ALGHERO – L’ufficialità è arrivata con la nota stampa di ieri pomeriggio, confermando le voci che già al mattino si rincorrevano durante il vertice al Ministero dei Trasporti con Enac e Regione: Aeroitalia lascia la continuità territoriale sarda. Un addio che apre uno scenario di profonda incertezza per la mobilità dell’Isola, costringendo le istituzioni a riassegnare ben cinque rotte chiave — Cagliari e Olbia verso Roma e Milano, oltre alla tratta Alghero-Fiumicino — in un quadro strategico già reso fragile dall’instabilità del collegamento su Milano dal Riviera del Corallo.
Un quadro preoccupante su cui interviene con fermezza il presidente di Confcommercio Sardegna, Sebastiano Casu:
«Accogliamo questa notizia con grandissimo rammarico e profondo disappunto. Non si tratta soltanto dell’uscita di un singolo vettore, ma dell’ennesimo strappo alla trama economica e sociale della Sardegna. Vedere le nostre rotte principali di nuovo nel limbo significa gettare nello sconforto imprese, lavoratori e famiglie che chiedono solo di poter viaggiare e programmare senza l’angoscia costante del domani».
La decisione del vettore accende i riflettori su un modello di trasporto aereo che continua a mostrare il fiato corto. La ciclica emergenza dei bandi, le gare deserte e i frequenti cambi di rotta delle compagnie dimostrano come la continuità territoriale sarda necessiti di una riforma profonda e strutturale, capace di superare la logica delle soluzioni tampone per garantire stabilità nel tempo.
«La rabbia tra gli operatori economici è tanta — prosegue Casu — perché chi fa impresa nel turismo, nel commercio e nei servizi non può operare in un contesto di perenne incertezza. Tuttavia, piangers
Nei prossimi mesi la priorità assoluta sarà evitare che il riassetto delle rotte si traduca in un impoverimento dei voli o in un impennata dei costi per i passeggeri. Il tessuto produttivo sardo non può permettersi isolamenti temporanei o tagli alle frequenze proprio nella fase di pianificazione delle prossime stagioni.
«Faccio un appello accorato e risoluto alla Regione, al Ministero e all’Enac — conclude il presidente di Confcommercio Sardegna — ci si sieda subito a un tavolo propositivo per riassegnare i collegamenti nel minor tempo possibile. Serve una regia forte e autorevole per individuare soluzioni rapide, sostenibili e definitive. Confcommercio è pronta a fare la propria parte con idee concrete e contribuendo alla formazione di scelte che siano frutto di una reale concertazione capaci di dimostrare con i fatti che i sardi meritano rispetto.»