ALGHERO – “Il bando della continuità aerea della Giunta Todde è insostenibile e paradossale. Lo conferma l’addio di Aeroitalia alle rotte per Roma e Milano e lo dimostra la situazione di Alghero dove si vola per Linate ancora in proroga e con le regole della vecchia gara, visto che nessuna compagnia ha presentato offerte per collegare il Nordovest dell’isola con lo scalo del Nord Italia.
Allargare la platea dei beneficiari delle tariffe agevolate, fissare per tre anni il prezzo del biglietto, ridurre di dieci euro il costo del viaggio, eliminare i meccanismi automatici per fare fronte agli extracosti di carburante e tasse, sono argomenti buoni per fare propaganda politica ma alla prova dei fatti, non servono a far volare gli aerei e lasciano a terra i sardi.
Il bando-propaganda mostra così oggi tutti i suoi limiti e i paradossi, a cominciare dal primo: la Regione stanzia risorse per compensare gli extracosti del carburante, ma non dispone degli strumenti necessari a farle arrivare alle compagnie senza rischiare un’infrazione delle regole comunitarie. Si aggiunga che nell’ultima legge di bilancio la Regione ha stanziato cento milioni per la continuità aerea, impegnandone, forse, meno di un quinto.
Forse si è pensato che per far volare i sardi a condizioni più vantaggiose fosse sufficiente scriverlo per decreto ma la realtà del trasporto aereo in Italia e in Europa è molto differente da quella che immaginano oggi nella Regione sarda. La realtà sarda è ancora più delicata e dice che la Sardegna è ad un passo dal vedere negato il diritto alla Continuità territoriale che da oltre 25 anni garantisce ai sardi tariffe calmierate, voli ad orari stabiliti e con frequenze predeterminate.
Il punto è semplice. Nessuna compagnia può partecipare a una gara costruita su condizioni insostenibili e su parametri di costo lontani dalla realtà. Nel bando del Campo largo si presume che il carburante pesi il 17,24 per cento dei costi; per Aeroitalia oggi supera il 35 per cento. Nella continuità territoriale Ancona-Roma il parametro è al 24 per cento, mentre la stima IATA per il 2026 colloca l’incidenza media mondiale del fuel al 31,4 per cento dei costi operativi.
La Regione, nell’ultimo bando, ha applicato un parametro non soltanto basso ma radicalmente distante dalla realtà economica che pretende di disciplinare a tavolino.
Il pericolo che la continuità territoriale venga cancellata è dunque concreto, se si considera che le compagnie aeree da tempo mostrano insofferenza ai vincoli dei bandi e con tutta evidenza lavorano perché in Sardegna si voli nel libero mercato, senza deroghe, con buona pace del diritto dei sardi alla mobilità”.
Antonio Moro, presidente del Psd’Az ed ex-assessore ai trasporti