Pd a 340: scalata fallita. Bruno?

ALGHERO – Balzo in avanti degli iscritti al Partito Democratico di Alghero. Aumentare i tesserati in un periodo in cui la gente è stufa della politica è sicuramente un ottimo risultato. La segreteria catalana, guidata da Mario Salis, ci è riuscita con anche uno scarto piuttosto importante. In totale gli iscritti al Pd algherese sono 340. Tale procedura di iscrizioni si è resa necessaria in linea con le direttive nazionali del partito e come previsto dalla statuto del Pd.

Ma la notizia non è solo questa. Infatti, oltre il dato molto positivo, pare che la “scalata” di coloro che hanno lasciato il partito per candidarsi con Bruno sia fallita. E questo non è un giudizio affrettato e aprioristico, ma la fotografia dei freddi numeri, anche se manca l’ufficialità dal partito. In totale, coloro che sarebbero correlabili all’attuale giunta e in particolare alla lista civica del sindaco protagonisti della nota “diaspora”, avrebbero raccolto un sessantina di tessere. Nei giorni scorsi, prima della chiusura dei termini, sarebbero state presentate prima a Sassari dove però li hanno direttamente indirizzati verso via Mazzini. Qui gli sarebbe stato detto che quella non era la procedura idonea ma si era necessario che si presentassero i nuovi sottoscriventi. Nessuna risposta e dunque stop a queste nuove tessere. In totale quelle ascrivibili alla maggioranza, regolarmente registrate, non sarebbero neanche 20 (su 340).

Com’è evidente, in vista anche del termine del periodo di allontanamento dei “bruniani” che si concluderà questa estate, è una notizia molto importante. Per farla breve, il Partito Democratico di Alghero è saldamente nelle mani dell’attuale segreteria e del gruppo consigliare composto da Daga e Pirisi. Ciò, oltre che determinare una parola fine ad un eventuale ritorno con la gran cassa dei fuoriusciti, oggi in maggioranza, condiziona anche la cosi detta “trattativa” che, almeno pare, è giunta veramente alla fine. Sembra sia stato fissato un nuovo e definitivo incontro dove dovrebbe partecipare anche il gruppo consigliare. Ma, anche se la politica può tutto, visti anche gli ultimi accadimenti, se non verranno accolte le arcinote richieste entro febbraio, a marzo partirà sicuramente una nuova fase. Quale? A breve lo scopriremo.

Nella foto un recente incontro del Pd coi noti rappresentanti tra il pubblico

S.I.

Porto zozzo: Cacciotto fa lo struzzo

ALGHERO – “Assume connotati sempre più bizzarri il rimpallo di responsabilità fra l’assessore regionale Erriu e l’amministrazione algherese sulla oramai annosa questione delle competenze sul servizio di pulizia e raccolta rifiuti nell’area portuale”. Cosi Andrea Delogu portavoce di Forza Italia Alghero che ritorna sulla polemica dei rifiuti al porto che ha visto la scorsa estate emergere la pessima condizione dell’igiene urbana nell’intero approdo.

“Ci auguriamo che ci sia lo zampino di un ghost writer nella nota diffusa nei giorni scorsi dall’amministrazione a firma del vice sindaco Cacciotto, ossia di colui che da 4 anni gestisce, dapprima come presidente della commissione consiliare e poi da assessore “competente” (sic!) il settore ambiente e il bando per la raccolta dei rifiuti urbani”, cosi Delogu che continua “la risposta dell’assessore Erriu all’interrogazione di Marco Tedde e del gruppo di Forza Italia, pur infarcita di lessico burocratese è chiara: spetta al Comune il ritiro e lo smaltimento dei rifiuti nel porto di Alghero. E questo senza se e senza ma: l’aggiornamento del piano di gestione –dietro il quale l’Assessore si nasconde- è una cosa, la necessità di garantire il servizio (e chi debba garantirlo) è un’altra. Ed invece, come già lo scorso anno assistiamo al solito indecoroso e stantio esercizio di scaricabarile”.

“Purtroppo -denuncia Delogu- abbiamo ancora davanti agli occhi la situazione del 2015, con il porto di Alghero trasformato in una imbarazzante discarica a cielo aperto e costellato di cassonetti nauseabondi. Sveglia sindaco Bruno e assessore Cacciotto! -prosegue il portavoce di Forza Italia-, prendano in mano la situazione, non rischino un’ennesima brutta figura che sarebbe avvilente per l’intera città di Alghero. Non cerchino di mistificare la situazione, scelgano meglio i loro consiglieri e si ricordino del ruolo che rivestono. Smettano di prendere “cantonate” ed evitino di creare anche all’interno dell’amministrazione ulteriori equivoci, come quando, sul finire della sua nota, l’assessore Cacciotto pone dubbi sul fatto che l’amministrazione che dirigono chieda erroneamente agli operatori del porto il pagamento della Tasi”.

“Resistano una volta tanto alla smania compulsiva di aprire bocca solo per dare aria ai denti: è tempo di agire! Faticosamente, dopo una gestazione confusa di 4 anni, si è proceduto all’affidamento del nuovo servizio di raccolta dei rifiuti. Ora auspichiamo uno scatto di reni – conclude Delogu- che consenta di rendere efficiente il servizio prevedendo che anche il porto di Alghero, primo biglietto da visita di questa città, si presenti in condizioni decorose la prossima estate”.

Nella foto Andrea Delogu

S.I.

“Piras inconsistente e incoerente”

ALGHERO – “L’ultimo intervento del consigliere Emiliano Piras, al di là del suo spessore (?) politico, ci offre l’occasione di precisare che il Partito dei Riformatori, da lui definito “pseudo-partito”, è nato nel 1996; è fortemente radicato in Sardegna; in Alghero dispone di una propria sede politica; è strutturato come da statuto; ha una lunga lista di iscritti e simpatizzanti; ha un coordinamento e un coordinatore, ma, soprattutto esprime una forte e vigile, praticamente quotidiana presenza su tutte le maggiori problematiche amministrative e socio-economiche che riguardano la nostra città, così come i nostri concittadini, al contrario del Consigliere Piras, ben sanno”. Risposta dei Riformatori Sardi ad Emiliano Piras, consiglieri del Ncd [Leggi], riguardo il tema del taglio dei gettoni a rimborso degli stessi consiglieri comunali.

“Un partito che nel tempo ha anche assunto ruoli ed incarichi politici di grande responsabilità, come del resto ne ha usufruito a piene mani nell’intero ultimo trentennio la stretta parentela del consiglere Piras che a noi li rimprovera e non guarda poi in casa sua. Ma anche un Partito, quello dei Riformatori, per quanto concerne la riduzione dei costi della politica, che è stato sostenitore di quel referendum del 6 maggio 2012 in cui 525mila sardi si espressero a favore del taglio dei compensi dei consiglieri regionali, che oggi, per l’appunto, percepiscono il 40% in meno rispetto al passato; la riduzione dei Consiglieri regionali da 80 a 60; la riduzione dei vitalizi; l’azzeramento dei Consigli di amministrazione di tutti gli enti strumentali e questo senza guardare in faccia a nessuno, né uomini né partiti”.

“Chissà se il Ncd, il partito rappresentato dal consigliere Piras, può vantare altrettanta struttura, uomini e presenza o se non si tratta, invece, semplicemente di un simbolo che gli è servito per rappresentare se stesso in consiglio comunale. Dal comunicato di Emiliano Piras emerge un ingiustificato livore nei nostri confronti. Ingiustificato quando si pensi che noi non abbiamo fatto altro che rendere più pubblica, per così dire, una sua posizione assunta in aula e dunque di per sé già pubblica. Ma forse comprensibile se si considera il suo livore come conseguenza del fatto di averlo noi messo di fronte alla propria incoerenza. Infatti, lo ribadiamo, il consigliere Piras lo scorso novembre 2014, in seguito all’iniziativa taglia-gettone, faceva sapere di aver preparato un emendamento che addirittura avrebbe previsto l’annullamento di tutti i compensi. In aula, nell’ultimo consiglio comunale del 18 febbraio ultimo scorso ha votato in maniera diametralmente opposta. È noto a tutti, infatti, con quale forza e tenacia Emiliano Piras ha affermato la volontà di mantenere inalterato l’importo del gettone votando contro la proposta di ridurlo, allineandolo alla media nazionale, non di abolirlo”.

“Tant’è! Noi, come Riformatori, continueremo a dar conto alla gente, pubblicamente e senza omissioni, dell’operato dei nostri Consiglieri e degli Assessori nell’espletamento delle proprie funzioni. Perché anche quello della testimonianza, del controllo e della vigilanza, sentiamo come nostro compito e nostro ruolo, oltre quello di esprimere legittimamente le nostre opinioni, senza sconti per nessuno, anche e soprattutto perché non siamo presenti in Consiglio comunale e per ciò stesso assolutamente lontani da interessi di parte, immediati o futuri, e men che meno personali”.

“Infine ci piace concludere con un pensiero personalissimo per il consigliere Emiliano Piras: giustificare la propria incoerenza e la propria inconsistenza politica rinfacciando la presunta incoerenza e inconsistenza politica di chi a ragione ti fa notare le tue, non ti assolve, non ti redime, e, soprattutto, non ti salva… dal ridicolo!”

Nella foto un incontro dei Riformatori Sardi

S.I.

“Alghero in condizione penosa”

ALGHERO – “Alghero vive una condizione penosa sotto molteplici aspetti”. Una dichiarazione che non lascia spazio ad alcuna interpretazione se non quella che colui che l’ha espressa vuole significare: il fallimento dell’attuale esperienza amministrativa. E a dirlo non è un acerrimo nemico di Mario Bruno e tanto meno della maggioranza che guida il governo cittadino, ma proprio quel leader politico regionale che ha permesso all’intera compagine di vincere le elezioni: Antonello Usai.

Attraverso un’intervista alla Nuova ha cristallizzato la posizione dell’Udc. Non per avanzare un nuovo (ennesimo) attacco a Sant’Anna, ma per mettere fine a quello che lui stesso definisce “una melina prolungata, una vera e propria perdita di tempo”. Usai si riferisce agli ultimi due mesi ovvero da quando insieme al Pd è stato deciso di riaprire un tavolo di trattativa con Bruno e le forze politiche a suo sostegno (sostanzialmente due: la sua lista civica da cui è nato un nuovo gruppo e l’Upc). E, come abbiamo descritto più volte, sembra di assistere ad una telenovela dopo anche se si perde qualche puntata è estremamante facile comprenderne la sceneggiatura. Qui non siamo in una fiction, ma nella vita reale e domani inizia la stagione turistica, ad esempio. Eppure ancora, su temi fondamentali come la programmazione degli eventi, promozione e soprattutto regolamento dei suoli pubblici (per non parlare dei grandi temi) tutto è ancora legato a proclami e annunci. Una compagine che, memore di un passato politico a cui appare imprescindibilmente legata, non ne esce da continui incontri, riunioni, assemblee, convegni e così via. Alghero, come ripetiamo da mesi, necessita di un governo forte, capace che dia risposte. Certamente è evidente che l’amministrazione non è aiutata da un Consiglio Comunale che appare lontano anni luce dalle urgenze del territorio.

Per ritornare alla “trattativa” sembra che il sindaco Bruno abbia ribadito la sua volontà di fare sintesi, ma porzioni della maggioranza non vogliono sentirne di realizzare l’azzeramento. Tradotto hanno timore di perdere il ruolo di assessore e altri nelle partecipate. A questo punto tutto può ridursi ad una mera questione di poltrone. Ma non è cosi, forse qualcuno non ha ancora capito che si sta giocando il futuro, anzi il presente di Alghero. Usai, ovvero colui che decidendo di andare con Bruno ne ha decretato la vittoria elettorale, da tempo reputa questi primi due anni dell’amministrazione fallimentari. Ma, con il Pd, per scelte legate anche al quadro regionale e nazionale, riapre la porta, ma se la maggioranza ritiene di andare avanti lo faccia (anche se con un consigliere in più tutti sanno che non si può governare) e si metta fine a questa triste, insulsa e deleteria telenovela.

Nella foto il leader dell’Udc Antonello Usa nell’incontro di Azione Alghero

S.I.

Gettoni, Piras contro tutti

ALGHERO – “È’ quantomeno imbarazzante ricevere lezioni di etica da un “pseudo-partito” che vanta al suo interno diverse persone che nell’ultimo trentennio hanno svolto ruoli attivi all’interno delle amministrazioni a vari livelli, che a memoria d’uomo non vengono certo ricordate per grandi battaglie di moralità, tranne che alla fine di un ciclo dove i leaders massimi hanno acquisito i privilegi a vita; allora si, ma solo allora, si sono resi conto dei tanti quattrini in più incassati per svolgere attività politica…l’importante che ciò avvenisse per i posteri”. Così Emiliano Piras consigliere comunale di opposizione.

“Tante persone che negli anni hanno “incassato” gettoni e stipendi in consiglio regionale, in consiglio comunale, alcuni addirittura provenienti dalla c.d. Prima Repubblica o dal walzer dei cambi di casacca, mi viene in mente, tra gli altri, il coordinatore Salvio, in ruoli assessoriali, in enti di sottogoverno, senza mai porsi il problema dello spreco: che strano! L’unica azione politica che ha contraddistinto i Riformatori catalani negli ultimi due anni è la pessima figura fatta non presentandosi alle elezioni per non essere riusciti a decidere da che parte stare, dopo aver provato a bussare a “tutte” le porte, tranne quella alla quale adesso fanno finta di accostarsi, quella pentastellata”

“Per essere precisi, vista la pessima attenzione dimostrata dal “passacarte spettatore” dei riformatori in consiglio, il membro del coordinamento Montis, l’emendamento che avrei voluto presentare sul possibile azzeramento e rinuncia dei permessi, fatto addirittura proprio dai presentatori della proposta di delibera, è stato considerato non ammissibile dal parere del segretario comunale.
Tralasciando la bassezza dimostrata dai riformatori, che onestamente non meriterebbero nemmeno questa attenzione, mi aspetto dai colleghi di consiglio assenti del PD, dall’assenza ipocrita e scorretta del consigliere Pais, uscito al momento del voto dall’aula, dal gruppo UDC che ha votato con una “scioccante” astensione, e dalla maggioranza, una dura presa di posizione nei confronti di chi “pontifica” dall’esterno predicando bene e razzolando male”.

“L’auspicio è che se in futuro ci sarà l’opportunità per esponenti dei riformatori di ricoprire ruoli nell’amministrazione algherese, seguano fin da subito l’esempio del consigliere Porcu, protocollando come primo atto la rinuncia a qualsiasi emolumento per tutto il mandato;così come prevede la legge, rafforzata dalla risoluzione unitaria sul diritto di rinuncia, che verrà inserito nel regolamento.”

“In conclusione sarebbe veramente lodevole se gli esponenti dei riformatori che godono di vitalizi e pensioni acquisite dalla Politica, dessero l’esempio rinunciando pubblicamente a ciò che ingiustamente la Politica gli ha garantito; di sicuro la rinuncia di questo genere di privilegi anche solo di una persona, equivarrebbe a quella di 25 consiglieri comunali di una cittadina come Alghero.”

Nella foto il consigliere Piras

“Gettoni, Politica in sciopero”

ALGHERO – “E’ con grande rammarico che scriviamo di una sconfitta. Nell’ultimo consiglio comunale, finalmente dopo un anno e mezzo, è stata inserita all’ordine del giorno la nostra delibera sulla rimodulazione del gettone di presenza. Proponevamo un taglio all’importo del singolo gettone in modo da equipararlo alla media degli altri Comuni italiani, visto che ad Alghero tale importo lo reputiamo spropositato”. Cosi il movimento 5 Stelle sul mancato taglio del gettone.

“Siamo stati tacciati di populismo e di demagogia, parole abusate laddove non si hanno argomenti, quando la nostra proposta mirava semplicementead equipararci al resto d’Italia.
Purtroppo, la discussione non c’è stata, infatti non c’è stato alcun intervento dopo la presentazione della proposta fatta dal consigliere portavoce 5 stelle, se non due brevi interventi nelle dichiarazioni di voto. Abbiamo assistito ad una sorta di “sciopero bianco”, dove nessuno ha partecipato alla discussione generale, nonostante durante i Consiglii comunali, spesso, si siano passate ore ed ore a discutere del “sesso degli angeli”.
Abbiamo spiegato le motivazioni, la ratio e le opportunità di risparmio che tale provvedimento poteva portare alle casse comunali ma, soprattutto, l’opportunità da parte della Politica di dare un segnale importante, di vicinanza ai sacrifici che tutti i cittadini stanno facendo in questo momento di grave crisi sociale ed economica”.

“Non c’è stato alcun intervento per ragionare sulla questione, magari migliorativo e integrativo alla proposta, niente. Si poteva parlare di produttività, analizzare i dati, capire se e quali risparmi si potevano realizzare, discutere sul dove e come destinarli. E’ stata una sconfitta della Politica, politica che non è stata in grado di discutere in maniera matura ed equilibrata un tema del quale non bisognerebbe vergognarsi. E’ si vero che un singolo gettone può essere considerato irrisorio se paragonato agli stipendi dei vari onorevoli, ma è anche vero che il più grande edificio è stato costruito “gettone dopo gettone”… ops, “mattone dopo mattone”.

Gettoni, Riformatori coi Grillini

ALGHERO – “Nella seduta del 18 febbraio 2016, 16 consiglieri comunali algheresi più il Sindaco hanno deciso di mantenere a 99 euro il proprio gettone di presenza nonostante la proposta di dimezzarne l’importo”. Così i Riformatori sull’ultima seduta del consiglio comunale che ha visto le forze politiche impegnate su un tema a dir poco marginale riguardo la profonda crisi del territorio e i soldi persi (200mila euro) coi suoli pubblici.

“Tale proposta, presentata dai consiglieri Graziano Porcu e Roberto Ferrara del Movimento 5 Stelle lo scorso novembre 2014 e da noi Riformatori fortemente sostenuta in quanto in linea con le nostre battaglie a favore del taglio dei costi della politica, pone le sue basi sul fatto che l’indennità di 99 euro per seduta di commissione e consiglio sia notevolmente più alta rispetto alla media nazionale.
Come Riformatori, nel dicembre 2014, attraverso una nota stampa, auspicavamo che l’attuale consigliatura provvedesse al taglio dei costi della politica convertendoli a beneficio di un fondo sociale per le famiglie”.

“Appare giusto, a questo punto, che gli algheresi imprimano nelle proprie menti i nomi dei 16 consiglieri che hanno bocciato tale iniziativa, etichettata come demagogica dal Consigliere Nasone in aula. Di seguito ne proponiamo l’elenco: Nunzio Camerada, Maurizio Pirisi, Emiliano Piras, Maria Grazia Salaris, Giampietro Moro, Francesca Carta, Vittorio Curedda, Giuseppe Fadda, Elisabetta Boglioli, Marina Millanta, Mario Nonne, Giuseppina Piccone, Matteo Tedde, Pietro Sartore, Alessandro Nasone e Linda Oggiano.”

“Crediamo sia utile, inoltre, rimarcare l’incoerenza del consigliere del NCD Emiliano Piras che, nel novembre 2014, in seguito all’iniziativa taglia-gettone, faceva sapere (così si legge in un noto giornale online) di aver preparato un emendamento che addirittura avrebbe previsto l’annullamento di tutti i compensi ma poi in aula ha votato l’esatto opposto”.

“Riteniamo sia altrettanto corretto indicare i nomi di coloro i quali si sono astenuti e/o erano assenti nel momento della votazione, a nostro avviso, vogliamo augurarci, per manifestare il proprio dissenso. Si tratta di Enrico Daga, Mimmo Pirisi, Alessandro Loi, Monica Pulina, Donatella Marino e Michele Pais. Quest’ultimo, leader di Forza Italia, fuori dall’aula nonostante i suoi colleghi fossero presenti per bocciare la proposta.”

“Come Riformatori, già sostenitori del referendum del 6 maggio 2012 in cui 525mila sardi si espressero a favore del taglio dei compensi dei consiglieri regionali che oggi, per l’appunto, percepiscono il 40% in meno, crediamo sia stata persa una grande occasione in cui la Politica avrebbe potuto trasmettere un positivo segnale di giudizio e coscienza, visto il momento, nei confronti dei cittadini”

Consiglio distante dalla città

ALGHERO – Mentre fuori diluvia e gela, in Consiglio Comunale sembra di essere alle Hawaii. Un contrasto che rende bene l’idea della condizione molto diversa che appare a chiunque segua i lavori dell’aula di via Columbano. In questi mesi è accaduto veramente di tutto. Il momento storico è uno dei più difficili di sempre e il territorio regionale, Alghero compresa, soffre in maniera devastante. Al netto di questo, per diversi motivi, sono esplosi numeri casi connessi all’operato dell’amministrazione e più in generale correlati al tessuto cittadino. Eppure il Consiglio Comunale sembra sempre più distante dalla realtà. E, almeno in questo caso, le responsabilità non sono certo del sindaco e tanto meno dell’amministrazione, ma proprio della “politica” cittadina e in particolare quella rappresentata nell’assemblea di via Columbano.

Ieri, ancora una volta, una testimonianza di questo mood. Il movimento 5 Stelle, in linea con le sue indicazioni nazionali, aveva redatto (già da diversi mesi) una mozione al fine di dimezzare il gettone previsto come pagamento per i consiglieri comunali che, lordo, non arriva a 100 euro. Un documento più o meno opinabile ma che comunque ieri è approdato in aula. Alla solita lunga sequela di brevi segnalazioni, sono seguiti gli interventi esplicativi dall’amministrazione (una sorta di conferenza stampa). Tanti i punti toccati. Ma, com’è noto, queste segnalazioni servono a poco o niente. Infatti non impegnano l’amministrazione e non vincolano nessuno a compiere degli atti immediati, anche se spesso vengono realizzati in linea con quanto emerso.

Eppure le emergenze sono enormi e tante. Dopo questo passaggio, è stata discussa l’interrogazione dei 5 Stelle sui compensi della passata dirigenza Meta e si è passati all’unico punto messo al voto: il dimezzamento dei rimborsi ai consiglieri. Ferrara, che ha illustrato il documento, ha ricordato che la “retribuzione” ad Alghero è tra le più alte in Italia. Da qui è nata la convinzione di chiederne il taglio. Ciò anche in linea con la generale “spending review”. Questione molto delicata, infatti, i consiglieri devono affrontare delle spese durante il loro mandato e la cifra che mensilmente ottengono (neanche 400 euro) è piuttosto esigua se il lavoro viene svolto al meglio e con la ricerca e l’impegno che merita. Ma tant’è, e i pentastellati hanno deciso di portare all’attenzione dell’aula questa mozione. Il Consiglio l’ha bocciata. La maggioranza compatta (nonostante alcuni esponenti nel recente passato hanno avuto posizioni differenti) ha votato contro lasciando immutata la retribuzione percepita, mentre l’Udc si è astenuto. Assenti i consiglieri del Pd. Forza Italia, forse inaspettatamente, ha votato in linea con le forze politiche che sostengono Bruno adando a bocciare la mozione. Non tutti, però. Infatti Michele Pais ha lasciato l’aula. La sua posizione era quella, forse con intento provocatorio, di azzerare totalmente i compensi. Tutto questo mentre, seppur avvicinandosi la fine dell’inverno, fuori dal Consiglio fa sempre più freddo.

Nella foto il momento in cui Ferrara ha illustrato la mozione

S.I.

Pd: atti concreti o stop incontri

ALGHERO – “Il giorno dopo il secondo incontro tra le due delegazioni, quella della maggioranza capitanata dal sindaco Bruno e quella del Pd guidata dal Segretario Salis, si è riunita la Segreteria Pd cittadina perché la delegazione potesse riferire dell’incontro”. In questo modo si apre il resoconto ufficiale del Partito Democratico riguardo l’ultimo incontro tra la delegazione dem e quella della maggioranza guidata dal sindaco Bruno.

“La discussione tra le due delegazioni era indubbiamente di carattere diverso rispetto alla precedente. Il Sindaco infatti ha ribadito con chiarezza la sua intenzione di ricomporre un quadro politico-amministrativo-programmatico completamente nuovo partendo da una tabula rasa (teorica, non di fatto).
Il Segretario Salis, anche a seguito delle varie manifestazioni di contrarietà da parte di illustri esponenti della maggioranza rispetto al percorso proposto dal Pd, ha chiesto che si addivenisse ad un chiarimento, non solo in termini di intenzioni, ma di atti formali che possano preludere a reali percorsi condivisi, rimane sempre ferma e sicura infatti la convinzione del Pd (sulla base del mandato esplicito del proprio Direttivo) che solo con una radicale modifica dei principi regolatori a tutti i livelli (politici, gestionali, programmatici) unita ad un coinvolgimento delle forze politiche con cui il PD ha intrapreso un serrato confronto politico programmatico, si possa dare alla città le risposte che chiede ed il rilancio che merita”.

“Durante la riunione sono stati discussi, seppur brevemente, alcuni temi caldi, quali la riscossione tributi e il futuro di Secal, la nettezza urbana e la sanità, oltre che il Piano del Commercio e il futuro dell’aeroporto (su cui ritorneremo), che vedono maggioranza e Pd su posizioni ed obiettivi, al momento, fortemente diversi. Dalla riunione è emerso chiaramente che l’attuale maggioranza non ha alcuna cognizione di quanto certe posizioni siano ritenute dal nostro Partito non solo inaccettabili, ma addirittura deleterie per la città, dove l’ostinazione a volerle portare avanti (salvo la proposta di alcuni alcuni aggiustamenti in corso cui il Pd sarebbe chiamato) mina alla radice il percorso di ricomposizione politico-programmatica”.

“Conseguentemente, la Segreteria ha dovuto, suo malgrado, prendere atto che alle dichiarazioni di intenti del Sindaco, non corrispondano conseguenti comportamenti da parte della sua maggioranza. E’ bene ricordare che il Pd, in queste difficili settimane, ha intrapreso, con impegnativa esposizione pubblica, un percorso di convinta apertura alle richieste del Sindaco che ne auspicava il supporto. Da partito responsabile ha prestato ascolto con pazienza, attraverso un itinerario travagliato, lungo ed ingrato, doverosamente nel rispetto delle istituzioni e dei cittadini di Alghero che oggi vivono in estrema difficoltà”.

“Il Pd, partito di governo, con impegno ancora una volta, si è messo a disposizione della città.
Oggi, con amarezza prende atto che le differenze di filosofia e cultura di governo, sono rese de facto, inconciliabili dalla condotta della maggioranza. Pertanto adesso, o alle dichiarazioni d’intenti seguiranno fatti concreti e segni tangibili che indichino la reale possibilità di ridisegnare un nuovo progetto politico per la città, o il Pd trarrà le dovute conclusioni, ovvero che non vi siano le condizioni per proseguire in ulteriori interlocuzioni. In assenza di tali fatti, il nostro partito, forte del proprio senso di responsabilità e coerenza, continuerà dai banchi dell’opposizione la propria azione politica, sempre costruttiva e propositiva”.

Nella foto il sindaco Bruno nella sede del Pd in via Mazzini

S.I.

Sindaco Wheeler? Cialtrone al cubo

PORTO TORRES – Il sindaco di Porto Torres è sotto tiro. Attacchi e critiche da tutte le parti. A partire dall’ex-capogruppo in Consiglio Comunale del Movimento 5 Stelle, Paola Conticelli, passando per i sindacati vista la pesante crisi del territorio fino ad arrivare al deputato di Sel Michele Piras che ha puntato il Sean Wheeler riguardo una questione molto importato: i razzi Vega.

“Il sindaco di Porto Torres, per giustificare la mancata risposta a una mia richiesta di accesso agli atti (dopo oltre 60 giorni) sul progetto razzi Vega, dichiara che all’ufficio protocollo non risulta alcuna mia richiesta”, cosi il parlamentare di sinistra che tramite i social va oltre e commenta “peccato. Domani posterò on line la copia della posta certificata della Camera dei Deputati. Così spiegheremo la differenza tra il surf e la carica di sindaco”, e poi chiude con una chiara offesa “cialtrone al cubo”.

Nella foto Michele Piras

S.I.