Niente Consigli. Fibrillazioni politiche

ALGHERO – Inizia, come aveva concluso, il percorso politico-amministrativo della compagine a sostegno di Bruno. Ieri si è svolta la commissione “Pari Opportunità”. Sul tavolo la definizione del regolamento medesimo in vista della creazione della “Rete delle donne”. L’opposizione, dopo aver preso atto che la definizione di tale documento era tutta appannaggio della maggioranza, ha deciso di abbondare i lavori. Il regolamento, con numeri insufficienti rispetto ad un coinvolgimento di tutte le forze consigliari, è stato approvato coi soli voti della maggioranza.

Intanto le minoranze sono molto critiche perchè visti i tanti e gravi problemi presenti ancora non sono state fissate le sedute del Consiglio Comunale e soprattutto si è partiti con un tema in commissione che, seppur importante, è lontano anni luce dagli enormi disagi che hanno caratterizzato il territorio in questi mesi. Ma questo atteggiamento sta trovando, a quanto pare, anche sponda in parte delle opposizioni che sembra abbiano anche loro alcuni problemi interni in particolare riguardo la il percorso da tenere nei prossimi mesi rispetto la Giunta Bruno che, oggettivamente, viene giudicato molto negativamente dalla popolazione.

Nello specifico in Forza Italia e 5 Stelle, partiti con una base ampia, e soprattutto il primo con un forte radicamento ad Alghero, sembrano esserci delle diverse vedute su come procedere e alcuni recenti episodi che hanno anche fatto capolino sui social palesano queste divergenze (fibrillazioni diffuse, come riportano i media, a livello nazionale). Differenze tra chi vorrebbe attuare un’opposizione intransigente, vista la bocciatura generale e anche il fatto, non da escludere, l’interruzione anticipata del mandato a seguito delle varie questioni (anche giudiziarie) in atto, e chi invece vorrebbe avere un atteggiamento più collaborativo e meno critico. Certamente, al netto delle analisi politiche e questioni elettorali e personali, ciò che parla è la realtà dei fatti sotto gli occhi di tutti, condizione da cui è difficile sfuggire.

Nella foto il Consiglio Comunale

S.I.

Referendum: Psd’Az per il NO

ALGHERO – Il referendum costituzionale non è un si o un no al governo in carica, questo è un aspetto relativo e di breve durata visto che tutti i governi passano, la riforma invece resterebbe e questo sarebbe un vero disastro. Per la Sardegna significa dire NO ad una riforma che la trasforma in una colonia d’oltremare nella quale “scaricare” tutti i problemi dello stato nazionale. Un attacco al principio di sovranità popolare è un attacco alla libertà. Così come la “clausola di supremazia”, tramite la quale il governo può imporre leggi dall’alto su ogni materia, è un attacco diretto alla Sardegna. Ovvero esistono motivi che riguardano proprio la Sardegna e i sardi per dire NO alla riforma costituzionale. Anche una “semplice” diminuzione della sovranità popolare insieme alla possibilità per il governo nazionale di imporre leggi dall’alto evitando ogni confronto con le autonomie locali, significa inevitabilmente una diminuzione della democrazia e, per noi sardi, della nostra già scarsa autonomia”. Così il Psd’Az di Alghero riguardo il referendum costituzionale per cui i Quattro Mori annunciano il loro voto contrario oltre che la costituzione di un comitato per il “No”.

“Il solo fatto che la riforma costituzionale sia portatrice di questi elementi, seppure mascherati con spruzzate di demagogia, conduce il Partito Sardo d’Azione di Alghero ad esprimere il suo convinto NO al referendum d’autunno. La Sardegna per crescere e svilupparsi, per vedere riconosciuti o meglio per appropriarsi dei suoi diritti sino ad ora negati, ha bisogno di più libertà e quindi di maggior autonomia, non del contrario. La riforma proposta dal governo Renzi va esattamente in questa direzione: accentra nelle mani di un governo lontano, che come vediamo da ormai tre
esecutivi a questa parte ( Monti, Letta, Renzi ) non è neppure l’espressione del voto popolare, poteri che devono stare in capo ai territori ed alle autonomie locali. Le parole magiche che dovrebbe giustificare questa riforma sono: governabilità e modernità. Per questa riforma la governabilità diventa più importante della sovranità popolare, perché “ce lo chiede l’Europa” e perché è “moderno” e quindi va fatta, e poco importa se vengono mortificati principi fondanti della nostra democrazia come la partecipazione, la sussidiarietà, l’autonomia. Quello che conta adesso è avere un parlamento debole ed un esecutivo forte che possa imporre senza troppe discussioni le
direttive che giungono dalle èlites finanziarie europee e nazionali. Ma invece come dicono illustri costituzionalisti : “Noi pensiamo che occorra “governo”, non governabilità, e che governo, in democrazia, presupponga idee e progetti politici capaci di suscitare consenso, partecipazione, sostegno. In assenza, la democrazia degenera in linguaggio demagogico, rassicurazioni vuote, altra faccia della rassegnazione, e dell’abulia: materia passiva, irresponsabile e facile alla manipolazione. Questa è la governabilità. A chi dice “governabilità” noi rispondiamo: partecipazione e governo democratico.”

“Allora dove sta per la Sardegna e per i sardi il vantaggio di dire sì a questa riforma? Certo non risiede nella finta eliminazione del Senato o nella finta riduzione delle spese della politica che sono solo specchietti per le allodole. Tantomeno risiede nella devoluzione al governo nazionale di quote enormi della nostra nostra autonomia e della nostra libertà. Ma il subdolo volto di questa riforma si rivela attraverso il suo disprezzo verso le autonomie locali nella così detta “clausola di supremazia” , ovvero nella possibilità del governo di proporre leggi ad un parlamento sotto il suo totale (verrebbe da dire totalitario) controllo, quando il governo stesso le giustifichi con la tutela della unità giuridica o economica della Repubblica o con la tutela di un non meglio precisato “interesse nazionale”, che più facilmente si configura come “interesse del governo e della maggioranza in carica”.

“Si potrà così decidere a Roma che è un “interesse nazionale” ubicare in Sardegna il sito per lo stoccaggio delle scorie nucleari, o individuare nuove servitù militari, o ancora che la Sardegna deve subire, per tutelare l’unita economica della Repubblica, nuove regole penalizzanti sulla materia delle tasse e delle entrate fiscali. Il tutto mascherato, appunto, da un superiore interesse nazionale e quindi di una conseguente inferiorità, stabilità dalla Costituzione, della Sardegna rispetto allo Stato. Il già debole principio di sussidiarietà viene in modo subdolo sostituito da quello di subalternità.. Non è allarmismo è semplicemente ciò che potrebbe essere deciso sulla testa dei sardi se passasse questa riforma. Se c’è un solo sardo che vuole anche solo correre il rischio di veder trasformata la Sardegna in una una vera e propria “colonia d’oltre mare” senza diritti e senza libertà può votare sì a questa riforma. Ci sono tanti altri motivi per contrastare questa riforma, ma quelli che abbiamo esposto sono i motivi per il NO della Sardegna, e sono i motivi che devono spingere a promuovere ad Alghero il “comitato sardo del NO”, un comitato che vada oltre sigle e appartenenze di partito e coinvolga semplicemente i cittadini sardi che vogliono bene alla Sardegna”.

Cda Sogeaal? Priorità sono altre

ALGHERO – Da fine luglio non si convoca il Consiglio. Primo lunedi di settembre, ieri, la prima commissione riguardo il regolamento delle “Pari Opportunità”. Nel frattempo sono accadute tutta una serie di accadimenti e soprattutto problemi che avrebbero già meritato la convocazione della massima assise cittadina che invece si trova in ferie (forzate), come se nulla fosse e che tutto girasse al meglio, come a Montecarlo, Monza o peggio Marte, ciò per decisione di chi oggi amministra che, secondo molti, pare sempre più essere lontano anni luce, riguardo la realtà e le numerose questioni irrisolte riguardanti Alghero.

A rompere gli indugi, su tale assurda situazione, è il consigliere di opposizione Alessandro Nasone che, ovviamente, non può non fare un passaggio sul tema fondamentale dell’aeroporto. Sono scettico sull’utilizzo dei soldi dei contribuenti per comprare quote dell’Aeroporto”, queste le parole di Nasone, diffuse anche tra la popolazione, e spiega “si utilizzino quei soldi per le Manutenzioni, per le ringhiere, per il Centro Residenziale Anziani , anche se sono pochi come dice il Sindaco”.

“Il Comune invece di pensare ad entrare in un Cda, dove conteremo poco o nulla, pensi a fare in modo che L’Assessorato al Turismo e Meta funzionino, faccia in modo che questo comune abbia al più presto un Piano di Marketing Turistico adeguato alle aspettative dei turisti, dei concittadini e delle imprese. Faccia in modo che le promesse fatte in due anni trovino una risposta definitiva. E sopratutto, Presidente Tedde, riprendiamo a convocare il Consiglio Comunale”

Nella foto il consigliere Nasone

S.I.

Scandalo sanità: Pigliaru a casa

CAGLIARI – “Basta con gli artifizi e i raggiri! Pigliaru e Arru ammettano che le risse all’interno della maggioranza impediscono la nomina dei Commissari ASL”. E’ il vice capogruppo di Forza Italia Marco Tedde che punta il dito contro Pigliaru che a bassa voce dichiara che il termine per la nomina dei nuovi Commissari non è ancora scaduto. “Non possono continuare a contrabbandare tesi dilatorie miserrime. Il quadro normativo è chiaro: il termine del 31 agosto per la nomina dei Commissari era ed è perentorio”.

“Lo statuiscono ben due leggi regionali. Questi stratagemmi sono poco seri e forieri di gravissime conseguenze per la sanità sarda -attacca Tedde- che già attraversa un momento molto difficile con un buco che si allarga ogni giorno di più. Oggi si corre il rischio che i Commissari il cui mandato è oramai scaduto adottino atti che possono essere annullati per incompetenza e violazione di legge. Con pesanti conseguenze sui procedimenti finalizzati all’acquisto di beni e servizi e non solo. E all’orizzonte si profila -sottolinea l’ex sindaco- anche l’intervento sostitutivo del Governo che persistendo l’atteggiamento pesantemente omissivo potrebbe nominare Commissari ad acta. L’ennesima brutta figura di Pigliaru e Arru”.

“E’ veramente uno scandalo che la sanità sarda venga paralizzata dalle risse di un centrosinistra che oramai ha dimostrato di avere nomine e poltrone come uniche attività previste dalla sua ragione sociale. Pigliaru e Arru non possono sottostare ai ricatti. Procedano alle nomine o levino il disturbo. La pensiamo come Soru, -chiude Tedde- quando dice che fare il Governatore non è semplice, ma se non si ha l’attitudine ed il coraggio delle scelte è meglio che Pigliaru vada a casa”.

Nella foto Marco Tedde

S.I.

Capelli a Pigliaru: rimpasto subito

CAGLIARI – “Rompo il silenzio. Nomina del DG dell’ASL Unica il nodo della discordia politica? No! Il problema è molto più ampio e serio. Questa giunta, questa politica, non soddisfa nel metodo e nel merito delle azioni portate avanti in questi due anni e mezzo le aspettative che la coalizione di centro sinistra si era posta:competenza, trasparenza, efficacia, determinazione, autorevolezza, rilancio della buona politica, dare un senso all’autonomia non solo statutaria ma anche politica rispetto a Roma che ha ben altri interessi e priorità delle nostre.
Tutto questo è stato disatteso e reso ancor più evidente nella procedura di scelta del DG dell’ASLunica, cioè di quella figura che sarà chiamata a gestire una rivoluzione, ( ad avviso del Centro Democratico Sardegna già, di per se, impostata maldestramente nella legge istitutiva!), e oltre il 40% del bilancio regionale”. Cosi il deputato di Centro Democratico Roberto Cappelli che, rompe gli indugi, è chiaramente chiede che il Presidente Pigliaru cambi subito passo. Del resto a brevissimo dovrebbe palesarsi l’agognato rimpasto che, però com’è noto, si intreccia oltre che con il braccio di ferro tra le varie forze in campo anche con l’inchiesta sui fondi ai gruppi che, anch’essa, vedrà entro pochi giorni, secondo indiscrezioni, la definizione dei rinvii a giudizio per gli indagati. Ma, nel frattempo, Cappelli schiaccia l’acceleratore.

“Si dirà: solita guerra di poltrone. Mai luogo comune è stato tanto inappropriato. Io penso che la politica abbia il dovere, più che il diritto, di sindacare sulle nomine e che le stesse debbano essere fatte secondo criteri oggettivi e pubblici, rispettosi del merito e che tengano conto della linea politica della maggioranza che governa espressa da una consultazione elettorale che ha dato precise indicazioni. D’altronde non è una coalizione politica che ha proposto ed espresso il Presidente della regione? Così come è stato per il comune di Roma o di Cagliari, per stare ai fatti più recenti. Il Presidente della regione e la sua Giunta ha avuto la fiducia della politica e in tutta risposta, utilizzando i più biechi luoghi comuni, prende le distanze da essa. Quella politica che incontra quotidianamente la gente e ne raccoglie istanze e lamentele, assumendosi in via diretta le responsabilità, anche quando non se ne hanno, in poche parole mettendoci la faccia”.

“Ora basta! Noi del Centro Democratico, da molti considerati piccoli e non determinanti ( anticipo scontati commenti), vogliamo riportare a dignità la politica, quella politica trasparente, responsabile e competente che ben è rappresentata, in vari ruoli e a diversi livelli, nelle istituzioni regionali. Siamo sempre stati del parere che le buone idee,la competenza, i buoni comportamenti, la lealtà politica ed umana, la coerenza e l’onestà debbano essere il faro dell’azione politica e che questi principi, tramutati in azioni, rendano determinante un partito politico….non i muscoli. Nelle prossime ore, nei prossimi giorni, abbiamo l’occasione per correggere e rilanciare un’efficace azione di governo che porti risultati tangibili nelle famiglie sarde, lo dico a tutti quelli che hanno responsabilità di governo e sociali, è doveroso provarci. Se qualcuno non se la sente è meglio lasciare il passo ad altri, i sardi non possono più aspettare e non si può più bleffare…come sta succedendo in Italia! Ma questo è un’altro discorso, che pur ci tocca direttamente, che vedremo in altra sede”.

Nella foto Roberto Cappelli

S.I.

Sanità: rivolta contro Pigliaru

CAGLIARI – “Dopo l’ammutinamento dei suoi stessi assessori, che lo hanno messo in minoranza in Giunta, Pigliaru subisce le bacchettate perfino dall’aspirante direttore della ASL (cosiddetta) unica”. Così Ugo Cappellacci, coordinatore regionale di Forza Italia, commenta le dichiarazioni alla stampa regionale del manager Zavattaro, indicato dal presidente della Regione e dall’assessore come direttore in pectore. “Le dichiarazioni alla stampa di Zavattaro – prosegue il forzista- sono una sonora bocciatura della finta riforma della sanità varata dal centro-sinistra, con parole più nette perfino di quelle utilizzate dagli oppositori in Consiglio regionale.

“Se addirittura colui che dovrebbe attuare gli indirizzi della Giunta definisce gli effetti della legge voluta da Pigliaru ‘un casino’ e preannuncia ‘almeno tre anni di ‘turbolenze amministrative’, se lo afferma quello che la secondo la giunta dovrebbe essere ‘il migliore’ è evidente che ci troviamo dinanzi ad una stramberia sotto tutti i punti di vista. E i pazienti, le loro famiglie, i medici, dovrebbero subire le conseguenze di questo strampalato esperimento che, con buona pace di proclami, sta già creando un aumento della spesa pubblica, un caos nei primi accorpamenti e una mortificazione dei casi di buona sanità? Pensano forse di perdere ancora tempo con finte sperimentazioni per poi fare scaricabarile, visto che tre anni casualmente coincide con la fine della Legislatura, su chi verrà dopo al posto di Pigliaru?” L

“a verità è che dietro la foglia di fico di una finta riforma o del ‘casino’, per usare le parole del direttore in pectore, c’è solo una guerra per il controllo della Sanità da parte delle numerose fazioni del centro-sinistra. Pigliaru farebbe bene a riferire quanto prima in Consiglio su un indirizzo politico già bocciato da chi lo ha votato e da chi lo dovrebbe attuare. Anche perché, visto che la legge prevedeva come termine per le nomine il 31 Agosto, il presidente deve tornare per forza in Consiglio. Nomine e proroghe compiute senza questo passaggio, sarebbero compiute al di fuori di quanto previsto dalla legge. Aggiungere altri pasticci al ‘casino’ – ha concluso Cappellacci- significherebbe perseverare diabolicamente”.

Nella foto il Consiglio Regionale

S.I.

Stop migranti: mozione dei forzisti

CAGLIARI – Forza Italia presenta una mozione in Consiglio regionale per impegnare il presidente della Regione a opporsi ai continui sbarchi di migranti in Sardegna decisi dal Governo nazionale. Lo ha annunciato Ugo Cappellacci, coordinatore regionale azzurro e primo firmatario dell’atto sottoscritto da tutto il gruppo consiliare.

“La quota assegnata alla Sardegna – sottolinea il forzista- è stata superata, come ammesso tardivamente dallo stesso Pigliaru, il sistema dell’accoglienza è al collasso e non possono essere sottovalutate le conseguenze se dovesse perdurare nel lungo periodo la politica scellerata di compiere sbarchi di massa in una Regione poco popolosa come la nostra”. Il coordinatore ribadisce la condanna contro la linea “irresponsabile” e “pericolosa” del Governo Renzi che, dirottando migliaia di disperati in un’isola che non è la meta della loro migrazione, non compie nessuna operazione umanitaria, ma mira solo a tenere al riparo i suoi partner europei dall’onda d’urto di una migrazione di massa”.

“Questo sistema ha fallito, perché è come spostare il mare con un secchiello:
perpetua la tratta di esseri umani e alimenta un circuito di disperazione e di morte, perché si continua a morire. L’esecutivo cala decisioni dall’alto e poi scappa dalle responsabilità, scaricando tutto sulle forze dell’ordine, sui volontari e sui sindaci. Ora basta – ha concluso Cappellacci-: bisogna fermare subito Renzi e dirgli chiaro e tondo che così non si va avanti”.

Nella foto Ugo Cappellacci

S.I.

Bruniani e Udc: plauso a Pigliaru-Renzi

ALGHERO – “Quando un territorio si muove unito a difesa dei propri interessi primari, i risultati premiano l’impegno profuso. Il tavolo che ha messo insieme numerosi sindaci del territorio del centro-nord Sardegna e le forze imprenditoriali e sindacali è stato una volta tanto protagonista perché decisioni fondamentali come quelle che riguardano l’aeroporto di Alghero passino attraverso una concertazione con le istituzioni più vicine ai cittadini. L’impegno e la costanza ripagano: Il mantenimento dell’hub Ryanair assicurato dal Governo Renzi, dal presidente Pigliaru e dai vertici della compagnia è il primo obbiettivo ormai a portata di mano. Non è l’unico e non sarà l’ultimo. Infatti, grazie al lavoro certosino e alla pressione del tavolo coordinato dal Primo cittadino algherese, oggi diversi scali in Italia godranno delle ricadute positive del traffico low cost, esattamente quello che Alghero si candida a riprogrammare in un’ottica di diversificazione di rotte e vettori”. Cosi i capigruppo di maggioranza di Lista Per Algjhero Pietro Sartore, Demcratici per Alghero Giuseppe Fadda, Sinistra Civica Giampietro Moro e Udc Alessandro Loi. Non può non saltare agli occhi il dato politico che vede proprio l’Unione di Centro, all’opposizione Cagliari, che invece ad Alghero, oltre ad essere alleata con la sinistra, plaude alla Giunta Pigliaru che è proprio una compagine alternativa al centrodestra. Al netto di questo, i capigruppo si soffermano sulle ultime notizie dell’aeroporto.

“È per questo che non si può ipotizzare il rilancio dello scalo e del traffico se non potenziando l’esistente. Ecco perché non c’è da distrarsi un attimo. Il possibile avvento di capitali privati in Sogeaal obbliga ancora di più il territorio e i rappresentanti istituzionali locali ad una vigile azione di garanzia, affinché si possa raggiungere nel minor tempo possibile quell’efficienza mai neppure accarezzata con la proprietà pubblica della società. La privatizzazione è stata posta come l’unica alternativa al fallimento della società di gestione e al conseguente ritiro della concessione Enac, motivo per cui il Consiglio regionale ha deciso di approvare la proposta di legge. Ciò nonostante, permangono preoccupazioni per il futuro, ci sono da salvaguardare i livelli occupazionali e garantire i lavoratori. C’è da incalzare ancora la Regione affinché approvi un piano regionale dei trasporti organico che indirizzi gli scali in un’ottica di sistema, prevedendo una differente mission per le tre infrastrutture”.

“Ed infine c’è da garantire un intero territorio di un capitale sociale che solo gli enti locali possono autorevolmente rappresentare. Per questo stupisce e dispiace che quando tutti insieme, aldilà degli steccati politici tradizionali, si ottengono i primi risultati, qualcuno si stacchi per mere esigenze di visibilità mediatica, rompendo il fronte compatto che anche in futuro potrebbe assicurare nuovi e più importanti risultati, ritornando ad essere piccole comparse di beghe politiche dal respiro locale ben poco significante. Ma tant’è, non è il momento delle polemiche. L’impegno per recuperare il tempo perduto deve continuare, anche senza l’apporto di qualche consigliere prigioniero di se stesso.”

Nella foto l’aeroporto di Alghero

S.I.

Rientro Sogeaal? Panzane di Bruno

ALGHERO – “Una partecipazione strategica, per tornare ad avere il controllo su una delle principali fonti di sviluppo del territorio. Le risorse economiche ci sono, le norme dicono che si può fare”. Queste le parole del sindaco, su un quotidiano regionale, per annunciare la richiesta del comune di Alghero di acquisire quote della Sogeaal”, cosi il portavoce di Forza Italia Alghero Andrea Delogu sempre sul tema dell’aeroporto e nello specifico la privatizzazione. “Confesso che il primo pensiero nel leggerle è stato che il nostro sindaco, forse per rimediare ad un’estate algherese povera di eventi, avesse cambiato mestiere, e da politico fosse diventato un cabarettista, un pò come quando aveva proposto alla Ryanair di trasferire la sede legale ad Alghero per limitare gli effetti della Brexit o quando si era fatto immortalare tutto dipinto e colorato alla dance color. Ed invece no!! nel suo mondo virtuale era serio, magari anche convinto che ciò sia possibile. ma il mondo reale è un altro. Ed allora ci permettiamo di farle alcuna domanda, che consentano di chiarire meglio il suo pensiero e le sue dichiarazioni”.

“Conosce il misterioso piano industriale della Sogeaal? Sa che prevede perdite d’esercizio almeno sino al 31/12/2019, ossia ben dopo la data in cui lui non sarà più sindaco??? In che modo il Comune di Alghero potrà sopportarle e coprirle? Sa il significato di partecipazione strategica e di controllo in economia e in diritto commerciale? Quali, quante e da dove provengono le risorse economiche per far fronte a questa operazione? Dal giorno del suo insediamento ha sempre utilizzato il refrain che le casse del comune erano vuote, che si rischiava il defualt, che non si poteva non aumentare le imposte locali ai massimi d’Italia, che non ci si poteva permettere di garantire i posti di lavoro delle partecipate perchè non vi erano soldi ed adesso? Di colpo è spuntato fuori un tesoretto? Quali sono le norme che consentono al Comune di acquisire quote di partecipazione di una società per azioni? Non ci risulta, a meno che qualcuno dei suoi fidi consiglieri/collaboratori/segretari non abbia escogitato qualcosa o, più verosimilmente, mal interpretato la normativa,così come, le recenti sentenze del Tar insegnano, purtroppo incidendo sulle tasche dei cittadini e degli imprenditori”.

“Ci auguriamo che il sindaco si degni di rispondere a queste domande, convincendoci della bontà delle sue dichiarazioni e dei suoi propositi, dati, numeri e norme alla mano, non sui suoi tanti amati social. Non vorremmo infatti che dietro questa azione di propaganda, oltre che l’atavica e deleteria guerra nella sinistra sarda, non vi sia la volontà di mantenere delle posizioni al sole che cozzano con la sbandierata assenza di soldi nelle casse comunali tanto da non riuscire ad garantire servizi essenziali come per il personale per servizi sociali, scuolabus o museake oltre che lasciare una città senza decoro e in pieno degrado ambientale, sociale ed economico”.

Nella foto Andrea Delogu

S.I.

“Sogeaal, Bruno è stato smascherato”

ALGHERO – “Questa volta, nonostante la nota diffidenza nei confronti delle azioni dell’Amministrazione algherese, dobbiamo dire di essere stati tratti in inganno, di essere stati ingenuamente gabbati. Ci eravamo illusi, forse più per speranza che per convinzione, che quella del Sindaco Mario Bruno fosse una reale resipiscenza che lo aveva portato, se pur con colpevole ritardo, a dissociarsi dal progetto di privatizzazione al buio dello scalo algherese e combattere sino alla fine, ed oltre, perché ciò venisse scongiurato”. Ancora, com’è giusto che sia, commenti sugli ultimi accadimenti e notizie legate all’aeroporto. Ritornano ad impugnare lo scettro dell’opposizione Michele Pais e Andrea Delogu, di Forza Italia Alghero, che oramai paiono rappresentare in toto il partito degli azzurri nella Riviera del Corallo. Dentro e fuori dal Consiglio.

“E l’inganno nel quale ero caduto veniva vieppiù confermato dalla presa di posizione contraria all’operazione portata avanti dalla Giunta Pigliaru da parte dell’On. Renato Soru, mentore de nostro primo cittadino ma ormai emarginato nel PD, tanto da essere stato abbandonato da tutti ed evidentemente scaricato anche dal nostro Sindaco. Non ci vuole molto per capire che l’avvento del privato senza una mission ben precisa, porterà non solo ad una drastica riduzione dei posti di lavoro, ma sarà incompatibile col traffico low cost che non offre livelli di reddittività adeguati a chi mira a fare lucro come qualsiasi impresa privata. Praticamente la fine del cosi detto “modello Alghero” che tanto aveva restituito in termini economici, sociali e culturali alla Sardegna intera. E’ successo, invece, che dalla mattina alla sera del 31 di agosto, che il Sindaco di Alghero sia passato da una posizione di contrarietà ad uno di completo accordo alla privatizzazione della Sogeaal, con una virata di 180°, degna di un velivolo dalle migliori performance”.

La metafora aeronautica in questo caso è d’obbligo. Nello specifico, quella di Mario Bruno, in gergo aeronautico, si chiamerebbe “virata Schneider sinistra”, una virata cioè cd “a coltello”, molto stretta ed effettuata alle massime prestazioni del velivolo, che nel giro di pochissimi secondi lo porta ad invertire nettamente la direzione precedentemente assunta. Il velivolo che meglio riesce in questa manovra è l’Aermacchi MB 339 che, guarda caso, riporta le stesse iniziali del nostro Sindaco, che anche in questo caso si è esibito nell’ennesimo volo acrobatico che gli ha consentito di modificare nettamente posizione sul tema, assumendo come definitiva quella esattamente opposta zagal, un vero e proprio Aermacchi”

“Ma fuor di metafora e di ironia, anche quest’ultimo comportamento ha confermato quanto il nostro Sindaco sia bravo nella pratica dell’ammuina, in cui fa credere a tutti di muoversi moltissimo per raggiungere un obiettivo o scongiurare un evento, quando in realtà è assolutamente immobile, o peggio, astutamente corresponsabile del contrario. Dopo averci propinato la maschera di Masaniello e aver impugnato la spada in difesa degli algheresi e dei Comuni del territorio, dopo la visita agostana delle lussuose stanze di Villa Devoto a Cagliari, ritorna in patria con un rinnovato spirito di colonna portante dei poteri forti e nello specifico del Presidente della Giunta Pigliaru e dell’assessore ai Trasporti Deiana, che epitetava chi fosse contrario alla privatizzazione, chiaramente riferendosi anche al nostro Sindaco, come portatore di “vette di imbecillità”.

“Il Sindaco, abbagliato dal nuovo incontro con i massimi esponenti del PD regionale e detentori del potere politico, ha deciso, così, di compiere l’ennesima virata. . Una prima fase a favore della privatizzazione, per poi schierarsi (apparentemente) contro e da ultimo di nuovo a favore, tentando di coprire la vergogna dell’ultima piroetta con argomentazioni che qualificarle come misere scuse, sarebbe dargli una dignità che non meritano”.

“Ancora una volta una volta viene smascherato colui che vive di slogan e propaganda e attraverso un utilizzo scientifico e oramai quasi preoccupante dei media cerca di stravolgere la realtà a proprio piacimento. Ma gli algheresi, e i sardi tutti, non sono stupidi ed hanno capito che stiamo assistendo ad una guerra intestina al Partito Democratico, o meglio, al centrosinistra regionale nella quale il Primo Cittadino di Alghero, avendo perso la bussola di un riferimento politico certo sino a ieri Renato Soru, continua a compiere virate “Schneider” tanto da uscire dal radar dell’unico faro che lo dovrebbe guidare: il bene di Alghero”.

Nella foto gli uffici della Sogeaal

S.I.