Alghero, è Medioevo politico

ALGHERO – “Due ci riportano alla “famiglia” che fino a oggi ha distrutto il Pd Alghero. Lunga militanza e giusta preparazione per il terzo che sicuramente porterà pace all’interno della casa del popolo di Via Mazzini”. Questo il commento ufficiale pubblicato sulla pagina su facebook “I Democratici” all’articolo apparso negli scorsi giorni riguardo i nomi in lizza per ricoprire il ruolo di segretario del Pd di Alghero. A ciò commenta, o meglio risponde sul suo profilo il consigliere e dirigente regionale sempre del Pd Enrico Daga, “Una “famiglia” colpevole di non svendere la propria dignità, ecco come vogliono fare la ricostruzione del centro sinistra: gente che sente il pericolo di perdere un piccolo ruolo e attacca a testa bassa come se gli stessero entrando i ladri in casa. Questa (ovvero “I Democratici” ndr) è la pagina che fa riferimento al sindaco”.

Mentre da una parte continuano, da tempo, ad usare la clava, dall’altra si uso il fioretto. Questo in estrema sintesi l’agire degli ultimissimi anni. E non si parla solo della “guerra” tra bruniani e dem catalani, ma in generale tra i primi e i loro oppositori. Va dato atto a Bruno e ai suoi sostenitori di aver agito in maniera dura, durissima contro chi si opponeva. Dalla politica alla stampa passando per semplici cittadini e anche attività, manifestare contrasto rispetto ai dettami di Porta Terra è diventato molto difficile. Non tutti, però, hanno ceduto e oramai con la fine di questo periodo piuttosto vicina la musica, finalmente, dovrebbe cambiare.

Certamente c’è un astio e perfino odio generalizzato che non sarà facile superare. Altro che “coesione sociale”, come ama ripetere Bruno, Alghero non è mai stata così “velenosa”. C’è un diffuso terrore tra tutti. Oramai un “like” o “commento” su facebook rischia di far infuriare il manovratore o qualche suo adepto. Altro che “democratici” pare di vivere in condizioni opposte. Del resto, come detto in apertura, aver definito “distruttori del Pd” persone e anche politici come Cici Peis e Piero Daga segna il termometro del Medioevo politico e sociale in cui è piombata una parte, piccola, della città e più in generale del territorio. Ma, anche in questo caso, nonostante la diffusa propaganda, l’uso della clava contro il fioretto, gli algheresi vedono e sanno bene tutto.

Nella foto l’immagine riportata su facebook con l’attacco contro Peis e Daga da parte de “I Democratici” corrente del Pd facente capo ai soriani

S.I.