Caso Parco, Pd: Farris a rapporto

ALGHERO – “La denuncia di uno dei candidati che non ha superato la prima fase delle selezione indetta dal Consiglio di Amministrazione del Parco per la Direzione del Parco di Porto Conte assume i contorni dello scandalo, oltre quelli foschi e nebulosi dell’ingiustizia e dello sgarbo alla meritocrazia”. Cosi i consiglieri comunali del Partito Democratico Mimmo Pirisi ed Enrico Daga riguardo l’ultimo (in ordine di tempo) caso esploso all’ombra di Sant’Anna. O meglio in questo di Villa Gioiosa.

“Il fatto che sia stata valutato con uno zero la carriera professionale ed altamente qualificata del candidato che ha mosso le accuse ci spinge, da rappresentanti del consiglio comunale, da politici e soprattutto da cittadini, a nutrire seri dubbi sulla bontà e sulla correttezza delle selezioni della classe dirigente e dei criteri che la guidano e sugli obiettivi che si è posto il Parco ( e quindi l’amministrazione comunale che gli da l’imput ) creando una azienda speciale per la gestione del Parco. Per chi non avesse ancora letto lo sfogo del Dott. Valbonesi (questo il nome del candidato scartato) sappia allora che egli ricopre nientemeno che il ruolo di responsabile del Servizio Parchi e Risorse Forestali della Regione Emilia-Romagna da ben 15 anni, con funzione di coordinatore dell’attività di 14 Parchi regionali anche più estesi di Porto Conte, ma non solo: è stato anche per 11 anni Presidente del Parco nazionale delle Foreste Casentinesi, per sette anni Vice Presidente e per cinque anni Presidente della Federazione Italiana dei Parchi”.

“Eppure, nonostante questo biglietto da visita che dovrebbe avere in tasca qualunque dirigente che aspira a sedersi sulla poltrona di un ente parco, la Commissione di concorso ( verificheremo a questo punto se ha i titoli anch’essa ) ha scartato il curriculum del Dott. Valbonesi non ritenendolo meritevole neppure di una prova orale e preferendo alla fine una figura più accademica che manageriale; in tutto ciò, il candidato scartato ha anche dato lezione di stile evitando il ricorso al TAR, pur avendone tutti i motivi. Come fa notare il Dott. Valbonesi, le risorse investite dalla Regione e dal Comune per il Parco sono molto più ingenti rispetto ad altre aree protette nel resto d’Italia di ugual dimensione: questi soldi sono un investimento pubblico che ha l’obiettivo di generare benefici sul territorio e di creare un indotto con ricadute positive per la città di Alghero e per la Regione; gestire un Parco non significa solo tutelarlo nel senso più immobilista del termine, ma è necessario anche promuoverlo perché non resti un intoccabile reperto museale sotto teca, e creare un dialogo virtuoso con gli operatori economici locali in modo tale che si possa massimizzare il valore economico del Parco. Che senso avrebbe allora un’intera struttura dirigenziale?”

“Ci chiediamo se l’attuale dirigenza che guida Porto Conte tenga presente questi aspetti e non consideri invece esclusivi quelli più conservativi, e ci chiediamo quale sia la missione che il Comune (che ricordiamo a tutti da l’indirizzo politico) intende dare all’area protetta, ovvero se ci sia una pianificazione o una qualche minima idea su come Porto Conte possa essere il nostro asso nella manica per garantire lavoro e sviluppo in tutto il territorio. Crediamo a questo punto sia necessario vedere bene questa situazione e chiediamo una convocazione urgente della Commissione Ambiente con la Presidenza del Parco di Porto Conte”.

Nella foto i consiglieri Pirsi, Daga e il segretario Salis

S.I.

Parco e corallo: Bruno deve chiarire

ALGHERO – La settimana, tanto per cambiare, si è aperta con due nuovi casi legati alle scelte dell’attuale amministrazione comunale: logo/marchio del corallo e, fatto ben più grave, il concorso per il direttore del parco. Su entrambe le vicende, com’è giusto che sia, il consigliere comunale del Partito Democratico Enrico Daga chiede al sindaco che faccia subito chiarezza.

“Grave, gravissimo, ingiustificabile, torbido. Attendo immediatamente una smentita. La attendo dal Sindaco”, scrive Daga a commento della lettera inviata alla stampa da un concorrente, il dott. Valbonesi “nulla questio sul vincitore del concorso che è uno stimato professionista, ma leggere da un manager pubblico delle accuse rese a mezzo stampa così infamanti, è angosciante. Questi rilievi devono trovare giustificazioni plausibili. Ripeto, è urgente fare chiarezza! Ne va della dignità dell’intera comunità Algherese”.

Stessa richiesta di chiarimento al sindaco Bruno per quanto riguardo il marchio del corallo, presentato dagli assessori Lampis ed Esposito, che è molto simile a quello della facoltà di Architettura. “Ho fatto la stessa considerazione e mi sono detto, forse queste cose le vedo solo io” e poi continua Daga “ho tirato in sospiro di sollievo, non le vedo solo io, ovviamente non entro nel merito dell’elaborato, non ne ho le competenze. Anche in questo caso sarebbe bene che il sindaco dia risposte in merito a quest’altra pagina torbida”.

Nella foto Enrico Daga

S.I.

Caos tavolini: basta inutili scontri

ALGHERO – “Trascorso un anno di sperimentazione delle nuove regole per l’attribuzione del suolo pubblico alle attività commerciali, è auspicabile che si compia un’opera di razionalizzazione ed aggiornamento del regolamento, attraverso la ponderazione del pubblico interesse alla quiete, riposo notturno e fruizione dei pubblici spazi, rispetto agli interessi di categoria”. Cosi l’ex-assessore ed esponente dell’Udc Alberto Bamonti che interviene su uno dei tanti temi che sta creando gravi problemi ad Alghero e in particolare a bar e ristoranti.

“Tuttavia l’aspetto regolamentare non può costituire l’unica soluzione al problema, è fondamentale che l’amministrazione avvii un’opera di sensibilizzazione nei confronti della collettività tutta, per sottrarre la presente tematica dalla consueta dimensione dello scontro; da un lato residenti ed associazioni ambientaliste vivono l’attribuzione del suolo pubblico come un atto aggressivo degli spazi urbani ed invasivo del diritto alla quiete, e dall’altra, i commercianti chiedono un regolamento semplificato e flessibile che tenga conto dei fenomeni contingenti che rendono sempre più difficile sostenere un’attività di impresa”. “Trovare un punto di incontro è possibile, a condizione che tutti i portatori di interesse (quindi non solo i commercianti, ma anche quindi le associazioni ambientaliste e i residenti) vedano nell’attribuzione del suolo pubblico una risorsa da custodire e valorizzare, nell’interesse collettivo, e non solo il mero aspetto lucrativo”.

“Tra l’altro è sempre piu’ attuale la priorità nella lotta al degrado di alcune zone della città, e le sue difficoltà oggettive nel perseguirla, ciononostante non possiamo non ritenere di assoluta importanza che lo sviluppo delle attività commerciali negli spazi esterni sono una naturale estensione per una città turistica che deve saper attrarre ed accogliere i vacanzieri rendendo vivibili tutti gli spazi con una offerta professionale di servizi, allo stesso tempo senza precludere ad alcuno di poter godere delle bellezze storiche che il nostro centro cittadino offre”.

“Ecco perchè una società civile e progredita ha tutti gli strumenti socio-culturali per trovare il giusto equilibrio fra i portatori di interessi generali e quelli particolari di categoria; è fondamentale evitare di incorrere nello scontro improduttivo tra le parti, iniziando un dialogo costruttivo sui punti comuni e sopratutto sui vantaggi di avere uno spazio urbano razionale, accogliente nonché presidiato e sicuro!”

Nella foto i tavolini esterni di un ristorante ad Alghero

S.I.

Voto in vista: politica in fibrillazione

ALGHERO – Politica in fibrillazione. L’avvicinarsi delle amministrative, dove andranno al voto milioni di italiani e in città molto importanti come Roma, Napoli, Milano e in Sardegna Cagliari e Olbia, oltre anche ad altri centri, sta agitando le acque della politica. A livello regionale tiene banco la sfiducia del Pd al suo segretario Renato Soru. Dopo essere stato fatto cadere come presidente della Regione, adesso ha ricevuto un nuovo avviso di sfratto anche da guida dei dem regionali.

Anche Forza Italia vive un periodo a dir poco difficile. Sembrava che l’atavica spaccatura tra Cappellacci e Cicu si fosse ricomposta, ma pare non sia così. E dunque si giunge alle candidature (soprattutto di Cagliari e Olbia) con diverse frizioni. Non se la passano certamente meglio i 5 Stelle. A Porto Torres tira aria di sfiducia rispetto al Primo Cittadino che ha già visto subire un duro attacco dalla dimissionaria capogruppo Conticelli.

Arrivando ad Alghero, nonostante si arrivi da due commissariamenti e un’ammministrazione incoclundente terminata anticipatamente, ci si trova ancora in piena empasse. E ciò, in gran parte, deriva dalla arcinota “telenovela” tra Bruno e Pd che ancora, nonostante i democratici abbiano ribadito in tutte le lingue e sedi la propria posizione, si continua a parlare (sempre meno) di un ingresso in maggioranza dei consiglieri Pirisi e Daga. Domani ci dovrebbe essere un nuovo incontro (si pensa e spera) definitivo. A quanto risulta se Bruno resta possibilista, larghe porzioni della maggioranza non ne vogliono sentire. D’altra parte qualcuno spieghi come si può partire con una “nuova fase” politica senza fare un naturale e forse benefico azzeramento. E dunque, nonostante il Primo Cittadino, abbia annunciato che gennaio sarebbe stato decisivo, siamo già a febbraio inoltrato e ancora non è stata presa alcuna decisione definitiva e la maggioranza si trova ancora con un solo consigliere in più rispetto all’opposizione. E nonostante alcuni facciano finta di niente e rispondano piccati ad ogni minima critica (segno di evidente nervosismo) con 13 a 12 non si può governare. O almeno si può fare solo l’ordinaria amministrazione. Come farebbe il commissario, fino a maggio.

Intanto anche in Forza Italia paiono esserci dei movimenti. In particolare, anche se non è arrivata la conferma, l’ex-assessore Michele Pais, oggi consigliere comunale, potrebbe lasciare i forzisti. Non è chiaro se per aderire ad un altro partito oppure se per creare un nuova realtà locale. Anche se in pochi lo vogliono ammettere, le elezioni non sono poi cosi lontane e in tanti iniziano ad organizzarsi.

Nella foto l’aula del consiglio comunale

S.I.

Soru spodestato dal Pd

ALGHERO – Renato Soru è stato sfiduciato dal Pd. I maggiori azionisti democratici, Cabras-Fadda-Lai, hanno dichiaratamente chiesto le dimissioni del segretario regionale. Nel pomeriggio di oggi è stato fatto il passo decisivo. A comunicarlo alla platea dei dirigenti del Partito Democratico giunti ad Oristano per la direzione regionale colui che è stato indicato come portavoce di tutte le correnti: Giacomo Spissu.

Non una doccia fredda. Infatti era già noto il malumore sia della base sia dei vertici rispetto alla linea di condotta di Soru (in relazione alla Giunta Pigliaru e alle grandi tematiche che oggi riguardano la Sardegna, casi politici ancora “aperti”). Ma era difficile da prevedere, vista anche la vicinanza con le amministrative, uno strappo simile. E’ evidente, come lo è, che l’ex-editore dell’Unità ha proprio stancato. E non solo coloro che reggono le fila del Pd regionale, ma forse anche oltre Tirreno.

La parentesi come presidente della Giunta Regionale è stata forse una delle peggiori, come ricordano tutti. A parte qualche “talebano”, quasi l’intero panorama politico (esplicitamente o meno) ha ammesso, in occasioni diverse, che quel periodo amministrativo ha prodotto una serie di provvedimenti (uno su tutti il famigerato Ppr) che, in assenza di un nuovo modello di sviluppo già affermato, ha prodotto solo povertà e spopolamento. A quel fallimento, oggi ne segue un altro. Probabile che con questa palese sfiducia l’esperienza politica (al netto della suo potenziale da imprenditore) sia entrata nella parabola discendente.

Nella foto Soru all’incontro di oggi ad Oristano

S.I.

“Disastro Alghero: che rabbia!”

ALGHERO – “Qualcosa finalmente si muove. Dopo la nostra denuncia circa il totale immobilismo dell’Amministrazione comunale, e la minaccia di rivolgerci al Prefetto, e’ stato finalmente convocato il Consiglio comunale per le date del 18 e 29 febbraio”. Cosi il consigliere comunale di opposizione Michele Pais che spiega “i punti iscritti all’ordine del giorno sono ben 32 e sarà impossibile trattarli tutti in sole 2 sedute. Si tratta di temi proposti dall’opposizione e nessuno dall’amministrazione. Segno tangibile della paralisi totale della Giunta”.

“Tuttavia, anche questa volta, l’Amministrazione, il Presidente del Consiglio, o chi per essi, nonostante specifica richiesta protocollata ai sensi dello Statuto del Comune di Alghero, ha deciso di non trattare 2 mozioni di importanza vitale: situazione dell’aeroporto/ryanair e quella sui servizi alla persona (Set, Sass, Sad) in cui sono a rischio decine di posti di lavoro. Risulta difficile se non impossibile svolgere il ruolo di Consigliere comunale in una situazione simile, in cui l’arroganza e la presunzione di chi ci sta “amministrando” schiaccia qualsiasi regola democratica. Oltre a creare disastri sociali ed economici come quelli che Alghero sta subendo: che rabbia!”

Nella foto il consiglio comunale

S.I.

Maria Pia, la maggioranza cambia idea?

ALGHERO – “Le recenti dichiarazioni di Giuseppe Angelo Fadda, capo gruppo dei Democratici per Alghero, formazione di maggioranza nel consiglio comunale di Alghero, hanno destato diversi interrogativi in città e non solo”. Cosi Stefano Lubrano in rappresentanza del movimento Patto Civico che punta i riflettori su uno dei temi più importanti degli ultimi anni e che si trova ancora “cristallizzato” a diversi anni. Lubrano ora ricorda che “il consigliere Fadda infatti, in data 24.01.2016 ha pubblicamente lanciato un appello al PD algherese [leggi] invitandolo ad entrare in maggioranza facendo leva su supposte identità di vedute politiche e strategiche su Maria Pia. In particolare sono state richiamate “improrogabili necessità” legate ad eventuali investimenti di nuova ricettività su Maria Pia”.

“Come Patto Civico Alghero abbiamo sempre dichiarato di non essere contrari ad un insediamento alberghiero a Maria Pia, se questo è contenuto e coerente con il contesto ambientale. Il punto però è che l’attuale maggioranza in campagna elettorale ha detto ben altro e fatichiamo a riscontrare le improrogabili necessità in materia di investimenti turistici a Maria Pia espresse dal consigliere Fadda poichè, dallo studio degli atti approvati dal Consiglio Comunale in carica, non risultano espressioni specifiche su questi aspetti”.

“Leggendo infatti le dichiarazioni programmatiche del sindaco Bruno, approvate dal Consiglio Comunale all’atto del suo insediamento in data 20.06.2014 non si ritrova alcun riferimento ad investimenti alberghieri su Maria Pia, che viene vista esclusivamente come oggetto di trasformazione in “parco territoriale finalizzato all’uso ricreativo, sociale, culturale e sportivo”, da collegare ad “altre aree protette nell’ambito dell’istituzione della rete ecologica comunale.”

“Ricordiamo inoltre che in data 09.09.2014 il consiglio comunale approvava il Documento Unico di Programmazione 2014-2016 dove è riportato che “il nodo focale della città territoriale e ambientale sarà rappresentato dall’area di Maria Pia. Vogliamo restituire all’uso pubblico quest’area, per questo intendiamo realizzare un grande parco territoriale.” E a dar maggior vigore al concetto ambientale quale destinazione per Maria Pia veniva scritto ancora “la Rete Ecologica Comunale, prevede il collegamento delle Aree Protette con il parco territoriale di Maria Pia e con i Parchi urbani cittadini, fino all’area olivetata a sud di Alghero.”

Nel recente adeguamento al DUP, approvato in consiglio comunale a fine 2015 addirittura non esiste alcun rifeirmento a Maria Pia, nemmeno per la parte relativa alla costituzione del parco urbano. E’ quindi evidente che il sindaco Bruno e la sua maggioranza hanno chiesto ed ottenuto il voto sulla base di un programma che non prevedeva investimenti alberghieri a Maria Pia, ma oggi si scopre che una buona parte della sua attuale maggioranza dichiara pubblicamente che invece questi investimenti sono previsti eccome. Ed addirittura il consigliere Fadda lancia un pubblico messaggio evidenziando comune intenzioni di programma con il PD, con cui oggi stanno dialogando per allargare la base della propria maggioranza in consiglio.

“A questo punto chiediamo al consigliere Fadda di chiarire pubblicamente cosa è cambiato, dal punto di vista politico, per voler fare una cosa totalmente diversa rispetto a quanto detto agli algheresi in campagna elettorale, e a quanto dibattuto ed approvato in aula in questi due anni di consiliatura. Chiediamo al consigliere Fadda di dire agli algheresi se l’idea progettuale per nuovi alberghi a Maria Pia coincide con quella che venne fatta conoscere alla città nel giugno del 2012, dove veniva utilizzata tutta la pineta e tutta la spiaggia di Maria Pia. A chi e a cosa sono da attribuire le improrogabili necessità a cui fa rifeirmento il consigliere Fadda?”

“Invitiamo il consigliere Fadda a rispondere pubblicamente, un suo silenzio confermerebbe il nostro timore di una presa in giro elettorale verso gli algheresi, ma siamo certi che il senso di reponsabilità di un autorevole rappresentate del popolo in consiglio comunale darà risposte chiare e comprensibili a tutti”.

Nella foto una parte dei lotti di Maria Pia

S.I.

“Dovete contestare Pigliaru”

ALGHERO – “È legittimo contestare a Salvini la sua precedente “lontananza politica” dalla Sardegna. Ma suona strano che questi contestatori non rivolgano le medesime accuse a Pigliaru, come noi facciamo quotidianamente, per i numerosi schiaffi inferti al nord Sardegna”. La denuncia è del vice capogruppo di Forza Italia in Consiglio regionale Marco Tedde in relazione alle polemiche suscitate
dalla visita di Salvini in Sardegna.

“Chimica verde dimenticata, cancellazione città metropolitana di Sassari, Architettura nel dimenticatoio, porto e aeroporto di Alghero abbandonati e Ospedale di Alghero relegato ad un ruolo marginale rispetto a San Gavino ed al presidio del Sulcis. E potremmo continuare per un po’ -secondo l’ex sindaco di Alghero- ad enumerare fatti, misfatti e cose non fatte che certificano la lontananza di Pigliaru dal nord Sardegna e l’atteggiamento connivente dei consiglieri regionali del centro sinistra espressi da questa parte importante dell’isola”. “Sarebbe ora – chiude Marco Tedde- che vi fosse una presa di coscienza collettiva dell’inadeguatezza di Pigliaru ad esercitare il suo ruolo, a partire dalla parte politica che in modo orbo lo sostiene.”

Nella foto (di Ivan Catalano) in prima fila all’incontro di Salvini, Pais, Tedde e Langella

S.I.

Ecco il Consiglio: stampelle in aula?

ALGHERO – Dopo tante polemiche e scontri, da Sant’Anna vengono comunicate finalmente le prossime sedute del Consiglio Comunale: 18 e 29 febbraio. 32 i punti all’ordine del giorno, dunque sarà impossibile, come già avvenuto in questi mesi, affrontare le tematiche previste. Del resto più di tre argomenti a seduta difficilmente vengono discussi e votati.

Ad aprire le riunioni saranno 4 punti a firma dei 5 Stelle. Quasi un record. A questi va aggiunta la mozione sul Lungomare di Fertilia. Ma tale massiccio posizionamento in apertura di temi proposti dai pentastellati ha fatto già scatenare il web riguardo una presunta volontà della maggioranza di cercare, ancora una volta, una “stampella” qualora non vi fosse in aula il numero magico di 13 consiglieri. Tale eventualità non è stata nè commentata nè tanto meno condivisa dagli esponenti del movimento di Grillo che, è invece molto probabile, avranno un atteggiamento molto critico visti i ritardi nella discussione dei vari documenti presentati.

A dipingere al meglio lo scenario che si potrebbe presentare è il dirigente del Pd algherese Cici Peis: “mi permetto di dire che la cosa giusta da fare è che la maggioranza garantisca l’apertura della seduta del consiglio comunale, coi suoi voti e dopo si proceda alla discussione, al di là che la mozione in discussione sia dell’uno o dell’altro. Non ci vuole mica tanta intelligenza a capirlo, altrimenti si fa la stampella, senza trovare giustificazioni che fanno ridere”. Più chiari di così si muore. Del resto, anche se com’è evidente attraversiamo un periodo marziano, i numeri da che mondo è mondo (terrestre) li deve garantire la maggioranza.

Nella foto il Consiglio Comunale

S.I.

Tavolini: convocata la Commissione

ALGHERO – La presidente Monica Pulina ha convocato la commissione commercio per discutere del regolamento dei suoli pubblici. Ne da annuncio lei stessa tramite i social. “Distante da ogni sorta di polemica il regolamento sul suolo pubblico rappresenta uno dei tanti problemi da risolvere subito, un intero comparto dell’economia della città attende risposte, i cittadini attendono risposte così come tutti i fruitori di questo comparto”. La riunione è fissata per martedi prossimo 16 febbraio alle ore 17.

“Questa volta – scrive la Pulina – auspico la presenza di tutti i consiglieri che mettano al primo posto il propio senso di appartenenza alla città con tutti i suoi problemi e il senso del dovere che ogni singolo consigliere deve dimostrare nel voler porre soluzione ai problemi presenti in città. Ricordo che stiamo parlando di economia, lavoro, servizi, si cercherà di trovare una soluzione condivisa, il tutto naturalmente nel pieno rispetto dei diritti di ogni singola persona coinvolta in questo processo”.

“Purtroppo non sarà presente il Dirigente Marrone in quanto ha terminato il suo incarico, sarà comunque presente il Dirigente Calzia e naturalmente l’assessore Tanchis”. Dunque, la speranza di tutti, in particolare degli imprenditori oggi sempre più in difficoltà è che il regolamento venga modificato e adattato alle reali esigenze di un mercato sempre più in affanno e che richiede massima conoscenza del comparto in relazione all’urgenza di creare economia e dunque posti di lavoro e non il contrario.

Nella foto due consigliere dell’Udc Marino e Pulina

S.I.