“Sanità, ennesimo Consiglio senza risposte: per 5 Stelle, Sinistra e Pd tutto va bene, Madama la Marchesa”

ALGHERO  – “Ennesimo Consiglio comunale aperto sulla sanità privo della capacità di ipotizzare scelte e fare proposte. Il secondo a distanza di un anno. Scelta incomprensibile, anche perché evidentemente organizzato non per affrontare i problemi e proporre soluzioni. Ma solo per mettere in campo la solita “narrazione malata” di una sanità algherese che va bene: “Tutto va bene madama la marchesa”, per dirla alla Nunzio Filogamo”, cosi Forza Italia Alghero che interviene sull’ennesimo Consiglio Comunale svolto ad Alghero in questi anni sulla Sanità, comparto che, come evidenziato da più parti, registra ancora criticità e soprattutto vede svanire importanti risposte come, ad esempio, il nuovo ospedale o almeno un nuova ala del Civile

“Una seduta alla quale non hanno partecipato l’assessore regionale e la presidente Todde, che sono gli unici decisori politici che possono correggere il corso della stanca sanità algherese verso obbiettivi proficui. I dati Gimbe sulla sanità sarda, e quindi, pro quota, su quella algherese, sono devastanti e richiedono interventi correttivi immediati. Oltre 270 mila sardi rinunciano alle cure. Sul fronte dell’assistenza territoriale la Sardegna registra una grave carenza di medici di medicina generale. Mancano almeno 200 medici di base. E la situazione sarda si riflette ovviamente in modo pesante anche sulla sanità algherese. Che d’estate ha la responsabilità della salute di circa 150 mila persone. Per l’ennesima volta abbiamo chiesto la collaborazione fra tutte le forze politiche algheresi per proporre alla Regione un progetto pilota per Alghero e per la Città Metropolitana che possa tamponare la carenza di personale medico che avrà una durata di 10-15 anni”.

“Un progetto che preveda le nuove strutture ospedaliere e che attui un’unica politica del personale sanitario, con la possibilità di gestire unitariamente il personale dei tre presidi di Sassari, Alghero e Ozieri. Trasferendo i presidi di Alghero e Ozieri alla Azienda Ospedaliera Universitaria attuando il concetto di hub e spoke e affidando alla ASL la sanità territoriale, le medicine generale, specialistica, veterinaria, farmaceutica, preventiva, del lavoro, la lungodegenza e la riabilitazione. Uscendo finalmente dalle sterili tesi e facendo proposte concrete per far uscire da questo vortice negativo una sanità che naviga al buio nonostante alcune luci, costituite da alcuni prestigiosi reparti, che non sono però sufficienti per illuminarla”.

“Sanità, dal Centrosinistra ancora bugie e nessuna risposta per Alghero”

ALGHERO – “Come centrodestra abbiamo chiesto la convocazione dell’aula e una risoluzione sul Servizio di Trasporto d’Emergenza Neonatale (STEN) – dichiara Fratelli d’Italia Alghero – ma la scelta della Presidenza di non consentire la votazione è scellerata.”

Da un anno assistiamo al tentativo della Giunta Todde di smantellare uno dei principali presidi sanitari del territorio: l’Ospedale Marino. I rischi derivanti dalla retrocessione dall’AOU alla ASL sono una scelta incomprensibile e politica. Una vendetta contro gli ottimi risultati costruiti sotto il centrodestra.

“Bastano i numeri: oltre 1.200 interventi ortopedici nel 2024, prime protesi di gomito in Sardegna, arrivo della robotica. Tutto frutto dell’ingresso nell’AOU voluto dalla precedente Giunta regionale, che PD e 5Stelle possono anche fingere di non vedere, ma ci sono. Chi oggi vuole riportare il Marino alla ASL deve dire come intende garantire gli stessi livelli di eccellenza. Anche ieri abbiamo sentito le solite rassicurazioni di circostanza”

Dalla seduta emerge ancora una volta l’assenza della Regione, che non si è degnata di inviare neppure un rappresentante dell’assessorato.
Ringraziamo invece l’ing. Tauro, il dott. Palermo, il dott. Delogu e la dott.ssa Nieddu per la presenza e la chiarezza degli interventi, come anche i rappresentanti delle associazioni e dei comitati. Peccato per la scarsa partecipazione del pubblico: un tema così decisivo meritava maggiore attenzione.

“Sullo STEN, servizio vitale per i neonati, la Regione ha deliberato ma non attuato nulla. La Sardegna resta l’unica regione d’Italia senza un sistema di trasporto neonatale d’emergenza. Un ritardo inaccettabile che mette a rischio vite umane.”

FdI e il centrodestra hanno chiesto un tavolo operativo, un cronoprogramma e trasparenza su mezzi e personale, ma anche questo è stato impedito.

“Oggi la sinistra prova ad appropriarsi dei risultati del centrodestra, diffonde bugie sul passato – quando l’Ospedale Marino stava di fatto chiudendo – mentre smonta ciò che è stato costruito. Finge di dimenticare i viaggi dei pazienti da Alghero verso Ozieri. Ma la sanità non è terreno di propaganda: è una questione di dignità per la nostra comunità.”

Il Consiglio comunale si è già espresso all’unanimità in difesa del Marino. Ora il sindaco deve farsi portavoce di quella volontà in Regione.

“Se servirà – conclude FdI – torneremo a manifestare anche davanti al Consiglio regionale. Perché la sanità non è un tema di parte: è una battaglia di civiltà.”

 

 

5 Stelle: “Dopo anni allo sbando, la sanità algherese ottiene risposte”

ALGHERO – “Parlare di sanità oggi significa parlare del cuore stesso della nostra comunità. La salute non è solo un diritto: è la misura concreta della qualità della vita, della fiducia nelle istituzioni e della capacità di chi ha l’onore e l’onere di amministrare una città di prendersi cura delle persone.

Dopo anni di centralizzazione e di perdita di presìdi, la nuova riforma sanitaria regionale ha avviato un percorso di ricostruzione della sanità territoriale, restituendo autonomia, investimenti e protagonismo ai presìdi locali.

Da una situazione innegabilmente critica, nei primi dieci mesi del 2025, la ASL di Sassari ha realizzato un piano straordinario di potenziamento del Presidio Ospedaliero Civile, con 28 nuovi medici assunti tra strutturati e libera professione e 52 nuove figure del comparto sanitario, tra infermieri, OSS, ostetriche e tecnici.

Le aree maggiormente rafforzate sono quelle più strategiche per i cittadini: anestesia e rianimazione, chirurgia, pediatria, cardiologia e pronto soccorso.

Non si tratta di interventi emergenziali, ma di un piano strutturale di rafforzamento che prosegue con il fabbisogno triennale 2025-2027, già trasmesso ad ARES, che prevede concorsi per dieci specialità chiave. Significa pianificazione, continuità e visione per il futuro.

Parallelamente alle assunzioni, il Presidio Ospedaliero è interessato da oltre venti interventi infrastrutturali per un valore complessivo superiore a 20 milioni di euro. Tra i principali progetti: la messa a norma antincendio e la ristrutturazione del Presidio Civile, l’ampliamento del Pronto Soccorso, i nuovi reparti di Radiologia, Oculistica e Pediatria, la Casa della Comunità di via degli Orti (finanziata dal tanto vituperato quanto essenziale PNRR) e la Centrale Operativa Territoriale del Distretto.

A questi si aggiungono nuove dotazioni tecnologiche di ultima generazione, tra cui TAC, risonanza magnetica e sistemi digitali per il pronto soccorso, oltre a interventi di manutenzione straordinaria sulle reti elettriche e sui gruppi elettrogeni.

Un capitolo importante riguarda l’Ospedale Marino, struttura di riferimento della Azienda Ospedaliero-Universitaria di Sassari, che continua a svolgere un ruolo fondamentale all’interno del sistema sanitario algherese e regionale.

L’Ospedale Marino non sarà smantellato: al contrario, è stato rafforzato e potenziato con nuovi investimenti, personale e attrezzature.

Negli ultimi due anni sono stati completati interventi di riqualificazione degli spazi e delle infrastrutture, con particolare attenzione all’adeguamento antincendio e alla sicurezza degli impianti, all’ammodernamento delle sale operatorie e ai reparti di ortopedia, riabilitazione e chirurgia. È in corso inoltre l’acquisizione di nuove apparecchiature diagnostiche e fisioterapiche, con l’obiettivo di consolidare il ruolo del Marino come presidio di eccellenza per la riabilitazione e la traumatologia sportiva.

La collaborazione tra AOU, ASL e Comune di Alghero sta garantendo una sinergia funzionale e territoriale, volta a evitare duplicazioni e a rafforzare la qualità complessiva dei servizi.

“Non ci sarà nessuno smantellamento del Marino – commenta Giusy Piccone, consigliera comunale del Movimento 5 stelle –  ma un investimento nella sua vocazione storica e nella sua piena integrazione con la rete ospedaliera di Alghero”.

La riforma sanitaria regionale ha segnato un punto di svolta, riportando la sanità più vicina ai cittadini e restituendo autonomia e protagonismo ai presidi locali. Si tratta di un cambio di paradigma dopo anni di centralizzazione e accorpamenti che avevano allontanato i servizi dal territorio.

“Come Movimento 5 Stelle – continua Piccone –  continueremo a vigilare e stimolare e, con l’amministrazione comunale, continueremo a fare da ponte con la Regione e con la ASL. Dobbiamo guardare avanti con una visione: un ospedale moderno, efficiente, integrato con il territorio e con la rete delle Case della Comunità, dove prevenzione e cura camminino insieme”.

“Alghero non è più una periferia della sanità sarda, dopo anni di attesa, la nostra città è di nuovo protagonista nella sanità del Nord Sardegna. È questa la differenza tra chi urla e chi costruisce. Noi stiamo costruendo.”

Movimento 5 Stelle Alghero

Criticità Sanità, il PD si scaglia contro il Centrodestra: “Ereditati errori e problemi”

ALGHERO – Nel corso del Consiglio comunale aperto dedicato alla sanità, la capogruppo del Partito Democratico Gabriella Esposito ha richiamato l’attenzione sulla difficile situazione del sistema sanitario algherese, frutto di anni di scelte sbagliate e mancate programmazioni.

“La Giunta Solinas – ha ricordato Esposito – ha lasciato un’eredità pesantissima: ospedali in difficoltà, reparti di lungodegenza chiusi, carenza di personale e servizi territoriali indeboliti. Ora lavoriamo uniti affinché l’ amministrazione regionale in carica rafforzi il cambio di direzione: il lavoro per ricostruire la sanità è già iniziato e deve proseguire con serietà, trasparenza e confronto con i territori.”

Pietro Sartore ha sottolineato come l’Ospedale Marino rappresenti oggi una struttura di eccellenza che funziona bene e che va preservata. Sartore ha precisato di non essere interessato alla questione formale della dipendenza amministrativa – se AOU o ASL – “per i pazienti ciò che conta è l’efficienza del servizio, non la direzione a cui la struttura afferisce”.

Ha ricordato, però, come il passaggio del Marino all’Azienda Ospedaliero-Universitaria abbia creato un “ibrido gestionale”: un ospedale civile sotto l’ASL e un ospedale marino sotto l’AOU. Tale situazione, peraltro, ha impedito ad Alghero di ottenere il riconoscimento di ospedale di primo livello, poiché senza i posti letto del Marino questo non è possibile.

Nel suo intervento, il consigliere Luca Madau ha sottolineato “la necessità di una governance sanitaria integrata e coerente, capace di unire Marino, Civile e Ozieri in un’unica regia territoriale, condizione indispensabile per dare piena attuazione al progetto del Dea di I livello, la vera soluzione alle carenze che oggi riscontriamo”
Ha poi aggiunto alcuni dati: “la Sardegna dispone di un numero di medici superiore alla media nazionale, ragion per cui le criticità del sistema derivano da un’errata gestione e distribuzione del personale, più che da una reale carenza di professionisti”.

Il Partito Democratico, continuerà a essere una forza vigile e propositiva, avanzando proposte concrete per migliorare i servizi e restituire fiducia ai cittadini: dal ripristino dei posti letto e delle lungodegenze, all’assunzione di pediatri e personale sanitario, fino al potenziamento del Civile e del Marino e al rilancio della sanità territoriale.

“Non ci limitiamo alla denuncia – hanno concluso –. Vogliamo contribuire a costruire soluzioni. Chiediamo un tavolo permanente tra Regione, Comune, ASL e rappresentanze sanitarie per monitorare gli impegni e garantire che Alghero torni ad avere una sanità efficiente e vicina alle persone.”

“Sanità, Bartolazzi snobba il Consiglio Comunale di Alghero: fatto grave”

ALGHRO – «Oggi ad Alghero si è tenuto un importante Consiglio comunale aperto, alla presenza dei vertici della Aou e della Asl di Sassari, ma con un’assenza che pesa come un macigno: quella del governo regionale». Così il consigliere comunale della Lega, Michele Pais, commenta con amarezza l’esito della seduta dedicata alla sanità del territorio.

«Non solo non si è presentato l’assessore regionale alla Sanità – spiega Pais – ma neppure il capo di gabinetto ha ritenuto opportuno partecipare. Una scelta che considero irrispettosa nei confronti del Consiglio comunale e della città di Alghero, che avrebbe meritato risposte chiare sulla politica sanitaria per il Nord Ovest della Sardegna».
Secondo Pais, l’assessore avrebbe potuto illustrare la visione del governo regionale per il futuro della sanità territoriale e, soprattutto, spiegare le ragioni dell’unico atto compiuto finora: «l’annullamento delle deliberazioni del precedente governo regionale, con cui si disponeva la costruzione dei nuovi ospedali di Alghero e di Sassari. Una decisione gravissima – sottolinea – di cui gli algheresi ancora non hanno pienamente compreso la portata. Quegli atti rappresentavano la risposta sanitaria dei prossimi cinquant’anni».
Durante la seduta, i direttori generali della Aou e della Asl di Sassari hanno confermato la prosecuzione delle attività programmate e l’utilizzo di circa 40 milioni di euro per l’ammodernamento tecnologico e infrastrutturale degli ospedali Civile e Marino. «È importante ricordare – aggiunge Pais – che questi investimenti derivano da finanziamenti del precedente governo regionale di centrodestra».
Il consigliere cita anche l’intervento del professor Palermo, che ha ribadito l’eccellenza dell’Ospedale Marino con le sue specialità in ortopedia, traumatologia, riabilitazione ed endocrinologia: «Una struttura che oggi vanta numeri record di interventi e prestazioni, ma il cui futuro resta incerto a causa del passaggio di gestione dall’Università alla Asl, scelta ritenuta da molti fortemente rischiosa».
Pais ha ricordato inoltre come il Marino fosse stato formalmente chiuso dal governo regionale di centrosinistra nel 2017: «Se oggi è tornato a essere un presidio vitale, lo dobbiamo alla determinazione dell’allora primario dottor Gianni Lubrano e della sua equipe, di cui faceva parte anche l’attuale primario, dottor Giuseppe Melis».
Altro nodo irrisolto è quello del personale medico. «Solo grazie alle scuole di specializzazione avviate dal 2020 – spiega – si inizia oggi a vedere qualche risultato concreto. Le borse di studio regionali sono passate dalle 34 del 2020 alle 500 finanziate con 100 milioni di euro dal governo di centrodestra: un salto epocale nella programmazione sanitaria».
Ma restano situazioni critiche, come i reparti di chirurgia e soprattutto il pronto soccorso, «ormai al collasso», denuncia Pais.
«L’assenza dell’assessore regionale ha impedito di fare chiarezza e di tracciare una rotta per il futuro. Una rotta, purtroppo, che oggi sembra non esserci» conclude Pais.

 

 

Sanità, ennesimo Consiglio: “Fronte unito per difendere Alghero”

ALGHERO –  “Non per polemizzare, ma per responsabilità e per difendere la dignità del nostro territorio.” Con queste parole il presidente della Commissione consiliare Sanità di Alghero Christian Mulas è intervenuto in aula per rimarcare le criticità rilevabili nella sanità cittadina e sottolineando gli aspetti positivi emersi degli interventi in consiglio comunale.
“I numeri e i fatti parlano chiaro: il reparto delle nascite è ancora chiuso, la Cardiologia e la Pediatria operano solo 12 ore al giorno, e molti reparti soffrono per la cronica mancanza di personale medico, pur apprezzando gli sforzi dei vertici e le nuove assunzioni. I concorsi vanno deserti e i nostri professionisti resistono in condizioni difficilissime”, ha sottolineato il presidente.
Non tutto però è negativo: tra le eccellenze che continuano a garantire risultati di rilievo, è stata ricordata la Chirurgia 2 sotto la guida del dott. Carlo Pala e il suo team, che con circa 600 interventi e 800 ricoveri l’anno rappresenta un punto di riferimento provinciale. Tuttavia, l’imminente scadenza dei contratti dei quattro chirurghi a convenzione del 31 dicembre si rischia di compromettere il futuro stesso del reparto.
“Non possiamo permettere che un presidio che funziona venga lasciato senza medici. È indispensabile intervenire subito per garantire continuità operativa e tutelare i professionisti che tengono in vita il nostro ospedale”, ha dichiarato.
Particolare preoccupazione è stata espressa dal presidente della commissione Christian Mulas per il trasferimento dell’Ospedale Marino dall’AOU all’ASL chiedendo,  garanzie sul mantenimento del livello dei servizi e delle prestazioni mediche.
“Parliamo di una struttura che, con una sola sala operatoria, ha effettuato oltre 1300 interventi ortopedici in un anno, attirando pazienti da tutta la Sardegna e dal continente. È un’eccellenza che non vogliamo venga smantellata, quanto piuttosto rafforzata e rilanciata. Il completamento delle tre nuove sale operatorie, già finanziate, è fermo da due anni ed è necessario completarle e renderle operative.”
Il presidente ha ricordato come il Marino, con la riapertura della sala operatoria nel marzo 2024, sia tornato a essere un punto di riferimento non solo per Alghero ma anche per il pronto soccorso di Sassari, che oggi si appoggia al presidio algherese per le urgenze ortopediche.
“Dal 1° gennaio, con il passaggio all’ASL, non è chiaro cosa accadrà al personale medico e infermieristico. Questa incertezza rischia di paralizzare un reparto che oggi funziona. Facciamo in modo che ciò non avvenga e Alghero non torni indietro di quindici anni.”
L’intervento si è concluso con un appello forte a tutto il Consiglio comunale:
“Serve un fronte politico e territoriale unito, al di là delle appartenenze, per difendere il diritto dei cittadini a curarsi vicino a casa. Difendere il Marino e il Civile significa difendere la salute, il lavoro e la dignità della nostra comunità. Non è una battaglia di parte, ma di responsabilità e di coscienza.”
Chiude la nota il presidente della commissione consiliare sanità Christian Mulas

“La Politica torni ad ascoltare i bisogni della gente: basta con slogan e urla”

ALGHERO – “C’era un tempo in cui la politica italiana aveva un altro stile: più lento, più complesso, ma anche più umano. Era lo stile dei democristiani, oggi ricordati, spesso con nostalgia, talvolta con ironia, per la loro capacità di trovare soluzioni di compromesso e, soprattutto, per un certo garbo istituzionale che oggi sembra del tutto scomparso.
Il linguaggio era misurato, anche quando le tensioni erano alte. Non si faceva politica per slogan, ma con il peso delle parole, dei gesti, delle relazioni personali. La pazienza era una virtù politica. Il silenzio, talvolta, era più eloquente di mille dichiarazioni.
La Democrazia Cristiana conosceva la società e sapeva tradurne i bisogni in azioni politiche. Non governava guardando i sondaggi, ma attraverso una fitta rete di relazioni, di ascolto diretto, di presenza capillare nei territori. Le sezioni di partito erano luoghi di confronto reale, non comitati elettorali temporanei.
Oggi, al contrario, assistiamo a una politica urlata, spesso rancorosa, dove la mediazione è vista come una debolezza, il confronto come una perdita di tempo e l’avversario come un nemico.
Questo non vuol dire idealizzare il passato. La Democrazia Cristiana aveva i suoi difetti, le sue opacità, i suoi compromessi discutibili. Ma aveva anche una cultura politica solida, una capacità di governo concreta, e una visione del potere che includeva responsabilità, rispetto e cura del linguaggio.
Forse oggi non guasterebbe riscoprire almeno un frammento di quello stile: la capacità di ascoltare, di cercare soluzioni condivise. In fondo, lo stile politico non è solo una questione di forma, ma anche di sostanza, perché influisce sul clima civile di un Paese. E di questo, oggi, avremmo un disperato bisogno”.
Francesco Sasso, avvocato e presidente dell’associazione culturale e politica Iniziativa Alghero

Da ottobre Alghero isolata, “sveglia” alla Todde: “Tagliare tasse aerei”

ALGHERO – La stagione estiva da record non può bastare a nascondere un problema che, per il nord-ovest della Sardegna, è ormai cronico: la mancanza di collegamenti nei mesi invernali. È da qui che parte il nuovo appello di Michele Pais, che torna a intervenire sul tema dei trasporti aerei rilanciando la sua proposta già discussa in Consiglio comunale.
“Per le compagnie low cost, non solo per Ryanair, l’unica proposta davvero efficace per incrementare i voli su Alghero è l’eliminazione totale della tassa d’imbarco per tutto l’anno. Non ci sono scorciatoie,” dichiara Pais. “Oggi l’aeroporto di Alghero rappresenta il vero anello debole del sistema aeroportuale sardo — spiega — e l’unico modo per invertire la rotta è creare condizioni realmente attrattive per le compagnie. L’abolizione della tassa d’imbarco permetterebbe di garantire da subito almeno 250 mila passeggeri in più, con la pretesa da parte della Regione di avere almeno due aerei in base, uno dei quali operativo tutto l’anno.”
Secondo Pais, la proposta della Regione di eliminare la tassa solo nei mesi invernali e nei mesi di spalla (aprile e ottobre) “è un’azione insufficiente e non appetibile per nessuna compagnia aerea, a cominciare da Ryanair. Bisogna essere chiari: gli aerei in base devono essere annuali, non solo estivi, e devono essere nuovi aerei per la Sardegna, non sottratti a Cagliari o Olbia.”
Pais sottolinea anche la necessità di affrontare con decisione l’emergenza dei collegamenti internazionali: “Per la stagione invernale saranno ulteriormente ridotte le frequenze dei già minimi collegamenti internazionali. Una situazione gravissima, che condanna il nord-ovest dell’isola all’isolamento sociale e compromette l’economia del territorio.”
“L’obiettivo deve essere chiaro: ridurre la stagionalità, garantire il diritto alla mobilità dei sardi e tutelare i livelli occupazionali che oggi, nei mesi invernali, rischiano di crollare. Non possiamo limitarci ad attivare ammortizzatori sociali, dobbiamo creare ricchezza e lavoro stabile,” prosegue Pais.
“Le decisioni vanno assunte subito — avverte — perché entro la metà di novembre le compagnie definiscono la programmazione di voli ed equipaggi. Se si perde questa finestra, sarà impossibile pianificare qualsiasi strategia. Serve coraggio e visione.”
Pais rilancia anche la necessità che la misura sia strutturale: “Il taglio delle addizionali per lo scalo algherese deve valere almeno tre anni, e da Ryanair dobbiamo pretendere un impegno di lungo periodo, con un contratto chiaro e stabile.”
Infine, il consigliere algherese riconosce il valore dei bandi “nuove rotte” ideati dal centrodestra e portati avanti dall’assessore regionale: “È una misura giusta, ma va accompagnata da modulazione tra gli scali, così come è stata pensata. Solo così Alghero potrà tornare ad essere base Ryanair e non solo, garantendo collegamenti tutto l’anno e occupazione stabile, con effetti positivi per l’intera economia del nord-ovest e per la Città metropolitana di Sassari.”

Aerei, taglio addizionale: Forza Italia indica la rotta alla Todde

ALGHERO – L’interesse oggi manifestato da alcuni esponenti del centrosinistra verso la necessità di abolire o ridurre l’addizionale per i diritti di imbarco ci riempie di soddisfazione. Così facendo confermano che l’azione politica avviata da alcuni anni da Forza Italia e dal cdx è quella giusta. Azione qualificata ulteriormente anche da un Ordine del Giorno proposto da Forza Italia in Consiglio Comunale. Oggi, grazie all’abolizione dell’addizionale comunale per gli aeroporti minori in Sicilia Ryanair triplicherà i voli da Trapani e vi installerà una propria base, con significativo incremento dei collegamenti e la creazione di nuovi posti di lavoro. I benefici che deriverebbero per la Sardegna dall’abolizione dell’odioso balzello sono costituiti da due milioni in più di passeggeri l’anno solo da parte di  Ryanair. A cui si aggiungerebbero le maggiori entrate derivanti dagli introiti Iva e dal fatturato del comparto dei servizi e della ricettività turistica. Abbiamo come esempio gli incrementi di traffico in Friuli, Abruzzo e Calabria  che già hanno investito nell’azzeramento del balzello da 6.50 euro che niente lascia ai Comuni e tutto porta nelle casse dell’Inps, a sostegno delle gestioni previdenziali. Siamo invece preoccupati perché il consigliere regionale del territorio ha dimostrato di non conoscere il meccanismo della tassa e l’azione svolta dalle quattro regioni che hanno stanziato fondi per “regionalizzarla”. Anche se abbiamo apprezzato l’intervento dell’assessore regionale al turismo che ha dimostrato di avere ben capito i meccanismi del balzello e gli strumenti per azzerarlo. Auspichiamo che nella prossima finanziaria la Todde stanzi i fondi necessari per proporre al Governo la “regionalizzazione” della tassa e la  contropartita finanziaria per compensare i mancati introiti. Magari prevedendo una riduzione per gli aeroporti “forti” di Cagliari e Olbia, e l’eliminazione per l’aeroporto di Alghero”, lo hanno dichiarato Tedde, Caria, Peru, Bardino e Ansini del Gruppo consiliare di Forza Italia

“Cimitero di Alghero, degrado e caos personale: cosa aspetta Cacciotto?”

ALGHERO –  “Allo stato di abbandono e degrado del cimitero cittadino, cui l’amministrazione tenta maldestramente di porre rimedio con delle “pezze peggiori del buco”, ora si aggiunge il forte disagio degli operatori cimiteriali. Che ricevono la retribuzione con fortissimi ritardi e vivono in una situazione di perenne incertezza economica e sociale. Con le loro famiglie che non hanno la certezza di arrivare alla fine del mese. Oltre a ciò la loro attività procede in un quadro di gravi carenze in materia di sicurezza del lavoro, con la mancanza di dispositivi di protezione individuale e l’assenza di controlli sulle condizione operative nel cantiere. Cosa che mette a rischio l’incolumità dei lavoratori e crea una situazione di tensione e disagio che incide negativamente sulla loro produttività e sulla loro serenità lavorativa e sociale. Non è accettabile che un servizio pubblico dell’importanza del cimitero venga abbandonato dall’Amministrazione e lasciato in balia di pratiche di gestione da terzo mondo. Siamo convinti che i lavoratori meritino rispetto. E siamo altrettanto convinti che il Sindaco e l’Amministrazione debbano intervenire in modo determinato sull’azienda che gestisce il servizio affinché questi inadempimenti e queste gravi negligenze vengano a cessare. Rimaniamo in attesa di un urgente intervento del sindaco affinché la memoria dei nostri defunti venga protetta in un quadro di dignità e affinché i lavoratori non vengano abbandonati a loro stessi e vengano trattati in modo dignitoso”, così  Tedde, Caria, Peru, Bardino e Ansini del Gruppo consiliare di Forza Italia.