“Capodanno, dalla Regione ad Alghero: che confusione! Cacciotto batta un colpo”

ALGHERO – “Sul Capodanno in piazza, la confusione, a tutti i livelli, sembra rappresentare l’unica certezza. Vediamo un po’ di fare ordine.

La Regione, a guida Todde/Cuccureddu, così come l’anno scorso, ha stanziato 3 milioni di euro per finanziare i capodanni nelle città e nei paesi sardi scatenando una vera e propria gara a chi riesce a “firmare” l’artista più “Cool” del momento, il cui unico risultato è quello di far lievitare i cachet degli artisti. L’idea della regione a trazione cinque stelle è quella di creare un nuovo brand, Il capodanno di Sardegna (che sia un brand di cui si fregiava, a ragione Alghero, parleremo dopo) ma anziché assumerne la regia e porre in essere le condizioni perché il pubblico, e soprattutto gli ospiti non sardi, possano godere di questi spettacoli, demanda tutto ai singoli comuni, col solo risultato che la promozione non è ancora realmente iniziata e che si tradurrà non in un prodotto unitario ma un tutti contro tutti, con il solo, magro risultato, che le varie città si porteranno via ognuna una piccola fetta di pubblico, a costi estremamente elevati (visto che il 50% dovrà essere finanziato con denaro dell’ente locale ) e senza un reale ritorno, non solo in termini di promozione e di immagine ma anche di indotto economico.

La Città metropolitana di Sassari, di recente costituzione per l’amor del vero, ospiterà tre “capodanni” la notte del 31 dicembre, Sassari, Alghero e Castelsardo, nel raggio di nemmeno 100 chilometri, tre città che, plasticamente, cercheranno di “rubarsi”, a caro prezzo, qualche centinaio di persone per potersi fregiare del titolo di capodanno del nord ovest. Eppure, anche in questo caso, una cabina di regia avrebbe sicuramente contributo non solo a razionalizzare le risorse economiche ma anche a creare un vero prodotto turistico, con artisti adatti ad attrarre divere fasce di pubblico, nei tre giorni 30, 31 e 1, con un percorso culturale nel quale ogni città avrebbe proposto un grande nome, in giorni diversi dedicandosi invece negli altri due a proposte mirate e di qualità volte, perché no a valorizzare artisti locali. Una promozione unica della tre giorni e del territorio avrebbe sicuramente attratto non solo un turismo interno ma anche, (trasporti permettendo) di avere, come ad Alghero nel capodanno 2023/2024, un turismo di cultori della musica. Ed invece niente, tutto lasciato all’improvvisazione

Ed Alghero? Alghero, la città che trent’ anni fa ha inventato il capodanno in piazza, e che a ragione si fregiava del nome di capodanno di Sardegna, che appena due anni era su tutti i tg nazionali per la sua offerta cultural musicale, spalmata su tre giorni, al fine di accontentare le diverse fasce di pubblico, oggi è al palo, in attesa ancora che scadano i termini per ricevere proposte dalle agenzie (i termini son scaduti oggi 23 ottobre SIC!,) Le visioni completamente differenti all’interno della maggioranza su che impronta dare al capodanno, avranno un’unica conseguenza, ossia che il ruolo di regina del capodanno, già purtroppo messo in discussione lo scorso anno, sarà definitivamente compromesso ed il lavoro di anni e anni andrà completamente perduto.

Si aveva un’idea di cambiare il format del capodanno? Poteva anche essere una via da seguire, ma, se così si fosse deciso, occorreva comunicarlo perlomeno tre mesi fa, anziché invece lasciare tutto all’improvvisazione, alle beghe fra consiglieri e al caso

E’ tardi? Si oramai è tardissimo e la città di Alghero non può permettersi tutto questo ma speriamo che, last minute il sindaco dia un colpo di reni dando direttive immediate che consentano di salvare il salvabile e non compromettere interamente il lavoro di anni, sarebbe un danno enorme anche per il tessuto economico della nostra citta”.

Il segretario cittadino di Forza Italia

Andrea Delogu

Addio Ryanair, “Porta Terra e Regione dormono, urgono azioni immediate”

ALGHERO – Le ultime notizie sul rischio di un ridimensionamento di Ryanair in Sardegna devono far suonare un campanello d’allarme forte e chiaro. La compagnia irlandese ha già tagliato rotte in Spagna e Germania a causa dell’aumento delle tasse aeroportuali. Senza un intervento immediato, anche Alghero e gli altri scali sardi rischiano di pagarne le conseguenze.

“Lo diciamo da tempo: la chiave per rafforzare i collegamenti e la competitività dei nostri aeroporti è l’eliminazione dell’addizionale comunale sui diritti di imbarco, almeno nella stagione invernale. È una misura concreta, già applicata con successo in altre regioni come Friuli e Calabria, che ha prodotto crescita, lavoro e nuove rotte” – dichiarano Pino Cardi, coordinatore cittadino.

Fratelli d’Italia è stato il primo gruppo politico a proporre la misura a livello regionale. Una linea che trova pieno sostegno nel lavoro del Governo Meloni, che ha già dato il via libera a strumenti di flessibilità fiscale e sostegno alla connettività nelle regioni insulari.

“Mentre il Governo lavora, la Regione a guida grillina resta ferma. Serve un piano strutturale: sterilizzare la tassa sui diritti di imbarco per almeno sei mesi all’anno, garantendo collegamenti nella bassa stagione e nuovo respiro all’economia turistica”  aggiunge il vice coordinatore Alessio Auriemma.

La misura avrebbe un costo tra i 10 e i 35 milioni di euro, ma porterebbe oltre 400 milioni di indotto e due milioni di passeggeri in più, secondo le stime degli operatori.

“La sinistra regionale – aggiunge Marco Di Gangi, responsabile del Dipartimento Turismo di FdI – deve smettere di tergiversare. Il taglio dell’addizionale non è un favore alle compagnie, ma un investimento sul futuro della Sardegna. Non intervenire rischia peraltro – prosegue Di Gangi – di azzoppare qualsiasi politica di destagionalizzazione.”

Nei giorni scorsi, a Cagliari, Fratelli d’Italia ha promosso un incontro tecnico con esperti del settore, amministratori ed economisti, per analizzare l’impatto reale della misura e costruire una proposta sostenibile.

“Ora anche l’Amministrazione comunale di Alghero deve fare la sua parte – conclude il capogruppo Alessandro Cocco –. Non può limitarsi a osservare: servono scelte chiare a difesa del nostro aeroporto e dell’economia locale, in collaborazione con la società di gestione. Chi resta fermo oggi, domani rischia di vedere aerei e turisti volare altrove.”

Finanziaria, vertice in Regione: “Approvazione entro l’anno”

CAGLIARI – Si è tenuto oggi in Consiglio regionale il vertice di maggioranza convocato per fare il punto sulla prossima legge finanziaria. “L’obiettivo condiviso – ha sottolineato la presidente della Regione, Alessandra Todde – è arrivare all’approvazione della finanziaria entro la fine dell’anno, in modo da permettere a Comuni, Province e a tutti gli enti intermedi di programmare in maniera concreta e con basi solide”.

Durante l’incontro sono stati affrontati i temi legati ai margini di manovra, all’adeguamento al Fondo Sanitario Nazionale e alla necessità di garantire una gestione efficiente e responsabile della spesa pubblica. “Una buona programmazione – ha evidenziato la presidente – è sempre il risultato di una buona gestione della spesa”.

Nel corso del confronto è stata inoltre ribadita l’urgenza di riaprire il tavolo con il Governo nazionale. “La Sardegna vanta un credito di circa 1 miliardo e 700 milioni di euro – ha ricordato Todde – risorse che non sono state riconosciute negli ultimi anni. Abbiamo chiesto un incontro al ministro Giorgetti per chiarire quante di queste somme potranno essere utilizzate già nella prossima manovra e, soprattutto, per superare un meccanismo che da troppo tempo blocca i fondi spettanti alla nostra Regione nelle maglie dello Stato centrale”.

La presidente ha poi annunciato che è stato predisposto un documento articolato di richieste, che comprende anche la revisione dei tetti di spesa del 2009, ormai superati e non più adeguati alla realtà economica e istituzionale di una Regione a statuto autonomo come la Sardegna.

“Ci tengo a ringraziare – ha concluso Todde – il vicepresidente e assessore del Bilancio Giuseppe Meloni per il lavoro approfondito e di grande competenza svolto in queste settimane. Un lavoro condiviso e prezioso, che ci consente di affrontare con responsabilità la fase di preparazione della legge finanziaria e di costruire una manovra coerente con le priorità della Sardegna”.

Cap d’Any, visioni opposte in Maggioranza: Colledanchise in linea con Delogu

ALGHERO – “Alghero deve continuare a brillare: regina del Capodanno e città viva tutto l’anno. Credo profondamente che la crescita di Alghero passi da una programmazione culturale e sportiva capace di far vivere la città nei mesi di bassa stagione”, cosi il consigliere comunale Marco Colledanchise che, riguardo il riaperto dibattito sul capodanno ed eventi, come spesso accade quando ci sono diffuse indecisioni, titubanze e soprattutto visione della società differenti, per non dire opposte, diffonde il suo pensiero che, appunto, è agli antipodi rispetto a quello del movimento 5 Stelle che, però, guida la Fondazione Alghero
Eventi culturali, sportivi e identitari sono fondamentali per raccontarci e attrarre turismo di qualità, nel pieno rispetto del nostro ambiente e della nostra identità, ma il Capodanno è un’altra cosa.
È il momento in cui tutta la Sardegna si accende, e Alghero deve continuare a essere la regina, come lo è stata negli ultimi anni. Abbiamo raggiunto livelli altissimi, che hanno portato turismo, economia e visibilità. Ora dobbiamo confermare e superare quella qualità, non abbassarla.
“La mia visione è chiara: 29 dicembre: un evento coinvolgente e popolare, come (solo per esempio) “Voglio tornare negli anni ’90”, per far divertire tutti. 30 dicembre: una serata per i giovani, con un artista forte e contemporaneo. 31 dicembre: un nome internazionale, capace di richiamare pubblico da tutta la Sardegna e dall’Italia”, di fatto il capodanno come ideato e proposto negli anni scorsi dalla precedente guida della Fondazione Alghero in capo ad Andrea Delogu di Forza Italia con la regia  del sindaco Conoci dell’amministrazione targata di Centrodestra.  
“Alghero deve essere protagonista di un progetto più ampio, che coinvolge tutta la regione: oggi la Sardegna intera lavora sul Capodanno, e noi dobbiamo restare un punto di riferimento, non un passo indietro. Solo così riempiremo hotel, case vacanza, ristoranti e B&B. Perché se cambiamo rotta e abbassiamo l’ambizione, rischiamo che molti scelgano di non aprire neanche. La cultura ci racconta, lo sport ci unisce. Ma a Capodanno, Alghero deve brillare. Come sempre. E più di prima.”.

“Non hanno niente da esultare, la decadenza della Todde sussiste ancora”

ALGHERO -“Al di là della ogni ragionevole dubbio, pare proprio che la Presidente Todde e i suoi compagni abbiano sbagliato nell’esultare per la sentenza della Corte Costituzionale. La violazione che comporta la decadenza continua a sussistere. Nulla è cambiato. La Corte Costituzionale e il Tribunale pongono gli stessi principi in diritto sulle cause di decadenza, e il Tribunale anche in fatto relativamente al verificarsi della fattispecie di decadenza prevista dal comma 8, art. 15, L. 515/1993 (mancato deposito del rendiconto nonostante la diffida). Continuiamo ad attendere la Corte d’appello. Ma se il Giudice d’appello dovesse confermare il pronunciamento del Tribunale il cammino verso il provvedimento definitivo di decadenza, di competenza del Consiglio regionale, sarebbe spedito”.

Marco Tedde (Forza Italia)

“Cap d’Any ed eventi, basta col passato: cambiamo strada”

ALGHERO – “Alghero ha imboccato una strada differente. E’ stata la prima città ad inventare il Capodanno in piazza e sarà anche quella che non si farà trascinare nella spasmodica e costosa ricerca del nome ad effetto, che ormai rende tante città uguali e concorrenti per una sola notte, fatta di lampi momentanei ma priva di visione. Già dallo scorso anno, anche se insediati da pochi mesi, si è marcata un’impronta nuova, ambiziosa, dove la cultura diventa motore di sviluppo e la nostra identità risorsa principale. Il Cap d’Any e il suo format deve per forza evolversi con una visione che abbracci il territorio metropolitano, rendendolo un appuntamento in grado di dialogare con il territorio circostante, capace di attrarre nuovi pubblici e diventare uno strumento strategico per la promozione dell’intera area nord-occidentale della Sardegna. Per la Riviera del Corallo, rimarrà la “ciliegina” di una programmazione lunga un intero anno, fatta di esperienze sempre nuove e diverse, con al centro la lingua e la cultura, le tradizioni popolari, l’enogastronomia e il patrimonio storico-artistico. Il 2025 è l’anno in cui questa visione ha cominciato a prendere forma concreta. La Fondazione Alghero ha realizzato una programmazione estiva ampia, coerente e di qualità, attraente per l’intera stagione e non solo per poche giornate. Così San Michele si è trasformato da semplice spettacolo a grande festa popolare, con protagonisti i talenti del territorio e un’attenzione particolare alla partecipazione della comunità. Ora è il momento di guardare avanti, significa costruire sinergie e collaborazioni con gli altri comuni, condividere strategie di promozione culturale e turistica e creare un sistema integrato di eventi e iniziative in grado di rafforzare l’immagine e l’attrattività complessiva del territorio. A chi oggi rimpiange il passato, diciamo con chiarezza che Alghero non può più permettersi strategie vecchie e superate. Non basta un concerto per promuovere un territorio: servono visione, coerenza e investimenti sulle risorse autentiche della città. Ed è quello che si sta facendo, coinvolgendo più attori locali, più associazioni e più imprenditori”, lo dichiara Giusy Piccone, consigliera comunale del Movimento 5 Stelle Alghero.

“Forza Italia sempre dalla parte degli algheresi, Selva non legge neanche i suoi comunicati”

ALGHERO – “L’intolleranza verso l’azione di opposizione di Forza Italia dell’assessore dell’ambiente della Giunta Cacciotto crediamo possa essere giustificata solo dal fatto che non legge i comunicati che gli fanno sottoscrivere. Peraltro, la sua grande esperienza, posto che ha frequentato i banchi del Consiglio Comunale fin dai primi anni 90, quando noi non avevamo nemmeno iniziato ad “annusare” la politica, gli dovrebbe consentire di affrontare con sufficiente equilibrio e ponderazione la dialettica politica. Senza abusare di contumelie e argomenti politicamente improbabili. L’assessore dovrebbe ben sapere che il nostro ordinamento è retto da un principio democratico insopprimibile: chi vince le elezioni ha il diritto e il dovere, derivante dalla volontà popolare espressa alle urne, di amministrare il Comune. Parallelamente, le forze di opposizione mantengono il diritto e hanno il dovere, non meno importanti, di esercitare una critica serrata e un controllo rigoroso nell’interesse della comunità amministrata. E’ proprio il dovere che esercita e che continuerà ad esercitare con sempre maggiore impegno Forza Italia nell’interesse dei cittadini algheresi. Specie nei suoi confronti, posto che la sua azione si esaurisce in sterile e cadenzata propaganda. Rimane però ferma la preoccupante realtà: il futuro di Alghero e degli algheresi, minacciato da una evidente mancanza di “visione” dell’amministrazione in carica, dalla incapacità di progettare concentrandosi sulla soluzione dei problemi reali e dalla povertà di speranza. Il tutto condito da una propaganda ossessiva e sterile”, lo ha dichiarato il Gruppo consiliare di Forza Italia

“Landini indecente, incarna il peggio della supponenza ideologica”

ROMA – “Le parole pronunciate da Maurizio Landini contro il Presidente del Consiglio Giorgia Meloni rappresentano uno dei punti più bassi mai toccati nel dibattito pubblico italiano”. Lo ha dichiarato Ugo Cappellacci, Presidente della Commissione Affari Sociali della Camera. “Non è solo un insulto sessista: è l’ennesima dimostrazione dell’arroganza di una certa cultura che predica rispetto e diritti mentre pratica disprezzo e violenza verbale. Landini è l’incarnazione peggiore di quella supponenza ideologica che non discute, ma aggredisce; che non confronta, ma delegittima; che pretende di rappresentare i lavoratori, ma ne tradisce il senso civico con comportamenti indegni. Un sindacalista che usa termini offensivi e degradanti per colpire la prima donna alla guida del Governo italiano non è un leader: è un irresponsabile. Chi per anni ha predicato moralismi, lezioni di civiltà e campagne contro il linguaggio d’odio, oggi si scopre portatore di un linguaggio medievale e volgare. E allora lo diciamo chiaramente: Landini è un obbrobrio culturale e morale. Ci aspettiamo, anzi, pretendiamo, che tutte le forze politiche, a partire dalla sinistra e dalle sedicenti paladine del femminismo militante, abbiano il coraggio di prendere posizione. Perché il silenzio, in queste ore, è già complicità. Il confronto politico può essere duro, ma non può diventare fango. Difendere la dignità delle istituzioni, e delle donne, non è una battaglia di parte. È una questione di civiltà. Adesso basta”. Ha concluso Cappellacci

Odissea Posidonia, Selva si scaglia contro Tedde: “Si faccia un’esame di coscienza”

ALGHERO – “Fa meraviglia leggere una nota stampa che tutto sa tranne che di serietà sia nei confronti di chi negli uffici comunali lavora costantemente affinché l’Amministrazione possa informare i cittadini sull’evolversi delle procedure”. Così l’Assessore all’Ambiente Raniero Selva in replica alle accuse rivoltegli sulle notizie riguardanti la situazione dei siti di accumulo della posidonia. “Fa meraviglia – afferma l’Assessore –  il fatto che Forza Italia, il partito dell’ex sindaco Tedde bocciato alle ultime elezioni comunali, segua l’attempato leader in una sterile foga comunicativa. Fa meraviglia il fatto che gli azzurri cittadini assecondino una figura che a sua tempo indicò quale sito di accumulo della posidonia il tratto che va dal molo di sottoflutto fino a San Giovanni. Non ci meraviglia invece, che Forza Italia non si sia accorta della spiaggia creata nel 2017 al posto del sito di accumulo, che sta costantemente crescendo, anche con gli ultimi lavori effettuati, e sta riscuotendo il favore di cittadini e turisti. Nessun mantra quindi, ma fatti concreti, a dimostrazione dell’impegno e della serietà che sta contraddistinguendo questa amministrazione. L’Umarell e i suoi accoliti – sottolinea Selva –  bene farebbero a farsi un esame di coscienza e non bacchettare costantemente chi  ha lavorato per migliorare la qualità dei litorali cittadini. Comprendiamo l’amarezza di stare all’opposizione ma questo è il ruolo a cui sono stati relegati dalla città. Riteniamo che comunque il ruolo dell’opposizione sia ben altro e non quello di continuare a fare comunicati stampa stizziti e fuorvianti. Rispediamo al mittente con grande serenità alle accuse rivolteci, con la consapevolezza che i fatti ci stanno dando ragione e sono sotto gli occhi di tutti”, conclude l’Assessore.

“La Todde ha commesso gravi irregolarità e non governa”

CAGLIARI – “Approfittando del pronunciamento della Corte, che sembrerebbe averle risolto il problema della decadenza, la presidente Todde ha sfoggiato la consueta demagogia a ‘cinque stelle’, accusando l’opposizione di aver provato ad ‘affossare il suo lavoro’, tentativo, peraltro, impossibile considerando l’inoperosità della sua Giunta. Tanto meno è stata ‘messa in discussione la legittimità’ della sua elezione. Bensì, è stato evidenziato come le regole, anche quelle elettorali, vadano sempre rispettate e che produrre una dichiarazione sulle spese sostenute in campagna elettorale ‘caratterizzata da diverse non conformità rispetto alle previsioni di legge’, come confermato anche in questa sentenza, non fosse in linea con la tanto decantata trasparenza, anzi sia stato un comportamento decisamente opaco. A prescindere dalla decadenza, questa legislatura non è mai iniziata e si sta trascinando lentamente, tanto che l’unica legge degna di nota approvata finora dal Consiglio regionale è quella sul comparto unico, comunque incompleta e a rischio impugnazione. Caduto l’alibi della decadenza, pensino a governare”. Così Paolo Truzzu, capogruppo di Fratelli d’Italia in Consiglio regionale, ha commentato la sentenza della Corte costituzionale.

  • Invece di evocare complotti, che sono solo nella sua fantasia, la presidente Todde si preoccupi di imparare a rispettare le regole, anche quelle sui finanziamenti della campagna elettorale, come hanno fatto tutti i consiglieri regionali. Metta da parte lo smodato entusiasmo del momento e pensi soprattutto, e finalmente, a governare per risolvere i problemi della Sardegna. Le emergenze, a cominciare da quelle della sanità, non si risolvono a colpi di comunicati stampa e di dichiarazioni di intenti. Senza dimenticare che alcuni procedimenti giudiziari non sono ancora completati”. Così Corrado Meloni, consigliere regionale di Fratelli d’Italia, ha commentato la sentenza della Corte Costituzionale.