Sennori: pubblicato l’atteso Puc

SENNORI – Prima gli incontri con cittadini, associazioni e professionisti, ora la pubblicazione per l’eventuale accoglimento di osservazioni e suggerimenti: il Puc di Sennori continua il percorso partecipativo disegnato dall’amministrazione comunale per la Valutazione ambientale strategica del piano. Dopo essere stato illustrato in due incontri pubblici che si sono svolti nell’aula consiliare il 19 e 22 aprile, con la partecipazione del sindaco, Roberto Desini, e dell’assessore Franco Senes, il nuovo Piano urbanistico comunale in adeguamento al Piano Paesaggistico Regionale (Ppr) ed al Piano per l’Assetto Idrogeologico (Pai), è in pubblicazione sul sito internet del Comune dal 28 aprile. Sempre sul sito internet istituzionale è disponibile un modulo da compilare per presentare eventuali osservazioni e suggerimenti riguardo al Puc, che devono pervenire all’amministrazione comunale entro 15 giorni, a partire dalla data di pubblicazione.

A seguito dei due incontri l’amministrazione comunale ha voluto presentare, dopo oltre 3 anni di lavoro, le risultanze relative al nuovo Piano Urbanistico Comunale. Sbrigati tutti gli adempimenti formali con gli Enti coinvolti nel procedimento (Regione, Provincia e Soprintendenze) alla presentazione del lavoro hanno partecipato sia gli imprenditori e professionisti sia i privati cittadini, come previsto nel rapporto di scoping – capitolo 11 consultazione e partecipazione. Di fatto, questa presentazione pre adozione, permette al privato cittadino come al professionista di poter partecipare attivamente alla progettazione del Piano. A illustrarlo sono stati, per la parte politica l’assessore all’Urbanistica Franco Senes, per la parte tecnica, gli ingegneri Mario Salvator Cappai, Pier Giovanni Melis e Graziano Mura.

Nelal foto Sennori

S.I.

Pale a Fiumesanto: nessun via libera

SASSARI – “In merito alle 13 pale eoliche della potenza di 2.50 Mw ciascuna, che saranno installate a Fiume Santo, dentro e intorno alla zona industriale, a ridosso del mare, di cui 9 nel territorio comunale di Sassari e tre in quello di Porto Torres, si denuncia il fatto che la Giunta Comunale opera in perfetta solitudine senza interpellare ne le Commissioni competenti ne il Consiglio Comunale”. Cosi il consigliere comunale di opposizione di Sassari Manuel Alivesi.

“Il progetto è stato infatti fermato dalla regione nello scorso 2013, salvo poi ottenere un incredibile approvazione negli ultimi mesi del 2015 con una V.I.A., valutazione di impatto ambientale favorevole.
Con la delibera di Giunta n. 109 del 26 aprile scorso e senza il parere ne delle Commissioni preposte ne del Consiglio Comunale, viene dato il via libera alle misure di compensazione e di riequilibrio ambientale e territoriale obbligatorio a favore dei Comuni su cui ricadono impianti per la produzione di energia da fonti rinnovabili. Nella delibera si sbandierano grandi miglioramenti ambientali correlati alla mitigazione degli impatti riconducibili al progetto, maggiore efficienza energetica, la diffusione di installazioni di impianti a fonti rinnovabili e sensibilizzazione della cittadinanza in materia di rinnovabili”.

“Il tutto però senza che di cio venga informata non solo la cittadinanza ma nemmeno i componenti le Commissioni e lo stesso Consiglio Comunale. Non si parla ne viene spiegato quale potrà essere l’impatto ambientale, a ridosso della costa, di n. 13 torri altre circa 150 m., enormi, impattanti, in riva al mare in un litorale già sfregiato. Non si spiega nemmeno quale sarà l’effettivo “vantaggio” derivante da queste non meglio definite “misure compensative” citate nel testo della delibera. Ci chiediamo anche se tale autorizzazione unica non necessiti di una vera e propria variante urbanistica, visto il forte impatto ambientale. Attualmente in Sardegna esistono già 27 centrali eoliche e ci domandiamo: se fossero realizzate altre in attesa di autorizzazione, ovvero le altre 34 in attesa di autorizzazione, raggiungeremo la cifra di 61 parchi eolici con ben 1.265 MW di potenza e se pensiamo che ad oggi la nostra Isola è del tutto autonoma rispetto alla rete nazione, in quanto puo contare su una potenza installata di circa 2.200 MW, ed avendo un fabbisogno giornaliero pari a soli 1.730 MW (la notte solo 1.300)”

“Considerando anche un potenziamento del famoso cavo Sapei che collega la Sardegna con la penisola che al massimo potra esportare non piu di 1.000 MW al giorno, ci chiediamo chi si potrà mai avvantaggiare nel tenere immagazzinati altri 800 MW che saranno generati dal sistema dell’eolico ?
Andrà a vantaggio della comunità Sassarese ? e se si, in che modo? In che modo, questo progetto, impatterà con l’alto valore paesaggistico ed archeologico dell’area interessata?”

Nella foto le pale eoliche a Fiumesanto

S.I.

“Tragedia Moby non è chiusa”

ROMA – “Una vicenda come quella del Moby Prince, così ampia nella sua tragicità e singolarità, non può giustamente mai essere considerata chiusa”. Sono parole dell’ex sottosegretario all’interno Valdo Spini, sentito in audizione dalla commissione d’inchiesta sul disastro nel quale persero la vita 140 persone. Nonostante tra le sue deleghe all’epoca dei fatti ci fossero sia la direzione generale della protezione civile che i servizi antincendi Valdo Spini non era mai stato fino ad oggi sentito nel corso delle indagini.

“La sua audizione è per noi particolarmente utile – ha detto il Presidente della commissione Silvio Lai – perché ci consente di ottenere informazioni dirette da chi, nell’ambito dell’importante ruolo istituzionale ricoperto, è entrato direttamente in contatto con la gestione degli interventi successivi all’incidente. I suoi ricordi partono da quella notte tra il 10 e 11 Aprile del 1991. La telefonata del gabinetto del Ministro Scotti che lo informa dell’accaduto nel cuore della notte e lo invitava a recarsi sul luogo del disastro. Il primo contatto con la tragedia, sorvolando la mattina dopo con un elicottero dei Vigili del Fuoco i due relitti, per verificare prioritariamente se vi fossero vite umane ancora da salvare. “Ci avvicinammo il più possibile e ci rendemmo conto che dal relitto non arrivavano segni di vita.” Poi subito dopo un secondo sopralluogo questa volta su un battello della capitaneria, insieme all’allora ministro della Marina Mercantile Vizzini, al comandante della capitaneria Albanese e al comandante dei vigili del fuoco di Livorno. A Valdo Spini è toccato il gravoso compito di informare i familiari del fatto che non vi fossero altri superstiti oltre ad Alessio Bertrand.

“È stata la prova più terribile che mi è capitato di dover sostenere nel corso delle responsabilità istituzionali che ho ricoperto. La gravità della tragedia – ha detto ancora l’ex sottosegretario – mi faceva sentire sensibile anche alle ipotesi diverse dall’errore umano, considerata come la prevalente. In più di un’occasione, anche in seguito, sono tornato sulla necessità di fare piena luce su quanto accaduto. Se questa commissione, dopo un lungo e infruttuoso iter giudiziario, potrà portare ad elementi nuovi avrà sicuramente fatto un lavoro benemerito”.

Nella foto la tragedia della Moby

S.I.

Povertà estreme: mancano 18milioni

CAGLIARI, 29 APRILE 2016. “Fondi a contrasto della povertà: le casse comunali languono e la Regione fa la furba mentre i sardi arrancano e fanno fatica a mettere insieme il pranzo con la cena”. Lo hanno dichiarato Ignazio Locci e Alessandra Zedda, consiglieri regionali di Forza Italia. “Con i soliti giochetti subdoli, il centrosinistra al governo della Regione colpisce un’altra volta: negli allegati tecnici della Finanziaria regionale non c’è traccia dei 18 milioni di euro di provenienza Comunitaria che, secondo quanto disposto dalla Finanziaria 2016, avrebbero dovuto integrare il fondo (33 milioni in totale, tra risorse regionali ed europee) per il sostegno economico a famiglie e a persone in situazione di disagio, finalizzato al superamento della condizione di povertà, all’inclusione attiva e al reinserimento lavorativo”.

“Ma siamo ormai a maggio e dei fondi nemmeno l’ombra. Con il giochetto delle tre carte, dunque, sono stati iscritti a bilancio soltanto i 15 milioni e, di conseguenza, mancherebbero i 18 di risorse del PO Fondo sociale europeo 2014/2020, così come si evince dai succitati allegati. Che fine hanno fatto questi fondi? E, soprattutto, cosa ne pensano i sindaci dei comuni sardi, ai quali quotidianamente si rivolgono le migliaia di cittadini in estrema condizione di povertà? Ancora una volta la Giunta di Francesco Pigliaru viene meno agli accordi e disattende la disciplina contenuta nella Finanziaria, con un atteggiamento scandaloso e inqualificabile”.

“Forse è il caso che i primi cittadini della Sardegna, guidati dal sindaco di Cagliari Massimo Zedda, facciano sentire la propria voce e rivendichino i soldi necessari per dare ristoro a chi vive una situazione di disagio. Ovvero quella Sardegna reale di cui l’Esecutivo dei professori sembra non accorgersi e si fa beffa alla prima occasione utile. Non si può andare avanti con i soliti mezzucci, la politica ha il dovere di dare risposte e sostegno ai cittadini. I sindaci si ribellino e reclamino quanto spetta ai Comuni”.

Nella foto Ignazio Locci

S.I.

“Sardi come clandestini? Pazzesco”

CAGLIARI – “Non avremmo mai immaginato che questa Giunta così in crisi di identità sarebbe arrivata a definire la Sardegna “Terra dei migranti” per presentare la ricorrenza de Sa die de sa Sardigna”. Cosi Daniele Caruso coordinatore regionale di “Noi con Salvini” sulla nuova polemica della festa di “Sa Die de sa Sardinia”. [Leggi].

“Il Pd regionale ha già consegnato la Sardegna ai migranti, almeno nelle intenzioni. È evidente, e lo dichiara apertamente appena ne ha l’opportunità. Paragonare gli emigrati sardi agli immigrati clandestini è l’ultima fesseria della serie, e lascia l’amaro in bocca. Vogliono parlare di identità e cultura? Allora ripassino la storia della Sardegna e della sua bandiera, si rileggano la preghiera di Sant’Efisio. La Sardegna, ce lo insegna la sua storia, è stata da sempre oggetto di invasioni e di difese strenue”.

“Il popolo sardo si è sempre difeso dalle incursioni degli invasori, talvolta con insuccesso, ma sempre con fierezza. E siamo certi che saprà farlo anche nel prossimo futuro, in caso di necessità. Lo testimoniano le continue adesioni alla campagna informativa #StopInvasione di Noi con Salvini, in atto quotidianamente nelle piazze di tutta la Sardegna”.

Nella foto Daniele Caruso

S.I.

Chimica Verde: Pigliaru deve agire

CAGLIARI – “Una svolta sulle politiche industriali e maggiore chiarezza su quelle energetiche. Sono le richieste formulate dai sindacati sentiti questo pomeriggio in audizione dalla Commissione “Attività Produttive” del Consiglio regionale. I segretari di Filctem-Cgil, Femca-Cisl e Uiltec-Uil Giacomo Migheli, Marco Nappi e Tore Sini hanno illustrato all’organismo consiliare le principali problematiche che affliggono il comparto industriale sardo.

I tre segretari hanno invocato un atteggiamento diverso da parte della Giunta regionale e del presidente Francesco Pigliaru chiedendo il supporto della Commissione. «La politica deve capire che senza industria la Sardegna sarà più povera e destinata a spopolarsi rapidamente – hanno rimarcato i sindacati – il processo di riconversione industriale non può limitarsi alle attività di bonifica, occorre passare dalla chimica tradizionale a quella verde e puntare sul manifatturiero sostenibile. Le bonifiche vanno fatte per legge, sono doverose per tutelare l’ambiente e la salute ma la politica industriale non può basarsi solo su queste: le ricadute occupazionali sarebbero marginali». Sulle cause della crisi dell’industria i sindacati hanno le idee chiare: «E’ una crisi che viene da lontano e che ha un comune filo conduttore che si chiama energia – hanno detto i rappresentanti di Cgil, Cisl e Uil – senza una soluzione strutturale non potrà essere garantito un futuro produttivo ai nostri siti industriali».

Secondo i sindacati, l’obiettivo primario è quello di garantire energia a basso costo alle imprese che operano in Sardegna. «Occorre fare chiarezza sul progetto di metanizzazione dell’Isola – hanno detto Migheli, Nappi e Sini – condividiamo l’indirizzo del Piano energetico regionale che, in linea con le scelte strategiche dell’Unione Europea, individua nel GNL (gas naturale liquido) la principale fonte di approvvigionamento di metano. Peccato che subito dopo l’approvazione del Piano il presidente Pigliaru si sia espresso a favore della costruzione del gasdotto Toscana-Sardegna. Una scelta che, pur prevista dal Piano energetico, allungherebbe i tempi e non consentirebbe di dare risposte immediate al sistema produttivo». I rappresentanti di Cgil-Cisl e Uil hanno poi affrontato la questione relativa alla mancata riduzione dei costi dell’energia alle 18 imprese sarde che possono usufruire del regime di interrompibilità elettrica. «Negli incontri tenuti da Governo, Regione Autority dell’Energia e Unione Europea si era preso l’impegno di equiparare il prezzo dell’energia a quello della fascia più bassa praticato in Europa. Attualmente non c’è traccia di un provvedimento che vada incontro alle industrie sarde e alle imprese di altri comparti che chiedono energia a basso costo per essere competitive sul mercato».

Pessime notizie anche sul fronte dell’essenzialità, regime revocato alle tre centrali sarde di Fiumesanto, Ottana e Portovesme. «Senza essenzialità la centrale di Ottana è destinata a morire – hanno detto Migheli, Nappi e Sini – la revoca ha inoltre comportato un aggravio dei costi per il servizio di dispacciamento che garantisce in ogni istante l’equilibrio tra domanda e offerta di energia. Terna nel 1° bimestre del 2016 si è dovuta rivolgere al mercato per garantire questo servizio spendendo 40 milioni di euro in più rispetto allo stesso bimestre del 2015. Su Ottana manca una risposta sulla possibilità di riconoscere alla centrale l’essenzialità per il servizio di riaccensione della rete elettrica sarda in caso di blackout. Tutto questo nonostante i problemi di tensione e di sicurezza nel sistema di distribuzione dell’energia in Sardegna come dimostrato dalle 4 prove effettuate da Terna nel 2015 per la riaccensione della rete».

Nell’audizione, infine, è stato affrontato il tema della chimica verde e la mancata riconversione del sito di Porto Torres. «Eni non ha rispettato gli accordi sottoscritti nel 2011 – hanno detto i rappresentanti di Cgil, Cisl e Uil – la cessione di Versalis al fondo di investimento SK Capital significherebbe l’abbandono definitivo del progetto. Registriamo un atteggiamento troppo morbido della Giunta nei confronti di Eni che ha realizzato finora solo 2 dei sette impianti previsti e rinunciato definitivamente alla costruzione della centrale a biomasse». Al termine dell’audizione, il presidente Luigi Lotto ha assicurato la massima attenzione alle problematiche del settore industriale. «E’ una questione rilevante che sarà al centro dei nostri lavori – ha detto Lotto – l’industria esistente va salvaguardata, non possiamo permetterci di creare nuovi disoccupati. Nostro obiettivo è trovare, in collaborazione con la Giunta, le soluzioni migliori per un’efficace politica industriale».

Nella foto il consiglio regionale

S.I.

Sassari: aree verdi in concessione

SASSARI – Il settore Ambiente e Verde pubblico del Comune di Sassari ricorda che i cittadini o le attività commerciali interessate possono richiedere la concessione di un’area verde comunale. La gestione può essere concessa solo a chi ha comprovata esperienza nel settore del verde, sia a privati sia a chi si avvale di operatori con questa caratteristica.

Nelle aree è possibile mettere insegne che indicano nome o logo di chi contribuisce significativamente alle spese di manutenzione dell’area. Per avere ulteriori informazioni è possibile rivolgersi agli uffici del settore Ambiente in via Ariosto 1, scrivere ad ambiente@comune.sassari.it o chiamare il numero verde 800012572. Il regolamento sul verde urbano è consultabile sul sito del Comune di Sassari all’indirizzo www.comune.sassari.it/comune/regolamenti/verde.htm

Nella foto una rotatoria a Sassari

S.I.

Bilancio Sassari: ok dai revisori

SASSARI – Il bilancio di previsione 2016-2018 e il programma triennale dei lavori pubblici, approvati quest’oggi in consiglio comunale, hanno il parere favorevole del collegio dei revisori dei conti. Il parere è stato letto ieri mattina dalla presidente dell’organo di revisione, Gian Franca Cossu, prima dell’apertura della discussione da parte dei consiglieri.

È stata proprio la presidente del collegio, del quale fanno parte anche Ettore Tanferna e Francesco Masala, a sottolineare come «sia in atto un cambiamento epocale. Infatti il bilancio di previsione 2016 è fortemente innovativo ed è la prima volta che il Comune di Sassari si trova ad affrontare l’adozione della contabilità armonizzata».

Si tratta di novità complesse che, ha aggiunto Gian Franca Cossu, «ci permettono di monitorare al meglio le entrate e le spese. In maniera semplicistica si può dire che è un bilancio che verifica le movimentazioni di cassa e che dà la possibilità all’ente di tenere costantemente sotto controllo gli aspetti finanziari». La presidente del collegio dei revisori del Comune di Sassari ha concluso facendo presente che la relazione, da un punto di vista tecnico, «dà un giudizio positivo al bilancio, in quanto vi è coerenza, attendibilità e congruità contabile delle previsioni di bilancio con gli strumenti di programmazione».

Nella foto i collegio dei revisori

S.I.

Caos migranti: solidarietà ai sindaci

SASSARI – Il coordinamento regionale di Italia Unica esprime piena solidarietà al sindaco di Santa Maria Coghinas Pietro Carbini. «Non è accettabile che un gruppo di migranti venga sistemato in un casolare in aperta campagna e l’Amministrazione comunale non sia neanche avvertita. C’è di più. Abbiamo saputo che i migranti, quindi solo in un secondo momento dopo il loro arrivo, sarebbero stati accompagnati in taxi a Sassari in Prefettura per l’identificazione.

Uno spreco di risorse che poteva benissimo essere evitato: perché non identificarli subito?», chiede Tore Piana, coordinatore regionale di Italia Unica. «Tra l’altro, nelle prossime settimane, con il bel tempo, dobbiamo aspettarci un aumento degli sbarchi nella nostra isola. Non solo: visto che gli altri Stati stanno chiudendo le frontiere è probabile che i migranti che arriveranno in Sardegna saranno migliaia. Noi di Italia Unica non siamo per la chiusura o per i respingimenti automatici, ma per una migliore organizzazione dell’accoglienza».

«Si tratta di flussi che vanno gestiti in maniera ottimale – riprende Piana –. Dobbiamo organizzarci in maniera efficace. Eppure troppi sindaci sono informati con grave ritardo o non lo sono affatto. La solidarietà di Italia Unica nei loro confronti è totale».

Nella foto proteste a Santa Maria Coghinas

S.I.

Procuratore Caria in Questura

SASSARI – Nella mattinata odierna, a pochi giorni dal suo insediamento, il neo Procuratore della Repubblica di Sassari, dr. Giovanni Caria, ha effettuato una visita di cortesia in Questura a Sassari. L’alto Magistrato si è incontrato con il Questore e con tutti i funzionari di Polizia.

Il Questore, nel formulare gli auguri per il prestigioso incarico, ha rinnovato, al dr. Cari, la più ampia disponibilità di tutta la Polizia Giudiziaria, per il perseguimento dei fini comuni atti a garantire, in senso ampio, la sicurezza, anche attraverso una più incisiva attività di repressione, nel rispetto delle direttive emanate dall’Autorità Giudiziaria. Il Procuratore della Repubblica ha ringraziato per la calda accoglienza ricevuta e, dopo aver fatto una visita alla Centrale Operativa e alla Squadra Mobile, si è congedato con viva soddisfazione.

Nella foto la Questura di Sassari

S.I.