Bruno, Soru e Sanna per il Si

ALGHERO – Visto l’approsimarsi si del referendum costituzionale del 4 dicembre e stante la necessità di creare dei momenti di dibattito corretto e costruttivo che permettano di entrare nel merito della proposta di Riforma, il Comitato Alghero che dice Sì e l’Associazione SaredegnaEuropa organizzano per il giorno Sabato 12 novembre alle ore 17 presso la sala conferenze del Lo Quarter l’incontro di approfondimento: ‘Aggiornare la Costituzione: una Sardegna nuova – Insularità, Trasporti, Europa’.

Dopo un saluto del Sindaco di Alghero Mario Bruno, seguiranno gli interventi dell’On. Irene Tinagli e dell’On. Francesco Sanna, deputati del Partito democratico e dell’On. Renato Soru, europarlamentare e già Presidente della Regione Sardegna. Con Irene Tinagli, autrice (insieme ad altri suoi colleghi ) di un importante lavoro denominato l’Economia del Sì, dove si analizzano le implicazioni che deriveranno dal nuovo Titolo V, si parlerà di quello che sarà l’impatto della Riforma sulle politiche sociali ed economiche.

Francesco Sanna, anche lui deputato del PD e membro della commissione affari istituzionali, affronterà quelli che sono gli aspetti più tecnici della Riforma e spiegherà come essa si inserisca in modo pieno nel quadro delle precedenti proposte di riforma presentate dal centrosinistra. Renato Soru, invece, nella sua doppia veste di Europarlamentare e di ex Presidente della Regione Sardegna descriverà in modo preciso cosa potrà cambiare nel rapporto tra Sardegna e Europa con la Riforma e, affrontando il tema dei Trasporti, sì potrà cogliere anche l’occasione per parlare di aeroporto e low-cost. Il dibattito sarà coordinato da Pietro Sartore del Comitato Alghero che dice Si.

Nella foto Renato Soru

S.I.

Psicologo a Sant’Anna, soldi a Livorno

ALGHERO – Mai e poi mai, come questi ultimi due anni, si era vista una sequela di casi esplosi in seno al Comune di Alghero. Ultimissimo in ordine di tempo quello relativo al “Psicologo in Comune”. Un progetto che aveva già fatto sobbalzare sulla sedia tutti compreso anche il consigliere di maggioranza Mario Nonne che aveva commentato “più che un psicologo, ci vorrebbe un psichiatra. Al proponente naturalmente”. Una frase lapidaria che la dice tutto sul giudizio e sui rapporti interni alla compagine a sostengo di Mario Bruno che oramai manifesta le prime crepe viste le mancate risposte nei vari campi in cui opera il Comune.

Proprio come quello dei professionisti. Ed è Michele Pais, consigliere comunale di Forza Italia, a puntare i riflettori, come detto, su un nuovo caso. “Non si è trattato di una semplice somministrazione di quiz tra il personale; si è trattato di un primo modulo di interventi in materia di “Benessere Organizzativo” del personale che prevedono anche azioni mirate al “rafforzamento della leadership con l’intento di creare una Comunità di Leaders”. E continua Pais. “Il primo modulo è costato 6.000,00 euro e verrà ripetuto con cadenza trimestrale e o semestrale; l’incarico è stato dato ad un istituto di Livorno, Cipa” e commenta l’esponente di centrodestra “forse perché in Sardegna mancano psicologi forniti delle medesime competenze o perché sono più esosi rispetto ai colleghi continentali, giusto per fare un pochino di chiarezza dentro questa nuova oscura nube”.

Nella foto Michele Pais

S.I.

Sogeaal in Aula: tutti gli interventi

CAGLIARI – La seduta si è aperta sotto la presidenza del presidente Gianfranco Ganau. Dopo le formalità di rito il Consiglio ha iniziato l’esame dell’ordine del giorno con il Dl n. 379 – Giunta regionale – “Aiuto al salvataggio ed alla ristrutturazione della società di gestione dell’aeroporto di Alghero Sogeaal Spa”. Aprendo la discussione generale, il vice capogruppo di Forza Italia Marco Tedde ha messo in luce che «si tratta del secondo intervento legislativo in due mesi ed è profondamente sbagliato come il primo, che prevedeva una privatizzazione accompagnata pari passu dalla ricapitalizzazione». Oggi, ha lamentato Tedde, «siamo di fronte ad un intervento esattamente contrario a quello di settembre con una ricapitalizzazione condizionata alla mancata privatizzazione, ma si sta sbagliando ancora perché oggi si pone la condizione della mancata ricapitalizzazione e non si capisce perché; inoltre, la cosa più grave è che si vuole una specie di privatizzazione al buio contraria al decreto Madia ed in contrasto con numerose sentenze emesse dai tribunali di diverse Regioni d’Italia». Ciò che manca, ha sostenuto Tedde in conclusione, «è un vero piano di gestione che il procedimento richiede peraltro solo in caso di parità di offerta economica, ipotesi del tutto scolastica».

Il consigliere Salvatore Demontis (Pd) ha ricordato che la «Sogeaal ha un capitale di rischio al di sotto della soglia prevista dalla convenzione con Enac e, di conseguenza, prima non era possibile la ricapitalizzazione con fondi pubblici per cui l’unica possibilità era quella della privatizzazione, individuata dalla legge dello scorso settembre». Demontis ha poi riconosciuto che «sarebbe stato meglio inserire nel bando di gara una offerta focalizzata sulla qualità progettuale ma per questo non c’erano i tempi». La gara finora andata deserta ed ancora aperta, ha aggiunto il consigliere del Pd, «scade il 28 novembre e per quella data dovrebbe essere approvato anche il bilancio sul quale però gravano importanti pendenze fiscali che potrebbero portare ad un nuovo esito negativo». Adesso la riforma Madia, ha detto ancora Demontis, «apre la strada ad una ricapitalizzazione interamente pubblica abbinata ad un progetto di risanamento che però richiede tempo per le notifiche obbligatorie alla commissione europea di circa un mese; ecco il perché della scelta del salvataggio, fermo restando che la gara in corso lascia comunque una possibilità». In conclusione, Demontis ha annunciato che sul problema degli incentivi al low cost «si procederà con una legge apposita che utilizzando lo strumento del Piem (piano di investimento in economia di mercato) garantisce tempi brevi anche perché non prevede notifica alla Ue».

Il consigliere del Pds Roberto Desini ha affermato che «ancora una volta ci si trova impantanati nella vicenda dell’aeroporto di Alghero definita sempre come ultima spiaggia, mentre siamo in presenza di una operazione con cui si buttano danari pubblici in una società decotta limitata nella sua azione dal ruolo monopolista di Ryanair, ricapitalizzata dalla Regione per sette volte e, negli anni, esempio di mala politica, di una condizione manageriale inadeguata ed anche del peggiore sindacalismo». Sostengo da sempre la necessità della privatizzazione, ha aggiunto Desini, «e da comune cittadino ricordo anche che il numero di addetti per i servizi a terra collegati al low cost non ha precedenti in Italia, che ad Olbia si producono utili e ad Alghero solo perdite; insomma siamo arrivati al capolinea e non ce ne siamo resi conto, quindi dico sì a questa ricapitalizzazione ma a condizione che si volti pagina e non si ripetano gli errori del passato».

A nome della Giunta l’assessore dei Trasporti Massimo Deiana ha detto che l’intervento legislativo ha un significato chiaro, «condizionando l’eventuale intervento pubblico alla mancata partecipazione del privato nella gara in corso che farebbe scattare un articolato programma di salvataggio e ristrutturazione, con un processo lungo diviso in due fasi, salvataggio e ristrutturazione, ma molto dettagliato ed analitico comunicato all’Enac, alla Corte dei conti alla Commissione europea». Sarebbe l’ultimo tentativo di salvare la società, ha precisato Deiana, «che comunque dovrebbe risolvere le sue difficoltà strutturali; quanto ai tempi rapidi, sono stati giustamente imposti anche dal territorio e rispettati grazie al grande lavoro della struttura tecnica della regione, nella quale sono impegnate quattro direzioni generali, Sfirs come socio ed advisor ed pool legale di esperti di diritto interno ed internazionale». Si può non essere d’accordo, ha concluso l’assessore, «ma c’è stato il massimo impegno, testimoniato anche dalla scelta del Consiglio regionale di assegnare al provvedimento la procedura d’urgenza». Per dichiarazione di voto il vice capogruppo di Forza Italia Marco Tedde ha ribadito la sua convinzione: «la legge è sbagliata nonostante il pool di esperti messo in campo, mentre sul piano di sostegno al low cost non è necessaria una legge come dice la maggioranza e come riconosce anche Soru, ci sono troppo forzature evidentemente funzionali ad obiettivi nascosti: la realtà è che il blocco della cosiddetta ct2 ha saturato la ct1 e, col blocco del low cost, ha fatto saltare il sistema».

Il consigliere dei Riformatori Luigi Crisponi ha dichiarato che, in concreto, «lea rassicurazioni dell’assessore Deiana non rassicurano nessuno e soprattutto il territorio ed il sistema economico; si dice poi che si vogliono gettare le basi per il futuro, ma ciò che emerge è la mancanza di un progetto concreto e forte per rimettere in modo una grande infrastruttura della Sardegna, dove si è registrata una flessione di oltre 200.000 passeggeri (con 650 euro pro capite di mancato reddito) rispetto all’anno precedente, è la prima volta che accade nella storia, mentre altri aeroporti del Sud hanno fatto un formidabile balzo in avanti». Il capogruppo di Forza Italia Pietro Pittalis ha messo l’accento sul fatto che «la politica sui trasporti seguita dalla maggioranza è connotata da una mancanza di prospettiva e di disegno strategico ed infatti, dopo appena due mesi, si sta tornando sulla possibilità di far ripartire la società con modalità in parte diverse ma ugualmente sbagliate, un modo dilettantesco di affrontare il problema». Noi comunque, ha concluso, «con senso di responsabilità abbiamo rinunciato a portare in aula il nostro provvedimento ma ribadiamo con forza la necessità di sostenere il low cost».
Non essendoci altri iscritti a parlare il presidente ha messo in votazione il passaggio della legge agli articoli, che il Consiglio ha approvato con 32 voti favorevoli ed 1 contrario.

Il presidente Ganau ha quindi messo in discussione l’articolo 1 “Interventi finanziari in favore della SOGEAAL” che autorizza, in caso di mancato perfezionamento della procedura di privatizzazione della società di gestione dell’aeroporto di Alghero, l’intervento pubblico di Regione e Sfirs per assicurare, nel breve periodo, la prosecuzione delle attività aziendali in condizioni di equilibrio economico e finanziario. Le risorse destinate a tale scopo sono quantificate in 15 milioni e 290mila euro. Prima di entrare nel merito dell’articolo 1, l’Aula ha preso in esame l’emendamento modificativo presentato dalla minoranza, primo firmatario Marco Tedde (Forza Italia). Il presentatore ha spiegato che la proposta emendativa punta a rompere il nesso tra privatizzazione ristrutturazione. «Questo è un bando inutile e illegittimo. Con l’emendamento si elimina l’ipotesi della privatizzazione cui è subordinato il salvataggio in modo da slegare le due fasi. La privatizzazione della Sogeaal è sbagliata e dannosissima – ha proseguito Tedde – non è pensabile di vendere una società su cui si sono investiti circa 80 milioni di euro per l’infrastrutturazione e 20 milioni per le ricapitalizzazioni. Non sappiamo che cosa farà l’impresa che si aggiudicherà la maggioranza azionaria, compreso il destino dei lavoratori che potrebbero essere licenziati». Messo in votazione, l’emendamento è stato respinto con 29 voti contrarie 14 a favore.
Successivamente l’Aula ha approvato l’articolo 1 e, in rapida successione anche gli articoli 2 “Norma finanziaria” e 3 “Entrata in vigore”. Il testo finale del disegno di ha quindi ottenuto il via libera con 32 voti a favore e due contrari.

Nella foto il Consiglio Regionale

S.I.

Tedde su Trump: il vento è cambiato

ALGHERO – Donald Trump è il nuovo presidente degli Stati Uniti. In pochi credevano che il tycoon potesse battere la strutturata Hillary Clinton. Eppure ci è riuscito. Nonostante le tante previsioni (più una speranza) di gran parte degli opinionisti, giornalisti e comunicatori europei e in particolare italiani che dalla mattina alla sera facevano apparire in tutti i programmi, giornali, trasmissioni, interviste ed editoriali la pericolosità di una vittoria del miliardario statunitense, ma invece, ancora una volta, sondaggisti in primis, non hanno azzeccato niente, non comprendendo la forza del cambiamento della popolazione che ha voluto tagliare con la continuità democratica rappresentata da Clinton (marito) e poi Obama. Quest’ultimo ha sicuramente deluso nei suoi due mandati che, almeno come erano stati presentati, avrebbero dovuto rappresentare una rivoluzione sociale, invece hanno portato giovamento all’economia (fatto molto rilevante anche a livello globale), ma ha inciso poco sulle gravi problematiche interne degli Usa che invece vedono crescere (come racconta la cronaca) gli scontri razziali.

Sulla vittoria di Trump abbiamo chiesto un commento all’ex-sindaco di Alghero e consigliere regionale di Forza Italia Sardegna Marco Tedde. “Lo tsunami della Brexit ha raggiunto le coste degli Usa e ha travolto i democratici. Non ha vinto solo Trump. Ha vinto la “gente” che s’è scocciata – a torto o a ragione – dello strapotere delle lobby finanziarie. Ha vinto il sogno di riscossa della classe media che si arrabatta per uscire dalla crisi economica. Il tutto condito da “populismo globale” che sguazza nell’humus prodotto dall’incapacità di chi ci governa di trovare l’antidoto per uscire da questa crisi che è economica ma anche di prospettive. Ecco, crisi di prospettive. Incertezza sul futuro. Orizzonte pieno di nebbia grigia”.

E chiude l’onorevole azzurro. “Ora il pallino è nelle mani di Trump che dovrà abbandonare i toni da campagna elettorale e dimostrare di esser capace di traghettare gli Usa fuori dalle secche della crisi. Ha già dimostrato di saper fare l’imprenditore a livelli planetari. Lo aspetta un compito difficile. Ma ha grandissime doti da spendere, una cosa certa è che il vento è cambiato”.

Nella foto il presidente Trump

S.I.

Parco allo sbando: algheresi traditi

ALGHERO – In queste ore ad Alghero, la discussione si è incentrata essenzialmente sul Programma della Fondazione Meta per Capodanno; per quanto mi riguarda, nonostante il programma degli eventi di Fine anno abbia la sua giusta importanza, il tema più importante sono le lettere di licenziamento che nelle prossime ore sembrano debbano arrivare ai Lavoratori dell’ Ati Ifras. Questa società raccoglie i lavoratori del Parco Geominerario della Sardegna , fra cui 30 , fra operai e impiegati , del Parco di Porto Conte. La notizia sembra ricevere anche la conferma del Direttore del Parco Mariani, che a breve sarà l’unico dipendente della Riserva naturalistica, decretando di fatto la morte del nostro parco”. E’ Alessandro Nasone, consigliere comunale di opposizione, ritorna sul grave problema in seno all’ente di riserva terrestre.

“La cosa più assurda è il silenzio con cui è arrivata questa notizia, senza che in città nessuno ne sapesse nulla, o almeno così sembra, di certo le opposizioni nulla sapevano. Se la notizia invece era conosciuta all’Amministrazione comunale questo atto lo reputerei gravissimo, un tradimento nei confronti di una città intera che, certamente, dopo la vicenda scuolabus, non può e non deve sopportare passivamente ulteriori perdite di posti di lavoro. C’è da dire anche che sulla Situazione del Parco di Porto Conte tutta la Politica Algherese deve interrogarsi sulla sua funzione. Attualmente è una riserva che non si regge sulle sue gambe e gli unici introiti sono i progetti europei per la salvaguardia della flora e della Fauna, senza un reale progetto di sviluppo e integrazione con la città e il suo tessuto economico”.

“Il Parco di Porto Conte ha tutte le carte in regole per creare reddito e assumere i lavoratori in proprio senza cercare appoggi a società assistenziali della Regione. Un parco che può essere il motore dello sviluppo turistico della nostra città non solo attraverso le sue ricchezze naturalistiche e i percorsi naturali ma anche attraverso i musei di Casa Gioiosa e il Patrimonio Archeologico che non ha pari in nessuna parte della Sardegna. Chiedo perciò al Presidente del Consiglio Comunale, Matteo Tedde, alla luce di questi recenti fatti , di convocare un Consiglio Comunale Urgente alla Presenza del Direttore del Parco di Porto Conte per capire quale dovrà essere il Futuro della Riserva e la strada che dobbiamo percorrere urgentemente per salvare il posto di lavoro dei dipendenti”.

“Ad Alghero, ogni giorno si sente sempre di più la mancanza di programmazione e progettualità nello sviluppo economico. C’è necessità di un repentino cambio di rotta. Se non interveniamo subito e in maniera risoluta, possiamo programmare qualsiasi evento gioioso per il fine anno, ma la continua emorragia di posti di lavoro nella nostra città produrrà solo deserto e mestizia”.

Nella foto Alessandro Nasone

S.I.

Caos al Parco: urge commissione

ALGHERO – “Il gruppo consiliare del Pd di Alghero ritiene gravissima la notizia che è apparsa sulla stampa, e in particolare su Algheronews.it, circa l’arrivo di una lettera di fine rapporto per tutti i lavoratori del Parco di Porto Conte, un’altra tegola nel mondo del lavoro locale che coinvolge piu di trenta dipendenti a tempo e senza che l’assemblea del Parco (che corrisponde al consiglio comunale) ne fosse informata”. Cosi il capogruppo del Partito Democratico Mimmo Pirisi rispetto il nuovo e preoccupante problema esploso ad Alghero in questo caso riguardante il Parco di Porto Conte con tutti i lavoratori lasciati a casa dalla fine del rapporto con il fornitore dei servizi per gli enti di riserva l’Ati Ifras. [Leggi]

“Ancora una volta l’amministrazione Bruno che da tempo latita anche a casa gioiosa (latitanza che ha causato le dimissioni dell’intero Consiglio di amministrazione e del Presidente Farris) ritarda tutte le fasi per il ripristino delle normali funzioni dell’Ente Parco oramai senza guida politica da quasi due mesi e che certamente in questo momento e in questa particolare situazione avrebbe bisogno di un Presidente e di un consiglio di amministrazione in carica”.

“Ragion per cui chiediamo come Gruppo Consiliare del Partito Democratico al Presidente del Consiglio Matteo Tedde (solo a lui visto che la presidenza della commissione Ambiente e vacante e siamo ancora in attesa di convocazione per la nomina), una convocazione urgente della Commissione Ambiente per una audizione del Direttore del Parco Dott. Mariani per illustrarci il problema sorto e capire come e dove si sta intervenendo per la sua risoluzione”.

Nella foto Mimmo Pirisi

S.I.

“Il problema è Bruno, altro che Pd”

ALGHERO – “A dire il vero un pò preoccupati lo eravamo, ora va meglio. Da troppo tempo lo strumento di diffusione di massa delle performance politiche del sindaco, non illuminava e informava i propri lettori sulle disgrazie, dallo stesso sempre agognate, del circolo cittadino del Partito Democratico”. Cosi il segretario dei dem di Alghero Mario Salis che, a nome dell’intero partito, interviene sul grave problema evidenziato più volte relativo al rapporto (definito da alcuni “intreccio pericoloso”) tra parte dell’informazione e amministrazione. “Oggi scopriamo, con un “fondo” di un oscuro analista politologo e che dopo una ricerca sui social, i Dem di Alghero risultano sempre più “rotti”. Di cosa non è dato sapere. La causa: una discussione tra democratici su Facebook. Ci dispiace dover provocare l’ennesima delusione a coloro che non aspettano altro che dare informazioni sulle disgrazie del PD Algherese”.

“A rispondere sono le numerose iniziative e attività politica svolte da uno dei più attivi circoli Dem. Cosa non si fa per distogliere l’attenzione dell’opinione pubblica dalla stasi della amministrazione in carica. Suggeriamo, all’estensore dello scoop, se volesse dare informazioni ai cittadini che un argomento di pubblica utilità potrebbe essere quello della mancata convocazione delle commissioni consiliari che ricomposte, non hanno ancora eletto i presidenti. (che si tratti di “piatti rotti” in maggioranza?)”. E Salis conclude evidenziando che “ciò causa un pericoloso ulteriore immobilismo in seno al consiglio comunale. Tale strumento è alla base della attività democratica della amministrazione, e, ancora non è arrivato il momento in cui si possa fare a meno dei consiglieri comunali”.

Nella foto un incontro del Partito Democratico nella sede di via Mazzini

S.I.

Maxi-mutuo colpa di Pigliaru-Paci

CAGLIARI – “E’ la reazione isterica e stizzita di chi viene colto sul fatto e tenta di confondere le acque”. Così Ugo Cappellacci, coordinatore regionale di Forza Italia, replica alle dichiarazioni dell’assessore Paci. “Se il mutuo da 500 milioni è una trovata geniale, perché una Giunta solitamente loquace stava portando avanti l’operazione così silenziosamente? “Basta con le mistificazioni e lo scaricabarile: la Giunta indebita i sardi perché ha aumentato la spesa sanitaria anziché diminuirla, alla faccia dei proclami, e perché proprio le trattative condotte dall’assessore Paci si sono tutte concluse con soldi in meno per la Sardegna e soldi in più per lo Stato centrale”.

“Sono loro che hanno firmato accordi patacca con cui hanno rinunciato ai ricorsi alla Corte Costituzionale e, follia pure, perfino agli effetti di quelli già vinti. Altro che opera di rigore e risanamento: sono dei veri pasticcioni sono stati trattati come polli e, pur di non ammettere i loro errori e di non disturbare Renzi, indebitano irresponsabilmente i sardi con un mutuo di 700 milioni prima e ora con un altro di 500 milioni. Se l’assessore Paci avesse un briciolo di dignità – ha concluso Cappellacci- si dovrebbe dimettere e chiedere scusa ai sardi”.

Nella foto Ugo Cappellacci

S.I.

Bilancio, buco creato dal centrodestra

CAGLIARI – “La Giunta sta lavorando per rimettere ordine nei conti disastrati della Regione. Abbiamo trovato un Bilancio gravato da 2 miliardi e 700 milioni di euro di perenzioni. Abbiamo pagato quasi 200 milioni di perenzioni solo nel 2016 e 773 milioni dall’inizio della legislatura, con l’impegno di cancellare altri vecchi debiti entro la fine dell’anno, in presenza degli spazi finanziari necessari”. Lo dice l’assessore della Programmazione e Bilancio Raffaele Paci.

“Ricordo che le perenzioni sono debiti vecchi, che risalgono a molti anni fa e che non sono mai stati pagati a Comuni e imprese, lasciando che la situazione peggiorasse anno dopo anno: noi stiamo finalmente facendo ordine e pagando, dando ossigeno alle amministrazioni locali e alle imprese sarde che per anni hanno atteso invano. Poiché vogliamo onorare tutti i debiti dell’Amministrazione, cosa che nessuno in passato ha mai fatto, abbiamo previsto nella scorsa Finanziaria l’autorizzazione a contrarre un mutuo “a tiraggio” per un massimo di 500 milioni, del quale potremo utilizzare man mano solo le quote necessarie a pagare le perenzioni. Abbiamo poi avviato le sole procedure preliminari che non ci impegnano in alcun modo ma funzionano come garanzia nei confronti dei creditori. É chiaro che la Sanità in tutto questo non c’entra assolutamente nulla – sottolinea l’assessore – stiamo invece cercando la strada e le forme più convenienti per pagare i debiti che proprio l’amministrazione di centrodestra ha lasciato in eredità alla Regione”.

“Alle attuali condizioni di mercato la formula del mutuo si dimostra essere la più conveniente, tant’è che il livello di indebitamento dei sardi è sceso. Il bilancio armonizzato impedirà finalmente la formazione di nuovi debiti perenti. Liberare la Regione dalla zavorra del passato e mettere ordine nei conti sono obiettivi per noi fondamentali, importanti per lavorare con serenità sul presente e sul futuro della Sardegna”, conclude l’assessore Paci.

Nella foto l’assessore Paci e il presidente Pigliaru

S.I.

Lampis dimissionata? Bruno ci pensa

ALGHERO – Se ne parla da mesi, anzi quasi dal principio della sua nomina. Le dimissioni, imposte o meno, dell’assessore Natacha Lampis sono uno dei temi politici più chiacchierati dall’inizio della consigliatura a guida Mario Bruno. Del resto proprio il Primo Cittadino, a seguito dell’indicazione dell’aggregazione di Sinistra, composta da porzioni di C’è un’Alghero Migliore (Bibo Cecchini, Ivan Blecic, Tonino Budruni), Comunisti Italiani (Elias Vacca) e Sardenya i Llbertat (Carlo Sechi), che ha raccolto un migliaio di voti (risultato molto esiguo considerando la vittoria della coalizione supportata), ha scelto proprio la Lampis per guidare alcuni tra i settori più importanti della vita amministrativa cittadina ovvero Sviluppo economico, Attività produttive, Politiche del lavoro, Suap e commercio, Rapporti con i quartieri del Lido, Pietraia e Maria Pia. Dunque comparti che, insieme al Turismo, sono (o meglio sarebbero, vista la grave crisi che attraversa Alghero) il motore del tessuto sociale locale.

I pregiudizi, alla luce del curriculum dell’assessora, che arriva dal mondo dell’istruzione, essendo un’insegnante, sono stati subiti molto negativi da parte soprattutto del modo produttivo. E, a seguito della pessima condizione in cui si trova la Riviera del Corallo che, nonostante le enormi potenzialità sembra non uscire dal tunnel imboccato un paio di anni fa, le critiche (anche se aprioristiche) non erano poi così tanto errate. Ma, bisogna subito chiarire, che come in ogni realtà organizzata, privata e pubblica, le responsabilità sono sempre dei vertici in questo caso del sindaco o comunque di chi ha deciso di indicare la Lampis. Chi ha scelto consapevolmente di assegnarle tali deleghe non poteva non avere ben chiara la responsabilità a cui andava incontro. Perciò l’eventuale dimissioni (imposte) dell’assessora non possono non rappresentare un fallimento per l’intera amministrazione e maggioranza.

Ma non è ancora detta l’ultima parola. Infatti pare che ci siano idee contrastanti in seno alla compagine governativa. Il consigliere di Sinistra Civica Giampietro Moro sarebbe quello più a favore del cambio in seno all’assessorato, mentre altri esponenti dell’aggregazione comunista ritengono di non dover procedere e tra questi anche Elias Vacca, già deputato e oggi membro del comitato scientifico della Meta, non sarebbe convinto da tale passaggio e stesso discorso vale per il consigliere Mario Nonne che preferirebbe confermarla.

E’ la cronaca, come sempre, presagire quanto accadrà. Ieri sera si sarebbe dovuto tenere un incontro sulla ristorazione dell’assessorato allo Sviluppo Economico, progetto portato avanti proprio dalla Lampis, ma invece all’ultimo momento è stato rinviato senza alcun apparente motivo plausibile. Ciò ha fatto aumentare le voci di un imminente addio. Inutile nascondere le frizioni presenti in questi mesi legate alle scelte dell’assessora: regolamento Suoli Pubblici, ex-caserma di via Simon, Mondo Rurale e altro. Dissapori e anche scontri avvenuti con altre porzioni della maggioranza e in particolare col partito di Antonello Usai che proprio ieri ha dovuto subire, nonostante la sua pluriennale esperienza politica, la reprimenda pubblica su Maria Pia proprio da Cecchini. Ideatore di quelli dell’Alghero Migliore con cui proprio la Lampis fu eletta in consiglio comunale e poi indicata ad assessore.

Nella foto Natacha Lampis

S.I.