanità e come detto la totale assenza di politiche turistiche per la promozione del territorio. Senza considerare oramai simboli del degrado come il Palazzo dei Congressi e Porto che ancora attendono una scelta definitiva della Regione mentre i privati da anni sarebbero pronti ad investire. Su tutto questo pesa l’evidente inerzia di chi governa. Ripetiamo, che ci sia un disegno ben definito per affondare questo territorio è difficile da credere. Più facile pensare ad un livello sempre più basso di cultura, conoscenza dei problemi reali (marziani) e compiacenza verso chi muove le leve del potere. A questo si aggiunge la chiara ed evidente (in alcuni rappresentanti istituzionali si legge in fronte) volontà di salvare la propria carriera personale. Come sempre la verità sta nel mezzo e il mix è letale: ignavia e cortigianeria. Auguri a noi.

Nella foto il Consiglio Regionale

S.I.

Sassari umiliata: cacciate gli onorevoli

SASSARI – “Una sola Asl per tutta la Sardegna e per giunta con sede a Cagliari? Italia Unica dice no”. Tore Piana, coordinatore regionale di Italia Unica, ricorda tutte le decisioni e le proposte della Giunta Pigliaru che in poco meno di due anni di mandato si sono risolte in una penalizzazione di Sassari ma anche di tutto il resto dell’Isola.

“La Asl unica con sede a Cagliari costituirebbe solo l’ultima umiliazione. Pensiamo alla città metropolitana che sarà a Cagliari o all’Autorità portuale che ha inglobato quella del nord Sardegna e che ha adesso sede solo nel capoluogo regionale. Addirittura si è ipotizzato di accorpare l’Università di Sassari all’Ateneo cagliaritano. Mi rivolgo allora al sindaco di Sassari Nicola Sanna: il presidente Pigliaru risulta nato nella seconda città della Sardegna ma non sembra mai ricordarsene? Allora gli sia revocato l’atto di nascita. E si faccia lo stesso con i consiglieri regionali sassaresi che appoggiano queste decisioni”.

“La mia è chiaramente una provocazione, di fronte a politiche della Giunta che umiliano Sassari e che trascurano completamente il resto dell’Isola, privilegiando solo Cagliari”, conclude Piana.

Nella foto presentazione di Italia Unica

S.I.

Pigliaru: Asl unica in Sardegna

CAGLIARI – “Rimettere ordine nei conti della sanità è tra le grandi sfide della legislatura: significa dare ai Sardi una sanità senza sprechi e con servizi di qualità, arrivando nello stesso tempo a liberare risorse per lo sviluppo, l’occupazione, l’istruzione. Per questo la Asl unica, che permette di esercitare la maggior capacità di controllo, rappresenta un primo passo importante nell’opera di semplificazione e razionalizzazione dell’organizzazione sanitaria”.

Così il Presidente della Regione, Francesco Pigliaru, spiega la scelta dell’Azienda sanitaria unica regionale (Asur) portata in Consiglio regionale dalla Giunta, d’intesa con la maggioranza di centrosinistra, e approvata dall’Aula. Pigliaru ha parlato di “scelta coraggiosa e forte, indispensabile di fronte alla drammatica situazione dei conti. Stiamo chiedendo a una parte dei nostri cittadini un sacrificio temporaneo e, al contempo, vogliamo dare il segnale che si può e si deve cambiare. Lo facciamo con la Asl unica, lo facciamo con le azioni del Piano di rientro, sulle quali renderemo conto ai Sardi passo dopo passo”.

Per quanto riguarda le addizionali Irpef, Pigliaru ha sottolineato che si tratta di un intervento chiaramente definito e limitato nel tempo: “per affrontare una situazione straordinaria abbiamo bisogno di un contributo straordinario e lo chiediamo solo a una parte della popolazione. Tuteliamo le fasce di reddito più basse, che rispetto a prima non solo non avranno aumenti, ma vedranno ridotta l’aliquota. Contribuirà maggiormente solo chi appartiene a fasce più alte. E’ un intervento che tiene conto della progressione e soprattutto temporaneo”.

Nella foto il Presidente Pigliaru

S.I.