“Prima i sardi, poi gli immigrati”

ALGHERO – «E’ un fatto che il Governo Renzi non abbia la benché minima idea di come gestire il flusso migratorio. Così, alla mancanza di regole, segue la spartizione degli stessi nelle varie regioni. Soldi in cambio di un’accoglienza fasulla che maschera il business dedito al malaffare».
E’ la posizione del movimento “Alternativa Futura per l’Italia” attraverso le parole del presidente, Pietro Serra. «L’arrivo di 662 migranti è un giro d’affari che oscilla da un minimo di 677.226,00 € ad un massimo di 841.402,00 € mensili. Tutto questo in un momento di grave crisi e disoccupazione incalzante», prosegue il leader dell’Afi.

«Per l’ennesima volta la sinistra privilegia gli extracomunitari mettendo da parte i propri cittadini, così come sta avvenendo in Sardegna, con la Regione che tratta i sardi da persone di Serie B, mentre ai migranti è garantito un tetto, pranzo, cena e ricarica telefonica quotidiana». «E’ ora di dire basta – conclude Serra -, ad un sistema che accoglie i clandestini al fine di trarne guadagno e voti attraverso cooperative e mazzette bipartisan».

E’ la quarta volta che una nave norvegese approda a Cagliari con all’interno dei clandestini. Il 18 luglio approdò con 456 persone, il 24 agosto con 963 e il 3 settembre con 781. Dunque la somma complessiva dell’accoglienza, stando a quanto riporta il comunicato dell’AFI, varia tra i 2.927.826,00 € e i 3.637.602,00 € al mese. Cifre che, secondo il presidente Pietro Serra, si potrebbero utilizzare per l’occupazione in Sardegna, risolvendo così diverse vertenze verso cui la Giunta Pigliaru non trova via d’uscita.

Nella foto Pietro Serra

Sassari: simulatore navigazione top

SASSARI – Sembra di stare sulla plancia di comando di una nave, con tanto di schermo radar, strumenti di navigazione e timone, cartografia elettronica e apparecchiature radio per le comunicazioni. Dal ponte si assiste a un’emergenza fra le onde: un porta-container in difficoltà. Non siamo in alto mare ma a Predda Niedda, al primo piano di uno stabile sulla Strada 32. All’interno dell’edificio è stato appena installato un simulatore di navigazione all’avanguardia in Sardegna. Un centro di eccellenza tecnologica con perfette repliche degli apparati di comando a bordo delle unità navali. L’iniziativa fa parte del progetto comunitario “SeReNa 2.0” promosso dell’Agenzia Regionale per il Lavoro, finanziato mediante il Programma Italia-Francia Marittimo che coinvolge Liguria, Toscana, Sardegna e Corsica. Il laboratorio è stato presentato nei giorni scorsi di fronte a un pubblico di esperti e professionisti che hanno potuto verificare sul campo le potenzialità del sistema.

«È una grande opportunità per i giovani, per creare nuovo impiego e nuove imprese nel settore nautico – ha detto Massimo Temussi, direttore generale dell’Agenzia per il Lavoro – c’è necessità di una connessione reale tra il mondo dell’occupazione e quello della formazione». La struttura è rivolta agli allievi degli istituti nautici, a piloti di piccolo e medio diporto, pescatori, marinai e ufficiali della navigazione. Sarà il luogo ideale per chiunque intenda ricevere una preparazione avanzata o abbia necessità di certificazioni idonee a ogni specifico apparato.

Pierluigi Pinna e Giansimone Masia, presidente e direttore di Confindustria nord Sardegna, hanno posto l’accento sul valore aggiunto per l’intera Isola, un territorio che finalmente potrà sfruttare appieno la sua forte vocazione marittima. I dettagli tecnici sono stati illustrati da Davide Mantero della Transas, la società che ha fornito le apparecchiature: sei postazioni per 23 computer con un avanzato software di simulazione, in grado di riprodurre scenari operativi al comando di differenti imbarcazioni. Gli allievi dovranno “manovrare e condurre” pescherecci, mega yacht, navi porta container, traghetti passeggeri e persino navi da crociera. È possibile fare esercitazioni di ricerca e soccorso in mare. A portata di mano le indicazioni relative alla rotta, alla velocità, al gps, la consolle con i comandi motore e direzione, l’ecoscandaglio e il girobussola. Oltre trecento le aree geografiche d’azione memorizzate, dal porto di Genova a quello di New York. Oltretutto, essendo modulare, il sistema può essere ampliato per accogliere in futuro ulteriori funzionalità.

Ozieri: tenta violenza sessuale, arrestato

OZIERI – Nella giornata di ieri, i Carabinieri del Norm della Compagnia di Ozieri hann arrestato in flagranza di reato di Francesco Pinna, 48enne pregiudicato. Il grave reato ipotizzato è tentata violenza sessuale aggravata, commessa nei confronti di B.Z., 15enne studentessa di Ozieri. I fatti si sono verificati intorno alle 20.00 di ieri sera quando, dopo aver sentito delle urla tra i vicoli del centro storico, una signora ha prontamente chiamato i Carabinieri che nel giro di pochissimi minuti sono arrivati sul posto; qui i militari hanno incontrato la minore, in lacrime e in evidente stato di agitazione, insieme al padre nel frattempo intervenuto in soccorso della figlia; dopo una sommaria e breve descrizione dei fatti sono immediatamente scattate le ricerche dell’autore del reato, terminate solo pochi minuti dopo in una via limitrofa con il rintraccio dell’uomo e il conseguente accompagnamento in caserma.

Una volta esaminata meglio la situazione grazie alla descrizione dei fatti fornita dalla vittima, nel tempo sempre più precisa e approfondita nonostante l’iniziale stato di evidente turbamento, è stato possibile ricostruire che la minore era stata dapprima approcciata di sorpresa in un angolo buio dei vicoli del centro storico e, dopo il suo iniziale rifiuto a seguirlo verso a casa, è stata afferrata per un braccio e costretta con la forza tra le braccia dell’uomo nel tentativo, invano, di baciarla. Il provvidenziale intervento del padre della giovane ha quindi evitato che il fatto si protrasse ad ulteriori conseguenze e ha consentito, nonostante il tentativo di fuga, un tempestivo intervento dei Carabinieri subito allertati dai vicini. L’uomo, conosciuto alla vittima e alla sua famiglia, ma anche già noto alle Forze dell’Ordine proprio per un recente precedente specifico, è stato dunque tradotto presso il carcere di Bancali a disposizione dell’Autorità Giudiziaria.

Più autonomia per i comuni

CAGLIARI – “Costruire un sistema sussidiario e di adeguatezza fondato sull’Unione di Comuni. Quindi maggior forza e autonomia ai Comuni e alleggerimento delle competenze della Regione”. Così l’assessore degli Enti locali, Cristiano Erriu, al seminario sulle esperienze regionali organizzato dall’Università Bocconi alla Fondazione Banco di Sardegna, a Cagliari.

Erriu ha rimarcato ancora una volta con forza la linea della Giunta Pigliaru in materia di riforma dell’ordinamento delle autonomie locali. “È giunto il momento di dare una svolta rispetto al passato e attribuire il maggior numero possibile di funzioni ai Comuni e alle loro Unioni. Queste ultime sono fondamentali nel nostro progetto, in quanto consentono di migliorare le funzioni in capo ai Comuni e i servizi territoriali, nonché per gestire in maniera ottimale le funzioni delegate dalla Regione e sinora assegnate alle Province. Dobbiamo guardare al futuro e pensare all’intero sistema in un’ottica di risparmio e semplificazione”.

Nella foto l’assessore Erriu

 

Berlino: mostra a Cagliari

CAGLIARI – La Mem Mediateca del Mediterraneo in Via Mameli 164, ospita da ieri 15 ottobre al 27  la mostra Der Weg zur Deutschn einheit, già presentata in moltissime città tedesche ed ora approdata in Italia. L’iniziativa si concluderà con l’intervento dell’Ambasciatore di Germania in Italia Susanne Marianne Wasum-Rainer, che il 27 ottobre presso la Biblioteca Universitaria di Cagliari terrà una lezione-conferenza sulla Germania di oggi.

La mostra è organizzata a Cagliari da Acit Associazione Culturale Italo-Tedesca, Mem Mediateca del Mediterraneo, Cagliari 2015 Capitale Italiana della Cultura, in collaborazione con La Memoria Storica, Agorà Sardegna, Coop Culture, Karalimedia, e col patrocinio di Comune di Cagliari – Servizio Istruzione, Politiche Giovanili, Sport, Cultura e Spettacolo, Ambasciata di Germania in Italia, Goethe-Institut.

Il 9 novembre 1989 cadeva il Muro di Berlino, ma l’Unità Tedesca fu sancita ufficialmente il 3 ottobre 1990, data che è poi divenuta festa nazionale per la Germania. Quest’anno si celebrano dunque i 25 anni della riunificazione. Il Ministero Federale degli Affari Esteri e la Fondazione Federale per la rielaborazione critica della dittatura della SED hanno realizzato una mostra fotografica che ricostruisce Il cammino verso l’Unità Tedesca dalla rivoluzione pacifica della fine degli anni ’80 al “Trattato 2+4” del 1990, col quale la Germania riacquista la propria sovranità e ridiventa una Nazione.

Nella foto il muro di Berlino

Il mondo delle Malvasie

SASSARI – Dal Piemonte al Friuli, dall’Alto Adige alla Sicilia, da Madera alla Slovenia: in tutte queste aree la Malvasia è prodotta ancora in purezza. E pensare che in molti credono sia coltivata solo a Bosa o a Cagliari. Tutti i segreti di questo straordinario vitigno saranno svelati a San Pietro in Silki sabato 17 e domenica 18 ottobre durante la terza edizione delle Vie della Malvasia, tra dibattiti, assaggi e abbinamenti. L’evento, promosso dal noto giornalista gastronomico Gilberto Arru, è dedicato al “Mondo delle Malvasie & Le Malvasie del Mondo”: due giornate ideali per approfondire la conoscenza delle zone di produzione, le tecniche di lavorazione, i diversi vitigni e i vini che si ottengono nelle varie regioni del pianeta. Saranno illustrate la storia e le tradizioni.

La produzione di Malvasia è documentata nelle isole Canarie, in Catalogna, nel centro della Spagna, in Austria, Germania, Istria, Croazia e Grecia. Ma vi sono tracce anche in California e pare anche in Cina, in forma sperimentale. «È un mondo tutto da scoprire – spiega Gilberto Arru – è forse l’unico vitigno al mondo che dà origine a tutte le tipologie dei vini esistenti, oltre a essere prodotto nelle versioni bianco, rosato e rosso. Conoscere gli altri vuol dire conoscere se stessi, capire quali sono le nostre vere potenzialità produttive, in qualità e quantità».

Le giornate si arricchiranno con degustazioni guidate da esperti delle varie associazioni, Ais, Onav e Fis, oltre alla collaborazioni delle diverse Confraternite sempre più attive e numerose in Sardegna. Con quest’iniziativa, Arru vuole sensibilizzare i consumatori ma soprattutto i produttori sardi a uscire dall’immobilismo, abbattendo i personalismi e i campanili, che da sempre ostacolano la valorizzazione di questo pregiato vino. Le giornate hanno una finalità benefica perché il ricavato sarà devoluto all’associazione Stelle del Sud Onlus che da anni opera in Madagascar e servirà a ultimare l’infermeria e iniziare la costruzione della casa dell’accoglienza per una ventina di bambini, orfani o abbandonati.

IL PROGRAMMA DETTAGLIATO
Sabato 17 ottobre
Ore 09,30
> Tavola Rotonda
Le Malvasie del Mondo a cura di Gilberto Arru
(Storia, area, di produzione, tradizioni)
> Dibattito
Il mondo delle Malvasie, dalla produzione alla tavola
Modera Tommaso Sussarello
Intervengono produttori, giornalisti, distributori, enotecari, ristoratori, sommelier e confraternite enogastronomiche
Ore 13
Pausa pranzo
Abbinamenti cibo & vino * a cura di Tommaso Sussarello e Marisa Usai di Gran Galà Catering
Ore 15
Banco di assaggio Malvasia (secca) *, a cura di Gianmario Tosi
Ore 16,30
Banco di assaggio Malvasia (rossa)* a cura di Roberto Dessanti
Ore 18
Banco d’assaggio Malvasia (amabile, dolce e passita)* a cura di Gilberto Arru

Domenica 18 ottobre
Ore 10,30
Apertura degli stand
Banco espositivo con tutte le Malvasie pervenute e Malvasia da collezione; banchi d’assaggio A cura dell’Ais, Fis, Onav
Ore 11,30
“Facciamo i biscotti” – Laboratorio di pasticceria con i bambini a cura di Mauro Loi
Pausa pranzo *
Abbinamenti cibo & vino * a cura di Tommaso Sussarello e Marisa Usai di Gran Galà Catering
Ore 15,00
Lettura di poesie dedicate al vino, a cura di Pier Luigi Alvau
Poesia contemporanea, aneddoti, detti antichi e proverbi dedicati al vino, a cura di Giovanni Fancello e Rita Bonomo.
Ore 17,30
“S’ora de sos drukes” La Malvasia incontra i dolci della tradizione e la pasticceria fresca, a cura di Marisa Usai

Lavoratori Cedi a Palazzo Ducale

SASSARI – Sono stati invitati a Palazzo Ducale dal sindaco Nicola Sanna e dal presidente del Consiglio Antonio Piu per raccontare cosa stanno vivendo da luglio sulla propria pelle. Sono i 190 ex lavoratori Cedi Sigma, da luglio senza stipendio e da fine settembre senza lavoro. Una situazione complessa, che non era possibile spiegare in pochi minuti durante l’Assemblea civica, così il presidente ha proposto che fossero ricevuti nella sala Giunta, alla presenza del sindaco, dei capigruppo e del presidente stesso: «Le istituzioni vogliono e devono essere vicine ai lavoratori, che incoraggiamo ad andare avanti per trovare un accordo con l’azienda e salvare l’impiego. Ci sono famiglie che hanno bisogno di risposte e la politica deve farsi carico di questi problemi, che sono di tutta la collettività» ha spiegato Piu.
Il timore dei lavoratori che il Comune di Sassari non si fosse fino a oggi occupato della situazione è stato subito fugato dal sindaco: «Da tempo stiamo seguendo la vertenza. Abbiamo fatto in modo che le trattative non si interrompessero e si riprendesse la discussione. Abbiamo agito senza clamore. È giusto che l’Amministrazione pubblica non entri nella discussione tra le parti, ma sia chiaro che è nostra intenzione seguirvi passo passo».

Durante l’incontro i rappresentanti sindacali hanno spiegato quale sia il nodo centrale della discussione, su cui, finora, non si è riusciti a trovare l’accordo con la proprietà, la Consorzio Europa. «La ditta ha sollevato un muro che rende impossibile la trattativa – ha spiegato Pietro Merella, ras Filt Cisl -. Ci avevano detto che il problema era meramente economico. Abbiamo firmato un pre-accordo in cui i lavoratori rinunciavano a buona parte dello stipendio, scatti di anzianità e altri trattamenti economici. In cambio l’azienda in tre anni avrebbe potuto riassumere a poco a poco gli stessi lavoratori, partendo da subito con quaranta assunzioni». Una volta arrivati al tavolo per la firma, però, la scoperta: «La proprietà non ha voluto inserire nell’accordo le clausole in cui erano elencate le tutele giuridiche a cui non vogliamo rinunciare: l’articolo 18 dello statuto dei Lavoratori, nella sua formula originale. Sono tre semplici righe di tutela a costo zero per l’azienda ma che ci permetterebbero di tornare a lavorare con dignità» ha raccontato ancora Merella. I rappresentanti sindacali hanno sottolineato come la perdita d’impiego dei 190 dipendenti causerebbe un effetto a catena che interesserebbe tante altre famiglie: «Sarà una macelleria sociale – ha aggiunto senza mezzi termini un altro rappresentante sindacale, Michele Correddu -. Sarà coinvolto tutto l’indotto, i negozi che da noi ricevevano la merce e molti altri. All’Amministrazione chiediamo che intervenga per capire se ci sono ancora altre società interessate ad acquisire l’azienda, salvando magari i posti di lavoro. Le trattative poi, giustamente, saranno svolte tra i privati».

Durante l’incontro è intervenuto anche il capogruppo di Forza Italia, Manuel Alivesi, che, dopo aver detto di ritenere, come il sindaco, che l’Amministrazione possa agire solo fino a un certo punto, ha chiesto conto di un comunicato diffuso da alcune sigle sindacali e da cui stamattina gli stessi lavoratori presenti a Palazzo hanno preso le distanze. «Nessuno vuole essere rappresentato da chi sembra parteggi per l’azienda» ha spiegato Emiliano Contini, rsa Filt-Cgil, e ha aggiunto: «Chiediamo all’Amministrazione che si attivi per riaprire il tavolo provinciale e che contatti le altre aziende». Anche perché, come ha sottolineato Pietro Merella «Le famiglie senza reddito sono nuove mani che verranno a bussare e a chiedere aiuto ai Servizi sociali». Impegni accolti da sindaco e presidente. Quest’ultimo ha sottolineato ancora una volta la vicinanza del Consiglio alla lotta dei lavoratori, e l’attenzione che l’Amministrazione deve sempre tenere alta nei confronti del tema del lavoro in generale, per il valore che ha per tutta la società: «Da circa un anno cerchiamo di dare spazio in Consiglio a storie come le vostre, per sensibilizzare quanto più possibile l’opinione pubblica sulla problematica occupazionale nel territorio. Capiamo cosa voi e le vostre famiglie state passando, e per questo vi abbiamo chiesto oggi di venire qui a parlarne davanti all’Assemblea che rappresenta l’intera città». Il sindaco ha chiuso l’incontro impegnandosi personalmente a sollecitare la riapertura delle trattative col tavolo provinciale, per avvicinarsi quanto possibile «alle tre righe», e ha invitato i lavoratori a rimanere uniti e a non abbandonare le rappresentanze sindacali. «Noi siamo al vostro fianco per ottenere una soluzione possibile, non tragica» ha concluso Nicola Sanna.

Nella foto l’incontro a Palazzo Ducale

Una vita da carabiniere al Museo

SASSARI – Nel mese di aprile del 2015, ad Aggius, la signora Vittoria Lùcia Sanna, figlia del Maresciallo Maggiore dei Carabinieri Reali Matteo Sanna, e autrice del libro biografico Fuori dalla Patria per servire la Patria. Un eroico carabiniere sardo dentro la Storia d’Italia, (edizione privata stampata dall’Editrice Taphros, Olbia, 2009), ha inteso donare al Museo Storico dell’Arma dei Carabinieri la sua raccolta di cimeli, fotografie e documenti appartenuti al padre, perfezionando la donazione nel luglio di quest’anno, ricevuta dal Direttore, Generale B. Alfonso Di Palma, con la preziosa intermediazione del Dott. Ascanio Guerriero, storico militare e Ufficiale di Complemento, in congedo, dell’Arma dei Carabinieri, e dei Comandanti dell’Arma della Compagnia di Tempio Pausania e del Comando Provinciale di Sassari.

Si tratta di una importante donazione, ricca per l’eterogeneità dei materiali, e che è riferita a zone geografiche di spiccato interesse storico. Tra i molti cimeli donati, spiccano in particolare un fez turco ed un berretto da Maresciallo Capo dei Carabinieri Reali del 1933; di considerevole rilievo la documentazione cartacea, costituita da una serie di documenti dattiloscritti, diplomi, attestati, documenti amministrativi, nonché dal memoriale autografo del Maresciallo Sanna, nonché diverse raccolte di fotografie, tra le quali spiccano quattro album fotografici di rilevantissimo interesse storico e uniformologico, in particolare per quanto riguarda gli Zaptié, ma anche antropologico e geografico, nonché l’intero album fotografico ufficiale, in originale, della visita del Principe Ereditario Umberto di Savoia a Mogadiscio, del 1928. Tra i libri, ricordiamo il Manuale tecnico pratico illustrato del Carabiniere, del 1917, ed il Manuale di Polizia Giudiziaria e Pubblica Sicurezza del 1922
Completano la donazione una collezione di monete metalliche e cartacee provenienti da tutti i Paesi esteri nei quali il Maresciallo Sanna ha prestato servizio, nonché spille da giacca ed altri memorabilia degli anni Venti e Trenta.

I cimeli e i documenti donati, ricevuti dal Direttore pro tempore del Museo Storico, Sig. Col. Francesco Gosciu, sono ora a disposizione degli studiosi presso il Museo Storico dell’Arma dei Carabinieri, che ha così arricchito il proprio Archivio Storico e le proprie collezioni. L’auspicio è che, sull’importante e meritorio esempio della Signora Sanna, altri cimeli possano essere offerti al Museo Storico, nel comune intento di salvaguardare la nostra memoria storica, per tramandarla intatta nei propri valori materiali e morali alle prossime generazioni.

Nota Biografica del Maresciallo Maggiore Matteo Sanna, Aggius (SS), 1892-1979.
Il 28 marzo 1912, diciannovenne, si arruola nell’Arma a Sassari, e viene nominato carabiniere a Cagliari, il 15 settembre 1912. Assegnato alla Stazione di Selargius (CA), nel gennaio 1914 fu trasferito presso il Comando Legione, a Cagliari, e nel 1917 fu trasferito a Napoli. Promosso in quello stesso anno Vicebrigadiere, nel gennaio del 1919 fu trasferito al Battaglione Mobilitato per l’occupazione della città di Costantinopoli, capitale dell’appena sconfitto Impero Ottomano. Presso i due Comandi di Legione di Cagliari e Napoli il Vicebrigadiere Sanna svolse attività di scrivano e capo contabile, e, avendo frequentato un Corso di Contabilità in Valuta Inglese, a Costantinopoli compilò anche i rendiconti di spesa per i contingenti alleati lì dislocati.
Promosso Brigadiere nel 1919, divenne comandante di uno dei sotto-settori nei quali le quattro zone di occupazione italiana erano suddivisi. Il 5 luglio 1921, con altri 80 carabinieri al comando di un Capitano si recò a Tbilisi, in Georgia, per aiutare il governo locale contro la rivoluzione rossa, in atto nella Russia zarista. Il precipitare degli eventi a sfavore dei menscevichi al governo costrinse il contingente di Carabinieri a ripiegare a marce forzate, coprendo in tempi rapidissimi, per lo più nottetempo, una distanza di 250 km, alla volta di Batun, dove i militari italiani si imbarcarono per tornare a Costantinopoli. Dopo aver svolto compiti di controllo della zona di avanzamento dei nuovi confini turchi a seguito dei trattati di pace, nel 1923 l’Italia ritirò il proprio contingente, e il Brigadiere Sanna, al quale fu assegnato un Encomio Solenne per il servizio prestato a Costantinopoli, fu destinato alla Legione di Milano, quale Capo Ufficio Mobilitazione.
Nel 1925 fu trasferito in Somalia, quale comandante della Stazione Carabinieri di Afmandù, con alle dipendenze 170 zaptiè, e nel 1926 fu assegnato alla Compagnia Carabinieri di Mogadiscio, dove rimase fino al 1929. In particolare, nel 1926, a seguito dell’assassinio di due zaptiè prima, e del Maresciallo Antonio Fiorina, Comandante della Stazione di Merca, e di altri due zaptiè poi, avvenuto nel villaggio di Abi-el-Hagì, prese parte alle azioni di polizia volute dal Colonnello De Vecchi, comandante della Piazza di Mogadiscio, che si conclusero con la resa dei ribelli. Per il comportamento tenuto durante questi combattimenti, che durarono 18 giorni, il Brigadiere Sanna ottenne un altro Encomio Solenne.
Nel 1927 prese parte ai combattimenti contro il sultano ribelle Ahmed Uldunzai, nella Migiurtina, al confine con la Somalia britannica, episodi di guerra nei quali di nuovo si distinse per l’ineccepibile comportamento sotto il fuoco nemico. Nel 1928 fu trasferito quale Comandante della Stazione Carabinieri di Mogadiscio, e in quello stesso anno curò le attività di polizia in occasione della visita del Principe Ereditario Umberto di Savoia. Nel 1929, rientrato in Patria, fu promosso Maresciallo e assegnato alla Legione Carabinieri Lazio, capo contabile presso l’Ufficio di Maggiorità. Promosso nel 1933 Maresciallo Capo, venne collocato a riposo, ma nel 1939 fu richiamato in servizio e destinato, quale Comandante, con il grado di Maresciallo Maggiore, alla Stazione Carabinieri di Tempio Pausania (SS). Collocato definitivamente in congedo nel 1943, si ritirò a vita privata nel paese natale di Aggius.

Pugno in faccia: daspo calciatore

NUORO – Il Questore di Nuoro, Paolo Fassari, ha decretato il “divieto di accesso ai luoghi dove si svolgono manifestazioni sportive” per il calciatore del “Selargius” Gianluca Recano, che durante l’incontro con l’ASD Tortoli del 20 settembre scorso aveva rivolto frasi ingiuriose contro il pubblico e aveva sferrato un pugno contro il magazziniere della squadra del Tortolì, procurandogli la frattura del setto nasale.

Recano, durante la partita valevole per il campionato di Eccellenza, si era rivolto più volte alla tifoseria del Tortolì con gesti di scherno, urla ingiuriose e persino gesti osceni, che avevano suscitato reazioni di collera e contestazione da parte del pubblico. Al termine della partita, poi, negli spogliatoi, gli animi si erano ulteriormente accesi, e Recano, dopo aver fatto il gesto del braccio alzato con il pugno chiuso, aveva colpito al volto il magazziniere del Tortolì, un giovane di 27 anni, rompendogli il setto nasale. Il magazziniere era dovuto ricorrere subito alle cure mediche e gli era stata assegnata una prognosi di 30 giorni.

Valutati questi gravi fatti, il Questore ha deciso di vietare, per un anno, al calciatore di accedere alle manifestazioni sportive. L’uomo dovrà rispondere anche del reato di lesioni volontarie gravi, per il quale gli uomini del Commissariato P.S. di Tortolì hanno aperto un fascicolo di indagine.

A Cagliari la Polizia Eco-Zoofila

CAGLIARI – L’amministrazione comunale intende istituire il Servizio di Polizia Eco-Zoofila e affidare lo svolgimento, a titolo completamente gratuito, a enti e associazioni che si qualifichino quali organismi senza scopo di lucro e regolarmente iscritti al registro regionale del volontariato. Le manifestazioni di interesse dovranno essere corredate da un currulicum con le attività svolte e le esperienze maturate nel settore oggetto dell’avviso, pubblicato sul sito istituzionale www.comune.cagliari.it.

I rapporti tra l’amministrazione comunale e le associazioni di volontariato coinvolte nell’esercizio del Servizio di Polizia Eco-Zoofila verrà regolato con apposite convenzioni. Le manifestazioni di interesse, indirizzate all’Ufficio Gabinetto del Sindaco del Comune di Cagliari, dovranno pervenire entro le ore 12.00 del giorno 28 ottobre 2015 con consegna a mano al Protocollo Generale, sito in Via Crispi 2, invio con posta ordinaria o a tramite posta elettronica certificata all’indirizzo protocollogenerale@comune.cagliari.legalmail.it. Negli ultimi due casi farà fede l’invio entro l’orario del termine previsto.

Nella foto la Polizia Eco-Zoofila

M.S.R.