Sardegna ai migranti: follia pura

CAGLIARI – “Parole inaccettabili”. Così Ugo Cappellacci, coordinatore regionale di Forza Italia, commenta le dichiarazioni dell’assessore alla Sanità Luigi Arru, secondo il quale per rimediare al drammatico calo della natalità l’isola dovrebbe ripartire dai migranti.

“Una cosa è l’accoglienza umanitaria – evidenzia Cappellacci-, altro è arrivare addirittura a predicare la logica della sostituzione di un popolo con un altro. Non si può sostenere, neppure lontanamente, che, se i sardi fanno meno figli, possono essere abbandonati al loro destino perché tanto arrivano migliaia di migranti. Si dia maggiore sostengo invece ai sardi che oggi hanno difficoltà a mettere su casa, famiglia e figli e si accantoni questa folle idea di sostituzione etnica, peraltro foriera di pericolose contrapposizioni. Né si tenti di nobilitare una politica degli sbarchi indiscriminati, che, a causa dell’accondiscendenza della Giunta regionale verso il Governo, sta trasformando la Sardegna in una nuova Lampedusa, nel muro sul Mediterraneo di un’Europa e di un esecutivo nazionale che in maniera irresponsabile scaricano sulle forze dell’ordine, sui sindaci, sui territori, un fenomeno di proporzioni gigantesche. Senza criteri e senza controlli – ha concluso Cappellacci- l’accoglienza tradisce il fine umanitario e alimenta il vergognoso traffico di persone umane”.

Nella foto la protesta degli immigrati che non vogliono stare in Sardegna

S.I.

“Bruno-Sechi-Usai: buio Alghero”

AlGHERO – “Mentre Alghero prosegue il suo inesorabile declino di cui solo ad ottobre potremo apprezzare i danni, leggiamo perplessi e preoccupati le riflessioni dell’ex primo cittadino Carlo Sechi che chiede lo scioglimento della Fondazione Meta e della Secal. Affermazioni che non giungono da un soggetto qualsiasi anche se i toni utilizzati somigliano a quelli di un oppositore, di chi è estraneo a qualsiasi responsabilità amministrativa”. Cosi Forza Italia Alghero che interviene su uno dei tanti temi scottanti degli ultimi anni: la Meta. Organismo le cui nomine (in scadenza nei prossimi giorni) sono ferme ancora alla Giunta di centrosinistra guidata da Lubrano ed espressione anche dall’attuale Sindaco.

“Tale affermazione – continuano dal partito di opposizione – arrivano piuttosto da chi oggi è parte attiva della maggioranza di governo della città. Dal 2012, prima con Stefano Lubrano, oggi con Mario Bruno, Carlo Sechi ed il suo movimento hanno avuto un ruolo di primo piano nella vita amministrativa di Alghero. Con Lubrano al movimento politico dell’ex Sechi era stato assegnato proprio l’Assessorato alla Cultura dal quale dipende la Fondazione Metta. Oggi con Bruno Sindaco, Carlo Sechi può contare sulla presenza in giunta della presenza dell’Assessore Lampis. Si proprio lei. Quella del regolamento sui suoli pubblici. Ricordiamo all’ex sindaco delle “ganasce e delle putrelle” che la Fondazione Meta nasce nel 2010 con deliberazione del Consiglio Comunale che ne aveva molto chiaramente tracciato limiti, competenze ed obbiettivi, disegnando quali dovessero essere i ruoli rispettivamente del Comune di Alghero e della Fondazione. Dal 2012 al 2016, cioè per ben 4 anni e mezzo, la cultura algherese e la Fondazione Meta sono state amministrate da giunte di cui Carlo Sechi ha e fa parte avendone avuto direttamente il controllo per ben 2 anni dal 2012 al 2013 attraverso l’allora assessore alla cultura Romina Caula e l’ex consigliere comunale Valdo di Nolfo. Ragion per, quando l’ex sindaco Sechi parla di poca trasparenza e di contributi assegnati in maniera discutibile, fa riferimento inevitabilmente proprio a quella gestione nella quale egli è stato protagonista e non una comparsa come vuol far credere. La Meta è solo uno strumento. Denunciarne oggi l’inefficacia ed inutilità equivale a dichiarare il suo fallimento e quello delle amministrazioni che in 4 anni e mezzo egli ha sostenuto e sostiene. Forse, allora, sarebbe più logico e coerente chiedere la “liquidazione” e lo scioglimento dell’amministrazione Bruno di cui lui fa parte. Analoghe riflessioni valgono per Secal che a detta di Carlo Sechi vesserebbe gli algheresi”.

“Egli dimentica che l’alternativa di Mario Bruno, cioè del sindaco che lui oggi sostiene, è l’affidamento del servizio di riscossione dei tributi comunali ad Equitalia. Così mentre in altri comuni si fa a gara rescindere ogni rapporto convenzionale con la società di riscossione più temuta d’Italia, ad Alghero la portiamo dentro le case degli algheresi liquidando la Secal. È innegabile che specie recentemente la società di riscossione comunale abbia commesso alcuni errori. Vero è che ad essi è stato posto rimedio senza costringere i contribuenti algheresi a ricorrere a costosi contenziosi tributari. Chi ha dimestichezza con la materia sa, invece, che anche in presenza di macroscopici errori, l’unico modo per avere giustizia davanti ad Equitalia è quello di pagare un tributarista che faccia valere le ragioni del contribuente in commissione tributaria o addirittura in Cassazione. Lo sanno bene i numerosi contribuenti che vengono per anni perseguitati da cartelle esattoriali i cui importi continuano a crescere nonostante l’infondatezza della pretesa tributaria.”

“Ma forse, più semplicemente, Carlo Sechi ha nostalgia dei tempi passati, quando da sindaco di Alghero terrorizzava gli algheresi attraverso la Gestor, inviando loro cartelle milionarie (allora c’era la lira) per acqua mai consumata. Probabilmente, ad essere sciolta dovrebbe essere la scellerata e sciagurata “santa alleanza” tra Bruno, Usai e Carlo Sechi che in pochi anni sta riportando inesorabilmente Alghero al buio degli anni ’90. Isolata, esclusa dalle principale rotte nazionali ed internazionali e supina”.

Nella foto i massimi rappresentanti di Forza Italia Alghero

S.I.

“Pigliaru fa passerella pre-elettorale”

CAGLIARI – “Una passerella pre-elettorale il cui unico effetto è stata la sua nomina di pizzinnu pizzone”. Così Marco Tedde, vice-capogruppo di Forza Italia in Consiglio regionale definisce il passaggio di Francesco Pigliaru nel sassarese. “Abbiamo assistito ai soliti “gargarismi politici”, alla solita ripetizione degli “impegni”, della “massima attenzione” e delle “interlocuzioni” evanescenti con un’abbondanza di comunicati stampa, inversamente proporzionale alle azioni concrete. Incurante del dramma vissuto dal territorio, il presidente della Regione cita numeri vecchi, milioni di euro relativi a progetti nei quali non ha alcun merito”.

“Intanto, le multinazionali scappano, con la cacciata di Ryanair Alghero perde 27 mila passeggeri e 15 milioni di euro, viene soppressa l’Autorità portuale, la Sanità viene calpestata e il primo lotto della Sassari-Alghero è fermo al palo. Per non parlare dell’inutile, grigio, sondaggio su Surigheddu-Mamuntanas, buono solo a celare il vuoto di idee di chi oggi guida la Regione. Mentre la città metropolitana di Cagliari incassa i primi assegni da 220 milioni di euro, il Capo di Sopra vede tradite tutte le promesse di compensazioni. Insomma, al netto della fuffa mediatica, Pigliaru si comporta come un commissario liquidatore del Nord Sardegna, in nome e per conto del Governo, trattando metà dell’isola come se fosse una sorta di bad company da sacrificare a beneficio di altri territori”.

“Tutto questo avviene tra le pacche sulle spalle e i sorrisi dei consiglieri regionali di centro-sinistra del sassarese, che posano allegri davanti alle telecamere e assecondano decisioni politiche devastanti per la comunità che dovrebbero rappresentare”.

Nella foto Marco Tedde

S.I.

Rete trappola: lite sindaci sul nulla

ALGHERO – “Leggere che secondo il sindaco di Alghero “la rete metropolitana è stata una conquista e ci garantisce le stesse risorse della città metropolitana” crea sconcerto e preoccupazione”. Così Lina Bardino del Circolo Popolare Europeo riguardo il tema della riforma della Giunta Pigliaru tanto avversata dal territorio. “E’ infatti evidente che il sindaco non ha capito che la Città metropolitana è una realtà europea che costituisce un formidabile accentratore di strumenti di sviluppo, mentre l’istituzione della Rete metropolitana, che non trova riconoscimento normativo oltre i confini dell’isola, è una “rete” che assieme alla minaccia di dimissioni di Pigliaru è servita solo a catturare il voto di quei consiglieri sassaresi che minacciavano di non votare la Città metropolitana di Cagliari”.

“Basti pensare che all’avvio della Città Metropolitana di Cagliari a suo favore sono già stati staccati due assegni per complessivi 220 milioni di euro. E siamo solo agli inizi di un percorso che farà crescere in modo esponenziale il “capo di sotto”, trascurando del tutto le ragioni del sassarese mal tutelate da una politica particolarmente debole e prona ai diktat di Pigliaru. Insomma, piove sul bagnato. Tutte le promesse di riequilibrio fra i due enti fatte da Pigliaru ad oggi sono svanite nel nulla. E sono ormai trascorsi circa cinque mesi dall’approvazione della legge di riordino del sistema degli enti locali”.

“In finanziaria, che era la legge che avrebbe potuto iniziare a prevedere compensazioni, non sono state previste risorse a favore della Rete metropolitana. Nel frattempo i sindaci della Rete metropolitana, che ben si sono guardati a febbraio dall’erigere barricate contro la presa in giro della Rete per consiglieri riottosi, litigano per percentuali di gestione del nulla e si comportano come quella guardia giurata della famosa barzelletta che faceva la guardia al “cassonetto della spazzatura”.

Nella foto Pasqualina Bardino

S.I.

“Fallimento Meta: meglio chiuderla”

ALGHERO – “A distanza di circa sei anni dalla costituzione della Fondazione Meta si può tranquillamente fare un bilancio sull’attività della stessa e una valutazione seria e ponderata sul rapporto tra i costi sostenuti e i risultati ottenuti”. Così lo storico movimento politico algherese Sardenya Llibertat che spiega “nel 2010 l’Amministrazione Tedde costituisce la Fondazione Meta con lo scopo di gestire servizi e promuovere iniziative turistiche e culturali, attività fino ad allora svolte con proprie risorse direttamente dal Comune. L’obiettivo sotteso è stato però quello di aggirare il patto di stabilità ricorrendo al classico metodo spartitorio. Infatti, gli organi statutari dell’ente così costituito vengono appunto nominati dal Sindaco in seguito agli accordi tra i partiti politici della maggioranza pro tempore”.

“La Fondazione Meta per il suo funzionamento utilizza le somme incassate dalla vendita dei biglietti d’ingresso alle grotte di Nettuno, quantificate mediamente in € 1.500.000 annui, in precedenza gestiti dal Comune. Tali cospicue risorse dovrebbero essere impiegate per migliorare il funzionamento proprio dei servizi di informazione e promozione turistica, e delle attività culturali quali manutenzioni, verde pubblico, igiene e decoro urbano. Con le royalties sugli incassi delle Grotte di Nettuno il Comune potrebbe intervenire anche nei settori maggiormente carenti quali asili nido e scuole materne, servizi sociali e impiantistica sportiva. Invece, al netto dei costi del personale comunale in distacco e di quello assunto a tempo determinato dalla Fondazione nonché delle suddette royalties versate annualmente da Meta al Comune, rimangono mediamente € 250.000 annui per lo svolgimento delle attività statutarie. La domanda che va posta è la seguente: “Che cosa fa la Fondazione Meta che l’Amministrazione non possa fare, se non in maniera più democratica, più trasparente, più efficace e meno dispendiosa?”

“Purtroppo distribuisce denaro pubblico in maniera discrezionale per le più svariate iniziative, elargisce finanziamenti e contributi, assume personale senza un’adeguata selezione, acquista beni e servizi, affida incarichi di consulenze professionali a soggetti e/o ditte esterne anche per la redazione dei bilanci, sottraendosi alle regole proprie della Pubblica Amministrazione. Non può mancare naturalmente il collegio dei revisori dei conti, anch’esso regolarmente retribuito. Inoltre la Meta non ha raggiunto uno dei suoi obiettivi originari: l’ingresso nella Fondazione di soggetti privati, soprattutto quelli operanti nel settore turistico che avrebbero dovuto contribuire con idee, progetti e risorse economiche alle iniziative di promozione turistica. La Meta è diventata invece un soggetto dispensatore di denaro pubblico per iniziative locali molto costose, scarsamente coordinate, estemporanee e in gran parte senza la dovuta qualità, anche per il fatto che il Comitato scientifico della Fondazione non è mai stato nominato”.

“Ha allestito un museo del Corallo che mortifica la cultura che lega Alghero alla grande tradizione marinara e alla sua storia, non è riuscita ad aprire il Museo della Città, ha dimenticato completamente uno dei più importanti ritrovamenti archeologici avvenuto negli ultimi anni nel Mediterraneo quale il cimitero della peste di San Michele. Tale cimitero medievale, scelleratamente occultato sotto una coltre di cemento per volontà dall’Amministrazione Tedde (progetto Lo Quarter ndr), altrove sarebbe diventato un prezioso fattore di attrazione turistica, culturale ed economica. Inoltre tutta la sua attività amministrativa è coperta dal più totale segreto. A differenza di tutti i soggetti pubblici, obbligati dalla recente normativa anticorruzione a pubblicare integralmente tutti gli atti di spesa sui siti web istituzionali, la Fondazione Meta solo a partire dal 2016, si limita a pubblicare alcune informazioni di carattere generale che non consentono la completa trasparenza amministrativa a cui sono obbligati tutti i soggetti che gestiscono denaro pubblico. La Meta, essendo una società partecipata al 100% dal Comune, avrebbe invece dovuto attenersi a tale normativa”.

“Con questa ampia facoltà di spesa la Fondazione Meta è diventato così un ente al centro delle mire e delle aspirazioni delle forze politiche anche di centro sinistra, a cui anche il Sindaco Bruno non ha saputo resistere e anzi intende consolidare assegnandogli nuove funzioni e altro personale, in contraddizione con il suo stesso programma elettorale che prevede una netta discontinuità con le scelte politiche del passato, punto del programma quest’ultimo che invece noi difendiamo rigorosamente.
Il Sindaco, a nostro avviso, dovrebbe avviare le procedure di scioglimento della Meta e riassegnare le competenze, le risorse economiche e il personale al Comune, istituzione tenuta ad osservare la normative vigente e a confrontarsi democraticamente con le organizzazioni politiche, sociali e culturali della città, con gli operatori economici e con i singoli cittadini”.

“Occorre osservare che le fondazione culturali a capitale pubblico o privato si limitano a gestire singole strutture quali musei, spazi espositivi o aree archeologiche, come avviene in altre realtà sarde ed italiane. Il Sindaco Bruno dovrebbe avere lo stesso coraggio che ebbe nel 2005 quando approvò in Consiglio regionale la legge che scioglieva l’Azienda di Soggiorno e Turismo e ne assegnava le funzioni, i beni e il personale al Comune di Alghero”.

“Gli consigliamo quindi di nominare non un nuovo Direttore, ma un Commissario liquidatore, analogamente a quanto previsto per la Secal, anch’essa voluta dalla Giunta Tedde e ultimamente al centro di vivaci contestazioni da parte dei comuni cittadini vessati mentre non viene mosso altrettanto attivismo per incassare somme considerevoli dai settori delle costruzioni e da quello alberghiero. Le imprese sane e operose, le associazioni culturali libere e l’intera cittadinanza gliene saranno grate. Da parte nostra avrà tutto il nostro coerente sostegno”.

Nella foto gli uffici della Meta

S.I.

Bilancio da annullare: ricorso al Tar

ALGHERO – “Al di la delle dichiarazioni trionfalistiche circa l’approvazione del Bilancio di previsione 2016, la realtà dei fatti evidenzia tutta un’altra storia che racconta del pressapochismo e della inadeguatezza di questa Amministrazione comunale, che non manca occasione per darne ampia prova.
Infatti anche l’approvazione del Bilancio di previsione 2016, documento che costituisce il cuore dell’attività di programmazione amministrativa, presenta tutta una serie di vizi formali e di regolarità, tali da minarne alla radice la stessa validità”. Cosi Michele Pais, consigliere comunale di opposizione, riguardo l’ultimo caso esploso in seno all’amministrazione Bruno riguardante il Bilancio appena approvato coi voti della sola maggioranza (13).

“Infatti, il Regolamento del Consiglio comunale (approvato dalla stessa maggioranza con un blitz in assenza dell’opposizione), prevede all’art. 46 che l’Amministrazione, im riferimento al Bilancio, debba rispettare “…il termine, non inferiore a 15 giorni anteriori alla riunione prevista per l’esame e l’approvazione, entro il quale sono presentati al Consiglio, in apposita adunanza, gli schemi del bilancio annuale di previsione (…omissis…). Tali atti vengono, dal giorno della presentazione, depositati a disposizione dei Consiglieri, i quali possono presentare al Presidente emendamenti entro il il quinto giorno antecedente a quello dell’adunanza stabilita per il loro esame”. Nulla di tutto ciò è stato rispettato da parte dell’Amministrazione, avendo presentato il Bilancio nell’adunanza di Consiglio comunale del 18 maggio e approvato il giorno successivo. Con ciò comprimendo, in maniera totale, le prerogative dei Consiglieri comunali, soprattutto quelli di opposizione, impossibilitati a ad esercitare la indispensabile funzione di controllo sulla adeguatezza dell’azione politico amministrativa programmata dalle forze politiche che sostengono il Sindaco e l’esecutivo cittadino”.

“Inoltre tra i documenti a corredo dello schema di Bilancio, peraltro mai trasmesso e comunicato ai Consiglieri, od almeno non nelle forme legali, risultano mancanti alcuni degli allegati fondamentali, tra cui il Bilancio consolidato relativo agli esercizi precedenti nonché la relazione dei Revisori dei Conti, presentata direttamente in Consiglio comunale. Inoltre, altri macroscopici vizi, attengono il Piano di alienazione dei Beni comunali, nonché il Piano Triennale delle opere pubbliche, quest’ultimo oggetto di un vistoso emendamento da parte della maggioranza nel tentativo, inefficace, di sanarne l’illegittimità. Ma purtroppo nei documenti contabili, soprattutto se afferenti alla sfera dell’amministrazione pubblica, la regolarità formale è essa stessa sostanza”.

“Abbiamo cercato in Consiglio comunale di far notare tutto ciò, chiedendo un rinvio utile non solo alla regolarizzazione degli atti, ma anche al rispetto dei termini posti a garanzia dei Consiglieri e della loro funzione di controllo. Abbiamo ottenuto il solito rifiuto arrogante di chi, forte dei numeri, pensa di schiacciare le normali regole di democrazia. Ciò evidentemente è inaccettabile. Per tale ragione stiamo verificando la possibilità, allo stato seria e concreta, di interporre formale ricorso al TAR Sardegna per l’annullamento del Bilancio di previsione 2016, anche alla luce di una recentissima Sentenza del medesimo Giudice, e precisamente del 20.04.2016, che ha annullato il Bilancio di previsione del Comune di Carloforte, proprio per la compressione delle prerogative di un solo Consigliere comunale”.

Nella foto il Consiglio Comunale con Pais che interviene

S.I.

Sentenza TAR Comune di Carloforte

Modifica Piano Triennale Opere Pubbliche

Regione: tutti i temi in agenda

CAGLIARI – Settimana di lavoro per il Consiglio regionale e per le Commissioni. L’Aula si riunirà mercoledì 25 maggio alle 10,00. All’ordine del giorno il Disegno di Legge n 325/A “Disposizioni relative alla Commissione per le attività di verifica per la stabilizzazione occupazionale dei lavoratori socialmente utili. Modifiche all’articolo 4, comma 32, della legge regionale 11 aprile 2016, n. 5 (legge di stabilità 2016)”, il Disegno di legge 326/A “Modifica della legge regionale 3 dicembre 2015, n. 31 (Adeguamento del bilancio per l’esercizio finanziario 2015 e del bilancio pluriennale 2015-2017 alle disposizioni del decreto legislativo n. 118 del 2011, e successive modifiche ed integrazioni, e disposizioni varie)” e la nomina del Consiglio di amministrazione dell’Isre.

Per domani, 24 maggio, sono state invece convocate tre commissioni. In mattinata, alle 10,00, si riunirà la Sesta “Salute e politiche sociali”. Al primo punto dell’ordine del giorno la difficile situazione dei lavoratori Aias. La Commissione sentirà in audizione i vertici dell’Associazione Italiana Assistenza Spastici. Successivamente, il parlamentino guidato da Raimondo Perra, sentirà i rappresentanti delle Conferenze territoriali socio-sanitarie e degli ordini e collegi delle professioni sanitarie su:
1) D.L. 321 (Istituzione dell’Azienda sanitaria unica regionale (ASUR) e disposizioni di adeguamento dell’assetto istituzionale e organizzativo del servizio sanitario regionale. Modifiche alla legge regionale 28 luglio 2006, n. 10 (Tutela della salute e riordino del servizio sanitario della Sardegna. Abrogazione della legge regionale 26 gennaio 1995, n. 5).
2) P.L. 37 (Riorganizzazione sanitaria della Regione Sardegna), P.L. 78 (Riforma del Servizio sanitario regionale).
3) P.L. 85 (Modifiche ed integrazioni alla legge regionale 28 luglio 2006, n. 10 (Tutela della salute e riordino del servizio sanitario della Sardegna. Abrogazione della legge regionale 26 gennaio 1995, n. 5).
Nel pomeriggio si riuniranno invece la Seconda e la Quinta.
La Commissione “Lavoro, cultura e formazione professionale”, presieduta da Gavino Manca, è convocata per le 17.30. In programma l’audizione dell’assessore alla pubblica istruzione Claudia Firino sulle proposte di legge n.36 (Legge regionale per l’insegnamento della storia, della cultura e della letteratura della Sardegna nelle scuole); n.167 (Norme volte ad incentivare l’insegnamento della lingua sarda nelle scuole di ogni ordine e grado della Regione. Modifiche e integrazioni alla legge regionale 15 ottobre 1997, n. 26 (Promozione e valorizzazione della cultura e della lingua della Sardegna) e n.228 (Norme per la tutela, ufficializzazione e promozione della lingua sarda e delle altre varietà linguistiche della Sardegna.
Alle 16,30 si riunirà il parlamentino delle “Attività Produttive”, presieduto da Luigi Lotto. In programma l’audizione dell’assessore regionale dell’Industria Maria Grazia Piras sulla P/104 “Proposta Piano Energetico Ambientale Regionale”. Compatibilmente con i lavori del Consiglio, la seduta della Commissione proseguirà nei giorni successivi con un nutrito ordine del giorno:

1. P/104 “Proposta Piano Energetico Ambientale Regionale. Parere di competenza ai sensi dell’art. 4 lett.I) L.R. 1/1977”;
2. P.L. 4 “Funzioni in materia di turismo e disciplina della ricettività dell’ospitalità e del turismo nautico in Sardegna”;
3. P.L. 104 “Disciplina dell’attività ricettiva di bed and breakfast (B&B)”;
4. P.L. 131 “Istituzione dei “marina resort”. Modifiche alla legge regionale 12 agosto 1998, n. 27 (Disciplina delle strutture ricettive extra alberghiere, integrazioni e modifiche alla legge regionale 14 maggio 1984, n. 22, concernente “Norme per la classificazione delle aziende ricettive” e abrogazione della legge regionale 22 aprile 1987, n. 21)”;
5. P.L. 143 “Testo unico della disciplina delle strutture turistiche – ricettive della Sardegna”;
6. P.L. 196 “Norme in materia di turismo itinerante”;
7. P.L. 265 “Disposizioni per la promozione e lo sviluppo in Sardegna dell’escursionismo, del cicloturismo, del turismo equestre e del turismo itinerante in camper e moto”;
8. P.L. 272 “Disposizioni concernenti la rete escursionistica della Sardegna e valorizzazione delle attività escursionistiche e alpinistiche per l’attivazione e il mantenimento di un qualificato turismo montano sostenibile, utile per lo sviluppo socio-economico delle zone montane e dell’intera isola”;
9. P.L. 289 “Modifiche alla legge regionale 12 agosto 1998, n. 27 (Disciplina delle strutture ricettive extra alberghiere, integrazioni modifiche alla legge regionale 14 maggio 1984, n. 22, concernente: “Norme per la classificazione delle aziende ricettive” e abrogazione della legge regionale 22 aprile 1987, n. 21). Modifica degli articoli 7, 21 e 22”;
10. P.L. 311 “Disciplina e promozione dell’attività ricettiva di albergo diffuso”;
11. P.L. 320 “Norme in materia di turismo”.
Mercoledì 25 maggio alle 16,30, compatibilmente con i lavori del Consiglio, si riunirà infine la Quarta Commissione (Governo del territorio, ambiente, infrastrutture e mobilità) presieduta da Antonio Solinas. All’ordine del giorno l’audizione dell’Amministratore unico della Delcomar sulle problematiche inerenti i collegamenti con le isole minori e l’esame delle proposte di legge n.34 (Tutela e disciplina della raccolta dei funghi epigei e ipogei spontanei), n. 219 (Tutela e disciplina della raccolta dei funghi epigei e ipogei spontanei) e n.284 (Norme per la raccolta e la commercializzazione dei funghi epigei spontanei).

Nella foto il Consiglio Regionale

S.I.

Oggi la Giunta Pigliaru a Sassari

SASSARI – Oggi, lunedì 23 maggio, il presidente Pigliaru sarà a Sassari con alcuni esponenti della Giunta regionale. La mattina, alle ore 10:30 nell’Istituto Comprensivo San Donato, Francesco Pigliaru firmerà, con il sindaco Nicola Sanna, l’accordo di programma sull’Investimento territoriale integrato (ITI) da 15 milioni di euro per la riqualificazione urbana e sociale della città.

Nel pomeriggio, alle ore 15:30, il Presidente della Regione parteciperà al Convegno “Il futuro è innovazione” presso l’aula Magna dell’Università di Sassari intervenendo su “La strategia della Ras per l’innovazione e il trasferimento tecnologico”. Nel corso della giornata, il Presidente e gli assessori saranno inoltre impegnati in una serie di incontri, presso la sede della Regione Sardegna di Via Roma, con i rappresentanti istituzionali e di categoria nel territorio.

Nella foto il Presidente Pigliaru

S.I.

Rete trappola: firme per Alghero

ALGHERO – “Abbiamo seguito con attenzione la conferenza stampa del sindaco Mario Bruno nel corso della quale ha spiegato quelli che lui ritiene i vantaggi per Alghero con l’ingresso nella rete metropolitana del nord ovest sardegna”. Così le tre forze politiche Ncd, Patto Civico e Psd’Az che puntano nuovamente il sindaco Bruno sul tema cruciale della “Rete Metropolitana”. Disegno della Giunta Pigliaru che sta riscontrando critiche bipartisan.

“Aldilà dei soliti giri di parole, e al netto delle abituali denigrazioni del pensiero altrui, peraltro tipiche del personaggio, rileviamo sgomenti una palese dichiarazione di inadeguatezza al proprio ruolo. In particolare Bruno cita come “grande vittoria” il fatto che Alghero, nella rete metropolitana pesi addirittura il 24%; ricordiamo al disattento sindaco di Alghero che si è fatto abbindolare alla grande perchè ha dato via libera ad un calcolo dei pesi sulla base del numero degli abitanti, dove Sassari la fà da padrone, mentre avrebbe dovuto far pesare il fatto che se non ci fosse Alghero, la rete metropolitana Sassari non l’avrebbe potuta realizzare, perchè per fare ciò occorrono almeno due città che abbiano più di 30.000 abitanti e queste sono appunto Sassari ed Alghero. A questo poi il sindaco di Alghero doveva aggiungere, come ulteriore peso il fatto che d’estate Alghero supera i 120.000 abitanti e che nel proprio territorio ha due infrastrutture strategiche quali porto ed aeroporto, funzionanti tutto l’anno.

“Alghero quindi deve essere considerata allo stesso livello di peso decisionale esattamente come Sassari, mentre Mario Bruno così come si è accontentato di Alitalia al posto di Ryanair, si accontenta che Alghero conti meno di un quarto nella nuova aggregazione territoriale che ci scaricherà costi certi, e che ci rimanderà con il futuro perenne a benefici che mai arriveranno. Altro fatto sconcertante che emerge dalla conferenza stampa di venerdi è che solo a seguito di pubbliche critiche, fra cui la nostra con tanto di annuncio di raccolta firme per un referendum che dica NO a tale scelta, il sindaco Bruno annunci un incontro pubblico per spiegare cosa prevede la legge che costituisce le reti metropolitane. Qualcuno potrebbe dire “meglio tardi che mai”, come è stato detto da molti dopo che Bruno si è svegliato improvvisamente accorgendosi che il nemico non era Ryanair ma l’assessore Deiana, in realtà, diciamo noi è l’enneismo tentativo di mascherare la propria inadeguatezza a ricoprire il proprio ruolo di primo difensore di Alghero”.

“Il sindaco non deve “illustrare pubblicamente la legge” ma deve spiegare agli algheresi il contenuto dello statuto della rete metropolitana, frutto dell’accordo con il sindaco di Sassari, e spiegare bene e senza giri di parole i motivi di questa scelta che farà di Alghero il quartiere più grande di Sassari. Noi diciamo fin da ora che vantaggi non ce ne saranno, tutt’altro, ed è per questo che, forti del sostegno che la nostra proposta di indire un referendum cittadino contro questa rete metropolitana ha ricevuto da centinaia di algheresi, avvieremo a breve la raccolta delle firme necessarie per raggiungere il nostro obiettivo: salvare Alghero”.

Nella foto Maria Grazia Salaris (Ncd) e Mario Conoci (Psd’Az)

S.I.

“Ryanair, Bruno complice di Pigliaru”

ALGHERO – Il convegno odierno sul low cost organizzato dai partiti moderati algheresi con la partecipazione di esperti dell’Università di Sassari, rappresentati delle imprese e dei lavoratori ha confermato per l’ennesima volta che la Commissione Europea è a favore del sostegno dei voli a basso costo. E che il paravento della procedura di infrazione sulla legge 10 del 2010 brandito dalla Giunta regionale è del tutto inconsistente e pretestuoso.

Nell’incontro pubblico organizzato dalle forze moderate è stata fatta una approfondita analisi tecnica del fenomeno turistico che ha certificato che i voli low cost possono essere sostenuti dalla Regione senza correre il rischio di procedure di infrazione. “Questo può avvenire -dichiara il consigliere regionale Marco Tedde- in un quadro di trasparenza e in applicazione del terzo pacchetto di direttive europee su questa materia emanato con comunicazione dell’aprile del 2014.” Dopo l’introduzione di Marco Tedde, che svolgeva il ruolo di moderatore, si sono succeduti gli interventi dei professori Comenale Pinto, Pruneddu e Camerada che hanno affrontato il tema da un punto di vista scientifico. Tedde ha sottolineato che la perdita di 27 mila passeggeri e di circa 15 milioni di euro nel solo mese di aprile deve condurre finalmente il territorio a reagire al fianco della politica. E a chiedere conto a Pigliaru e Deiana del loro atteggiamento negligente decorrente dal marzo del 2014, -a fronte degli effetti della legge regionale 10 di sostegno al low cost che aveva cessato i suoi effetti nel dicembre del 2013- che indurrebbe a pensare ad un lucido disegno di affossamento di una intera economia. “Oggi il territorio ha purtroppo un atteggiamento “tiepido”, mentre la città è a rischio desertificazione economica e sociale -denuncia l’ex sindaco di Alghero-. Un vero e proprio dramma incombente.”

A questi hanno fatto seguito gli interventi preoccupati e fortemente polemici del mondo delle imprese, dei sindacalisti e di alcuni esponenti politici del centrodestra. Fra questi ultimi spiccano quelli accorati di Salaris e Conoci che hanno anche posto l’accento sull’atteggiamento complice del sindaco Bruno nei confronti di Pigliaru e di Deiana e sulla scarsa efficacia del “fondo pro low cost” che in difetto del promesso intervento regionale costituisce una sorta di pannicello caldo sulla fronte di un malato terminale. In chiusura è stata lanciata l’idea di organizzare una manifestazione popolare sotto il Consiglio Regionale durante la seduta nella quale si discuterà la mozione di sfiducia nei confronti dell’assessore dei trasporti “il cui atteggiamento scarsamente responsabile, assieme a quello da ignavo di Pigliaru, -hanno insistito molti degli intervenuti- sta creando danni difficilmente recuperabili al territorio del sassarese”.

Nella foto (di Andrea Manca) l’incontro di sabato al Carlos V sul low-cost

S.I.