Stroncato grosso giro di squillo

NUORO – La Polizia chiude centro massaggi cinese a luci rosse. Sotto sequestro anche conti correnti bancari e postali per riciclaggio. Oltre un anno di indagini è servito alla Polizia di Stato per smascherare un fiorente giro di prostituzione, che si nascondeva dietro al centro massaggi cinese di Viale Sardegna, a Nuoro. Sette cittadini cinesi residenti nel nord e centro Italia e un italiano sono stati denunciati in stato di libertà per sfruttamento della prostituzione e riciclaggio.

Stamattina gli uomini della seconda sezione della Squadra Mobile di Nuoro, diretta dal Vice Questore Aggiunto Fabrizio Mustaro, ha posto sotto sequestro preventivo il Centro massaggi, in esecuzione di un’ordinanza del GIP di Nuoro, Mauro Pusceddu. Sono in corso diverse perquisizioni nelle abitazioni degli indagati. Il Pubblico Ministero titolare delle indagini è Giorgio Bocciarelli della Procura di Nuoro.

Nella foto della Polizia il centro benessere

Scelte strategiche: aprirsi alla città

SASSARI – “Sassari potrebbe essere uno dei primi Comuni italiani ad attivare lo strumento del Dibattito Pubblico. Un’opportunità che consentirebbe di condividere totalmente con i cittadini le scelte più importanti che riguardano il presente ed il futuro di Sassari”. A lanciare la proposta è la Presidente della commissione ambiente nel Comune di Sassari Valeria Fadda. L’esponente del PD aveva già preannunciato la possibilità di utilizzare il Dibattito Pubblico per decidere quale sarà il futuro del trattamento dei rifiuti, alla luce del fatto che la discarica di Scala Erre ha un’autonomia massima di non più di sei anni. È proprio la delicatezza di questa scelta ed il grande impatto sociale ed ambientale ad essa legato potrebbe portare ad utilizzare per la prima volta questo strumento proprio su questo tema.

“Il parlamento – spiega Valeria Fadda – ha già approvato una normativa che va in questa direzione e che prende come riferimento il Debat Public francese per decidere riguardo opere di interesse generale. Questo provvedimento, oltre a recepire le direttive dell’Unione Europea, farà parte del Testo Unico sugli appalti. Anche la Regione sembra voglia portare avanti un processo di questo tipo. Sassari potrebbe cogliere questa opportunità attivando una forma di partecipazione diretta dei cittadini e permettendo agli stessi di essere parte attiva dei processi decisionali. Non più dunque decisioni che possano essere percepite come calate dall’alto, soprattutto quando si tratta di temi che possano avere conseguenze sulla qualità della vita dei cittadini. Nello specifico, e per fare un esempio concreto, la problematica del trattamento dei rifiuti presenta aspetti che rendono indispensabile il contributo e la partecipazione diretta dei sassaresi. Nel piano regionale dei rifiuti è prevista infatti la realizzazione di un termovalorizzatore”.

“Perché non attivare un percorso che consenta ai cittadini di dire chiaramente la propria opinione ma, soprattutto, di influenzare la decisione finale. Ovviamente – chiarisce ancora la consigliera del PD – questo percorso deve essere garantito dalle istituzioni a tutti i livelli e deve essere guidato da quelle sedi di rappresentanza nelle quali maggioranza ed opposizione siedono proporzionalmente al consenso ricevuto. Sempre nello specifico, dunque, la commissione ambiente potrebbe rappresentare quella sede, opportunamente delegata dal consiglio comunale, in grado di attivare e disciplinare lo strumento del Dibattito Pubblico sulla scelta del futuro del trattamento dei rifiuti e su tutte quelle che riguardano le tematiche ambientali e legate alla salute pubblica. In pratica si tratta di approvare un regolamento, sulla base delle normative approvate e in via di approvazione a livello nazionale e regionale.

“Successivamente la commissione ambiente si farebbe carico di attivare il processo partecipativo dei cittadini le cui conclusioni verrebbero esposte in una conferenza pubblica nel corso della quale verrebbero rappresentati gli orientamenti espressi dai cittadini e le proposte che le istituzioni dovranno fare proprie. Potrebbe essere un primo esperimento – conclude Valeria Fadda – che potrebbe poi essere previsto e regolamentato per tutte le decisioni più importanti. In questo modo si potrebbe finalmente parlare di partecipazione diretta dei cittadini, e Sassari su questo tema sarebbe realmente all’avanguardia.”

Nella foto la presidente della commissione ambiente Valeria Fadda

S.I.

“Città metropolitane, perfetta simmetria”

SASSARI – «Una riforma che va riformata, che deve riconoscere il ruolo di città metropolitana tanto a Cagliari quanto a Sassari. Una posizione che non deve dividere ma che apre a uno sviluppo integrato dei territori, attribuendo una perfetta simmetria del quadro istituzionale tra le città metropolitane di Cagliari e di Sassari». Questa la linea del sindaco di Sassari Nicola Sanna che nella tarda mattinata di oggi, a Cagliari, è stato ascoltato in audizione nella prima commissione autonomia del Consiglio regionale. Con lui, al secondo piano del palazzo consiliare di via Roma per affrontare la questione della città metropolitana nell’ambito del disegno di legge sugli enti locali della Sardegna, anche i sindaci di Alghero Maro Bruno, di Sorso Giuseppe Morghen, di Castelsardo Franco Cuccureddu e di Sennori Roberto Desini.

«La storia della programmazione della Sardegna ha sempre previsto due aree urbane – ha detto Nicola Sanna – una a Cagliari e una a Sassari. Allora, l’obiettivo è quello di affermare per l’area di Sassari una città metropolitana, con sviluppo e funzioni di equilibrio che, nell’ottica della legge Delrio, consenta l’avvio di un processo di delega dei poteri delle Province».

«Il Consiglio regionale adesso dovrà entrare nel vivo dei lavori – ha proseguito il sindaco a margine dell’audizione – e non si potrà non tener conto della voce di città come Sassari e del territorio del Sassarese. Si devono creare due città o aree metropolitane forti che non escludano il resto della Sardegna».

Nella foto l’incontro a Cagliari

S.I.

Sindaco Sanna: lettera ai sassaresi

SASSARI – Una lettera di spiegazioni, anche di scuse alla Città ma, soprattutto, di apertura e rilancio del programma politico. È il tenore della missiva che il sindaco, idealmente, scrive a tutte le cittadine e i cittadini sassaresi, all’indomani della chiusura di un periodo di crisi che ha caratterizzato quest’ultimo scorcio di vita politica sassarese.

La lettera
«Care concittadine e cari concittadini,
come ben sapete sono state settimane difficilissime per la prosecuzione di questa esperienza amministrativa. Ho lavorato – non da solo – perché potesse proseguire questo progetto di rinnovamento della politica che pone l’interesse delle cittadine e i cittadini al centro delle scelte amministrative. È indispensabile stimolare e promuovere la partecipazione e l’inclusione democratica di tutte e tutti nel governo della propria città.

La persona che ha concretamente dimostrato di saper anteporre l’affermazione di questo ambizioso ma possibile progetto di rinnovamento, a ogni altro tipo di valutazione – giusta o legittima –, è stata Grazia Manca. Una personalità politica speciale, rara in un certo ambiente politico fatto invece di tante ambizioni personali – talvolta inutili se non futili –. Grazie alla dottoressa Manca mi è stato possibile lavorare alla soluzione della crisi politica. Per quanto il tempo trascorso sia, evidentemente, dipeso da vari fattori indipendenti dalla mia volontà, mi assumo l’onere delle scuse alla Città ma, allo stesso tempo, rifiuto categoricamente una certa immagine di immobilismo che alcuni tentano di attribuire alla mia prima giunta. Quest’ultima composta da persone speciali, serie, oneste, capaci che con assoluto disinteresse hanno dato il massimo del loro impegno, producendo risultati reali e costruendo le premesse per il raggiungimento a breve di nuovi traguardi concreti per la nostra Città. Non abbiamo mai abbandonato l’attività amministrativa neanche quando – con le dimissioni politiche della giunta –, abbiamo richiamato tutti al senso di responsabilità. Ne sono prova le diverse importanti deliberazioni necessarie a reperire nuove risorse, innanzitutto per i nostri concittadini con maggiore disagio sociale ed economico. A coloro che lasciano l’attività amministrativa, tutti noi dovremo essere sempre grati. Essi hanno dimostrato di essere uomini e donne al servizio esclusivo dell’istituzione democratica e rappresentativa dei sassaresi: il Comune.

Taluni tendono – superficialmente – a interpretare la soluzione data alla crisi come un mio cedimento a vecchie logiche che non mi appartengono e che, nel ricostituire la mia nuova giunta, non ho praticato. Voglio ricordare soltanto che, già all’insediamento della mia prima giunta, avevo messo a disposizione degli eletti in consiglio comunale – anch’essi scelti dagli elettori –, la necessità che gli stessi assumessero un ruolo di governo più aderente alla volontà degli elettori medesimi. Di quegli stessi elettori che, votando innanzitutto il sindaco e il suo programma, votano poi il partito o il movimento al quale appartengono i loro candidati preferiti.

I seggi conquistati dalle singole formazioni politiche non sono solo proprietà degli eletti. Questi devono saper rappresentare coerentemente anche la volontà politica popolare: questa si sintetizza nella scelta un sindaco che, sapendo tener conto di tutti gli eletti, non può essere immobilizzato. Un primo cittadino che, guardando all’insieme, realizza il programma per il quale ha chiesto il voto a sé e alla coalizione che lo sostiene. Un programma, il nostro, teso a ridare centralità politica, economica, culturale alla nostra città e al suo territorio, in Sardegna e fuori dall’Isola, capace di riunire tutte le sue energie per essere e sentirsi una città in cui il benessere è un traguardo da raggiungere per tutti.

In queste settimane di duro lavoro di confronto e talvolta anche di scontro, sono convinto di essere riuscito ad affermare un nuovo e autorevole quadro di vera e reciproca fiducia tra tutte le parti. Sono riuscito a riaffermare la necessità di una coerenza tra il programma approvato dagli elettori e le personalità politiche chiamate ad attuarlo. Ho varato quindi una nuova giunta che riassume la ritrovata fiducia dell’intera maggioranza di centrosinistra nel sindaco e nel programma che questa maggioranza ha proposto e approvato, in sintonia con il 66,6% degli elettori sassaresi. Un programma pienamente condiviso dalla coalizione e che la stessa vuole arricchire nel prosieguo dell’azione di governo. Non è un caso che alla nuova giunta abbia voluto consegnare il programma di mandato, presentato ai sassaresi durante la campagna elettorale e approvato dal consiglio comunale all’atto del suo insediamento. Sassari guarda avanti nel rinnovato impegno del sindaco e di tutte le forze politiche che governano la Città, la Sardegna e l’Italia ben consapevoli che attardarsi in inconcludenti diatribe interne fa male solo alle nostre comunità».

Nicola Sanna
Sindaco di Sassari

Pigliaru riesuma il Ppr di Soru

CAGLIARI – “L’unico atto della Giunta Pigliaru? La revoca del nuovo paino paesaggistico e la riesumazione di quello di Soru. Anziché cominciare il domani, hanno portato l’isola indietro di nove anni”. Così Ugo Cappellacci, coordinatore regionale di Forza Italia, interviene sull’indirizzo di una maggioranza politica prigioniera delle logiche e degli stessi uomini che in passato hanno bloccato la Sardegna.

“Chi afferma che la nostra revisione è stata fatta senza co-pianificazione o è in malafede o non conosce la materia di cui si occupa: la collaborazione c’è stata fino a quando il Governo e i burocrati romani hanno iniziato a non firmare verbali e a frenare. Poiché, come riconosciuto da tutti, la competenza è della Sardegna, noi siamo andati avanti fino all’approvazione definitiva. Anche in questo campo ci siamo comportati diversamente da chi predica sovranità e poi si fa dettare il compitino dai referenti romani, arrivando a revocare un atto della Regione anziché difenderlo davanti ai giudici costituzionali. Le cronache di questi giorni svelano anche che soltanto ora la Giunta ha avviato le interlocuzioni con il Governo nazionale, annunciate un anno e mezzo fa. Altra differenza sostanziale è che il nostro percorso di revisione si è articolato in tre anni di consultazione dei comuni e dei territori. L’unica comunicazione tra loro e i sindaci invece è stata una diffida per adeguare i PUC al Piano Soru”.

“Se i Comuni saranno chiamati a conformare i loro strumenti urbanistici prima al PPR vecchio, poi al nuovo (per ora solo promesso) e anche alla legge Urbanistica, evidentemente l’idea di semplificazione della Giunta regionale è lontana anni luce da quella che potrebbe essere immaginata dagli amministratori locali, dalle famiglie e dalle imprese. Nel frattempo incombono casi come quello di Funtanazza, che evidenziano una contraddizione politica grande come una montagna. Possiamo solo immaginare le dichiarazioni, le denunce, le manifestazioni della sinistra, se al posto del segretario del partito democratico, fosse stato un politico di centrodestra a proporre il progetto come quello. Lasciando il PD alle sue contraddizioni, vorremmo sapere quando Pigliaru e i suoi la smetteranno di fare annunci, che puntualmente restano tali, quando la smetteranno di disfare e non fare, di mistificare il passato anziché lavorare per il presente e per il futuro. E, fatto ben più rilevante, vorrebbero saperlo i sardi, vittime dell’ipocrisia di un centrosinistra le cui convinzioni ambientaliste sono fatte di cemento armato”.

S.I.

“Prima i sardi, poi gli immigrati”

ALGHERO – «E’ un fatto che il Governo Renzi non abbia la benché minima idea di come gestire il flusso migratorio. Così, alla mancanza di regole, segue la spartizione degli stessi nelle varie regioni. Soldi in cambio di un’accoglienza fasulla che maschera il business dedito al malaffare».
E’ la posizione del movimento “Alternativa Futura per l’Italia” attraverso le parole del presidente, Pietro Serra. «L’arrivo di 662 migranti è un giro d’affari che oscilla da un minimo di 677.226,00 € ad un massimo di 841.402,00 € mensili. Tutto questo in un momento di grave crisi e disoccupazione incalzante», prosegue il leader dell’Afi.

«Per l’ennesima volta la sinistra privilegia gli extracomunitari mettendo da parte i propri cittadini, così come sta avvenendo in Sardegna, con la Regione che tratta i sardi da persone di Serie B, mentre ai migranti è garantito un tetto, pranzo, cena e ricarica telefonica quotidiana». «E’ ora di dire basta – conclude Serra -, ad un sistema che accoglie i clandestini al fine di trarne guadagno e voti attraverso cooperative e mazzette bipartisan».

E’ la quarta volta che una nave norvegese approda a Cagliari con all’interno dei clandestini. Il 18 luglio approdò con 456 persone, il 24 agosto con 963 e il 3 settembre con 781. Dunque la somma complessiva dell’accoglienza, stando a quanto riporta il comunicato dell’AFI, varia tra i 2.927.826,00 € e i 3.637.602,00 € al mese. Cifre che, secondo il presidente Pietro Serra, si potrebbero utilizzare per l’occupazione in Sardegna, risolvendo così diverse vertenze verso cui la Giunta Pigliaru non trova via d’uscita.

Nella foto Pietro Serra

Sassari: simulatore navigazione top

SASSARI – Sembra di stare sulla plancia di comando di una nave, con tanto di schermo radar, strumenti di navigazione e timone, cartografia elettronica e apparecchiature radio per le comunicazioni. Dal ponte si assiste a un’emergenza fra le onde: un porta-container in difficoltà. Non siamo in alto mare ma a Predda Niedda, al primo piano di uno stabile sulla Strada 32. All’interno dell’edificio è stato appena installato un simulatore di navigazione all’avanguardia in Sardegna. Un centro di eccellenza tecnologica con perfette repliche degli apparati di comando a bordo delle unità navali. L’iniziativa fa parte del progetto comunitario “SeReNa 2.0” promosso dell’Agenzia Regionale per il Lavoro, finanziato mediante il Programma Italia-Francia Marittimo che coinvolge Liguria, Toscana, Sardegna e Corsica. Il laboratorio è stato presentato nei giorni scorsi di fronte a un pubblico di esperti e professionisti che hanno potuto verificare sul campo le potenzialità del sistema.

«È una grande opportunità per i giovani, per creare nuovo impiego e nuove imprese nel settore nautico – ha detto Massimo Temussi, direttore generale dell’Agenzia per il Lavoro – c’è necessità di una connessione reale tra il mondo dell’occupazione e quello della formazione». La struttura è rivolta agli allievi degli istituti nautici, a piloti di piccolo e medio diporto, pescatori, marinai e ufficiali della navigazione. Sarà il luogo ideale per chiunque intenda ricevere una preparazione avanzata o abbia necessità di certificazioni idonee a ogni specifico apparato.

Pierluigi Pinna e Giansimone Masia, presidente e direttore di Confindustria nord Sardegna, hanno posto l’accento sul valore aggiunto per l’intera Isola, un territorio che finalmente potrà sfruttare appieno la sua forte vocazione marittima. I dettagli tecnici sono stati illustrati da Davide Mantero della Transas, la società che ha fornito le apparecchiature: sei postazioni per 23 computer con un avanzato software di simulazione, in grado di riprodurre scenari operativi al comando di differenti imbarcazioni. Gli allievi dovranno “manovrare e condurre” pescherecci, mega yacht, navi porta container, traghetti passeggeri e persino navi da crociera. È possibile fare esercitazioni di ricerca e soccorso in mare. A portata di mano le indicazioni relative alla rotta, alla velocità, al gps, la consolle con i comandi motore e direzione, l’ecoscandaglio e il girobussola. Oltre trecento le aree geografiche d’azione memorizzate, dal porto di Genova a quello di New York. Oltretutto, essendo modulare, il sistema può essere ampliato per accogliere in futuro ulteriori funzionalità.

Ozieri: tenta violenza sessuale, arrestato

OZIERI – Nella giornata di ieri, i Carabinieri del Norm della Compagnia di Ozieri hann arrestato in flagranza di reato di Francesco Pinna, 48enne pregiudicato. Il grave reato ipotizzato è tentata violenza sessuale aggravata, commessa nei confronti di B.Z., 15enne studentessa di Ozieri. I fatti si sono verificati intorno alle 20.00 di ieri sera quando, dopo aver sentito delle urla tra i vicoli del centro storico, una signora ha prontamente chiamato i Carabinieri che nel giro di pochissimi minuti sono arrivati sul posto; qui i militari hanno incontrato la minore, in lacrime e in evidente stato di agitazione, insieme al padre nel frattempo intervenuto in soccorso della figlia; dopo una sommaria e breve descrizione dei fatti sono immediatamente scattate le ricerche dell’autore del reato, terminate solo pochi minuti dopo in una via limitrofa con il rintraccio dell’uomo e il conseguente accompagnamento in caserma.

Una volta esaminata meglio la situazione grazie alla descrizione dei fatti fornita dalla vittima, nel tempo sempre più precisa e approfondita nonostante l’iniziale stato di evidente turbamento, è stato possibile ricostruire che la minore era stata dapprima approcciata di sorpresa in un angolo buio dei vicoli del centro storico e, dopo il suo iniziale rifiuto a seguirlo verso a casa, è stata afferrata per un braccio e costretta con la forza tra le braccia dell’uomo nel tentativo, invano, di baciarla. Il provvidenziale intervento del padre della giovane ha quindi evitato che il fatto si protrasse ad ulteriori conseguenze e ha consentito, nonostante il tentativo di fuga, un tempestivo intervento dei Carabinieri subito allertati dai vicini. L’uomo, conosciuto alla vittima e alla sua famiglia, ma anche già noto alle Forze dell’Ordine proprio per un recente precedente specifico, è stato dunque tradotto presso il carcere di Bancali a disposizione dell’Autorità Giudiziaria.

Più autonomia per i comuni

CAGLIARI – “Costruire un sistema sussidiario e di adeguatezza fondato sull’Unione di Comuni. Quindi maggior forza e autonomia ai Comuni e alleggerimento delle competenze della Regione”. Così l’assessore degli Enti locali, Cristiano Erriu, al seminario sulle esperienze regionali organizzato dall’Università Bocconi alla Fondazione Banco di Sardegna, a Cagliari.

Erriu ha rimarcato ancora una volta con forza la linea della Giunta Pigliaru in materia di riforma dell’ordinamento delle autonomie locali. “È giunto il momento di dare una svolta rispetto al passato e attribuire il maggior numero possibile di funzioni ai Comuni e alle loro Unioni. Queste ultime sono fondamentali nel nostro progetto, in quanto consentono di migliorare le funzioni in capo ai Comuni e i servizi territoriali, nonché per gestire in maniera ottimale le funzioni delegate dalla Regione e sinora assegnate alle Province. Dobbiamo guardare al futuro e pensare all’intero sistema in un’ottica di risparmio e semplificazione”.

Nella foto l’assessore Erriu

 

Berlino: mostra a Cagliari

CAGLIARI – La Mem Mediateca del Mediterraneo in Via Mameli 164, ospita da ieri 15 ottobre al 27  la mostra Der Weg zur Deutschn einheit, già presentata in moltissime città tedesche ed ora approdata in Italia. L’iniziativa si concluderà con l’intervento dell’Ambasciatore di Germania in Italia Susanne Marianne Wasum-Rainer, che il 27 ottobre presso la Biblioteca Universitaria di Cagliari terrà una lezione-conferenza sulla Germania di oggi.

La mostra è organizzata a Cagliari da Acit Associazione Culturale Italo-Tedesca, Mem Mediateca del Mediterraneo, Cagliari 2015 Capitale Italiana della Cultura, in collaborazione con La Memoria Storica, Agorà Sardegna, Coop Culture, Karalimedia, e col patrocinio di Comune di Cagliari – Servizio Istruzione, Politiche Giovanili, Sport, Cultura e Spettacolo, Ambasciata di Germania in Italia, Goethe-Institut.

Il 9 novembre 1989 cadeva il Muro di Berlino, ma l’Unità Tedesca fu sancita ufficialmente il 3 ottobre 1990, data che è poi divenuta festa nazionale per la Germania. Quest’anno si celebrano dunque i 25 anni della riunificazione. Il Ministero Federale degli Affari Esteri e la Fondazione Federale per la rielaborazione critica della dittatura della SED hanno realizzato una mostra fotografica che ricostruisce Il cammino verso l’Unità Tedesca dalla rivoluzione pacifica della fine degli anni ’80 al “Trattato 2+4” del 1990, col quale la Germania riacquista la propria sovranità e ridiventa una Nazione.

Nella foto il muro di Berlino