Città metropolitane: è scontro

SASSARI – «Ci stupisce la dichiarazione espressa dall’assessore regionale agli Enti locali Cristiano Erriu sulla questione della città metropolitana quando è appena iniziata la discussione in consiglio e i cui esiti sono tutti da verificare. La posizione dell’assessore Erriu, a nostro avviso, rischia di dividere la Sardegna». Lo dice il sindaco di Sassari Nicola Sanna all’indomani dalla diffusione della nota con la quale il rappresentante della giunta regionale, con tono perentorio, afferma che lo schema di riordino del sistema degli Enti locali in Sardegna deciso dalla giunta regionale prevede una sola città metropolitana, a Cagliari.

«Quando un’area svolge funzioni direzionali di primaria importanza e non consente ad altre realtà urbane complesse, con altrettante funzioni metropolitane, di qualificarsi nel panorama nazionale ed europeo come sistema metropolitano – riprende il sindaco di Sassari – lede le possibilità di sviluppo del restante territorio regionale». «Occorre, invece, – sottolinea Nicola Sanna – operare una ridefinizione degli ambiti territoriali adeguati e omogenei che, così come dice l’Anci nella Carta di Cagliari approvata il 10 luglio scorso, “interessino il sistema dei Comuni, entro i quali realizzare processi di riorganizzazione territoriale per rafforzare la rappresentanze degli Enti, la capacità progettuale, quella dell’offerta dei servizi ai cittadini e alle imprese”. In Sardegna le funzioni metropolitane possono essere svolte indipendentemente da un limite dimensionale demografico».

«È il momento di attribuire funzioni istituzionali più forti, con l’affermazione del principio di una perfetta simmetria tra Nord e Sud dell’Isola: oltre all’area metropolitana di Cagliari, che già svolge le funzioni di capoluogo di regione e che nessuno mette un discussione, – ribadisce con forza il primo cittadino di Sassari – va istituita anche quella di Sassari, affinché siano date al Nord Sardegna le stesse chance del Sud. L’architettura istituzionale della nostra Regione non è perciò un optional ininfluente per le opportunità di sviluppo dei nostri territori», conclude il sindaco di Sassari.

Nella foto il sindaco Sanna

Pigliaru mandi via la Falchi

“Pigliaru revochi il mandato all’assessore Falchi”. E’ la richiesta contenuta nella mozione presentata questa mattina dai consiglieri di Forza Italia, Udc, Riformatori, FdI e Uds. “La mozione – viene spiegato in una nota – prende le mosse da diversi articoli di stampa in cui si riferisce che due aziende, una di famiglia e l’altra intestata alla persona dell’assessore, hanno richiesto contributi del Psr per una cifra complessiva di 485 mila euro”.

“Le domande, originariamente non ammesse al contributo, hanno beneficiato di un “ripescaggio” avvenuto durante il mandato dell’assessore Falchi. I firmatari ricordano in particolare un decreto del Novembre 2014, che autorizza lo scorrimento della graduatoria unica della misura 121, terzo bando. Alla luce degli atti citati – prosegue la mozione- la condotta dell’assessore stride con quanto affermato dal presidente Pigliaru riguardo alla trasparenza dell’azione amministrativa e pone in capo alla Giunta un caso evidente e grave di conflitto di interessi”. Da qui la richiesta conclusiva: “Revocare immediatamente la delega”.

Nella foto l’assessore Falchi

M.S.R.

Morghen guida le Città del Vino

SORSO – Il Sindaco di Sorso, dott. Giuseppe Morghen, guiderà il Coordinamento regionale dell’Associazione Nazionale “Città del Vino” della Sardegna per i prossimi tre anni. L’elezione, avvenuta a Selargius il 5 ottobre scorso, ha visto l’Assemblea dei soci dei comuni sardi votare all’unanimità il rappresentate del centro della Romangia quale coordinatore, affiancato dal direttivo composto dal vicecoordinatore di Sant’Anna Arresi, dal tesoriere di Usini e dai rappresentanti dei Comuni di Terralba e Alghero. L’Assemblea Nazionale dei soci, riunita a Genzano di Roma il 16-17-18 ottobre, ha sancito inoltre la nomina del Sindaco Morghen quale componente del Consiglio Nazionale “Città del Vino”.

«Esprimo grande soddisfazione per questa elezione. Il Coordinamento Regionale è il fulcro operativo dell’Associazione “Città del Vino” e intendo lavorare con i colleghi dell’Assemblea e con i Comuni soci per promuovere una stretta collaborazione che produca risultati tangibili per tutto territorio sardo. – Afferma il Sindaco Giuseppe Morghen- La forte vocazione vitivinicola di Sorso deve servire da rilancio per l’economia e per nuove idee di sviluppo. A partire dai fasti del nostro passato e dalle tradizioni che abbiamo mantenuto, dobbiamo trovare forme inedite di promozione del territorio che tengano conto delle tipicità autoctone e delle innovazioni; che tutelino la qualità dei prodotti e si basino sulla sostenibilità turistica e ambientale. Il nostro scopo deve essere quello di “fare rete”, unendo le forze economiche e sociali; dando strumenti e informazioni alle imprese agricole e vitivinicole e visibilità ai territori; incentivando il connubio tra sapori e sapere, con una comunicazione efficacie che tenga conto nei nuovi mezzi digitali che ci permettono di diventare una vetrina aperta al mondo. Saranno tre anni ricchi e intensi e il mio impegno sarà massimo.»

Soddisfazione anche da parte dell’Assessore alle Attività Produttive Mauro Vacca che ha rappresentato il Comune di Sorso all’Assemblea Regionale a Selargius e che, forte del consolidato successo di “Calici di Stelle”, la principale manifestazione vinicola del Comune di Sorso da quasi dieci anni, prevede un’agenda di lavoro che dia nuovo vigore al settore vitivinicolo, a beneficio di tutta l’economia del territorio.

Nella foto il Sindaco Morghen

Sanna: crisi chiusa, governiamo

SASSARI – «Dispiace leggere sugli organi di informazione le parole del segretario nazionale dell’Upc Antonio Satta che, dalla soluzione della crisi, si sente “beffato”. Le sue, però, sono le parole di chi dimostra di non conoscere le dinamiche politiche della nostra città». Il sindaco di Sassari Nicola Sanna replica cosi alle dichiarazioni del rappresentante dell’Unione popolare cristiana. «Che la crisi politica sia conclusa – prosegue il sindaco di Sassari – non c’è dubbio. Una crisi che doveva superare le scorie di un confronto vero, democratico. Abbiamo voluto chiudere definitivamente un clima di reciproca insoddisfazione, rispetto a delle scelte che io avevo già annunciato essere provvisorie. Se andiamo ad analizzare i partiti politici di questa fase nuova, non c’è dubbio che il Pd, perché più grande, è stato capace di assestarsi rispetto alle tante correnti di pensiero politico che lo animano».

«A questa situazione – spiega Nicola Sanna – si è contrapposta una diffusa scomposizione, nei minimi termini, delle altre forze politiche della coalizione. I consiglieri comunali di queste forze hanno dimostrato che l’unico punto di equilibrio possibile fosse quello di confermare due assessori della mia prima giunta, cioè l’assessore Ottavio Sanna e l’assessora Amalia Cherchi. Ecco questa era l’unica certezza che li metteva tutti e sei d’accordo e che garantiva la tenuta della mia maggioranza consiliare, così come avvenuto con l elezione della presidente del consiglio, Esmeralda Ughi. Infatti nel momento in cui si accedeva al contrario all’ipotesi che l’espressione fosse di uno solo dei cinque o sei partiti, tutto il resto crollava». «Abbiamo, invece, un pluri-gruppo che – sottolinea – vogliamo tenere unito nel rispetto reciproco. Un rispetto che, mi sia consentito, deve essere dato al sindaco nell’assegnazione delle deleghe».

Il sindaco Nicola Sanna precisa, infatti, che «sia i primi assessori che gli attuali sono entrati in giunta con le deleghe che ha deciso il sindaco, rapportandole alle loro capacità politiche e alle loro competenze specifiche. Confermando, in questa maniera, laddove poteva apparire necessario un assestamento, un equilibrio». «Questo ha consentito al sindaco di operare una sintesi, forse ancora non perfetta ma perfettibile. Oggi abbiamo segnato una pagina di impegno complessivo, di reciproca fiducia ed entusiasmo, ed è questo che consegniamo alla città per realizzare progressi important», conclude il primo cittadino.

Nella foto il sindaco Sanna

S.I.

Italia Unica sbarca a Sassari

SASSARI – Primo incontro pubblico giovedì 22 ottobre all’hotel Carlo Felice di Sassari per “Italia Unica”, il movimento politico guidato a livello nazionale da Corrado Passera. Il partito fa così il suo esordio in Sardegna con una serie di iniziative che verranno programmate nelle prossime settimane. Si inizia dalla seconda città dell’Isola: l’assemblea, che prenderà il via alle 17,30, è solo la prima di otto in totale che saranno organizzate in tutti i collegi elettorali sardi. Saranno illustrate nel dettaglio le proposte per la Sardegna ed il posizionamento politico di “Italia Unica”, che punta a dare voce ad un’area liberaldemocratica e centrista e che guarda con molta attenzione a ciò che è rimasto nel centrodestra, dove si assiste ad uno sfaldamento dei partiti finora presenti, a cominciare da Forza Italia. L’obbiettivo è però essere soprattutto alternativi al renzismo ed al partito della nazione che si sta formando. «Vogliamo rappresentare l’area moderata, ma anche le partite iva, gli artigiani, i commercianti, gli studenti, i pensionati e gli insegnanti», ha spiegato mercoledì mattina, in occasione della conferenza stampa di presentazione dell’evento, il coordinatore regionale Tore Piana, affiancato dai dirigenti provinciali Gianfranco Meazza, Mauro Oggiano, Max Deligios (responsabile giovani) e Gianni Pandino.

«Abbiamo dirigenti in tutti gli otto collegi regionali. Adesso è arrivato il momento di iniziare la fase due, fare conoscere il nostro movimento e quali programmi abbiamo per l’Italia e la Sardegna. Ci avvicineremo ai problemi di ciascun territorio con convegni aperti, come quello di giovedì a Sassari», ha detto ancora Piana. In cantiere ci sono anche altre iniziative, a cominciare dai banchetti, che saranno sistemati in tutte le città capoluogo, per diffondere il programma di Italia Unica.

No a Renzi, ed in particolare all’Italicum. «Siamo contrari al premio di maggioranza alla lista più votata, perché riteniamo vada preferito il premio per la coalizione», è stato inoltre chiarito. «Abbiamo un potenziale bacino elettorale costituito da cittadini delusi. Noi non diamo la colpa agli altri, rifiutiamo il populismo, di qualsiasi tipo esso sia, di Salvini o di Renzi, ed anche dei grillini, che diranno cose serie ma non propongono soluzioni altrettanto serie. Il nostro obiettivo è diventare un partito forte, di alternanza, che guarda alla parte moderata ma anche a quegli elettori di centro oggi sfiduciati», ha aggiunto Gianfranco Mezza. E il Partito Democratico? «I comuni amministrati dal Pd sono fotocopie della realtà nazionale, sono sempre in campagna elettorale, come il governo. E Sassari, che ha da pochi giorni visto risolta, per adesso, una grave crisi politica, non fa eccezione», ha detto Mauro Oggiano.

«Faremo battaglie su tutti i fronti per riportare la Sardegna in un’Italia Unica. A Pigliaru muoviamo una critica ben precisa: non ha avuto la spina dorsale per opporsi al Governo, si è appiattito su tutto, a cominciare dalla sanità. Lo Stato deve invece partecipare alle spese sanitarie. La Sardegna non deve più essere considerata una terra di confine: vogliamo essere forti e portare avanti un’azione politica di riscatto», è stato spiegato durante la conferenza stampa. Trasporti e turismo, su questi occorre intervenire con progetti specifici e soluzioni ormai non più rinviabili, perché da qui può ripartire la Sardegna. Ma ci sono anche proposte ulteriori, tra cui il riordino della rete ospedaliera, la riforma degli enti locali e le città metropolitane.

Nella foto i vertici regionali di Italia Unica

Stroncato grosso giro di squillo

NUORO – La Polizia chiude centro massaggi cinese a luci rosse. Sotto sequestro anche conti correnti bancari e postali per riciclaggio. Oltre un anno di indagini è servito alla Polizia di Stato per smascherare un fiorente giro di prostituzione, che si nascondeva dietro al centro massaggi cinese di Viale Sardegna, a Nuoro. Sette cittadini cinesi residenti nel nord e centro Italia e un italiano sono stati denunciati in stato di libertà per sfruttamento della prostituzione e riciclaggio.

Stamattina gli uomini della seconda sezione della Squadra Mobile di Nuoro, diretta dal Vice Questore Aggiunto Fabrizio Mustaro, ha posto sotto sequestro preventivo il Centro massaggi, in esecuzione di un’ordinanza del GIP di Nuoro, Mauro Pusceddu. Sono in corso diverse perquisizioni nelle abitazioni degli indagati. Il Pubblico Ministero titolare delle indagini è Giorgio Bocciarelli della Procura di Nuoro.

Nella foto della Polizia il centro benessere

Scelte strategiche: aprirsi alla città

SASSARI – “Sassari potrebbe essere uno dei primi Comuni italiani ad attivare lo strumento del Dibattito Pubblico. Un’opportunità che consentirebbe di condividere totalmente con i cittadini le scelte più importanti che riguardano il presente ed il futuro di Sassari”. A lanciare la proposta è la Presidente della commissione ambiente nel Comune di Sassari Valeria Fadda. L’esponente del PD aveva già preannunciato la possibilità di utilizzare il Dibattito Pubblico per decidere quale sarà il futuro del trattamento dei rifiuti, alla luce del fatto che la discarica di Scala Erre ha un’autonomia massima di non più di sei anni. È proprio la delicatezza di questa scelta ed il grande impatto sociale ed ambientale ad essa legato potrebbe portare ad utilizzare per la prima volta questo strumento proprio su questo tema.

“Il parlamento – spiega Valeria Fadda – ha già approvato una normativa che va in questa direzione e che prende come riferimento il Debat Public francese per decidere riguardo opere di interesse generale. Questo provvedimento, oltre a recepire le direttive dell’Unione Europea, farà parte del Testo Unico sugli appalti. Anche la Regione sembra voglia portare avanti un processo di questo tipo. Sassari potrebbe cogliere questa opportunità attivando una forma di partecipazione diretta dei cittadini e permettendo agli stessi di essere parte attiva dei processi decisionali. Non più dunque decisioni che possano essere percepite come calate dall’alto, soprattutto quando si tratta di temi che possano avere conseguenze sulla qualità della vita dei cittadini. Nello specifico, e per fare un esempio concreto, la problematica del trattamento dei rifiuti presenta aspetti che rendono indispensabile il contributo e la partecipazione diretta dei sassaresi. Nel piano regionale dei rifiuti è prevista infatti la realizzazione di un termovalorizzatore”.

“Perché non attivare un percorso che consenta ai cittadini di dire chiaramente la propria opinione ma, soprattutto, di influenzare la decisione finale. Ovviamente – chiarisce ancora la consigliera del PD – questo percorso deve essere garantito dalle istituzioni a tutti i livelli e deve essere guidato da quelle sedi di rappresentanza nelle quali maggioranza ed opposizione siedono proporzionalmente al consenso ricevuto. Sempre nello specifico, dunque, la commissione ambiente potrebbe rappresentare quella sede, opportunamente delegata dal consiglio comunale, in grado di attivare e disciplinare lo strumento del Dibattito Pubblico sulla scelta del futuro del trattamento dei rifiuti e su tutte quelle che riguardano le tematiche ambientali e legate alla salute pubblica. In pratica si tratta di approvare un regolamento, sulla base delle normative approvate e in via di approvazione a livello nazionale e regionale.

“Successivamente la commissione ambiente si farebbe carico di attivare il processo partecipativo dei cittadini le cui conclusioni verrebbero esposte in una conferenza pubblica nel corso della quale verrebbero rappresentati gli orientamenti espressi dai cittadini e le proposte che le istituzioni dovranno fare proprie. Potrebbe essere un primo esperimento – conclude Valeria Fadda – che potrebbe poi essere previsto e regolamentato per tutte le decisioni più importanti. In questo modo si potrebbe finalmente parlare di partecipazione diretta dei cittadini, e Sassari su questo tema sarebbe realmente all’avanguardia.”

Nella foto la presidente della commissione ambiente Valeria Fadda

S.I.

“Città metropolitane, perfetta simmetria”

SASSARI – «Una riforma che va riformata, che deve riconoscere il ruolo di città metropolitana tanto a Cagliari quanto a Sassari. Una posizione che non deve dividere ma che apre a uno sviluppo integrato dei territori, attribuendo una perfetta simmetria del quadro istituzionale tra le città metropolitane di Cagliari e di Sassari». Questa la linea del sindaco di Sassari Nicola Sanna che nella tarda mattinata di oggi, a Cagliari, è stato ascoltato in audizione nella prima commissione autonomia del Consiglio regionale. Con lui, al secondo piano del palazzo consiliare di via Roma per affrontare la questione della città metropolitana nell’ambito del disegno di legge sugli enti locali della Sardegna, anche i sindaci di Alghero Maro Bruno, di Sorso Giuseppe Morghen, di Castelsardo Franco Cuccureddu e di Sennori Roberto Desini.

«La storia della programmazione della Sardegna ha sempre previsto due aree urbane – ha detto Nicola Sanna – una a Cagliari e una a Sassari. Allora, l’obiettivo è quello di affermare per l’area di Sassari una città metropolitana, con sviluppo e funzioni di equilibrio che, nell’ottica della legge Delrio, consenta l’avvio di un processo di delega dei poteri delle Province».

«Il Consiglio regionale adesso dovrà entrare nel vivo dei lavori – ha proseguito il sindaco a margine dell’audizione – e non si potrà non tener conto della voce di città come Sassari e del territorio del Sassarese. Si devono creare due città o aree metropolitane forti che non escludano il resto della Sardegna».

Nella foto l’incontro a Cagliari

S.I.

Sindaco Sanna: lettera ai sassaresi

SASSARI – Una lettera di spiegazioni, anche di scuse alla Città ma, soprattutto, di apertura e rilancio del programma politico. È il tenore della missiva che il sindaco, idealmente, scrive a tutte le cittadine e i cittadini sassaresi, all’indomani della chiusura di un periodo di crisi che ha caratterizzato quest’ultimo scorcio di vita politica sassarese.

La lettera
«Care concittadine e cari concittadini,
come ben sapete sono state settimane difficilissime per la prosecuzione di questa esperienza amministrativa. Ho lavorato – non da solo – perché potesse proseguire questo progetto di rinnovamento della politica che pone l’interesse delle cittadine e i cittadini al centro delle scelte amministrative. È indispensabile stimolare e promuovere la partecipazione e l’inclusione democratica di tutte e tutti nel governo della propria città.

La persona che ha concretamente dimostrato di saper anteporre l’affermazione di questo ambizioso ma possibile progetto di rinnovamento, a ogni altro tipo di valutazione – giusta o legittima –, è stata Grazia Manca. Una personalità politica speciale, rara in un certo ambiente politico fatto invece di tante ambizioni personali – talvolta inutili se non futili –. Grazie alla dottoressa Manca mi è stato possibile lavorare alla soluzione della crisi politica. Per quanto il tempo trascorso sia, evidentemente, dipeso da vari fattori indipendenti dalla mia volontà, mi assumo l’onere delle scuse alla Città ma, allo stesso tempo, rifiuto categoricamente una certa immagine di immobilismo che alcuni tentano di attribuire alla mia prima giunta. Quest’ultima composta da persone speciali, serie, oneste, capaci che con assoluto disinteresse hanno dato il massimo del loro impegno, producendo risultati reali e costruendo le premesse per il raggiungimento a breve di nuovi traguardi concreti per la nostra Città. Non abbiamo mai abbandonato l’attività amministrativa neanche quando – con le dimissioni politiche della giunta –, abbiamo richiamato tutti al senso di responsabilità. Ne sono prova le diverse importanti deliberazioni necessarie a reperire nuove risorse, innanzitutto per i nostri concittadini con maggiore disagio sociale ed economico. A coloro che lasciano l’attività amministrativa, tutti noi dovremo essere sempre grati. Essi hanno dimostrato di essere uomini e donne al servizio esclusivo dell’istituzione democratica e rappresentativa dei sassaresi: il Comune.

Taluni tendono – superficialmente – a interpretare la soluzione data alla crisi come un mio cedimento a vecchie logiche che non mi appartengono e che, nel ricostituire la mia nuova giunta, non ho praticato. Voglio ricordare soltanto che, già all’insediamento della mia prima giunta, avevo messo a disposizione degli eletti in consiglio comunale – anch’essi scelti dagli elettori –, la necessità che gli stessi assumessero un ruolo di governo più aderente alla volontà degli elettori medesimi. Di quegli stessi elettori che, votando innanzitutto il sindaco e il suo programma, votano poi il partito o il movimento al quale appartengono i loro candidati preferiti.

I seggi conquistati dalle singole formazioni politiche non sono solo proprietà degli eletti. Questi devono saper rappresentare coerentemente anche la volontà politica popolare: questa si sintetizza nella scelta un sindaco che, sapendo tener conto di tutti gli eletti, non può essere immobilizzato. Un primo cittadino che, guardando all’insieme, realizza il programma per il quale ha chiesto il voto a sé e alla coalizione che lo sostiene. Un programma, il nostro, teso a ridare centralità politica, economica, culturale alla nostra città e al suo territorio, in Sardegna e fuori dall’Isola, capace di riunire tutte le sue energie per essere e sentirsi una città in cui il benessere è un traguardo da raggiungere per tutti.

In queste settimane di duro lavoro di confronto e talvolta anche di scontro, sono convinto di essere riuscito ad affermare un nuovo e autorevole quadro di vera e reciproca fiducia tra tutte le parti. Sono riuscito a riaffermare la necessità di una coerenza tra il programma approvato dagli elettori e le personalità politiche chiamate ad attuarlo. Ho varato quindi una nuova giunta che riassume la ritrovata fiducia dell’intera maggioranza di centrosinistra nel sindaco e nel programma che questa maggioranza ha proposto e approvato, in sintonia con il 66,6% degli elettori sassaresi. Un programma pienamente condiviso dalla coalizione e che la stessa vuole arricchire nel prosieguo dell’azione di governo. Non è un caso che alla nuova giunta abbia voluto consegnare il programma di mandato, presentato ai sassaresi durante la campagna elettorale e approvato dal consiglio comunale all’atto del suo insediamento. Sassari guarda avanti nel rinnovato impegno del sindaco e di tutte le forze politiche che governano la Città, la Sardegna e l’Italia ben consapevoli che attardarsi in inconcludenti diatribe interne fa male solo alle nostre comunità».

Nicola Sanna
Sindaco di Sassari

Pigliaru riesuma il Ppr di Soru

CAGLIARI – “L’unico atto della Giunta Pigliaru? La revoca del nuovo paino paesaggistico e la riesumazione di quello di Soru. Anziché cominciare il domani, hanno portato l’isola indietro di nove anni”. Così Ugo Cappellacci, coordinatore regionale di Forza Italia, interviene sull’indirizzo di una maggioranza politica prigioniera delle logiche e degli stessi uomini che in passato hanno bloccato la Sardegna.

“Chi afferma che la nostra revisione è stata fatta senza co-pianificazione o è in malafede o non conosce la materia di cui si occupa: la collaborazione c’è stata fino a quando il Governo e i burocrati romani hanno iniziato a non firmare verbali e a frenare. Poiché, come riconosciuto da tutti, la competenza è della Sardegna, noi siamo andati avanti fino all’approvazione definitiva. Anche in questo campo ci siamo comportati diversamente da chi predica sovranità e poi si fa dettare il compitino dai referenti romani, arrivando a revocare un atto della Regione anziché difenderlo davanti ai giudici costituzionali. Le cronache di questi giorni svelano anche che soltanto ora la Giunta ha avviato le interlocuzioni con il Governo nazionale, annunciate un anno e mezzo fa. Altra differenza sostanziale è che il nostro percorso di revisione si è articolato in tre anni di consultazione dei comuni e dei territori. L’unica comunicazione tra loro e i sindaci invece è stata una diffida per adeguare i PUC al Piano Soru”.

“Se i Comuni saranno chiamati a conformare i loro strumenti urbanistici prima al PPR vecchio, poi al nuovo (per ora solo promesso) e anche alla legge Urbanistica, evidentemente l’idea di semplificazione della Giunta regionale è lontana anni luce da quella che potrebbe essere immaginata dagli amministratori locali, dalle famiglie e dalle imprese. Nel frattempo incombono casi come quello di Funtanazza, che evidenziano una contraddizione politica grande come una montagna. Possiamo solo immaginare le dichiarazioni, le denunce, le manifestazioni della sinistra, se al posto del segretario del partito democratico, fosse stato un politico di centrodestra a proporre il progetto come quello. Lasciando il PD alle sue contraddizioni, vorremmo sapere quando Pigliaru e i suoi la smetteranno di fare annunci, che puntualmente restano tali, quando la smetteranno di disfare e non fare, di mistificare il passato anziché lavorare per il presente e per il futuro. E, fatto ben più rilevante, vorrebbero saperlo i sardi, vittime dell’ipocrisia di un centrosinistra le cui convinzioni ambientaliste sono fatte di cemento armato”.

S.I.