Partecipate: incontro di Forza Italia

ALGHERO – Giovedì 28 aprile, alle ore 10, presso la sede cittadina al Centro Commerciale Ferroni, Forza Italia Alghero terrà una conferenza stampa nella quale verranno illustrate le criticità derivanti dalla adozione della Delibera di Giunta n° 116 sul riassetto delle partecipate. Atto che è stato già inserito nell’ordine del giorno del prossimo Consiglio Comunale fissato proprio per domani.

Delibera che “qualora attuata metterebbe a serio rischio oltre 70 posti di lavoro, e verrà presentata una proposta di Forza Italia Alghero tesa a salvaguardare il futuro delle società partecipate con il mantenimento della forza di lavoro in essere e il miglioramento dell’economicità ed efficienza delle società stesse, oggi abbandonate a se stesse”.

Nella foto il coordinatore cittadino Andrea Delogu

S.I.

Treni flop: interrogazione di Lai

CAGLIARI – “L’ennesimo disservizio causato dalle pessime condizioni in cui versa la rete ferroviaria sarda rende oramai non più rinviabile un intervento del gestore della rete. RFI deve porre fine ad una situazione insostenibile.” Lo afferma il senatore del PD Silvio Lai che insieme ai colleghi Angioni e Cucca preannuncia sull’argomento un’interrogazione urgente al Ministro dei Trasporti.

“È necessario un intervento strutturale che affronti nel complesso i problemi della nostra rete. Fino ad oggi si è andati avanti a forza di rattoppi ora siamo arrivati al punto di non ritorno. RFI nel suo piano industriale ha previsto investimenti per circa 100 milioni di euro. È arrivato il momento sbloccare questa somma e di partire immediatamente con i avori di adeguamento della rete.” Il parlamentare del PD fa riferimento anche ai problemi di compatibilità tra i nuovi pendolini e la rete che non consentono di poter accorciare sensibilmente i tempi di percorrenza delle tratte. Ma in questi giorni si sono verificati ulteriori stop ai mezzi, con conseguenti disagi per i passeggeri.

“L’assessorato regionale ai trasporti ha bloccato i pagamenti alla società fornitrice dei pendolini ed ha avviato un’indagine affidata ad una commissione d’inchiesta che dovrà chiarire i motivi dei disservizi e se questi siano legati anche a problemi di software dei treni. Quel che comunque appare già da ora certo è che la rete ferroviaria dell’isola è completamente inadeguata. RFI deve avere bene a mente che la Sardegna non può essere trattata come una regione di serie b e deve poter contare su collegamenti sicuri e con tempi di percorrenza in linea con quelli del resto della penisola. Questo tra le altre cose consentirebbe di poter vedere i frutti di un investimento ingente, come quello effettuato per l’acquisto dei pendolini.”

Nella foto uno dei nuovi treni flop per la Sardegna

S.I.

“Alghero affonda e alzano le tasse”

ALGHERO – Fissate due nuove sedute del Consiglio Comunale. Messa da parte, almeno questa volta, anche se siamo sempre davanti un iter piuttosto inedito, tutte le mozioni, interrogazioni e ordini del giorno ancora da discutere da mesi. Ma il fine è lodevole: discutere dopo mesi una decina di punti attribuili ad atti amministrativi. Certo, niente di trascendentale e piuttosto ordinario, ma almeno sono evidenti delle scelte correlabili a Sant’Anna.

Dunque oltre l’infornata di tasse (Tasi, Tari e Imu), c’è spazio per “il piano di sviluppo e razionalizzazione delle partecipate”. Atto che sta facendo molto discutere e allarmare anche il personale che lavora presso gli enti che si occupano di settori molto importanti per la vita della città. Turismo e cultura (Meta), manutenzioni e verde (In-House) e tributi (Secal). Tutti e tre le partecipate del Comune subiranno, se passerà il documento predisposto dall’amministrazione Bruno, un notevole cambiamento ciò nell’ottica ancora del risparmio e tagli. Ma forse, come ripetiamo da tempo, ciò che deve fare chi amministra ad Alghero è trovare modo di creare sviluppo e attrarre flussi economici, oltre che “allargare la base imponibile”. Scelta legittima e giusta della compagine oggi al governo cittadino, ma che deve fare i conti con una devastante crisi che ha colpito famiglie e imprese.

E’ Michele Pais, consigliere comunale di opposizione, a sottolineare in maniera critica le scelte dell’amministrazione “I punti qualificanti del governo cittadino di sinistra sono l’ennesimo aumento dei tributi comunali, ormai arrivati alle stelle. Peraltro, senza che a ciò corrisponda un miglioramento dei servizi pubblici erogati. Anzi, tutti indiscriminatamente peggiorati”, denuncia l’esponente di Forza Italia che continua “ma si sa e’ molto più facile aumentare le entrate, piuttosto che ridurre la spesa che nel frattempo aumenta incontrollata, con inutili assunzioni di nuovi dirigenti, promozioni a pioggia dell’intero apparato amministrativo, esternalizzazioni, etc”

Nel frattempo in Città non funziona nulla e anche fare un certificato di residenza e’ un’impresa titanica. Questa Amministrazione, incapace a tutto, quando si tratta di aumentare le tasse si scopre talentuosa e’ l’unica cosa sulla quale hanno le idee chiarissime e che sanno fare meglio di chiunque altro! Di certo la nostra opposizione all’ennesimo furto tributario sarà totale”

Nella foto Michele Pais

S.I.

Bruno schiaffeggia il Pd: arroganti

ALGHERO – “No. Non sono state le divergenze programmatiche ad impedire al circolo Pd di Alghero di trovare un accordo con la maggioranza. Tutt’altro. Come aveva già comunicato alla stampa perfino il segretario provinciale che ha seguito passo passo le trattative, la convergenza programmatica era stata raggiunta”. Cosi il sindaco Mario Bruno che risponde con una nota ufficiale dal Comune di Alghero riguardo una questione politica. Ovviamente il caso in esame è l’addio definitivo del Partito Democratico [Leggi].

“Avevamo perfino condiviso il numero di assessorati e la presidenza di una importante partecipata, ma la richiesta del PD locale di una tale quantità di deleghe da assorbire quelle di quattro attuali assessorati, la difficoltà da parte loro di garantire nelle indicazioni la parità di genere, la difficile composizione fra le due anime, la cristallizzazione nelle posizioni iniziali, il non aver accettato che il presidente di Meta non coincidesse più col direttore (figura autonoma, garanzia di professionalità e supporto tecnico e giudico) hanno impedito di fare passi decisivi. Tutto legittimo, lo capisco, ma non ci vengano a raccontare che abbiamo rotto sul programma”.

“Hanno una posizione di supponenza e arroganza senza pari, ci hanno formulato proposte inaccettabili, irricevibili, esagerate. Quasi a voler sconfessare gli altri livelli del partito che realmente volevano arrivare a un’intesa. C’era tutta la volontà per condividere un percorso politico con dignità e con umiltà, al servizio dei cittadini. Quel che resta del Pd algherese ha voluto chiudersi al fianco dell’opposizione di destra. Sbagliando ancora una volta e limitandosi a dare pagelle, come dei maestrini senza titolo, invece di far ciò che il Pd deve fare: il partito di governo. Peccato. Soprattutto per il Partito Democratico e per ciò che ha rappresentato e rappresenta in Italia, in Sardegna, nel sassarese. Mi auguro che chi di dovere ne prenda atto”.

Nella foto un incontro nella sede del Pd di qualche mese addietro

S.I.

Bruno ha fallito: il Pd dice addio

ALGHERO – “Sono trascorsi ormai alcuni mesi, troppo tempo, da quando l’Udc ha abbandonato la maggioranza ed il sindaco, a corto di numeri in consiglio comunale, si è rivolto al PD per un consolidamento della maggioranza”. Oggi è 25 aprile. In Italia la Festa della Liberazione. Sarà forse una coincidenza, ma proprio in questa data è arrivata l’attesa decisione finale da parte del Partito Democratico di Alghero rispetto la lunga, estenuante e totalmente improduttiva per la città, “trattativa” con Mario Bruno. Si potrebbe dire che il Pd festeggia doppiamente, a questo punto. Anche perchè da oggi le porte col simbolo del partito guidato da Renzi da Alghero fino a Cagliari passando per Sassari saranno definitivamente chiuse.

E le parole che giungono da via Mazzini, per bocca del segretario Mario Salis, non lasciano spazio ad alcuna interpretazione. “Il Partito Democratico in questi anni di fallimentare amministrazione ha dimostrato con i fatti, con il gruppo consiliare e attraverso numerose iniziative pubbliche di avere idee e programmi per contribuire a traghettare fuori dalle sabbie mobili il governo della città”. Tutto questo lo avevamo già anticipato da tempo su Algheronwes.it e in particolare nell’articolo del 19 aprile [Leggi].

“Si è consumata una infinita serie di incontri sulle linee programmatiche che hanno visto confrontarsi due diverse visioni di gestione ordinaria e sviluppo del territorio, che avrebbero potuto con un pò di buona volontà fondersi in un vero progetto alternativo. I fatti contingenti purtroppo hanno dimostrato che alle dichiarazioni di intenti non sono seguiti atti per dare concretezza alla proposta. Tutt’altro, si sono approvate continuamente delibere che andavano nella direzione opposta ai progetti in discussione.

“L’incapacità, la mancanza di volontà della maggioranza e del sindaco di accogliere le proposte del partito Democratico mirate a realizzare un radicale cambiamento politico – programmatico – strutturale , la convinzione di poter superare la crisi mantenendo lo status quo, con il semplice apporto di alcuni aggiustamenti, non sono a giudizio della Direzione del PD, sufficienti ad offrire gli strumenti per realizzare un vero cambiamento richiesto, capace di dare agli Algheresi le risposte che attendono da troppo tempo”. E chiude Salis “pertanto il Gruppo Consiliare continuerà a svolgere dai banchi delle minoranze il proprio ruolo di opposizione costruttiva votata unicamente al bene collettivo, così come l’attività politica del Partito Democratico”. Adesso sarà da capire se l’Udc da solo deciderà di entrare con soli due consiglieri che di fatto porterebbero la maggioranza ad avere sempre dei numeri molto risicati (da 12 a 14) e soprattutto le questioni programmatiche paiono ancora legate ad annunci, ma anche quanto richiesto dallo Scudo Crociato non ha trovato soluzione.

Nella foto un incontro del Pd in via Mazzini di qualche settimana fa alla presenza di Bruno e dei vertici dem algheresi e sassaresi

S.I.

Crisi, Udc: Usai e Udanch in Giunta?

ALGHERO – Salvo ulteriori complicazioni, l’Udc dovrebbe rientrare in Giunta. Dopo il sostegno in aula del capogruppo Alessandro Loi e anche dell’altra consigliera Donatella Marino, mentre Monica Pulina pare aver preso le distanze e potrebbe approdare in una nuova forza o movimento politico dell’area di centrodestra, la riunione tra il sindaco Mario Bruno e il leader Antonello Usai pare stia per produrre la sintesi rispetto a deleghe e figure da inserire nel governo cittadino. Ma come sempre in questi casi, il condizionale è d’obbligo. Infatti ci sarebbero degli intoppi legati alle deleghe in ballo.

Per la verità, visto anche il recente strappo basato su importanti divergenze programmatiche, Usai avrebbe chiesto solide garanzie e segni tangibili rispetto i punti proposti dallo Scudo Crociato affinchè ci possa essere un rientro. Certo resta difficile pensare che alcune questioni vengano risolte in pochi giorni dopo che sono trascorsi due anni dall’insediamento dell’amministrazione Bruno. Ma le prime avvisaglie ci sarebbero (ancora a parole) riguardo, ad esempio regolamento suoli pubblici ed ex-caserma di via Simon. Infatti sul primo punto in commissione arriveranno in questi giorni le modifiche alle norme targate assessore Lampis e per il secondo tema, voci non confermate ancora da Sant’Anna, darebbero per imminente la firma dell’ordinanza di sgombero da parte del sindaco.

Intanto sui nomi, cosa che solitamente appassiona le piazze virtuali e reali algheresi, dovrebbe essere certo l’ingresso di Antonello Usai, mentre il secondo nome dell’Udc potrebbe essere l’avvocato Simona Udanch che collabora con lo studio di Lelle Salvatore. Un’indicazione femminile indispensabile per rispettare la “quota rosa” della giunta come da indicazioni di legge. Questo il quadro ad oggi, ma, come sempre, ci sono ancora diverse incognite legate, ad esempio, alla Meta e alle deleghe richieste dall’Udc. Insomma, come se le elezioni fossero state ieri, assistiamo ad una serie infinita di riunioni, incontri, trattative, mentre la città attende risposte utili ad arginare l’emorragia occupazionale e non certo ad “aumentare la base imponibile”.

Nella foto il Consiglio Comunale

S.I.

Ryanair: Bruno fa selfie e Pigliaru dorme

ALGHERO – “Tra un selfie e l’altro dei sindaci di Alghero e Sassari, il 7 Aprile si consumava un incontro del tutto improduttivo tra Pigliaru, Delrio e i vertici Ryanair, incorniciato dai soliti comunicati stampa propagandistici, ma la Giunta regionale continua a non volere intervenire in attuazione del terzo pacchetto di direttive della Commissione Europea, che consentono alla Regione di finanziare i voli low cost, a condizione che agisca come un imprenditore che investe per ottenere utili dalla gestione aeroportuale”. Lo ha dichiarato Marco Tedde, vice-capogruppo di FI Sardegna.

“Poiché per Cagliari e Olbia il problema si porrebbe in una diversa prospettiva, posto che il sostegno regionale per gestioni private potrebbe essere configurato come aiuto illegittimo idoneo a distorcere i principi del mercato e della libera concorrenza, inizino ad intervenire sull’aeroporto di Alghero che oggi soffre e fa soffrire un’intera provincia. Questa oramai certificata incapacità di governo nelle politiche dei collegamenti aerei è resa ancor più grave dalla cancellazione inspiegabile della continuità territoriale sulle rotte minori dell’ottobre del 2014. Ed è ampliata in modo indecoroso dall’atteggiamento timoroso di Pigliaru nei confronti di Delrio in relazione alla necessità di abbattimento dell’addizionale di 2,50 euro a passeggero che costituisce uno dei motivi dell’abbandono di Ryanair. Ma dopo oltre due anni di disinteresse di Pigliaru e Deiana sul low cost -attacca Tedde- eravamo convinti che all’incontro del 7 aprile avrebbe fatto seguito una fitta tela di incontri e riunioni per sciogliere i nodi del low cost che stanno paralizzando l’economia del sassarese. Eravamo speranzosi che si sarebbe aperto un tavolo permanente di lavoro quotidiano. Così non è stato: ora, con l’economia del territorio che vacilla per i mancati arrivi, il prossimo appuntamento con Ryanair pare sia fissato per il 5 di maggio, a distanza di circa un mese dal precedente, ma Pigliaru e Deiana non ci saranno”.

“Pare ci andranno i due sindaci che dopo essere stati inspiegabilmente esclusi dall’incontro romano del 7 di aprile si arrabattano per recuperare la figura poco istituzionale rimediata. Non si capisce cosa vadano a fare -commenta amaramente l’ex sindaco di Alghero- posto che da buon imprenditore Ryanair è interessata a trattare in concreto solo con chi può aprire i cordoni della borsa. E cioè con Pigliaru che ancora non ha capito che questa partita la deve giocare in prima persona. E che invece di occuparsi di questi temi strategici per il futuro dell’isola -denuncia Marco Tedde- è costantemente impegnato a conservare le poltrone dei Commissari ASL e dei vari Amministratori e Commissari degli Enti regionali. Cercasi Presidente della Regione disperatamente”.

Nella foto un volo Ryanair

S.I.

Bruno-Usai: trattativa sulle deleghe

ALGHERO – Sale la febbre politica. Come già riferito ieri in Consiglio Comunale c’è stato il “salvataggio” da parte di Loi dell’Udc che ha garantito il numero legale alla maggioranza a sostegno di Bruno [Leggi]. Ma nonostante questo per un’uscita, a quanto pare casuale, ma in politica di casuale c’è ben poco, di Giuseppe Fadda e Alessandro Nasone, il numero “magico” di 13 è svanito e la seduta è saltata.

Ma, ancora una volta a supportare l’idea che il Consiglio conta sempre meno, quando invece dovrebbe rappresentare il luogo delle decisioni e degli atti per uscire dalla crisi, i riflettori sono tutti puntati sull’ennesima riunione politica. In questo caso sono seduti al tavolo Mario Bruno e Antonello Usai. Obiettivo definire un nuovo accordo dopo che quello in campagna elettorale era clamorosamente saltato alcuni mesi fa.

In discussione questioni programmatiche e deleghe che dovrebbero andare allo Scudo Crociato che ha chiesto Lavori Pubblici, Urbanistica, Servizi Sociali, Cultura, vice-sindaco e presidenza Meta. Settori piuttosto importanti che vedrebbero ridimensionati alcuni assessori che oggi siedono a fianco di Bruno. Da notare che non vengono toccati Commercio, Turismo e Igiene Urbana che invece sono i settori che hanno ricevuto maggiori critiche in questi due anni di amministrazione.

Pare comunque che il secondo matrimonio con l’Udc possa essere celebrato. Loi è già rientrato in maggioranza, la Marino quasi, mentre la Pulina dovrebbe restare fuori e decidere a prescindere dalle indicazioni del partito e di Usai il quale entrerà in giunta. Una scelta quasi obbligata vista la rinuncia di Bamonti, Salvatore e Ansini. Non è ancora chiaro chi potrebbe essere il secondo assessore. Possibile una donna, non è escluso che sia la stessa Marino. A quel punto dovrebbe dimettersi ed entrerebbe la prima dei non eletti in casa Udc che è Nadia Nieddu con 71 voti.

Nella foto Antonello Usai in un incontro pubblico

S.I.

Bamonti dice no a Bruno e Usai

ALGHERO – Nonostante da mesi il sindaco Bruno ripeta che la sua maggioranza sia più forte e coesa di prima, la realtà racconta un’altra storia. A partire proprio dal suo principale alleato senza il quale difficilmente avrebbe vinto le elezioni: l’Udc. In aula oramai, almeno rispetto la coesa composizione iniziale, è solo, o quasi, rappresentato da Alessandro Loi. Donatella Marino e soprattutto Monica Pulina, oramai, paiono aver preso le distanze dalle scelte del partito in particolare del leader locale Antonello Usai. Questo dopo anche le dimissioni di Lelle Salvatore e pare anche la mancata volontà di ritornare sui suoi passi di Nina Ansini.

Ma non solo i consiglieri e gli ex-assessori si stanno allontanando. Notizie di queste ore è che Alberto Bamonti, già capogruppo e assessore sempre in questa consigliatura, ha risposto no all’offerta di rientrare in giunta. Ufficialmente per impegni di lavoro e familiari, ma negli scorsi giorni lo stesso giovane centrista non aveva nascosto a più riprese il suo malumore per l’andazzo generale, la mancanza di risposte dell’amministrazione e soprattutto il particolare atteggiamento di chi lo ha prima “dimesso” anche per la continua assenza dei “suoi” consiglieri dall’aula e poi invece gli chiede di rientrare vista l’assidua e ritrovata partecipazione in aula.

Qualcosa non torna, insomma. E Bamonti seppur all’anagrafe sia piuttosto giovane, di politica ne mastica da diverso tempo per non comprendere che non ci siano più i presupposti per realizzare qualcosa di positivo per gli algheresi. “Meglio il commissario per qualche mese”, stanno già dicendo in molti. Del resto, ad oggi, vista anche la definitiva chiusura col Partito Democratico, se non fosse per Loi, Bruno non avrebbe più una maggioranza. Purtroppo al netto delle varie posizioni in campo è chiaro che questa situazione pesa in maniera devastante su Alghero, ma nonostante queste non si vedono soluzioni, se non rattoppi pure precari, all’orizzonte.

Nella foto il recente incontro dell’Udc in cui si palesò l’uscita dalla maggioranza a sostegno di Bruno

S.I.

Niente numeri, Consiglio interrotto

ALGHERO – E a conferma di quanto raccontato nell’articolo precedente [Leggi], pochi minuti fa il Consiglio Comunale è terminato in anticipo. Dopo una richiesta della verifica del numero legale da parte del consigliere Michele Pais, il segretario Generale Canessa ha fatto l’appello e il l’ex-numero magico 13 si è nuovamente dissolto. A questo punto i lavori sono stati interrotti e tutti a casa. Le prossime sedute saranno fissate nei prossimi giorni.

Questi perchè per diversi motivi due esponenti (Nasone e Fadda) avevano lasciato per qualche momento l’aula e così la maggioranza non c’era più. In quel momento c’è stato l’appello e l’opposizione è uscita fuori. Tutti a parte Loi dell’Udc, mentre le sua collega di partito ha lasciato l’aula e la Pulina neanche era presente. Consiglio finito. Ancora una volta nessuna importante decisione presa e solo un punto discusso. Subito dopo è fissata una riunione di maggioranza dove si dovrebbe discutere l’accordo con, oramai solo una parte o forse solo un consigliere, dell’Unione di Centro.

Nella foto il consiglio vuoto

S.I.