Centro Intermodale Sassari va avanti

SASSARI – L’avvio delle opere per la realizzazione del centro intermodale di via XXV Aprile passa per il piano di caratterizzazione. Nei giorni scorsi la giunta comunale guidata da Nicola Sanna ha approvato il progetto esecutivo dei lavori per il piano di indagini e opere complementari che dovranno essere svolte nell’area a valle di corso Vico. I lavori avranno un costo di 210 mila euro. L’obiettivo è quello di individuare il tipo di inquinamento che interessa il sottosuolo su cui dovrà sorgere il centro intermodale. «Si tratta di un aspetto fondamentale per l’avvio delle opere successive – spiega l’assessore alla Mobilità Antonio Piu – perché soltanto dopo le verifiche di ciò che si trova nel sottosuolo potranno partire le bonifiche mirate».

A disposizione per queste ultime ci sono circa 3 milioni euro, all’interno dei quali si inseriscono i fondi per le caratterizzazioni. Nel bilancio annuale e nel piano triennale delle opere pubbliche sono previsti inoltre i 28 milioni per la realizzazione del centro intermodale «Si tratta per noi di un’opera importante e strategica per il futuro della dimensione metropolitana della città – afferma il sindaco Nicola Sanna – perché si inserisce all’interno di un’area strategica più vasta. Ci troviamo in una zona di Sassari vicino alla stazione ferroviaria che funziona quasi come un hub, uno snodo strategico per il trasporto dell’intero Nord Sardegna, capace di mettere in rete le diverse tipologie di mezzi di trasporto, su gomma, ferrato, pubblico e privato».

Con i lavori di caratterizzazione si provvederà anche alla messa in sicurezza degli spazi all’interno dell’area su cui dovrà sorgere la struttura e saranno inserite delle recinzioni per garantire la sicurezza. Da quando l’area è stata consegnata all’amministrazione comunale di Sassari lo scorso agosto, dopo un lungo e sterile iter non gestito dal Comune, Palazzo Ducale ha dato un particolare e giusto impulso alle procedure. La costruzione di un centro strategico per il trasporto, infatti, è atteso in città da un decennio. «Stiamo lavorando per ridurre tutti i tempi – riprende l’assessore Antonio Piu – perché la realizzazione del centro intermodale è una necessità sentita da tutta la cittadinanza e, in particolare, dai cittadini dell’area bassa del centro storico e dai commercianti». Gli uffici del Comune sono impegnati nella preparazione del bando di gara per l’assegnazione dei lavori di caratterizzazione che, una volta consegnati, avranno una durata di 90 giorni.

Nella foto l’area in cui nascerà

S.I.

Mesina ritorna a Badu ‘e Carros

NUORO – Era agli arresti domiciliari con il braccialetto elettronico e, forse perchè non poteva uscire, incontrava i suoi amici pregiudicati direttamente nella sua abitazione di Orgoslo. Per questo motivo Ananio Mesina, 23 anni di Orgosolo, è ritornato in carcere, in esecuzione di un’ordinanza di custodia cautelare emessa, ieri, dal Gip di Sassari. Uno “strano” via vai nell’abitazione del pregiudicato era stato notato alla 1,30 di notte del 6 ottobre scorso dagli uomini di una Volante della Polizia di Stato di Orgosolo. Subito era scattato un controllo all’interno dell’abitazione di Mesina e lì, comodamente sedute in salotto, sei persone, di cui tre pregiudicate, erano intente a chiacchierare e a bere birra. Sorpreso per l’arrivo dei poliziotti, Mesina non poteva né sapeva giustificare in nessun modo quella “scomoda” presenza. Il Gip di Sassari, ieri, ha ritenuto che la gravità della situazione accertata dalla Polizia fosse tale da giustificare un aggravamento della misura cautelare e il ritorno nel carcere di “Badu ‘e carros” dell’orgolese.

Ananio Mesina era stato arrestato dai Carabinieri di Bonorva lo scorso 30 maggio insieme a Sisinnio Rubanu e Enrico Buffa, entrambi di 24 anni, anche loro di Orgosolo, per la tentata rapina consumata quella mattina all’ufficio postale di via Forlanini a Sassari. I banditi avevano trovato la porta dell’ufficio chiusa, perché le Poste il sabato fanno orario ridotto e, spaventati dalla sirena di un’ambulanza che avevano scambiato per quella di un’auto della polizia, erano fuggiti a bordo di un’auto.
Sul posto era intervenuta la polizia mentre era scattato il piano provinciale antirapina interforze con posti di blocco e controlli in tutta la provincia. I tre rapinatori in fuga erano stati poi intercettati a Bonorva da una pattuglia di militari della locale compagnia. I tre, dopo aver forzato il posto di controllo, erano entrati nel centro abitato e, abbandonata l’auto, avevano continuato la fuga a piedi.
Erano state organizzate, quindi, una serie di battute nelle campagne del paese che, alla fine, avevano consentito di catturare i fuggitivi.

Riforma Enti: zero condivisione

CAGLIARI – “Doveva essere una riforma partecipata, condivisa, conformata alle esigenze dei territori e invece quella del presidente Pigliaru è una chiusura a cerchi concentrici, che, stando agli articoli di stampa, sembra addirittura destinata a chiudersi con un patto a treo forse, visti gli argomenti in campo, con un piatto a tre”. Lo ha dichiarato Marco Tedde, vicecapogruppo di Forza Italia in Consiglio regionale.

“La chiusura del presidente della Regione al dialogo con i territori e con l’opposizione, purtroppo, è un fatto ormai consolidato e, per dirla tutta, almeno offre un elemento di chiarezza circa il fatto che noi non abbiamo nulla con il progetto Frankenstein proposto dalla Giunta. L’elemento di novità risiede invece nel fatto che questa controriforma è diventata una sorta di party esclusivo, con presidente e PD chiusi nel privé mentre perfino gli alleati minori vengono tenuti alla porta da robusti buttafuori. E’ una mortificazione del ruolo del Consiglio e delle autonomie locali senza precedenti. Liberissimi i consiglieri della maggioranza senza tessera del PD (Privé Democratico) di restare in attesa del piatto pre-cotto. Faremo opposizione anche per loro, anche per quelli che fanno i tribuni nel territorio e poi, giunti a Cagliari, si fanno condizionare da un unanimismo della maggioranza che nuoce gravemente alla Sardegna”.

“Se questa riforma servirà solo a salvare il castello di qualche feudatario, depauperando i servizi, anche quelli sanitari, nei territori, la responsabilità sarà solo di chi accetta che la democrazia sia un fenomeno con selezione all’ingresso”.

Nella foto Marco Tedde

S.I.

Saluto della città ai suoi defunti

SASSARI – «La gratitudine per i caduti e i militari morti durante il servizio ci convoca nel cimitero di Sassari, nella parte più intima della memoria, per rendere omaggio ai figli della nostra patria. Commemorarli vuol dire ricordare un dono più grande, i valori nobili di giustizia e di pace. La nostra commemorazione diventa allora un ricordo più vivo». Così questa mattina l’arcivescovo di Sassari, padre Paolo Atzei, ha aperto la cerimonia di commemorazione dei defunti nel sacrario militare, al cimitero di Sassari.

«Morire sui campi di battaglia – ha detto ancora l’alto prelato – è e resta una prova, un olocausto, un sacrificio». Quindi ancora ha sottolineato che «la commemorazione di oggi non si chiude nell’angoscia di un processo di guerre ma nella speranza cristiana di attuazione del messaggio evangelico». In un campo santo affollato da tanti fedeli che questa mattina hanno portato i fiori sulle tombe dei loro cari, l’amministrazione comunale ha reso omaggio ai defunti che riposano nel cimitero di viale Porto Torres.

Prima della cerimonia al sacrario militare, il sindaco Nicola Sanna, con il presidente del Consiglio regionale Gianfranco Ganau e il commissario della Provincia Guido Sechi, ha deposto una corona di fiori ai iedi dell’obelisco situato all’ingresso del cimitero, da via San Paolo. Quindi le autorità, al termine della funzione religiosa, hanno deposto alcune corone di fiori prima all’interno del sacrario militare quindi sulle tombe dei Presidenti della Repubblica Antonio Segni e Francesco Cossiga. Alla cerimonia erano presenti la giunta comunale al completo, la presidente del consiglio comunale, il gremio dei Viandanti e le autorità militari del territorio.

Nella foto la commemorazione a Sassari

S.I.

Voto Cagliari, FI: niente strappi

CAGLIARI – “Prendiamo atto della scelta di Piergiorgio Massidda, che ben conosciamo come deputato e senatore di Forza Italia per diciassette anni, prima di essere nominato, sempre da Forza Italia, all’Autorità Portuale di Cagliari, di presentarsi come candidato sindaco alle prossime elezioni comunali di Cagliari”. Cosi il coordinatore regionale di Forza Italia Ugo Cappellacci che interviene sulle elezioni.

“Tuttavia, la sua candidatura, come le altre di cui si parla in questi mesi, come ad esempio quella dell’avvocato Sabiu, sono proposte rispettabili, ma autonome e soprattutto non costituiscono le proposte e tanto meno la sintesi di Forza Italia. Forza Italia sta lavorando insieme agli alleati, ai movimenti e alle altre forze che fanno parte della nostra area, per condividere anzitutto una visione di città ed un’idea programmatica alternativa all’attuale maggioranza”.

“Il candidato sindaco del centro-destra sarà individuato con un percorso condiviso al fine di scegliere la figura che sappia interpretare le aspirazioni, le preoccupazioni, le potenzialità dei cittadini di Cagliari, che rappresenti la sintesi delle idee, dei valori condivisi, che garantisca la massima coesione possibile di quel fronte politico e ideale che si rispecchia nelle idee, nei valori e nei programmi del centrodestra. Infine, con riferimento all’idenkit del candidato Sindaco, non mancano all’interno di Forza italia, uomini e donne capaci di interpretare al meglio i valori del progetto di centrodestra”.

Nella foto Cagliari

S.I.

Bono: caserma Carru e Frau

BONO – Nella giornata di ieri 30 ottobre, alla presenza delle massime autorità cittadine e della provincia, il Comandante Generale dell’Arma dei Carabinieri, Generale di Corpo d’Armata Tullio Del Sette, ha preso parte alla cerimonia di inaugurazione della nuova sede della Compagnia Carabinieri di Bono. Lo stabile è stato intitolato alla memoria dell’App. Movm Ciriaco Carru e del Car. Sc. Walter Frau, vittime del dovere, uccisi da malviventi nel 1995, in località Ped ‘e Semene di Chilivani mentre sventavano una rapina ad un furgone portavalori.

Nella foto la nuova caserma

Sanna all’Anci: città medie modello

SASSARI – «Il riordino del sistema territoriale amministrativo deve passare anche, e soprattutto, attraverso un percorso attento e mirato, non casuale e sporadico, di riorganizzazione dell’intero sistema urbano che vede nel nostro Paese una concentrazione importante di popolazione, il 57 per cento di quella nazionale, nelle Città medie e nei loro conglomerati urbani». Ha esordito così il sindaco di Sassari Nicola Sanna, intervenendo questa mattina nella seduta della XXXII assemblea nazionale dell’Anci, durante la sessione dedicata al tema “Integrare le risorse ordinarie e straordinarie: una politica per i Comuni e le Città” e con la partecipazione del ministro dell’Economia e delle Finanze Pier Carlo Padoan.
Si tratta di città strategiche, è stato detto, perché dotate di competenze, infrastrutture, dotazioni produttive funzionali, complementari, quindi necessarie in quanto motori principali della crescita del Paese. È qui, infatti, nelle città capoluogo di provincia, che prendono forma Pil, competenze distintive, eccellenze, infrastrutture strategiche.

«Parallelamente all’aggregazione territoriale e all’integrazione intercomunale che sta avvenendo con le Città metropolitane – ha detto ancora Nicola Sanna – è fondamentale dunque accompagnare il percorso di aggregazione territoriale e integrazione intercomunale delle aree vaste che gravitano intorno alle Città medie. Queste hanno un bacino di utenza e territorio-popolazione di impatto delle politiche molto più ampio dei rispettivi confini amministrativi e, in alcuni casi, si equipara a quello della città metropolitana». Le città medie quindi rappresentano un “modello di città” basato su politiche urbane più efficaci, con una migliore gestione dei servizi, una migliore qualità della vita e, ancora, una maggiore sostenibilità e integrazione sociale.

«Questo – ha aggiunto il sindaco di Sassari – è il frutto non certamente di maggiori risorse disponibili ma, spesso, di una maggiore capacità di programmazione di area vasta e di coordinamento delle strategie e degli attori, pubblici e privati. «Attraverso la pianificazione strategica – ha detto ancora Nicola Sanna – strumento non a caso oggi reso obbligatorio nelle città metropolitane, è possibile definire le strategie e selezionare le priorità di intervento, costruendo partenariati e alleanze territoriali in grado di sostenerle». Per le città medie il piano strategico diventa anche lo strumento di “fund raising” per intercettare meglio e di più le risorse economiche disponibili, interne ed esterne, pubbliche e private. L’obiettivo a cui bisogna mirare, allora, con il coinvolgimento dei partner territoriali, è quello di «individuare quali siano gli strumenti finanziari disponibili, chiarire il plafond di risorse ordinarie e comunitarie e private possibili quindi disegnare una integrazione efficace che serva cioè a concentrarle su pochi grandi interventi prioritari e davvero strategici».

Per il sindaco Sanna reperire risorse straordinarie significa anche «lasciare le tasse dei territori sui territori che le producono, non come accade con l’Imu sui capannoni sul cui gettito c’è ancora una compartecipazione dello Stato. E significa anche non dover calcolare per tre volte le risorse del Patto di stabilità, con passaggi da Stato, Regioni e infine i Comuni. Anche semplificare questo passaggio significa poter usufruire di risorse aggiuntive e più facilmente reperibili». «Lo sviluppo urbano – ha detto ancora Nicola Sanna – non è più un semplice settore tematico dei programmi operativi né solamente un “obiettivo di spesa” da rendicontare a chiusura delle agende europee. Le città sono state riconosciute come driver principali della crescita economica, sociale e culturale. Sono loro a dare voce ai problemi e alle potenzialità del Paese reale e per questo devono essere chiamate a co-pianificare gli interventi e i benefici a favore dei territori e delle comunità locali che rappresentano».Ecco allora che le città di diverse dimensioni, piccole, medie e grandi, devono pensare a una forma di partenariato e di alleanza per una crescita coerente del sistema urbano Paese. Durante l’incontro, più volte è stato ribadito che le città medie e piccole non sono la “stampella” delle città metropolitane e che è fondamentale co-pianificare anche per aree omogenee. Serve con urgenza un’Agenda urbana nazionale con presidio centrale forte che garantisca il coordinamento delle politiche urbane e l’integrazione del sistema urbano Paese.

«In questo momento storico, non possiamo rischiare di spezzettare il paese in tanti territori separati che non comunicano tra loro. La sensazione è che l’attenzione sia prevalentemente sulle città metropolitane, lasciando un pezzo del Paese in disparte. Oggi più che mai – ha chiuso Nicola Sanna – è necessario che i percorsi siano paralleli e congiunti, che si rafforzino a vicenda per costruire un sistema urbano paese integrato forte e coerente».

Nella foto l’incontro a Torino

Sassari senz’acqua: autobotti

SASSARI – Per far fronte all’emergenza idrica di questi giorni, l’Amministrazione comunale si è subito mobilitata per fornire alla cittadinanza autobotti di acqua potabile certificata. Oggi, venerdì 30 ottobre, dalle 8 alle 14, una autobotte sarà in piazzale Segni; alla stessa ora, sabato 31, il servizio sarà disponibile in piazza Sacro Cuore e a Lì Punti, in via Camboni; lunedì 2 novembre un’autobotte si troverà in via Bottego e una a Santa Maria, sempre dalle 8 alle 14.

“Se l’emergenza dovesse continuare, il Comune pianificherà eventuali ulteriori forniture. Si ricorda, inoltre, che è sempre a disposizione della cittadinanza una rastrelliera di rubinetti con acqua potabile in via Bachelet”, fanno sapere da Palazzo Ducale.

Nella foto Palazzo Ducale

M.S.R.

Da Sassari allo Zecchino d’Oro |foto

SASSARI – «Forza Mario andrai sopra le stelle. Mario ti vogliamo bene». La frase l’hanno scritta con il cuore i compagni di scuola di Mario Donato Vinci, il piccolo bambino di sette anni che, dal 17 al 21 novembre, rappresenterà Sassari e la Sardegna allo Zecchino d’Oro. Lui è pronto a partire per Bologna, per vivere la sua grande avventura. Ieri, direttamente dall’Antoniano di Bologna, è arrivata a Sassari, nella scuola di San Giuseppe dove frequenta la seconda elementare, la troupe che lo seguirà per un giorno intero. Con lui e la famiglia prepareranno il video di presentazione che andrà in onda durante la trasmissione. A fare le riprese e a scherzare con Mario e sui compagnetti di classe c’era Marco Lui, giovane attore comico e regista milanese a cui è stato affidato il compito di raccontare la giornata tipo del piccolo “cantante”. Che proprio dentro la scuola, nelle attività extra scolastiche, ha trovato il modo di esprimere le sue capacità. La scuola di San Giuseppe, infatti, ha attivato un laboratorio di musica e canto.

«È un grande orgoglio, anche perché la nostra scuola è a indirizzo musicale – afferma la dirigente scolastica di San Giuseppe Maria Cristina Rebeccu – che, nel corso degli anni, ha sempre favorito la partecipazione degli alunni a laboratori musicali. Siamo contenti, poi, perché lo Zecchino d’Oro veicola quei valori che sono prioritari anche nella nostra scuola. Siamo pronti a fare il tifo per lui». Ieri a salutare Mario Donato, e a portare l’abbraccio del sindaco di Sassari Nicola Sanna impegnato a Torino all’assemblea nazionale dell’Anci, c’era anche l’assessora alle Politiche educative Maria Vittoria Casu. «Un bel talento – afferma l’assessora – abbinato alla genialità di questo bambino che ha dimostrato di saper seguire un percorso all’interno della scuola, in attività extra scolastiche. Siamo così arrivati ad avere un alunno della scuola di San Giuseppe di Sassari che andrà a rappresentare la Sardegna allo Zecchino d’Oro. È una bella soddisfazione per la famiglia ma, diciamolo, anche per tutta la città».

E a fare il tifo per lui ci saranno, sicuramente, i suoi compagni di scuola che, guidati dalla loro insegnante Laura Cubeddu, hanno ideato alcune frasi che potessero accompagnarlo in questa grande avventura. «Abbiamo fatto una selezione di frasi – racconta – e lui ne ha scelto una che, tra le tante, è sembrata dargli più coraggio: Forza Mario andrai sopra le stelle». Al fianco del bambino, sempre presenti, mamma Dora e papà Paolo orgogliosi «per la splendida avventura, una bellissima esperienza che ci sta dando tanta gioia. E Mario la sta affrontando come uno splendido gioco a dimensione di bambino».

Nella foto il bambino che parteciperà allo Zecchino d’Oro

M.S.R.

2,4 milioni alle tv sarde: i criteri

CAGLIARI – “I contributi alle emittenti televisive locali sono finalizzati alla tutela, alla diffusione e alla valorizzazione della cultura, della lingua e delle tradizioni della Sardegna. In un momento di forte crisi del comparto inoltre si è reso necessario intervenire a tutela delle professionalità che operano nel settore della comunicazione”. A dirlo è l’assessore della Cultura Claudia Firino, a margine della seduta di giunta che ha visto l’Esecutivo approvare la delibera che stabilisce i criteri e le modalità di assegnazione dei contributi (L.R. 3/2015), per un totale di 2 milioni e 400 mila euro.

Saranno definite due graduatorie, stilate in base a due griglie valutative: la prima per le emittenti che hanno una copertura di segnale non inferiore al 60% del territorio, e l’altra per chi è sotto questa percentuale. Inoltre, le testate che avranno mantenuto il livello occupazionale negli ultimi tre anni riceveranno una premialità. Le testate, iscritte al Roc, dovranno essere società costituite da almeno 36 mesi, saranno tenute presentare il rendiconto e il bilancio aziendale dell’anno precedente e dell’anno per il quale si richiede il contributo. Le tv dovranno inoltre avere una redazione dotata di giornalisti e personale tecnico e amministrativo con contratto a tempo indeterminato, un direttore responsabile di testata, e aver trasmesso quotidianamente nei due anni precedenti programmi informativi auto prodotti e di rilevanza locale. Il finanziamento fa riferimento a attività da realizzare solo successivamente alla pubblicazione del bando. La cifra sarà stanziata con un’anticipazione sino all’80%, e il saldo erogato a seguito di rendicontazione sulle spese sostenute. In alternativa, la somma potrà essere liquidata in un’unica soluzione, a conclusione di tutte le attività.

Nella foto il consiglio regionale

S.I.