L’opinione: scuola e dogmi laicisti

Il dogma è una verità considerata assoluta. Esso è adottato dalle religioni per parlare di quelle verità della fede che formano l’impalcatura di ciò a cui si crede. La Trinità è un dogma della fede cristiana, per esempio, che distingue il cristianesimo dall’ebraismo e dall’islam. Tali verità sono considerate rivelate, cioè comunicate direttamente da Dio, e perciò indiscutibili e innegabili. Tralascio di spiegare teologicamente la rivelazione, perchè non riguarda il tema di questa mia riflessione, ma quanto mi piacerebbe sfidare qualche ateo convinto anche su questo terreno!

Il dogma non appartiene alla scienza, le cui verità non sono considerate assolute bensì perfettibili, cioè possono essere sempre perfezionate. Popper parlava di verità “falsificabili”, nel senso che una verità scientifica è sempre superabile da un’altra verità dello stesso tipo (e che proceda con lo stesso metodo). Anche la filosofia, almeno quella che dice di essersi emancipata dalla religione, non adotta verità dogmatiche, per cui nascono i vari rami dell’agnosticismo, del relativismo, dello scetticismo ecc. La verità non esiste, dicono, o se esiste non possiamo conoscerla. Oppure esistono tante verità, come se possa esistere una verità che ne neghi un’altra. Già Aristotele metteva in evidenza la contraddizione degli scettici: dicono che la verità non esiste e così facendo vogliono imporne una, la loro!
In politica le visioni ideologiche adottano dei dogmi anche se non lo si ammette. Infatti le ideologie non possono definirsi laiche, in quanto sono schiave dei loro paradigmi, li ritengono insuperabili e indiscutibili. Nel comunismo, per esempio, il padrone è il nemico; nel liberalismo invece l’operaio è considerato solo una variante della produzione.

Questa lunga premessa per arrivare al tema della scuola e al pericolo che siano imposti dogmi laicisti che negano il principio della democrazia interna e quello del valore della legge. La scuola pubblica è indubbiamente una scuola laica, non perchè lo dico io o qualcun altro, bensì perchè il sapere e la trasmissione della cultura sono azioni che si nutrono di laicità, nel senso che il loro progresso non può essere limitato nè da pregiudizi di natura religiosa nè da autoritarismi di tipo politico. Nelle decisioni dei dirigenti scolastici che hanno negato a un Vescovo di visitare una scuola, a delle mamme di animare dei canti natalizi, agli alunni di poter realizzare un presepio, intravedo due comportamenti scorretti: il primo sul piano della legge; il secondo sul piano del metodo e della democrazia interna della scuola. In pratica impongono un dogma laico che non esiste: eliminare i segni religiosi dalle scuole!

Ai tanti difensori della Costituzione Italiana e della sua laicità ricordo che all’art. 7 abbiamo i Patti Lateranensi. Essi regolano i rapporti tra Chiesa e Stato, partendo dal presupposto che una buona parte di cittadini italiani vivono una doppia appartenenza: quella di cittadini e quella di fedeli. Ne consegue che le due istituzioni, per quanto libere e sovrane nei rispettivi ordinamenti, hanno ritenuto giusto concordare alcune azioni, in maniera tale che non si creino contrasti nella vita in società. La scuola pubblica rientra tra questi accordi, e con la Revisione del 1984 si è deciso che, per chi vuole avvalersene, è garantito l’insegnamento della religione cattolica in ogni ordine e grado di scuola. Non perchè la religione cattolica sia religione di Stato (da quell’anno non lo è più) ma perchè essa fa parte del patrimonio culturale del popolo italiano. Ora, diciamola una volta per tutte, con i bambini realizzare un presepio o organizzare un concerto natalizio, rientra tra le attività previste da tale insegnamento. Impedire che ciò si realizzi, anche in nome di chissà quale progetto di inclusione degli alunni che non fanno religione, a me personalmente sembra un abuso di potere da parte del dirigente scolastico, che ha il compito di far applicare le leggi e non di cambiarle a suo insindacabile giudizio e piacimento. Potrei anche elencare quanti elementi di sana laicità ci siano in un presepio (per esempio l’accoglienza) o in un concerto natalizio, ma penso basti quanto detto per evidenziare l’inadeguatezza di certe prese di posizione. Mi si potrà rispondere che la legge va cambiata, perchè è cambiata la società e la sensibilità religiosa. Benissimo, allora che si operi in tal senso, ma nelle sedi opportune e non negli uffici del dirigente scolastico.

Veniamo al tema della democrazia interna della scuola. Ammettiamo che un Vescovo, ma anche un artista, uno scrittore, un Imam, un giornalista, il Dalai Lama in persona chiedessero di parlare agli alunni di una scuola. Chi decide se possano o non possano farlo? Ebbene, in questi casi e davanti a regolare richiesta per iscritto, presentata con un po’ di giorni in anticipo, il dirigente scolastico dovrebbe informare il Consiglio d’Istituto e chiederne la convocazione per deliberare a tal proposito. Invece alcuni dirigenti hanno agito motu proprio, altri convocando il collegio dei docenti. Quindi escludendo il parere di tutte le rappresentanze elettive che operano nella scuola, in primis i genitori. Al massimo il dirigente poteva raccogliere il parere del collegio dei docenti, per presentarlo al Consiglio d’Istituto in forma non vincolante, perchè è quest’ultimo che ha il potere di decidere chi e quando può entrare nella scuola per parlare agli alunni durante la normale attività scolastica. Si chiama democrazia!
Invece, in nome di una laicità mal interpretata oppure di un dogma laicista, per alcuni dirigenti i segni della religione cristiana non sarebbero rispettosi delle altre culture, anzi creerebbero separazione tra studenti cristiani e non cristiani. Quindi, per rispettare la libertà di tutti, meglio eliminarli. Classico esempio di “libertà per sottrazione”, tipico delle dittature! Loro però la chiamano inclusione, oppure integrazione, senza considerare che il Natale e i suoi segni (da quando San Francesco inventò il presepio, lo stesso San Francesco che incontrò il sultano a rischio della vita), sono da sempre un simbolo di fratellanza universale, più potente di qualsiasi altra iniziativa, fosse anche una ridicola festa d’inverno. Mi dispiace dirlo, ma una scuola multietnica e che sappia arricchirsi delle diversità culturali deve ancora nascere. Quello che abbiamo visto sino ad oggi è solo una caricatura, dove il protagonismo dei dirigenti eccede alla loro funzione e dove gli stranieri sono considerati incapaci di difendersi o disinteressati ai nostri costumi, replicando così atteggiamenti paternalistici che con la laicità della scuola non hanno niente da condividere, ma neppure con la realtà.

*Tonio Mura (nella foto), algherese, con Enrico Loffredo ha fondato il gruppo di Città Solidale ed è stato segretario cittadino dei DS, quasi sino allo scioglimento e trasformazione del partito in PD. Attualmente è tesserato del PSD’AZ e faccio il militante semplice.

Asilo: riapre il centro per i bambini

ALGHERO – Nell’ambito dell’offerta di servizi ed opportunità finalizzati a promuovere il benessere dei nuclei famigliari con bambini di età compresa fra 3 mesi/3 anni riprenderanno, nei locali del Nido d’infanzia comunale, i laboratori di creatività, scoperta e gioco, rivolti a bambini e genitori, a cura di Annalisa Masala, esperta in metodologia e progettazione di laboratori didattici secondo il Metodo Munari. L’iniziativa è a cura dell’Assessorato ai Servizi Sociali e del raggruppamento temporaneo di imprese che gestisce il nido comunale: le Cooperative Sociali, “Nuove Idee” di Tula e “Or.s.a.” di Bergamo, Consorzio Network Etico di Cagliari, in qualità di ente capofila. I destinatari del Centro per Bambini e Genitori sono i nuclei familiari con bambini di età compresa fra i 3 mesi ed i 3 anni e figure adulte di accompagnamento. Nel rispetto delle norme di sicurezza, l’accesso al Centro sarà riservato ad un massimo di n. 30 bambini (compresi i piccoli frequentanti il Nido d’infanzia) accompagnati da un genitore.

Il servizio si pone i seguenti obbiettivi: creare uno spazio di apprendimento, in cui utilizzare il valore educativo del gioco come strumento di crescita; offrire un momento di primo incontro e socializzazione fra i bambini e loro famiglie; favorire il confronto informale tra modelli educativi diversi; offrire partecipazione attiva attraverso laboratori creativi per e con i genitori; fare prevenzione primaria di disturbi dello sviluppo e disfunzioni nella comunicazione genitore-bambino. L’educatrice svolgerà funzioni di accoglienza delle famiglie, allestimento degli spazi e delle attività e di facilitatore del dialogo, improntando l’atteggiamento all’ascolto, all’accoglienza, al potenziamento di percorsi di autonomia, a favorire il rapporto fra genitore e bambino e tra famiglie. Il numero di operatori presenti sarà adeguato al numero di partecipanti.

Le proposte saranno adatte alle diverse età, programmate e documentate, e comprenderanno: momenti liberi di gioco, attività strutturate, percorsi laboratoriali di scoperta, espressività, manipolazione e confronto in gruppo tra gli stessi bambini, ma anche tra genitori. Le attività di laboratorio avranno inizio, sabato 19 Dicembre 2015, dalle ore 16,00 alle ore 18,00. Tutti gli interessati sono invitati a partecipare ad un incontro di presentazione programmato per sabato 12 Dicembre, alle ore 16,30, presso il Nido d’Infanzia Comunale di Alghero, Via Giovanni XXIII, 110. Per informazioni ed iscrizioni al Centro per bambini e genitori gli interessati potranno rivolgersi al Nido d’infanzia, Dr.ssa Marongiu tel. 079.97.99.70, o presso l’Assessorato ai Servizi Sociali, Dr.ssa Scognamillo tel. 079.99.78.552. e Dr.ssa Usai tel. 079.99.78.593. Il modulo d’iscrizione è disponibile presso il Nido d’infanzia, presso l’Assessorato ai Servizi Sociali in viale della Resistenza 17 e sul sito internet: www.comune.alghero.ss.it.

Nella foto l’ufficio servizi sociali

M.S.R.

La Giunta Sanna incontra Sassari

SASSARI – Sarà l’occasione per illustrare l’attività svolta dall’amministrazione comunale nell’ultimo anno e presentare le iniziative in programma per il prossimo. È la “giornata della trasparenza” che quest’anno, arrivata alla quinta edizione, si svolgerà giovedì 10 dicembre, alle ore 15, nella sala conferenze del palazzo ex Infermeria San Pietro. L’appuntamento rappresenta il momento in cui l’amministrazione sassarese incontra i rappresentanti delle istituzioni, del mondo dell’impresa e i diversi attori sociali. Per l’occasione è stata convocata all’ex Infermeria anche la seconda commissione consiliare Bilancio presieduta dal consigliere Salvatore Sanna.

Il bilancio delle attività svolte e la programmazione delle azioni future rappresentano due momenti strettamente connessi tra loro. Infatti, una adeguata programmazione deve basarsi, oltre che sulle linee portanti del programma di mandato, sulla consapevolezza dei traguardi raggiunti, delle criticità rilevate, delle questioni a cui è ancora necessario dare adeguata soluzione. «Parlare, dunque, di ciò che abbiamo realizzato in un confronto aperto – afferma il sindaco di Sassari Nicola Sanna – e proporre i nuovi percorsi, anche in questo caso in un contesto di scambio, è sicuramente il modo migliore di favorire quella partecipazione democratica continua e positiva. Si tratta, infatti, di uno degli obiettivi prioritari che ci siamo posti come amministrazione».

A partire dal prossimo anno, la macchina amministrativa dovrà affrontare nuove e impegnative sfide. La prima, che sarà anche uno dei temi portanti nel corso della Giornata, è la radicale mutazione all’approccio e del processo di programmazione che il Comune dovrà affrontare. Infatti, con il 2016 diventerà obbligatoria l’adozione del Documento unico di programmazione: uno strumento innovativo e complesso che traccerà le linee fondamentali dell’attività dell’amminsitrazione per il prossimo triennio.
«Non si tratta solo di un impegno particolare per gli operatori dell’amminsitrazione – riprende il primo cittadino – ma conoscere questo strumento, le sue potenzialità e i suoi limiti è il presupposto per una azione e una partecipazione incisiva da parte di tutti i soggetti istituzionali, economici e sociali che hanno rapporti con il Comune».

La Giornata si articolerà in due parti: una sessione plenaria, durante la quale saranno illustrati i risultati delle attività e, soprattutto, gli intendimenti dell’amministrazione per il prossimo triennio; una seconda parte nella quale invece i protagonisti saranno proprio i rappresentanti delle realtà istituzionali, sociali, economiche e culturali della città. La metodologia seguita sarà quella già collaudata del focus group. Alcuni facilitatori aiuteranno i partecipanti ai diversi gruppi a confrontarsi, per giungere alla formulazione di indicazioni, proposte, come anche a far emergere le criticità rispetto alle linee che saranno state illustrate nella sessione plenaria.

Nella foto un incontro della Giunta Sanna

M.S.R.

“Giudice di Pace: Bruno bugiardo”

ALGHERO – “E incredibile! Il Sindaco Bruno riesce anche a contestare la Gazzetta Ufficiale della Repubblica italiana dando del meschino al Ministro Orlando, posto che il sottoscritto si è limitato a riportare il contenuto del Decreto Ministeriale che attribuisce, incontestabilmente e direttamente, le responsabilità della chiusura al 2 note (segrete) del Sindaco del 3 luglio e del 7 ottobre 2015, con le quali viene revocata la disponibilità del Comune di Alghero al mantenimento del GdP”. Così il consigliere Michele Pais che replica al Sindaco Bruno riguardo le responsabilità sulla chiusura del Giudice di Pace.

“Come dire, l’esecutore della cancellazione del GdP (il Ministero) si premura di sottolineare che il mandante dell’esecuzione sia il Sindaco di Alghero! La verità è che il Sindaco di Alghero mai avrebbe pensato che le proprie note venissero citate in Gazzetta Ufficiale, tali da essere pubbliche in tutta Europa, sperando in un provvedimento di chiusura secco e non motivato da parte del Ministero, che gli avrebbe consentito di attribuire a quest’ultimo tutte le responsabilità della decisone. Che sfortunello!”

“E nonostante lo sbugiardamento certificato in Gazzetta Ufficiale, con tanto di Sigillo della Repubblica Italiana, il Sindaco tenta una poco dignitosa, quanto improbabile, difesa, per il ruolo che riveste. Ribadisco, un fatto grave, scandaloso, posto che il Sindaco ha firmato le note citate nel Decreto del Ministro in assoluta autonomia, senza l’attivazione di una discussione in merito e tenendole accuratamente segrete, contro ben 3 deliberazioni, di Consiglio comunale n. 12 del 2012, di Giunta n. 136 del 2013 e Commissariale n. 91 del 2014, con le quali i massimi Organi comunali hanno deciso di mantenere il presidio di Giustizia di prossimità. Il Sindaco in alcun modo avrebbe potuto legittimamente disattendere queste decisioni che gli sono evidentemente sovraordinate. Ecco perché “Alto Tradimento”.

“Di certo, – chiude Pais – oltre a al gravissimo aspetto formale, questa vicenda evidenzia e ribadisce l’assoluta inadeguatezza al governo di Sindaco e Giunta che continuano a disorganizzare i Servizi cittadini e si manifestano totalmente incapaci di risolvere i problemi che naturalmente un’Amministrazione affronta nella quotidiana gestione di una Città”.

Nella foto Michele Pais

S.I.

Tagli Ryanair: voce agli studenti |video

ALGHERO – Mai si era vista una mobilitazione del territorio cosi unitaria e forte come quella per la questione Ryanair. Tutti in coro per scongiurare un addio, o comunque ridimensionamento, che sarebbe una vera catastrofe. Anzi lo è. Infatti la compagnia ha confermato i tagli. Difficile non pensare che ci sia un disegno per affossare questa parte del territorio politicamente oramai sempre più ai margini e da anni poco decisivo nella stanza dei bottoni.

Ed è cosi che anche gli studenti lanciano il loro grido d’allarme. Se quasi tutte le categorie sono conscie della gravità della condizione in cui si trova Alghero e più in generale il Nord-Ovest dell’Isola, vediamo che i consiglieri regionali della maggioranza di centrosinistra stentano a far sentire la loro voce. Dunque meglio raccogliere quella di chi, anche per questioni anagrafiche oltre che per una reale libertà di pensiero, fotografa il declino di questa porzione della Sardegna. In particolare ecco le parole di Luca Balzani componente del consiglio degli studenti dell’Università di Sassari.

Nella foto Luca Balzani

S.I.

L’intervista con Luca Balzani:

“Giudice di Pace chiuso dal Ministero”

ALGHERO – “Non accetto questo modo meschino con cui si infamano le persone e si disinforma. Il Giudice di Pace di Alghero chiude non per richiesta del sottoscritto, ma perchè il Ministero ha preso atto dell’impossibilità di gestire il servizio da parte dell’Ente”. Cosi il sindaco Mario Bruno risponde al al documento di Michele Pais riguardo l’ennesimo schiaffo preso da Alghero.

“Rammento al consigliere Pais, che in considerazione della professione che esercita non può fingere di non saperlo, che i tagli operati dal Governo agli uffici del Giudice di Pace hanno ribaltato sugli enti locali ogni onere gestionale, ivi compresa la dotazione di personale non avvezzo, ne specificamente istruito, all’espletamento delle mansioni tipiche di un ufficio giudiziario. Nonostante la disponibilità offerta dal Comune di Alghero, si sono registrate criticità oggettive relative alla delicatezza della funzione giudiziaria ed alle responsabilità che di punto in bianco il personale adibito a quegli uffici si è trovato ad affrontare. Tutte le criticità attraversate nei mesi scorsi sono state, puntualmente, e più volte, comunicate al Consiglio comunale”.

“La struttura ha investito circa 260mila euro l’anno per garantire il regolare funzionamento del servizio (fruibile dai residenti di dieci comuni del circondario, ma finanziato dal solo Alghero), mettendo a disposizione del Giudice di Pace tre dipendenti dal curriculum di tutto rispetto e grande affidabilità, ma nonostante tutto ha dovuto prendere atto del mancato espletamento delle principali funzioni e dell’impossibilità di fornire ulteriore personale. Non c’è perciò nessuno scandalo, nessuna richiesta di chiusura e nessun atteggiamento scorretto. Semmai ho rappresentato al Ministero tutte le iniziative assunte dal Comune di Alghero per garantire il regolare funzionamento del Giudice di Pace nonchè la sussistenza di insanabili criticità gestionali. Chiusura decisa e decretata dal Ministero”.

Nella foto Mario Bruno

S.I.

Giudice di Pace addio: scandalo

ALGHERO – “Un vero e proprio scandalo quello che si è consumato ad Alghero!!!
Con Decreto del Ministro Orlando pubblicato in Gazzetta Ufficiale del 4/12/2015 n. 283 viene disposta la chiusura del Giudice di Pace di Alghero e il trasferimento delle funzioni a quello di Sassari”. Così Michele Pais per il gruppo di Forza Italia riguardo questo ennesimo schiaffo alla città di Alghero.

“Il fatto grave, gravissimo, è che tale chiusura è stata determinata da una precisa richiesta del Sindaco di Alghero, fatta disattendendo un precedente deliberato del Consiglio comunale che aveva deliberato il mantenimento del Giudice di Pace di Alghero. Un atteggiamento scorretto dal punto di vista procedurale oltre che dal punto di vista dell’etica politica ed amministrativa che avrebbe voluto che una decisione simile venisse deferita alla massima Assemblea cittadina che avrebbe potuto conformare o revocare una propria precedente decisione. Invece lo stesso Sindaco che si premura di fare conferenze stampa su tutto, anche sulle cose più amene e che professa il sistema della partecipazione come metodo decisionale, decide in assoluta autonomia, senza averne ricevuto alcun mandato, di revocare in gran segreto una decisione del Consiglio comunale, sperando di far ricadere le responsabilità della chiusura del Giudice di Pace sul ministero”.

“E invece il diavolo, si sa, fa le pentole e non i coperchi e nel Decreto di soppressione del Giudice di Pace di Alghero veni riportato chiaramente il motivo che ha determinato la chiusura.
Infatti il medesimo decreto recita chiaramente: “Vista la nota del 3 luglio 2015, come integrata con nota del 7
ottobre 2015, con la quale il Sindaco di Alghero (…) ha evidenziato la sussistenza di insanabili criticita’ gestionali, tali da determinare la revoca della disponibiàita’ dell’Ente al mantenimento, con oneri a proprio carico,
del presidio giudiziario; (…) Considerato che il mutato orientamento espresso con le note in precedenza citate determina la decadenza dell’istanza di mantenimento del presidio giudiziario (…) Decreta: Art. 1. L’ufficio del giudice di pace di Alghero cessa di funzionare alla data di entrata in vigore del presente decreto. 2. Alla medesima data le relative competenze sono attribuite all’ufficio del giudice di pace di Sassari.”

“Chi conosce le note del 3 luglio e del 7 ottobre del Sindaco con cui si revoca la deca disponibilità del Comune di Alghero al mantenimento del Giudice di Pace?
Lunedì depositeremo una mozione urgente in Consiglio comunale tesa a far chiarire questa posizione del Sindaco di alto tradimento del mandato avuto dal Consiglio comunale stesso e dall’intera citta’ che si è sempre espressa per mantenere l’importantissimo presidio di Giustizia, unico rimasto in Città. Penso che tale comportamento sia sufficiente per chiedere dimissioni del Sindaco, cosa che faremo di certo!”

“tutto ciò capita mentre il Sindaco si trova a Trento a fare non si sa che. Mi sarei aspettato che fosse a Roma e a Cagliari unendosi alla, battaglia del territorio contro il progetto di smobilitazione dello Stato in Sardegna (chiusura prefetture, Tribunali ecc ecc) ed invece scopriamo che a parole e’ pronto a fare la guerra a sostegno della propria citta, per poi fare note segrete con cui lui stesso chiede la chiusura dei presidi di Giustizia. Come facciamo ancora a fidarci di un Sindaco cosi?”

Nella foto Michele Pais

S.I.

Bruno: “noi alleati della famiglia”

ALGHERO – “Compie importanti passi avanti il percorso dell’Amministrazione verso la valorizzazione del ruolo della famiglia; il primo passo è stato il Protocollo di intesa sottoscritto a Giugno con la Provincia di Trento, leader in Italia per la promozione del benessere delle famiglie, a cui è seguita l’approvazione del Piano delle politiche sul benessere familiare, per diventare “alleati” della famiglia”. Così dal Comune riguardo l’iniziativa a cui ha partecipato il Sindaco Bruno.

“Grazie alle politiche family friendly che l’Amministrazione sta portando avanti nell’ambito della collaborazione, unico comune d’Italia oltre il Trentino, si stanno mettendo a punto tutte le azioni previste per l’ottenimento di un marchio di qualità che identificherà lo standard delle prerogative familiari: “Family Comune di Alghero” ottenuto attraverso il rispetto di una serie di requisiti. Oggi a Riva del Garda il Sindaco Mario Bruno partecipa ad una importante fase del percorso di sviluppo di buone pratiche familiari. “Un piano di politiche familiari che si definisce sempre più – spiega Mario Bruno – una scelta che mira a mutuare progetti ed esperienze che si sono rivelate molto efficaci nel settore del welfare per la Provincia di Trento.Anche ad Alghero i progetti e le esperienze che si sono rivelate molto efficaci nel settore del welfare di questa terra esempio per tutti di buone pratiche potranno portare importanti sviluppi nell’ambito delle politiche familiari”.

Nell’ambito del Festival della Famiglia, il sindaco interverrà tra i relatori dell’evento illustrando gli sviluppi del percorso che porta all’ottenimento del Marchio di qualità che identificherà lo standard della qualità familiare. Dall’ottima esperienza dell’iniziativa “Famiglie al Museo”, alla definizione di un progetto a misura di famiglie per la visita ai siti museali, alle Grotte di Nettuno, alla predisposizione di un piano tariffario negli hotel con prezzi e sistemazioni adeguate per le famiglie con bambini e neonati, argomento, questo, discusso nei giorni scorsi con gli albergatori e le associazioni di categoria. E ancora, programmi pensati per favorire la conciliazione dei tempi lavoro/famiglia per i genitori, la certificazione Family audit, il sistema “Estate Giovani e famiglia”. Il Piano delle politiche sul benessere familiare prevede inoltre l’istituzione dello sportello informativo sulle politiche familiari: uno strumento che innova il modo di pensare alle politiche sociali.

Nella foto il Sindaco a Trento

M.S.R.

Famiglia: Bruno a Trento

ALGHERO – “Compie importanti passi avanti il percorso dell’Amministrazione verso la valorizzazione del ruolo della famiglia; il primo passo è stato il Protocollo di intesa sottoscritto a Giugno con la Provincia di Trento, leader in Italia per la promozione del benessere delle famiglie, a cui è seguita l’approvazione del Piano delle politiche sul benessere familiare, per diventare “alleati” della famiglia”. Cosi dal Comnune di Alghero sull’incontro del sindaco.

Grazie alle politiche family friendly che l’Amministrazione sta portando avanti nell’ambito della collaborazione, unico comune d’Italia oltre il Trentino, si stanno mettendo a punto tutte le azioni previste per l’ottenimento di un marchio di qualità che identificherà lo standard delle prerogative familiari: “Family Comune di Alghero” ottenuto attraverso il rispetto di una serie di requisiti. Oggi a Riva del Garda il Sindaco Mario Bruno partecipa ad una importante fase del percorso di sviluppo di buone pratiche familiari. “Un piano di politiche familiari che si definisce sempre più – spiega Mario Bruno – una scelta che mira a mutuare progetti ed esperienze che si sono rivelate molto efficaci nel settore del welfare per la Provincia di Trento. Anche ad Alghero i progetti e le esperienze che si sono rivelate molto efficaci nel settore del welfare di questa terra esempio per tutti di buone pratiche potranno portare importanti sviluppi nell’ambito delle politiche familiari”.

Nell’ambito del Festival della Famiglia, il sindaco interverrà tra i relatori dell’evento illustrando gli sviluppi del percorso che porta all’ottenimento del Marchio di qualità che identificherà lo standard della qualità familiare. Dall’ottima esperienza dell’iniziativa “Famiglie al Museo”, alla definizione di un progetto a misura di famiglie per la visita ai siti museali, alle Grotte di Nettuno, alla predisposizione di un piano tariffario negli hotel con prezzi e sistemazioni adeguate per le famiglie con bambini e neonati, argomento, questo, discusso nei giorni scorsi con gli albergatori e le associazioni di categoria. E ancora, programmi pensati per favorire la conciliazione dei tempi lavoro/famiglia per i genitori, la certificazione Family audit, il sistema “Estate Giovani e famiglia”. Il Piano delle politiche sul benessere familiare prevede inoltre l’istituzione dello sportello informativo sulle politiche familiari: uno strumento che innova il modo di pensare alle politiche sociali.

Nella foto il Municipio

S.I.

Appalto igiene: ombre e ricorso al Tar

ALGHERO – Ancora un caso per l’amministrazione Bruno. E questo, vista anche l’ammontare dei soldi pubblici in ballo, è il più grosso esploso in questi ultimi mesi già ricchi di situazioni inedite e particolari. Salta in primo piano la situazione dell’appalto di igiene urbana. Questo grazie ad un accesso agli atti del Comune di Alghero dei consiglieri di Forza Italia Michele Pais, Nunzio Camerada e Maurizio Pirisi.

“Grandissima preoccupazione, – annunciano i consiglieri di opposizione – in merito al nuovo appalto di nettezza urbana, suscita il ricorso al Tar presentato dalla De Vizia Transfer Srl, nel quale vengono riportati elementi che evidenzierebbero notevoli aspetti di criticità in capo alla Società provvisoriamente aggiudicataria del più importante, costoso e delicato appalto cittadino”, cosi Pais che continua: “al di la degli aspetti giuridici, che verranno trattati nelle sedi giudiziarie, è evidente che la politica non possa disinteressarsi completamente della delicata vicenda ma ha il dovere di assumere quante più informazioni ed elementi possibili tenendo sempre accesi i riflettori su ogni possibile anomalia inerente servizi così importanti”.

“Sul decoro e sulla pulizia cittadina, Alghero si gioca il suo futuro e non sono ammessi errori di nessun tipo. Per tale ragione, intendiamo esercitare ogni nostra prerogativa chiedendo dapprima ogni atto inerente la gara d’appalto, in modo da orientare ogni iniziativa futura con perfetta cognizione di causa. E’ un nostro preciso dovere farlo e non ci sottraiamo”. L’esponente di opposizione evidenzia anche che “il Bando di gara viene pubblicato dal Comune il 4.10.2014 con scadenza il 5.12.2014; la Società, Ambiente 2.0, viene costituita il 4.11.2014, cioè un mese dopo la pubblicazione del bando, con un capitale sociale di 20mila euro per gestire un appalto da 70milioni di euro; La proprietà di tale Società è dell’Aimeri Ambiente Srl, nota al Comune di Alghero, per carità, – chiude Pais – tutto perfettamente regolare, legittimo, perfetto dal punto di vista giuridico, ma la domanda nasce spontanea: Perchè costituire una nuova società per partecipare al bando di gara? E poi il capitale sociale”.

Nella foto un mezzo delle pulizie ad Alghero

S.I.

Il documento inviato al Segretario Generale e a Guido Calzia responsabile del procedimento:
I sottoscritti Consiglieri comunali, in funzione delle prerogative connesse al proprio ufficio, in relazione alla gara pubblica per l’affidamento del servizio in oggetto, premesso che:
le risultanze di gara che hanno visto come vincitore provvisorio la Società Consortile a Responsabilità limitata, Ambiente 2.0 per la gestione dell’appalto di nettezza urbana del valore complessivo di circa € 70.000.000,00 (settanta milioni di euro)
che tale società risulterebbe costituita il 4.11.2014, con un capitale sociale di € 20.000,00 (euro ventimila) e ha come socio di maggioranza Aimeri Ambiente S.r.l., con un capitale di € 14.000,00 (quattordicimila euro) e Pianeta Ambiente S.C.p.A. (con un capitale di € 6.000,00 (seimila euro) entrambe facenti capo al Gruppo Biancamano, che attualmente gestisce il servizio di nettezza urbana cittadino;
avendo appreso dell’interposizione di un ricorso nanti il TAR Sardegna, da parte De Vizia Transfer S.p.A., teso ad impugnare l’esito di gara, dal quale si evincerebbero censure sulla legittimità dello stesso, con particolare riferimento alla valutazione dei requisiti di ordine generale ex art. 38 del D.Lgs 163/2006 e punto 83 del Disciplinare di Gara e, nello specifico, alle condizioni relative a grave negligenza, malafede nell’esecuzione dei contratti o errore grave nell’esercizio dell’attività professionale, nonché per quelle rese nei confronti delle stazioni appaltanti della Società vincitrice;
nello specifico risulterebbero, ex impugnativa, risoluzioni contrattuali nei confronti dell’Aimeri Ambiente Srl e la contestazione di gravi inadempimenti contrattuali nell’esecuzione del servizio di nettezza urbana e in particolare nei Comuni di Buccinasco, Monopoli, Guidonia Montecelio, Grottaferrata, Mascali, Riposto, Piedimonte Etneo;
anche il Servizio di nettezza urbana ad Alghero ha registrato notevoli criticità;
Tutto ciò premesso
Poichè quanto sopra riportato, se corrispondente a verità, desta notevoli preoccupazioni, essendo quello della nettezza urbana l’appalto cittadino più importante, lungo e delicato, che vincola il Comune per i prossimi 7 anni con un notevole costo a carico dei cittadini;
Considerato che il decoro e la pulizia urbana sono elementi imprescindibili per una Città che fa del turismo l’unico motore di sviluppo economico e che scelte sbagliate in questo settore avrebbero esiti disastrosi ed irreparabili
CHIEDONO
Ai soggetti in indirizzo, ognuno per Sua competenza, che vengano trasmessi, anche in formato elettronico, ogni atto (solo a mero titolo esemplificativo: deliberazioni, determinazioni, corrispondenza Comune/Società/Comune), nessuno escluso, inerente la procedura in oggetto.
Chiede altresì che vengano trasmessi, ove ve ne fossero, contestazioni effettuate dal Comune di Alghero alla Società Aimeri Srl in ordine al servizio erogato, anche con riferimento alla regolare corresponsione delle retribuzioni ai dipendenti ed eventuali sanzioni elevate.
Si prega di voler evadere tale richiesta nel termine di 3 gg., come da Regolamento.