Ryanair, Sanna e Bruno a Dublino

SASSARI – L’obiettivo è capire le reali ragioni che hanno spinto la compagnia aerea low cost irlandese a ridurre sensibilmente la sua presenza negli aeroporti sardi, in particolare in quello di Alghero dove Ryanair ha cancellato sette rotte dopo l’incremento delle tasse aeroportuali da parte del governo nazionale. Il sindaco di Sassari, Nicola Sanna, domani sarà a Dublino, con il collega di Alghero Mario Bruno, per incontrare il Ceo di Ryanair Michael O’Leary e il responsabile commerciale David O’Brien per cercare di capire realmente la posizione della compagnia e verificare tutte le strade possibili per la ripresa dei collegamenti. La soluzione della vicenda adesso è nella mani dellla Regione e del governo italiano. Nell’ultimo incontro a Roma, il ministro Delrio ha assicurato la massima attenzione sulla questione dei trasporti aerei da e per la Sardegna.

«La decisone della compagnia aerea – afferma il primo cittadino – è apparsa da subito per i sardi un dramma, perché è andata a incidere in maniera pesante sulla continuità territoriale e sui voli low cost in generale. «Condividiamo l’idea che occorra ridurre il carico fiscale per coloro che vivono in aree periferiche o in isole come la nostra e hanno l’obbligo di viaggiare in aereo. E per questo, abbiamo rivolto un appello al governo nazionale affinché si trovino risorse sostitutive che non incidano ulteriormente sulle tasche dei nostri concittadini regionali». Il viaggio dei due sindaci, allora, ha lo scopo di «rappresentare le esigenze del popolo sardo per il quale volare, da e per la Sardegna, deve costare meno. Quindi rinnovare il patto tra Regione, Stato e Unione europea per rafforzare il principio che le regioni come la nostra hanno bisogno di mobilità aerea a basso costo, da realizzare in regime di libera concorrenza tra i diversi vettori che possono ottenere anche aiuti pubblici, nel rispetto dei recenti orientamenti della commissione Ue sulla materia. «Nel dibattito con Ryanair – afferma ancora il sindaco – la Sardegna ha sempre prestato attenzione ai low cost e, pertanto, mi aspetto un’attenzione corrispondente e una ulteriore cura per la nostro Isola da un vettore che da questa terra ha tratto anche ragione del suo successo».

Il primo cittadino non dimentica ed esalta l’impegno assunto dal tessuto economico locale con la creazione del fondo per la mobilità aerea. «È un fatto positivo – dice – che mette in gioco la capacità del tessuto imprenditoriale locale, in grado di generare valore aggiunto, che consentirebbe di abbattere i costi di trasporto e dei biglietti». Quindi un invito: «Occorre davvero che tutte le imprese aderiscano al fondo, così da creare più ampie e forti sinergie, come accade nel resto d’Europa. Anche noi nell’incontro di domani metteremo in evidenza la capacità degli imprenditori di dialogare con tutti i vettori low cost, e non solo con Ryanair che per noi resta centrale nel panorama nazionale ed isolano».

Resta ancora aperta la questione della procedura di infrazione, per la cui chiusura il primo cittadino di Sassari chiede un intervento corale sia della Regione Sardegna che dei deputati e senatori del Parlamento e del Parlamento europeo. «È necessario che insieme alla Regione e al governo si prendano pressanti iniziative con la commissione europea della concorrenza, presieduta da Margrethe Vestager, per chiedere l’immediata definizione della procedura di infrazione. Il tempo dell’istruttoria è stato sin troppo a lungo, due anni e mezzo, e non può essere rimandato ancora, pena il disastro di una già debole economia che, a causa di questa situazione, ha già perso un altissimo numero di prenotazioni turistiche. Occorre fare presto e bene, e i nostri deputati, senatori e parlamentari europei facciano anche loro appello e pressione insieme ai sindaci per una pronta chiusura, perché questa incertezza sta creando instabilità per l’economia del nostro territorio e dell’intera Isola. «Una chiusura positiva che – conclude Nicola Sanna – è fondamentale per garantire il mantenimento e la crescita dell’aeroporto di Alghero, per la cui società di gestione è in atto una ricapitalizzazione utile a garantire l’ingresso di altre realtà gestionali nazionali in grado di consolidarla”.

Nella foto i due sindaci con il boss di Ryanair O’ Leary a Roma all’ingresso del Ministero

S.I.

“Annus horribilis per l’agricoltura”

SASSARI – Il 2016 è un annus horribilis per l’agricoltura sarda. In particolare il mese di aprile ha segnato il punto più basso toccato negli ultimi anni. «Abbiamo dati inequivocabili. Innanzitutto, il crollo del prezzo del latte ovino da 1,10 euro a 0,80/90 al litro, ovvero -20% circa del prezzo pagato agli allevatori», attacca il coordinatore regionale di Italia Unica Tore Piana. «Ci sono poi i fortissimi ritardi sulla pubblicazione dei bandi PSR 2014-2020: finora è stata definita solo una misura (la n.10, “misure agrosilvo-ambientali”) sulle 16 previste. Questo significa che si sono persi due anni e mezzo, 2014 e 2015 e 5 mesi del 2016, sui sette disponibili».

Ma ci sono anche le lentezze di Agea nazionale nel calcolare gli aiuti della nuova PAC. «I pagamenti slittano. Questo determina forti incertezze, anche se il ministro Martina ha promesso che i soldi saranno accreditati entro giugno». Sul punto Italia Unica Sardegna esprime forte preoccupazione: «Il permanere dell’attuale situazione di stallo rischia di provocare conseguenze drammatiche per gli imprenditori agricoli isolani», dice ancora Piana. In particolare, Agea è in forte ritardo nell’attribuzione dei titoli definitivi che dovevano essere assegnati entro il 1 aprile scorso. Non sono stati ancora resi noti i criteri per il mantenimento delle superfici pascolate. Inoltre i pagamenti per l’anno 2015 non sono stati ancora completati. Esistono diverse difficoltà nella definizione delle procedure e degli strumenti per la presentazione della domanda grafica e ad oggi agli agricoltori viene impedita la presentazione e il pagamento delle domande 2015 e 2016.

«Le imprese agricole sono nella disperazione per i mancati pagamenti dei premi comunitari – riprende Tore Piana –. Chiediamo un immediato intervento dell’Assessorato regionale all’Agricoltura presso Ministero e Agea per sbloccare immediatamente la domanda unica e i pagamenti del Psr». «Eppure l’agricoltura rappresenta per la Sardegna, insieme al turismo, l’unica fonte produttiva su cui deve basarsi la ripresa economica», conclude Piana, che sollecita la pubblicazione immediata di tutti i bandi del Psr Sardegna 2014/2020 ed un intervento calmieratore sul crollo del prezzo del latte ovino.

Nella foto Tore Piana

S.I.

4 corsie: disastro Pigliaru-Bruno

ALGHERO – “Abbiamo anticipato ieri che il Cipe nella sua ultima seduta ha bocciato il finanziamento per il completamento della 4 corsie Alghero-Sassari. Questo risultato disastroso è interamente ascrivibile a Mario Bruno”. Psd’Az, NCd e Patto Civico ritornano sul nuovo caso scoppiato riguardo l’attesa opera che è il tratto di 4 corsie che dovrebbe collegare Alghero e Olmedo.

“Il sindaco ha il merito di aver bloccato l’iter del finanziamento proprio quando ormai era tutto deciso con la scusa di verifiche non meglio precisate sul tratto finale della strada. Oggi raccogliamo il risultato di di questa ennesima prodezza di Mario Bruno. E pensare che questo era uno dei finti motivi scelti dall’Udc per lasciare la maggioranza, bugia smascherata dal rientro in maggioranza, con comode poltrone annesse, proprio il giorno della bocciatura del finanziamento, come dire, il diavolo fa le pentole ma non i coperchi per coprire le scelleratezze di Bruno e Usai”.

“Intanto Alghero piange per quella che rischia di essere l’ennesima incompiuta con l’unica certezza su chi porta tutta la responsabilità: Mario Bruno. Per la verità su una infrastruttura importante per il nord Sardegna come la Alghero- Sassari non mancano responsabilità della regione che avrebbe dovuto vigilare e difendere il progetto presso il Cipe anche superando le irresponsabilità di Mario Bruno e difendendo il finanziamento dallo scippo a favore di chissà quale altra opera fuori dalla Sardegna. Purtroppo invece ancora una volta la accoppiata Pigliaru-Bruno ha combinato un disastro sulla pelle del nord Sardegna e di Alghero”.

Nella foto Mario Conoci del Psd’Az

S.I.

Agro algherese: invasione cinghiali

ALGHERO – “Il Comitato di Borgata di Maristella ha, da sempre, segnalato i danni a case, giardini, terreni agricoli, mezzi e persone causati dalla fauna selvatica. Cinghiali, ma anche daini e cornacchie, dei primi si segnala la presenza massiccia all’ interno del nucleo abitato.” Così Tonina Desogos riguardo l’ennesimo problema relativo all’agro algherese. Questa volta viene segnalata l’invasione dei cinghiali “la loro presenza oltre che un problema di sicurezza è anche un problema igienico sanitario infatti hanno le corti coloniche sono ormai un luogo sporco, lurido e infestato da svariati parassiti simili a latrine a cielo aperto”.

“Ci siamo confrontati e spesso scontrati con i dirigenti del Parco di Porto Conte che, per venire incontro alle continue richieste di aiuto da parte degli operatori agricoli e degli abitanti di Maristella, che è bene ricordarlo è l’unica borgata interamente circondata dal territorio del Parco, hanno posto in essere un piano triennale di contenimento degli ungulati i cui risultati, purtroppo, non sono stati sufficienti a risolvere del tutto il problema ma comunque meglio del nulla. Detto ciò ci troviamo per l’ennesima volta a dar voce agli abitanti di Maristella e agli agricoltori della Nurra di Alghero che sollecitano quelle decisioni efficaci che non siano, come finora è stato da parte di chi ha l’onere di rappresentare le borgate, solo un mero contributo teorico o disquisizioni ideologiche che, purtroppo, non contribuiscono ad una pronta risoluzione del problema ma bensì ne allungano e dilatano i tempi di risoluzione”.

“Constatato che le conseguenze derivanti da vari errori posti in essere nel passato nella gestione del territorio come ad esempio l’introduzione nelle oasi e nelle aree del Parco di Porto Conte, confinati con i terreni appoderati della riforma agraria, specie non autoctone come il cinghiale maremmano e i daini, ci ha portato oggi ad avere una situazione di emergenza danni alle coltivazioni ormai non più sostenibile da parte degli operatori agricoli, il peso economico e sociale di tali decisioni infatti ricade in tutto e per tutto sui coltivatori che sempre più spesso vedono nel Parco, a torto o a ragione, una fonte di danni e non di opportunità. Può non piacere a taluni ma oggi come oggi abbiamo urgente bisogno di soluzioni come la procedura di caccia con sistema della braccata, con il controllo dei forestali, da attuarsi in tutto il territorio della Nurra comprese le aree Parco. Provvedimento straordinario atto a limitare drasticamente il numero dei cinghiali presenti. Troviamo francamente disarmante quanto comunicatoci, giorni fa, dai dirigenti del Parco in relazione alla mancata approvazione del nuovo Piano di cattura e abbattimento da parte dell’ISPRA, organismo che dovrebbe fornire pareri tecnico scientifici a supporto delle Amministrazioni senza vincolarle e/o condizionarle come spesso sembra fare. Piano rigettato con la motivazione di carenza di segnalazioni dei danni da parte degli operatori agricoli. Gli agricoltori è risaputo hanno smesso di segnalare i danni da quando hanno constatato che, a fronte di spese per istruzione pratica, non veniva rimborsato loro niente e fatto ancora più grave hanno ridotto e in alcuni casi smesso di coltivare il fondo, basta esaminare i Piani Colturali delle aziende agricole negli anni che vanno dall’ Istituzione del Parco ad oggi per rendersi conto delle dimensioni del fenomeno”.

“Quindi adesso scopriamo che i danni devono essere segnalati al Parco con lo scopo di avere un peso in termini statistici in modo che l’Ispra possa convincersi, nell’ esprimere il suo parere tecnico scientifico, che esistono le motivazioni per intervenire e poco importa se le motivazioni sono evidenti e visibili a tutti quelli che hanno modo di transitare in zona, e poco importa se i Comitati di Borgata in rappresentanza degli abitanti delle Borgate e le organizzazioni di categoria in rappresentanza degli operatori agricoli , da anni abbiano segnalato in ogni sede, tavolo, riunione e organi di stampa la situazione di danno enorme alle produzioni agricole, ad esempio ricordiamo una affollata riunione organizzata dalla Cia proprio nella sede di Casa Gioiosa nella quale i danni sono stati segnalati in modo chiaro e altrettanto chiaro è stato il messaggio rivolto ai qualificati politici presenti”.

“E poco importa se in altre parti d’Italia si interviene a tutela della flora, dell’altra fauna e dell’uomo stesso, per eradicare le specie di animali molto prolifici e voraci come i cinghiali che è risaputo distruggono i nidi e le tane impedendo la riproduzione delle altre specie, danneggiano le piante e distruggono i tuberi rendendo pertanto vano il parametro principale che ogni Parco dovrebbe rispettare, parametro per il quale i Parchi stessi, compreso il Parco di Porto Conte, vengono istituiti cioè la conservazione della natura. Forse a qualcuno poco importerà se i Comitati di Borgata continuano a ripetersi ma a noi molto importa se com’è accaduto la settimana scorsa nella borgata di Maristella una signora è riuscita all’ultimo momento a richiudersi dietro al cancello della sua abitazione sfuggendo miracolosamente al cinghiale che la inseguiva. Questo è MOLTO grave, cosa stiamo aspettando? Le responsabilità chi le detiene per incarico politico e/o istituzionale è meglio che le metta in campo subito invece di aspettare che accada il peggio”.

Nella foto i cinghiali dentro le case degli abitanti dell’agro

P.S.

“Bruno studi, altro che bufale”

ALGHERO – Non perde tempo il deputato di Unidos Mauro Pili a rispondere al sindaco Mario Bruno. Dopo l’annuncio shock della bocciatura del progetto [Leggi] e arrivata la smentita dall’ufficio stampa del Primo Cittadino dove si parla addirittura di bufala [Leggi]. Ma, come detto, Pili immediatamente pubblica gli atti che confermano quanto detto. Una notizia diffusa anche ieri dal telegiornale regionale di Rai Tre che, a meno che non siano tutti impazziti, non diffonde “bufale”.

“Strada Olmedo – Alghero rinviata a nuova istruttoria per perfezionare il progetto – tradotto significa progetto bocciato! Se poi qualcuno vuole nascondere anche i documenti ufficiali faccia pure. È pieno di servi che non fanno altro che nascondere la verità dei fatti e non si prendono la briga nemmeno di leggere i documenti ufficiali. Chi parla di bufale come il Sindaco di Alghero farebbe bene a studiare gli atti e prendere atto che non si amministra nascondendo le responsabilità di governo e regione.

“Ci sarebbe da domandare come mai il progetto non è stato approvato e, invece, rinviato a nuova istruttoria? Come mai? Sarebbe bastato seguire i progetti ed evitare questa ennesima perdita di tempo. Oltre alla figuraccia! Bastava leggere la delibera del Cipe per evitare farneticazioni e balle, quelle si, a difesa ridicola di Renzi e Pigliaru”.

Nella foto il documento che certifica la bocciatura del progetto come realizzato dalla Giunta Bruno

S.I.

“Strada 4 corsie: indietro tutta”

ALGHERO – “Domattina al Cipe la Sassari Alghero, primo lotto. Nuova istruttoria con nuovo tracciato Anas che prevede minore impatto ambientale, circonvallazione e bretella con aeroporto. Si esprime parere su conformità al Ppr. Ho appena sentito Palazzo Chigi e Ministero. Andiamo avanti.” E’ Paola Correddu, già candidata con Sinistra Civica, riportare le parole pubblicate su facebook dal sindaco Bruno dove confermava che tutto era ok. Dichiarazioni che si scontrano con lo “shock” della bocciatura del progetto dell’ultimo tratto della strada quattro corsie che collega Sassari ad Alghero. E dunque anche la Correddu conferma che non si tratta di alcuna bufala ma di una preoccupante notizia per Alghero e il suo territorio.

“Aveva appena sentito Palazzo Chigi e quindi via con l'”andiamo avanti” per la delibera Cipe. Andiamo avanti voleva significare che Palazzo Chigi (chi?) aveva dato assicurazioni che il progetto sarebbe stato dichiarato conforme al Ppr e quindi sbloccato definitivamente. Oggi si legge nel comunicato stampa del Cipe, Ministero dello sviluppo economico, che “il Comitato ha infine rinviato a nuova istruttoria il perfezionamento del progetto “Completamento della SS 291 della Nurra, lotto 1 da Alghero a Olmedo”.
Indietro tutta, dunque! Non aveva azzeccato neanche la data della riunione, che non si e’ tenuta il 29 aprile (il “domattina” del sindaco) ma il successivo primo maggio”.

Nella foto Paola Correddu

Strada 4 corsie, Bruno: tutto ok

ALGHERO – “Sulla Sassari-Alghero il Cipe ha detto che si può andare avanti. Il progetto è sostanzialmente già pronto e ci sono le risorse. Il resto è una bufala”. Lo sottolinea il sindaco Mario Bruno, “che parla di una non notizia” quella riportata da Mauro Pili.

“Era già arcinoto che l’ultimo tratto della Sassari-Alghero non avesse ottenuto il parere favorevole sulla valutazione d’impatto ambientale da parte dei Ministeri dell’Ambiente e dei Beni Culturali, per questo diversi mesi fa il Governo ha mantenuto le risorse, 125 milioni di euro, di cui 81 sullo Sblocca Italia, 25 milioni sulla base dell’accordo Stato-Regione e altri messi a disposizione dalla stessa Regione, prorogando fino al 31 dicembre 2017 i fondi. Nel frattempo si è proceduto alla revisione del tracciato che tenesse conto di un minore impatto ambientale”.

“L’Anas ha predisposto un progetto alternativo che è stato esaminato informalmente dal Comune di Alghero, Regione e dai Ministeri, e il Cipe nei giorni scorsi ha preso atto della nuova istruttoria che porterà ad un nuovo tracciato con minore impatto ambientale, eliminando lo svincolo a racchetta su 21 metri dal livello del mare. Verrà realizzata, cosa non prevista nel vecchio progetto e con le stesse risorse, la bretella per l’aeroporto e la circonvallazione” conclude Mario Bruno.

Shock 4 corsie: bocciato il progetto

ALGHERO – “Dopo la propaganda alla Sardegna non resta niente, anzi. A fronte di uno stanziamento complessivo di 9 miliardi all’isola arriva la miseria di uno 0,17%. Ma non è tutto perché con il Cipe del primo maggio l’isola perde 2 milioni di euro per il porto di Olbia e si vede bloccato l’unico progetto infrastrutturale all’ordine del giorno, l’ultimo tratto per la Olmedo – Alghero. Per il resto regione esclusa da tutto: nessuno stanziamento per le ferrovie, zero risorse per la viabilità, esclusa dagli 800 milioni di euro di fondi per lo sviluppo e la coesione riservato solo per cinque Regioni Basilicata, Calabria, Campania, Puglia e Sicilia. Per il resto briciole: su nove miliardi di presunti stanziamenti alla Sardegna spetterebbero 15 milioni per La Maddalena, a fronte di danni in quell’area per centinaia di milioni, oltre le mancate bonifiche che rendono praticamente inutilizzabile l’intera area. I proclami nazionali si infrangono nella triste realtà, una regione dimenticata e bistrattata”. Lo ha denunciato il deputato di Unidos Mauro Pili dopo la pubblicazione del verbale del Cipe del primo Maggio.

“Un governo spregiudicato capace nello stesso istante in cui prendeva ancora in giro i lavoratori sardi con promesse sottovuoto di infliggere alla Sardegna una nuova grave discriminazione. Altro che patto per la Sardegna. Nel comunicato ufficiale del Cipe si destinavano risorse a tutte le regioni, si finanziava di tutto e di più, da Pompei ad Ercolano, dalla Cittadella di Alessandria alla Reggia di Caserta sino agli Uffizi di Firenze, passando per la variante del traforo autostradale del Frejus per 71,9 milioni di euro, al 4° lotto della Galleria di base del Brennero dal valore complessivo di 1,25 miliardi di euro, assegnando a Rete ferroviaria italiana S.p.a. (RFI) per l’intervento circa un miliardo di euro. Soldi per tutti, esclusa la Sardegna”. M

“a non solo, Renzi e compagnetti si fregano anche 2 milioni di euro dal porto di Olbia, per fare nove caserme di polizia altrove. 2 milioni che, è scritto nella delibera, vengono scippati dal porto di Olbia. A questo si aggiunge che tutti i progetti sottoposti al cipe nella seduta del primo maggio vengono approvati, tutti tranne uno: lotto 1° – SS 291 “della Nurra”, da Alghero a Olmedo in località bivio cantoniera di Rudas, i cui progetti sono risultati inadeguati. Un quadro ufficiale disastroso al netto dalle balle e roboanti dichiarazioni da tweet d’ordinanza. Tutto questo – conclude Pili – con una Regione inutile e inesistente, che subisce tutto in silenzio”.

Nella foto il deputato Mauro Pili

S.I.

Alive: attacco ingiusto, politica cieca

ALGHERO – “La classe politica Algherese, tutta, dovrebbe farsi un bell’esame di coscienza e iniziare a risolvere tantissimi problemi che ogni giorno creano disturbi e ostacolano la vita degli Algheresi, ma anche dei pochi turisti che transitano”. Cosi la risposta alla nota stampa a firma del consigliere comunale di opposizione Michele Pais e diffusa a mezzo stampa
Leggi da parte dell’associazione Alive che organizza “Outlaw fest” ad Alghero. Evento che richiama diverse migliaia di giovani e che si svolge nella spiaggia di San Giovanni durante la fine del mese di luglio.

“Ci sembra un ennesimo attacco ingiusto nei nostri confronti e non si capisce il valore e le potenzialità di alcune persone che per la sola passione nell’organizzare questi eventi, oltre che mettere tanta fatica ci rimette anche tanti soldi come noi dell ‘associazione Alive Sardegna, i ragazzi dell’ Outlaw store e anche l’Aggabachela con cui spesso collaboriamo. Nessun premio a Res Publica come invece si scrive nell’ articolo (nel comunicato stampa a firma di Pais), l’associazione Alive Sardegna è presente sul territorio di Alghero e Sassari da oramai 4 anni, e collabora con Res Publica perchè uno degli obiettivi della nostra associazione è quello di fare cultura dal basso e volontariato, cosa che Res Publica infatti fa benissimo e, a parere nostro, anche meglio di associazioni e gruppi “istituzionali” che stanno parecchio a cuore alle amministrazioni di Alghero da diversi anni (che poi guarda caso sono sempre le solite 4 – 5 persone che se pur cambiando nome non cambiano i propri sporchi interessi)”.

“Noi abbiamo presentato tutte le domande e tutti i documenti richiesti già da oramai 2 mesi a questa parte e nessuno ha avuto niente in contrario da dire. Se non lo sapete l’ associazione culturale Alive Sardegna è gia stata coinvolta in progetti con la G.E.N.A. di Sassari e con il Comune e le Politiche Giovanili sempre di Sassari, ma senza toccare o nominare queste situazioni, possiamo dirvi anche che Alive Sardegna ogni giorno è molto più vicina alle persone normali e a chi ha bisogno, rispetto a tutti voi cari politici e giornalisti di parte che non avete mai fatto niente per i vostri elettori e i vostri lettori, se non quello di rispettare le promesse che avevate fatto ai vostri “amici” che vi han regalato il voto o peggio, a cui avete promesso qualcosa”.

“Tutto cio che vedete è il frutto di anni di lavoro e di tanti soldi spesi (spesso molti di più di quanto le amministrazioni stesse ci davano) e se pensate che i vostri modi di fare o le vostre chiacchiere sterili ci possano scalfire, sappiate che siamo molto più forti di voi perchè dalla nostra parte abbiamo tutte le persone e gli amici che ci vogliono bene e che sanno come lavoriamo, nel rispetto del prossimo e con la passione che ci continua a pulsare nel cuore”.

Nella foto uno degli Outlaw fest realizzati ad Alghero

S.I.

Aou, milioni senza gara: denuncia

CAGLIARI – “Il 18 aprile scorso il Commissario Straordinario della AOU di Sassari ha affidato senza gara la direzione dei lavori dell’ampliamento del complesso ospedaliero universitario per 3.579.539,30 EURO. Il giorno dopo, il 19 aprile, veniva pubblicato in Gazzetta Ufficiale il D.Lgs. del 18/04/2016 n. 50 meglio noto come nuovo “Codice degli Appalti”, che introduce il divieto di procedere ad assegnazioni dirette e l’obbligo della gara per importi rilevanti, abbondantemente superati dall’affidamento effettuato dal Commissario Straordinario dell’Aou di Sassari proprio il giorno prima”. Così Marco Tedde Vice Capogruppo di Forza Italia in Consiglio Regionale.

“È evidente che l’atto è formalmente legittimo, in quanto adottato il giorno prima che il divieto venisse introdotto. Tuttavia i tempi entro i quali la procedura amministrativa si è conclusa insospettiscono non poco per la scarsa trasparenza e per l’inopportunità di affidare circa 3 milioni e mezzo di soldi pubblici senza gara il giorno prima che entrasse in vigore una norma che lo vietava. Tanto più – prosegue l’ex Sindaco di Alghero – che i contenuti della bozza del nuovo Codice degli Appalti erano noti nel dettaglio già da mesi. Nuovo Codice che tra i principi fondanti contiene quelli di pubblicità, partecipazione e favore verso un’ampia concorrenza. Evidentemente è stata fatta una corsa contro il tempo – sottolinea il consigliere regionale algherese – per fare l’ennesima forzatura per sottrarre l’affidamento al nuovo Codice degli appalti da parte di che è stato nominato da Pigliaru per un breve periodo di tempo ed occuparsi dell’ordinario ed, invece, è in carica da oltre due anni ed incide decisivamente su problematiche e procedure tutt’altro che ordinarie e con metodi e strumenti discutibili”.

“Basti ricordare i pesanti rilievi fatti dall’Autorità Nazionale Anticorruzione in riferimento alla nomina, da parte del commissario del responsabile del Servizio Anticorruzione aziendale, scelto tra i funzionari anziché tra i dirigenti, come prevede la legge, e al quale è stato riconosciuto un compenso non dovuto. O l’affidamento dei servizi tecnici di ingegneria e architettura relativi alla progettazione preliminare dei lavori per circa 100 milioni di euro per l’ampliamento del complesso ospedaliero universitario di Sassari. Con una commissione giudicatrice composta da un ingegnere elettrico in periodo di prova, e quindi in situazione di “debolezza contrattuale”, di un ingegnere clinico, di un dirigente medico dell’ospedale S. Martino di Oristano, di un collaboratore amministrativo in comando presso l’Assessorato Regionale della Sanità e di una dipendente in comando il cui provvedimento di acquisizione dall’Inps di Cagliari è stato peraltro impugnato davanti al Tar – spiega l’esponente azzurro-. Tutto ciò in barba al Codice degli appalti -commenta amaramente Tedde- che prevedeva e prevede che la commissione deve essere composta da esperti nello specifico settore oggetto del contratto”.

Nella foto l’Azienda Ospedaliera Universitaria

S.I.