Regolamento “Pari opportunità”: le parole della consigliera Podda

ALGHERO – “Secondo alcune stime verrà conseguita solo nel 2058, nonostante sia uno degli obiettivi, il quinto, dell’Agenda 2030 dell’ONU.
Siamo, quindi, ben oltre l’obiettivo. In tema di parità il nostro Paese negli ultimi due anni ha perso 24 posizioni: assistiamo, dunque, ad un preoccupante arretramento. Tra i riferimenti normativi meritano di essere ricordati alcuni articoli della nostra Carta Costituzionale: L’ art. 3 comma primo e secondo, principio di uguaglianza formale e sostanziale; Art. 4 accesso al lavoro; Art. 29 e 31 diritti di famiglia e maternità; Art. 37 lavoro femminile; Art. 48 diritto di voto ed elettorato attivo; Art. 51 accesso alle istituzioni ed elettorato passivo.
Il quadro legislativo e normativo è molto ricco. Qualche timido passo in avanti è stato compiuto, ma la situazione resta ad oggi enormemente critica.
La disparità tra uomo e donna abbraccia moltissimi aspetti della vita comune. Il tasso di disoccupazione femminile è quasi il doppio di quello maschile. Emerge che le lavoratrici sono più spesso impiegate con contratti precari; una donna su cinque lascia il lavoro dopo la maternità, causa principale è la difficoltà di conciliare lavoro e famiglia; l’assenza di servizi di welfare adeguati e a prezzi accessibili, condiziona e limita sogni e aspirazioni femminili.
Solo il 21,1 % delle donne ha contratti da dirigente, contro il 78,9% degli uomini. Politiche attive per il lavoro, un maggiore accesso ai servizi per l’infanzia e la promozione della leadership femminile, rappresentano e sono azioni irrinunciabili e fondamentali per colmare il gap di genere. “L’insieme di barriere sociali culturali e psicologiche che si frappone come un ostacolo insormontabile, ma all’apparenza invisibile, al conseguimento della parità di diritti e alla concreta possibilità di fare carriera nel campo del lavoro per categorie storicamente soggette a discriminazioni”. È questo il significato dell’espressione “Soffitto di cristallo”. Si parla spesso di Padri costituenti meno, invece, di Madri costituenti.
Furono 21 le donne elette all’Assemblea Costituente.
Il 2 giugno 1946 in netta minoranza fecero ingresso nell’emiciclo di Montecitorio, luogo fino a quel momento accessibile e riservato solo agli uomini.
Nilde Iotti, Tina Anselmi, Maria Elisabetta Alberta Casellati, Marta Cartabia, Giorgia Meloni, Alessandra Todde: mondi culturali e politici differenti.
Da un lato, la consapevolezza di aver conquistato uno spazio – e non uno qualsiasi -, ma un ruolo apicale con non poche difficoltà; dall’altro, la caparbietà di voler e di aver invertito la rotta perché la donna al vertice fa notizia, troppa notizia. Tutto questo si scontra con attacchi sessisti e misogini di cui sono bersaglio le donne. Il dibattito pubblico è sempre più inquinato e l’aggressività verbale è particolarmente intensa sui social. Siamo chiamati tutti e tutte – politica compresa – ad un cambio di prospettiva mentale e culturale.
Nel tempo in cui viviamo, l’istituzione di questa commissione diventa strumento fondamentale e risorsa per migliorare la qualità della vita di ciascuno e ciascuna di noi. Insieme alla commissione sono altrettanto importanti i movimenti e le associazioni che sfidano ogni giorno stereotipi e tabù con azioni di contrasto alle discriminazioni, promozione dell’equità nel lavoro bilanciamento tra vita professionale e vita privata, diffusione della cultura del rispetto.
Arriverà il giorno in cui non sarà più necessario parlare di pari opportunità, lo auspico e sono sicura di non essere sola.  Nel frattempo continuiamo questa missione quotidiana, – mi piace chiamarla così – fino a quel giorno”.

Beatrice Podda
Capogruppo Futuro Comune – co-coordinatrice provinciale Europa Verde (AVS)

“Palacongressi, basta sproloqui e tentennamenti: Alghero ha bisogno di idee chiare”

ALGHERO – “Sul futuro del Palacongressi la sinistra porta avanti un siparietto di dichiarazioni contraddittorie che certificano l’assenza totale di una linea politica da parte dell’Amministrazione Cacciotto. Alle domande puntuali dell’opposizione sulle affermazioni rilasciate alla stampa dall’assessore Daga – che parlava apertamente di “recupero della struttura” – è seguita una risposta elusiva e incoerente, che ha di fatto smentito quanto dichiarato pubblicamente. A completare il quadro, è arrivata la dichiarazione del Sindaco, che ha a sua volta preso una direzione ancora diversa.
Il risultato è evidente: una Giunta che si smentisce da sola e un Sindaco incapace di garantire una direzione chiara.
Il centrodestra non è contrario a ragionare su percorsi di valorizzazione del Palacongressi, anche in continuità con il lavoro tecnico e progettuale già avviato negli anni scorsi. Ma una cosa è il confronto serio, un’altra è la propaganda fatta di inglesismo e suggestioni mediatiche, prive di atti concreti.
Sul Palacongressi esistono già studi, analisi e perfino un progetto di fattibilità che definisce funzioni, costi e obiettivi. Oggi, invece, la città assiste a un rimpallo di dichiarazioni da parte dell’amministrazione, senza sapere cosa si vuole fare, con quali risorse e in quali tempi.
La responsabilità politica è tutta del Sindaco Cacciotto, che dovrebbe guidare la Giunta e non limitarsi a smentire i propri assessori a posteriori. Su un bene strategico come il Palacongressi non è più accettabile navigare a vista.
Alghero ha bisogno di scelte chiare, atti conseguenti e una guida politica vera. Il resto è solo confusione”.

Forza Italia – Marco Tedde
UDC – Lelle Salvatore
Lega – Michele Pais
Fratelli d’Italia – Alessandro Cocco
Prima Alghero – Massimiliano Fadda

Monte Carru sbarca in Consiglio, proposte di Pais e Martinelli

ALGHERO – “Per il quartiere Monte Carru urgono le opere di urbanizzazione ad opera del Comune, interventi attesi da decenni,  altrimenti il rischio è che passino altri 5 anni coi residenti che si troverebbero ancora a subire una vera ingiustizia con, ad esempio, l’impossibilità di avere a disposizione l’acqua potabile”, così, nell’ultimo consiglio comunale Michele Pais e Gianni Martinelli riguardo l’annosa, e irrisolta, questione che vede, come ultima notizia, “una proposta conciliativa riguardo gli interventi attesi nella lottizzazione di Monte Carru”.
“Non si faccia pagare ai cittadini, bambini, anziani, conteziosi che non gli appartengono e per questo chiediamo al sindaco, insieme all’ufficio legale, di seguire la vicenda al fine di arrivare ad una definitiva soluzione che possa portare giovamento a tutti e in particolare ai residenti del quartiere”
Nella foto Gianni Martinelli

“Ad Alghero e sassarese, sanità in smantellamento: Cacciotto si faccia sentire”

ALGHERO –  «Ad Alghero e in tutto il territorio del sassarese, la sanità pubblica sta vivendo una fase di progressivo smantellamento che colpisce cittadini, famiglie e giovani. Ad Alghero 8000 cittadini, ben il 20% della popolazione, senza medico di base. Ma non solo: il reparto di Endocrinologia faticosamente conquistato all’Ospedale Marino a rischio chiusura, fino al Centro di Medicina sportiva ormai di fatto non operativo». Lo denuncia Michele Pais, consigliere comunale di Alghero, che rilancia anche l’allarme lanciato da una ventina di associazioni sportive del territorio.

«Il Centro di Medicina sportiva del Marino, che garantiva migliaia di prestazioni sanitarie annue, rischia la chiusura per gravi carenze di personale. Dal 1° febbraio il medico di riferimento andrà in pensione senza sostituti e la recente interruzione del servizio cardiologico rende impossibile la piena operatività», afferma Pais.
La conseguenza sarebbe lo spostamento obbligato verso il privato, con un costo stimato di oltre 480 mila euro a carico delle famiglie. «Una situazione inaccettabile che crea disuguaglianze nell’accesso allo sport, soprattutto tra i giovani».
Pais collega la crisi della Medicina sportiva a quanto sta avvenendo nel resto del presidio. «All’Ospedale Marino l’Endocrinologia è a rischio ridimensionamento, con un solo medico in comando e nessuna previsione di reparto nell’atto aziendale della ASL. Altro che passaggio senza conseguenze: è un passaggio al buio».
«Ai proclami sul cambio di passo – conclude – seguono solo balletti di nomine illegittime e slogan. Il sindaco di Alghero, faccia sentire la sua voce chiamando in causa l’intero territorio della città metropolitana di Sassari, nelle stessa drammatica situazione, con paesi sforniti del tutto di assistenza medica. Si faccia prevalere l’interesse pubblico e la difesa dei cittadini, alla vuota appartenenza politica».

“Caos Sanità, i sardi pagano i fallimenti della Todde”

CAGLIARI – “La strategia dell’assessore Todde alla Sanità continua a rivelarsi fallimentare su tutta la linea e a pagarne un caro prezzo come sempre sono i cittadini”. Paolo Truzzu, capogruppo di Fratelli d’Italia, ripercorre i due anni disastrosi in cui verte la sanità dell’isola. La nomina dell’assessore Bartolazzi rivelatasi solo un “tuono” senza alcuna luce, rispedito a Roma con volo di sola andata, i vecchi direttori generali delle dodici aziende sanitarie sostituiti da commissari la cui nomina è stata dichiarata anticostituzionale, ricorsi milionari che graveranno sulle tasche dei cittadini, il direttore Flavio Sensi vince il ricorso e dovrà essere reintegrato alla guida della Asl di Sassari, gli ospedali sardi al collasso. “ L’unica responsabile del disastro in cui ci troviamo è la Presidente Todde, che incurante delle grida di aiuto continua imperterrita nei suoi atti di prepotenza e incompetenza.  Nessuna visione di futuro, nessuna consapevolezza del presente, solo l’agonia straziante in cui affonda la Sardegna sotto lo sguardo incurante di un’ assessora “cieca e sorda” al grido di aiuto di tutti i cittadini” continua Truzzu. “L’instabilità del sistema sanitario crea incertezze per il futuro e sarà quasi impossibile recuperare. Nessuna strategia condivisa, nessun buon senso nelle scelte, nessuna competenza profusa a discapito di tutti” conclude Truzzu.

“Sanità, nuovo schiaffo alla Todde: ora basta propaganda, è tempo della serietà”

ALGHERO – “Ancora una volta l’azione di governo della Todde viene sonoramente bocciata da un organo giudiziario. La Presidente Todde dimostra tutta la sua inadeguatezza istituzionale e politica nella gestione della sanità sarda. Dopo il clamoroso schiaffo inflitto dalla Corte Costituzionale, che ha demolito la presunta riforma della sanità regionale voluta dalla Giunta, arriva ora anche il sonoro ceffone del TAR, che certifica il pasticcio amministrativo e giuridico prodotto dall’esecutivo regionale.
Il Tribunale Amministrativo Regionale, prendendo atto dell’annullamento della norma da parte della Consulta, con propria sentenza odierna ha ristabilito lo status quo ante, dichiarando illegittima la defenestrazione del direttore generale Sensi e, conseguentemente, la nomina del commissario straordinario in sua sostituzione. Un atto grave, fondato su una norma poi espunta dall’ordinamento, che oggi viene definitivamente sconfessato in sede di giurisdizione amministrativa.
Siamo dunque di fronte a una ricostruzione chiara: la titolarità delle funzioni resta in capo all’Azienda sanitaria di Sassari secondo l’assetto originario, e ogni forzatura politica imposta dalla Giunta Todde si rivela per quello che è stata: un abuso di potere travestito da riforma.
Le conseguenze di questa gestione pasticciona non sono solo politiche o istituzionali, ma ricadono pesantemente sulla comunità, sui servizi sanitari, sugli operatori e sui cittadini, costretti a subire mesi di incertezza, paralisi decisionale e confusione organizzativa. Un danno enorme, che qualcuno dovrà spiegare e, soprattutto, assumersi la responsabilità di aver provocato.
Dopo aver preso un granchio con la Corte Costituzionale, la Presidente Todde ne prende un altro con il TAR. Due sentenze, due bocciature nette, un unico denominatore comune: l’improvvisazione e l’arroganza di una Giunta che ha giocato con la sanità dei sardi.
Ora basta propaganda. È tempo di ripristinare serietà, legalità e rispetto delle istituzioni. La sanità non è un terreno di sperimentazione ideologica né un campo di battaglia politica: è un diritto fondamentale dei cittadini, che questa Giunta sta dimostrando di non saper tutelare”

“Sanità, Sardegna maglia nera e i 5 Stelle esaltano la Todde: almeno Conte tace”

ROMA, 14 GENNAIO 2026. “Il collega Perantoni osanna la politica sanitaria della presidente Todde? Gli posso dare due consigli: il primo è fare un bel giro negli ospedali sardi, il secondo è seguire l’esempio di Giuseppe Conte, che almeno ha avuto il pudore di non citarla ad esempio e durante i suoi interventi alla Camera preferisce scagliarsi contro la Sicilia. Del resto il leader dei Cinquestelle è il primo a doversi vergognare per aver indicato per la Sardegna un assessore romano che è uscito sbattendo la porta e denunciando, in anticipo rispetto al verdetto della Consulta sui commissariamenti illegittimi, che il campo largo pensa solo alle poltrone.” Così Ugo Cappellacci, presidente della commissione Affari Sociali e Salute della Camera, replica alle affermazioni del deputato del movimento cinquestelle, Perantoni. “Per quanto riguarda il passato – prosegue Cappellacci-, rispondo del mio operato e non per altri: durante la mia presidenza la Sardegna fu la prima regione del meridione a uscire dal piano di rientro sanitario, riconquistando la sua autonomia decisionale. In quegli anni fummo tra i primi ad avviare la digitalizzazione con il fascicolo sanitario elettronico e ad adottare le procedure di acquisto centralizzate per evitare gli sprechi. Non abbiamo tagliato neppure un posto letto. Al contrario, abbiamo rinforzato presidi strategici per la nostra Isola. Negli stessi anni i governi nazionali dei suoi alleati tagliavano 37 miliardi al diritto alla salute. A quasi metà del suo mandato invece l’attuale presidente ha visto proprio nella riforma sanitaria la terza legge cassata dalla Corte Costituzionale. Anche in questo siamo distanti – ha concluso Cappellacci-: noi davanti alla Consulta difendevamo i diritti dei sardi e l’autonomia, lei la sua poltrona e quella dei commissari delle ASL.”

Giro di Sardegna, esultano Di Nolfo e Colledanchise: “Grande vetrina per Alghero”

ALGHERO – Ritorna il ciclismo nazionale nell’Isola. Con il “Giro di Sardegna” che si apre a Castelsardo e chiude ad Olbia. Passaggio anche ad Alghero, città che vide la storica partenza del 100esimo Giro d’Italia. Sul ritorno di una gara delle due ruote, ci sono i commenti entusiasti del consigliere regionale Valdo di Nolfo e del consigliere comunale Marco Colledanchise.

“Manifestazioni di questo livello – commenta Di Nolfo – rappresentano una straordinaria opportunità per valorizzare e dare visibilità ai territori, rafforzare il legame tra sport e turismo e generare ricadute economiche e occupazionali concrete. In questo quadro, aree strategiche come il nord ovest della Sardegna e la città di Alghero, già punto di riferimento nel Mediterraneo per l’accoglienza e i collegamenti, possono contribuire in modo significativo alla riuscita complessiva dell’evento e alla sua capacità di promuovere l’Isola nel mondo».

“Una vetrina importante anche dal punto di vista mediatico: «La diretta nazionale sulla Rai della prima tappa partirà proprio da Alghero dando grande visibilità a tutto il territorio della Riviera del Corallo. In questi giorni sono arrivate tantissime richieste di media partnership da tutto il mondo a dimostrazione della grande rilevanza mediatica del Giro e della riconosciuta caratura dell’evento per appassionati e addetti ai lavori”.

“Questo evento dimostra cosa significa fare politica con competenza, visione e capacità di programmare – dichiara Marco Colledanchise, consigliere comunale di Alghero –. Il Giro della Sardegna è il segno concreto di un modo di amministrare che non si ferma agli annunci, ma costruisce opportunità reali per i territori, soprattutto in bassa stagione”.

“Alghero, è emergenza medici di base”

ALGHERO – «Non solo il reparto di Endocrinologia a rischio chiusura. Dal 1° gennaio, circa 8000 cittadini algheresi sono rimasti senza medico di base. È una situazione gravissima, indegna di una comunità civile e totalmente fuori controllo».
Lo denuncia con forza Michele Pais, consigliere comunale di Alghero, che raccoglie il grido di disperazione di centinaia di famiglie alle prese con un vero e proprio incubo quotidiano.
«Parliamo di persone che necessitano di ricette per farmaci salvavita, di prescrizioni mediche fondamentali, di certificati di malattia per poter lavorare. Tutto ciò che prima veniva garantito dal proprio medico di fiducia oggi è diventato un percorso a ostacoli», afferma Pais.
Un’emergenza che si traduce in ore di attesa, disagi e umiliazioni. «I cittadini sono costretti a rivolgersi prima alla guardia medica e poi al punto Ascot di Fertilia (provvidenzialmente istituito nella scorsa legislatura in Regione), dove si formano code interminabili, spesso all’aperto e sotto le intemperie. E dopo ore di fila non è nemmeno garantito di essere visitati: se l’orario dell’ambulatorio termina, si viene rimandati al giorno successivo».
La situazione è ancora più drammatica per chi soffre di patologie gravi. «Ci sono malati che non si reggono in piedi, costretti a fare la fila come se nulla fosse. Attraverso il cellulare non si può più fare niente, mentre prima il proprio medico risolveva anche a distanza. Questo non è progresso, è un ritorno indietro inaccettabile».
Pais sottolinea come il problema non riguardi solo Alghero, ma sia ormai diffuso in tutta la provincia di Sassari, con criticità ancora più evidenti nei centri più piccoli, dove la carenza dei medici di base si somma all’isolamento territoriale e alla mancanza di servizi essenziali. «Un’emergenza regionale che colpisce soprattutto i più fragili e che dimostra il fallimento della programmazione sanitaria che invece prometteva miglioramento dell’assistenza».
Il consigliere comunale non usa mezzi termini: «È un incubo. E la cosa più grave è il silenzio della politica, o l’utilizzo di slogan e selfie. Altro che cambio di passo: tutto è peggiorato e all’orizzonte non si intravede nemmeno una parvenza di soluzione, se non un balletto di nomine nelle aziende e la sanità utilizzata come spartizione di potere».
Infine l’amara stoccata: «Forse l’unica “risposta” è rivolgersi al Cup politico come qualcuno a livello regionale sembra suggerire. Una battuta dal riso amaro, che richiama solo vergogna e responsabilità. La politica non può più far finta di nulla».

Polemiche sulla Fondazione, “Investito 1.785.000 in eventi, massimo sostegno”

ALGHERO – “Negli ultimi giorni sono circolate alcune valutazioni sulla programmazione della Fondazione che riteniamo doveroso chiarire, anche per rendere merito al lavoro svolto in questi mesi dal nuovo Consiglio di Amministrazione e dal Presidente della Fondazione Alghero.

Il nuovo CdA si è insediato nell’ottobre 2024 e, in un arco di tempo oggettivamente breve, ha dimostrato capacità di visione, concretezza e una gestione attenta delle risorse. Un lavoro che ha prodotto risultati misurabili e che merita di essere raccontato con chiarezza.

Uno degli aspetti più significativi riguarda la capacità di attrarre finanziamenti pubblici. La Fondazione ha partecipato con successo a cinque Bandi Regionali – dedicati, tra gli altri, al Carnevale, alla Settimana Santa, a San Michele e al Cap d’Any – ottenendo complessivamente 770.000 euro di contributi regionali. A questi si aggiungono 1.015.000 euro di risorse investite dalla Fondazione, per un totale di 1.785.000 euro reinvestiti sul territorio attraverso eventi culturali e identitari.

Questi numeri raccontano una scelta precisa: rafforzare la qualità e l’impatto degli eventi senza gravare ulteriormente sulle risorse interne, riuscendo anzi a quasi raddoppiare gli investimenti sui singoli appuntamenti. Una parte importante di queste risorse, pari a 154.000 euro, è stata destinata alla promozione, con l’obiettivo di dare ad Alghero una visibilità adeguata non solo a livello regionale, ma anche nazionale e internazionale.

Accanto ai numeri, però, c’è un elemento altrettanto importante: il lavoro sull’identità. In pochi mesi si è riusciti a dare nuova forza a manifestazioni che per troppo tempo erano rimaste “identitarie” solo sulla carta. San Michele ha finalmente espresso con chiarezza la sua anima catalana, grazie alla partecipazione di Gigants, Castellers e Pastorets arrivati direttamente dalla Catalogna.

A questi risultati si affiancano nuove iniziative rese possibili dal Bando Festival, come i Mercatini di Natale e la pista del ghiaccio, insieme alla conferma e al potenziamento di eventi già apprezzati come l’Alghero Family Festival di ottobre e il Villaggio di Babbo Natale, sui quali si è scelto di investire con ancora maggiore convinzione.

Siamo consapevoli che questo sia solo l’inizio di un percorso, ma è un inizio solido, che ha già raccolto ampio apprezzamento all’interno della maggioranza e tra molti operatori del territorio. La Fondazione, sotto la guida del nuovo Presidente, ha intrapreso un cammino concreto di rinnovamento, valorizzando la nostra cultura, migliorando la qualità degli eventi e contribuendo a rendere Alghero sempre più riconoscibile e attrattiva.

Esprimiamo pieno sostegno al lavoro portato avanti dalla Fondazione. Continueremo ad accompagnare e supportare questo percorso con convinzione, certi che i risultati ottenuti finora rappresentino solo il primo passo verso obiettivi ancora più ambiziosi, con l’intento di far crescere ulteriormente Alghero come destinazione di eccellenza per eventi culturali e artistici”.

Maggioranza Cacciotto “Progetto Alghero”