“Bruno peggior sindaco della storia”

ALGHERO – “La delibera sul così detto “riordino” delle società partecipate del Comune di Alghero si inquadra perfettamente nel novero dei disastri della giunta Bruno, anzi ne rappresenta una delle espressioni più devastanti”. Nuovo attacco e forte critica, dopo la denuncia di Forza Italia [Leggi] e quella dell’ex-sindaco Marco Tedde [Leggi], sul tema delle partecipate da parte di Ncd, Psd’Az e Patto Civico.

“Con un solo atto infatti si distruggono tre società, si distruggono tre servizi fondamentali per la nostra città, si distruggono posti di lavoro e intere famiglie. L’obiettivo reale, lungi dall’essere quello della “razionalizzazione straordinaria”, come la propaganda del sindaco vuole rappresentare, è quello di nascondere l’incapacità della gestione, di scaricare responsabilità proprie e costruire un carrozzone inefficiente e clientelare. Andiamo per ordine”.

“Il personale della società In House ed i servizi essenziali svolti vengono “scaricati” sulla Multiss S.p.A, mettendo insieme le criticità delle due società naturalmente a danno dei lavoratori e della nostra città. Bruno non è stato in grado di tutelare presso i suoi presunti amici in regione la nostra società ed i suoi lavoratori ed ora si lava la coscienza e scarica il problema fuori città, delegando ad una società altrettanto in crisi che ha sede fuori Alghero servizi essenziali e lavoratori. E pensare che nel nome decoro e della manutenzione il Sindaco ha sottratto all’economia della città la tassa di soggiorno senza produrre alcun risultato, anzi lasciando Alghero nella peggior condizione che si sia mai vista”.

“I propositi su Secal, invece, rappresentano la miopia e la incapacità messe insieme. Una società di riscossione gestita direttamente come Secal consentirebbe di mettere in atto azioni sotto il diretto controllo dell’amministrazione comunale in un settore particolarmente delicato come quello delle riscossioni, soprattutto in questo momento, e di farne una gestione anche “sociale” e attenta a bisogni degli algheresi. Disfarsene significa mettere i propri cittadini nelle mani di società che avrebbero il solo scopo di mettere le mani nelle tasche degli algheresi con modalità rivolte più al proprio profitto che alla efficienza e alla equità, con il rischio, inoltre, di instaurare rapporti poco trasparenti sulla gestione del servizio e sul personale. Sembra insomma che su Secal si stia consumando una operazione opaca e pericolosa sotto molti punti di vista”.

“L’operazione su Meta, infine, rappresenta un vero delitto. Fermo il fatto che non è possibile snaturare le sue funzioni, che piuttosto dovrebbero essere esplicate in modo ben più efficiente e attivo di quanto non venga fatto adesso, Meta non può diventare “la fabbrica delle assunzioni” dell’amministrazione Bruno. In Meta si vuole far confluire personale che niente ha a che fare con le competenze necessarie alla fondazione, affogando il bilancio in un abisso di stipendi e di personale con risorse che verrebbero inevitabilmente sottratte alle attività tipiche della fondazione. Verrebbero sottratte risorse oggi destinate alla cultura, all’arte, agli spettacoli, alla promozione, al turismo. Così Bruno riuscirà, ad esempio, nel capolavoro di far gestire direttamente alla fondazione le torri e i musei, lasciando a casa la cooperativa che attualmente ne ha la gestione, e lo farà con personale che sino al giorno prima si occupava di tariffe, di riscossioni, di avvisi, di accertamenti”.

“Insomma Bruno sta rappresentando al meglio una visione davvero ottusa e ignorante della amministrazione della città e delle delicate articolazioni che la compongono, una visione volta solo scaricarsi delle responsabilità gravissime che stanno caratterizzando sempre di più la sua amministrazione. A sorpresa Bruno si sta rivelando sempre di più come peggior sindaco che Alghero potesse avere ed i suoi disastri purtroppo ormai caratterizzeranno gravemente il futuro della nostra città”.

Nella foto Maria Grazia Salaris (Ncd) e Mario Conoci (Psd’Az)

S.I.

Caos in Aula: è una vergogna |video

ALGHERO – Cose mai viste in Consiglio Comunale. Durante il dibattito sui tributi, dopo l’esposizione dell’assessore Tanchis, il consigliere Pasi ha illustrato alcuni emendamenti. Il segretario generale Canessa ha preso la parola dichiarando in sintesi che tale tardiva presentazione non era legittima. Ma lo stesso consigliere Pais si è dichiarato d’accordo, denunciando però la consegna dei documenti da parte dell’amministrazione Bruno solo due giorni prima e dunque di fatto impedendo ai consiglieri di svolgere il proprio lavoro.

Oltre l’aspetto tecnico c’è stato poi lo scontro nel merito degli emendamenti che ha fatto saltare i nervi a tutte le opposizioni che hanno lasciato l’Aula giusto per fare l’appello e fotografare la (nuova) maggioranza con il definitivo ingresso di Loi e Marino dell’Udc, mentre la Pulina resta, visto che le questioni poste dall’Unione di Centro non sono cambiate, all’opposizione. Ma ritornando ai lavori, il dirigente Satta chiamato in causa per dare un parere nel merito degli emendamenti di Pais ha fatto un commento che ha fatto sobbalzare i presenti, pubblico compreso: l’emendamento per tagliare le tributi non era consentito, mentre quello per alzare, targato maggioranza, si. A quel punto l’aula è scoppiata in una risata, commenti, schiamazzi e le opposizioni sono uscite con i consiglieri di Forza Italia, Camerada, Pais e Pirisi, che hanno rilasciato la seguente dichiarazione.

Ma questo non è stato l’unico segnale di una condizione molto critica che vive la maggioranza. Infatti in aula c’è stato uno scambio molto piccato, sempre sugli emendamenti, tra Curedda e Sartore. Parole forti collegabili anche a questioni personali e alla passata presentazioni di altri mutamenti ai dispositivi di bilancio. E’ stato il capogruppo di Forza Italia, Pirisi, sempre pacato e moderato, però, a fare il commento più amaro: “non c’è niente da fare, non hanno fatto niente fino ad ad oggi e adesso vogliono portare dieci provvedimenti fondamentali, senza la dovuta condivisione e discussione in commissione, ci sentiamo presi in giro e offesi, in questa condizione non si può più fare niente per il bene della città”.

Nella foto i consiglieri Pais, Pirisi e Camerada

S.I.

“Sardi come clandestini? Pazzesco”

CAGLIARI – “Non avremmo mai immaginato che questa Giunta così in crisi di identità sarebbe arrivata a definire la Sardegna “Terra dei migranti” per presentare la ricorrenza de Sa die de sa Sardigna”. Cosi Daniele Caruso coordinatore regionale di “Noi con Salvini” sulla nuova polemica della festa di “Sa Die de sa Sardinia”. [Leggi].

“Il Pd regionale ha già consegnato la Sardegna ai migranti, almeno nelle intenzioni. È evidente, e lo dichiara apertamente appena ne ha l’opportunità. Paragonare gli emigrati sardi agli immigrati clandestini è l’ultima fesseria della serie, e lascia l’amaro in bocca. Vogliono parlare di identità e cultura? Allora ripassino la storia della Sardegna e della sua bandiera, si rileggano la preghiera di Sant’Efisio. La Sardegna, ce lo insegna la sua storia, è stata da sempre oggetto di invasioni e di difese strenue”.

“Il popolo sardo si è sempre difeso dalle incursioni degli invasori, talvolta con insuccesso, ma sempre con fierezza. E siamo certi che saprà farlo anche nel prossimo futuro, in caso di necessità. Lo testimoniano le continue adesioni alla campagna informativa #StopInvasione di Noi con Salvini, in atto quotidianamente nelle piazze di tutta la Sardegna”.

Nella foto Daniele Caruso

S.I.

“Bruno iconoclasta distrugge tutto”

ALGHERO – “Perchè? Perchè? Perchè?” Per ben tre volte, il consigliere regionale Marco Tedde, si è posto la domanda, ma la risposta non è stata trovata. Oggetto degli interrogativi la scelta dell’amministrazione Bruno di cancellare le partecipate. Organismi che in passato, e poi sempre meno, fino alla quasi paralisi degli ultimi tempi, hanno rappresentato il motore della macchina comunale.

“A questo punto, visto che non si comprendono le motivazioni, pensiamo che ci sia una furia iconoclasta, da politica talebana, di distruggere tutto quanto di buono aveva fatto il centrodestra e poi anche di fare ammuina, ovvero spargere fumo e fare confusione, per fare finta di fare qualcosa”. Ma, oggettivamente, entrambe le ipotesi non possono che lasciare perplessi visto che Secal, In-House e Meta sono servite per far crescere Alghero e se migliorate e adattate ai giorni nostri avrebbero potuto dare ancora impulso al tessuto sociale cittadino, ma non sarà così.

“La Meta è praticamente morta, eppure vogliono portare altre 8 unità da Secal e altri 3 dall’In-House, questo per spremere ancora di più i proventi, sempre minori, delle Grotte di Nettuno e cancellare del tutto la mission della Fondazione ovvero quella di predisporre un ricco calendario di eventi e promuovere la città all’estero in stretta collaborazione coi privati e con le migliori energie del territorio, spirito che manca sempre di più e che vede la Meta come un ente che propone appuntamenti al ribasso da piccolo paese di periferia”.

E poi ancora Tedde. “Questa delibera delle partecipate non ha alcun senso, non se ne capiscono gli obiettivi, se non gli effetti nefasti che avrà su una comunità allo stremo visto che ci saranno nuove persone senza lavoro, famiglie sul lastrico e soprattutto un totale caos nella macchina amministrativa che già da tempo vive piena emergenza”, e continua l’esponente regionale “questa furia iconoclasta, dobbiamo evidenziare che parte già con l’amministrazione Lubrano, figlia delle indicazioni e nomine di Mario Bruno, e arriva fino ad oggi”. Tutto questo ricorda infine Tedde “quando, ad esempio, in Regione si va in una direzione opposta con la creazione dell’Agenzia delle Entrate Sarda, mentre ad Alghero, Bruno e i suoi vogliono esternalizzare il servizio senza alcun senso visto anche il buon lavoro realizzato del personale che opera da anni nei vari settori”.

Nella foto Andrea Delogu e Marco Tedde questa mattina

S.I.

Sfascio partecipate: denuncia di FI

ALGHERO – Questa mattina conferenza stampa di Forza Italia riguardo il nuovo caso scoppiato in seno all’amministrazione che sta facendo allarmare vasta porzioni della città. Per questo il coordinatore cittadino degli azzurri, Andrea Delogu, ha convocato una conferenza stampa insieme al consigliere comunale Michele Pais a cui ha partecipato anche il consigliere regionale Marco Tedde e soprattutto diversi lavoratori delle stesse partecipate.

“Il piano di razionalizzazione delle società partecipate approvato dalla Giunta Bruno con delibera 116 del 19 aprile 2016 rappresenta plasticamente l’ennesima dimostrazione di incapacità di questa amministrazione di risolvere i problemi e amministrare la città. Il documento altro non è che un’esercitazione scolastica priva di qualsiasi sostenibilità economica (non c’è un numero a supporto) che altro non fa se non decretare la fine delle società Alghero in House e Secal, mettendo a repentaglio non solo servizi indispensabili per la collettività e per le casse comunali ma ben 73 posti di lavoro (54 di Alghero in House e 19 di Secal). E questo “non solo, dimostra come anche sulla Fondazione Meta non si abbia ancora una visione organica e costruttiva della “mission” che questo ente dovrebbe svolgere a sostegno della città e degli operatori economici e culturali”.

“Di fatto la delibera prevede quanto segue. Alghero in House Secondo gli intendimenti dell’amministrazione il ramo d’azienda che si occupa di servizi strumentali (manutenzioni, guardinia, pulizia litorali, cimitero edifici scolasticvi ect) dovrebbe essere scisso dalla Alghero in House e conferito nella Multiss che dovrebbe svolgere per conto del Comune questi servizi con il trasferimento di 35 addetti. I rimanenti 19 dipendenti della società dovrebbero invece occuparsi della gestione dei parcheggi e di altri servizi a rilevanza economica afferenti la mobilità ( bike sharing ect)
Alla base di questo castello di sabbia nessun numero, nessuna garanzia per i dipendenti, nessun accenno al costo del servizio trasferito a Multiss e dell’onere del servizio. In realtà a causa del mancato trasferimento di fondi regionali alla rete metropolitana di cui Multiss dovrebbe essere braccio operativo, Multiss non avrebbe risorse ne respiro temporale ed il Comune dovrebbe di fatto pagare integralmente il costo del personale e del servizio (con un onere di circa 1.600.000 euro) che in bilancio il Comune non ha e che non garantisce in ogni caso nessun risparmio alle casse comunali”.

“E il risultato è nessun vantaggio per Alghero, ulteriore incertezza per il personale, minore tutela per i lavoratori che non andrebbero più ad avere come interlocutore diretto il Comune ma una società terza
Nel frattempo per tutti i dipendenti, si per tutti i 54, dalla scorsa settimana è iniziato il part time con una riduzione dell’orario di lavoro (e della retribuzione) del 30%, proprio nel momento in cui la stagionalità (ed il buon senso) avrebbe consigliato di mantenere gli orari previsti. In che modo potrà essere raggiunta l’efficienza negli interventi manutentivi? in che modo potrà essere garantito il raggiungimento dell’obiettivo degli incassi dagli stalli a pagamento se si sono perse il 30% delle ore lavoro ( ossia aldilà dell’arrampicamento sugli specchi del sindaco e alle sue mendaci rassicurazioni, ben 16 posti di lavoro!!) Ed ancora con quale logica, in un contesto particolare dell’azienda, si riducono le ore di lavoro anche del personale apicale, del tutto a discapito della ricerca del mantenimento dei livelli di intervento e di efficienza? Non accadrebbe in nessuna azienda normale! Quale futuro se si continua a perseguire questa strada? La fine di Alghero in House, e di conseguenza del posto di lavoro per 54 lavoratori, nella maggior parte dei casi provenienti da nuclei familiari monoreddito”.

Per la Secal “il piano prevede la liquidazione della società Secal, con internalizzazione della riscossione negli uffici comunali ed esternalizzazione della riscossione coattiva mediante affidamento a società esterna e non controllata dal Comune, naturalmente con costi superiori a quelli derivanti da una gestione interna del servizio. I dipendenti? di 8 di loro non si fa menzione (sono a tempo determinato che cosa gli importa a Bruno?) gli altri 11 dovrebbero andare, 3 ad Alghero in House (come se questa non avesse il problema inverso) e 8 alla Fondazione Meta, dimenticandosi un particolare non da poco, che anche in questo caso occorre fare i conti con i numeri, come se Meta avesse le risorse finanziarie per assorbirli (Vi assicuriamo che non le ha) e come se esperti di tributi potessero essere facilmente riconvertiti in operatori culturali ed esperti di promozione turstiica ed organizzazione di eventi”.

“Per non parlare del danno che ne deriverebbe sotto il profilo economico per il Comune, che avrebbe una minore efficienza per la riscossione ordinaria oltre a perdere tutto il patrimonio di professionalità, di conoscenze di dati sinora creato. Viene imputato alla Secal di non fare riscossione coattiva, ma se non si danno a questa società gli strumenti (l’accesso a Siatel, ossia l’anagrafe trinutaria, a Sister , la banca dati catastale) e le risorse, umane e finanziarie per mettere in atto la riscossione coattiva come si possono ottenere risultati?. La regola elementare di ogni azienda efficiente dovrebbe essere investire per avere un ritorno economico, qui invece si disfa, per ottenre un risultato peggiore e perdere 19 posti di lavoro.”

“Riguardo la Fondazione Meta, Anche se aspettiamo di conoscere ancora la “mission” rivisitata della Fondazione viene utilizzata nel piano come salvagente per preservare i posti di lavoro, ma dimenticandosi che il bilancio di Meta non è in grado di sostenere nemmeno il nuovo onerosìssimo direttore, figurarsi 8 o forse più posti di lavoro, se non mandando a casa gli attuali dipendenti a tempo determinato, riteniamo che come ogni piano industriale che si rispetti esso debba essere preceduto da un’analisi di costi e ricavi, attuali e prospettici, migliorando l’efficienza delle società e il reale mantenimento dei posti di lavoro. Oggi avere due società partecipate che non interagiscono fra di loro non ha alcun senso, se non quello di una minor efficienza ed uno spreco di risorse”.

Soluzioni. Con il superamento dei vincoli derivanti dalla contribuzione regionale e il deciso cambio di passo della normativa previsto dal “Decreto Madia” che addirittura facilita gli accorpamenti di società partecipate, sia strumentali che a rilevanza economica la via da seguire è quella di creare, previa fusione fra Secal e Alghero in House, un’unica società partecipata che, con un piano industriale almeno quinquennale, sia destinata ad offrire tutti i servizi strumentali e a rilevanza economica utili per il Comune di Alghero Ciò consentirebbe: 1) un risparmio derivante dal fatto di avere un unico amministratore, un unico organo di revisione, un unico direttore, spese generali dimezzate, di avere un risparmio di 100.000 euro annue 2) la sinergia fra settore “incassi dagli stalli della sosta a pagamento” e la possibilità di riscossione coattiva” delle somme oggi inspiegabilmente perse avrebbe un effetto sui conti della società quantificabile almeno in 250.000 euro3) la società derivante dalla fusione o super holding come la si voglia chiamare dovrebbe essere subito messa in grado di iniziare la riscossione coattiva, dotandola di personale specializzato (almeno 4 unità) coordinato da un unico direttore amministrativo, di moderni sistemi per incrociare i dati fiscali, contributivi e reddituali dei contribuenti (Siatel e Sister prima di tutto) 4) Dovrebbe essere attivata una convenzione con studi legali, previa gara ad evidenza pubblica, bastata su una percentuale del riscosso, per porre in essere gli atti per la riscossione coattiva, 5) Dovrebbe essere efficientato e rafforzato il settore addetti alla sosta, nominandoli da subito ausiliari del traffico al fine di incrementare gli incassi”.

“Riassumiamo i numeri maggiori ricavi e minori costi: Il ricavo da “proventi da parcheggi” con queste semplici operazioni potrebbe essere aumentato di € 400.000 (stima prudenziale). Il risparmio dall’abbattimento dei costi generali per effetto della fusione è stimabile in € 100.000 I proventi dalla riscossione coattiva, cosiderando la massa dei crediti tributari in essere, con un aggio del 6% (la metà di quanto costerebbe sul mercato) consentirebbe non solo l’incasso di tributi a rischio prescrizione per il Comune ma maggiori risorse finanziarie per la partecipata di € 450.000 annui. La somma algebrica fra maggiori entrate e minori costi della partecipata sarebbe pari ad € 950.000 annui a regime. Maggior costi, Il costo dei legali sarebbe a costo zero per la partecipata, i costi per dotarla degli strumenti per l’accertamento sarebbe di € 30.000 annui Il maggior costo del personale per l’attività di riscossione (4 unità) sarebbe di € 120.000 annui. La differenza fra maggiori ricavi minori/maggiori costi sarebbe di € 800.000 annui che consentirebbe un forte minor onere per l’Amministrazione, il mantenimento in organico di tutto il personale dipendente ed il miglioramento in termini di efficacia ed efficienza dei servizi ai cittadini, il tutto nell’ottica di un maggior controllo dei servizi stessi”.

Nella foto Andrea Delogu e Michele Pais questa mattina

S.I.

“Tavolini: norme nefaste, da mutare”

ALGHERO – Ancora prima del consigliere Camerada, come riportato ieri [Leggi], era stato il capogruppo del Partito Democratico Mimmi Pirisi a ribadire la medesima fotografia già fatta da Algheronews riguardo la commissione commercio di martedì pomeriggio [Leggi] dove alcuni consiglieri di maggioranza hanno lasciato anzi tempo l’organismo senza giungere ad alcuna sintesi riguardo ai cambiamenti al regolamento dei suoli pubblici realizzato dall’assessore Natacha Lampis.

“Abbiamo partecipato alla commissione commercio di martedi sera e abbiamo assistito ad uno sforzo e ad un impegno enorme della presidente Pulina e dell’assessore Tanchis che in tutti i modi hanno tentato di apportare modifiche a quella nefasta delibera del Dicembre 2014, ma l’aria nonostante il clima bonario dei partecipanti non era quello di voler condividere le modifiche che per la cronaca andrebbero a cambiare sostanzialmente quel regolamento”.

“Durante la seduta quindi si è assistito mano a mano che passavano i minuti ad un dileguarsi di molti consiglieri della maggioranza tutto legittimo sia chiaro ma questo la dice lunga sulla volontà di voler cambiare le cose e questo e uno dei motivi (tra i tanti) che hanno convinto il Pd a non condividere il percorso con l’amministrazione Bruno che a parole vuole cambiare ma nei fatti non tocca nulla”. Dunque, anche il capogruppo del Pd, al netto del nervosismo della porzione della sinistra della maggioranza e del suo mal sopportare la verità come raccontata su Algheronews, conferma che il regolamento che pare trova radici in quella che era l’Alghero Migliore non ha ancora trovato una chiara volontà di essere cambiato.

Nella foto il capogruppo del Pd Mimmo Pirisi

S:I.

7 comuni nella Rete Metropoliana

SASSARI – La prima commissione permanente Affari generali approva a maggioranza l’atto costitutivo e lo statuto della Rete metropolitana. Adesso, la discussione sulla costituzione della nuova realtà amministrativa passa in consiglio comunale che già per venerdì ha calendarizzato il dibattito. Questa mattina la commissione presieduta dalla consigliera Lalla Careddu ha ascoltato l’intervento del sindaco di Sassari Nicola Sanna che ha illustrato lo statuto costitutivo. Un documento che, ha detto il primo cittadino, «è stato elaborato dall’assemblea dei sindaci dei Comuni chiamati a formare la Rete metropolitana. Un atto che è frutto del lavoro di consultazioni tra gli stessi sindaci, i direttori generali e i segretari generali degli otto Comuni che hanno lavorato alacremente per ottenere il miglior risultato».

Il testo prima di arrivare in commissione ha subito diverse correzioni negoziate tra i primi cittadini, questo perché «si voleva rappresentare una rete unita dove nessuno si senta escluso. Non solo – ha detto ancora il sindaco –, volevamo anche garantire la giusta rappresentatività delle altre amministrazione. Per questo motivo non abbiamo applicato la rappresentatività basata solo sulla popolazione residente. Sassari, così, avrà un peso non superiore al 45 per cento nonostante rappresenti il 57 per cento della popolazione totale». Un concetto che il primo cittadino ha spiegato facendo presente il fatto che «la città rinuncia a una percentuale maggiore di peso a dimostrazione che non si può decidere da soli, altrimenti non avrebbe più senso il concetto di Rete». Una maggiore garanzia, poi, arriverebbe dalla previsione di una presenza di una maggioranza ampia (75 per cento) dei componenti per la votazione dei regolamenti. «Questo perché – ha detto ancora Nicola Sanna – parliamo di una nuova realtà amministrativa e gli atti costitutivi devono essere presi con la presenza di una grande maggioranza».

È stato ricordato che a far parte della rete sono i sette comuni dell’area vasta, Sassari, Sennori, Sorso, Stintino, Alghero, Castelsardo e Porto Torres, accomunati tutti dall’aver già predisposto il piano strategico intercomunale. A questi si è aggiunto, quasi subito, il Comune di Valledoria che ha portato così a otto il numero dei Comuni della Rete metropolitana.
«Non saranno improbabili modifiche a questo statuto – ha detto in chiusura il primo cittadino – ma se vogliamo essere rapidi e non stare indietro, dobbiamo mettere subito in pista il nuovo ente, approvando il testo così come concordato dai sindaci».

E allora, l’appello del sindaco Nicola Sanna a non modificare in commissione il testo elaborato e licenziato dagli otto sindaci della Rete, e già approvato dal Consiglio comunale di Sennori, è stato accolto dalla maggioranza dei consiglieri della commissione, compreso il consigliere di minoranza di “Sassari è” Enrico Sini. Si sono astenuti, invece, due consiglieri della minoranza, per M5S Maurilio Murru e per Forza Italia Giancarlo Carta. Bocciato l’emendamento presentato da M5S che avrebbe voluto modificare il punto 3 dell’articolo 15, relativo alla presenza nella giunta di un numero di sindaci che non devono superare ¼ dei componenti dell’assemblea. Per i pentastellati, invece, la presenza sarebbe dovuta essere non superiore a 1/3 dei componenti dell’assemblea. La commissione, però, a maggioranza lo ha respinto.

Nella foto la presidente Careddu e il sindaco Sanna

S.I.

Sanità Nord-Ovest: vertice a Cagliari

ALGHERO- Appuntamento cruciale per la vertenza in atto sulla sanità del territorio, con le Commissioni Sanità delle amministrazioni di Alghero, Sassari, Ittiri, Thiesi e Ozieri che si ritrovano domani, giovedì 28 aprile a Cagliari dove sul tavolo della commissione sanità del Consiglio regionale è in discussione la riorganizzazione della rete ospedaliera.

All’audizione partecipano Alessando Nasone e Mimmo Pirisi, presidente e vicepresidente della V commissione del Comune di Alghero. Riclassificazione dell’ospedale di Alghero con Ozieri in Primo Livello, reinserimento in delibera del rifinanziamento del nuovo ospedale e trasformazione del pronto Soccorso di Alghero in centro Traumi di zona. Sono tre punti tra i più importanti degli undici che fanno parte del pacchetto di emendamenti formulati collegialmente e che saranno promossi con forza davanti alla commissione e quindi da sottoporre al Consiglio regionale in vista dell’approvazione definitiva della delibera della Rete Ospedaliera della Sardegna.

“La protesta non cala di intensità – conferma il Presidente della Commissione Alessandro Nasone – il territorio deve poter disporre di una sanità di qualità, non solo con la riorganizzazione della rete ospedaliera che veda Sassari come un reale Hub di secondo livello con accanto gli stabilimenti di Alghero/Ozieri, presidi di primo livello, ma anche attraverso un investimento forte e reale sul fronte del personale sanitario, sulle strutture e sulle tecnologie a cui deve seguire una migliore organizzazione dei servizi interni ospedalieri e territoriali, con una integrazione che sia reale e non solo sulla carta”. La preoccupazione è alta per la situazione sanitaria del nord ovest, “anche se – aggiunge – con la consapevolezza di una riforma della rete ospedaliera necessaria e non più prorogabile, ma il tutto deve avvenire con il giusto equilibrio fra le varie zone della Sardegna, per evitare di depotenziare e dequalificare una zona a vantaggio di altre”.

Nella foto Alessandro Nasone

S.I.

Tavolini: norme flop, due anni persi

ALGHERO – Quando la politica mal sopporta l’informazione, siamo veramente alla frutta. Anzi al caffè. E questo accade da tempo con una certa porzione, vecchia e nuova, che si trova saltuariamente perfino ad amministrare ovvero a rappresentare tutti. Ma codesti “politici” soffrono di nanismo e gli effetti nefasti li vediamo, anzi, subiamo tutti. Ed è così che raccontare quanto accaduto ieri in commissione dà fastidio. Eppure si tratta di normali accadimenti legati ai processi amministrativi, ma riferirli e renderli pubblici, anche con una descrizione delle varie dinamiche, può far saltare i nervi soprattutto a chi è abituato al pensiero unico e, afflitto da bulimia da propaganda, non accetta critiche o peggio “visioni” diverse, e forse più realistiche, visto che paiono più legate alla maggioranza del sentire degli algheresi, rispetto alle sue. Ma tant’è, il periodo inedito, prima o poi, sarà solo un brutto ricordo del passato.

Andando oltre e ritornando alla cronaca di ieri, anche il consigliere comunale Nunzio Camerada, sempre pacato e non amante della polemica, non può non confermare che alcuni consiglieri di maggioranza che rivestono il ruolo di commissari dell’organismo che si occupa di commercio, e dunque della questione dei suoli pubblici, “hanno stranamente, piano piano abbandonato i lavori” E commenta Camerada “spero non per mettere in atto una velata forma di ostruzionismo che palesa un certo nervosismo a sinistra della maggioranza“. Eppure le commissioni vengono convocate dalla stessa amministrazione proprio per tracciare il percorso e anche votare sulle delibere che poi arriveranno in Consiglio.

In questo caso e se ne parla da mesi, almeno da quando questo regolamento è stato adottato ed ha visto quasi una sollevazione popolare della categoria, presto dovrebbe arrivare in Aula la delibera con le proposte di cambiamento. “A questo punto tutto sarà deciso in Consiglio, questo è l’impegno preso dall’Assessore, ma credetemi, – commenta ancora Camerada – nonostante sia ancora migliorabile, del primo impianto del regolamento è rimasto proprio poco”. E ancora l’esponente di Forza Italia “tengo a sottolineare la professionalità e la disponibilità degli uffici che si son trovati ad applicare uno strumento concepito male, già abbondantemente modificato in sede di approvazione con ben 21 emendamenti della maggioranza, ora ulteriori modifiche arrivano grazie alle associazioni di categoria” E in chiusura si domanda Camerada “ma c’era bisogno di tutto ciò? Se ci avessero ascoltato avremmo potuto serenamente studiare, tutti insieme, un regolamento più consono e adeguato a questa città piuttosto che approvare a fine dicembre 2014 questo lacunoso strumento ancora oggi non soddisfacente e palesa un chiaro flop amministrativo”.

Nella foto Nunzio Camerada

S.I.

Caos tavolini: deciderà il Consiglio

ALGHERO – “Non ci fermiamo, noi andiamo avanti lo stesso”. Monica Pulina, più agguerrita che mai, anche se da consigliera di opposizione, non ci sta: il regolamento dei suoli pubblici va cambiato. Anzi, migliorato. La presidente della commissione commercio, o meglio l’intero organismo, ieri ha incassato un brutto colpo con l’ennesima riunione infruttuosa almeno nei termini tecnici per cui lo stesso esiste nella sua funzione consultiva e non vincolante. Di fatto, come già riferito quest’oggi [http://www.algheronews.it/tavolini-by-lampis-norme-intoccabili-8939-2/] continua il braccio di ferro tutto interno a maggioranza e giunta con una parte chi vuole lasciare le norme by Lampis (l’area più radicale ) e altre più ragionevoli che sono disposte ad accogliere tali istanze chieste a gran voce da tutti gli operatori, ovvero titolari di bar, locali e ristoranti, della città.

E nonostante alcuni consiglieri di maggioranza ieri abbiamo lasciato anzi tempo la commissione, “io e l’assessore Tanchis – continua la Pulina che l’altro non ha alcuna intenzione di dimettersi – vogliamo portare in aula le modifiche all’impianto oggi ancora in vigore e questo grazie anche alla disponibilità del dirigente Calzia nell’accogliere tali indirizzi”. Mutamenti, non lievi, ma sostanziali che però, ovviamente, tengono in vita il dispositivo originario che come obiettivo voleva mettere ordine, ma ha fallito in toto.

“Abbiamo definito dei passaggi che prevedono il doppio poligono, ma non oltre, e poi la possibilità di posizionare i tavolini anche in vie del centro storico dove i mezzi di soccorso e pulizia non possono già transitare, come vicolo Adami e via Minerva, ad esempio”, e poi ancora per essere ancora più chiari “io metterei i tavolini dappertutto, invece di occupare le piazze del centro storico con le macchine, penso sia meglio dare possibilità alle attività di dare lavoro e servizi e non mettere sempre divieti in una città già al collasso”. A questo punto la delibera potrebbe approdare nelle prossime settimane in aula e sarà il Consiglio Comunale a fare le sue scelte votando o meno tali modifiche ritenute essenziali e chieste da, già da diversi mesi, da tutto il comparto.

Nella foto una recente riunione della commissione commercio con la presidente Pulina

S.I.