Nord-Sardegna in stato di povertà

ALGHERO – Nonostante per gli addetti ai lavori e il gossip politico cittadino fosse una cosa già nota da tempo, il documento diffuso ieri sera dal Partito Sardo d’Azione ufficializza l’ingresso nella forza politica di Mario Conoci. Già assessore al Turismo, vice-Sindaco e soprattutto colonna delle amministrazioni guidate da Marco Tedde. Come detto, era noto da tempo che Conoci si fosse avvicinato ai Quattro Mori, ma mancava la conferma “nero su bianco” e questa è arrivata con il documento politico/programmatico diffuso nella serata di ieri. E ovviamente non poteva non essere critico riguardo la condizione generale in cui si trova il Nord-Ovest dell’Isola.

“La Federazione del PSd’Az di Sassari è impegnata nel portare avanti i temi discussi nel suo ultimo congresso: la crisi che attanaglia il Nord Sardegna eil divario che si crea con il “Cagliari-centrismo”. La grave situazione economica ed occupazione che investe la Sardegna tutta, non può essere affrontata con politiche che tendono a far viaggiare le varie comunità a velocità diverse, concentrando le maggiori attenzioni e risorse sulla Città Metropolitana di Cagliari. Lo stato di sofferenza in cui versa la nostra provincia è direttamente proporzionale all’inadeguatezza della Giunta Regionale e del suo Presidente, che si sono rivelati distanti da questo territorio e totalmente incapaci di fornire risposte adeguate alle criticità emerse nei vari settori: Sistema industriale allo sfascio, con la multinazionale ENI che disattende gli investimenti previsti nel “protocollo d’intesa sulla chimica verde”, Nel polo energetico di Fiume Santo è avvenuta la vendita “spezzatino” da parte di E.ON, senza che la Regione imponesse il rispetto degli accordi di programma a suo tempo sottoscritti con se stessa, mettendo, pertanto, i nuovi acquirenti nelle condizioni di ignorare gli impegni su investimenti,commesse ad imprese locali e rispetto dell’ambiente. Le imprese e maestranza locali, impegnate nel comparto industriale di Porto Torres,esclusi dal mercato del lavoro a vantaggio di imprenditori senza scrupoli che arrivano da oltre mare. L’aeroporto di Alghero vive nell’incertezza più totale a causa della totale assenza di programmazione da parte dell’Assessorato Regionale ai trasporti. Il sistema viario è una eterna incompiuta, con la SS 131 che da Macomer a Sassari sembra figlia di un Dio Minore. Il porto di Porto Torres sta diventando la Cenerentola del sistema portuale Sardo, La “non riforma” della sanità sta gettando nello sconforto quei centri urbani a cui si vogliono togliere servizi e professionalità radicate. Per combattere questo stato di cose, la Segreteria Provinciale ritiene che il Nord Ovest dellaSardegna deve reagire con la massima unità territoriale e senso di responsabilità istituzionale,superando le desuete logiche di appartenenza partitica e campanilistica.

“Se l’Area vasta del Sassarese vuole davvero darsi una connotazione metropolitana, deve condividere un progetto di sviluppo di dimensione territoriale e sostenerlo in tutte le sedi. La Federazione del PSd’Az intende dare il proprio contributo a questa strategia, analizzando e formulando proposte su scelte politiche, programmatiche, economiche e sociali, funzionali all’adozione di un rinnovato Piano Strategico Territoriale, che aiuti il Nord Sardegna ad uscire dallo stato di povertà in cui è calato. A tal fine sono state individuate le seguenti “aree tematiche”. Politiche sul lavoro, la famiglia e disagio sociale. Politiche industriali, energetiche e ambientali. Politiche su portualità e sistema dei trasporti aerei, navali e terresti. Politiche sullo sviluppo turistico e del sistema dei parchi. Politiche su credito fiscalità e Zona Franca. Politiche su cultura e istruzione e universo giovanile. Politiche sui settori produttivi primari e terziario. Ad ognuno di questi temi corrisponderà un gruppo di lavoro, con il compito di portare all’attenzione del Coordinamento e della Segreteria idee, documenti e iniziative utili alla pianificazione di un moderno modello di sviluppo per il nostro territorio”.

A conclusione dei lavori, il Segretario Pietro Madeddu ha comunicato i nomi dei componenti della Segreteria che, oltre al Segretario amministrativo Massimo Carboni, si completa con il Vice-segretario Ventura Masia, il responsabile per le sezioni Mario Conoci, il Segretario organizzativo Massimiliano Manca Di Mores. Sono stati nominati, inoltre, Angelo Angius come coordinatore dei gruppi di lavoro e Gavino Gaspaper i rapporti con gli organi di informazione.

Nella foto Mario Conoci in un riunione di qualche tempo fa sul tema del turismo

S.I.

Piano di salvataggio per In-House

ALGHERO – “Niente aggettivi, solo domande, sperando che vi siano delle risposte. Il tempo passa e la situazione di Alghero in House rimane sempre più in bilico, e non si vede la luce del tunnel in fondo al quale questa amministrazione sta portanto gli oltre 50 lavoratori della partecipata comunale. Attraverso il nostro portavoce cittadino avevamo posto, cercando di non urtare la sua permalosità, all’assessore Cherchi delle domande sul futuro della società, e sulla salvagiardia dei posti di lavoro da un lato e del garantimento dei servizi essenziali svolti dalla Alghero in House dall’altra, senza ottenere alcuna risposta”. Cosi Michele Pais per il gruppo consigliare e partito di Forza Italia Alghero.

“Ed intanto il tempo passa ed è notizia odierna che l’accordo collettivo garantito dalle organizzazioni sindacali è saltato, per cui, allo stato, purtroppo non potranno che essere formalizzate le procedure di licenziamento collettivo attivate tre mesi fa. Noi pensiamo che non si possa perdere ulteriore tempo, e che occorra una proposta operativa, con degli step che portino al salvataggio della società e dei posti di lavoro. Una grande occasione si è sicuramente persa allorchè, al momento dell’approvazione della legge sulla riforma degli enti locali il Consiglio regionale su indicazione della Giunta, aveva bocciato l’emendamento proposto dall’On. Marco Tedde che prevedeva l’assorbimento di funzioni e dipendenti dell’Alghero in House ( e delle altre partecipate strumentali dei comuni aderenti) all’interno della rete metropolitana di Sassari, soluzione che avrebbe consentito la salvaguardia dei servizi e la conservazione dei posti di lavoro”.

“Ma noi riteniamo che non tutto sia perduto e proponiamo quanto segue : 1) Scissione dell’Alghero in House in due distinti soggetti giuridici con conferimento del ramo d’azienda (e del personale addetto) nella Multiss (azienda strumentale della futura rete metropolitana). Ciò, grazie al fondo unico garantito alla Rete stessa per i comuni partecipanti, avrebbe il duplice vantaggio di garantire tutti i servizi di manutenzione e la garanzia del posto di lavoro per tutte le maestranze addette. 2) Creazione di una holding comunale, con al vertice la Secal che acquisirebbe il 100% delle quote della parte di Alghero in House che gestisce i servizi a rilevanza economica (ulteriore enorme equivoco che va avanti da due anni!!!) mantenendo la sua autonomia societaria seppur sotto il controllo della capogruppo, in modo da sviluppare semplificazioni amministrative, risparmi economici e sinergie per la riscossione dei corrispettivi dei parcheggi non pagati, Ciò avrebbe l’ulteriore benefico effetto di ridurre i costi generali di gestione delle partecipate con ulteriori benefici per le casse comunali.

“Operazioni estremamente semplici che consentirebbero di risolvere un problema che sembra invece diventato irrisolvibile e per il quale basterebbero pochi ulteriori atti amministrativi, quali ad esempio una modifica del regolamento sui parcheggi (oggi riteniamo si perda almeno il 25% dei possibili introiti) e la sottoscrizione di un accordo con Secal per la riscossione di somme e sanzioni per omesso pagamento. Cio’, peraltro, aprirebbe all’opportunità di poter assorbire molti, se non tutti, gli addetti alla sosta che, per analoghe scelte sbagliate sempre riconducibili all’attuale amministrazione, hanno perso il loro posto di lavoro. Ci piacerebbe discutere di questa proposta in maniera seria e responsabile, senza steccati ideologici ma cercando ponti logici per salvare servizi alla città e posti di lavoro che nessuno, tanto meno Alghero, può permettersi di perdere”.

“L’occasione per far ciò potrebbe essere quella di mettere in discussione, urgentemente, il nostro Ordine del Giorno sul medesimo tema che giace da mesi nei cassetti della Presidenza del Consiglio. Sarebbe così possibile illustrare la proposta nel dettaglio, numeri alla mano, superando cosi’ questa condizione di involuzione che sta portando la società a sfracellarsi con tutto il carico di personale e di servizi che invece sono assolutamente da salvaguardare”.

Nella foto il gruppo consigliare di Forza Italia

S.I.

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Stasi Bruno-Pd. Chiarire Maria Pia

ALGHERO – “Patto Civico, Nuovo Centro Destra e Partito Sardo d’Azione, rappresentati rispettivamente da Stefano Lubrano e Marco Muraglia, Maria Grazia Salaris ed Emiliano Piras, Giuliano Tavera e Mario Conoci, hanno avviato una analisi della situazione politica ed amministrativa della città alla luce della grave e prolungata crisi nella quale è immersa la maggioranza del sindaco Mario Bruno”. Cosi le tre realtà politiche, partiti e movimenti, che da tempo denunciano l’assoluto inconcludenza dell’amministrazione Bruno riguardo i tanti problemi presenti.

“Alghero ha visto sino ad ora solo gli annunci un po’ confusi delle cose che si sarebbero dovute fare, nessuna realizzazione concreta ed una crisi che oramai perdura da troppo tempo. In questi ultimi mesi stiamo persino assistendo agli annunci della risoluzione della crisi. La estenuante trattativa col PD registra regolarmente posizioni diverse fra i soggetti in commedia, ma non si è visto sino ad ora ne il riconoscimento del fallimento da parte di Bruno ne l’azzeramento della giunta, condizioni queste richieste dal PD, e tuttavia, nonostante questo, l’ottimismo sulla conclusione positiva della trattativa viene propagandata senza risparmio. Quindi delle due l’una, o Bruno azzera e ammette il fallimento, o il PD si accomoderà sulle poltrone assessoriali senza che Bruno azzeri e ammetta alcunché. Vedremo”. Il punto fondamentale da risolvere resta però la distanza siderale fra il programma amministrativo di Bruno da quello del PD”.

“A proposito di programmi una cosa che abbiamo notato è stato, appunto, un forte richiamo, quasi un grido di dolore, arrivato dall’interno della maggioranza Bruno da parte del gruppo Curedda, Fadda e Carta (Democratici per Alghero) affinché il PD li aiuti a sovvertire un cardine programmatico della maggioranza Bruno: la destinazione urbanistica di Maria Pia. È bene ricordare, infatti, che il programma presentato da Bruno e soci agli algheresi ha ribadito con forza la intangibilità a fini edificatori ricettivi di quell’area che nei programmi è vista come parco urbano. L’accorato appello del gruppo dei tre fuoriusciti dalla lista Bruno al PD risiede nel fatto che lo stesso PD prevedeva invece la realizzazione di insediamenti ricettivi a Maria Pia, ovvero l’opposto di quanto previsto nei programmi della maggioranza che ha vinto le elezioni. L’eventuale ingresso del PD in maggioranza porrebbe quindi i soggetti in campo nella necessità di decidere quale strada imboccare per Maria Pia: Parco urbano e tutela integrale o costruzioni di strutture ricettive, urbanizzazioni e servizi. Due scelte opposte. Crediamo che iniziare a chiarire questa scelta sarebbe sinonimo di trasparenza e comunque il requisito minimo per dare credibilità ad una operazione di trasformismo politico che porterebbe con se molte contraddizioni che rischiano di trasformare radicalmente il programma presentato da Bruno e votato dagli algheresi che hanno scelto di far vincere l’attuale sindaco e la sua maggioranza”.

“Per questo Patto Civico, Nuovo Centro Destra e Partito Sardo d’Azione presentano, con le firme dei consiglieri Salaris e Piras una mozione che permetta al sindaco ad alla sua maggioranza, nella sede del Consiglio Comunale, di chiarire la scelta sul futuro di Maria Pia. Questo naturalmente è solo il primo di una lunga serie di problemi rimasti inevasi da parte dell’amministrazione comunale che vogliamo sollevare e portare all’attenzione della città, nella speranza che il sindaco e la sua ridotta maggioranza inizino ad occuparsene, abbandonando trattative infinite legate solo alla propria sopravvivenza o che, in alternativa, prendano atto della loro inadeguatezza e per il bene della città restituiscano la parola agli algheresi”.

Nella foto il Consiglio Comunale

S.I.

Perchè Bandabardò? Dov’è il bando?

ALGHERO – Nella giornata di ieri, come anticipato da Algheronews.it [Leggi], l’assessore Gabriella Esposito tramite facebook ha annunciato che a pasquetta, nel classico concerto ideato nel 2010 dalle associazioni locali e realizzato negli anni passati grazie al sostegno di Meta e AlgheroInCentro dentro Primavera in Riviera, suoneranno ad Alghero i Bandabardò. Noto gruppo musicale fiorentino che da anni suona e propone il suo folk-rock con testi spesso impegnati il cui costo dell’intera produzione del live potrebbe avvicinarsi ai 20mila euro.

Ma tale scelta, anzi più che altro il modo di agire piuttosto inedito di comunicare e scegliere l’artista, è diventato oggetto di una interrogazione del gruppo di Forza Italia con primo firmatario il consigliere d’opposizione Michele Pais. Una serie di domande che potrebbero sollevare anche un nuova polemica che vedrebbe implicata non solo l’amministrazione ma anche la Fondazione Meta. Infatti se in passato questo evento era realizzato grazie al connubio tra privato e pubblico, oggi facendo capo direttamente al Comune, come dovrebbe accadere sempre in questi casi, sarebbe opportuno e forse anche obbligatorio realizzare un bando pubblico al fine anche di addivenire alla proposta migliore sia in termini di costi che di qualità. Però, come denunciato da Pais e colleghi, questo non è stato fatto e dunque anche tale scelta dell’amministrazione Bruno finirà sotto la lente di ingrandimento del Consiglio Comunale e dei rispettivi partiti e movimenti rappresentanti in aula.

“Quali sono le motivazioni che hanno fatto ricadere la scelta dell’amministrazione sul gruppo musicale “Bandabardo” per il giorno di pasquetta ad Alghero? Come è possibile che vengano date comunicazioni in assenza di atti formali? Esistono quindi impegni con la band non sostenuti da atti formali? Qual e’ la spesa a carico del comune di Alghero e fondazione meta per tale concerto?” Queste alcune delle domande poste da Pais, Camerada e Pirisi Saranno l’assessore Esposito e il Cda di Meta (monco dopo l’uscita da mesi della dottoressa Faedda) a dare delle risposte come previsto dai regolamenti consigliari e normative vigenti. E soprattutto, diremmo, sotto l’effige della “trasparenza”, tanto sbandierata soprattutto nelle ultime campagne elettorali.

INTERROGAZIONE
Al Sig. Sindaco del Comune di Alghero
Al Sig.ra Assessore al Turismo, Cultura, Programmazione e Rapporti con la Meta

Ogg.: Interrogazione sulla comunicazione dell’assessore Esposito riguardo il concerto di Pasquetta
I sottoscritti Consiglieri comunali chiedono che venga inserita con urgenza la discussione della presente Interrogazione al primo Consiglio comunale utile.
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VISTA la comunicazione dell’assessore Gabriella Esposito del 22.2.2016 che, tramite social network ha annunciato che il giorno di Pasquetta (lunedi 28 marzo) si svolgerà ad Alghero un concerto della band “Banbabardò”
CONSIDERATO che tale comunicazione, in assenza di una programmazione regolarmente “delibata” necessiterebbe un deliberato dell’Amministrazione comunale anche in relazione al relativo impegno di spesa sostenuto da parte della Fondazione Meta (cachet della band, costi logistica, service audio-luci, suolo pubblico, servizi per la band, alloggi, trasporti, comunicazione, etc)
PRESO ATTO che l’assessore Esposito comunicando questo concerto ha di fatto annunciato la realizzazione di uno spettacolo per cui devono obbligatoriamente essere erogate delle somme anche come anticipo verso l’arista al fine di essere realmente “bloccato” per Alghero

VERIFICATO che ad oggi non esiste alcun deliberato della Fondazione Meta e men che meno dell’Amministrazione comunale, che “tracci” la scelta comunicata sui social dall’assessore Esposito

CONSTATATO che negli ultimi anni tale concerto nel giorno di Pasquetta ha visto una proficua collaborazione tra privato e pubblico al fine di abbattere i costi a carico del Comune e soprattutto di richiamare un determinato pubblico, permettendo anche di lavorare a numerose realtà locali (associazioni, imprese grafiche, imprese di logistica, promoter, etc)

Tutto ciò premesso

I SOTTOSCRITTI CONSIGLIERI COMUNALI
INTERROGAZIONE IL SINDACO E L’ASSESSORE AL TURISMO CHIEDENDO
Quali sono le motivazioni che hanno fatto ricadere la scelta dell’amministrazione sul gruppo musicale “Bandabardo” per il giorno di pasquetta ad Alghero?
come è possibile che vengano date comunicazioni in assenza di atti formali?;
esistono quindi impegni con la band non sostenuti da atti formali?
qual e’ la spesa a carico del comune di Alghero e fondazione meta per tale concerto?
perche’ non e’ stato realizzato un bando pubblico, così come assicurato dal cd “nuovo corso amministrativo”, al fine di scegliere la migliore proposta per tale concerto?
chi si è occupato di contattare l’artista e/o agenzia in nome e per conto dell’amministrazione e con quale delega e ruolo affibbiatogli dal comune?
quali sono le ricadute economiche in termini turistici previste dall’assessore da tale scelta?
quali altre spese saranno a carico del comune e della meta in riferimento a tale concerto e chi ha scelto i fornitori privati (service audio-luci, alloggi, trasporti, comunicazione, etc)
Alghero, 23.02.2016
Michele Pais
F.to Maurizio Pirisi
F.to Nunzio Camerada

Pd a 340: scalata fallita. Bruno?

ALGHERO – Balzo in avanti degli iscritti al Partito Democratico di Alghero. Aumentare i tesserati in un periodo in cui la gente è stufa della politica è sicuramente un ottimo risultato. La segreteria catalana, guidata da Mario Salis, ci è riuscita con anche uno scarto piuttosto importante. In totale gli iscritti al Pd algherese sono 340. Tale procedura di iscrizioni si è resa necessaria in linea con le direttive nazionali del partito e come previsto dalla statuto del Pd.

Ma la notizia non è solo questa. Infatti, oltre il dato molto positivo, pare che la “scalata” di coloro che hanno lasciato il partito per candidarsi con Bruno sia fallita. E questo non è un giudizio affrettato e aprioristico, ma la fotografia dei freddi numeri, anche se manca l’ufficialità dal partito. In totale, coloro che sarebbero correlabili all’attuale giunta e in particolare alla lista civica del sindaco protagonisti della nota “diaspora”, avrebbero raccolto un sessantina di tessere. Nei giorni scorsi, prima della chiusura dei termini, sarebbero state presentate prima a Sassari dove però li hanno direttamente indirizzati verso via Mazzini. Qui gli sarebbe stato detto che quella non era la procedura idonea ma si era necessario che si presentassero i nuovi sottoscriventi. Nessuna risposta e dunque stop a queste nuove tessere. In totale quelle ascrivibili alla maggioranza, regolarmente registrate, non sarebbero neanche 20 (su 340).

Com’è evidente, in vista anche del termine del periodo di allontanamento dei “bruniani” che si concluderà questa estate, è una notizia molto importante. Per farla breve, il Partito Democratico di Alghero è saldamente nelle mani dell’attuale segreteria e del gruppo consigliare composto da Daga e Pirisi. Ciò, oltre che determinare una parola fine ad un eventuale ritorno con la gran cassa dei fuoriusciti, oggi in maggioranza, condiziona anche la cosi detta “trattativa” che, almeno pare, è giunta veramente alla fine. Sembra sia stato fissato un nuovo e definitivo incontro dove dovrebbe partecipare anche il gruppo consigliare. Ma, anche se la politica può tutto, visti anche gli ultimi accadimenti, se non verranno accolte le arcinote richieste entro febbraio, a marzo partirà sicuramente una nuova fase. Quale? A breve lo scopriremo.

Nella foto un recente incontro del Pd coi noti rappresentanti tra il pubblico

S.I.

Porto zozzo: Cacciotto fa lo struzzo

ALGHERO – “Assume connotati sempre più bizzarri il rimpallo di responsabilità fra l’assessore regionale Erriu e l’amministrazione algherese sulla oramai annosa questione delle competenze sul servizio di pulizia e raccolta rifiuti nell’area portuale”. Cosi Andrea Delogu portavoce di Forza Italia Alghero che ritorna sulla polemica dei rifiuti al porto che ha visto la scorsa estate emergere la pessima condizione dell’igiene urbana nell’intero approdo.

“Ci auguriamo che ci sia lo zampino di un ghost writer nella nota diffusa nei giorni scorsi dall’amministrazione a firma del vice sindaco Cacciotto, ossia di colui che da 4 anni gestisce, dapprima come presidente della commissione consiliare e poi da assessore “competente” (sic!) il settore ambiente e il bando per la raccolta dei rifiuti urbani”, cosi Delogu che continua “la risposta dell’assessore Erriu all’interrogazione di Marco Tedde e del gruppo di Forza Italia, pur infarcita di lessico burocratese è chiara: spetta al Comune il ritiro e lo smaltimento dei rifiuti nel porto di Alghero. E questo senza se e senza ma: l’aggiornamento del piano di gestione –dietro il quale l’Assessore si nasconde- è una cosa, la necessità di garantire il servizio (e chi debba garantirlo) è un’altra. Ed invece, come già lo scorso anno assistiamo al solito indecoroso e stantio esercizio di scaricabarile”.

“Purtroppo -denuncia Delogu- abbiamo ancora davanti agli occhi la situazione del 2015, con il porto di Alghero trasformato in una imbarazzante discarica a cielo aperto e costellato di cassonetti nauseabondi. Sveglia sindaco Bruno e assessore Cacciotto! -prosegue il portavoce di Forza Italia-, prendano in mano la situazione, non rischino un’ennesima brutta figura che sarebbe avvilente per l’intera città di Alghero. Non cerchino di mistificare la situazione, scelgano meglio i loro consiglieri e si ricordino del ruolo che rivestono. Smettano di prendere “cantonate” ed evitino di creare anche all’interno dell’amministrazione ulteriori equivoci, come quando, sul finire della sua nota, l’assessore Cacciotto pone dubbi sul fatto che l’amministrazione che dirigono chieda erroneamente agli operatori del porto il pagamento della Tasi”.

“Resistano una volta tanto alla smania compulsiva di aprire bocca solo per dare aria ai denti: è tempo di agire! Faticosamente, dopo una gestazione confusa di 4 anni, si è proceduto all’affidamento del nuovo servizio di raccolta dei rifiuti. Ora auspichiamo uno scatto di reni – conclude Delogu- che consenta di rendere efficiente il servizio prevedendo che anche il porto di Alghero, primo biglietto da visita di questa città, si presenti in condizioni decorose la prossima estate”.

Nella foto Andrea Delogu

S.I.

“Piras inconsistente e incoerente”

ALGHERO – “L’ultimo intervento del consigliere Emiliano Piras, al di là del suo spessore (?) politico, ci offre l’occasione di precisare che il Partito dei Riformatori, da lui definito “pseudo-partito”, è nato nel 1996; è fortemente radicato in Sardegna; in Alghero dispone di una propria sede politica; è strutturato come da statuto; ha una lunga lista di iscritti e simpatizzanti; ha un coordinamento e un coordinatore, ma, soprattutto esprime una forte e vigile, praticamente quotidiana presenza su tutte le maggiori problematiche amministrative e socio-economiche che riguardano la nostra città, così come i nostri concittadini, al contrario del Consigliere Piras, ben sanno”. Risposta dei Riformatori Sardi ad Emiliano Piras, consiglieri del Ncd [Leggi], riguardo il tema del taglio dei gettoni a rimborso degli stessi consiglieri comunali.

“Un partito che nel tempo ha anche assunto ruoli ed incarichi politici di grande responsabilità, come del resto ne ha usufruito a piene mani nell’intero ultimo trentennio la stretta parentela del consiglere Piras che a noi li rimprovera e non guarda poi in casa sua. Ma anche un Partito, quello dei Riformatori, per quanto concerne la riduzione dei costi della politica, che è stato sostenitore di quel referendum del 6 maggio 2012 in cui 525mila sardi si espressero a favore del taglio dei compensi dei consiglieri regionali, che oggi, per l’appunto, percepiscono il 40% in meno rispetto al passato; la riduzione dei Consiglieri regionali da 80 a 60; la riduzione dei vitalizi; l’azzeramento dei Consigli di amministrazione di tutti gli enti strumentali e questo senza guardare in faccia a nessuno, né uomini né partiti”.

“Chissà se il Ncd, il partito rappresentato dal consigliere Piras, può vantare altrettanta struttura, uomini e presenza o se non si tratta, invece, semplicemente di un simbolo che gli è servito per rappresentare se stesso in consiglio comunale. Dal comunicato di Emiliano Piras emerge un ingiustificato livore nei nostri confronti. Ingiustificato quando si pensi che noi non abbiamo fatto altro che rendere più pubblica, per così dire, una sua posizione assunta in aula e dunque di per sé già pubblica. Ma forse comprensibile se si considera il suo livore come conseguenza del fatto di averlo noi messo di fronte alla propria incoerenza. Infatti, lo ribadiamo, il consigliere Piras lo scorso novembre 2014, in seguito all’iniziativa taglia-gettone, faceva sapere di aver preparato un emendamento che addirittura avrebbe previsto l’annullamento di tutti i compensi. In aula, nell’ultimo consiglio comunale del 18 febbraio ultimo scorso ha votato in maniera diametralmente opposta. È noto a tutti, infatti, con quale forza e tenacia Emiliano Piras ha affermato la volontà di mantenere inalterato l’importo del gettone votando contro la proposta di ridurlo, allineandolo alla media nazionale, non di abolirlo”.

“Tant’è! Noi, come Riformatori, continueremo a dar conto alla gente, pubblicamente e senza omissioni, dell’operato dei nostri Consiglieri e degli Assessori nell’espletamento delle proprie funzioni. Perché anche quello della testimonianza, del controllo e della vigilanza, sentiamo come nostro compito e nostro ruolo, oltre quello di esprimere legittimamente le nostre opinioni, senza sconti per nessuno, anche e soprattutto perché non siamo presenti in Consiglio comunale e per ciò stesso assolutamente lontani da interessi di parte, immediati o futuri, e men che meno personali”.

“Infine ci piace concludere con un pensiero personalissimo per il consigliere Emiliano Piras: giustificare la propria incoerenza e la propria inconsistenza politica rinfacciando la presunta incoerenza e inconsistenza politica di chi a ragione ti fa notare le tue, non ti assolve, non ti redime, e, soprattutto, non ti salva… dal ridicolo!”

Nella foto un incontro dei Riformatori Sardi

S.I.

“Alghero in condizione penosa”

ALGHERO – “Alghero vive una condizione penosa sotto molteplici aspetti”. Una dichiarazione che non lascia spazio ad alcuna interpretazione se non quella che colui che l’ha espressa vuole significare: il fallimento dell’attuale esperienza amministrativa. E a dirlo non è un acerrimo nemico di Mario Bruno e tanto meno della maggioranza che guida il governo cittadino, ma proprio quel leader politico regionale che ha permesso all’intera compagine di vincere le elezioni: Antonello Usai.

Attraverso un’intervista alla Nuova ha cristallizzato la posizione dell’Udc. Non per avanzare un nuovo (ennesimo) attacco a Sant’Anna, ma per mettere fine a quello che lui stesso definisce “una melina prolungata, una vera e propria perdita di tempo”. Usai si riferisce agli ultimi due mesi ovvero da quando insieme al Pd è stato deciso di riaprire un tavolo di trattativa con Bruno e le forze politiche a suo sostegno (sostanzialmente due: la sua lista civica da cui è nato un nuovo gruppo e l’Upc). E, come abbiamo descritto più volte, sembra di assistere ad una telenovela dopo anche se si perde qualche puntata è estremamante facile comprenderne la sceneggiatura. Qui non siamo in una fiction, ma nella vita reale e domani inizia la stagione turistica, ad esempio. Eppure ancora, su temi fondamentali come la programmazione degli eventi, promozione e soprattutto regolamento dei suoli pubblici (per non parlare dei grandi temi) tutto è ancora legato a proclami e annunci. Una compagine che, memore di un passato politico a cui appare imprescindibilmente legata, non ne esce da continui incontri, riunioni, assemblee, convegni e così via. Alghero, come ripetiamo da mesi, necessita di un governo forte, capace che dia risposte. Certamente è evidente che l’amministrazione non è aiutata da un Consiglio Comunale che appare lontano anni luce dalle urgenze del territorio.

Per ritornare alla “trattativa” sembra che il sindaco Bruno abbia ribadito la sua volontà di fare sintesi, ma porzioni della maggioranza non vogliono sentirne di realizzare l’azzeramento. Tradotto hanno timore di perdere il ruolo di assessore e altri nelle partecipate. A questo punto tutto può ridursi ad una mera questione di poltrone. Ma non è cosi, forse qualcuno non ha ancora capito che si sta giocando il futuro, anzi il presente di Alghero. Usai, ovvero colui che decidendo di andare con Bruno ne ha decretato la vittoria elettorale, da tempo reputa questi primi due anni dell’amministrazione fallimentari. Ma, con il Pd, per scelte legate anche al quadro regionale e nazionale, riapre la porta, ma se la maggioranza ritiene di andare avanti lo faccia (anche se con un consigliere in più tutti sanno che non si può governare) e si metta fine a questa triste, insulsa e deleteria telenovela.

Nella foto il leader dell’Udc Antonello Usa nell’incontro di Azione Alghero

S.I.

Gettoni, Piras contro tutti

ALGHERO – “È’ quantomeno imbarazzante ricevere lezioni di etica da un “pseudo-partito” che vanta al suo interno diverse persone che nell’ultimo trentennio hanno svolto ruoli attivi all’interno delle amministrazioni a vari livelli, che a memoria d’uomo non vengono certo ricordate per grandi battaglie di moralità, tranne che alla fine di un ciclo dove i leaders massimi hanno acquisito i privilegi a vita; allora si, ma solo allora, si sono resi conto dei tanti quattrini in più incassati per svolgere attività politica…l’importante che ciò avvenisse per i posteri”. Così Emiliano Piras consigliere comunale di opposizione.

“Tante persone che negli anni hanno “incassato” gettoni e stipendi in consiglio regionale, in consiglio comunale, alcuni addirittura provenienti dalla c.d. Prima Repubblica o dal walzer dei cambi di casacca, mi viene in mente, tra gli altri, il coordinatore Salvio, in ruoli assessoriali, in enti di sottogoverno, senza mai porsi il problema dello spreco: che strano! L’unica azione politica che ha contraddistinto i Riformatori catalani negli ultimi due anni è la pessima figura fatta non presentandosi alle elezioni per non essere riusciti a decidere da che parte stare, dopo aver provato a bussare a “tutte” le porte, tranne quella alla quale adesso fanno finta di accostarsi, quella pentastellata”

“Per essere precisi, vista la pessima attenzione dimostrata dal “passacarte spettatore” dei riformatori in consiglio, il membro del coordinamento Montis, l’emendamento che avrei voluto presentare sul possibile azzeramento e rinuncia dei permessi, fatto addirittura proprio dai presentatori della proposta di delibera, è stato considerato non ammissibile dal parere del segretario comunale.
Tralasciando la bassezza dimostrata dai riformatori, che onestamente non meriterebbero nemmeno questa attenzione, mi aspetto dai colleghi di consiglio assenti del PD, dall’assenza ipocrita e scorretta del consigliere Pais, uscito al momento del voto dall’aula, dal gruppo UDC che ha votato con una “scioccante” astensione, e dalla maggioranza, una dura presa di posizione nei confronti di chi “pontifica” dall’esterno predicando bene e razzolando male”.

“L’auspicio è che se in futuro ci sarà l’opportunità per esponenti dei riformatori di ricoprire ruoli nell’amministrazione algherese, seguano fin da subito l’esempio del consigliere Porcu, protocollando come primo atto la rinuncia a qualsiasi emolumento per tutto il mandato;così come prevede la legge, rafforzata dalla risoluzione unitaria sul diritto di rinuncia, che verrà inserito nel regolamento.”

“In conclusione sarebbe veramente lodevole se gli esponenti dei riformatori che godono di vitalizi e pensioni acquisite dalla Politica, dessero l’esempio rinunciando pubblicamente a ciò che ingiustamente la Politica gli ha garantito; di sicuro la rinuncia di questo genere di privilegi anche solo di una persona, equivarrebbe a quella di 25 consiglieri comunali di una cittadina come Alghero.”

Nella foto il consigliere Piras

“Gettoni, Politica in sciopero”

ALGHERO – “E’ con grande rammarico che scriviamo di una sconfitta. Nell’ultimo consiglio comunale, finalmente dopo un anno e mezzo, è stata inserita all’ordine del giorno la nostra delibera sulla rimodulazione del gettone di presenza. Proponevamo un taglio all’importo del singolo gettone in modo da equipararlo alla media degli altri Comuni italiani, visto che ad Alghero tale importo lo reputiamo spropositato”. Cosi il movimento 5 Stelle sul mancato taglio del gettone.

“Siamo stati tacciati di populismo e di demagogia, parole abusate laddove non si hanno argomenti, quando la nostra proposta mirava semplicementead equipararci al resto d’Italia.
Purtroppo, la discussione non c’è stata, infatti non c’è stato alcun intervento dopo la presentazione della proposta fatta dal consigliere portavoce 5 stelle, se non due brevi interventi nelle dichiarazioni di voto. Abbiamo assistito ad una sorta di “sciopero bianco”, dove nessuno ha partecipato alla discussione generale, nonostante durante i Consiglii comunali, spesso, si siano passate ore ed ore a discutere del “sesso degli angeli”.
Abbiamo spiegato le motivazioni, la ratio e le opportunità di risparmio che tale provvedimento poteva portare alle casse comunali ma, soprattutto, l’opportunità da parte della Politica di dare un segnale importante, di vicinanza ai sacrifici che tutti i cittadini stanno facendo in questo momento di grave crisi sociale ed economica”.

“Non c’è stato alcun intervento per ragionare sulla questione, magari migliorativo e integrativo alla proposta, niente. Si poteva parlare di produttività, analizzare i dati, capire se e quali risparmi si potevano realizzare, discutere sul dove e come destinarli. E’ stata una sconfitta della Politica, politica che non è stata in grado di discutere in maniera matura ed equilibrata un tema del quale non bisognerebbe vergognarsi. E’ si vero che un singolo gettone può essere considerato irrisorio se paragonato agli stipendi dei vari onorevoli, ma è anche vero che il più grande edificio è stato costruito “gettone dopo gettone”… ops, “mattone dopo mattone”.