“La Repubblica è vergognosa”

CAGLIARI – “Quello pubblicato da La Repubblica è un articolo vergognoso e razzista verso i sardi”. Così Ugo Cappellacci, coordinatore di Forza Italia-Sardegna commenta il passaggio di un articolo pubblicato oggi dal quotidiano in cui, a proposito di episodi di violenza negli asili, l’autore commenta: Non sale dalla profonda Barbagia il racconto di maltrattamento di piccoli alunni. Tocca Roma, Grosseto, Pisa Bolzano”.

“E’ inaccettabile – prosegue il forzista- che si manifesti in maniera così esplicita un pregiudizio vergognoso e che il fatto che le storie di violenza non giungano dalla nostra terra, ma da altre che evidentemente godono della sua considerazione, non suggerisca una riflessione intelligente a chi ha scritto il pezzo. Il presidente della Regione valuti anche l’opportunità di adire le vie legali contro un insulto vile e gratuito”.

Nella foto Cappellacci

S.I.

Tedde e Alghero: forte legame |video

ALGHERO – Trasporto aereo, sanità, aeroporto, porto e soprattutto politica regionale e locale questi e anche altri i temi su cui abbiamo chiesto un commento all’ex-sindaco di Alghero e attuale consigliere regionale di Forza Italia Sardegna Marco Tedde. Uno degli esponenti, al netto delle varie partigianerie, sicuramente col maggiore “appeal” nella Riviera del Corallo e non solo. Infatti, visti anche i disastri recenti della gestione della cosa pubblica da parte dei governanti isolani e cittadini, sono in molti a guardare al passato, e in particolare alle Giunte guidate da Tedde con con occhio diverso e molto più benevolo rispetto alle critiche, e poi alla fine anticipata, dell’ultimo periodo ovvero il novembre 2011. Mese dei “morti” e anche, all’ombra della Torre di Sulis, di caduta di sindaci.

Alghero vive di anche di gossip soprattutto in relazione a chi ricopre dei ruoli di rilevanza sociale ed è così che pareva divenuto realtà il giudizio negativo sull’ultimo periodo della seconda amministrazione Tedde. Il ritornello era che fosse stata poco positiva, avulsa dai problemi interni e addirittura inefficace. Ma il tempo, come sempre galantuomo, ha offerto un’altra verità soprattutto non tanto grazie a virtù sovra umane da parte di chi ha governato in quelle esperienze, ma anche per la pochezza e incapacità di chi gli è succeduto. Al netto di queste considerazioni sembra sempre più crescente il partito di coloro che rimpiangono quel periodo tanto da avanzare già delle richieste, anche quasi ufficiali, di un ritorno in prima persona ad Alghero di Marco Tedde quale futuro candidato a sindaco. Del resto la legge, non appena finirà l’attuale mandato, lo permetterebbe.

Nella foto Marco Tedde

S.I.

Territorio in crisi: parla Fois | video

ALGHERO – Sono passati solo pochi giorni dall’incoronamento a coordinatore regionale dei Riformatori Sardi e l’algherese Pietrino Fois è stato già investito da diversi incontri e riunioni finalizzate a dare nuovo vigore ad un partito che, comunque, manifesta da sempre molto attivismo restando una delle poche realtà virtuose del panorama regionale. Ad Alghero, inutile nasconderlo, c’è stato lo scivolone della mancata presentazione della lista alle ultime comunali, ma a posteriori, nonostante il grossolano errore, lo scadimento generale dello scenario politico locale quasi potrebbe giustificare quella decisione.

Ma il passato e passato e Fois, già assessore regionale e consigliere regionale, leader isolano riconosciuto, potrà sicuramente rafforzare quelle relazioni e iniziative utili a dare un contributo fattivo al territorio ad uscire dalla crisi più devastante mai subita. E, in occasione del suo ritorno ad Alghero, dopo la nomina a Cagliari e alcuni appuntamenti legati all’attività del partito, lo abbiamo intervistato nella sede di Piazza della Mercede.

Nella foto Pietrino Fois

S.I.

Bruniani: ora attivare co-marketing

ALGHERO – “Venerdi la stampa ha reso pubblico il comunicato della commissione europea in cui si certifica che per l’aeroporto di Alghero fa fede la sentenza del 2014 che considerava legittimi gli aiuti a Ryanair, ribadendo, dunque, che se si opera seguendo il principio dell’investitore in un’economia di mercato (MEO) gli aiuti al low cost possono essere dati”. Cosi i capigruppo Giuseppe Fadda, Alessandro Loi, Giampietro Moro e Pietro Sartore sul pronunciamento dell’Unione Europea riguardo i presunti “aiuti di Stato” riguardo i collegamenti aerei.

“Nella delibera di consiglio comunale, approvata nella seduta convocata a Cagliari, tra gli impegni che si chiedevano alla Regione si legge: “garantire il supporto finanziario alla propria società di gestione dell’aeroporto di Alghero per le azioni di co-marketing sulla base del principio dell’investitore privato nell’economia di mercato, in sintonia con quanto previsto dalle linee guida comunitarie e nazionali in materia.”
Oggi, che questi orientamenti sono una volta di più confermati, prima nel parere del Prof Stajano (” si possono fare accordi commerciali tra società di gestione e vettori aerei e la Regione può incentivare il traffico aereo sullo scalo di Alghero conferendo risorse economiche in forma di contributo in conto esercizio alla Sogeaal, alla luce dell’attuale normativa, senza incorrere in aiuti di Stato”) e ora dalla stessa Commissione Europea, prendiamo atto con soddisfazione che i presupposti politici che animavano la nostra azione dimostrativa a Cagliari erano fondati e che il nostro sforzo non è stato vano”.

“Ora, però, non è momento delle polemiche, ora è il momento dell’azione e per questo (con l’auspicio di promuovere, ancora una volta, una richiesta che vada al di là degli steccati politici…) chiediamo che da subito l’assessorato regionale si adoperi e, finalmente, si attivi per garantire il necessario supporto finanziario alla società di gestione dell’Aeroporto di Alghero. Supporto, utile a finanziare le azioni di co-marketing e quindi necessario per garantire la sopravvivenza stessa dell’aeroporto e dell’intera economia del Nord Ovest della Sardegna”.

Nella foto il Consiglio Comunale

S.I.

Bruno disastroso, fa l’arruffapopolo

ALGHERO – “La decisione di Bruxelles sugli aiuti alle compagnie aeree in Sardegna è inequivocabile.
I finanziamenti pubblici concessi nel 2010 dalla Sardegna alle compagnie aeree sono “Aiuti di Stato” e come tali risultano illegittimi, e adesso vanno restituiti”. E’ Mario Salis, segretario cittadino del Pd, a rendere palese e ufficiale la posizione del Partito Democratico rispetto la delicata questione dei collegamenti aerei.

“Vale la pena ricordare che la legge 10 fu varata dalla Giunta di centrodestra guidata da Ugo Cappellacci.
Il fatto che la restituzione delle somme indebitamente percepite tocchi alle Compagnie e non agli aereoporti sardi e che Alghero non sia colpita da questa sentenza UE , è irrilevante. A Ottobre 2014 la commissione europea aveva già sanzionato gli aiuti concessi dallo scalo algherese ad alcune compagnie , denari che ribadiamo vanno rimborsati. La prudente attesa dell’assessore Massimo Deiana su Rynier appare adesso per ciò che è sempre stato: un’atteggiamento responsabile in attesa della sentenza U.E., il cui dispositivo sarà noto a giorni e andrà studiato nei dettagli per decidere sul da farsi”.

“Eppure, anche dopo il pronunciamento di Bruxelles, continua ad attaccare l’assessore Deiana, uno strano trio composto da Ugo Cappellacci, responsabile del pasticcio della legge 10, appena bocciata da Bruxelles, Marco Tedde consigliere regionale di Forza Italia ed ex-sindaco di Alghero, e Mario Bruno. L’attuale sindaco ha scelto di mettersi alla guida dei detrattori dell’assessore Deiana e di “buttare” 15.000 € del bilancio comunale per uno scontato quanto inutile parere legale sulla vicenda. L’atteggiamento da arruffapopolo di Mario Bruno, appare oggi più che mai un vano tentativo atto a distogliere l’attenzione dei cittadini rispetto alle proprie responsabilità e incapacità ad amministrare Alghero”.

Nella foto un incontro con la segreteria del Pd in via Mazzini

S.I.

“Patto Sardegna, solo marketing”

CAGLIARI – “Dopo gli squilli di tromba e i rulli di tamburo della firma del Patto per la Sardegna di Renzi e Pigliaru, è utile usare il setaccio del buon senso e capire dove va la Sardegna”. Così il vice capogruppo di FI Marco Tedde commenta l’arrivo di Renzi in Sardegna. “Pur con tutti i limiti di analisi che derivano dal fatto che il documento non è stato ancora reso pubblico, -evidenzia Tedde- è assodato che i fondi aggiuntivi, per ora solo promessi, sono pari a circa 1 miliardo e mezzo e non ai 2,6 miliardi di cui parla l’operazione di marketing. Il resto sono risorse ordinarie che debbono arrivare da tanto, troppo tempo. Questi i dati numerici crudi. Ma se è vero che gli svantaggi derivanti dall’insularità costano ai sardi ben 600 milioni all’anno, siamo molto lontani dalla soluzione dei problemi. Il vero dramma per la Sardegna –denuncia l’ex sindaco di Alghero- è l’isolamento che deriva dall’essere isola scarsamente collegata con la terraferma. E con trenta milioni all’anno per quattro anni da investire sulla continuità territoriale aerea c’è ben poco da stare allegri. Anzi, tutt’altro”.

“Il problema dell’insularità non viene nemmeno scalfito e in quattro anni produrrà danni per 2,4 miliardi di euro. A cui vanno aggiunti i circa 3 miliardi all’anno, 12 in 4 anni, di costi della sanità che in forza dell’accordo Soru-Prodi del 2006 vengono accollati ai sardi. A questi danni –prosegue Tedde- vanno sommati quelli pari a centinaia di milioni di euro provocati dall’incapacità dimostrata da Pigliaru e Deiana nel mettere in campo politiche di incentivi ai vettori low cost. Insomma, c’è ben poco da gioire. Credo che l’analisi posta da Pigliaru alla base delle richieste formulate a Renzi –sottolinea il consigliere regionale algherese- sconti i limiti di una decisione assunta in algida solitudine. Lasciando ai margini il Consiglio regionale che avrebbe potuto arricchire i contenuti di un patto asfittico, privo di spina dorsale e di un disegno organico. Bene avrebbe fatto Pigliaru –chiude Tedde- a puntare con più determinazione ad ottenere risorse annuali sufficienti a creare una continuità territoriale aerea vera. Che abbatta i costi del traffico passeggeri e delle merci. Che renda la Sardegna un’appendice dell’Italia e non un corpo estraneo. Così non è stato. Aspettiamo la prossima puntata di un film già visto”.

Nella foto Marco Tedde

S.I.

Bruno chiude Secal. Una sciagura

ALGHERO – Addio alla Secal. Dopo la definizione di un nuova veste, lontana anni luce dall’idea iniziale ovvero quella di rafforzare il sistema turistico in connessione con eventi e tessuto culturale, della Meta e l’imminente scioglimento dell’In-House, anche la società di riscossione entrata nel mirino dell’amministrazione Bruno finisce la sua storia Per la verità ieri in Consiglio non è andato tutto liscio, anzi. Addirittura ad un certo punto dalla Sala Rossa non sono passate inosservate delle voci sostenute che hanno palesato un forte diverbio interno alla maggioranza e in particolare pare l’assessore Usai che, dopo la serie di critiche delle opposizioni che hanno ricordato a Giunta e maggioranza di “chiarirsi le idee prima di arrivare in aula e fa.re brutte figure”, avrebbe chiesto un momento di pausa per “fare ordine” sull’azione di sindaco e sostenitori in merito alla delibera in discussione. Leader dello Scudo Crociato probabilmente animato anche dalla raffica di critiche dei suoi colleghi alle Giunta Tedde rea di aver creato Secal, governi cittadini che vedevano protagonista indiscusso anche proprio l’Udc con anche in prima fila proprio Antonello Usai.

“Provvedimento illustrato in commissione e poi in aula da parte dell’assessore Tanchis in maniera tronfia e supponente, salvo poi essere stravolto dalla stessa maggioranza tanto da mutarne quasi il senso”, così ha tuonato Emiliano Piras. Ma di fatto il dna del documento o meglio della volontà persecutoria verso il sommerso da parte della maggioranza Udc più sinistra non è mutato e ciò è emerso in maniera plastica dalle parole di Moro. “Non voglio più sentire parlare di mancanza di decoro, erbacce, buche nelle strade e altro, quando c’è un livello di tasse non pagate ad Alghero così alte da grosse aziende a chi non paghe le multe”.

Ancora prima era stato il sindaco Bruno, però, a ribadire il concetto. “Ci sono importanti privati che devono al Comune anche 2milioni di euro, somme che non sono state chieste negli anni passati e non comprendiamo il perchè, ma è dovere morale nostro fare chiarezza e per le casse comunali recuperare questi soldi” e ancora “ci sono stati dei furbetti del quartierino e queste sono tasse non pagate nello specifico abbiamo esempi di Tari non versata”. Ma l’opposizione, nei suoi vari interventi, ha provato in ogni modo a far “ragionare” la maggioranza, ma ciò a poco è servito. Tanto che l’assessore Tanchis nel suo intervento di apertura ha chiaramente attaccato il presidente di Secal Salvatore Marino. “Dopo 9 anni che esiste la società ci ha detto che ancora il personale non era formato per effettuare la riscossione e che non c’erano i mezzi, ma invece io ho trovato sempre difficoltà nel reperire i dati senza considerare l’assurda richiesta di un parere esterno (quello di Zamboni ndr) per comprendere il giusto stato dei conti”. E proprio su questo parere è stato Michele Pais a ricordare che la delibera con cui si sopprime la Secal è basata su un parere interno, non vincolante e senza alcun numero di protocollo tanto da rendere “nullo il dispositivo”. Ma non solo, l’esponente di Forza Italia Alghero ha accusato in maniera diretta l’assessore Tanchis di “non conoscere niente rispetto al suo operato in particolare all’azione portata avanti sulle partecipate che, secondo le opposizioni, “nasconde altre motivazioni finalizzate ad un assurdo e verogonoso spoil-system che vede gli algheresi soccombere davanti a scelte non legate ai dati oggettivi”.

Infatti come spiegato da Roberto Ferrara dei 5 Stelle “l’assessore Tanchis sembra arrivato da Marte, mentre governa da 5 anni, prima con Lubrano e adesso con Bruno, dunque stessa maggioranza più Udc, e nonostante sia trascorso questo periodo, ancora ci parla di sistemare la Secal, ma cosa hanno fatto in questi anni, la società è del Comune non è un ente esterno, dunque il suo cattivo funzionamento è da accollare a chi governa oggi Alghero”. E poi Pirisi, capogruppo del Pd, ha evidenziato come cittadini o imprese poco conta, bisogna tutelare tutti gli algheresi che da tempo sono in difficoltà e i risultati si vedono con una città alla canna del gas. Durante il dibattito diversi esponenti di opposizione, in particolare Pais, si sono adoperati per provare a far cambiare idea ai rappresentanti di maggioranza, in particolare ad Alessandro Loi e Donatella Marino dell’Udc, ma il momento del voto, intorno all’una di notte, ha cristallizzato la scelta dell’amministrazione Bruno di voler chiudere la Secal e affidare la riscossione coattiva ad un ente esterno. Un’eventualità che fa rabbrividire gli algheresi che, vista la devastante crisi di questi anni, hanno, imprenditori, singoli cittadini, pensionati e famiglie, tanti debiti verso Sant’Anna.

Certamente, come anche evidenziato dai consiglieri di maggioranza, è giusto che “tutti paghino, per pagare tutti meno”, ma, come accaduto nel recente passato con provvedimenti regionali tipo il Ppr di Soru, forse prima di mettere a nudo una situazione già molto critica, era meglio creare o almeno accennare un nuovo modello di sviluppo. Mentre oggi Alghero, com’è evidente a tutti, attraversa la sua più profonda crisi di sempre eppure si stanno applicando politiche restrittive da boom economico. “Ci chiedete di fare politica, ma questa resterà la peggiore pagina della politica algherese”, chiosa Maria Grazia Salaris. Questo dopo che i 13 consiglieri di maggioranza, Udc più sinistra, dopo essersi consultati a lungo col segretario generale Canessa, che pareva l’ottavo assessore, hanno deciso la fine di Secal.

Nella foto il momento prima del voto con la consultazione di maggioranza, sindaco e assessori con Canessa

S.I.

Parere low-cost, schiaffi a Bruno

“Il sindaco di Alghero Mario Bruno ci ha comunicato che: Se l’operato della società di gestione dell’aeroporto genera un profitto, non c’è aiuto di Stato. Allo stesso modo, se la società si comporta come un operatore privato, anche in questo caso non c’è aiuto di Stato. In pratica, l’aiuto di Stato è legittimo se è finalizzato ad assecondare nuove dinamiche di mercato. Bene! dov’è la novità?” Cosi interviene il presidente della commissione Trasporti in consiglio regionale Antonio Solinas.

“Che la società aeroportuale possa fare queste cose con proprie risorse, date da utili di attività non aviation, non c’era bisogno che lo dicesse l’avvocato Stajano, esperto avvocato fallimentarista noto anche per le recenti disavventure con la Firema, lo diciamo in molti da molto tempo, persino l’Enac e il Ministero dei trasporti. Il tema è che la società di gestione di Alghero, anche per le violenze amministrative subite negli anni scorsi, con assunzioni inutili e clientelari, complicità politiche e sindacali, ritardi nella gestione delle risorse e abusi nella gestione come dimostrano le vicende legali, non ha queste risorse. Infatti le risorse vengono chieste alla Regione la quale le può dare solo per il funzionamento non per comprare traffico, come è stato fatto con la legge 10. Questo almeno dicono le norme europee e quelle italiane”.

“Almeno sino a quando non vengano smentite dalla commissione che scioglierà il nodo dell’infrazione che riguarda Alghero come Cagliari. Forse è stato chiesto anche come la Regione può dare queste risorse senza procedure di infrazione in essere, ovviamente con procedure di evidenza pubblica, ma questo nella conferenza stampa di oggi non è stato comunicato e dunque non è dato saperlo. Ora attendiamo ovviamente di leggere il parere dell’avvocato che, per la verità e per correttezza, sarebbe stato importante conoscere prima di fare una conferenza stampa, sia come Regione che come Consiglio nell’ambito della leale collaborazione istituzionale. Collaborazione che invece la Giunta e la maggioranza hanno sempre dimostrato di avere, non ricambiate.”

Nella foto il Consiglio Regionale

S.I.

Asl unica: Cagliari presa a schiaffi

CAGLIARI – «La sede della Asl unica a Sassari, il patto per la Sardegna che viene firmato a Sassari. Adesso abbiamo la certezza: la Giunta Pigliaru e il centrosinistra odiano Cagliari e i cagliaritani». Lo dicono la coordinatrice cittadina di Cagliari dei Riformatori, Noemi Migliavacca, e le due componenti dello staff della segreteria regionale dei Riformatori, Lucia Tidu e Carla Poddana.

«Questa Giunta regionale – dicono le esponenti dei Riformatori – anziché unire il popolo sardo fomenta le divisioni e i campanili: è stato squallido vedere in Consiglio regionale le tifoserie dei territori l’uno contro l’altro.C’è poco da considerare vittoria una sede piuttosto che un’altra. Piuttosto bisognerebbe ragionare in termini di funzionalità. Bisognerebbe esultare se in Sardegna raggiungessimo un’organizzazione del servizio che porta realmente a una razionalizzazione delle spese, a una riforma non raccontata ma spiegata nei territori ai comuni cittadini rassicurandoli sulla qualità dei servizi, Questa sarebbe una vera vittoria».

Nella foto il coordinamento regionale dei Riformatori

S.I.

Tributi: assoluzione per Secal

ALGHERO – “La Secal negli ultimi due anni, ancorchè determinata nell’intraprendere concretamente l’attività di riscossione coattiva, non è stata posta nelle condizioni di poter porre in essere le necessarie iniziative”. Queste le parole contenute nella relazione del tecnico dott. Nicola Zamboni, incaricato dal presidente della società Salvatore Marino al fine di fare luce sul lavoro dell’organismo che si occupa di tributi creato dall’amministrazione Tedde. [Nota Presidente Secal SpA su parere dott. Zamboni].

Relazione che non doveva essere diffusa e che invece, come asserisce lo stesso Marino, l’amministrazione Bruno ha utilizzato per costruire il castello delle motivazioni per sopprimere la stessa Secal e soprattutto per realizzare la delibera che oggi giunge in Consiglio con la quale la maggioranza, o meglio parte di essa, vorrebbe sopprimerla. Senza considerare che i dati utilizzati per definire il dispositivo sono sbagliati e ci sono errori macroscopici. Ma il presidente non ci sta e, come da virgolettato riportato, emerge un parere che assolve totalmente i vertici e l’operato dell’azienda. Mentre il dito viene puntato sui governi cittadini che si sono succediti che non hanno dato i mezzi idonei per poter operare. Per questo appare sempre più oscuro il motivo della volontà dell’attuale giunta e in particolare dell’assessore Tanchis di chiuderla se non, come “mormorato” dalle opposizioni, per cancellare “una furia iconoclasta di cancellare ogni cosa appartenga alle passate amministrazioni”.

Al netto di questo discorso. Questo pomeriggio la maggioranza formata da Udc più sinistra deciderà se e cosa farne della Secal. Intanto a quanto parrebbe dalle parole emerse in commissione dall’assessore Tanchis i lavoratori andrebbero in mobilità ciò significa che se la nuova eventuale società di riscossioni non li ingloba nel proprio organico potrebbe finire sulla strada. Ma questa è ancora un possibilità apparentemente remota visto che voci dell’ultim’ora danno probabile per un maggioranza divisa sulla delibera che a quel punto potrebbe stoppata e fatta ritornare a Sant’Anna.

Nella foto Salvatore Marino

S.I.