Salta il Consiglio. Bruno-Pd lontani

ALGHERO – Nuova seduta deserta per il Consiglio Comunale. Se nella massima assise cittadina non di discutono i temi voluti dalle opposizioni (sono arretrati circa 40 documenti), non si affrontano le questioni primarie per Alghero (praticamente si contano su due mani le delibere discusse e votate, a parte le cose ordinarie), non si può parlare di politica, allora a questo punto non ha senso che questo organismo resti in vita. D’altra parte era molto difficile, visto l’andazzo, che l’ex o nuova maggioranza bruniana andasse in via Columbano per sentirsi ricoprire di critiche per questi quasi 4 anni fallimentari. Per la cronaca erano presenti solo i rappresentanti delle opposizioni, grillini a parte [Leggi]

Ma il risultato è il medesimo di troppe seduta: l’Aula deserta. Un pessimo spettacolo che, anche dai tanti commenti sui social, palesa lo spaesamento degli algheresi e non solo che non comprendono più questa situazione. Infatti, nonostante il congresso, da commenti affrettati, pareva avesse fatto scoppiare la pace, così non è. E come anticipato da Algheronews [Leggi] è ancora tutto in alta mare e il tempo stringe.

Del resto, a parte la difficoltà nel trovare i nomi per ricoprire settori fondamentali come Urbanistica, Turismi e Servizi Sociali, almeno per riuscire a portare a casa qualche risultato, per Bruno non ha senso ritornare a Porta Terra senza avere con se, e dunque in maggioranza coi due consiglieri Daga e Pirisi, il “brand” ufficiale del Partito Democratico. Non è escluso che questo possa accadere, ma, nonostante il tempo stringa (il 5 novembre scade il termine per ritirare le dimissioni) la vera riappacificazione è ancora lontana. A quel punto, per evitare un nuovo fallimento, questa volta politico, Bruno potrebbe anche mollare e puntare ad altre mete. Del resto il Commissario verrebbe solo per pochi mesi (voto anticipato maggio prossimo) e prima la grande sfida delle politiche.

Nella foto il Consiglio Comunale di ieri (23 ottobre) totalmente e tristemente vuoto

S.I.

Teatrino farsa organizzato dal Pd

ALGHERO – “Il Partito Democratico Algherese, partito governato da due o più anime, fratturato, diviso e scontento si ritrova a siglare una “pace armata” in piena “Guerra Fredda”, ha riconfermato per acclamazione il segretario uscente Mario Salis”. Cosi i consiglieri comunali di 5 Stelle Roberto Ferrara e Graziano Porcu rispetto alla condizione politica, e dunque sociale, che deve subire Alghero. “Dopo tre anni di lotte interne senza esclusioni di colpi, ruvide contese interne al partito, gelosie mal sopportate, tranelli, imboscate e giochi di potere che hanno condizionato, inevitabilmente, la vita politica della nostra città, oggi, all’ombra dell’ulivo, incredibilmente, sembra essere scoppiata la pace solo ad una settimana dalle “false” dimissioni del sindaco Mario Bruno. La pace, in realtà, è solo la montagna che dopo lungo e tormentato travaglio ha partorito il topolino: ma a quale prezzo per la democrazia e per i cittadini algheresi costretti a vivere e assistere ad un vero teatrino della politica?”

“Disuniti tre anni fa, uniti dopo oltre 1000 giorni di governo della città con una storia fatta di contrasti e un primo cittadino che presenta le dimissioni: qual è la verità? Chiaro è che i cittadini sono stati presi in giro, resta solo da capire se in occasione delle elezioni comunali 2014 o in questo strano nuovo inizio di un idillio mai realizzato. Un “volemose bene” che ha un suo perché politico: il Pd non può permettersi di perdere voti in vista delle prossime politiche di Maggio e l’ordine, a partire da Roma per arrivare a Cagliari e ancora a Sassari, diretta ai “Politicanti nostrani” che succubi eseguono ordini a dimostrazione che Alghero è solo una pedina in un gioco ben più grande, è una chiamata all’unità a tempo. A Maggio infatti, se non addirittura da Febbraio quando si definiranno le liste per i futuri candidati alle Nazionali, “Rosatellum” permettendo, tutto questo finirà e Alghero, e la sua popolazione oramai in ginocchio, si ritroveranno ad essere stati solo mero strumento per il raggiungimento di uno scopo altro”.

“Continuano però, o cercano di farci credere, che tutto questo stia accadendo per il solo ed esclusivo bene della città. Alibi pretestuoso e destinato a crollare miseramente nel breve e lungo periodo ma che, in un partito frantumato e lesionato alla base, fa da “attaccatutto” e tiene assieme i cocci il tanto che basta per arrivare alle prossime elezioni politiche, nel segno dell’utilitarismo e di un interesse purtroppo più ampio rispetto al bene della comunità algherese. Tant’è che non è dato sapere, al cittadino qualunque, su quali basi programmatiche e su quale idea di futuro si sia fondato questo nuovo idillio”.

“Come rappresentanti in Comune del Movimento Cinque stelle, memori della grave crisi politica, giorni fa avevamo chiesto la convocazione di un Consiglio comunale ad hoc per scuotere una maggioranza “immobile” – affermano Porcu e Ferrara – ma i fatti dello scorso fine settimana hanno sancito la fine della crisi politica con l’appoggio interno o esterno, stabile o precario del PD. Questo è il motivo per cui abbiamo deciso di non partecipare al Consiglio Comunale convocato per oggi, consci del fatto che non siamo stati eletti per discutere dei problemi del Partito Democratico e delle sue miriadi di correnti interne ma siamo stati eletti per occuparci dei problemi dei cittadini… chissà che un giorno non si renda conto di questo anche chi oggi governa”.

Nella foto i due consiglieri comunali di 5 Stelle

S.I.

Pd-Bruno: barzelletta. Stop giochi

ALGHERO – “A seguito degli esiti derivanti dal tanto atteso congresso del partito democratico pare esser caduto il silenzio sulla, di norma effervescente e chiacchierata attività politica algherese. Nessuno commenta, nessuno scrive, nessuno critica, nessuno si complimenta, per ora”. E’ Andrea Montis, dirigente locale dei Riformatori Sardi, tramite commento sui social, a rompere gli indugi e a palesare quelli che sono gli sviluppi della politica locale. Il documento a sintesi del congresso del Partito Democratico, per bocca del segretario riconfermato Salis, lo ha scritto a chiare lettere: il Pd lavora per la ricostruzione del centrosinistra. Trattino o meno, poco cambia. A questo punto è facile comprendere che, almeno adesso e in prima battuta, difficile o meglio impossibile riproporre nuovi esperimenti. Del resto quanto avvenuto nell’attuale consigliatura ha decretato la fine di alleanza diverse e allargate. Anche se è palese che il fallimento di Bruno e più è correlabile alla incapacità degli attori singoli ad affrontare e risolvere i problemi che alle le sigle e partiti di riferimento. Del resto sono le persone che fanno la politica cosi come la storia, anche quella piccola, cittadina, comunque importante.

Però, visti anche gli accadimenti regionali e nazionali, è chiaro che pure a livello locale si andrà verso coalizione “storiche”: centrodestra e centrosinistra. Sempre, salvo sorprese. Ed è proprio Montis, basandosi anche su quanto avvenuto in questo weekend, che commenta in maniera amara, “negli ultimi anni le sorti di Alghero sono state dettate unicamente da meri interessi personali, di pochi individui, tesi al solo raggiungimento del ruolo ambito o alla conservazione dello stesso quale trampolino di lancio per l’ambizione successiva, in prima persona singolare”. Frasi lapidarie e poi ancora. “Al fine di risolvere diatribe interne al P.D.( con influenze esterne in nome di un centro sinistra e di un Pd riunificato) , è stato utilizzato, quale sede di dibattito, il piu’ importante dei luoghi del governo cittadino: l’aula consiliare dove si sarebbe dovuto discutere esclusivamente di Alghero e dei suoi problemi! Chiunque abbia assistito alla seduta del consiglio comunale dell’ 11 settembre credo che, come me, abbia vissuto un forte imbarazzo nel vedere mortificati sia i ruoli che la sede istituzionale trasformata in una sede di partito, in un palco di teatro con tanto di “ gobbi” tra il pubblico”.

Accade anche che ciò che a chiunque, capace di intendere e di volere, è apparso come uno squallido tentativo di “scalata” ad un partito venga successivamente fatta passare quale grande momento d’unione “La fase di tesseramento svolta in vista del congresso, ha registrato una volontà di superamento delle divisioni su richiamate e si pone come presupposto per il rafforzamento del Pd”. E ancora il rappresentante dei Riformatori Sardi. “Da precisare che finito il congresso si dovrà aprire la fase del “ percorso programmatico” vale a dire, per quel che si comprende, che ancora non esiste una convergenza di vedute sulle politiche da attuare utili per la città di Alghero, e ancora, “c’è da chiedersi, dunque, sulla base di quale principio nasca la “riunione” delle diverse anime se non esclusivamente , come purtroppo sfacciatamente scritto nella nota del P.D., dalla “necessita di ricostruire un quadro organico di centro sinistra”.

Per chiudere. “Tutto comprensibile, legittimo ma comunque lontano anni luce rispetto ai veri problemi della città. Insomma come definita da un caro amico,più esperto di me: una tregua armata; Io da inesperto, se non ci fosse di che disperarsi, avrei detto una barzelletta”, chiude laconicamente Andrea Montis che, col suo intervento, volente o nolente, apre la strada a quella che sarà la ricomposizione delle alleanze “classiche” che andranno a sfidarsi alle prossime elezioni amministrative. Per, quasi tutti, a maggio prossimo.

Nella foto i rappresentanti dei Riformatori Sardi Marinaro, Montis e Spirito

S.I.

Casapound cresce anche in Sardegna

CAGLIARI – “L’inaugurazione delle sedi di Carbonia e di Cagliari è un chiaro segnale di come CasaPound stia crescendo non solo nell’isola ma in tutta Italia, a dimostrazione dell’apprezzamento da parte dei cittadini dell’impegno e della costanza dei nostri militanti, i quali, ogni giorno, lavorano per il popolo”. Commenta così il coordinatore regionale di CasaPound Italia Fabio Corrias. “CasaPound ha dato prova – prosegue – di essere un gruppo propositivo e a stretto contatto con le persone, che cura e difende i diritti di tutti gli Italiani sia nel mondo del lavoro che nel sociale”. E chiude il movimento di destra. “Continueremo su questa strada – conclude Corrias-, senza farci intimorire da attacchi e proclami di coloro che vorrebbero questo movimento privo di un proprio spazio e senza cadere nella trappola degli opposti estremismi”.

Nella foto l’inaugurazione della sede di Casapound a Cagliari

S.I.

Pd, Bruno e Alghero: tutto in alto mare

ALGHERO – Quattro anni appesi alle vicende di Bruno, Pd e frastagliata maggioranza. Ma c’è poco da fare, questa consiliatura è andata così. Inutile illudere nessuno che in pochi mesi si possano affrontare e anche risolvere i temi neanche sfiorati in tutto questo periodo che comprende anche due anni della precedente esperienza sempre legata all’attuale sindaco. Due mandati e Alghero in mano ha poco o niente. O forse no, è vero. Del resto l’obiettivo primario di riappacificare le varie anime del Pd potrebbe essere non più cosi lontano. Niente a che vedere con le reali esigenze e diffuse degli algheresi, ma comunque, per quella porzione politica, un traguardo fondamentale. Non per tutti, ovviamente, ma soprattutto per chi già siede in comode poltrone fuori Rudas e chi punta ad esse. Tutto legittimo e piuttosto normale, è che, come tutti sanno, Bruno era “sceso in campo” per tutt’altri motivi tra cui quello primario e imprescindibile di approvare, ad esempio, il Puc o anche portare a compimento tante altre progettualità già pronte e presenti in quei famosi cassetti. Invece, trascorsi quasi quattro anni, siamo ancora fermi a discutere di caselle, posti in Giunta, correnti, congressi, tessere e così via.

Nel frattempo, come ampiamente annunciato, Mario Salis è stato confermato segretario del Pd di Alghero. Anche con acclamazione. Un risultato molto positivo per la corrente dei “Popolari Riformisti” che nella Riviera Catalana d’Italia fa capo ad Enrico Daga. Ma per ottenere questo obiettivo è stato necessario un compromesso che appare chiaro dai nomi presenti nel direttivo locale e provinciale. Un ritorno di figure legate a Bruno che hanno trovato posto negli organismi del partito. A leggere il comunicato di ieri [Leggi] apparirebbe chiara la vittoria del capogruppo Mimmo Pirisi nel senso della necessità di ricostruire il centrosinistra e soprattutto di non porsi come nemici dell’attuale amministrazione e addirittura riportare dentro il partito consiglieri e assessori.

Ma non è tutto così rose e fiori. Bastava vedere le facce e i capannelli, ieri, nella sede di via Mazzini. Discussioni, confronti e anche qualche telefonata molto calda. Si dice col sindaco, non presente direttamente ma ben rappresentato da tutti i suoi fedelissimi. E, gira che ti rigiri, il pomo della discordia resta sempre lo stesso: i posti al sole. Un sole calante, visti i mancati risultati ottenuti, però giustamente, soprattutto Pirisi e Nasone, gli “architetti” (insieme ai riferimenti sassaresi) del salvataggio di Bruno, non vogliono passare per degli “utili idioti”. E dunque, hanno posto dei paletti. Si parla di cambiamenti nello staff del sindaco e soprattutto della non conferma di alcuni assessori come Selva e soprattutto pare esserci un aut-aut per il ritorno di Gabriella Esposito.

Bruno ha i giorni contati. Il 5 novembre scade il termine per cui lui deve ritirare le dimissioni. In qualunque condizione tornerà a fare il sindaco. Ma se non si dovesse chiudere il cerchio, a parte le tante belle parole presenti nelle comunicazioni ufficiali di ieri, è molto probabile che il Pd, almeno ufficialmente, non dia alcun nome. Possibile neanche nessuna indicazione, ma solo un appoggio esterno legato all’approvazione all’approdo in aula di temi di interesse generale. Per la verità fino ad oggi non n’è arrivato neanche uno, a parte la pasticciata bozza (respinta dalla Regione) del “Piano della Bonifica”. Insomma è tutto ancora in alto mare, così come lo è il Comune di Alghero. Da domani saremo sommersi da altre comunicazioni volte sempre a spostare l’asticella temporale e qualitativa verso traguardi sempre più lontani e utopici. Ma oramai questa esperienza è finita e tutti, compresi i protagonisti del Partito Democratico, lo sanno bene e si stanno preparando per le prossime sfide, elettorali. Del resto, senza le politiche di inizio anno, le questioni cagliaritane e la difficoltà di alcuni nell’essere rieletti, il sipario sarebbe calato già da tempo.

Nella foto il congresso di ieri del Partito Democratico

S.I.

Direttivo cittadino FINALE_1.1

Direttivo PROVINCIALE FINALE

Salis eletto per acclamazione

ALGHERO – “Il partito democratico di Alghero conclude con il congresso cittadino e con l’elezione degli organismi dirigenziali una fase di importante impegno politico e programmatico che ha posto in evidenza i temi relativi alla città e gli interessi più generali della comunità Algherese e del territorio.

Non sono mancate in questi anni passati iniziative e confronti pubblici che hanno consentito al PD di svolgere un importante ruolo di riferimento in città. La stessa azione di opposizione portata avanti a seguito del risultato elettorale comunale del 2014 è stata condotta dal gruppo e dal partito con serietà e sulle questioni di merito nelle condizioni difficili derivate dalla divisione avvenuta in sede elettorale.

La fase di tesseramento svolta in vista del congresso, ha registrato una volontà di superamento delle divisioni su richiamate e si pone come presupposto per il rafforzamento del PD.

Il governo della città costituisce gran parte delle attenzioni e dell’attività del nostro partito. Si rafforza la consapevolezza che la citta e il territorio hanno necessita di un governo forte autorevole e dinamico i grado di dare risposte da un lato alle consistenti problematiche legate alle condizioni di vita e alle esigenze di occupazione, dall’altra di mettere i campo progetti e iniziative di media- lunga scadenza che sfruttino al meglio le potenzialità che la citta possiede.

Le recenti dimissioni del sindaco mettono il PD di fronte a scelte e decisioni nuove e responsabili. L’apertura della crisi, ha portato al venir meno della maggioranza che ha avuto la prevalenza dei consensi degli Algheresi.

In questo nuovo quadro il PD e tutte le forze partitiche o civiche, che si riferiscono all’area di centro sinistra, si dovranno impegnare a creare le condizioni per la sottoscrizione di un nuovo patto politico e programmatico che con obbiettivi precisi e condivisi e interpreti affidabili e rappresentativi, apra una nuova fase di governo e ricostruzione del centro sinistra.

Il PD si impegna a sostenere con forza il rilancio della situazione politico amministrativa, con spirito aperto e senza pregiudiziali, nell’interesse della citta, ricercando le opportune convergenze programmatiche per la conclusione del mandato amministrativo.

Deve essere questo l’orizzonte e il contesto nel quale collocare la conclusione del mandato in corso. Si esce dalla crisi con un percorso chiaro, comprensibile agli Algheresi, all’insegna della ineludibile necessità di costruire un quadro di centro- sinistra organico ed omogeneo.

Alla fine del percorso programmatico, per il quale si aprirà nelle prossime ore una discussione, cadranno le condizioni restrittive relative al tesseramento dei consiglieri comunali e assessori nel rispetto dello statuto”.

Partito Democratico Alghero

Direttivo cittadino FINALE_1.1

Congresso Pd. Bruno alle politiche?

ALGHERO – Oggi (sabato) si svolgerà l’atteso, da parte della politica cittadina, congresso del Partito Democratico. Dalle 10.30 presso la sede di via Mazzini 99 ad Alghero si terrà l’assemblea degli iscritti del Pd con all’ordine del giorno l’elezione del segretario e direttivo del circolo, elezioni componenti assemblea provinciale. Il congresso sarà aperto dalle comunicazioni del segretario uscente, espletamento formalità congressuali, illustrazione delle linee politico/programmatiche dei candidati e infine il dibattito. Il voto dei cittadini potrà essere espletato dalle 12 alle 18.

Salvo sorprese, sarà confermato alla guida del partito Mario Salis. Questo sancirà la vittoria del congresso da parte della corrente facente capo ad Enrico Daga e dunque ai “Popolari Riformisti”. A quest’area si oppone quella dei “Democratici” facente capo a Renato Soru riferimento per quasi tutti i sostenitori di Mario Bruno. Quest’ultima, anche se non maggioritaria, dovrebbe conquistare comunque diversi posti nel nuovo direttivo. L’obiettivo era quello di fare un “ribaltone” per poi condurre il Pd verso il sostegno ufficiale a Bruno. Fatto che non accadrà, anche se il consigliere comunale Mimmo Pirisi, come ha già fatto, continuerà ad evitare che il sindaco vada a casa.

Anche se, come oramai si vocifera sempre più, Bruno dovrebbe essere candidato per le politiche (potrebbe esserlo anche nel Pd ma in altre sede) e allora sarebbe lui, nel caso, a lasciare il posto di Primo Cittadino per la più comoda poltrona romana. A prescindere da questa legittima scelta personale, ci sono anche altre situazioni pendenti legate alle note vicende cagliaritane che andranno ad influire certamente sull’attuale consigliatura. In tutto questo, trascorsi quasi quattro anni, restano da risolvere tutte le grandi e meno questioni legate alle istanze primarie degli algheresi.

Nella foto i vertici del Pd algherese

S.I.

Alghero, è Medioevo politico

ALGHERO – “Due ci riportano alla “famiglia” che fino a oggi ha distrutto il Pd Alghero. Lunga militanza e giusta preparazione per il terzo che sicuramente porterà pace all’interno della casa del popolo di Via Mazzini”. Questo il commento ufficiale pubblicato sulla pagina su facebook “I Democratici” all’articolo apparso negli scorsi giorni riguardo i nomi in lizza per ricoprire il ruolo di segretario del Pd di Alghero. A ciò commenta, o meglio risponde sul suo profilo il consigliere e dirigente regionale sempre del Pd Enrico Daga, “Una “famiglia” colpevole di non svendere la propria dignità, ecco come vogliono fare la ricostruzione del centro sinistra: gente che sente il pericolo di perdere un piccolo ruolo e attacca a testa bassa come se gli stessero entrando i ladri in casa. Questa (ovvero “I Democratici” ndr) è la pagina che fa riferimento al sindaco”.

Mentre da una parte continuano, da tempo, ad usare la clava, dall’altra si uso il fioretto. Questo in estrema sintesi l’agire degli ultimissimi anni. E non si parla solo della “guerra” tra bruniani e dem catalani, ma in generale tra i primi e i loro oppositori. Va dato atto a Bruno e ai suoi sostenitori di aver agito in maniera dura, durissima contro chi si opponeva. Dalla politica alla stampa passando per semplici cittadini e anche attività, manifestare contrasto rispetto ai dettami di Porta Terra è diventato molto difficile. Non tutti, però, hanno ceduto e oramai con la fine di questo periodo piuttosto vicina la musica, finalmente, dovrebbe cambiare.

Certamente c’è un astio e perfino odio generalizzato che non sarà facile superare. Altro che “coesione sociale”, come ama ripetere Bruno, Alghero non è mai stata così “velenosa”. C’è un diffuso terrore tra tutti. Oramai un “like” o “commento” su facebook rischia di far infuriare il manovratore o qualche suo adepto. Altro che “democratici” pare di vivere in condizioni opposte. Del resto, come detto in apertura, aver definito “distruttori del Pd” persone e anche politici come Cici Peis e Piero Daga segna il termometro del Medioevo politico e sociale in cui è piombata una parte, piccola, della città e più in generale del territorio. Ma, anche in questo caso, nonostante la diffusa propaganda, l’uso della clava contro il fioretto, gli algheresi vedono e sanno bene tutto.

Nella foto l’immagine riportata su facebook con l’attacco contro Peis e Daga da parte de “I Democratici” corrente del Pd facente capo ai soriani

S.I.

“Sartore continui pure il letargo”

ALGHERO – “Con grande sorpresa, constatiamo che il consigliere comunale Pietro Sartore si è svegliato non su questioni che affliggono la città, come il disastro sull’aeroporto, le mancate risposte sul porto, lo smantellamento della sanità, ma ha preso coscienza su un tema che non riguarda direttamente l’amministrazione, e lo ha fatto in maniera nervosa, maleducata perfino”. Cosi le forze politiche Psd’Az, Upc, Udc, Patto Civico e Upc rispetto alla nota del consigliere comunale della lista di centrosinistra del sindaco, Pietro Sartore [Leggi] riguardo i problemi dei lavoratori stagionali presso il centro di impiego.

“L’atteggiamento del consigliere Sartore non sorprende, dal momento che risulta capo gruppo della lista Per Alghero per Mario Bruno, da cui prende l’arroganza ed il disprezzo per i soggetti politici che legittimamente e democraticamente si pongono a difesa dei propri concittadini. Nel riferirsi, indicando nella sua nota stampa con un “e più”, a partiti come Ncd, Udc e Upc che, unitamente a Patto Civico Alghero e Psd’Az, hanno preso posizione contro l’increscioso metodo e contro l’assenza assoluta di informazioni ai lavoratori stagionali per l’iscrizione alle liste di disoccupazione, il consigliere Sartore si allontana dal concetto di noblesse oblige con atteggiamenti che ricordano vagamente il marchese del Grillo”.

“Nel merito ci limitiamo a dire che, con i suoi copia e incolla del buon suggeritore, il professor Sartore non entra minimamente nella questione da noi posta: gli stagionali non solo non hanno avuto per tempo le corrette informazioni, ma sono stati indotti a doversi sobbarcare file dalle 5 del mattino per prendere posto e definire le pratiche presso l’ufficio del lavoro secondo le nuove modalità che impongono agli stagionali di siglare un vero e proprio patto per cercare lavoro nello stesso settore in cui essi hanno lavorato ovvero quello turistico”.

“Ci risparmi, consigliere Sartore, i suoi atteggiamenti da professore che si è svegliato all’improvviso e provi ad incontrare tutti coloro i quali sono andati e continuano ad andare alle cinque del mattino a fare la fila fuori dall’ufficio del lavoro, scoprirà che esiste una cosa chiamata “mondo reale”, per niente comodo e ovattato, e magari potrà scoprire come funziano davvero le cose, scoprirà che magari non tutti hanno un Pin per entrare nei portali dell’INPS, che gli avvisi appesi al’ufficio del lavoro per prendere un appuntamento non sono così “evidenti”.

“L’inverno è alle porte, continui pure il suo letargo, consigliere Sartore, con l’augurio che al suo prossimo risveglio non si ritrovi, ancora una volta, con “meno” consiglieri fra le file del suo gruppo in consiglio comunale. Nel frattempo, visto che durante l’ultima seduta di consiglio comunale Sua Signorìa si è “simpaticamente offerto” di pagare il notaio per mandare a casa Bruno, la ringraziamo per la sua generosità e disponibilità economica con la certezza che vorrà ottemperare al pagamento del conto”.

Nella foto i rappresentanti dell’Udc Salvatore e Marino

S.I.

Pirisi in Giunta e ritorno Castellini?

ALGHERO – In vista del congresso di sabato del Partito Democratico (che non produrrà niente di nuovo sennò l’ingresso di alcune persone vicine all’area bruniana e la conferma di Salis segretario), è doveroso, anche se gli algheresi sembrano totalmente disinteressati ad esso, puntare i riflettori sul classico “toto-assessori”. Dopo tre anni di cambi mutamenti e cambi di casacca, ci si sarebbe aspettato bene altro, a non molti mesi dalla fine del mandato. Ma invece anche la parte finale della consiliatura di Bruno è caratterizzata da infinite discussioni, tavoli, riunioni e incontri legati esclusivamente alla necessità di trovare i numeri per “galleggiare” e continuare a mantenere le varie poltrone. Niente di scandaloso, ma certamente lontano anni luce dalle reali esigenze di Alghero.

Passando alla cronaca politica, come anticipato da Algheronews [Leggi], per ricoprire il ruolo di assessore all’Urbanistica sarebbe stato fatto quello di Alessandro Balzani, ingegnere, e componente del Partito Democratico di Alghero. Pare, però, che sul suo nome ci sia stato qualche passo indietro. A questo punto non è escluso un clamoroso passaggio ovvero l’ingresso in Giunta di Mimmo Pirisi. Questo aprirebbe le porte del Consiglio a Franco Calvia che, seppure molto critico col Pd, ha già più volte manifestato la sua idea a favore della chiusura naturale dell’attuale mandato. Dunque per i bruniani dovrebbe rappresentare una garanzia.

Restano, ancora, scoperte le deleghe ai Servizi Sociali e Turismo. Quest’ultima, com’è noto, dovrebbe ritornare ad essere gestita da Gabriella Esposito, mentre per la prima, che necessita l’assegnazione ad una donna, per le “Quote rosa” (non rispettate neanche nelle partecipate), si vocifera il clamoroso ritorno di Marisa Castellini. Tale figura dovrebbe essere espressa da Alessandro Nasone, ma è evidente che non essendoci dietro tali scelte dei partiti o neanche delle associazioni o movimenti politici resta difficile trovare delle persone adatte e soprattutto disponibili a ricoprire tali delicati ruoli in uno scenario generale giudicato fallimentare.

Intanto il termine per ritirare le dimissioni è fissato per il 5 novembre. Entro quella data, con Giunta definita o meno, Bruno ritornarà ad occupare la poltrona di sindaco. Del resto, seppure risicata, ha la maggioranza (13, compresi Mimmo Pirisi e Nasone, a 12). Lunedi si discuterà in Consiglio Comunale della crisi. Ma intanto, come detto alla nausea, Alghero attende risposte su quasi tutti i temi. Mentre si avvicina fine anno che certamente vedrà, nuovamente, un esborso record da parte della Meta e Comune (anno passato intorno ai 200mila euro) per le varie manifestazioni. Anche questo è fare “politica”.

Nella foto il capogruppo del Partito Democratico Mimmo Pirisi

S.I.