“Il Puc non può essere un Piano di pochi”

ALGHERO – “La Giunta Cacciotto annuncia di voler adottare il nuovo PUC entro dicembre. Ma su un Piano destinato a segnare il futuro della città per decenni, il confronto deve precedere il voto, non cominciare soltanto dopo». Così Fratelli d’Italia Alghero interviene sul percorso annunciato dall’Amministrazione.
«Il nostro partito è impegnato nell’analisi della documentazione pubblicata e stiamo rilevato diverse criticità che richiedono chiarimenti e approfondimenti. Prima ancora di discutere le singole norme, però, vogliamo sapere come e quando l’Amministrazione intenda coinvolgere cittadini, quartieri, borgate, professionisti e categorie economiche. La fase delle osservazioni dopo l’adozione è prevista dalla legge, ma non può sostituire una discussione preventiva sulle scelte del Piano».
«Condividiamo per questo l’appello lanciato in questi giorni a mezzo stampa da altri cittadini. La partecipazione non può ridursi alla possibilità di contestare un Piano già confezionato: occorre poter contribuire alla sua definizione».
«Si riprenda il lavoro iniziato durante l’Amministrazione Conoci, quando furono approvate le linee guida nel 2020 e il preliminare nel 2023, attraverso un percorso che aveva già coinvolto le realtà cittadine. La proposta attuale contiene disposizioni e scelte differenti rispetto a quegli atti, che meritano di essere discusse e approfondite».
«Giovedì incontreremo l’assessore Roberto Corbia. Chiederemo anzitutto di chiarire il metodo, chiedendo che sia garantita la disponibilità completa degli elaborati aggiornati, che siano definiti tempi adeguati per esaminarli e un calendario di confronti pubblici prima dell’adozione. Non basteranno alcune ristrette riunioni di commissione.  Con Fratelli d’Italia faremo la nostra parte, organizzando incontri con le realtà economiche, sociali e professionali, i quartieri e le borgate, per raccogliere osservazioni e proposte».
«Vogliamo che ogni scelta sia esaminata con la necessaria attenzione. Il PUC deve essere il Piano di Alghero, non quello di una maggioranza. E tutta Alghero deve poter contribuire a definirlo».