Moro o Lampis? Bruno deve decidere

ALGHERO – Oramai la domanda che circola sempre di più negli ambienti politici cittadini è la seguente: ma chi glielo fa fare? Il soggetto è Mario Bruno. Mai, infatti, come questi due anni e mezzo di mandato ci sono stati così tanti problemi di carattere politico e amministrativo. Dopo l’arcinota lunga serie di problemi, alcuni anche molto gravi come le indagini sui rifiuti, Meta, Parco e barracelli, adesso riesplode in tutto il suo vigore la questione dei rapporti in maggioranza. Un fuoco che cova sotto la cenere da sempre o almeno da quando è stata creata la “coalizione-matrioska”, come aggettivata dall’assessore Antonello Usai, utile a vincere, ma non a governare per le opposte visioni sui temi centrali della vita sociale cittadina. Ed è stato proprio l’Udc, nella sua assemblea, a puntare i riflettori sul tema. [Leggi]. Ciò in linea con quanto già avanzato dal consigliere Giampietro Moro che aveva già manifestato la volontà di sostituire l’assessore Lampis.

Proposte ritenute irricevibili dal direttivo (o meglio dalla maggioranza dell’assemblea) di Sinistra Civica che, nella giornata di oggi [Leggi], ha confermato la fiducia alla Lampis e ritenuto di considerare fuori dal movimento Moro con una nota al vetriolo dove sono presenti accuse anche molto gravi dal punto di vista politico. Il consigliere, a cui abbiamo chiesto una replica, ancora non si è pronunciato, ma è lecito pensare che vada avanti per la sua strada avendo già specificato che di fatto non riconosce le prese di posizione di chi oggi rappresenterebbe Sinistra Civica di cui tra l’altro lui stesso non ha mai fatto alcuna “tessera”, neanche simbolica.

Non è chiaro cosa possa accadere. Tutto è in mano, ancora una volta, del sindaco Bruno che ovviamente non può rinunciare al voto in aula di nessuno dei suoi 12 “discepoli” altrimenti significherebbe automatico addio alla poltrona di sindaco. Dunque, salvo sorprese, l’agnello sacrificale sarà proprio la Lampis. E questo dopo che per due anni è stata difesa nel suo operato da tutta la maggioranza, comprese le scelte (giudicate da tutti negative per il comparto) del regolamento dei Suoli Pubblici. Potrebbe quasi apparire che dove aver fatto “il lavoro sporco” ora venga elegantemente (ma non troppo) accompagnata verso l’uscita. In tutto questo, come sempre, chi ne paga le consegue maggiori è la città e i suoi abitanti che vedono ancora una volta finire nel pantano politico un’amministrazione che, a parte l’ordinario (e per alcuni neanche quello), si trova oramai lontana anni luce dalla soluzione delle problematiche impellenti del territorio. E per chiudere un’altra domanda: cambierebbe veramente qualcosa nel percorso politico-amministrativo della compagine bruniana con l’avvicendamento della Lampis? Per molti, assolutamente no.

Nella foto (di Andrea Manca) Mario Bruno

S.I.

Guerra a Sinistra: Moro cacciato

ALGHERO – “Giovedì 1 dicembre si è riunita l’assemblea di Sinistra Civica. All’ordine del giorno l’analisi della situazione politica interna, con particolare riferimento alle dinamiche di corretta e leale relazione tra l’organo politico dell’Assemblea cittadina e i nostri rappresentanti in Consiglio Comunale e in Giunta”. Cosi la maggioranza dell’assemblea di Sinistra Civica che, di fatto, con una nota stampa al vetriolo “sfiducia”, o meglio, manda via il consigliere comunale Giampietro Moro il quale sarebbe reo di diversi atteggiamenti denunciati dalla stessa lista che lo ha espresso e fatto eleggere.

“Già in un precedente incontro avvenuto qualche settimana fa l’Assemblea aveva voluto riaffermare la propria centralità di organo decisionale nella conduzione dell’attività politica e confermare, come esito di quel confronto, piena fiducia verso l’operato del consigliere Giampietro Moro e della assessora Natacha Lampis, respingendo ogni ipotesi di dimissioni della stessa dall’incarico di giunta. In una nota scritta fatta pervenire al Sindaco – a firma della maggioranza dell’Assemblea – avevamo condiviso con lui le risultanze di quell’incontro
e chiarito che ogni posizione diversa era da intendersi unicamente come posizione personale. Il riferimento era al consigliere comunale della nostra forza politica, il quale nel corso degli ultimi mesi si è gradualmente allontanato dal direttivo e dall’assemblea, assumendo posizioni via via sempre più individuali. Con le sue più recenti dichiarazioni pubbliche il consigliere Moro si è posto in aperta contrapposizione con l’assemblea, con un’operazione politica che delegittima non tanto l’Assessora quanto l’intero organo politico.
Tutto questo per Sinistra Civica non è accettabile”.

“La politica è sempre un atto collettivo, e la buona politica è solo quella capace di interpretare questo atto in modo coerente e trasparente. Il consigliere Moro invece realizza il contrario, con una conduzione trasformista e personalistica che si concretizza nel disconoscimento della forza politica che lo ha eletto in consiglio comunale, e che fa leva – anche nel rapporto con il Sindaco – su una maggioranza in consiglio comunale esigua nei numeri, dove ogni singolo voto è vitale per l’approvazione degli atti e per la prosecuzione dell’esperienza amministrativa. Tutto come da manuale della politica versione prima repubblica, quella degli intrighi, logora e inadeguata, concentrata sui propri interessi piuttosto che su quelli della città”.

“Le ragioni di questa operazione non sono del tutto chiare, anche se molti elementi sembrano far intravedere un progetto trasversale alle forze di maggioranza per l’eliminazione della sinistra dal quadro politico dell’attuale amministrazione e per un allargamento verso il centro che prepari ad un ingresso in formazioni politiche più moderate, in vista delle prossime elezioni. Non c’è per noi immagine più eloquente di questa avanzata centrista di quella del consigliere Moro nella sua recente difesa pubblica dell’Udc, che di fatto autodenuncia se stesso e il vero terreno del gioco, tutto fuori da Sinistra Civica. Nel corso dell’ultimo incontro, l’Assemblea ha voluto fare un’analisi approfondita dei fatti, e dopo un confronto ampio tra le varie componenti; si trova costretta – come esito conclusivo del dibattito – a prendere atto della distanza ormai incolmabile tra il Consigliere comunale e Sinistra Civica e per questo motivo stabilisce che da questo momento il consigliere Giampietro Moro non rappresenta più Sinistra Civica, né in Consiglio né in alcuna altra sede”.

Nella foto Gianfranca Pirisi di Sinistra Civica

S.I.

Parisi e Alghero: parla Di Gangi |video

ALGHERO – Esattamente una settimana fa c’è stato il battesimo di Energie per la Sardegna [Leggi]. Un’iniziativa politica di Stefano Parisi, noto imprenditore e già candidato alla Regione Lombardia. Personaggio intorno a cui si sta creando un grande interesse rispetto alla volontà di attrarre una parte della società civile opposta ai radicalismi ed estremismi. Area che, forse in maniera poco fantasiosa viene definita “moderata”. Più corretto, invece, indicarla come quella delle “nuove energie” per l’Italia.

Un appello raccolto in Sardegna da Marco Di Gangi che ha messo insieme un gruppo di associazioni, movimenti e persone pronte a stare in prima linea. Insegnante algherese, già assessore provinciale e un’esperienza politica importante nell’area socialista. A lui abbiamo chiesto di parlarci di questo nuovo progetto che, inevitabilmente, avrà riflessi a breve anche sulla politica sarda e in particolare del Nord-Ovest isolano. Del resto la volontà di rinascita di centri come Alghero, Sassari e Porto Torres è forte e sempre più crescente viste le attuali amministrazioni giudicate in maniera molto negativa.

Di Gangi, ad Algheronews, ha parlato, oltre che d Energie per la Sardegna, anche di Turismo, servizio della raccolta dei rifiuti, decoro, trasporti, ma soprattutto della necessità, sempre più impellente per Alghero, di costruire un progetto allargato, comprendente le “teste pensanti” della città, abbattendo gli steccati, legato ad un programma chiaro e semplice che restituisca alla Riviera del Corallo il posto che merita. Questo si può fare solo grazie ad una visione comune di sviluppo che vada oltre gli attuali scenari, oramai al tramonto, che stanno ancora bloccando l’intero territorio, centro catalano in primis.

Nella foto Marco Di Gangi

S.I.

“Gestione rifiuti peggio di Attila”

ALGHERO – “Al netto degli avvisi di garanzia, mi auguro che tutto possa concludersi senza nessuna condanna, questi sono quelli che dovevano “aprire i cassetti”. Si registrano i primi commenti, partendo dal consigliere comunale del Pd Enrico Daga, sulla nuova tegola per il Sindaco Bruno. Ovvero la preoccupante azione della Guardia di Finanza rispetto la gestione dell’appalto dei rifiuti [Leggi.] Ma non solo, questo va ad aggiungersi alla proroga record che costringerà Alghero ad avere ancora il medesimo capitolato e gestore per la prossima stagione turistica: un dramma. “Con questo atto della Procura si ravvisa tutta l’incapacità di questa maggioranza, di questa amministrazione che, nonostante sollecitati per anni dal sottoscritto a farla finita con queste aziende che portano solo guai, hanno camminato a testa bassa regalandoci questa perla amministrativa”, e chiude Daga “invece di irridere gli altri e non accettare le proposte delle opposizioni, il sindaco farebbe meglio a prendere atto del suo completo fallimento che sta devastando Alghero, peggio di Attila”.

“Non gioisco per niente per queste notizie, mi intristiscono e arrabbiano. Ho fatto accessi agli atti, interrogazioni, segnalazioni, Ordini del Giorno, in cui si evidenziavano con dovizia di particolari, fattuali e giuridici, le tante stranezze ed incongruenze dell’appalto”. Michele Pais, altro consigliere di opposizione, ricorda, anch’esso, la linea condotta da Bruno. “Le risposte del Sindaco, assessore e maggioranza sono sempre state sprezzanti, irridenti e liquidatorie. Tutto, secondo loro, era perfetto e bisognava andare avanti. Da ciò non ne teorizzo il coinvolgimento della Amministrazione ma è evidente una assoluta inidoneità al controllo dei procedimenti amministrativi, in danno della Città (zozza) e dei cittadini (obbligati a pagare per onerosissimi nuovi servizi presenti solo sulla carta ma mai eseguiti).

“Un appalto che va annullato immediatamente in autotutela se non si vuole che le cose prendano una brutta piega in maniera irreversibile. Sindaco ed Assessori (past and present) smettano di fare gli ignavi e si assumano responsabilità che sono anche proprie. Lo facciamo anche per tutelare il buon nome dell’amministrazione di Alghero che non merita di essere sporcato. E prendano atto di aver sbagliato lasciando da parte questo atteggiamento di arroganza e presunzione”.

Nella foto montagne di rifiuti non raccolte durante i giorni del Mondiale di Rally 2016

S.I.

Maria Pia: 5 anni buttati al vento

ALGHERO – 5 anni buttati al vento. Un lustro che ha visto altri territori mettere la quinta, mentre Alghero è rimasta al palo. Queste affermazioni non sono campate in aria, ma legate ad esempi chiari ed eventi che sono alla base della grave crisi economica che attraversa la città con disoccupazione record e soprattutto con le attività sempre più in mani a realtà non indigene e neanche sarde. Fenomeno molto preoccupante che non è niente altro che un effetto collaterale del totale disfacimento del tessuto sociale.

Un esempio, tra i tanti, che avrebbe potuto far cambiare marcia alla Riviera del Corallo è “Maria Pia”. Nello specifico la realizzazione del progetto previsto da alcuni imprenditori algheresi (Sofingi s.r.l., Gruppo Giorico, 2C Costruzioni del geometra ed ex-consigliere comunale Isio Camboni e e la Europrogetti & Finanza s.r.l., quest’ultima acquisita dal colosso degli investimenti immobiliari anche internazionali Arcontecnicagroup s.p.a.). Invece, anche in questo caso, siamo fermi. O meglio, come ha relazionato l’assessore all’Urbanistica Antonello Usai a seguito di interrogazione dell’Ncd illustrata dal consigliere Emiiano Piras, “il progetto è in valutazione, perchè ci cono state delle novità normative e la situazione è in evoluzione“.

Una risposta che dice tutto e il contrario di tutto ancora di più se si considera quanto detto in apertura dallo stesso Usai. “La mia idea non cozza per nulla con le dichiarazioni programmatiche della maggioranza: una parte assai limitata dell’intera area sarà destinata a strutture e servizi alberghieri essendo una zona di elevato pregio”. Ma, invece, è proprio così: sono due idee proprio opposte. Infatti un conto è realizzare quanto previsto dal programma elettorale di Mario Bruno, altro discorso sarebbe attuare il progetto sul tavolo degli uffici comunali, tra modifiche e aggiornamenti, oramai già da quasi 15 anni. In particolare era stato il Consiglio Comunale, nel 2010, durante l’amministrazione Tedde, a votare, quasi all’unanimità, l’ordine del giorno del Pdl che dava il via libera al progetto alberghiero con un totale di 5 hotel e annessi servizi.

Sono passati oltre 6 anni. E siamo ancora fermi “alla valutazione del progetto”. Quando invece, se l’iter fosse proseguito in maniera adeguata con le ovvie verifiche avremmo avuto al posto di una vasta area in stato di abbandon, compreso il litorale con erbacce e decoro sempre più pregiudicato, degli alberghi nuovi di zecca e spazi per lo sport, cultura e tempo libero. E soprattutto tanti posti di lavoro in più, diretti e indiretti, utili a fermare la drammatica emorragia occupazionale acuitasi negli ultimi anni. Ma la lungaggine, non è l’unica notizia negativa. L’altra è quella, annunciata sempre da Usai in Consiglio, che “non ci sarà alcun stralcio del progetto e che dunque, se sarà tenuto valido, dovrà essere considerato dentro il Puc“. Ovvero, salvo miracoli, chissà quando. Ciò al netto della chiara ed evidente volontà, emersa in maniera considerevole durante il protagonismo nelle Giunte Tedde di centrodestra, da parte dell’Udc e dunque dello stesso Usai di dare gambe al progetto “made in Alghero”.

Però le titubanze dei centristi sono comprensibili. Del resto, e anche qui si ritorna al problema principale della “coalizione-matrioska”, larghe porzioni della maggioranza, in particolare tutta la sinistra e parte dei bruniani, sono contrari agli insediamenti alberghieri previsti dall’unico progetto in esame e invece tifano, anche in maniera veemente, per la realizzazione (utopica e anzi demagogica) di un grande “Parco Urbano”. Un giorno spiegheranno agli algheresi come poter sostenere le stese di manutenzione, visto che non si riesce a tenere pulita neanche un aiuola, ma questa è un’altra storia. Per adesso resta il fatto, lampante e allo stesso tempo molo grave, che la Riviera del Corallo, per scelte politiche correlabili all’area vasta della sinistre, che ha avuto la guida del Comune in questi anni, è stata privata, solo per scelte ideologiche e fuori dal tempo, di nuovi hotel (sempre più utili in chiave rilancio dell’aeroporto) e soprattutto posti di lavoro

Nella foto il sindaco Bruno e l’assessore Usai

S.I.

Referendum: Calderoli a Sassari

SASSARI – Il senatore Roberto Calderoli, vice presidente del Senato e responsabile Organizzativo e Territorio della Lega Nord, chiuderà venerdì il suo lunghissimo tour per spiegare le ragioni del No al referendum sulle riforme costituzionali, tour iniziato nello scorso mese di maggio e che lo ha portato in tutte le regioni italiane, con un incontro pubblico alle 18,30 a Sassari presso l’Hotel Deledda in viale Dante 47.

“Ho scelto di chiudere in Sardegna – spiega Calderoli – per poter spiegare ai cittadini sardi che la Sardegna, nel caso passasse questa riforma, non potrebbe essere rappresentata in Senato a causa di un vulnus che riguarda tutte le Regioni a statuto speciale che, nei relativi statuti, prevedono che l’ufficio di consigliere regionale sia incompatibile con quello di membro di una delle Camere. E ricordo che gli statuti delle Regioni speciali possono essere modificati solo con una legge costituzionale e solo dopo un’intesa con la Regione stessa, per cui è evidente che se mai questa riforma dovesse essere approvata il Senato, organo costituzionale e quindi obbligatorio, non potrebbe essere rinnovato. Di questo, e di altro, parlerò più approfonditamente venerdì nell’incontro di chiusura che farò a Sassari.”

Nella foto Roberto Calderoli

S.I.

Crack Sinistra. Furia Udc. Bruno rischia

ALGHERO – Un indizio è un indizio, due indizi sono una coincidenza, ma tre indizi fanno una prova. Questo scriveva Agatha Christie. Ciò calza a pennello rispetto alla situazione dell’attuale maggioranza consigliare. Quella oramai definita “coalizione-matrioska”. Come avevamo detto, chi segue la politica, aveva ben presente quello che, prima o poi, sarebbe accaduto e, proprio come nei libri, della celebre giallista, puntuale il quadro previsto prende forma. In questo caso l’impossibile convivenza delle varie anime della coalizione che ha fatto vincere Mario Bruno, ma ne impediscono una adeguata governabilità.

In particolare negli ultimi giorni, com’è noto e anticipato da Algheronews [Leggi], è esploso il caso dell’assessore Natacha Lampis e più in generale della lista Sinistra Civica. Un aggregazione comprendente più gruppi politici tra cui ex- Comunisti Italiani, Sel ed ex-Alghero Migliore. Questi ultimi sono quelli che difendono la loro assessora. Del resto è stata espressa proprio da tale area facente capo, da qualche mese a questa parte, al partito dei Rossomori. Novità non assolutamente accettata dall’Udc.

Già la convivenza era impossibile e le tematiche centrali vedono questi alleati distanti anni luce (Maria Pia, suoli pubblici, immobili comunali, Puc e tanto altro), adesso si aggiunge la palese sfiducia del consigliere comunale (l’unico) Giampietro Moro di Sinistra Civica all’assessore Lampis. Ieri si sono seguite, in poche ore, due note stampa al veleno in cui da una parte “il direttivo” della lista, condotto dagli ex-miglioristi, che attaccavano in maniera pesante il partito di Antonello Usai e ridimensionavano Moro. Ma quest’ultimo non ha gradito e, lasciando da parte il canonico amplomb, ha ribadito che la Lampis non ha più la sua fiducia e che proprio gli ex-miglioristi non rappresentano Sinistra Civica.
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Una guerra interna alla maggioranza e una bufera politica che rischia di travolgere Mario Bruno e che si somma alle altre tegole relative alle indagini sull’appalto dei rifiuti, barracelli, Meta, Parco e poi la nota vicenda dei fondi ai gruppi e soprattutto alle mancante risposte rispetto alle tante emergenze ed esigenze degli algheresi. In primis la disoccupazione che, proprio in questi mesi, sta toccando livelli record. A questo punto sono in tanti, compresi alcuni della maggioranza, a chiedersi se questo percorso amministrativo e politico, quello della “matrioska”, abbia ancora senso o non sia meglio dare uno stop e andare al voto fra pochissimi mesi. Del resto sarà l’esito referendario a dare un ulteriore accelerata verso l’ipotesi del voto anticipato, anche ad Alghero.

Nella foto Mario Bruno

S.I.

Guardia Grande: incontro del No

ALGHERO – Giovedì 1 dicembre alle ore 18 a Guardia Grande, nella sala sociale della borgata di Guardia Grande Il Comitato per il No di Forza Italia Alghero e il Comitato per il No ad Alghero organizzano un incontro di approfondimento, alla vigilia della consultazione referendaria, nella quale saranno illustrate le conseguenze che la modifica della carta costituzionale, così come redatta dal governo Renzi porterebbe sul sistema politico italiano e sulla Sardegna stessa.

Le ragioni del No saranno illustrate dal Prof. Avv. Mario Tocci, docente di legislazione dei beni culturali e diritto amministrativo all’ Università degli Studi di Sassari. All’incontro, moderato dal giornalista Stefano Idili, parteciperanno Andrea Delogu, coordinatore cittadino del Comitato per il No, Marco Di Gangi coordinatore del comitato civico, Stefano Lubrano, Mario Conoci ed i consiglieri comunali Michle Pais, Maurizio Pirisi, Nunzio Camerada, Maria Grazia Salaris, Monica Pulina, Alessandro Nasone. Le conclusioni saranno affidate all’On. Marco Tedde.

Nella foto alcuni rappresentanti del No

S.I.

Giornalino comunale: grazie Bruno

ALGHERO – Bruno, ancora una volta, è riuscito nel suo intento: avrà il suo “giornalino”. O meglio, come lo ha voluto chiamare nella delibera “Il periodico della città”. Un modo come un altro per diffondere la propaganda dell’amministrazione, della maggioranza ed eventualmente le proposte e uscite, ovviamente quelle non critiche, da parte delle opposizioni. Tutto questo mentre l’esecutivo attuale mai come prima ha spazio sui media locali e regionali. Del resto ha anche lo staff più imponente di sempre con all’interno due giornalisti. Ma nonostante questo e pur essendoci una marea di problemi ancora da affrontare e risolvere, il sindaco ha deciso di far definire subito la delibera, portarla in aula e farla approvare.

“Una vera vergogna senza alcun senso di esistere”, hanno tuonato dalle opposizioni. Maria Grazia Salaris, Michele Pais, Enrico Daga, Roberto Ferrara e Maurizio Pirisi sono intervenuti attestando l’inutilità di tale operazione che è fuori dal tempo e senza senso visto che “Bruno già esce in tutti i mezzi di informazione e non ha bisogno di creare nessuno giornalino” e questo anche se gratis “perchè si andrà a togliere fette di mercato pubblicitario alle attività editoriali già esistenti”. E nello specifico è stato Pais a fare l’esempio di chi, già da tanti anni, porta con fatica avanti sia cartacei che anche siti on-line e a breve si troverà a concorrere con il Comune di Alghero. “In particolare penso al signor Cantoni – ha detto – che non con difficoltà va avanti col suo lavoro di informazione da anni col cartaceo di Alghero Eco”. L’esponente forzista ha ricordato al Primo Cittadino che “già esce quotidianamente su tutti i media comprese le tv e dunque non ha alcun bisogno di creare questa porcheria che, d’altra parte, è chiaro che sarà utilizzata per fare propaganda proprio quando non manca molto alla fine della sua fallimentare esperienza”.

“Una scelta nefasta e indegna”, ha detto la Salaris che ha spiegato “mi rivolgo ai consiglieri di opposizione, visto che il sindaco ha già deciso, voi verrete ricordati come quelli che hanno dato il via libera a questa delibera che va contro le reali e quotidiane esigenze degli algheresi che non hanno certo bisogno di vedersi recapitato in casa un giornalino che loda le gesta del sindaco”. Inoltre, ha ricordato sempre la Salaris, “con che coraggio parla il sindaco che ha nel suo staff dei giornalisti e anche un responsabile di testata” e non solo, come anche già detto dallo stesso Pais, “gli algheresi non devono essere imboniti da nessun tipo di propaganda, ma dai fatti, dalle azioni e dalle risposte concrete alle loro esigenze partendo da un freno reale alla drammatica disoccupazione che sta flagellando la nostra città”.

Daga, Ferrara e Maurizio Pirisi hanno ribadito l’assurdità di questo regolamento che vede “la creazione di un cartaceo proprio in un periodo storico in cui tutti, anche le persone più avanti con l’età, attingono dal web le informazioni e non certo dai giornaletti che arrivano a casa e possono usare per altri scopi come incartare le uova”, ma nonostante questo “il sindaco ha deciso di andare avanti, di continuare nella sua proposta di pensiero unico che tanto gli piace che trova già riscontro nella quotidiana comunicazione su quasi tutti i media locali”, del resto ha continuato Daga “com’è noto, non ama nè critiche nè contraddittorio, ma, come detto solo il pensiero unico”. Mentre Maurizio Pirisi ha ricordato, l’altro cartaceo “free press”, oltre ad Eco, ed è L’Isolano. “Si poteva dare un contributo a questi e comunque diffondere energie e fondi ai media già esistenti come facevano noi con le giunte di centrodestra in passato dove la pubblicità istituzionale veniva acquistata in maniera uguale a rotazione su tutti gli organi presenti”.

E poco c’entra che non saranno utilizzati soldi pubblici. “Si andrà a creare una concorrenza oggettivamente sleale che danneggerà le realtà già esistenti, a favore dell’amministrazione che comunque avrà delle spese per il personale e in generale è sufficiente già far perdere tempo agli uffici e all’apparato, per considerare una grave perdita di denaro”, hanno detto dalle opposizioni. Ma, nonostante le critiche giunte dai banchi della minoranza e pur essendoci alcuni esponenti di maggioranza molto dubbiosi su tale delibera, alla fine Bruno ha incassato 13 voti positivi. Ma non solo. Infatti, ha destato non poca sorpresa il voto di astensione (differente da quello contrario del suo collega di partito Daga) di Mimmo Pirisi. Sono chiare, oramai, le fibrillazioni politiche che a breve porteranno a nuovi scenari in casa dem. Ma questa è un’altra storia. Per adesso, restando al Consiglio Comunale di ieri, la delibera prodotta e fatta approvare palesa ancora una volta quale sia il “core business” della guida bruniana.

Nella foto (di Andrea Manca) il Consiglio Comunale di ieri

S.I.

Votare No per stop sbarco migranti

CAGLIARI – “Promettono turismo e zona franca doganale, ma al porto di Cagliari preparano un hub per i migranti: questa follia è l’emblema di una giunta regionale che raggiunge risultati opposti agli annunci pomposi”. Lo ha dichiarato Alessandra Zedda, vice-capogruppo di Forza Italia-Sardegna in Consiglio regionale, commentando la notizia pubblicata dalla testata on line Ad Maiora Media e rilanciata dalla stampa nazionale.

“La città di Cagliari e la Sardegna avevano programmato ben altre azioni, dedicate al turismo e al traffico merci, ma il Governo, con la complicità di Pigliaru e del sindaco Zedda, stanzia risorse solo per ciò che interessa a Roma e pensa alla Sardegna solo come destinazione dei flussi di migranti. Possiamo solo immaginare che cosa potrebbe accadere, se dovesse vincere il sì al referendum e simili decisioni potessero andare avanti senza alcuna possibilità di reazione da parte dei territori. Ma per Pigliaru – ha concluso Zedda- evidentemente un comodo seggio sanatoriale può essere barattato con le aspirazioni e le preoccupazioni di un’isola intera”.

Nella foto l’ex-assessore regionale Alessandra Zedda

S.I.