Elezioni Olmedo, Perre: priorità agricoltura, servizi e tipicità |video

OLMEDO – Domenica e lunedi prossimi si vota per le Amministrative anche in Sardegna. Tra i comuni chiamati alle urne Olbia, Carboni a pure Olmedo. In questo caso si sfidano due candidati a sindaco: Toni Faedda (Olmedo Domani) e Angela Simula (Su Mezoru). Tra i candidati a sostegno del primo, a tutt’oggi Sindaco e già consigliere provinciale, c’è l’imprenditore nel campo dell’ospitalità e agriristoro Enrico Perre che abbiamo sentito riguardo le priorità rispetto alla sua candidatura e in generale del comune di Olmedo, centro che ha ottime potenzialità di crescita in diversi settori a partire da quello della valorizzazione delle tipicità locali.

 

Giovedi Commissione sull’ex-Cotonificio

ALGHERO – La Commissione consiliare  III è convocata presso l’ex Cotonificio di via Marconi, per un sopralluogo dedicata alla verifica dello stato di attuazione dei lavori di riqualificazione del sito. La Commissione convocata dalla Presidente Monica Pulina si recerà nel cantiere giovedì 8 ottobre alle ore 11:00. Alla presenza dell’Assessore alle opere pubbliche Antonello Peru, verrà illustrato sul posto lo stato di avanzamento dei lavori iniziati ad aprile che prevedono un investimento di 3,2 milioni di euro. “Il futuro dell’ex fabbrica prevede con un progetto di grande qualità di  recuperare   e rifunzionalizzare l’intero complesso, attualmente in stato di abbandono pressoché totale. Entro la fine del 2022 l’opera potrà essere consegnata alla comunità. Il complesso, totalmente ristrutturato, diventerà un vero e proprio polo di eccellenza con spazi dedicati all’aggregazione, ai laboratori artigiani, agli incontri culturali, esposizioni, mostre, svago, nuova impresa. L’area dispone inoltre di uno spazio verde di oltre 1000 mq da utilizzare come parco urbano”, cosi dall’Amministrazione.

Pantano Barracelli, critiche a Conoci e Montis

ALGHERO – “A causa delle solite beghe interne alla maggioranza, in Alghero non si riesce a nominare il comandante dei Barracelli, con quello attuale che va avanti in proroga da quasi un anno, visto che il cdx continua a rinviare la votazione per l’elezione del nuovo capitano della compagnia”. Cosi i consiglieri di opposizione (liste civiche Per Alghero, Futuro Comune, Pd e Sinistra) che puntano nuovamente il dito contro l’Amministrazione e in particolare contro Sindaco e Assessore Montis.
“Le faide che attraversano la maggioranza, dunque, continuano, irrimediabilmente, a bloccare numerosi atti e numerose scelte. D’altronde dalla sua elezione il modello Conoci viene studiato come massimo esempio di immobilismo.  Sui Barracelli, però, si sta veramente andando oltre ogni limite, preferendo tenere in carica un comandante in regime di proroga – essendo il suo mandato triennale scaduto da tempo – pur di non andare al voto in consiglio comunale, finché non si sarà raggiunta una unanimità in maggioranza”.
“In sostanza Conoci e il fido assessore Montis preferiscono rinviare il voto finché non saranno riusciti a portare tutti i consiglieri ad accettare la loro indicazione di voto. Per questa ragione da tempo nei consigli comunali assistiamo a inversioni dell’odg per evitare di votare la delibera sui Barracelli e addirittura in un paio di occasioni la destra algherese ha preferito far mancare il numero legale per far chiudere il consiglio anzitempo e non esprimere il voto utile per nominare il nuovo capitano dei Barracelli. Ora basta, però, è arrivato il momento che il sindaco Conoci, l’assessore Montis e la maggioranza di destra si prendano le proprie responsabilità e decidano chi deve guidare la compagnia per i prossimi 3 anni. Il morbo conociano dell’immobilismo a oltranza e del procrastinare tutte le decisioni ha già fatto troppi danni e decimato la compagnia barracellare (di fatto ad oggi sono pochissimi i barracelli che svolgono servizio…)”.
Nella foto alcuni barracelli e il comandante Paddeu

Consiglio (a distanza) mortificato, l’Opposizione diserta

ALGHERO – “Oggi non parteciperemo alla seduta del consiglio convocata in videoconferenza, perché non ci stiamo alla mortificazione del Consiglio comunale e allo svilimento del confronto istituzionale. La convocazione online della seduta odierna rappresenta un grave e inspiegabile passo indietro rispetto agli ultimi mesi e alle indicazioni del Governo che, pur ammettendo la possibilità delle adunanze online per il perdurare dello Stato di Emergenza, incoraggia la ripresa delle attività in tutti i settori.
Non regge la scusa della irreperibilità di locali in quanto l’amministrazione ha diverse possibili soluzioni tanto più per la massima assise istituzionale.
Sorge piuttosto il dubbio che non si conoscano i termini degli accordi in essere per il teatro, utilizzato nelle ultime convocazioni e utilizzabile anche oggi senza oneri aggiuntivi.
Che il Sindaco Conoci scappi dal confronto in aula è ormai assodato, che si utilizzi però il Consiglio comunale in questo modo non lo consentiamo.
Per di più se si considera che la convocazione si rende necessaria per affrontare quale unico punto all’ordine del giorno una variazione di bilancio per la scadenza dei 60 giorni di tempo per la ratifica del consiglio rispetto alla delibera di giunta.
Più che di urgenza sarebbe meglio parlare di superficialità e incapacità da parte del Sindaco e della sua maggioranza.
Ci saremmo piuttosto aspettati che il Consiglio comunale di Alghero desse l’esempio e, contestualmente, un messaggio chiaro anticipando i termini di legge per l’introduzione del controllo obbligatorio del green pass.
Non vorremmo che il ricorso alla convocazione online celi piuttosto l’impossibilità della maggioranza a garantire oggi il numero legale per via dell’assenza di green pass di qualche consigliere comunale o peggio ancora per improrogabili impegni di lavoro che impediscono la partecipazione in presenza”.
Raimondo Cacciotto  
Ornella Piras  
Gabriella Esposito
Mario Bruno
Pietro Sartore
Valdo Di Nolfo 
Beniamino Pirisi
Maria Antonietta Alivesi
Giusy Di Maio

Ex-Co: bene lavori, pensare a gestione e sostenibilità

ALGHERO – “Esprimiamo soddisfazione per il fatto che, in continuità amministrativa, la Giunta Conoci sta portando a compimento quanto nella scorsa consiliatura si è pensato, finanziato e progettato”. Così anche i lavori per l’ex cotonificio vanno avanti, e va avanti quindi ciò che la Giunta Bruno ha voluto, aggiudicandosi  un bando regionale e ottenendo fin dal gennaio 2016 la somma di 3.176.000 euro.
Lo ribadiscono, in una nota, i consiglieri del centrosinistra al comune di Alghero Gabriella Esposito, Pietro Sartore, Mario Bruno, Valdo Di Nolfo, Raimondo Cacciotto, Ornella Piras e Beniamino Pirisi che aggiungono: “vinto il bando, è stata aggiudicata la progettazione  a una impresa importante, sulla base di un concorso progetto al quale parteciparono undici  raggruppamenti, a cui affidare la progettazione e la direzione dei lavori per il restyling dell’ex cotonificio di via Marconi, dopo una fase di partecipazione popolare col quartiere. Dalla stessa Giunta Bruno è stata approvata la progettazione preliminare nel 2018 che prevedeva per l’ex cotonificio sala conferenze da 250 posti, 8 laboratori polifunzionali e modulari, grandi sale espositive, fab lab, centro antichi e nuovi mestieri, accoglienza, bar e punto di ristoro, giochi per bambini e spazi per anziani, parcheggi, anfiteatro, alto efficientamento energetico, autogestione energia elettrica e domotica. Gli abitanti del quartiere chiesero di rendere polifunzionale e modulare la sala conferenze, anche per laboratori e spettacoli teatrali.  Ci auguriamo che tale proposta trovi il modo di essere accolta in fase di esecuzione”.
“Ora mentre vanno avanti i lavori occorre già pensare alla gestione e alla sua sostenibilità in modo da farsi trovare pronti.  Per il quartiere di Sant’Agostino può essere una grande svolta, a condizione che venga mantenuta piena fruibilità pubblica, capacità di aggregazione in spazi ampi e polifunzionali, arricchiti da un polmone verde di cui il quartiere ha necessità.

Consiglio Comunale a distanza: una vergogna

ALGHERO – Mentre le scuole sono in presenza, mentre gli stadi sono stati riaperti al pubblico, mentre sono ripresi gli spettacoli dal vivo, mentre in città finalmente riapre anche il cinema, caso unico e ridicolo, per il primo di ottobre, il consiglio comunale di Alghero è stato convocato in modalità a distanza.
È evidente a chiunque che le ragioni di una simile indecente decisione non sono certo dettate dal Covid, ma dal fatto che Conoci, in una seduta in presenza, ha paura di non avere i numeri ed è convinto di poter gestire meglio un consiglio su internet, piuttosto che in presenza. Modalità a distanza, dunque, per permettere ai consiglieri del centrodestra di far finta di partecipare ai lavori del consiglio, pur restando in cantiere, in palestra, in studio o in farmacia. 
Uno scandalo e una presa in giro in piena regola quello richiesto dal Sindaco Conoci, che una volta di più dimostra di non conoscere, minimamente, il senso della vergogna.
E non si parli di urgenza. Hanno avuto sessanta giorni per ratificare la variazione di bilancio che portano in aula, ma erano troppo impegnati dalle loro beghe interne.
La scusa? Ridicola anch’essa. Il teatro comunale per l’amministrazione rappresenterebbe un costo? Scusa evidente, visto che in realtà convocando il consiglio per un solo punto all’odg i costi per l’Ente in realtà aumentano, e scusa che la dice lunga sul ruolo marginale che ha assunto in questa città, nei due anni e mezzo a guida Conoci, la massima assemblea cittadina che vogliono rendere poco più di un’assemblea di condominio. Noi non ci stiamo a sminuire così le istituzioni perché esse sono l’espressione elettiva e diretta dei cittadini.
Gabriella Esposito
Mario Bruno
Pietro Sartore
Raimondo Cacciotto  
Ornella Piras  
Valdo Di Nolfo 
Beniamino Pirisi

L’Europa metta al centro Popoli e Regioni

ALGHERO – Alghero è da qualche settimana al centro della nostra attenzione politica. Un caso? Per nulla! La presenza del Capo dello Stato in agosto sembrava un preludio. Ci sentiamo onorati della visita di un   Uomo rigoroso e ligio alle Istituzioni che conferma una certa attenzione al popolo sardo, e questo      fa sì che gli si debba un tributo di stima personale. Segue il convegno di studio sul “Lessico, la     politica e l’Europa contemporanea” organizzato da Michele Pinna all’inizio di settembre,  quasi a sancire il significato del filo rosso che lega la Città a Ventotene dove fu concepito il Manifesto dell’Europa Federalista di Spinelli e Rossi, e adesso per ultimo l’affaire Carles   Puigdemont.

Cosa lega questi fatti apparentemente distanti tra loro? Sono slegati o li unisce un altro filo sottile e         invisibile? Chi è il convitato di pietra che soggiace a questi eventi?

Il convitato di pietra, invisibile ma evidente ai veri addetti politici è l’Europa e i punti successivi,           analitici, non fondati sull’onda emozionale, lo dimostrano.

1)     Terra di Sardegna e Terra Catalana sono legate da indissolubili legami di etnia, lingua, credenze e cultura univoche. Entrambe, sono protette dalla Convenzione quadro per la protezione delle minoranze nazio­nali adottata nel 1995, il primo trattato multilaterale giuridica­mente vincolante, dedicato alla protezione dei diritti delle minoranze nazionali, che le traduce in un concetto molto più esteso di quanto lo fosse all’inizio. La Convenzione prelude alla Dichiarazione Universale dei diritti linguistici nell’ambito della Conferenza mondiale dei diritti linguistici, approvata, guarda caso, a Barcello­na il 6 giugno 1996.

2)     Esistono in Europa una miriade di minoranze linguistiche, etniche e culturali (inclusive della diversità di credo religioso) , tutelate anche in virtù della Commissione Europea per la Democrazia attraverso il Diritto, detta Commissione di Venezia, presieduta dall’italiano prof. Capotorti. Tuttavia il concetto di Minoranza oggi si va estendendo, fino a includere ben altri diritti, quelli sacrosanti a professare credo, lingua o cultura minoritarie. Si tratta del Diritto all’Autogoverno, sentimento che ha ottima presa in Catalogna, in Irlanda del Nord, in Scozia, in Ucraina.

3)     Lo testimonia la pressante richiesta di ben 24 Regioni Europee, tra cui solo due italiane, Emilia-Romagna e Lazio) che richiedono per iscritto un percorso collaborativo in una lettera inviata ai maggiori leader europei. Il core di questa lettera è riassunto in queste righe…” Le competenze regionali devono includere a tutela della salute e dell’assistenza, della cultura e della formazione, della politica industriale, del controllo del clima e dell’energia, del trasporto e della mobilità, dell’agricoltura e della digitalizzazione, in un contest Europeo Regionale”. La lettera , inviata agli organi esecutivi europei, Commissione e Parlamento, dopo l’esplosione della pandemia ( 2020), è un preciso segnale di richiesta pressante di maggiore inclusione nelle scelte politiche e di condivisione.

4)              Se andiamo a esaminare il TUE, Testo di Funzionamento dell’Unione Europea, assimilabile, ma non lo è, ad una Costituzione Europea , cosa troviamo? L’art. 2 obbliga la Commissione, quale titolare del potere di iniziativa legislativa, di effettuare «ampie consultazioni» prima di proporre un atto legislativo e quindi, di avviare il relativo iter di approvazione. Tali consultazioni, nell’ottica delle garanzie di prossimità decisionale, devono tener conto «della dimensione regionale e locale delle azioni previste”. Rispetto alle risoluzioni, legislative del Parlamento Europeo e per le posizioni del Consiglio, la verifica di ogni direttiva deve dipendere da “verificare l’impatto finanziario e le conseguenze, quando si tratta di una direttiva, sulla regolamentazione che sarà attuata dagli Stati membri, ivi compresa, la legislazione regionale”.

L’Art. 4 è ancora più esplicito al paragrafo 2 ,  “L’Unione rispetta l’uguaglianza degli Stati membri davanti ai trattati e la loro identità nazionale insita nella loro struttura fondamentale, politica e costituzionale, compreso il sistema delle autonomie locali e regionali”.

Così i vertici europei si sono accorti che esistono le regioni ed hanno istituito l’apposito Comitato. Il Comitato europeo delle regioni (CdR) è un organo consultivo dell’UE composto da rappresentanti eletti a livello locale e regionale provenienti da tutti i 27 Stati membri. Attraverso il CdR essi possono scambiarsi pareri sulle norme dell’UE che incidono direttamente sulle regioni e sulle città.

Il CdR offre alle città e alle regioni la possibilità di esprimere formalmente la loro opinione nel processo legislativo dell’Unione europea per assicurare che la posizione e le esigenze degli enti regionali e locali siano rispettate. Ecco da dove deriva l’appello delle Regioni sui temi relativi alla sanità, l’istruzione, l’occupazione, la politica sociale, la coesione economica e sociale, i trasporti, l’energia e i cambiamenti climatici.

5)     La Carta TUE, che nasce dal Trattato di Lisbona, pubblicata sulla G.U. Europea nel 2012 parla chiaro. Le Regioni devono avere competenza e rango consultivo.

 

Va detto che il TUE non ha ancora la dignità della Costituzione Europea, è una fonte derivata delle Costituzioni dei Paesi membri, ma sembra avere il destino di molti articoli della Costituzione Italiana, non ancora attuati, o attuati in ritardo come l’Ordinamento Regionale ( art. 112), scritto nella sua forma iniziale nel 1948 messo in pratica solo nel 1970.

6)     Come afferma il prof. Luigi Ferrajoli, la necessità di un’Assemblea Costituente Europea non è più rimandabile. In quel caso, quando il Parlamento Europeo si riunirà in sede costituente, le Regioni non potranno non avere rango politico e di rappresentatività.

7)     Ecco che il caso Puigdemont sembra paradossale e al contempo emblematico. Il capo della terra catalana che ha instaurato una sorta di Multiculturalismo semi-paritetico con la Spagna, il capo della corrente indipendentista catalana, viene arrestato come un malfattore, a dispetto della sua immunità parlamentare europea, nel segno dell’ultimo guizzo di repressione del moto indipendentista che è proprio il preludio alla affermazione dei suoi principi.

8)     La presenza di un Capo di Stato, alla cui Persona va il nostro deferente saluto, sembra però politicamente la riaffermazione, surrettizia ma elegante, del principio di sovranità nazionale che tuttavia, come ben sa il Capo dello Stato, è in forte declino e tende a dissolversi come concetto giuridico di fronte alla sempre crescente tutela delle minoranze comunitarie che ormai in Europa sono la maggioranza politica e di cui la Sardegna, come la terra catalana, è in primissima fila mediterranea.

Sassari 26 settembre 2021

Efisio Planetta – PSd’Az 

Arresto Puigdemont, intervenga subito l’Europa

ALGHERO – Non serve la forza per risolvere una controversia che dura da troppi anni nei rapporti tra la Spagna e la Catalogna, serve ancora la via del dialogo politico e diplomatico con l’intervento delle istituzioni europee per giungere alla interdipendenza nei rapporti tra i popoli in Europa. Un processo – per come lo ho osservato da vicino nei miei anni da Sindaco di Alghero – irreversibile, pacifico, democratico. Non lo dico solo per i legami fraterni, l’identità, la cultura e la lingua che accomuna Alghero con la Catalogna, ma soprattutto per affermare principi di costruzione di una Europa politica tra popoli che ha bisogno di unità. Serve un nuovo negoziato nei rapporti tra Spagna e Catalogna e l’Europa deve farsi garante. Leggo sconcerto in una città italiana e sarda, dalle forti radici catalane, che si trova, suo malgrado, a fare da palcoscenico internazionale, e non certo per le sue bellezze indiscutibili.

Mario Bruno, ex-sindaco di Alghero

 

Tedde, “arresto Puigdemont è uno sberleffo a secoli di civiltà giuridica”

ALGHERO – “Arrestare un leader politico per avere organizzato un referendum è uno sberleffo a secoli di civiltà giuridica”. Così l’ex sindaco di Alghero Marco Tedde commenta l’arresto dell’ex Presidente della Catalogna Carles Puigdemont, avvenuto al suo sbarco presso l’aeroporto di Alghero sulla base di un mandato di arresto europeo emesso dalla magistratura spagnola per asseriti reati contro “l’ordine e la sicurezza pubblica nazionale”. Tedde sottolinea di avere partecipato al referendum catalano del 1 ottobre 2017 in veste di “osservatore internazionale” su invito del Governo Catalano, e di avere assistito a procedure di voto in cui il popolo catalano con grande compostezza ha espresso la propria volontà di autodeterminarsi per raggiungere l’indipendenza, nonostante le reazioni violente della Guardia Civil che tentò di fermare le operazioni referendarie con la forza. L’esponente politico ricorda che in qualità di consigliere regionale si fece poi promotore di un Ordine del Giorno approvato nella seduta del 25 ottobre 2017, attraverso il quale il Consiglio Regionale della Sardegna censurò le azioni di violenza della Guardia Civil, esprimendo solidarietà e vicinanza al popolo catalano, e di una analoga specifica mozione.

 

“Auspico che la Catalogna possa proseguire il suo percorso pacifico e democratico nel quale sia garantito il diritto di esprimersi su qualunque riforma, inclusa quella dell’autodeterminazione –commenta l’ex sindaco di Alghero-. Ma occorre rasserenare gli animi e ottenere l’immediata scarcerazione e rimessione in libertà dell’ex Presidente della Catalogna Carles Puigdemont, sottoposto a misure di privazione della libertà personale per fatti connessi alla celebrazione della consultazione referendaria del 1° ottobre 2017. Sono certo che le forze politiche sarde  interverranno a sostegno della libera e pacifica espressione della volontà politica del popolo catalano, e condanneranno questi pericolosi nodi giudiziari che feriscono la democrazia nella sua più alta accezione –chiude Tedde-.”

Arresto Puidgemont, cresce lo sdegno. Critiche dal Pds

ALGHERO – Arrivano le prime censure rispetto all’arresto del Presidente Puidgemont. Il leader catalano che è stato fermato questa notte all’Aeroporto di Alghero e che oggi avrebbe dovuto partecipare alla manifestazione della cultura catalana L’Aplec dell’Adifolk che comprendeva, tra i vari appuntamenti, dopo l’incontro ufficiale col Sindaco Mario Conoci alle ore 9.30 a Porta Terra, anche una vista al museo MASE, dedicato ad Antoine de Saint Exupery dove sarebbe stato ricevuto dai vertici del Parco naturale Regionale di Porto Conte e Area Marina Protetta Capo Caccia Isola Piana.

Intanto, come detto, arrivano le prime parole di sdegno rispetto a questo arresto avvenuto proprio nella città catalana d’Italia, uno smacco inaudito. “Il Partito dei Sardi esprime sdegno per l’arresto del presidente Puigdemont e chiama all’immediato pronunciamento le istituzioni nazionali sarde e tutte le forze politiche democratiche che hanno a cuore la tutela dei diritti individuali, la tutela della libera espressione del pensiero, la condivisione dei principi di giustizia e libertà che animano la lotta politica per l’autodeterminazione dei popoli e la tutela delle legittime aspirazioni delle Nazioni senza Stato”.

Il Partito dei Sardi è solidale con il presidente Puigdemont, condivide la sua battaglia per l’affermazione dell’autodeterminazione del popolo catalano e ne auspica l’immediata rimessione in libertà per favorire la ripresa di un dialogo dove, la politica ed il confronto democratico, prevarranno sugli istinti repressivi e sui giustizialismi.