Giunta Bruno: caos impianti sportivi

ALGHERO – “Al Movimento Cinque Stelle interessa cambiare, interessa l’interesse pubblico, interessa vederlo prevalere su altre logiche. E non è così al momento. In Commissione si è parlato di modifica del regolamento d’uso delle strutture date in concessione. Si cambiano quindi le carte in tavola non in partenza, ma in vista di un futuro prossimo più o meno indeterminabile. No! Prima si mettono a posto le carte, dopo si accendono i mutui. Prima si stabiliscono le regole del gioco, poi si inizia la partita. Non è una questione di buone intenzioni ma di atti, e approvare un atto di cui si è responsabili è un momento importante: il Movimento non è minimamente certo che tutto si stia svolgendo nel modo legittimo. A tal proposito l’Amministrazione comunale ha risposto con l’assessore competente in materia Antonello Usai e il sindaco Mario Bruno”. Cosi il Movimento 5 Stelle di Alghero riguardo il tema degli impianti sportivi in città.

“Hanno parlato di facili strumentalizzazioni e di atti/interventi destinati al bene dello sport e della comunità, di un processo che è solo all’inizio, della conferma che l’impianto sarà fruibile da tutti e non solo da quella società che ha investito non pochi soldi per realizzare le strutture di supporto gestite, dobbiamo dire, in maniera egregia. Sono state citate sentenze della Cassazione e la legge 282/2002, di interventi futuri da distribuire sull’intero poco di impianti sportivi e di spazi adeguati alle esigenze e alle norme, messi in sicurezza da consegnare ai giovani. Hanno detto che avrebbero incontrato (adesso ci sembra troppo tardi) i rappresentanti delle varie società calcistiche cittadine, il primo cittadino algherese ha affermato che “Sarà avviato percorso di pianificazione sul campo Pino Cuccureddu. Verificata la disponibilità delle risorse, la disponibilità reale di accesso ai mutui, si ragionerà su ulteriori interventi, vedi sintetico al Carmine […] Non stiamo facendo un regalo al Cagliari, non si curano interessi personali: si fa un intervento che tiene anche conto della disponibilità del Cagliari calcio che ha scelto Alghero come punto di riferimento”.

“La risposta del Movimento Cinque Stelle Alghero, ancora una volta, lascia poco spazio all’immaginazione, e alle evoluzioni sul trapezio della politica delle buone intenzioni. Si è parlato di inizio di un percorso, ma l’importante sarebbe capire come si ha intenzione di proseguire, soprattutto alla luce del punto di partenza. Le società sportive si sarebbero dovute incontrare prima di accendere un mutuo, spiegando loro quali erano le idee e il piano di sviluppo in materia di sport in città. Il tutto a maggior ragione in considerazione del fatto che, recentemente, il Comune ha pubblicato un bando utile all’assegnazione in concessione di tutte le strutture, ivi compreso il campo Pino Cuccureddu. Importante è poi sottolineare che gli interventi di manutenzione straordinaria sono in capo al proprietario della struttura – il Comune – ma che ad oggi sono stati quasi sempre a carico della società concessionaria, vedi il caso di inabilità degli spogliatoi in occasione di una partita. Ma cosa più importante di tutte: realizzare un campo in erba sintetica ex novo non è un intervento di manutenzione straordinaria. Siamo al paradosso: o il campo non sarà fruibile per tutti e, come detto dall’assessore Usai, la società farà un investimento importante per completare l’intervento con opere di illuminazione, irrigazione, recinzioni e tribune. O sarà invece fruibile per tutte le società sportive, con l’attuale concessionaria che farà un’opera di bene per l’intera collettività donando a tutti, a proprie spese, la struttura completa. Che succede allora? La società detentrice della concessione sarà espropriata della concessione stessa per l’effettuazione di un intervento di pubblica utilità cui contribuirà con le sue ingenti risorse?”

“Il modello proposto dall’Amministrazione comunale non si regge, manca qualche passaggio. I contratti vanno rispettati, oppure la concessione verrà ripresa in mano, cambierà e l’uso sarà aperto a tutti? Non c’è logica. Non basta il sostenere che alla base di tutto ci sia un intento bellissimo e meritevole, dato che non può trasformarsi in realtà. C’è una società che ha fatto degli investimenti sulla struttura e non può essere sottoposta a regolamentazioni limitative dell’utilizzo del bene di cui era concessionaria: questo è lo stato dei fatti, al di là di qualunque evoluzione circense d’aula consiliare”.

Nella foto a sinistra il consigliere pentastellato Ferrara

S.I.

Pazienza limitata: Bruno rispetti patti

ALGHERO – Nel corso dell’affollato incontro di venerdì 27 novembre presso la sala del Centro Commerciale “In Centro” di via Marconi, si è tenuta l’assemblea precongressuale dell’Udc di Alghero. Diversi gli interventi che hanno offerto spunti per una serie di valutazioni. L’appuntamento politico ha visto la presenza e i saluti del Sindaco Mario Bruno, del prof. Pierluigi Piras (tematiche dello sviluppo del turismo) all’avvocato Salvatore Deriu (referendum costituzionale del 4 Dicembre), l’operatore dei Servizi Sociali Alessandro Pistidda ( emergenze del settore), il capogruppo dell’Udc in consiglio comunale Alessandro Loi (problematiche del ruolo di consigliere), l’Avvocato Raffaele Salvatore, coordinatore cittadino dell’Udc (problemi e progetti dell’Udc sul patrimonio pubblico immobiliare), del Consigliere del Parco Regionale di Porto Conte Luigi Cella (problemi e prospettive di sviluppo del Parco), dell’Assessore ai Servizi Sociali del Comune di Alghero Marisa Castellini (linee politiche del partito sulla scuola e sulle attività sociali).

Si è discusso dell’azione amministrativa attuata con risultati efficaci nella razionalizzazione del patrimonio immobiliare, con l’eliminazione di fitti passivi e conseguente risparmio per il Comune, in attuazione del progetto Il Comune in 100 passi con tutti gli uffici vicini e in centro. Resta da migliorare l’incisività nel dare risposte ai cittadini su tanti temi che preoccupano. Decisione unanime sul Referendum: L’Udc di Alghero voterà No. La vittoria del Si sarebbe un pericolo per la democrazia e per la Sardegna, in particolare con la clausola della supremazia, che farebbe perderebbe la gran parte delle competenze su decisioni importantissime sul futuro dell’isola. Nelle conclusioni del vicesindaco Antonello Usai hanno trovato spazio le azioni intraprese che comunque necessitano di ulteriore spinta: ad iniziare dal rilancio del settore edilizio e turistico, con la conferma del programma della coalizione nel capitolo dedicato a Maria Pia, dove prevede un Parco urbano attrezzato e posti letto alberghieri, ma che non siano quelli della casa del custode.

Conferma della proposta per i prossimi anni di almeno 6.000 nuovi posti letto spalmati nel territorio, ad integrazione dei posti letto persi negli ultimi 25 anni a causa della chiusura di circa 20 alberghi e ad arricchire l’offerta con strutture di qualità in grado di soddisfare le esigenze del mercato. Per quanto riguarda la situazione della coalizione è stato confermato che la pazienza dell’Udc non è illimitata, in quanto ad avviso del partito il quadro politico deve restare quello che ha vinto le elezioni. Una “coalizione – matrioska”, che estrae dal cilindro nuovi contenitori con i quali il partito non stretto alcun accordo. Su questo tema l’Udc, per voce di Antonello Usai, si è espresso perentoriamente nei confronti del Sindaco Mario Bruno con la consueta franchezza e lealtà esigendo il rispetto dei patti.

Nella foto l’incontro dell’Udc di venerdi scorso

S.I.

Coalizione-matrioska: volano gli stracci

ALGHERO – Tutti coloro che seguono, direttamente o indirettamente, la politica algherese sapevano che sarebbe andata a finire così. Del resto non è impossibile creare delle coalizioni utili a vincere le elezioni, altro discorso è governare. E ad Alghero i risultati sono sotto gli occhi di tutti. Senza troppe esagerazioni è come se avessero messo insieme “diavolo e acqua santa” e questo, per chi frequenta le sagrestie e proprio da quei luoghi ha avuto molto credito, era un errore da non commettere. Ma tant’è, la voglia di conquistare Sant’Anna e, a dir loro, recuperare dopo i problemi del precedente esecutivo di centrosinistra, voluto e poi fatto cadere anche dai protagonisti dell’attuale amministrazione, ha prodotto proprio una “colazione-matrioska”.

Ed è, ancora una volta, nel suo andamento andamento ondivago, tra destra e sinistra, l’Udc ha suonare la sveglia. Questo dopo aver lasciato gli ex-storici alleati proprio per dare un contributo determinante alla vittoria di Bruno, essere uscita da maggioranza e Giunta e poi il ritorno. Ora, nuovamente, una dura reprimenda rispetto all’andamento del percorso amministrativo che vede proprio l’assessore e vice-sindaco Antonello Usaie leader centrista puntare il dito contro Primo Cittadino e colleghi di Giunta per un mancato raggiungimento degli obiettivi ed una “pazienza non illimitata”. Ma non solo. A finire sotto accusa anche le porzioni più a sinistra della maggioranza.

Ma, come detto, era prevedibile che sarebbe andata così. Del resto non appena si affrontano temi fondamentali e cruciali per Alghero non c’è una maggioranza omogenea. E in consiglio senza soccorsi esterni, rinvii dei lavori e altre magheggi difficilmente la “matrioska” avrebbe retto fino ad oggi. Da Maria Pia fino ad arrivare allo sbarco dei Rossomori passando per l’ex-caserma di via Simon e il regolamento dei suoli pubblici e anche Mondorurale e altri temi in ballo, le divergenze tra l’area della sinistra radicale (in particolare ex-Alghero Migliore) e l’Udc si sono acuite col passare dei mesi fino ad oggi. “Non possiamo stare con persone che fino a ieri ci hanno sputato”, tuona Usai. E non ha tutti i torti. Stesso discorso per il litorale della Riviera del Corallo a ridosso del Calik che collega a Fertilia. Da una parte l’arcinota idea di realizzare servizi per lo svago e diversi posti letto di qualità del partito di Lelle Salvatore e Alessandro Loi e dall’altra quella degli ex-migliori e in generale di quasi tutti i bruniani di fare solo un grande “Parco Urbano”. Tanto che addirittura, l’ideologo negli ultimi, pare molto ascoltato a Sant’Anna, il professore Cecchini, ha avviato una petizione opposta a quanto annunciato anche in campagna elettorale e ribadito oggi proprio dall’Udc.

Per chiudere: due mondi opposti di fare politica. Visioni dello sviluppo di Alghero lontane anni luce. Di fatto solo da una volontà di contrastare l’alleanza centrodestra e autonomista che aveva proposto Maria Grazia Salaris. L’obiettivo di vincere è stato raggiunto. Ma oggi, passate tre estati e arrivati a 2 anni e mezzo di governo, con la spada di Damocle delle imminenti decisioni da Cagliari sui fondi ai gruppi, tante altre indagini, le tematiche cruciali per far uscire Alghero da tunnel non sono state neanche sfiorate. Almeno non nella massima assise cittadina. Mentre restano bene impressi gli effetti nefasti sulle attività della guerra ai tavolini e ai decibel, cosi come l’assenza ancora di un Puc e Pul che potrebbero (il condizionale è d’obbligo vista la condizione di estrema crisi del territorio) far cambiare il vento che ad oggi soffia sempre più tempestoso sulla Riviera catalana della Sardegna. Tutto questo mentre, di fatto, avremmo già dovuto programmare la prossima stagione turistica (al netto delle vicende aeroportuali) ed essere pronti ad affrontare la sfide degli altri territori che corrono sempre più veloci, mentre il tempo sembra essersi fermato. E quelli dell’Udc, in particolare i più esperti del partito, lo sanno bene e non possono chiudere la loro carriera politica con una tale onta.

Nella foto la Giunta Bruno con gli assessori Udc Usai e Castellini
S.I.

Pd Alghero: Sassoli in diretta

ALGHERO – Martedì 29 novembre 2016 il Circolo Partito Democratico di Alghero organizza un incontro della serie “Un Caffè al PD” sul referendum costituzionale. Parteciperà in collegamento videoconferenza da Bruxelles il Vice-Presidente del Parlamento Europeo David Sassoli. L’incontro, aperto al pubblico, si terrà nella sede del circolo Partito Democratico in Via Mazzini 99 dalle ore 16.30.

Nella foto David Sassoli

P.S.

Bombe ecologiche: Bruno cerca scuse

ALGHERO – “Ma se il sindaco ha vinto le elezioni anche perchè parlava del famoso triangolo d’oro (Renzi, Pigliaru e lui) ed è sempre in prima fila quando arrivano i big nazionali e regionali, perchè quando ci sono problemi e criticità, che non riesce a risolvere, gira le responsabilità al Pd?”. La domanda del capogruppo dem locale, Mimmo Pirisi, è più che lecita e non è il solo a porsela. Del resto, se un Primo Cittadino vanta o comunque fa comprendere di avere cosi tante entrature, “come è possibile che non riesca a farsi dare i finanziamenti promessi alla città, il giorno dopo lo sgombero del campo rom e il drammatico incendio a Porto Conte, per bonificare le due bombe ecologiche dell’Arenosu e Mugoni?, si domanda anche il leader locale del Partito Democratico.

L’Ambiente al primo posto, si diceva in campagna elettorale. Ma ad oggi proprio tale settore è quello con più problemi e lacune, anche gravi, in città. Oltre le note vicende del servizio di raccolta dei rifiuti, ora anche i mancati interventi per sistemare le due aree oggetto di un rinvio degli interventi come riferito dallo stesso Pirisi durante l’ultima commissione competente. [Leggi]. E chiude il capogruppo. “Invece di trovare colpe fuori dalla sua cerchia, il sindaco si attivi e risolva subito i tanti problemi da cui è afflitta Alghero, altrimenti ne tragga le dovute conseguenze, perchè così non possiamo più andare avanti”.

Nella foto Mimmo Pirisi

S.I.

Rifiuti, Tellini punta Wheeler |video

ALGHERO – Il territorio deve stare unito. Dobbiamo ragionare come un’unica realtà. Slogan che spesso si sentono in campagna elettorale riferibili all’area, sempre più in crisi, di Sassari, Alghero e Porto Torres. Ma, come spesso accade, alle parole non seguono i fatti e addirittura tale comuni, dopo il rinnovo delle amministrazioni (Wheeler da una parte e Bruno dall’altra) si connettono tra di essi non per i tanti possibili virtuosismi, ma per gravi difficoltà e pesanti lacune.

Come quelle del servizio di raccolta dei rifiuti che vedono sulla stessa barca alla deriva proprio Alghero e Porto Torres. E questo è stato evidenziato nell’ultimo consiglio comunale da Davide Tellini. Esponente di opposizione, già assessore e alla seconda consigliatura, ha raccolto le preoccupazioni diffuse nel centro turritano e oltre per porle in forma di interrogazione al sindaco Wheeler.

Ma le sue domande, come spiega nell’intervista di Algheronews, non hanno trovato delle risposte soddisfacenti. Diversi sono i problemi nel servizio che potrebbero portare, come detto dal dirigente competente, alla rescissione del contratto. Ad Alghero la Guardia di Finanza è piombata in Comune per stringere le viti di un’indagine che va avanti da qualche mese e che potrebbe portare a trovare responsabilità diffuse anche tra chi amministra. Ma se la Riviera del Corallo piange, Porto Torres non ride di certo, anzi. Ed è Tellini a spiegarne in sintesi le motivazioni.

Nella foto Davide Tellini

S.I.

Referendum: pericoli per la Sardegna

ALGHERO – Si avvicina la data del referendum (domenica 4 dicembre). Un voto che oramai ha preso dei risvolti prettamente politici anche per la scelta del Premier Renzi di personalizzare la proposta di Riforma Costituzionale. Ma per tornare al nocciolo della questione è giusto dare spazio ad interventi, come quello dell’avvocato Mario Tocci, docente di Beni Culturali ed esperto di temi costituzionali, nonchè rappresentate del “Circolo Terrestri”, neo organismo nato all’interno del progetto “Energie per la Sardegna”. Di seguito l’intervento integrale pubblicato anche sulla rivista Affari Italiani.

“Un’importante e spinosa problematica verrebbe ad affliggere l’ordinamento giuridico italiano se nella consultazione referendaria del prossimo 04 dicembre il corpo elettorale dovesse approvare la riforma costituzionale proposta dall’Esecutivo guidato da Matteo Renzi.
In particolare la Sardegna (ma il discorso può essere affrontato con riguardo a tutte le altre Regioni ad autonomia limitata) rischia, molto concretamente, di restare priva di rappresentanti – o comunque di avere una rappresentanza limitata – nel nuovo Senato delle Autonomie.
L’articolo 17 dello Statuto Regionale della Sardegna, approvato con legge costituzionale, prevede il divieto di cumulo della carica di senatore con quella di consigliere regionale.
Ciò significherebbe, pertanto, che i senatori sardi potrebbero essere individuati soltanto tra i sindaci, come tali privi di quell’esperienza amministrativa globale e di ampia visione attorno a cui pure ruota il requisito professionale dell’inquilino tipo del nuovo Palazzo Madama.
Senza tacere che i sindaci e i consiglieri regionali non sono fungibili!
Un gap per la Sardegna, dunque.
Dal punto di vista giuridico non appare convincente l’interpretazione suggerita da alcuni pur eminenti costituzionalisti secondo cui, in virtù del disposto dell’articolo 12 delle Preleggi, l’approvazione di una disposizione successiva abroga la precedente rispetto a cui sia incompatibile.
Tuttavia va osservato che le Preleggi sono disposizioni preliminari al Codice Civile e quindi contemplano criteri non applicabili alla Costituzione, fonte normativa gerarchicamente sovraordinata.
D’altronde nemmeno si giustificherebbe un processo di abrogazione implicita delle norme costituzionali, la cui revisione è sottoposta a un procedimento molto gravoso.
Si consideri, poi, pure che il menzionato articolo 17 dello Statuto Regionale della Sardegna contempla il divieto di cumulo delle cariche di consigliere regionale e sindaco di Comune con popolazione superiore a diecimila abitanti. Potrebbe allora affermarsi che, se il sindaco di Comune medio-grande non può essere consigliere regionale e il consigliere regionale non può essere senatore, per la proprietà transitiva detto sindaco non possa ricoprire la carica di senatore.
Per nulla astratto sarebbe allora il pericolo dell’elettorato passivo per i soli sindaci dei Comuni più piccoli.
E, ancora, si pensi all’eventualità della decadenza di un sindaco-senatore a cagione di provvedimento amministrativo o giurisdizionale. Tale provvedimento avrebbe incidenza anche sullo status di parlamentare dell’interessato? Servirebbe il vaglio della Giunta per le Elezioni, organo – almeno nell’assetto normativo attuale – titolare in via esclusiva della potestà di verifica dei titoli di eleggibilità dei senatori? E, se occorresse, questo vaglio potrebbe essere di segno contrario al provvedimento decadenziale in questione?
Eguali considerazioni valgono anche per le sospensioni di cui alle disposizioni della legge “Severino”, ove l’ulteriore elemento problematico sarebbe costituito dalla transitorietà della preclusione. Ipotizziamo un Senato a composizione variabile nel tempo? E quale sorte toccherebbe agli atti non definitivi cui avrebbe partecipato il senatore sospeso?
Invero la Corte Costituzionale sarebbe fin da subito deputata a sciogliere i nodi così prospettati, la cui esistenza dimostra come la proposta riforma costituzionale sia viziata ab origine”.

Nella foto l’incontro dei due comitati del No che ha visto l’intervento del professore Mario Tocci (sulla sinistra)

S.I.

“Noi siamo il futuro della Politica”

SASSARI – Si è svolta sabato mattina a Sassari presso l’Hotel Grazia Deledda la Convention programmatica di Energie per la Sardegna con Stefano Parisi che sta portando il suo road show Energie per l’Italia in tutto il paese. L’evento sassarese è stato organizzato dalle associazioni che operano nel territorio: Azione Sardegna, Azione Alghero, Ozieri Domani, Circolo Popolare Europeo, Alleanza Popolare, L’Altra Europa, sotto il coordinamento di Marco di Gangi. Oggi, l’ex amministratore delegato di Fastweb attualmente maggiore azionista di Chili Tv, ha fatto tappa a Sassari, unica tappa sarda, dove si è confrontato con alcuni rappresentanti del mondo delle associazioni di categoria, l’università, le professioni per un totale di 12 interventi che hanno spaziato dal turismo alla cultura, dall’imprenditoria alla sanità, dall’agricoltura all’economia. I relatori che si sono alternati al tavolo sono Graziella Benedetto professore di Economia dell’Università di Sassari, Roberto spano amministratore delegato di Sardex, Gavino Sini Presidente della Camera di Commercio, Ferdinando Manconi agronomo, Antonio Mazzuzzi vice presidente di Confartigianato, Mario Tocci docente di legislazione e beni culturali dell’Università di Sassari, Francesco Scifo referente del comitato Zona Franca, Giovanni Pruneddu collaboratore della cattedra di Diritto della Navigazione dell’Università di Sassari, Sergio Ginesu docente dell’Università di Sassari, Sandra Scanu architetto, Gioachino Greco Asl n°1 Alghero, Andrea Accardo imprenditore.

Dopo aver ascoltato gli interventi dei relatori, Stefano Parisi ha preso la parola e ha spiegato il suo progetto di Energie per l’Italia: “Il nostro non è un partito è un movimento, i partiti non esisteranno più, Trump ha vinto senza partito, bisogna uscire dalla logica dei partiti, occorre recuperare il rapporto con i cittadini , perché i cittadini fanno politica tutti i giorni. Abbiamo bisogno del contributo della Sardegna, questo di Sassari, tra i Megawatt in tutta Italia, è uno dei più ricchi di energie e di spunti. Presenteremo un programma di governo entro febbraio abbiamo bisogno che anche la Sardegna ci dia il suo contributo a scriverlo”. Prosegue poi con un ricordo personale: “Avevo 26 anni lavoravo al Ministero nell’82 e venivo spesso in Sardegna, i temi erano gli stessi di oggi infrastrutture, isolamento, zona franca, oggi ancora non abbiamo risolto; o cambiamo ragionamento o ci ritroveremo tra 30 anni a dirci le stesse cose”.

Il suo discorso torna sui partiti e sulla visione che i partiti hanno rispetto al tema Europa: “La lezione americana dell’elezione di Trump e della sua vittoria fa capire che i partiti non hanno visione di come sta cambiando il mondo. Così in Europa, la politica non ha i nuovi strumenti per affrontare i temi centrali di oggi. Siamo nel pieno dei flussi migratori, abbiamo la trasformazione digitale che cambia tutto, il trend demografico, l’invecchiamento ci porteranno ad avere un’Italia completamente diversa dal punto di vista della società: La politica non ci sta dando gli strumenti per affrontare i cambiamenti. L’Europa: non riusciamo più a capire cosa sia, è lontana dai cittadini, la partita, oggi, è tra chi dice più Europa come la sinistra e chi dice niente Europa, molti anche a destra. Allora di quale Europa abbiamo bisogno? Quella a cui chiedere più flessibilità oppure quella da cui andare e dire: noi siamo un paese che ha fatto riforme ed è solido e tu devi darci strumenti per affrontare i flussi migratori?. L’immigrazione non si ferma bucando i gommoni, ma con un’ Europa forte, che smetta di essere apparato burocratico che compromette la nostra economia”.

Poi i temi si postano sulla politica nazionale e sul modo di comunicare ai cittadini: “Abbiamo bisogno della politica che parla il linguaggio della verità non degli slogan, la politica che punta tutto sulla comunicazione fa slogan e non soluzioni e programmi. Dobbiamo azzerare tutti i punti di riferimento che abbiamo e riprendere le categorie di fondo: libertà, famiglia, identità nazionale e territoriale. Renzi ha avuto parabola breve perché non riesce più a parlare con la società”.

E ancora sull’immigrazione aggiunge: “Così capiamo come affrontare i grandi problemi come l’immigrazione rafforzando le nostre identità, solo così possiamo avere a che fare con chi arriva. Le nostre regole sono le basi di un popolo libero, questo non si può sospendere solo perché arrivano altre culture. L’unica cosa è accoglienza e gli immigrati sono opportunità lo dice la sinistra e noi invece dobbiamo essere rigidi, solo la durezza nell’immediato. E’ un problema umanitario, ma la sinistra genera l’odio. Il tema sociale e della sicurezza sono i grandi temi a cui dobbiamo dare risposte certe con verità.

Poi Parisi si sposta sul referendum: “Ricostruire da capo il nostro stato, il rapporto tra stato e cittadini per questo io voto no al referendum è possibile che in 40 anni abbiamo partorito questa, di riforma? Il titolo V fù riforma della sinistra solo per motivo politico, così oggi: pura operazione di immagine priva di contenuto riformatore. Oggi dobbiamo riflettere su autonomia dei territori, questa riforma ci fa azzerare autonomia. Anche se autonomia non ha sempre significato risorsa perchè non sempre unita a responsabilità. Dobbiamo avere responsabilità questa riforma aumenta la deresponsabilizzazione scaricando tutto su uno stato centrale che è il più inefficiente”. Parisi chiude il suo intervento invitando ancora una volta i sardi a collaborare al progetto di Energie per l’Italia perché “Abbiamo una politica che non ha visione, la politica deve fare un passo indietro. Noi Stiamo costruendo il futuro della politica, noi siamo il futuro”.

Nella foto l’incontro di sabato a Sassari

S.I.

Caso Lampis, aut-aut di Moro a Bruno

ALGHERO – Da frizioni a dissidi fino ad una vera prova di forza tra le aree che compongono Sinistra Civica. Ovvero la lista creata da gruppi riferibili agli ex-Comunisti Italiani, Sel e Alghero Migliore (da poco migrati nei Rossomori). Ed è proprio questa ultima componente, che vede tra gli ideologi i professori di Architettura Blecic e Cecchini, la più decisa a non fare alcuna passo indietro rispetto l’indicazione di Natacha Lampis ad assessore. Tutto nasce dalla volontà di cambiare, prima bisbigliata, poi espressa con sempre più vigore, di Giampietro Moro, unico consigliere eletto dall’aggregazione composta da almeno tre o quattro ex-movimenti e partiti.

Ma nonostante il risultato elettorale dell’alleanza di sinistra fosse piuttosto esiguo (1000 voti circa), come già accaduto anche nella precedente esperienza amministrativa, la componente degli ex-migliori è stata sempre molto ascoltati dagli ultimi due sindaci in carica in particolare proprio da Mario Bruno. Ed è cosi che, ad esempio, anche sull’atteso progetto di riqualificazione di Maria Pia, questa componente (attraverso le parole di Cecchini) ha bocciato qualsiasi tipo di intervento andando a sconfessare pure il vicesindaco Antonello Usai che sulla stampa aveva detto tutt’altro. Questo a conferma che, pur essendo un’area politica minoritaria e con non molta rappresentanza nel tessuto sociale cittadino, trova grande ascolto a Sant’Anna.

E ciò, come detto, si sta riflettendo anche in quella che sarebbe dovuta essere una normale staffetta in seno alla giunta. Dopo tre estati e raggiunto il metà mandato, forse anche per accordi pre-elettorali, oltre che per una gestione delle deleghe molto criticata, è parso più che legittimo chiederne la sostituzione della Lampis, ma non la testa, come qualche maligno vorrebbe far intendere. Resta il fatto che Sinistra Civica ha eletto un solo consigliere e questo ha sfiduciato l’assessora. Moro avrebbe pronto qualche altro nome capace di prendersi carico di settori strategici come Sviluppo Economico, Commercio e Attività Produttive. Il sindaco, dunque, se non vuole correre ulteriori rischi (oltre i diffusi problemi amministrativi) dovrebbe subito ottemperare a questa indicazione politica, altrimenti vuole dire, e per qualcuno sarebbe già così (visti anche alcune votazioni non allineate), che non ha più maggioranza. Infatti, anche Moro, in questo caso, è il tredicesimo consigliere.

Nella foto Giampietro Moro

S.I.

Energie per la Sardegna: sabato incontro

SASSARI – Stefano Parisi sta realizzando in tutta Italia un road show che attraversa il paese per acquisire apporti e contributi non dal mondo politico, ma dalla società civile, nell’intento di fornire proprio alla politica elementi di riflessione e di prospettiva. Le Energie per L’Italia di Parisi ora arrivano anche in Sardegna per raccogliere le migliori forze dell’isola e farle diventare motore di soluzioni concrete. Il 26 novembre a Sassari presso l’Hotel Grazia Deledda alle ore 10, la conferenza programmatica Energie per la Sardegna sarà l’occasione per mettere sul tavolo le ragioni dei rappresentanti del mondo economico, accademico, sociale e sanitario con un contributo di idee per ridare energia alla Sardegna e confrontarsi con Stefano Parisi, promotore dell’incontro.

“È possibile fare emergere le straordinarie energie dell’area popolare e liberale? Certo che sì!” Ne è convinto Stefano Parisi, ex Direttore Generale di Confindustria e Amministratore delegato di Fast Web: ”La strada alla quale stiamo lavorando è quella di una comunità politica che si allarga ogni giorno di più, liberale, popolare, riformista, radicale e concreta nel proporre soluzioni” -è quanto dichiara nell’intervista al Corriere della Sera del 13 novembre scorso in cui esce allo scoperto in merito al suo progetto politico. Energie per la Sardegna vuole rimotivare quell’area liberal-popolare, che tendenzialmente si riconosce alternativa alla sinistra ed ai populismi, attraverso l’emersione di idee, proposte, studi e, quindi, di “energie” che sono presenti nella nostra Isola e che devono e possono costituire la speranza per un futuro che vogliamo rendere “presente”.

A questo proposito durante la Convention programmatica ci saranno numerosi interventi che provengono da rappresentanti del mondo delle istituzioni, delle imprese, dell’associazionismo, della sanità, del turismo, dell’innovazione tecnologica, dell’ambiente, dell’economia e dell’agro – alimentare; con l’obiettivo di portare contributi capaci di meglio rappresentare quelle “energie” che stanno maturando in Sardegna e chi e come sia in grado di definire un preciso quadro di contesto in cui dette energie si possano esprimere. Non si tratta di un momento accademico, ma tutti gli interventi saranno orientati agli aspetti di novità, applicabilità, funzionalità, replicabilità che potranno o possono meglio attivare lo sviluppo e costituire punto di riferimento tecnico-scientifico su cui la popolazione e i decisori possano trovare conforto per le loro scelte.

Particolarmente atteso l’intervento di Stefano Parisi di Energie per l’Italia che porterà la sua visione, ma che soprattutto si confronterà con gli interlocutori che si alterneranno sul tavolo per raccogliere i migliori contributi della società civile per dare una nuova linfa alle forze presenti nell’isola. La mattinata inizierà proprio con l’intervento di Stefano Parisi e a seguire i contributi dei diversi relatori che partendo dalla loro esperienza professionale e sociale daranno spunti per una riflessione a tutto campo. A condurre i lavori la giornalista Sandra Sanna, direttore di Canale12.

Nella foto la conferenza stampa di questa mattina

S.I.