CAGLIARI – “L’approvazione dei documenti finanziari da parte del Consiglio regionale è la dimostrazione che il Consiglio intero, nella legittima differenziazione politica, ha scelto di dare risposte immediate ai sardi messi in ginocchio anche dalla pandemia”. Il Presidente del Consiglio regionale Michele Pais è soddisfatto per il via libera dato dall’Aula alla Manovra: “Si tratta di un provvedimento snello che sblocca la spesa dando risorse agli enti locali, alla sanità e alla continuità territoriale”. Archiviata la Manovra all’esame dell’Aula arriva il Recovery Fund, lo strumento europeo per la ripresa: “Sono certo che anche in questo caso il Consiglio regionale darà il suo importante contributo nella definizione dei programmi da mandare in Europa e cogliere così questa opportunità importante per la Sardegna ”.
POLITICA
“Stop ad ambizioni personali, lavoriamo per Alghero”
ALGHERO – “I problemi che in questi giorni stanno caratterizzando lo scenario politico locale sono ormai diventati un rischio ricco di criticità che vanno dissipate con urgenza, onde evitare una crisi senza ritorno. La città cerca esclusivamente certezze sulle quali fondare i passi prossimi da compiere per l’uscita dal tunnel infinito, nel quale ci ritroviamo in stallo. Pertanto il nostro partito si sta adoperando per portare un contributo fattivo che auspica soluzioni immediate”. Cosi il coordinatore cittadino della Lega Alghero Monica Chessa riguardo le fibrillazioni politiche di queste settimane.
“Si è infatti svolta da remoto, in ossequio ai protocolli dettati dall’emergenza sanitaria, la riunione del coordinamento a cui hanno partecipato anche il coordinatore provinciale Lorenzoni ed il responsabile dell’organizzazione Cubeddu, al fine di analizzare tutti insieme le ragioni della crisi che in questi ultimi mesi sta attraversando la maggioranza ed avere anche una lettura obiettiva e terza della situazione. La Lega ha come fine primario quello di stare tra la gente per ascoltare le loro concrete necessità e, nonostante il momento, la Lega Alghero nelle figure dei propri referenti ha continuato per quanto possibile questo percorso ascoltando i cittadini per capire le necessità contingenti e tentare per quanto possibile di trovare soluzioni compatibili”.
“Esortiamo la maggioranza dissidente a essere responsabile senza remore, con spirito propositivo e collaborativo in questo momento particolare. Cavalcare l’onda del caos rendendosi protagonisti di un gioco forza che indebolisce la figura del Sindaco e della propria Giunta, al solo fine di soddisfare le proprie ambizioni personali, con la spavalda presunzione di essere i “veri eroi” capaci di risolvere gli annosi problemi della nostra città posti in risalto dalla pandemia non può giovare alla nostra Alghero. Questa città merita molto di più che affanni pretestuosi”.
“Pertanto, la Lega Alghero continua ad essere presente per rafforzare il sostegno a Mario Conoci e chiede una partecipazione coscienziosa al pari di quella richiesta ai partiti nazionali. Reclamiamo un’azione di responsabilità in modo da placare questo marasma e dare certezze e soluzioni al cittadino algherese, così come promesso in campagna elettorale nel rispetto del mandato conferitoci dagli elettori”.
“Appello sul Recovery, preoccupati per Alghero”
ALGHERO – “L’ appello dei sindaci di Cagliari, Sassari, Quartu, Oristano, Nuoro e Olbia coglie nel segno. Ci dispiace e siamo preoccupati per il mancato coinvolgimento di Alghero.” Così le sezioni algheresi di FI, UDC, Psd’az e il Gruppo misto, (nota firmata dal capigruppo Camerada e Ansini, dai consiglieri Pulina e Monti e da Giuliano Tavera del Psd’Az ndr), commentano l’appello dei 6 sindaci affinché le risorse del Recovery vengano indirizzate su progetti credibili che possano disegnare il nuovo orizzonte della Sardegna e innervare di nuove e durature energie il sistema economico e sociale.
“Occorre scongiurare il pericolo di disperdere le straordinarie risorse in mille rivoli e piccoli progetti privi di respiro –precisano le forze politiche-.” Secondo le forze del centrodestra sardista che amministra Alghero e la Regione il Governatore Solinas vede con chiarezza la necessità di investire nella continuità territoriale interna, creando in primo luogo una rete ferroviaria moderna e infrastrutture viarie che interconnettano il nord al sud dell’isola, ma anche la parte orientale con quella occidentale. “In quest’ottica siamo certi che il Presidente Solinas accoglierà la nostra richiesta di pretendere dal Presidente Draghi la nomina del Commissario per la strada Sassari-Alghero.”
Secondo gli esponenti politici il secondo grande progetto dovrà essere teso a creare un sistema di produzione di energia basato sulle rinnovabili. “Ma siamo profondamente preoccupati per l’esclusione di Alghero da questo intervento intelligente e proiettato verso il futuro dei sei sindaci. Vogliamo sperare che si tratti di una semplice dimenticanza. Non sarebbe altrimenti possibile giustificare l’emarginazione della città che svolge un ruolo chiave nel turismo sardo e nell’economia della Sardegna nord occidentale –chiudono le forze politiche-.”
Addio Step, rilancio Secal: plauso alla Caria (Fi)
ALGHERO – “Rivolgiamo un doveroso riconoscimento all’assessore alle Finanze del Comune di Alghero, Giovanna Caria (Forza Italia), che in un momento di estrema complessità, causato dall’emergenza pandemica, è riuscita a trovare il giusto equilibrio tra la gestione delle entrate e le difficoltà economico-finanziarie che stanno interessando cittadini ed imprenditori algheresi”. Cosi l’esponente di Centrodestra e capogruppo dei Riformatori Sardi Alberto Bamonti riguardo la querelle sui tributi locali.
“Sicuramente la scelta di rilancio della partecipata Secal Spa, che si prepara a riprendere il ruolo per il quale è stata fondata, nel nuovo contesto di equità fiscale, oltre ad essere uno dei punti cardine del programma di coalizione, rappresenta anche la soluzione più efficiente per una riscossione più etica dei tributi locali, senza vessare oltremisura chi già è in difficoltà”.
“Non solo uno dei tanti punti programmatici della coalizione che ha vinto le elezioni nel 2019, ma bensì’, una operazione che avrà il merito di porre definitivamente la parola fine alla nefasta scelta della Step, che gestisce attualmente il servizio; un azzardo fatto dalla passata amministrazione, che non pochi problemi ha creato a tanti cittadini”.
Nella foto Alberto Zanetti e Alberto Bamonti (Riformatori Sardi)
Nasce il Governo Draghi, ecco tutti i ministri
ROMA – Momento storico per l’Italia. Mario Draghi, scioglie la riserva e diventa ufficialmente da Presidente del Consiglio incaricato a Presidente in carica. Un passaggio di straordinaria importanza vista la drammatica crisi a causa delle pandemia che vive il Paese. Ecco l’attesissima lista dei Ministri di un Governo che vede rappresentanti tecnici e delle forze politiche Partito Democratico, Lega, Forza Italia, 5 Stelle, Leu e Italia Viva:
Federico D’Incà ai Rapporti con il Parlamento
Vittorio Colao all’innovazione tecnologica
Renato Brunetta Pubblica amministrazione
Maria Stella Gelmni affari regionali
Mara Carfagna al Sud
Elena Bonetti Pari opportunità
Erika Stefani alle Disabilità
Fabiana Dadone alle Politiche giovanili
Massimo Graravaglia al Turismo
Luigi Di Maio agli Esteri
Luciana Lamorgese Interni
Marta Cartabia alla Giustizia
Daniele Franco all’Economia
Giancarlo Giorgetti sivluppo economico
Stefano Patuanelli all’Agricoltura
Roberto Cingolani alla Transizione ecologica
Giovanni alle Infrastrutture
Orlando al Lavoro
Patrizio Bianchi all’Istuzione
Dario Franceschini alla Cultura
Roberto Speranza alla Salute
Fratelli d’Italia alla Sinistra: basta bugie
ALGHERO – “Dopo la cocente sconfitta la sinistra è costretta a sollevare polemiche inutili per ricordarci che ancora esiste. Lo fa con le solite bugie”. E’ anche il coordinatore di Fratelli d’Italia Alghero (circolo Azione Alghero) ad intervenire riguardo lo scontro sull’assessorato al Turismo e Fondazione Alghero.
“Le nuove procedure votate dalla Giunta e previste per Fondazione Alghero hanno tre precise finalità: maggiore trasparenza, maggiore rispetto del denaro dei cittadini, maggiore efficienza e coordinazione fra l’Amministrazione e l’ente. La sinistra ha storicamente pochissima considerazione di tutte e tre le cose: tanto della trasparenza, quando dell’efficienza e soprattutto del denaro dei contribuenti. Noi invece crediamo che il denaro di chi lavora e paga le tasse vada impiegato in maniera efficiente e in modo trasparente. Ciò che oggi limita le iniziative di Fondazione Alghero è solo la dura contrazione di entrate (una perdita del 60-70% circa) causata dalla pandemia. Almeno di questo speriamo che l’opposizione non intenda incolpare la maggioranza”.
“In evidente crisi di identità politica, ora fanno i populisti, parlando di metrature, rincarando con una nuova bugia ai cittadini: la sede al Quarter infatti è solo temporanea, in vista del definitivo trasferimento degli uffici dell’Assessorato nella sede di via Columbano”.
“Dopo i loro cinque anni disastrosi hanno ancora coraggio di parlare di turismo. La sinistra cancellò di fatto l’Assessorato al Turismo, trasferendo tutte le leve di intervento dentro Fondazione. Da un lato sottrasse al controllo dei cittadini le azioni sul settore turistico, dall’altro ottenne una cassa con cui soddisfare le loro logiche di consenso politico. Ovviamente del loro operato non è rimasto pressoché nulla e il fallimento è stato evidente a tutti i cittadini, che alle ultime elezioni hanno deciso di bocciarli”.
Nella foto Alessandro Cocco
Fondazione e Turismo, Mulas difende la Giunta Conoci
ALGHERO – “Dalla sinistra, come al solito, solo balle. Tutta la giunta, non solo Marco Di Gangi e Mario Conoci, ha votato all’unanimità le nuove procedure che hanno un solo scopo: favorire la trasparenza nella gestione degli eventi, delle iniziative e delle risorse che li finanziano. L’accentramento lo vede solo la sinistra, nella sua malafede. Noi vogliamo condivisione e trasparenza: tutti devono avere contezza di cosa avviene”. Cosi Christian Mulas capogruppo dei Fratelli d’Italia che difende le scelte dell’Amministrazione di Centrodestra rispetto al settore de Turismo e Fondazione.
“Se la sinistra è contraria alla trasparenza e alla chiarezza ce lo dica. Diventerebbero chiare molte cose. Il centrodestra invece no! Noi crediamo sia fondamentale che i cittadini sappiano come vengono spesi i loro denari. Anche per questo, sin dal primo giorno, l’Assessore Di Gangi ha proceduto ad un’operazione trasparenza che ha fatto sapere a tutti come e quanto era stato speso dall’amministrazione passata”.
“L’ex sindaco e i suoi passacarte cancellarono l’Assessorato al Turismo di una città come Alghero – cosa che farebbe ridere se non fosse un fatto gravissimo. Svuotarono l’Amministrazione delle competenze e le trasferirono tutte in Fondazione, svincolandone l’attività dal controllo dei cittadini. Trasformarono l’ente in un bancomat, piegandone l’attività alle loro logiche di consenso politico”.
“Tra chi oggi sta a sinistra e scrive comunicati pieni di bugie c’è proprio chi votò contro l’istituzione di Fondazione e poi propose di chiuderla, accusando l’allora META di essere un carrozzone usato per generare consenso. Ironia della sorte proprio ciò che fecero i suoi “compagni”. Forse è per questo che oggi si son convertiti in sostenitori sfegatati della partecipata. Di quella stagione ci ricordiamo solo sprechi, annunci e nessun rilancio del turismo Algherese, in un periodo, al contrario, fu di relativa crescita economica nazionale. Anche per questo i cittadini li hanno sonoramente bocciati attraverso le urne. Sono così disperati che ora cercano di fare i grillini fuori tempo massimo: parlano di una sede per l’Assessorato al Quarter. Fingono di non sapere che la sistemazione sarà temporanea e che l’Assessorato tornerà ad avere i suoi uffici in via Columbano.
Fondazione, Sinistra contro la Giunta Conoci
ALGHERO – “La Giunta Comunale sta facendo perdere alla Fondazione Alghero la sua azione propulsiva e la propria autonomia, ed è un gran peccato. La scelta di Conoci e Di Gangi è di pura retroguardia. Si sono accontentati dapprima di un tavolo sul turismo, mai materializzato, poi pian piano hanno occupato fisicamente uffici e competenze”. Cosi il Centrosinistra riguardo la gestione della Fondazione Alghero da parte dell’Amministrazione Comunale.
“Come interpretare altrimenti la decisione di accentrare in Comune la gestione di tutte le istanze private che aspirano ad un contributo economico, se non come una ingerenza nell’autonomia della Fondazione, sancita da norme vigenti e cogenti. Tra l’altro, lo hanno fatto in modo goffo, ignorando, per esempio, l’esistenza di un regolamento pienamente efficace, approvato nel 2014 da Fondazione e Giunta Comunale, che codifica le procedure di concessione di sovvenzioni economiche. Atto mai abrogato e quindi pienamente efficace, al di là delle modulistiche unitarie che in realtà hanno lo scopo di dividere”.
“Non risulta abrogato neppure il contratto di servizio tra Fondazione e Comune, con la disciplina del possesso e dell’uso dei beni, con oneri economici e responsabilità in capo al CdA della Fondazione. Eppure, non curante di ciò, quasi in sgarbo a tutte le regole, Di Gangi ha deciso di lasciare Palazzo Serra e di occupare tre stanze al Quarter, 150 mq circa, al secondo piano del palazzo in dotazione alla Meta, destinate fino a ieri ad allestimenti, mostre, eventi. Ci ha impiantato tre uffici comunali, usurpando l’autonomia, la libertà e la vivacità con cui è nata e cresciuta la Fondazione, protagonista fino a qualche anno fa della cultura e dell’animazione della Città in Italia e nel mondo”.
“Si voleva far entrare dalla porta principale Parco di Porto Conte, Sogeaal, Confcommercio, Consorzio del Porto, con le loro articolazioni, direttamente nell’assemblea della Fondazione Alghero. Le ultime modifiche statutarie volute dalla Giunta Bruno lo consentono ancora. Siamo certi che anche i vertici della Fondazione lo vorrebbero, ma trovano le porte chiuse della proprietà, quella che – con l’assessore Di Gangi – crea solo tavoli e gestisce stanze”.
Centrodestra: 1milione e mezzo per le Città di fondazione
CAGLIARI – Un milione e mezzo di euro per far conoscere la storia e la cultura di Arborea, Carbonia e Fertilia, le tre città di fondazione più importanti della Sardegna: risorse che potranno essere spese per manifestazioni culturali e per altre iniziative di richiamo. La proposta di legge, spiega l’agenzia Ansa, è stata presentata da Michele Ennas (Lega), Giorgio Oppi (Udc), Emanuele Cera (Forza Italia) e Francesco Mura (Fdi). Proprio quest’ultimo ha sottolineato il fatto che “non è una coincidenza la presentazione di questo testo normativo nel giorno della memoria per le vittime delle foibe, perché la Sardegna e in particolar modo Fertilia ha accolto centinaia di esuli di Istria, Dalmazia e Fiume, territori dove i partigiani del dittatore Tito hanno massacrato la popolazione civile inerme”.
Per Ennas “la legge si propone di valorizzare un patrimonio culturale celato e meno noto. Con uno stanziamento iniziale di un milione mezzo di euro si potranno finanziare iniziative culturali organizzate dai Comuni, dagli enti locali o anche dai privati. Spetterà poi alla giunta individuare le modalità e i tempi”. Di Carbonia e del suo sviluppo, che “grazie all’arrivo di siciliani, calabresi e altri dalla fine degli anni ’30 l’ha portata ad avere anche 50 mila residenti”, ha parlato Giorgio Oppi decano dei consiglieri regionali sardi. Oppi si è augurato “la rapida approvazione di una legge che unisce tutti”.
Riforma Enti Locali, Truzzu non ci sta
CAGLIARI – Riforma degli enti locali, il sindaco Truzzu alla commissione Autonomia: se mi commissariate ci difenderemo Lo aveva anticipato e lo ha confermato: davanti a una delegazione di sindaci, il primo cittadino di Cagliari, Paolo Truzzu, ha ribadito il no della città metropolitana di Cagliari alla riforma degli enti locali. L’occasione è stata l’audizione in commissione Autonomia del Consiglio regionale, presieduta da Pierluigi Saiu (Lega). Il sindaco di Cagliari ha precisato in premessa: “Non parlo a titolo di partito né personale. La mia posizione è istituzionale e alla luce di questa preciso che l’assemblea dei sindaci della città metropolitana di Cagliari è contraria, come lo sono le parti sociali, all’allargamento a 72 comuni. Le ragioni risiedono non nell’egoismo ma soprattutto nella necessità di ragionare in ambiti omogenei su temi come i trasporti, i rifiuti, i servizi alla persona e l’istruzione. Se poi la riforma dovesse andare avanti così e giungere fino al commissariamento del sindaco della città metropolitana di Cagliari siamo pronti a difenderci in tutte le sedi”.
Una posizione condivisa da Francesco Mura (Fratelli d’Italia), che ha detto apertamente: “Il mio partito non voterà mai una riforma che potrebbe portare al commissariamento del sindaco della città metropolitana di Cagliari”.
Lo sbarramento è arrivato anche dall’opposizione, con gli interventi di Massimo Zedda e Diego Loi (Progressisti). Quest’ultimo, primo cittadino di Santulussurgiu, ha detto: “E’ evidente che una divisione di territori non si può definire a tavolino”. Invece l’ex sindaco di Cagliari ha attaccato la proposta di legge unificata: “Non siamo davanti a una riforma degli enti locali ma a un’ennesima moltiplicazione di enti, visto che non ci saranno i soldi per erogare servizi ma soltanto per pagare qualche dirigente”.
Hanno preso la parola i componenti della delegazione. Per Tommaso Locci (Monserrato) “un conto è un allargamento a Dolianova, Serdiana o Villasimius. Un altro è snaturare la città metropolitana”. Tore Mattana, ex consigliere regionale e sindaco di Sarroch, ha ricordato “le ragioni che hanno portato alla nascita della città metropolitana di Cagliari” e ha aggiunto che “non si può rischiare di perdere i risultati raggiunti”.
Per l’Udc il leader Giorgio Oppi ha auspicato “da parte dei sindaci una qualche proposta: in mancanza ci assumeremo in aula come sempre le nostre responsabilità”. Oppi ha anche sollecitato la necessità che il territorio metropolitano coinvolga Domusdemaria, “vista la vicinanza con Pula”.
Per il relatore della proposta unificata, l’on. Antonello Peru (Udc), “il testo di legge al quale siamo giunti dimostra il fatto che ci stanno a cuore tutti i comuni della Sardegna e non soltanto quelli più vicini ai “caminetti” delle città metropolitane. Non va bene che funzionino meglio i municipi più vicini alle città capoluogo di provincia”.
Al termine il presidente Saiu ha concluso dicendo che “la riforma degli enti locali non è stata da noi intesa come un terreno di scontro. Abbiamo provato sino a oggi a fondere differenti opinioni dando a tutti la possibilità di essere ascoltati dalla commissione Autonomia in un dibattito pubblico e seguito dai media. Terremo comunque conto del punto di vista esposto oggi ma la parola ultima spetta all’Aula, che in democrazia è sempre sovrana