Acqua ancora vietata nelle borgate

ALGHERO – La Asl – servizio igiene degli alimenti – a seguito delle ultime analisi effettuate sui campionamenti, ha rilevato ancora la non conformità delle acque destinate al consumo diretto nella rete di distribuzione delle acque potabili nelle zone di Santa Maria La Palma, Sa Segada, Arenosu, Tanca Farrà, Baratz, Monte Pedrosu, Corea, Zirra, Incrocio di Sant’Imbenia, Porticciolo, Gutierrez e tutte le zone servite dal serbatoio di Monte Siseri.

I controlli hanno rilevato presenze non conformi di nitriti, cloruri e ferro. Il Sindaco Mario Bruno ha firmato la conseguente ordinanza a titolo precauzionale di divieto all’ uso alimentare dell’acqua (bere, preparazione degli alimenti ). Non vi sono invece controindicazioni per l’uso dell’acqua per il lavaggio della frutta e verdura e per i fini igienici personali.

M.S.R.

Cecchini a Bruno: Architettura rischia

ALGHERO – Come se non bastessero gli schiaffi che sta prendendo Alghero, oramai divenuti dei pugni allo stomaco, adesso al lungo e drammatico elenco, si aggiunge pure Architettura. Questione che si trascina da anni, ma che ultimamente, viste le parole del sindaco Bruno, pareva risolva. Ma è l’ex-direttore del dipartimento universitario Arnaldo Cecchini a lanciare l’allarme tramite un post sui social indirizzato proprio al Primo Cittadino. Ovviamente chi decide non è il sindaco, ma la Regione, nello specifico la Giunta Pigliaru, quella dei professori.

Il post di Cecchini indirizzato al sindaco Bruno:
Caro Mario, cari “amici” di facebook, non è a fini polemici che condivido questo post di un mese fa.
So che i problemi e gli impegni amministrativi e politici sono molti e che Architettura ad Alghero non è una priorità. Ma di settimane ne sono passate il doppio di due e – per quanto mi è noto – l’incontro che doveva avvenire entro due settimane non c’è stato (se c’è stato e non lo so, mi scuso e spero di sapere cosa è successo). Come sapete da diversi mesi sono un “privato cittadino” e come avrete visto da parecchi mesi non sono più presente – se non molto raramente – nel dibattito (e sì che alcune vicende sono molto legate a quel che è il mio mestiere). Io sono convinto che molti fattori e alcune volontà cospirino per chiudere l’esperienza magica di AAA (per quel che è stata, poi qualche lezione e qualche convegno magari rimarranno): do atto al Sindaco di Alghero di una reattività pronta e di un impegno vero; non so se la sua fiducia nelle promesse sia ben riposta: temo di no, spero di sì.
Mi sono sempre permesso di sottolineare – sommessamente – che un buon indizio della volontà di fare le cose è quello di farle: nel caso specifico se si vuole davvero inserire Alghero tra le sedi decentrate un buon modo sarebbe stato di farlo quando si stanziavano i fondi per le sedi decentrate, magari con una somma modesta o da quantificare in seguito: insomma un buon modo di esserci è esserci.
L’ho detto e ripetuto per anni: invece di un sigaro ho avuto un Ordine del giorno unanime del Consiglio Regionale, che – mi è stato spiegato – non vale la carta su cui è scritto. Ma io non sono educato alle raffinatezze della politica e sono troppo vecchio per imparare. Mi limito ad dire che – a mio avviso – Alghero rischia di perdere anche la SUA presenza universitaria e che non sarebbe male esserne consapevoli. Io – che mi appresto a lasciare questa splendida città che ringrazio per avermi ospitato per quindici anni – non vorrei dover dire: “l’avevo detto”. Per questo lo dico.

Nella foto il Sindaco Bruno e il professore Cecchini

S.I.

Alghero città fantasma | foto gallery

ALGHERO – Oramai qualsiasi tipo di constatazione, politica o meno, viene confutata. Ribaltata. E questo quasi in tempo reale. Uno dei tanti effetti collaterali dell’utilizzo dei social network. Fortuntamente, anche grazie ai nuovi strumenti tecnologici e in particolare smartphone, è altrettanto facile documentare con le immagini quello che si vuole dimostrare. Ed è così che, al netto delle contrapposte tifoserie, è doveroso raccontare la condizione in cui si trova Alghero che non è mai stata vuota come questi giorni di fine 2015. Una città fantasma, vuota, triste, desolante. Le foto evidenziano, nostro malgrado, al meglio la condizione del centro catalano. Non solo. “Shopping natalizio? Un lontano ricordo che non pare più riguardare la nostra città”, commenta un commerciante algherese di via Carlo Alberto e continua, “oramai vanno tutti a Sassari dove anche c’è più aria di festa”.

Una desolazione assoluta. Non, però, in piena notte, ma solo nel tardo pomeriggio. Un orario in cui solitamente, ad una decina di giorni dal natale, le attività vedevano crescere la presenza di clienti e anche il loro fatturato. Stesso discorso per i bar, ristoranti e locali. Luoghi che, a malapena, oramai aumentano gli scontrini solo nel fine settimana. Anni fa si parlava di “processo di Stintinizzazione”. Ovvero vivere 40 giorni di estate e poi addio. Ma questo paragone, forse, neanche regge più visto che il vicino comune costiero sta avviando degli importanti investimenti nel campo della nautica, con un prossimo nuovo porto in arrivo, e anche con l’adozione di altri provvedimenti a dare una boccata d’ossigino al territorio.

Ad Alghero, forse, ci eravamo abituati troppo bene. Sembrano lontani anni luce quei mesi di dicembre in cui per tutti i 30 giorni, o quasi, c’erano manifestazioni che attiravano gente e addobbi natalizi che rendevano più allegre le settimane di fine anno. Oggi, come detto, questo sembra un lontanissimo ricordo. Speriamo che questo non sia un processo incontrovertibile altrimenti ciò vorrebbe dire la decadenza della Riviera del Corallo ancorata solo a qualche stipendio pubblico, un pugno di famiglie agiate e pochi imprenditori che galleggiano. Mentre la disoccupazione cresce e i giovani, sempre di più emigrano. Inutile sprecare parole in difesa dell’ambiente, territorio, tradizioni, lingua e cultura se poi una comunità va verso un irreversibile declino e non si creano occasioni tangibili e serie di sviluppo ed economia, a partire anche dalle occasioni di festa che, come dice la parola stessa, non devono essere periodi di lutto.

Nella foto Piazza Civica alle 18.30

Foto gallery del Centro Storico di Alghero nel tardo pomeriggio:

S.I.

Cattedrale: opera del Centrodestra

ALGHERO – “Ieri gli algheresi, in occasione dell’apertura della Porta Santa da parte di Mons. Morfino hanno potuto ammirare ìn tutta la sua bellezza la Cattedrale di Santa Maria, restituita alla collettività dopo un importante intervento di ristrutturazione durato quattro anni”. Cosi da Forza Italia Alghero riguardo la nuova disponbilità dell’importante luogo di culto presente nel Centro Storico.

“E’ grande la soddisfazione per il compimento di un’opera fortemente voluta dall’Amministrazione Tedde che nel 2010, di concerto con la Regione, aveva destinato un finanziamento di un milione di euro, di cui ben 300.000 di risorse attinte dal bilancio comunale, per far si che uno dei simboli di Alghero potesse finalmente tornare al suo antico splendore. Un intervento curato nei minimi dettagli, con un intervento strutturale straordinario, che ha trovato il plauso della curia e dei tanti fedeli che ieri si sono stretti attorno al Vescovo per l’inaugurazione dell’Anno Santo”.

“Un esempio della capacità della passata amministrazione di centro destra, che ha guidato la città per oltre nove anni, di programmare, trovare risorse e realizzare, concretamente, opere che arricchiscono Alghero e la rendono ancora più attrattiva per i visitatori. Speriamo che anche l’attuale amministrazione inizi finalmente a fare qualcosa di suo, finendola di appuntarsi al petto medaglie che non gli spettano e concentrare le proprie energie, non per annunci e post sui social, ma per iniziare seriamente a programmare e ad avviare con la Regione una concertazione che porti Alghero a migliorarsi sempre di più”.

Nella foto un incontro di Forza Italia

Il video dell’apertura della Porta Santa della Cattedrale:

S.I.

“Bruno ha fallito, algheresi con noi”

ALGHERO – “Un gruppo di cittadini stufi di subire in silenzio e di condividere la protesta solo su facebook, ha deciso di svolgere un’azione per manifestare contro l’Amministrazione del Sindaco Mario Bruno che in questi 18 mesi non ha fatto niente di buono per la città”. Cosi si apre il resoconto dell’azione messa in atto venerdi scorso, quando un gruppo di cittadini del movimento d’opinione “SvegliAlghero” ha distribuito dei volantini con “i fallimenti dell’attuale amministrazione”.

“Dopo averci propinato Lubrano e due commissariamenti, – scrivono Sandra Senatore, Lilia Fois e Gianni Demontis in rappresentanza del gruppo di cittadini – adesso dal gruppo di Bruno arriva la peggiore Giunta Comunale che Alghero abbia mai avuto. E quella esperienza, la cosi detta Associazione un’Isola, che lui volle far passare come tanto virtuosa e invece ha prodotto i peggiori assessori e il nulla assoluto oltre che creare altri problemi ben più gravi. La distribuzione dei volantini (che mandiamo in allegato) ha trovato molti consensi tra gli algheresi nauseati e stanchi da questa situazione e di tantissimi fallimenti dove Alghero è oramai diventato un luogo ameno e senza speranza”.

“Per questo stiamo organizzando, in collaborazione con altre associazioni e partiti, che hanno già dato sostegno al volantinaggio di venerdi, una manifestazione per la città di Alghero. Per adesso purtroppo è sufficiente il triste elenco delle malefatte indicato nel volantino a cui vanno aggiunte quella che viene definita in città una nuova indegna “parentopoli” e soprattutto il regalo dell’ex-caserma dei carabinieri, immobile da 4.000.000 di euro, ai compagni di merende”.

Nella foto i rappresentanti del gruppo di cittadini algheresi

S.I.

Alghero-Sassari: fondi a rischio

ALGHERO – Tra i tanti schiaffi presi negli ultimi mesi da Alghero, quello di questi giorni riguardo la bocciatura del progetto del primo lotto della strada quattro corsie che collega Alghero a Sassari, è forse il più forte. Più che un ceffone, un pugno allo stomaco. Inutile che si cerchi di sminuire, gettare fumo negli occhi e fare i pompieri, i documenti del Ministero all’Ambiente parlano chiaro. Il progetto iniziale non andava bene. Quello con le recenti modifiche lo stesso. Morale della favola è tutto da rifare con la deadline per evitare di perdere i fondi fissata alla fine del 2017. Insomma meno di 24 mesi per rivedere le carte e ripartire con l’iter per poi verificare nuovamente il percorso.

“Rischiamo di perdere il primo lotto della strada Sassari Alghero – commenta l’ex-sindaco Marco Tedde – sarebbe un fatto di una gravità inaudita. Se il sindaco la smettesse di sproloquiare, saturando l’etere e non solo, e lavorasse, magari non simulando di andare a Roma presso l’Anas o il Ministero, mentre invece era in tutt’altre faccende affaccendato, non correremmo questi pesanti rischi”, chiude il consigliere regionale di Forza Italia.

Nella foto la 4 corsie Alghero – Sassari

S.I.

Alghero-Sassari: si va avanti e bene

ALGHERO – E in tempo reale, sulla nuova nefasta notizia per Alghero e il suo territorio, riguardo la bocciatura del progetto del primo lotto della quattro corsie, arriva il commento del sindaco Mario Bruno. “La Sassari-Alghero si farà e con un minore impatto sull’ambiente. Ci sono i fondi e si rispetteranno i tempi. La recente approvazione del Decreto Legge con il quale il Governo Renzi, su forte sollecitazione di Comune e Regione, ha garantito le risorse fino al 31 dicembre 2017 permetterà di rivedere le parti critiche del progetto in carico al CIPE e migliorarlo”.

“Soprattutto nel tratto dello svincolo a racchetta, a 11 metri sul livello di campagna e 21 su quello del mare. Progetto che ha già ottenuto il parere favorevole del Consiglio Superiore dei Lavori Pubblici e con le dovute modifiche nelle sue parti di forte impatto con l’ambiente sarà sottoposto alla nuova VIA. Nei primi giorni di gennaio è già programmato un vertice al quale parteciperanno i Ministeri competenti, Anas, Regione e Comune. Si va avanti e bene”.

Nella foto Mario Bruno

S.I.

Alghero-Sassari, progetto bocciato. Tutti i documenti

ALGHERO – Lo avevamo già anticipato su Algheronews.it che sul primo lotto (diventato ultimo) della strada 4 corsie che dovrebbe collegare Alghero con Sassari c’erano dei problemi. Questioni che parevano superate dal via libera del Consiglio Superiore dei lavori pubblici all’interno dello “Sblocca Italia” definito dal Presidente Renzi.

Passaggio di un mese fa circa. Ma i dubbi erano sorti visti anche per gli evidenti ritardi nella presentazione delle osservazioni giunte a Roma solo in data 17 ottobre come risulta dai documenti del Ministero dell’Ambiente. Adesso la pessima, anzi drammatica notizia: il progetto del primo lotto è da rifare. Doppia bocciatura: dal Ministero e dalla Commissione governativa competente. Un diniego che considera non adeguato e contro le leggi vigenti il tracciato di 7 chilometri che da Alghero giunge fino a Rudas. Questo il link al sito del Ministero dove c’è tutta la documentazione riguardo il primo lotto della quattro corsie con anche il parere negativo della Commissione

Progetto, com’è noto dell’Anas, ma recenti modifiche volute dall’attuale amministrazione che ha scelto di cambiare il percorso rispetto a quanto disegnato dai precedenti governi cittadini per andare anche incontro alle richieste di alcuni residenti e proprietari di terreni. “Anche le alternative progettuali presentate dal Proponente (Amministrazione Bruno per il Comune di Alghero ndr) non hanno risolto le criticità evidenziate nel corso dell’Istruttoria relativamente alla sottrazione di suolo agricolo di pregio, impatti localizzativi, etc”, si legge nel documento. Insomma per qualche albero e terreno Alghero resta al palo come fosse l’ultimo dei paesotti. Adesso c’è il rischio di perdere i finanziamenti e dunque l’intero progetto. Un altro brutto colpo per il territorio che segue gli infinite questioni che vedono la Riviera del Corallo soccombere già da mesi.

Nella foto il parere negativo della Commissione Ministeriale

S.I.

Ecco il documento UFFICIALE della Commissione Ministeriale in cui si boccia il progetto:
PRR-1912-06112015 (1)

Giudice di Pace: la verità di Bruno

“Sul tema del Giudice di Pace, continuano a emergere accuse e prese di posizione strumentali e prive di fondamento che mi impongono, pur con delicatezza e senza interferire sulla privacy delle persone coinvolte, alcune doverose precisazioni”. Mario Bruno, sindaco di Alghero, risponde agli attacchi ricevuti in queste ore sull’addio del Giudice di Pacce.

“Con il decreto legislativo n. 156/2012 e la allegata tabella B il Governo esercitava la delega attribuita dal Parlamento e sopprimeva numerosi uffici del Giudice di Pace non ubicati nelle città capoluogo di provincia o sede di Tribunale. Tra essi Alghero la cui Sezione distaccata di Tribunale era stata parimenti soppressa e di fatto chiusa nel mese di settembre del 2013. L’art.2 del decreto prevedeva la possibilità, per il Governo, di istituire sezioni del G.d.P. distaccate da quella principale (Sassari per Alghero), ma detta possibilità non è stata attivata non certo per scelta dell’amministrazione in carica. L’art.3 del decreto prevedeva infatti la possibilità per le amministrazioni locali di mantenere, nel senso letterale del termine, l’ufficio giudiziario, somministrando a tal fine la sede, i costi per le utenze e le spese correnti, il personale (da formarsi opportunamente in collaborazione con il ministero per la giustizia). Per adempiere a tali impegni l’Amministrazione ha individuato, avviato alla formazione ed impiegato tre risorse umane tra le migliori a disposizione e speso 260.000 euro circa ed ha altresì destinato alla giurisdizione penale, ogni mercoledì l’aula del consiglio comunale. Tutto ciò in ossequio all’o.d.g. approvato dal precedente Consiglio Comunale e nella consapevolezza della delicatezza ed importanza della funzione giurisdizionale”.

“Il Ministero della Giustizia dal suo canto ha fornito all’ Ufficio un unico giudice onorario, il quale nonostante gli sforzi profusi non ha potuto né poteva da solo far fronte al considerevole carico di affari devoluti alla sua competenza. Valga rammentare come l’organico originario prevedva la compresenza di quattro giudici onorari. La dislocazione degli immobili destinati all’Ufficio ha altresì confermato la difficoltà della celebrazione delle udienze penali in un’aula (quella normalmente destinata al Consiglio) non facilmente accessibile ai disabili, presso la quale occorreva di volta in volta trasportare i fascicoli e nella quale per l’intera mattinata (e spesso il primo pomeriggio) del mercoledì doveva trattenersi il cancelliere per la redazione del verbale di udienza, con conseguenti difficoltà operative. Come sapete abbiamo attivato nel corso dell’anno fondi Jessica per riqualificare e abbattere le barriere architettoniche del municipio”.

“L’insieme delle difficoltà sopra esposte, il carico di lavoro, il considerevole impegno richiesto al giudice onorario e nondimeno al personale, capace, formato, ma inserito da breve tempo nella nuova dimensione lavorativa, hanno prodotto criticità operative e situazioni di forte stress, concause probabili della malattia anche contemporanea delle tre unità lavorative assegnate all’ufficio, con conseguente chiusura dell’ufficio per lungo tempo ed ovvie, formali e motivate proteste degli utenti, degli avvocati e nondimeno dei vertici degli Uffici Giudiziari di primo grado.
In particolare il Presidente del Tribunale di Sassari ha comprensibilmente richiamato l’Amministrazione a garantire il servizio rammentando che il protrarsi della situazione di chiusura degli uffici poneva a rischio la stessa funzione giurisdizionale, oltrechè paventarsi una interruzione di pubblico servizio.
Il decreto legislativo prescrive altresì che “qualora l’Ente Locale non rispettasse gli impegni relativi al personale amministrativo ed alle spese per un periodo superiore ad un anno il relativo ufficio deve essere soppresso”.

“E’ a tutti evidente come il particolare senso di responsabilità imposto dal trattarsi dell’esercizio della giurisdizione, cioè di diritti costituzionalmente garantiti, imponeva una presa d’atto della difficile situazione già rappresentata al Consiglio Comunale – con assoluta trasparenza e verità, senza sottacere niente – in sede di risposta a brevi segnalazioni sull’argomento. Nè, tenuto conto delle cause oggettive del disagio, poteva escludersi la riproposizione delle stesse criticità. In ogni caso, l’Amministrazione ha proceduto ad un nuovo avviso rivolto al personale, non trovando però disponibilità da parte dei dipendenti comunali, se non in uno specifico caso, subito rientrato per sopraggiunta malattia. L’Amministrazione si è trovata dunque nella condizione di non potere confermare gli impegni prescritti e, nella sostanza, di dover evitare di rendersi corresponsabile del diniego di giustizia, non attraverso la richiesta della chiusura dell’ufficio, ma prendendo atto della situazione e delle determinazioni in quel momento assunte”.

“Tale situazione è stata esposta a tutti gli Organi preposti, compreso il Ministro della Giustizia. La attuale situazione non preclude ora la possibilità che la città possa disporre di un Ufficio del Giudice di Pace quale sezione distaccata dell’Ufficio Centrale di Sassari, ed in tal senso l’Amministrazione è impegnata ad esperire ogni possibile tentativo col Governo”.

Nella fot il sindaco Bruno

S.I.

Stop depuratore? Colpa di Abbanoa

ALGHERO – “Dopo quello dello scorso anno arriva un altro cartellino giallo della Provincia ad Abbanoa. Il recentissimo avvio del procedimento di diniego di accoglimento dell’istanza di rinnovo dell’autorizzazione allo scarico e al riutilizzo dei reflui del depuratore di San Marco costituisce l’ennesima certificazione che la struttura è gestita da Abbanoa in modo non corretto”. Ritorna in primo piano la questione depuratore. Provincia e Arpas negano ad Abbanoa la concessione per immettere i reflui nello stagno del calik. Una scelta derivante da una serie di analisi che evidenziano una gestione dell’impianto non in linea e non conforme rispetto a quelle che erano le idee progettuali.

Non è escluso che anche l’opera stessa abbia delle pecche già dalla sua creazione, ma, come chiariscono gli enti preposti (emerge dai documenti allegati), c’è un’evidente “malagestione” della struttura ubicata a San Marco. Luogo indicato dall’allora Giunta Regionale vista la presenza di altri sistemi di depurazione e soprattutto l’indicazione di area industriale. Da ricordare che l’immissione delle acqua depurate nello stagno del Calik sarebbe una delle concause della “marea gialla” che anche questa estate ha invaso il litorale algherese.

All’ex-sindaco e consigliere regionale Marco Tedde abbiamo chiesto ulteriori delucidazioni sul tema. E cosi l’esponente di Forza Italia continua nella sua spiegazione. “L’istruttoria tecnica e le analisi della Provincia e dell’Arpas hanno fatto riemergere la presenza di colibatteri e fosforo superiori ai limiti previsti dal quadro normativo e il mancato riutilizzo dei reflui in agricoltura in conformità al vigente quadro normativo. E’ evidente che Abbanoa prosegue pervicacemente in un percorso costellato da atteggiamenti palesemente contrari al rispetto delle regole. E a questo proposito ricordiamo anche la sanzione di oltre un milione di euro dell’Antitrust e la severa condanna del Tribunale di Sassari al pagamento di circa sei milioni di euro per mora nel pagamento di servizi depurativi”.

“Ed è sempre più evidente, anche alla luce del provvedimento della Provincia e delle due pesanti condanne che non sono i cittadini ad essere morosi, ma Abbanoa che, peraltro, investe importanti risorse pubbliche per campagne pubblicitarie alla “Mulino bianco” mirate a rappresentare una immagine “familiare” di una società che dimostra invece caratteristiche palesemente vessatorie nei confronti dei poveri utenti e della sua forza lavoro che troppo spesso viene letteralmente calpestata. Il problema non è Abbanoa in sé, ma un management evidentemente inadeguato. Occorre che il Presidente Pigliaru la smetta di fare orecchie da mercante e prenda atto dell’indifendibilità dei vertici di Abbanoa, assumendo le necessarie determinazioni.”

Nella foto la depurazione delle acque

S.I.

Nota (1)