Monti e Lampis nei Rossomori

ALGHERO – “Nasce ad Alghero il coordinamento cittadino dei Rossomori, un evento politico importante che vede coinvolti alcuni degli iscritti del movimento Sinistra Civica, tra i quali l’Assessora allo sviluppo economico Natacha Lampis“. Questo l’annuncio a firma di Costantino Monti guida cittadina del partito. Una forza politica regionale che ad oggi, dunque, trova rappresentanza anche ad Alghero andando di fatto a scindere ancora di più l’area di sinistra (già parcellizzata in numerose sigle). Da segnalare, infatti, che in questo caso i rappresentanti arrivano dalla lista Sinistra Civica che alle elezione ha sostenuto il sindaco Bruno e che oggi di fatto pare svuotata in relazione alla sua definizione elettorale e primaria.

Oggi l’incontro (10,30 presso la sala del Green Hotel) per la presentazione del partito e in quest’occasione presenteranno le linee guida del nuovo percorso, il tesseramento per l’anno in corso e l’iniziativa programmata per il giorno 18 marzo ad Alghero. Alla conferenza stampa interverranno il segretario regionale dei Rossomori Marco Pau e il presidente Gesuino Muledda. “Consideriamo il nostro ingresso in questo partito politico – spiega Monti – un rafforzamento ed un passo verso la coesione della sinistra sia livello locale che regionale, e al servizio dell’esperienza politica dell’attuale amministrazione algherese guidata dal Sindaco Mario Bruno”.

Nella foto Costantino Monti

S.I.

Bike sharing: Giunta incapace

ALGHERO – “Un fantastico progetto che nel 2011 la giunta di centrodestra fece con lo scopo di migliorare la viabilità cittadina e la qualità della vita degli algheresi, svilito dalla totale incapacità gestionale di questa giunta”. Cosi Lina Bardino del Circolo Popolare Europeo sulla mancata partenza del bike sharing e risposta della consigliera Linda Oggiano [Leggi].

“In effetti si sono notati i limiti di gestione in diverse occasioni, vedi l’ex caserma dei carabinieri, i cui costi sono totalmente a carico dei contribuenti algheresi, in quel caso non si è valutato l’enorme incongruenza tra investimento attivo e passivo. Ma mirabilmente, ecco comparire uno stratega dell’economia locale, che non riesce,con un progetto perfettamente confezionato, sufficientemente strutturato per essere messo in pratica senza grandi sforzi e Finanziato con ben 108 mila euro, a sopperire ai costi di gestione”.

“Per non parlare della fallimentare gestione del caso Ryanair e del declassamento della sanità locale. Per quanto riguarda i fondi da reperire alla regione, inviterei i componenti del centrosinistra ad elencare tutte le risorse portare nei due mandati regionali del nostro sindaco. La giunta di centrodestra ha dimostrato ampiamente di essere capace di accedere nei 10 anni in cui ha amministrato a tutti i fondi disponibili, senza dimenticarsi di firmare progetti….senza quindi farseli invalidare”.

S.I.

Bike sharing di Tedde: un fallimento

ALGHERO – “Di strategico nel progetto di bike sharing ideato dal consigliere regionale di Forza Italia quando ricopriva il ruolo di sindaco non c’è davvero alcuna traccia. Il costosissimo servizio previsto con l’acquisto di 40 biciclette poi dimenticate nei magazzini comunali da loro stessi non comprendeva la necessaria manutenzione e movimentazione delle apparecchiature e delle bici”. Cosi Linda Oggiano, consigliera comunale di maggioranza in risposta al’onorevole Tedde [riguardo il tema del bike sharing.
Leggi].

“Con importanti costi a carico dei cittadini per decine di migliaia di euro annui che rendono discutibile se non fallimentare la validità economica dell’intera operazione. Progetti peraltro falliti in molte altre realtà anche sarde. Tuttavia, questa amministrazione sta compiendo le procedure necessarie per mettere in funzione il servizio, dotandolo di tutte le autorizzazioni e le prescrizioni necessarie. Manca solo l’ultima conferenza di servizi che fra qualche settimana autorizzerà gli stalli. Purtroppo il progetto ereditato mostra tutte le sue inefficienze che evidentemente non hanno permesso alle amministrazioni che ci hanno preceduto la sua attivazione”.

“I costi di manutenzione sono eccessivamente alti, perfino superiori al costo dell’acquisto delle biciclette. Un costo non previsto nel computo complessivo dell’appalto, ed a totale carico dell’amministrazione comunale. Tedde pensi a portare risorse per Alghero dalla regione e la smetta di fare il grillo parlante dell’opposizione comunale, che già in Aula consiliare ha potuto constatare, con dati alla mano, tutti i limiti del bike sharing incompiuto di Marco Tedde. Appare ormai un disco rotto, al limite del ridicolo”.

Nella foto il consiglio comunale

S.I.

“Bike Sharing da Corte dei Conti”

ALGHERO – “Sono trascorsi oltre quattro anni dalla gara che aggiudicò il servizio di bike sharing, ma di questo strategico servizio per i cittadini algheresi e per i turisti non se ne vede neanche l’ombra.“ E’ il vice presidente del Gruppo di Forza Italia Marco Tedde a denunciare una gestione della cosa pubblica imbarazzante.

”Un investimento importante, che la Giunta municipale di centrodestra fece nel 2011, che integrandosi col Piano della rete ciclabile urbana approvato dal Consiglio Comunale nel 2007 avrebbe dovuto migliorare la viabilità cittadina e la qualità della vita degli algheresi. Il bando di 108 mila euro, regolarmente aggiudicato, prevedeva la fornitura, il montaggio e la gestione del servizio che comprendeva anche l’uso di 500 card elettroniche con le quali i cittadini avrebbero potuto usufruire del servizio prelevando le biciclette dai cicloposteggi. Completavano il progetto totem informativi, ancoraggi, lucchetti personalizzati, monitoraggio del traffico tramite il sistema Gprs. L’appalto prevedeva anche la gestione del servizio per un anno, manutenzione del sistema e formazione del personale e un originale piano di marketing e comunicazione”.

“Da allora –incalza l’ex sindaco di Alghero- silenzio assoluto sul servizio, tranne cialtronesche giustificazioni tipo: “non abbiamo allestito il bike sharing perché le biciclette hanno colori che non ci piacciono e devono essere movimentate e riparate quando si guastano” . Una fattispecie che secondo il consigliere regionale algherese dovrebbe interessare la magistratura contabile. “Ma è paradossale –incalza Tedde- che oggi l’amministrazione annunci progetti per l’uso della bicicletta, difficili da comprendere nei contenuti, che farebbero anche guadagnare chi vi partecipa”.

“Oggi i mantra sono “bike to work” e “bike to school”. Nel frattempo 5 stazioni da posizionare a Fertilia, presso la Stazione Ferroviaria, nell’area portuale, in Piazza Sulis e in Piazza della Mercede e 40 biciclette attendono speranzose che qualcuno le utilizzi e metta a frutto i 108 mila euro investiti. Un vero e proprio scandalo. Sollecitiamo ancora una volta l’amministrazione ad avviare il servizio in tempi brevissimi, contribuendo a mettere un ulteriore tassello delle politiche di mobilità sostenibile progettate e finanziate dalla giunta di centrodestra. Non potremmo continuare –chiude Tedde- ad assistere in silenzio a questo scempio nella gestione della cosa pubblica”.

Nella foto l’allora sindaco Marco Tedde in una manifestazione ciclistica

S.I.

Olio tunisino, si di Soru: assurdo

CAGLIARI – E’ difficile da credere. Ma a quanto pare non è una bufala. Anzi, senza forse, proprio non lo è: L’eurodeputato, leader e segretario regionale del PD Renato Soru ha votato “Sì” (insieme a diversi altri parlamentati europei) alla legge che prevede l’apertura delle frontiere a delle quote dell’olio tunisino .

“Sarebbe bello sapere da Renato Soru, europarlamentare del Pd che ha votato a favore dell’importazione dell’olio tunisino senza dazi, a danno del nostro olio, se gli ulivi sardi siano belli solo da piantare a Tiscali o per impreziosire la propria villa al mare”, così Paolo Truzzu consigliere regionale di An-Fratelli d’Italia che continua “o forse anche quelli erano ulivi tunisini? Oh Renato, spremi almeno le meningi anche se non te lo chiede l’Europa!”

Una scelta assurda che lascia perplessi su quello che oggi, anzi da diverso tempo, e’ diventata certa politica. L’allora presidente del governo regionale che ha “regalato” ai sardi il famigerato Ppr che, oltre a cancellare l’edilizia (e indotto), ha ingessato l’agro vista la normativa stringente che, tra l’altra, erige a simil patrimonio dell’Unesco anche gli alberi d’ulivo oggi, in sede europea, lo vediamo asserire positivamente ad un provvedimento che rappresenta una mazzata per i produttori olivicoli locali. Nonostante tante belle parole e soprattutto (finte?) crociate per i sardi ecco cosa accade: ci troviamo davanti a delle scelta (non parole, ma votazioni) contro i sardi. Noi tutti dobbiamo tutelare il paesaggio, in pochi altri ammirarlo. Soliti due pesi, due misure.

Nella foto Soru

S.I.

Soru non molla. Lai gli scrive

ALGHERO – Ci stanno provando in tutti i modi ma, come già accaduto quand’era presidente della Regione, Renato Soru è un osso duro. La sua testardaggine (a volte un pregio) è nota. Ma la condizione di emergenza in cui si trova la Sardegna, i problemi dei dem in diversi comuni e il rapporto non produttivo con la Giunta Pigliaru stanno facendo saltare i nervi anche ai più calmi. E anche in questo caso, nonostante tutti ma proprio tutti i big del Partito Democratico gli abbiano prima fatto intendere e poi detto in maniera chiara (anche tramite i media regionali di riferimento) di lasciare la segreteria, lui non ne vuole sentire. E allora addirittura, a pochi mesi dalle importanti elezioni amministrative, dove ricordiamo si voterà a anche a Cagliari e Olbia, non resta che calare gli assi. Ed è così che Silvio Lai, già segretario (da tutti ritenuto uno dei migliori a svolgere quel compito) scrive una lettera aperta indirizzata proprio all’ex-editore dell’Unità e patron di Tiscali.

“Caro Renato, é ora di dirci la verità.
L’idea che tu facessi il segretario era sbagliata. Sono tra quelli che ha fatto questo errore, pure essendo tra gli ultimi a cambiare idea sulla tua candidatura, ma la verità é che l’ho fatto anche io.
Ricordi perché dicevo che era un errore che tu volessi candidarti? Forse non lo ricordi perché la memoria delle cose scomode é più difficile, ma io ero molto preoccupato allora.
Innanzitutto ti dicevo che c’era una generazione nuova che poteva assumersi questo impegno come nel resto d’Italia, nel Pd e nel Governo, e che aveva speso del tempo assumendosi responsabilità politiche. Era questa la strada, risorse nuove, senza vincoli istituzionali, dotati di tempo libero e in grado di mettersi in sintonia con quei giovani che al Pd mancano e che tu non potevi portare, anche perché impegnato a Bruxelles in una impresa da lungo attesa dalla sinistra sarda.
In secondo luogo ti dicevo che il rischio era quello di riportare il partito indietro di 12 anni, al 2003, alle divisioni interne del centrosinistra, alla rottura che esisteva sin dalla tua candidatura e che, nonostante la massima lealtà nel periodo di governo regionale da parte di tutti, non ha evitato che, con le elezioni anticipate da te, si arrivasse alla sconfitta più dura nella storia del centrosinistra, con 53 consiglieri di maggioranza contro 27 di minoranza in consiglio regionale.
Ti dicevo, Renato, che avevamo pacificato tutto il Pd con la vittoria alle regionali e la tua candidatura, da me cercata e voluta, alle elezioni europee, e che dovevamo curare questa unità con una pagina nuova non con un libro già letto.
Tu mi rispondesti che avresti unito il Partito, persino che non ti saresti candidato se non fosse stata una candidatura largamente unitaria, ma anche di fronte al fatto che questo non è avvenuto, che erano molti, soprattutto i giovani della mozione Civati a dirti di no, i dirigenti del Pd a cui hai chiesto sostegno e che oggi dileggi, ti hanno confermato il sì a alla candidatura e sostenuto per eleggerti segretario.

Poi ti dicevo che la tua elezione a segretario avrebbe portato ad un conflitto con la Giunta, perché non avresti resistito alla tentazione dell’ex presidente che bacchetta il suo ex assessore, non avresti resistito alla tentazione di riportare in auge le politiche della tua giunta per confrontarle con quelle di quella attuale, non avresti resistito a bacchettare i singoli assessori come se fossero nominati da te. È così é successo.
Soprattutto, ti dicevo, un capo corrente, come te, non deve fare il segretario perché avrà sempre la tentazione di rafforzare la sua corrente a scapito di altre, usando la sua funzione. È così é stato.
Siamo tornati indietro di 10 anni, si confrontano le politiche attuali con le tue, in un mondo che sta uscendo dalla crisi, non che era in espansione come in quegli anni, confrontiamo gli attuali assessori con i tuoi.

É stato un errore, oggi possiamo dirlo davanti ai fatti, non hai unito il Pd sardo con la tua candidatura, e i risultati delle primarie, con una affluenza già non entusiasmante, sono stati quelli di un partito diviso a metà 52% per te, 48% non per te, e poi non lo hai unito dopo la tua elezione.
Abbiamo diviso dunque il partito e bruciato una nuova generazione.
Per che cosa? Non ne è valsa la pena.

Chiedi su quali cose ci sono differenze tra noi? Dispiace che non te ne sia accorto e spero che queste parole ti aiutino, ma non serve neanche cercare gli argomenti specifici. Quando in una relazione, anche tra due persone, quando in una impresa, in una associazione, sparisce la fiducia i legami si spezzano e si cambia. La coppia si separa, la proprietà cambia il consiglio di amministrazione, i soci cambiano il proprio presidente, gli elettori cambiano il governo. Non c’è un solo perché c’è che é mancata la fiducia, si è rotto un rapporto che consente di affidarsi, di affidare la propria volontà, i propri desideri, le proprie cose ad un altro. La colpa non è mai solo da una parte, come tu tenti di far credere, la colpa è di entrambi ma quando succede si tenta di ricucire, altrimenti si prende atto, per non peggiorare la situazione.
Se un’azienda ha un amministratore delegato che non può prendere decisioni, l’azienda fallirà, se il Pd non ha un segretario con dei dirigenti che ne sostengono le azioni, il Pd non farà passi avanti.

Ora sei in difficoltà e lo capisco. Ma ti invito a riflettere su questo.
Non puoi pensare di tenere in ostaggio un partito restando segretario senza poter mai portare un argomento in discussione negli organismi e decidere, non appartiene al tuo stile e alle tue qualità.
Non puoi fare il segretario dimezzato che sta lì impedito nel guidare perché ha perso la fiducia della maggioranza dei suoi rappresentanti negli organismi, ad attendere che qualche cosa succeda. Non puoi neanche continuare a farlo accusando la correntocrazia, che non vedevi prima, quando sono gli stessi ai quali hai chiesto di essere candidato, nè puoi continuare a dire che solo gli elettori possono eleggere il segretario del Pd, impedendo tu di dare la parola agli elettori.

Infatti questa é una decisione che sta solo nelle tue mani. Nel Pd, come in un comune o in una regione, quando il rapporto di fiducia nel segretario, come nel sindaco o nel presidente viene meno, si ritorna al voto. Sta nelle tue mani perché questo si può fare subito se tu lo decidi, o si fa dopo una lunga e penosa agonia che richiede una rottura dentro gli organismi. Si può essere egoisti e non prendere atto, si può essere generosi e chiedere rapidamente una verifica agli elettori.
Si può però persino fare un passo in avanti. Si decida oggi quando fare il congresso, a luglio, a settembre, si decida che si va verso una nuova generazione, scegliamo insieme questa strada e apriamo il Pd alla generazione che doveva prenderlo in mano due anni fa, quando ti abbiamo eletto.
Sarebbe un atto di generosità del quale avranno qualcuno di cui ricordarsi, piuttosto che ricordarsi di qualcuno perché ha impedito che loro assumessero le responsabilità della loro generazione”.

Nella foto Silvio Lai

S.I.

“Colpevole? Careddu mi quereli”

SASSARI – «Se come dice Lalla Careddu sono colpevole di averle affibbiato brutte parole, perché non querela? Perché non dimostra che si tratta autenticamente di un mio post e procede a tutelarsi? Inoltre dove si parla di lei nel post che mi viene addebitato solo perché ha una mia foto, mentre lei scriveva pubblicamente a Sergio Scavio, ex consigliere Sel, che aveva come foto utente la mia?».
Il giorno dopo le polemiche su Pietro Serra, è lo stesso leader di Alternativa Futura per l’Italia a prendere le distanze dalla consigliera comunale Lalla Careddu.

«Ho ribadito più volte di non conoscerla – prosegue Serra -, e intendo ripeterlo. Da un anno sono oggetto di attenzioni moleste da parte della stessa e non ne capisco i motivi. Le divergenze politiche sono un conto, l’odio personale è altro. Le ho chiesto diverse volte di ignorarmi e lasciarmi in pace. E’ stato invano. Tuttavia, nonostante il pregiudizio di certa stampa, è apparso chiaro a tutti coloro che mi conoscono che si tratta di un falso». E incalza: «Ho una pagina con oltre 12.700 fan che cresce di giorno in giorno. A questi si aggiungono 4 account che ogni giorno ricevono centinaia di richieste d’amicizia, dunque non è improbabile che qualcuno, magari legato alla sua area politica, possa essersene impossessato e abbia scritto ciò. Ipotesi comunque fantasiosa, visto che non si parlava di lei con nome e cognome, e ancor peggio mettendo in mezzo figli o nipoti al fine di esasperare gli animi. Salvo poi chiamare le testate giornalistiche e far la vittima di un post, ribadisco falso, che denota il profondo odio della stessa consigliera e di suo fratello Marco Careddu, nei miei confronti. Fatto che mi ha costretto a presentare in Questura un’ammonizione per stalking visto che dopo la pubblicazione su Facebook ho ricevuto centinaia di minacce e insulti dalla quale non si è dissociata e ha dato manforte. Perciò non mi sento al sicuro e qualora accadesse qualcosa ho la tutela possa esser individuato il responsabile, o meglio i responsabili, visto che nei giorni scorsi Sergio Scavio si spacciava per me nel proprio account».

«Probabilmente i motivi sono da ricercare in vecchie ruggini dovute alle proteste di alcuni segretari AFI – conclude -, che hanno ribadito il concetto dell’assegnazione case popolari ai sassaresi e poi extracomunitari. Non ultimo il comunicato sulla richiesta di chiusura del campo nomadi, che, guarda caso, vede Lalla Careddu responsabile comunale della commissione area sosta dei rom».

Nella foto Pietro Serra

“Strade dell’agro come mulattiere”

ALGHERO – “Le strade dell’agro algherese versano in un tale stato di degrado e abbandono che definirle tali è inappropriato, “mulattiere” sarebbe il termine più adatto da utilizzare. La strada che porta alla borgata di Santa Maria La Palma è un percorso ad ostacoli, piena di buche grandi come crateri o rialzi, veri e propri dossi dovuti alle radici degli alberi”. L’ennesima denuncia sullo stato pessimo delle strade nel territorio algherese arriva questa volta da Alessandra Maletesta dei Riformatori Sardi.

“Questa situazione, figlia del totale abbandono da parte delle varie amministrazioni comunali nei confronti dell’agro algherese, causa un forte disagio agli abitanti nonché una situazione di costante pericolo. Come se non bastasse, con il maltempo, quasi ogni settimana, i semafori dell’incrocio di Santa Maria La Palma (uno dei più importanti della zona) vanno in tilt e si bloccano per giorni e giorni. A semafori spenti l’incrocio in questione diventa estremamente pericoloso in quanto la visuale è praticamente assente e per riuscire a vedere le vetture che provengono dalle varie direzioni occorre impegnare l’incrocio stesso, con i rischi conseguenti”.

“Le precedenze non sono chiare a tutti; la SS291 (per intenderci quella che da Sassari prosegue per Fertilia) ha la precedenza sulla SP55bis (che prosegue per Porto Conte), cosa che crea fraintendimenti tra gli automobilisti che vi transitano. Ricordando agli amministratori che gli abitanti dell’agro non sono cittadini di serie B, noi Riformatori chiediamo un immediato intervento di ripristino delle strade, le quali continuano a deteriorarsi andando ad accentuare l’ormai disastrosa situazione e li invitiamo inoltre, al fine di risolvere il problema dell’incrocio, di valutare la proposta di realizzare una rotatoria”.

“Considerato che è brutta abitudine della classe politica locale ricordarsi dell’agro solo in tempo di elezioni, ovvero quando fanno comodo quei 3.000 voti che potrebbero fare la differenza, vogliamo sperare, come promesso a più riprese dall’Assessore Cherchi nei vari incontri già avuti con i comitati di borgata, che i lavori richiesti vengano realizzati quanto prima e non restino solo un annuncio da conferenza stampa o da campagna elettorale”.

Nella foto la strada di Santa Maria La Palma in totale degrado e abbandono

S.I.

Scuola politica e Giunta: incontro

ALGHERO – “Giornata di lavoro quella programmata sabato 12 marzo presso il Municipio della città di Alghero (via Columbano) per i partecipanti alle scuole di formazione politica di Alghero e Cagliari, quest’ultima aderente alla rete internazionale delle scuole di partecipazione, unica in Sardegna e composta da quindici studenti universitari impegnati principalmente sui temi della rigenerazione urbana nei comuni dell’isola. Entrambe alla fine del ciclo biennale di lezioni frontali, per i partecipanti alla scuola di Alghero il lavoro proseguirà con uno stage formativo sui temi dell’amministrazione della città e una giornata in Consiglio regionale”. Così da Sant’Anna che annunciano l’ennesimo incontro slegato dall’assise principale dove si discutono e votano gli atti cosa oramai attesi da mesi dagli algheresi viste le tante problematiche ancora irrisolte [Leggi]

“S’inizia alle ore 10 con l’incontro con la stampa, nel corso del quale verrà illustrato il lavoro compiuto nell’ultimo biennio di operatività e i risultati raggiunti, alla presenza del Sindaco di Alghero e la Giunta comunale. A seguire (ore 11) la partecipazione alla seduta della Consulta per lo Sviluppo Economico e per il Lavoro con la relazione del Segretario generale del Comune di Alghero, dr. Luca Canessa, già direttore della Scuola delle Autonomie locali, sul tema delle politiche di Cittadinanza attiva programmate dall’Amministrazione negli ambiti del baratto amministrativo, sponsorizzazioni di aree verdi e immobili comunali e il progetto Bike to Work, per la prima volta in Italia rivolto anche agli studenti di università e scuole”.

“Lavori che proseguiranno nel pomeriggio (dalle 15,30) col confronto tra Sindaco, Giunta del Comune di Alghero e Consiglieri comunali con gli iscritti alle due Scuole di formazione per amministratori locali di Alghero e Cagliari sui temi della partecipazione, l’utilizzo dei social network nella comunicazione politico-amministrativa e negli enti pubblici, il gioco d’azzardo, le tematiche sulla multiculturalità e quelle sul funzionamento dei comitati di quartiere”.

Nella foto una parte della Giunta Bruno

S.I.

Due Consigli. Alghero nel limbo

ALGHERO – Riunioni, consulte, incontri, presentazioni, conferenze stampa, commissioni e consigli comunali. Tutto molto bello e interessante, ma Alghero, oramai da troppo tempo, attende degli atti. Delibere. Scelte, anche radicali, sul proprio presente, prima che diventi passato. Inutile fare il solito elenco di questioni che meritano delle prese di posizione chiare e che una volta attivate potrebbero, almeno si spera, dare ossigeno ad un tessuto sociale asfittico. Bene il bando su Surigheddu ma, per adesso, è solo un documento con finalità esplorative che non sposta molto in avanti l’asticella riguardo le impellenti necessità del territorio.

Alcuni si preparano a nuove elezioni, altri sono intenti da mesi nella arcinota “trattativa”, ma, nel frattempo, il Comune si trova con le medesime emergenze con l’aggravante del trascorrere del tempo. E’ evidente che sembra essere di trovarsi in un percorso amministrativo che non va oltre l’ordinario. Come delle enormi zavorre impediscono ad un imbarcazione di prendere il largo, cosi la riviera catalana da anni pare ferma o peggio arrovellarsi su stessa e sui medesimi problemi.

Il Consiglio è stato fissato per il 18 e 22 marzo. In agenda ci sono quasi una 50ina di punti. Per affrontarli tutti non basterebbe un anno di sedute. Quasi tutte mozioni, interrogazioni e ordini del giorno. Rare le delibere e gli atti amministrativi importanti. Mentre sul versante politico ieri si sono incontrati i vertici locali dell’Udc con Forza Italia. Allo stesso tempo sono sempre in atto le interlocuzioni tra Pd e porzioni della maggioranza e anche sindaco. Non si contano più i caffè e le varie riunioni tra forze politiche. Un racconto, in generale, che va avanti da diversi mesi. Troppi. Ed la protagonista, Alghero, pare finita nel dimenticatoio o peggio sospesa nel limbo.

Nella foto la sede del Municipio in via Columbano

S.I.