Il mondo delle Malvasie

SASSARI – Dal Piemonte al Friuli, dall’Alto Adige alla Sicilia, da Madera alla Slovenia: in tutte queste aree la Malvasia è prodotta ancora in purezza. E pensare che in molti credono sia coltivata solo a Bosa o a Cagliari. Tutti i segreti di questo straordinario vitigno saranno svelati a San Pietro in Silki sabato 17 e domenica 18 ottobre durante la terza edizione delle Vie della Malvasia, tra dibattiti, assaggi e abbinamenti. L’evento, promosso dal noto giornalista gastronomico Gilberto Arru, è dedicato al “Mondo delle Malvasie & Le Malvasie del Mondo”: due giornate ideali per approfondire la conoscenza delle zone di produzione, le tecniche di lavorazione, i diversi vitigni e i vini che si ottengono nelle varie regioni del pianeta. Saranno illustrate la storia e le tradizioni.

La produzione di Malvasia è documentata nelle isole Canarie, in Catalogna, nel centro della Spagna, in Austria, Germania, Istria, Croazia e Grecia. Ma vi sono tracce anche in California e pare anche in Cina, in forma sperimentale. «È un mondo tutto da scoprire – spiega Gilberto Arru – è forse l’unico vitigno al mondo che dà origine a tutte le tipologie dei vini esistenti, oltre a essere prodotto nelle versioni bianco, rosato e rosso. Conoscere gli altri vuol dire conoscere se stessi, capire quali sono le nostre vere potenzialità produttive, in qualità e quantità».

Le giornate si arricchiranno con degustazioni guidate da esperti delle varie associazioni, Ais, Onav e Fis, oltre alla collaborazioni delle diverse Confraternite sempre più attive e numerose in Sardegna. Con quest’iniziativa, Arru vuole sensibilizzare i consumatori ma soprattutto i produttori sardi a uscire dall’immobilismo, abbattendo i personalismi e i campanili, che da sempre ostacolano la valorizzazione di questo pregiato vino. Le giornate hanno una finalità benefica perché il ricavato sarà devoluto all’associazione Stelle del Sud Onlus che da anni opera in Madagascar e servirà a ultimare l’infermeria e iniziare la costruzione della casa dell’accoglienza per una ventina di bambini, orfani o abbandonati.

IL PROGRAMMA DETTAGLIATO
Sabato 17 ottobre
Ore 09,30
> Tavola Rotonda
Le Malvasie del Mondo a cura di Gilberto Arru
(Storia, area, di produzione, tradizioni)
> Dibattito
Il mondo delle Malvasie, dalla produzione alla tavola
Modera Tommaso Sussarello
Intervengono produttori, giornalisti, distributori, enotecari, ristoratori, sommelier e confraternite enogastronomiche
Ore 13
Pausa pranzo
Abbinamenti cibo & vino * a cura di Tommaso Sussarello e Marisa Usai di Gran Galà Catering
Ore 15
Banco di assaggio Malvasia (secca) *, a cura di Gianmario Tosi
Ore 16,30
Banco di assaggio Malvasia (rossa)* a cura di Roberto Dessanti
Ore 18
Banco d’assaggio Malvasia (amabile, dolce e passita)* a cura di Gilberto Arru

Domenica 18 ottobre
Ore 10,30
Apertura degli stand
Banco espositivo con tutte le Malvasie pervenute e Malvasia da collezione; banchi d’assaggio A cura dell’Ais, Fis, Onav
Ore 11,30
“Facciamo i biscotti” – Laboratorio di pasticceria con i bambini a cura di Mauro Loi
Pausa pranzo *
Abbinamenti cibo & vino * a cura di Tommaso Sussarello e Marisa Usai di Gran Galà Catering
Ore 15,00
Lettura di poesie dedicate al vino, a cura di Pier Luigi Alvau
Poesia contemporanea, aneddoti, detti antichi e proverbi dedicati al vino, a cura di Giovanni Fancello e Rita Bonomo.
Ore 17,30
“S’ora de sos drukes” La Malvasia incontra i dolci della tradizione e la pasticceria fresca, a cura di Marisa Usai

Lavoratori Cedi a Palazzo Ducale

SASSARI – Sono stati invitati a Palazzo Ducale dal sindaco Nicola Sanna e dal presidente del Consiglio Antonio Piu per raccontare cosa stanno vivendo da luglio sulla propria pelle. Sono i 190 ex lavoratori Cedi Sigma, da luglio senza stipendio e da fine settembre senza lavoro. Una situazione complessa, che non era possibile spiegare in pochi minuti durante l’Assemblea civica, così il presidente ha proposto che fossero ricevuti nella sala Giunta, alla presenza del sindaco, dei capigruppo e del presidente stesso: «Le istituzioni vogliono e devono essere vicine ai lavoratori, che incoraggiamo ad andare avanti per trovare un accordo con l’azienda e salvare l’impiego. Ci sono famiglie che hanno bisogno di risposte e la politica deve farsi carico di questi problemi, che sono di tutta la collettività» ha spiegato Piu.
Il timore dei lavoratori che il Comune di Sassari non si fosse fino a oggi occupato della situazione è stato subito fugato dal sindaco: «Da tempo stiamo seguendo la vertenza. Abbiamo fatto in modo che le trattative non si interrompessero e si riprendesse la discussione. Abbiamo agito senza clamore. È giusto che l’Amministrazione pubblica non entri nella discussione tra le parti, ma sia chiaro che è nostra intenzione seguirvi passo passo».

Durante l’incontro i rappresentanti sindacali hanno spiegato quale sia il nodo centrale della discussione, su cui, finora, non si è riusciti a trovare l’accordo con la proprietà, la Consorzio Europa. «La ditta ha sollevato un muro che rende impossibile la trattativa – ha spiegato Pietro Merella, ras Filt Cisl -. Ci avevano detto che il problema era meramente economico. Abbiamo firmato un pre-accordo in cui i lavoratori rinunciavano a buona parte dello stipendio, scatti di anzianità e altri trattamenti economici. In cambio l’azienda in tre anni avrebbe potuto riassumere a poco a poco gli stessi lavoratori, partendo da subito con quaranta assunzioni». Una volta arrivati al tavolo per la firma, però, la scoperta: «La proprietà non ha voluto inserire nell’accordo le clausole in cui erano elencate le tutele giuridiche a cui non vogliamo rinunciare: l’articolo 18 dello statuto dei Lavoratori, nella sua formula originale. Sono tre semplici righe di tutela a costo zero per l’azienda ma che ci permetterebbero di tornare a lavorare con dignità» ha raccontato ancora Merella. I rappresentanti sindacali hanno sottolineato come la perdita d’impiego dei 190 dipendenti causerebbe un effetto a catena che interesserebbe tante altre famiglie: «Sarà una macelleria sociale – ha aggiunto senza mezzi termini un altro rappresentante sindacale, Michele Correddu -. Sarà coinvolto tutto l’indotto, i negozi che da noi ricevevano la merce e molti altri. All’Amministrazione chiediamo che intervenga per capire se ci sono ancora altre società interessate ad acquisire l’azienda, salvando magari i posti di lavoro. Le trattative poi, giustamente, saranno svolte tra i privati».

Durante l’incontro è intervenuto anche il capogruppo di Forza Italia, Manuel Alivesi, che, dopo aver detto di ritenere, come il sindaco, che l’Amministrazione possa agire solo fino a un certo punto, ha chiesto conto di un comunicato diffuso da alcune sigle sindacali e da cui stamattina gli stessi lavoratori presenti a Palazzo hanno preso le distanze. «Nessuno vuole essere rappresentato da chi sembra parteggi per l’azienda» ha spiegato Emiliano Contini, rsa Filt-Cgil, e ha aggiunto: «Chiediamo all’Amministrazione che si attivi per riaprire il tavolo provinciale e che contatti le altre aziende». Anche perché, come ha sottolineato Pietro Merella «Le famiglie senza reddito sono nuove mani che verranno a bussare e a chiedere aiuto ai Servizi sociali». Impegni accolti da sindaco e presidente. Quest’ultimo ha sottolineato ancora una volta la vicinanza del Consiglio alla lotta dei lavoratori, e l’attenzione che l’Amministrazione deve sempre tenere alta nei confronti del tema del lavoro in generale, per il valore che ha per tutta la società: «Da circa un anno cerchiamo di dare spazio in Consiglio a storie come le vostre, per sensibilizzare quanto più possibile l’opinione pubblica sulla problematica occupazionale nel territorio. Capiamo cosa voi e le vostre famiglie state passando, e per questo vi abbiamo chiesto oggi di venire qui a parlarne davanti all’Assemblea che rappresenta l’intera città». Il sindaco ha chiuso l’incontro impegnandosi personalmente a sollecitare la riapertura delle trattative col tavolo provinciale, per avvicinarsi quanto possibile «alle tre righe», e ha invitato i lavoratori a rimanere uniti e a non abbandonare le rappresentanze sindacali. «Noi siamo al vostro fianco per ottenere una soluzione possibile, non tragica» ha concluso Nicola Sanna.

Nella foto l’incontro a Palazzo Ducale

Una vita da carabiniere al Museo

SASSARI – Nel mese di aprile del 2015, ad Aggius, la signora Vittoria Lùcia Sanna, figlia del Maresciallo Maggiore dei Carabinieri Reali Matteo Sanna, e autrice del libro biografico Fuori dalla Patria per servire la Patria. Un eroico carabiniere sardo dentro la Storia d’Italia, (edizione privata stampata dall’Editrice Taphros, Olbia, 2009), ha inteso donare al Museo Storico dell’Arma dei Carabinieri la sua raccolta di cimeli, fotografie e documenti appartenuti al padre, perfezionando la donazione nel luglio di quest’anno, ricevuta dal Direttore, Generale B. Alfonso Di Palma, con la preziosa intermediazione del Dott. Ascanio Guerriero, storico militare e Ufficiale di Complemento, in congedo, dell’Arma dei Carabinieri, e dei Comandanti dell’Arma della Compagnia di Tempio Pausania e del Comando Provinciale di Sassari.

Si tratta di una importante donazione, ricca per l’eterogeneità dei materiali, e che è riferita a zone geografiche di spiccato interesse storico. Tra i molti cimeli donati, spiccano in particolare un fez turco ed un berretto da Maresciallo Capo dei Carabinieri Reali del 1933; di considerevole rilievo la documentazione cartacea, costituita da una serie di documenti dattiloscritti, diplomi, attestati, documenti amministrativi, nonché dal memoriale autografo del Maresciallo Sanna, nonché diverse raccolte di fotografie, tra le quali spiccano quattro album fotografici di rilevantissimo interesse storico e uniformologico, in particolare per quanto riguarda gli Zaptié, ma anche antropologico e geografico, nonché l’intero album fotografico ufficiale, in originale, della visita del Principe Ereditario Umberto di Savoia a Mogadiscio, del 1928. Tra i libri, ricordiamo il Manuale tecnico pratico illustrato del Carabiniere, del 1917, ed il Manuale di Polizia Giudiziaria e Pubblica Sicurezza del 1922
Completano la donazione una collezione di monete metalliche e cartacee provenienti da tutti i Paesi esteri nei quali il Maresciallo Sanna ha prestato servizio, nonché spille da giacca ed altri memorabilia degli anni Venti e Trenta.

I cimeli e i documenti donati, ricevuti dal Direttore pro tempore del Museo Storico, Sig. Col. Francesco Gosciu, sono ora a disposizione degli studiosi presso il Museo Storico dell’Arma dei Carabinieri, che ha così arricchito il proprio Archivio Storico e le proprie collezioni. L’auspicio è che, sull’importante e meritorio esempio della Signora Sanna, altri cimeli possano essere offerti al Museo Storico, nel comune intento di salvaguardare la nostra memoria storica, per tramandarla intatta nei propri valori materiali e morali alle prossime generazioni.

Nota Biografica del Maresciallo Maggiore Matteo Sanna, Aggius (SS), 1892-1979.
Il 28 marzo 1912, diciannovenne, si arruola nell’Arma a Sassari, e viene nominato carabiniere a Cagliari, il 15 settembre 1912. Assegnato alla Stazione di Selargius (CA), nel gennaio 1914 fu trasferito presso il Comando Legione, a Cagliari, e nel 1917 fu trasferito a Napoli. Promosso in quello stesso anno Vicebrigadiere, nel gennaio del 1919 fu trasferito al Battaglione Mobilitato per l’occupazione della città di Costantinopoli, capitale dell’appena sconfitto Impero Ottomano. Presso i due Comandi di Legione di Cagliari e Napoli il Vicebrigadiere Sanna svolse attività di scrivano e capo contabile, e, avendo frequentato un Corso di Contabilità in Valuta Inglese, a Costantinopoli compilò anche i rendiconti di spesa per i contingenti alleati lì dislocati.
Promosso Brigadiere nel 1919, divenne comandante di uno dei sotto-settori nei quali le quattro zone di occupazione italiana erano suddivisi. Il 5 luglio 1921, con altri 80 carabinieri al comando di un Capitano si recò a Tbilisi, in Georgia, per aiutare il governo locale contro la rivoluzione rossa, in atto nella Russia zarista. Il precipitare degli eventi a sfavore dei menscevichi al governo costrinse il contingente di Carabinieri a ripiegare a marce forzate, coprendo in tempi rapidissimi, per lo più nottetempo, una distanza di 250 km, alla volta di Batun, dove i militari italiani si imbarcarono per tornare a Costantinopoli. Dopo aver svolto compiti di controllo della zona di avanzamento dei nuovi confini turchi a seguito dei trattati di pace, nel 1923 l’Italia ritirò il proprio contingente, e il Brigadiere Sanna, al quale fu assegnato un Encomio Solenne per il servizio prestato a Costantinopoli, fu destinato alla Legione di Milano, quale Capo Ufficio Mobilitazione.
Nel 1925 fu trasferito in Somalia, quale comandante della Stazione Carabinieri di Afmandù, con alle dipendenze 170 zaptiè, e nel 1926 fu assegnato alla Compagnia Carabinieri di Mogadiscio, dove rimase fino al 1929. In particolare, nel 1926, a seguito dell’assassinio di due zaptiè prima, e del Maresciallo Antonio Fiorina, Comandante della Stazione di Merca, e di altri due zaptiè poi, avvenuto nel villaggio di Abi-el-Hagì, prese parte alle azioni di polizia volute dal Colonnello De Vecchi, comandante della Piazza di Mogadiscio, che si conclusero con la resa dei ribelli. Per il comportamento tenuto durante questi combattimenti, che durarono 18 giorni, il Brigadiere Sanna ottenne un altro Encomio Solenne.
Nel 1927 prese parte ai combattimenti contro il sultano ribelle Ahmed Uldunzai, nella Migiurtina, al confine con la Somalia britannica, episodi di guerra nei quali di nuovo si distinse per l’ineccepibile comportamento sotto il fuoco nemico. Nel 1928 fu trasferito quale Comandante della Stazione Carabinieri di Mogadiscio, e in quello stesso anno curò le attività di polizia in occasione della visita del Principe Ereditario Umberto di Savoia. Nel 1929, rientrato in Patria, fu promosso Maresciallo e assegnato alla Legione Carabinieri Lazio, capo contabile presso l’Ufficio di Maggiorità. Promosso nel 1933 Maresciallo Capo, venne collocato a riposo, ma nel 1939 fu richiamato in servizio e destinato, quale Comandante, con il grado di Maresciallo Maggiore, alla Stazione Carabinieri di Tempio Pausania (SS). Collocato definitivamente in congedo nel 1943, si ritirò a vita privata nel paese natale di Aggius.

Pugno in faccia: daspo calciatore

NUORO – Il Questore di Nuoro, Paolo Fassari, ha decretato il “divieto di accesso ai luoghi dove si svolgono manifestazioni sportive” per il calciatore del “Selargius” Gianluca Recano, che durante l’incontro con l’ASD Tortoli del 20 settembre scorso aveva rivolto frasi ingiuriose contro il pubblico e aveva sferrato un pugno contro il magazziniere della squadra del Tortolì, procurandogli la frattura del setto nasale.

Recano, durante la partita valevole per il campionato di Eccellenza, si era rivolto più volte alla tifoseria del Tortolì con gesti di scherno, urla ingiuriose e persino gesti osceni, che avevano suscitato reazioni di collera e contestazione da parte del pubblico. Al termine della partita, poi, negli spogliatoi, gli animi si erano ulteriormente accesi, e Recano, dopo aver fatto il gesto del braccio alzato con il pugno chiuso, aveva colpito al volto il magazziniere del Tortolì, un giovane di 27 anni, rompendogli il setto nasale. Il magazziniere era dovuto ricorrere subito alle cure mediche e gli era stata assegnata una prognosi di 30 giorni.

Valutati questi gravi fatti, il Questore ha deciso di vietare, per un anno, al calciatore di accedere alle manifestazioni sportive. L’uomo dovrà rispondere anche del reato di lesioni volontarie gravi, per il quale gli uomini del Commissariato P.S. di Tortolì hanno aperto un fascicolo di indagine.

A Cagliari la Polizia Eco-Zoofila

CAGLIARI – L’amministrazione comunale intende istituire il Servizio di Polizia Eco-Zoofila e affidare lo svolgimento, a titolo completamente gratuito, a enti e associazioni che si qualifichino quali organismi senza scopo di lucro e regolarmente iscritti al registro regionale del volontariato. Le manifestazioni di interesse dovranno essere corredate da un currulicum con le attività svolte e le esperienze maturate nel settore oggetto dell’avviso, pubblicato sul sito istituzionale www.comune.cagliari.it.

I rapporti tra l’amministrazione comunale e le associazioni di volontariato coinvolte nell’esercizio del Servizio di Polizia Eco-Zoofila verrà regolato con apposite convenzioni. Le manifestazioni di interesse, indirizzate all’Ufficio Gabinetto del Sindaco del Comune di Cagliari, dovranno pervenire entro le ore 12.00 del giorno 28 ottobre 2015 con consegna a mano al Protocollo Generale, sito in Via Crispi 2, invio con posta ordinaria o a tramite posta elettronica certificata all’indirizzo protocollogenerale@comune.cagliari.legalmail.it. Negli ultimi due casi farà fede l’invio entro l’orario del termine previsto.

Nella foto la Polizia Eco-Zoofila

M.S.R.

Chioschi? Colpa della Regione

CAGLIARI – Titolari dei chioschi del Poetto sul piede di guerra per la nuova decisione di smontare le strutture. Sarebbe un’ennesima presa in giro per delle attività che da anni danni lustro a litorale calgiaritano e in generale all’intera isola. Ma Il sindaco Zedda rimpalla le responsabilità di questa assurda eventualità sulla Giunta Pigliaru. “I chioschi sulla spiaggia del Poetto – spiega il sindaco Zedda – possono restare aperti tutto l’anno grazie all’approvazione, dopo 30 anni, del Piano di Utilizzo dei Litorali. Leggiamo in queste ore sui social network e su alcuni articoli online della possibilità che una parte delle pedane dei chioschi al Poetto debba essere smontata. Dal Comune non è partita nessuna comunicazione ai gestori dei baretti”.

“A questo proposito, siamo d’accordo sul fatto che lo smontaggio di una parte delle verande esterne delle strutture rischi di essere più dannoso per la spiaggia della loro stessa presenza. Lo avevamo scritto nel Pul adottato in Consiglio comunale, anche in accordo con la Provincia che guida la procedura di valutazione ambientale strategica. La prescrizione per lo smontaggio di parte delle pedane è stata inserita dalla Regione nelle osservazioni al Piano, in considerazione del fatto che la pedana è stata assimilata alle strutture degli altri servizi stagionali da spiaggia. In ogni caso, resterebbero sempre a disposizione del pubblico le verande coperte di 100 metri quadri”.

“Da parte nostra incontreremo i gestori nei prossimi giorni per un primo bilancio dell’attività con il nuovo Pul e per definire il funzionamento ottimale dei chioschi con il nuovo lungomare. Chiederemo anche alla Regione di riesaminare la prescrizione sulle pedane proprio nell’ottica della salvaguardia dell’arenile, del sistema dunale e per ridurre al minimo l’attività di mezzi pesanti sul lungomare”.

Nella foto un chiosco del Poetto

S.I.

Zooprofilatico: basta precari a vita

SASSARI – La legge lo consente dal 2013 ma all’Istituto Zooprofilattico della Sardegna di Sassari non ne vogliono proprio sapere di trasformare il personale precario in lavoratori dipendenti a tempo indeterminato, anche se indispensabili e svolgono da sempre compiti e attività di vitale e fondamentale importanza per l’ente strumentale regionale. La vicenda che minaccia di sfociare in un salato contenzioso per le casse erariali, è stata ieri oggetto di un’interrogazione presentata dal Vice Capigruppo di Forza Italia in Consiglio Regionale Marco Tedde.

“Quando la legge fu emanata l’allora Direttore Generale non esitò ad avviare le procedure per la stabilizzazione dei lavoratori precari che da anni forniscono il loro prezioso supporto presso l’Istituto Zooprofilattico della Sardegna. Un concentrato di esperienza e professionalità – prosegue l’ex Sindaco di Alghero – maturate nel tempo, indispensabili all’attività dell’ente che sembrano lasciare indifferenti l’attuale CDA ed il nuovo Direttore Generale nominati da Pigliaru mesi fa. Un atteggiamento che oltreché ingenerare preoccupazione e apprensione presso coloro che attendono da tempo la definizione della propria posizione lavorativa e che hanno fatto affidamento su legittime aspettative lavorative e di vita migliori e stabili, – precisa Marco Tedde – espongono l’ente a possibili conseguenze dannose per i potenziali contenziosi che verosimilmente verranno promossi qualora le procedure di stabilizzazione non venissero portate positivamente a termine. Ho per queste ragioni chiesto al Presidente Pigliaru di conoscere le ragioni che impediscono l’assunzione a tempo indeterminato di lavoratori indispensabili e già formati, nonostante vi sia una procedura aperta dal 2013 in applicazione della Legge 125/2013.”.

Nella foto la sede dell’istituto a Sassari

S.I.

Marijuana: coltivatore arrestato

SASSARI – Nel corso di attività poste in essere dalla Stazione Carabinieri di Pozzomaggiore finalizzate alla prevenzione e repressione dei reati inerenti gli stupefacenti si è proceduto all’arresto di G.C. 43 enne allevatore e luogo. Nella serata di domenica, gli investigatori hanno sorpreso l’uomo intento a raccogliere 13 piante di canapa indiana messe a dimora in un cortile, pertinenza di un’abitazione del centro di Pozzomaggiore che poco tempo fa aveva ottenuto in eredità.

La costanza dei militari, che da tempo seguivano il soggetto, ha permesso di coglierlo nel momento in cui lo stesso aveva appena tagliato le piante. Queste, di altezza media di circa 2 metri erano già pronte per l’essicazione e avrebbero consentito di inserire nel mercato locale almeno 8 kg. di stupefacente.
Piante e materiale necessario per la coltivazione sono stati posti sotto sequestro mentre l’arrestato è stato posto agli arresti domiciliari in attesa dell’udienza di convalida svoltasi nella mattinata odierna presso il Tribunale di Sassari. Quest’oggi, il giudice dopo aver convalidato l’arresto ha disposto per l’uomo la misura cautelare dell’obbligo di firma.

“Cagliari capitale dell’illegalità”

CAGLIARI – “La città di Cagliari non può diventare la capitale delle manifestazioni non autorizzate o una sorta di terra di nessuno in cui gruppi bene individuati, o bene individuabili, pensano di fare ciò che vogliono, occupando immobili pubblici, scatenando disordini o imbrattando la città”. Lo ha dichiarato Ugo Cappellacci, coordinatore regionale di Forza Italia, commentando gli scontri avvenuti ieri durante la manifestazione anti-militarista.

“Quando un’amministrazione comunale – prosegue l’esponente azzurro- rimane in silenzio su episodi di questo genere, sempre più frequenti, o non reagisce ad esempio all’occupazione illegale di una scuola pubblica, di fatto espone la città a situazioni che sono terreno fertile per episodi di vera e propria inciviltà. Sia chiaro che da un lato ci sono i cittadini e le forze dell’ordine, chiamate a garantire la sicurezza, e dall’altro c’è chi, col pretesto di una battaglia politica, pensa di godere di una sorta di immunità. Finora cittadini e forze dell’ordine sono stati lasciati soli da chi guida la città. E giunto il momento – ha concluso Cappellacci- che il Comune scelga da che parte stare e lo faccia con atti concreti”.

Nella foto Su Domu

Assonautica al salone di Barcellona

SASSARI -Prosegue il sostegno e la promozione del settore per l’Assonautica Nord Sardegna con la partecipazione al prossimo Salone Nautico Internazionale di Barcellona che si svolgerà a Barcellona tra i due moli “Espana e de la Fusta” del Port Vell” dal 14 al 18 Ottobre.

Il Salone Nautico di Barcellona rappresenta un’ importante vetrina commerciale ed un appuntamento irrinunciabile per gli amanti della nautica sportiva e da diporto. Saranno presenti maggior espositori, più spazi e più offerta rispetto alle scorse edizioni, a dimostrazione che l’interesse da parte del pubblico e dei professionisti del settore è cresciuta enormemente.

Il salone accoglierà in ambito professionale un ampio programma di conferenze, che toccherà numerosi temi, e offrirà vari spunti anche ai più giovani, sempre più vicini al mondo della nautica.
L’Assonautica Nord Sardegna, che mette in atto azioni strategiche di filera in coordinamento con la Camera di Commercio di Sassari, oltre a rappresentare le imprese del settore, ha come obiettivo quello di promuovere il turismo nautico della Sardegna e in particolar modo del nord, nonché divulgare la conoscenza dei prodotti di “eccellenza” del territorio attraverso il “Progetto Cambusa”.

Nella foto il porto di Barcellona

M.S.R.