Attività chirurgica: allarme chiusura

ALGHERO – “Dai primi dicembre all’Ospedale Civile di Alghero potrebbero essere banditi gli interventi in elezione e garantendo solo ed esclusivamente le urgenze . Questo perché da Dicembre andranno in ferie prepensionamento due anestesisti e se non interverranno assunzioni nei prossimi giorni da parte dell’Asl di Sassari, il destino di Chirurgia, Otorino, Urologia e Ostetricia potrebbe essere quello di un lento e progressivo declino”. Questa l’opportuna segnalazione e nuovo grave problema della sanità locale evidenziato dai consiglieri comunali di opposizione Alessandro Nasone e Monica Pulina.

“La situazione è precipitata in quanto gli anestesisti in organico al civile, anche se parrebbero di un numero sufficiente hanno delle restrizioni dovuti a diritti legge e dovute al medico competente; questo impedisce che l’organico di anestesia possa garantire la copertura dei turni normali e garantire così gli interventi in elezione e l’emergenza intraospedaliera. La stessa situazione la troviamo in Chirurgia Generale dove di 8 Chirurghi, gli idonei al 100% all’attività sono solo 4, i quali hanno la responsabilità anche di garantire i turni h24 e le reperibilità; una situazione insostenibile che impedisce al reparto di garantire le liste d’attesa e la programmazione dell’attività quotidiana”.

“Situazione analoga nel reparto di Otorino; a causa della mancanza di anestesisti infatti gli interventi chirurgici sono diminuiti , impedendo ad un reparto efficiente di continuare a rispondere alle richieste della popolazione, non soltanto algherese. Nella Primavera scorsa l’ospedale civile è stato interessato dal riavvio di molti importanti interventi strutturali , quali il completamento del reparto di medicina, di ostetricia , degli androni e della terapia intensiva. Ora si sta intervenendo per completare il reparto di chirurgia chiuso da anni e per dotare la citta di Alghero di un nuovo ambulatorio di endoscopia. Tutte opere importanti che erano il corollario per evitare che Alghero e i suoi ospedali fossero declassati ad ospedale di Base anziché di 1 livello come dovrebbe essere grazie alle specialità e alle strutture che in esso insistono. Una rivendicazione che ha portato la V Commissione Sanità del Comune ad stringere accordi con i comuni della Provincia per poter difendere la Sanità del nostro territorio dalla mannaia dell’assessorato e dal suo progetto di riforma della rete ospedaliera. La lotta Politica dei mesi scorsi ha condotto la Commissione Sanità a Cagliari, consentendo di raggiungere accordi con la commissione sanità regionale e i consiglieri regionali per una modifica del testo della riforma della Rete Ospedaliera direttamente in Consiglio , con il passaggio degli Ospedali di Alghero-Ozieri da presidio di Base a presidio di Primo Livello”.

“L’art.32 della Costituzione parla del diritto alla salute tutelando i cittadini comprendendo gli aspetti di cui non si può in nessun caso essere privati. La corte costituzionale nelle sentenze n°309/1999, n°252/2001 , n°354/2008 stabiliscono che le esigenze di finanza pubblica non possono assumere un peso talmente preponderante da comprimere il diritto alla salute; L’esigenza di risanare i Bilanci da parte della Regione non ha lasciato spazio alla protezione del Cittadino e al suo diritto alla salute ed in questo caso un blocco dell’attività operatoria ad Alghero a causa della mancanza di anestesisti e chirurghi è violare il diritto costituzionale alla salute dei Cittadini Algheresi”.

“La nostra speranza è che tutto ciò che sta avvenendo in queste ultime settimane all’interno del nostro Ospedale non venga sottovalutato dal nuovo Presidente della V Commissione Mario Nonne il quale ha il dovere di continuare il lavoro svolto dalla scorsa commissione e dai consiglieri comunali. Nelle Prossime settimane il Consiglio Regionale dovrà riprendere l’analisi della Rete Ospedaliera e della Rete Territoriale; il destino della sanità algherese si giocherà tutta in quelle sedute e sarebbe molto utile che ci si attivi con una costante pressione politica. In Conclusione chiediamo al Presidente Nonne e al Sindaco Bruno un loro pronto intervento presso il nuovo Direttore Generale Moirano per evitare che Alghero subisca un ulteriore depauperamento di risorse Infermieristiche e mediche. Un Intervento urgente perché se nei prossimi giorni non intervengo atti per salvaguardare l’organico di anestesia altrimenti potremo assistere al blocco della normale attività chirurgica dell’ospedale a totale danno dei nostri concittadini”.

Nella foto il consigliere comunale Nasone

S.I.

“Giornalino-vigliaccata da bloccare”

ALGHERO – “Scrivo per segnalarvi una notizia che merita una certa attenzione. La riunione dei capogruppo ha fissato le date dei prossimi consigli comunali, saranno tre a partire dalla prossima settimana. Il punto numero 8 dell’ordine del giorno sarà: discussione e approvazione sulla creazione e diffusione del cosidetto giornalino”. E’ il dirigente del Partito Democratico di Alghero Franco Santoro a ritornare su una delle tante questioni che vedono l’amministrazione Bruno sotto attacco. E in questo caso il malcontento è diffuso non solo tra le opposizioni, ma tra la gente e anche tra gli operatori dell’informazione.

Santoro ricordo che il “costo fissato da delibera di giunta sarebbe “cinquantamila euro”” e per continua “per me è facile ricamarci sopra tra il serio e faceto un abito ironico, ma la gravità di questo passaggio da parte di un sindaco che sembra continuare a usare il danaro della città per continuare a promuovere solo unicamente se stesso è uno schiaffo di una tale volgarità sociale, che lascia senza fiato. Come non indignarsi, sollevando un deciso e autorevole, fatto da parole e azioni che non scadano nella facile trivialità che lui userebbe a suo favore essendo composto il suo essere di gomma, no collettivo che blocchi questa ennesima pagina nera di una maggioranza che soppravvive unicamente a se stessa. Come questi 12 consiglieri possono votare insieme al sindaco una vigliaccata di questa portata. Dove è finita l’autonomia critica dei consiglieri, che possono bloccare con un deciso no questo sconcio”.

“Chiudo facendo notare un passaggio, lui afferma che parte dei costi sarà coperta da sponsor, chi sono questi che immettono fondi privati all’interno di un progetto di pubblica informazione, quanto può questo finanziare alterare il corretto modo di informare? Troppe ombre tanto danaro che alla fine quanto dà alla città in sviluppo e crescita economica. Altro che culto della personalità, se avesse una personalità, ma qui pare di intravedere squallide e costose operette di infimi teatrini che riportano alla memoria il Nerone recitato dal grande Petrolini”.

Nella foto i dirigenti del Pd Alma Cardi, Mimmo Pirisi (anche capogruppo consigliare) e Franco Santoro

S.I.

Atti negati, Wheeler sotto accusa

PORTO TORRES – “La nota dell’Assessorato agli Enti Locali della Regione Sardegna del 18/11/2016, che richiama il Sindaco e la Presidenza del Consiglio Comunale al rispetto dei diritti di un Consigliere Comunale, è l’ennesima riprova dei tentativi di calpestare la dignità del Consiglio Comunale, perpetrati da Sindaco e dal Presidente dell’assemblea civica”. Cosi dal Psd’Az di Porto Torres riguardo l’ennesimo episodio che vede l’amministrazione protagonista in negativo e con anche una reprimenda da parte della Regione.

“La missiva è stata inviata a seguito della mancata risposta ad una richiesta di accesso agli atti formulata dal Consigliere del PSd’Az Davide Tellini, riguardante i lavori dell’antimurale di ponente. Il Partito Sardo d’Azione denuncia fortemente la “deriva anarchica” intrapresa dall’amministrazione Wheeler nel condurre l’attività amministrativa, che li sta portando ad eludere sistematicamente norme, regole e prassi consolidate che disciplinano ruoli e comportamenti dei singoli Consiglieri, dell’ufficio di Presidenza e dell’Amministrazione nella sua interezza”.

“Al rispetto del ruolo di una istituzione, quale è il Consiglio Comunale, si preferiscono anteporre gli annunci mediatici su “bandi farsa” per la ricerca di assessori, i video messaggi ridicoli del primo cittadino e la gestione “muscolare” dei lavori dell’assemblea, il tutto condito di un dannoso, quanto inefficace, populismo sfrenato. Ne è la dimostrazione l’ultima decisione sul “question time del cittadino”, strumento che certifica inequivocabilmente la disconoscenza, da parte della maggioranza pentastellata allargata, dell’organo di rappresentanza democratica di una comunità”.

“Se tutto ciò è congeniale a chi interpreta il ruolo civico da perfetto yes-man, il PSd’Az, viceversa, condanna questi metodi autarchici, che cercano inutilmente di mettere il bavaglio a chi crede di svolgere a pieno titolo il compito che i propri elettori gli hanno affidato. Capiamo perfettamente che le richieste di accesso agli atti possano creare disagio a chi amministra il bene pubblico come se fosse la propria azienda privata, ma fintanto che chi governa la città si ostinerà a nascondere atti di dominio pubblico, i nostri Consiglieri Comunali continueranno ad utilizzare questo strumento che la legge le mette a disposizione, Sindaco e Presidente se ne facciano una ragione”.

Nella foto la Giunta Wheeler di Porto Torres

S.I.

Richiesta atti

Rebus sinistra: nomi e frizioni

ALGHERO – Su Algheronews la notizia è già stata pubblicata oltre 10 giorni fa [Leggi], a seguire sono emerse ulteriori conferme: Natacha Lampis, perchè sfiduciata, potrebbe lasciare la Giunta Comunale. Questo il nuovo problema “politico” in seno all’amministrazione di Bruno che già deve affrontare, quasi quotidianamente, una serie di “casi” come mai accaduto in passato e questo spesso per lacune e inadeguatezze riferibili all’attuale compagine governativa.

Tra i tanti, forse uno dei “casi” che maggiormente ha causato polemiche e problemi reali al tessuto sociale cittadino, senza considerare le denunce e i ricorsi, che in molte occasioni vedono il Comune sconfitto, è quello legato al regolamento dei Suoli Pubblici. Atto prodotto e voluto proprio dalla Lampis e dalla porzione “politica” che lei rappresenta dentro l’alleanza bruniana ovvero gli ex-Alghero Migliore poi oggi passati coi Rossomori. Area che sta anche condizionando in maniera decisa la linea della Giunta ad esempio sui mancati interventi alberghieri a Maria Pia (l’opposto di quello che ha detto l’assessore Usai), su quella che era la movida (vista esclusivamente come produttrice di rumore e caos), sull’utilizzo dell’ex-caserma di via Simon (da distretto della creatività con anche struttura ricettiva a pseudo casa delle associazioni) e poi ancora sui rapporti con l’agro, gli immobili gestiti da Architettura, l’eventuale (e oramai utopico) Puc, l’indispensabile Pul (senza il quale gli stabilmenti algheresi potranno aprire sono 90 giorni) e tanto altro.

Insomma un’area “politica” (ex-parte di un movimento civico), considerata molto esigua (alla luce pure delle tantissime defezioni), anche in termini di voti, confluendo nell’aggregazione di Sinistra Civica, ha indicato uno degli assessori più importanti. E questo, ovviamente, anche per un precedente assenso dell’unico consigliere presente in aula: Giampietro Moro. Quest’ultimo, però, come anticipato da Algheronews, pare non nasconda più l’insofferenza per una gestione assessoriale che, oggettivamente, è (stata) tra le più criticate e difficoltose in questi mesi. Per un esponente, ancora tutto sommato giovane, questo non può che rappresentare una “palla al piede” in vista anche del futuro percorso politico.

Per questo, e anche sicuramente per accordi pre-elettorali, Moro ha avanzato l’idea di cambiare. Ieri sera c’è stato un incontro tra le varie “anime” dell’aggregazione: gli ex-comunisti italiani, Sardinya Libertat e proprio i promotori della Lampis (ex-Migliori oggi in parte Rossomori. Questi ultimi si sono presentati in forze quasi a palesare una prova di forza in difesa della propria assessora. In considerazione del fatto che la legge, salvo un rimpasto generale da parte di Bruno, indica che quella casella debba essere occupata da una donna, pare sia stato fatto il nome di Gianfranca Pirisi (già con Alghero Migliore). Non è chiaro come sia stata accolta tale proposta, ma è risaputo che si stia cercando un nome (anche in aree che vanno oltre la maggioranza) che possa gestire al meglio dei settori fondamentali quali sono Commercio, Sviluppo Economico, Attività Produttive, Borgate e altro. Non trovandone uno condivisibile è possibile che Moro accetti (forse controvoglia) quello avanzato dai compagni di lista.

Nelle prossime ore dovrà essere presa una decisione che in ultima analisi, come sempre in questi casi, dovrà essere vagliata e accettata dal sindaco. Ma, al netto della sintesi che verrà trovata o del cambiamento in seno all’assessorato, questo (nuovo) problema manifesta le ulteriori crepe che sono presenti nella compagine governativa che, dicono i bene informati, a breve vedrà crearsene altre. Del resto le gravi lacune amministrative stanno dando vita ad un diffuso malcontento che giorno dopo giorno si sta sempre più riverberando sui rappresentanti consigliari di maggioranza e anche sugli assessori.

Nella foto un incontro in campagna elettorale di Sinistra Civica col sindaco

S.I.

Alghero: comitati uniti per il No

ALGHERO – Sabato 19 novembre alle ore 10, nella sala riunioni del Quartier in Largo San Francesco, i Comitati “Alghero dice No” e il locale “Comitato per il No”, che aderisce all’omonimo Comitato nazionale, hanno organizzato un incontro pubblico per illustrare le ragioni del NO al prossimo referendum costituzionale del 4 dicembre. L’iniziativa si pone l’obiettivo, di informare gli indecisi sui contenuti della riforma costituzionale voluta dal Governo Renzi. Un’occasione importante anche per chi, pur essendo orientato a votare in maniera diversa o astenersi, volesse approfondire le ragioni del “No” ma anche per coloro che volessero ulteriormente rafforzare la propria determinazione a votare “No”.

I relatori entreranno nel merito dei temi più controversi della riforma, chiarendone i vari aspetti, senza fare ricorso a slogan, luoghi comuni o frasi fatte. I lavori saranno moderati da Stefano Idili, giornalista direttore di Algheronews. I relatori che si succederanno negli interventi sono l’avv.to prof. Mario Tocci, il consigliere regionale Marco Tedde, Stefano Lubrano e il consigliere comunale Michele Pais; trarrà le conclusioni Marco Di Gangi. Parteciperanno Andrea Delogu, Mario Conoci e i consiglieri comunali Maurizio Pirisi, Nunzio Camerada, Maria Grazia Salaris, Monica Pulina e Alessandro Nasone.

Nella foto il Comitato per il No “Alghero dice No”

P.S.

“Votare No per sfratto a Bruno”

ALGHERO – “E’ chiaro ed evidente, vista la sua palese scelta di campo, che il voto referendario con l’auspicata vittoria del No sarà anche un avviso di sfratto per il sindaco Bruno“. Ad una domanda giunta dai sostenitori, questa è la risposta che è giunta dal tavolo di Forza Italia in cui erano presenti i consiglieri comunali e il rappresentante regionale Marco Tedde. Ciò durante l’incontro di lunedi che, al netto di definire gli aspetti organizzativi dei comitati del No, ha confermato quello che è un effetto palese della consultazione referendaria.

Del resto il voto del 4 dicembre non potrà non avere anche dei risvolti politici. Nazionali, sicuramente, ma anche regionali e locali. A Roma, qualsiasi sia il risultato, il Partito Democratico subirà sicuramente uno “stop and go” che poi lo vedrà prendere nuova forma tra chi ammicca al centro e coloro che avversano Renzi e si riverseranno verso i lidi della sinistra. Riflessi che si stanno già vedendo anche in Sardegna dove i dem si stanno (ri)organizzando. E proprio domani a Cagliari, ad esempio, ci sarà il battesimo della corrente facente capo al Ministro Martina alla presenza, tra gli altri, dei leader maximi sardi Antonello Cabras e Giacomo Spissu.

Dall’altra parte Berlusconi (apparentemente) ha frenato Parisi, ma essendo un “volpone” ha fiutato che se non serra le fila potrebbe sfuggire la vittoria (che pare certa) nel referendum che invece, ovviamente, premia le posizioni radicalizzate e non i moderatismi. Ma a urne chiuse sono in molti a giurare che verrà subito creato un governo di scopo, col supporto anche della nuova realtà di Prisi, si cambia la legge elettorale e si va al voto anticipato con la nascita di una nuove aggregazioni in linea col ritorno (quasi certo) del proporzionale.

Un ritorno al passato utile ad arginare i 5 Stelle (loro stessi ancora poco convinti di poter prendersi l’Italia), ma soprattutto a riportare un legame maggiore coi territori e con le forze politiche. La prima ipotesi, dicono i bene informati, vede il paradosso che lo stesso Grillo sarebbe conscio dell’impossibilità di poter, ora come ora, governare l’Italia. Mentre nel secondo caso è chiaro che si andrebbero a fare delle “grosse coalizioni” stile Prima Repubblica e, più di recente, come nella Germania della Merkel. Sono tutti conosci che il maggioritario, del resto, non è la formula ideale per il frammentato panorama politico nazionale.

Ma ritornando all’inizio, i forzisti algheresi chiedono un voto contrario al referendum non solo per i risvolti oltre le mura, ma perchè sarebbe anche un (ulteriore) segnale all’amministrazione Bruno e nello specifico al Primo Cittadino che, anche di recente sabato scorso in un incontro, ha manifestato il suo appoggio al “Si” alla presenza anche del suo primo mentore Renato Soru, e ieri durante la convention di Renzi a Sassari, non nasconde il suo voto affermativo che per alcuni è finalizzato, anche, a prenotare un eventuale posto per Roma, vicende cagliaritante e algheresi permettendo.

Nella foto l’ultimo incontro di Forza Italia con comitati per i No e altri gruppi di lavoro

S.I.

“Si per il bene dei nostri figli”

SASSARI – Con quasi una mezz’ora di ritardo, chiedendo subito scusa al pubblico, è salito sul palco del Teatro Verdi di Sassari, il presidente del Consiglio, Matteo Renzi. Salutando le persone accorse, che hanno riempito la struttura di via Politeama, ha esordito ricordando l’importanza del centro turritano a livello politico che ha sempre fornito un importante contributo anche a livello nazionale.

Poi è passato al tema dell’incontro: il referendum. Ovviamente sostenendo e spiegando le motivazioni del si. Tra le tante i progetti realizzati e portati a termine dal governo e la spinta verso il cambiamento che viene proposta dalla compagine renziana.

E poi solito passaggio sulla necessità di sbloccare gli investimenti e tra questi anche dare impulso alle infrastrutture esistenti. Tra queste ha nominato l’aeroporto di Alghero “che deve rappresentare il rilancio dello sviluppo del territorio in sinergia con altri sistemi come quello portuale, della nautica”. Evidenziate poi le positività del voto non contrario al referendum tra tagli dei costi, rinnovamento e sopratutto volontà del cambiamento anche nella definizione dei nuovi ruoli istituzionali.

Inoltre, “basta vedere la fotografia di quelli che sono per il no, da Berlusconi e Travaglio, dai comunisti a Forza Nuova, insomma un quadro veramente grottesco” e poi “fa ridere che proprio Berlusconi dica di avere paura dell’uomo dolo al comando, lui? Che con D’Alema voleva far passare una riforma quella si autoritaria”. Per chiudere “vogliono bocciare la riforma solo per ritornare al potere, niente altro”.

E ancora attacco ai 5 Stelle: “Sono i primi che non vogliono lasciare il posto in parlamento e poi non consentiamo che facciano demagogia dicendo che in Italia si rischia di finire come nella dittatura di Pinochet in Cile, questa è una vergogna per un paese che ha combattuto contro il nazifascismo”. Ma Renzi ricorda “che cosa possiamo aspettarci da chi è nato con il vaffaday”.

In chiusura la politica estera. “Ha vinto Trump e non la Lega, come fa sembrare Salvini, però io resto orgoglioso di avere condiviso un tratto di strada con Obama che per me resta un grandissimo”. A suggello ancora il referendum. “Se vogliamo che niente cambi, basta votare no, ma invece abbiamo una grande occasione per tagliare col passato e mutare il Paese e la Sardegna non può non accogliere questa proposta e votare si visto anche le grandi sfide che attendono l’Italia, votare no è fare un dispetto non a me, ma si nostri figli”.

Nella foto Renzi a Sassari

S.I.

Votare subito il Reddito Sociale

ALGHERO – E’ il gruppo consigliare di Forza Italia Alghero a fare una proposta che non può essere sottovalutata e dovrebbe essere fatta propria dalla Regione previa indicazione urgente del Consiglio Comunale del centro catalano. Michele Pais, Nunzio Camerada e Maurizio Pirici chiedono che venga istituito il “Reddito di inclusione sociale”. Una proposta che servirebbe ad arginare il rischio povertà di una larga fetta della società sarda che già si trova in grave difficoltà. Ciò si lega a doppio filo a quella che è la condizioni di tanti comuni, in primis Alghero, dove la disoccupazione è oramai alle stelle.

“Intraprendere ogni azione nei confronti della Giunta Regionale che ritenga utile e necessaria al fine di scongiurare che i principi e le finalità che con la legge che introduce in Sardegna il reddito d’inclusione sociale si riducano a mere enunciazioni d’intenti a fronte di una situazione che per stessa ammissione degli estensori e promotori della legge è grave ed allarmante”, questo chiedono gli esponenti di centrodestra attraverso una mozione (qui di seguito pubblicata integralmente) che sarà discussa in via Columbano non appena lo deciderà l’amministrazione Bruno.

I sottoscritti Consiglieri comunali chiedono che venga inserito nell’ordine del giorno del primo Consiglio comunale utile la discussione della sottoestesa mozione.

premesso che con legge regionale n. 18 del 2 agosto 2016 è stato istituito il reddito di inclusione sociale (REIS) quale misura specifica di contrasto all’esclusione sociale e alla povertà ed è stato contestualmente istituito il Fondo regionale per il reddito di inclusione sociale nel quale confluiscono le risorse necessari all’erogazione del suddetto reddito;

premesso, altresì, che l’articolo 14 della predetta legge regionale prevede che entro sessanta giorni dalla sua entrata in vigore la Giunta con propria deliberazione definisce le linee guida concernente i criteri e le modalità di ripartizione degli stanziamenti, nonché l’ammontare minimo e massimo dell’erogazione del sussidio economico ed altre misure necessarie all’attuazione delle legge;

rilevato che ad oggi, a più di sessanta giorni dalla scadenza del termine previsto dall’articolo 14 della legge regionale n. 18 del 2 agosto 2016, la Giunta Regionale non ha ancora provveduto ad adottare la suddetta deliberazione redendo impossibile l’attuazione delle misure relative al reddito d’inclusione sociale ed il perseguimento delle finalità prefissate dal legislatore regionale;

rilevato, altresì, che le risorse stanziate al fondo per il 2016 ammontano a poco più di 33.000.000 di euro e che non sarà possibile assegnarle se prima della fine del corrente anno, alla quale mancano appena due mesi, la Giunta non procederà all’emanazione della suddetta deliberazione attuativa col risultato che i sardi che ne avrebbero diritto dovranno rinunciare per il 2016 ad una fondamentale forma di sostentamento;

osservato che la legge regionale che introduce in Sardegna il reddito d’inclusione sociale è stata proposta ed approvata per garantire il “diritto fondamentale della persona umana a risorse e prestazioni sufficienti per vivere conformemente alla dignità umana” sulla scorta di un quadro giudicato dal legislatore regionale “grave ed allarmante” in una regione nella quale “esistono 147 mila famiglie in stato di povertà, oltre il 20 per cento di quelle residenti nell’isola, cioè più di 400 mila individui” mentre “la media nazionale si attesta al 17,7 per cento”;

osservato, altresì, che con l’approvazione della legge regionale n. 18 del 2 agosto 2016 l’Amministrazione Regionale ha ribadito che “La grande sfida per il futuro è di abbattere la povertà e le forme di precariato che stanno disgregando ed annientando la società sarda e creare condizioni di sussistenza di base per il diritto alla felicità di tutti/e”.

dato atto delle aspettative e delle speranze ingenerate nell’opinione pubblica e presso numerose famiglie sarde dalla notizia che ha avuto ampia diffusione mediatica dell’erogazione di un reddito di cittadinanza;

dato atto, altresì, dell’elevato numero di sardi e della gravità della situazione nella quale versa il 20% della popolazione sarda per stessa ammissione degli estensori e promotori della legge che introduce in Sardegna il reddito d’inclusione sociale;
tutto ciò premesso
tutto ciò premesso il Consiglio comunale impegna Sindaco affinchè intervenga nei confronti del Presidente della Regione e della Giunta Regionale perché provvedano all’adozione della deliberazione della Giunta Regionale con la quale, ai sensi dell’articolo 14 della legge regionale n. 18 del 2 agosto 2016, entro sessanta giorni dall’entrata in vigore della suddetta legge dovevano essere definite le linee guida concernente i criteri e le modalità di ripartizione degli stanziamenti nonché l’ammontare minimo e massimo dell’erogazione del sussidio economico ed altre misure necessarie all’attuazione delle legge;
Intraprendere ogni azione nei confronti della Giunta Regionale che ritenga utile e necessaria al fine di scongiurare che i principi e le finalità che con la legge che introduce in Sardegna il reddito d’inclusione sociale si riducano a mere enunciazioni d’intenti a fronte di una situazione che per stessa ammissione degli estensori e promotori della legge è grave ed allarmante.

Michele Pais
F.to Maurizio Pirisi
F.to Nunzio Camerada

Nella foto i consiglieri di Forza Italia Alghero

S.I.

Le energie di Parisi a Sassari

SASSARI – “È possibile fare emergere le straordinarie energie dell’area popolare e liberale? Certo che sì!” Ne è convinto Stefano Parisi, ex Direttore Generale di Confindustria e Amministratore delegato di Fast Web, che nel suo road show sbarca a Sassari. “La strada alla quale stiamo lavorando è quella di una comunità politica che si allarga ogni giorno di più, liberale, popolare, riformista, radicale e concreta nel proporre soluzioni” -è quanto dichiara nell’intervista di ieri, al Corriere della Sera, Stefano Parisi, in cui esce allo scoperto sul suo progetto poltico.

Le Energie per L’Italia di Parisi ora arrivano anche in Sardegna per raccogliere le migliori forze dell’isola e farle diventare motore di soluzioni concrete. Il 26 novembre a Sassari la conferenza programmatica Energie per la Sardegna sarà l’occasione per mettere sul tavolo le ragioni dei rappresentanti del mondo economico, accademico, sociale e sanitario con un contributo di idee per ridare energia alla Sardegna e confrontarsi con Stefano Parisi, promotore dell’incontro. “La rigenerazione politica richiede di aprirsi a nuovi contributi, senza paura. – dice Marco di Gangi a nome delle associazioni che organizzano l’evento – Noi siamo pronti a farlo, la conferenza programmatica sarà l’occasione per mettere insieme nuove idee ed energie per riaccendere la Sardegna e l’Italia”.

Nella foto Stefano Parisi

S.I.

Renzi-Pigliaru: pacco per i sardi

CAGLIARI – «Ma quale patto per Cagliari: per l’ennesima volta Renzi e i suoi accoliti tentano di prendere in giro i sardi con mirabolanti promesse e progetti fantastici: peccato che, esattamente come per il patto per la Sardegna, ci troviamo di fronte alle solite bugie, a soldi che Cagliari e la Sardegna doveva già avere da tempo. Insomma, questo non è un patto ma solo un altro grande pacco». Lo dice il coordinatore regionale dei Riformatori sardi, Pietrino Fois.

«L’unico vero patto possibile che Renzi può fare con i cagliaritani e con tutti i sardi – dice Fois – è andarsene velocemente a casa. E se ci fa il dono di portarsi con sé anche questa disastrata Giunta regionale di centrosinistra allora sì che la Sardegna gliene sarà grata. La verità è che Renzi e Pigliaru sono le due facce della stessa medaglia. E a testimoniarlo ci sono i dati: famiglie sempre più povere, trasporti che sono un disastro, la sanità sempre più allo sbando e il lavoro che continua a mancare».

Nella foto Pietrino Fois

S.I.