Lunedi Consiglio sulla crisi di Bruno

ALGHERO – Lunedi, alle ore 18.30, è stata fissata la seduta del Consiglio Comunale per discutere della crisi dell’amministrazione. Se non fosse che quelli che stiamo vivendo è reale, parrebbe in tutto e per tutto tratto da un meraviglioso racconto di Pirandello o perfino di un romanzo di James Joyce. Talmente la narrazione viaggia al limite e anche oltre dell’assurdo che sarebbe un ottimo soggetto per qualche libro. Così è anche con le ultime notizie dal Palazzo.

Come detto è stata scelta la data per la prossima assemblea civica. Una riunione in via Columbano che avrà come unico oggetto il fallimento amministrativo e politico di Bruno, Giunta e sua maggioranza. Tutto questo, però, col sindaco dimissionario che dunque non potrà presentarsi in Aula. In tale modo, non ci sarebbe il numero legale per iniziare che però sarà mantenuto dalle opposizioni che hanno chiesto proprio questo dibattito. Del resto non ci sarà alcun voto su atti e dunque nessuna scelta vincolante. Solo un’altra discussione sul pantano in cui è finito il Comune. Questo ha deciso la conferenza dei capigruppo riunitasi ieri sera a seguito di una precisa richiesta del consigliere comunale Michele Pais accolta da tutte le opposizioni. Ciò in attesa degli sviluppi sulle dimissioni di Bruno e definizione dei vari assetti e assegnazione delle poltrone.

Nella foto il Consiglio Comunale di Alghero

S.I.

Messa in scena, toto-assessori |video

ALGHERO – “Penosa messa in scena”. Non fa tanti giri di parole il consigliere comunale di Forza Italia-Alghero Michele Pais a commento delle dimissioni (a tempo e a orologeria) del sindaco Bruno. Da ieri si è aperto il periodo di venti giorni cui il Primo Cittadino può ritirare le sue dimissioni. Del resto già nella missiva diffusa ieri in anteprima da Algheronews [Leggi], Bruno ha indicato chiaramente che ha fatto questa scelta per avviare il tavolo di trattativa (l’ennesimo) con il Partito Democratico al fine di riuscire a trascinare in maggioranza i due consiglieri comunali. Con uno c’è già riuscito, con l’altro sarà molto difficile, se non impossibile.

E così che, come detto, [Leggi], non accadrà niente di nuovo. Almeno salvo sorprese. I due “salvatori” di Bruno (Mimmo Pirisi e Alessandro Nasone) si dovrebbero “accontentare” di indicare gli assessori all’Urbanistica e Servizi Sociali (il Turismo riandrà a Gabriella Esposito). Per il primo ruolo si fa il nome di Alessandro Balzani (del Pd), mentre per il secondo (obbligatoriamente un donna) non ci sarebbero ancora figure ad hoc. I due hanno chiesto anche altro, si vocifera della “testa” dell’assessore all’ambiente Selva e di cambiamenti dello staff, ma difficilmente queste ultime richieste saranno soddisfatte. Alla fine ci sarà solo la ricomposizione della Giunta, fatto che sarebbe già dovuto accadere da mesi. Intanto, come detto, si registrano alcuni commenti come quello del consigliere Pais che critica aspramente la scelta di Mario Bruno.

S.I.

Nella foto e video Michele Pais, consigliere comunale di Forza Italia

Dimissioni farsa, Bruno cerca poltrone

ALGHERO – “Siamo all’ultimo atto di una miserevole commedia che vede tradito il voto degli algheresi. Non ci sono più termini o altro per descrivere riprovevole atteggiamento di Bruno e suoi sodali. Oggi sono arrivate le dimissioni tanto annunciate e propagandate. Non quelle definitive e reali attese da tutti gli algheresi, ma dimissioni contrattate con il Partito Democratico. Che sia o meno una parte di esso, poco importa. Bruno è del Pd, o meglio lo ha riconquistato, come si è visto nel Consiglio Comunale dell’11 settembre e letto in questi giorni: gli onorevoli eletti nel sassarese fanno tutti il tifo per lui. Un sostegno che non ha come scopo quello del bene degli algheresi e di portare a compimento le tante questioni irrisolte e neanche affrontate dall’attuale amministrazione di sinistra (Puc Piano Bonifica, Quattro Corsie, Porto, Pul, Circonvallazione, etc), ma solo quello di permettere un galleggiamento di Bruno fino alla prima finestra elettorale utile”. Cosi il gruppo consigliare di Forza Italia-Alghero composto da Michele Pais, Nunzio Camerada e Michele Pais, che commenta le dimissioni del sindaco Bruno.

“Si, perché le sue uniche mire, nascoste dalla foglia di fico della ricostruzione del centrosinistra, sono quelle di ritornare a sedere in una comoda poltrona fuori da Alghero. E per tale fine i bisogni dei cittadini sono sacrificati sull’altare delle sue mire personalistiche e il passaggio di oggi è propedeutico solo per aprire un misero “mercato delle vacche” utile ad assegnare posti e posticini e prometterne altrettanti. Ciò unicamente per provare a resuscitare un’amministrazione di zombie che non ha prodotto in quattro anni (più altri due prima) niente di utile per la città. Eppure ci raccontano, cercando ancora di raggirare i cittadini, che in un anno possono fare quanto non hanno fatto prima e tutto questo unendo due programmi in apparenza incompatibili e opposti viste le candidature alternative di Bruno e Daga nel 2014. Ma da qualche mese sembra riesploso l’amore mai sopito tra Pd e Bruno. Meglio per loro e anche per noi, così si è fatta finalmente chiarezza”.

“Non tutto però è perduto, il Partito Democratico ha solo un’occasione di dimostrare la sua responsabilità e rispetto del proprio elettorato, quello di interrompere questa agonia. Inutile ripetere la litania che troppi mesi di Commissario sono un onta, tutt’altro. Considerati i 20 giorni delle dimissioni e soprattutto la totale inerzia di questi anni, un dirigente regionale non può che fare meglio dell’attuale sindaco e traghettare Alghero verso il voto a maggio prossimo. Per adesso assistiamo, o meglio subiamo, la peggior tragicommedia politica che la storia di Alghero abbia mai prodotto. Negli States vanno di moda le sitcom, realizzate in un unico ambiente, ad Alghero le sindcom, interpretate dal sindaco nello scenario algherese. Ma gli algheresi ricorderanno bene i protagonisti quando, prossimamente, dovranno esprimere il loro voto”.

Nella foto il gruppo consigliare di Forza Italia

S.I.

Dimissioni per il bene della sinistra

ALGHERO – Come anticipato da Algheronews [Leggi], Mario Bruno, questa mattina, si è dimesso. La sua decisione è stata accompagnata da una nota diffusa pochi minuti e dove si ribadisce quanto pubblicato nella missiva inviata al Presidente del Consiglio, Giunta e Segretario Generale. Da adesso, altro duro colpo per Alghero e per le necessità della città, si potrà procedere solo con l’ordinario. Dunque ancora ritardi per tutte quelle questioni attese da mesi e anni come anche il Piano della Bonifica e il Pul.

“Con la presente rassegno, con decorrenza immediata, le mie dimissioni dalla carica di Sindaco di Alghero”, cosi Mario Bruno che prosegue, “ringrazio tutti i miei concittadini, i consiglieri comunali, gli amministratori e ciascuna risorsa umana del Comune per il lavoro svolto e la leale collaborazione prestata in questi quaranta mesi alla guida dell’amministrazione cittadina. Sono stati anni intensi, di coesione sociale e di ricerca del bene comune, in cui non sono mancati anche miei errori, insieme a importanti risultati frutto del lavoro collegiale e di squadra. Così come comunicato nella seduta del Consiglio Comunale del 9 ottobre scorso, le mie dimissioni sono dovute a motivazioni esclusivamente politiche, conseguenti alla avvenuta verifica in Aula del passaggio in minoranza di quattro consiglieri (tre del gruppo Udc e 1 del gruppo Upc) eletti nelle liste a me collegate nelle elezioni nel giugno 2014.

“Pur avendo sempre mantenuto in Consiglio i numeri sufficienti per l’approvazione del bilancio e di ogni atto proposto dalla Giunta alla massima assemblea cittadina, ritengo essenziale che si ricreino le condizioni per un quadro politico stabile e coeso. Da oggi ha dunque inizio un periodo di verifica, che dovrà necessariamente concludersi entro il prossimo 5 novembre; un periodo, spero il più breve possibile, utile per ristabilire solide condizioni politiche e continuare così a raggiungere significativi risultati amministrativi.

“L’obiettivo resta quello di portare a termine il programma politico in questi ultimi venti mesi di consiliatura che ci separano dalla scadenza naturale del mandato. Da oggi, così come ci ricorda l’art. 53 del TUEL, Testo Unico degli Enti Locali, decorrono venti giorni di tempo per un eventuale ritiro delle dimissioni prima che queste diventino efficaci e irrevocabili e durante i quali Sindaco, Giunta e Consiglio Comunale mantengono poteri di ordinaria amministrazione. Solo al termine delle tempistiche previste dal citato articolo 53, come noto, si provvederebbe ad avviare le procedure per lo scioglimento del Consiglio comunale.

“Tutte le mie forze, però, sono e saranno indirizzate a evitare questa nefasta eventualità finale che aprirebbe le porte per lunghi mesi a un commissario straordinario non eletto democraticamente e con poteri di mera ordinaria amministrazione. Lo farò con la consueta determinazione, continuando a lavorare fino all’ultimo secondo con la medesima intensità e con lo stesso spirito, in piena osservanza dei principi democratici che regolano la vita delle istituzioni della Repubblica e quella della Comunità algherese che ho avuto il privilegio e il grande onore di rappresentare e servire”.

Nella foto Mario Bruno

S.I.

Dimissioni a tempo per Bruno

ALGHERO – Questa volta si è dimesso veramente. Mario Bruno, dopo averle annunciate, in questi anni, per diverse volte, oggi (16 ottobre 2017), dopo quasi quattro anni di amministrazione, ha protocollato la missiva che pubblichiamo qui integralmente. Ma, ovviamente, come ogni cosa prodotta in questo periodo dal governo cittadino, anche questo passaggio è realizzato in modo inedito, fuori al comune e anormale. Infatti nella stessa lettera di dimissioni si parla già che “l’obiettivo resta quello di portare a termine il programma politico in questi ultimi venti mesi di consiliatura che ci separano dalla scadenza naturale del mandato”. Insomma, salvo sorprese e accadimenti particolari, entro i primi di novembre Mario Bruno sarà di nuovo sindaco. Questo grazie alla garanzia di avere due nuovi “acquisti” dalle opposizioni Mimmo Pirisi e Alessandro Nasone che dovrebbero permettere a Bruno di andare avanti.

Certo non sarà facile definire un nuova aggiunta e rispettivi assetti. Del resto, ad esempio, le partecipate sono quasi tutte ancora guidate da persone nominate da partiti oramai all’opposizione. Ma non solo, con l’attesa per l’esito dell’inchiesta sui fondi ai gruppi (che oramai è agli sgoccioli), il pantano amministrativo, i problemi in Consiglio e le scadenze elettorali, risulta molto difficile se non impossibile portare in Aula dei provvedimenti non ordinari e soprattutto farli approvare. Dunque, come dicono un po’ tutti, all’orizzonte non c’è niente di buono se non un perpetrare il galleggiamento dell’attuale situazione. Per alcuni, oramai la maggioranza, il Commissario sarebbe certamente la soluzione migliore.

Nella foto Mario Bruno

S.I.

Alghero, 16 ottobre 2017

Al Signor Presidente del Consiglio Comunale

Al Signor Segretario Generale del Comune di Alghero

Ai Signori Assessori della Giunta Comunale di Alghero

Con la presente rassegno con decorrenza immediata le mie dimissioni dalla carica di Sindaco di Alghero.

Ringrazio tutti i miei concittadini, i consiglieri comunali, gli amministratori e ciascuna risorsa umana del Comune per il lavoro svolto e la leale collaborazione prestata in questi 40 mesi alla guida dell’amministrazione cittadina.

Sono stati anni intensi, di coesione sociale e di ricerca del bene comune, dove non sono mancati anche miei errori insieme a importanti risultati frutto del lavoro collegiale e di squadra.

Così come comunicato nella seduta del Consiglio Comunale del 9 ottobre 2017, le mie dimissioni sono dovute a motivazioni esclusivamente politiche, conseguenti alla avvenuta verifica in Aula del passaggio in minoranza di quattro consiglieri (3 della lista UDC e 1 della lista UPC) eletti nelle liste a me collegate che hanno vinto le elezioni nel giugno 2014.

Pur avendo sempre mantenuto in Consiglio i numeri sufficienti per l’approvazione del bilancio e di ogni atto proposto dalla Giunta alla massima assemblea cittadina, ritengo essenziale che si ricreino le condizioni per un quadro politico stabile e coeso.

Da oggi ha inizio dunque un periodo di verifica, che dovrà necessariamente concludersi entro il 5 novembre; un periodo, spero il più breve possibile, utile per ristabilire solide condizioni politiche e continuare così a raggiungere significativi risultati amministrativi.

L’obiettivo resta quello di portare a termine il programma politico in questi ultimi venti mesi di consiliatura che ci separano dalla scadenza naturale del mandato..

Ora dunque ci accingiamo a vivere i 20 giorni di “raffreddamento”, così come ci ricorda l’art. 53 del TUEL (Testo Unico degli Enti Locali), il quale afferma che dalle dimissioni del Sindaco decorrono 20 giorni di tempo per un eventuale ritiro prima che queste diventino efficaci e irrevocabili e durante i quali Sindaco, Giunta e Consiglio Comunale mantengono poteri di ordinaria amministrazione.

Solo al termine delle tempistiche previste dall’Art. 53 del TUEL, come noto, si provvederà ad avviare le procedure per lo scioglimento del Consiglio Comunale.

Tutte le mie forze però sono e saranno indirizzate a evitare questa nefasta eventualità finale che aprirebbe le porte per lunghi mesi ad un Commissario Straordinario non eletto democraticamente e con poteri di mera ordinaria amministrazione.

Lo farò con la consueta determinazione, continuando a lavorare fino all’ultimo secondo con la medesima intensità e con lo stesso spirito, in piena osservanza dei principi democratici che regolano la vita delle istituzioni della Repubblica e quella della comunità algherese che ho avuto il privilegio e il grande onore di rappresentare e di servire.

Mario Bruno

Congresso Pd. Ribaltone difficile

ALGHERO – Come ampiamente annunciato, è convocata per sabato 21 ottobre con inizio alle 10.30 presso la sede di via Mazzini 99 ad Alghero l’assemblea degli iscritti del Partito Democratico. All’ordine del giorno l’elezione del segretario e direttivo del circolo, elezioni componenti assemblea provinciale. Il congresso sarà aperto dalle comunicazioni del segretario uscente, espletamento formalità congressuali, illustrazione delle linee politico/programmatiche dei candidati e infine il dibattito. Il voto potrà essere espletato dalle 12 alle 18. In queste settimane, come riportato anche da Algheronews, sono state diverse le notizie riguardanti tale appuntamento divenuto centrale malgrado sia un passaggio partitico e per questo riguardante una parte della cittadinanza. Ma viste le note vicende del Sindaco e della sua maggioranza, quello di sabato, almeno nell’ambito politico, resta centrale, molto meno su quello delle reali esigenze dei cittadini.

Non solo per la parzialità del tema, ma perché, come già detto, salvo sorprese, non dovrebbe accadere nulla di eclatante. Mario Salis dovrebbe essere confermato segretario. La corrente dei Popolari Riformisti dovrebbe mantenere la maggioranza e la spaccatura con gli altri, quelli vicini a Soru, resterà ancora viva. Tutto questo non produrrà niente di nuovo, se non il fatto che il capogruppo Mimmo Pirisi, come ha ampiamente detto, continuerà a garantire la maggioranza a Bruno insieme al compagno Nasone.

Ciò nonostante abbiano posto alcuni paletti (o meglio avanzato delle richieste): dimissioni del sindaco, “la testa” di qualche assessore (si mormora di Selva e Tanchis), definizione immediata di alcuni punti programmatici legati all’urbanistica e modifiche nello staff del sindaco. Che queste cose vengano accolte o meno, dicono i bene informati, Pirisi, e dunque di fatto una parte del Pd, continuerà a “salvare” Bruno. Questo, almeno, fino a febbraio, poi partirà tutta un’altra storia. Anche per le note vicende extra-politiche con mittente il cap di Cagliari.

Nella foto un incontro del Pd di alcuni mesi addietro

S.I.

Aerei, Sanità e Bruno: incontro di Fi

ALGHERO – Lunedì, 16 ottobre alle ore 18.30, presso la sede di via Giovanni 23esimo, all’interno del Centro Commerciale Ferroni, si terrà un incontro di Forza Italia aperto a tutti. Parteciperanno il gruppo consigliare, il coordinamento cittadino e il consigliere regionale Marco Tedde.

Si parlerà della crisi politica e amministrativa che subisce Alghero, della contro-riforma regionale della “Rete Ospedaliera”, degli eterni problemi nel trasporto aereo per le pessime scelte della Giunta Pigliaru e anche delle future azioni e attività del partito in vista anche dei prossimi appuntamenti elettorali.

Puc, zero cubature. Maria Pia parco

ALGHERO – “La proposta di legge urbanistica presentata dalla Giunta regionale ha riacceso lo scontro interno al Centrosinistra e nella società sarda, in sostanza riposizionando su fronti opposti i sostenitori all’edificazione entro la fascia costiera dei trecento metri dal mare e i favorevoli ad una maggiore salvaguardia ambientale del territorio. Il dibattito su questo tema fondamentale per il futuro ambientale, economico e sociale della Sardegna ha prodotto interventi importanti e qualificati”. Cosi dal coordinamento Sardenya i Llibertat rappresentato dall’ex-sindaco Carlo Sechi.

“Da un lato la Giunta regionale tenta di scardinare il PPR vigente con l’obiettivo pretestuoso di promuovere il miglioramento e l’ampliamento delle strutture ricettive esistenti, ma illegittimamente (incostituzionale) ne indebolisce i vincoli, il tutto a vantaggio dei potenti gruppi turistico-immobiliari operanti in Sardegna, al contrario gli oppositori, e noi tra questi, si battono affinché le scelte fatte con il PPR della Giunta Soru vengano recepite in una nuova legge urbanistica”.

“Per quanto riguarda il comune di Alghero le scelte sul territorio sono state condivise dalla maggior parte delle forze politiche del tempo (anni ’80 –’90) sia con la drastica riduzione degli indici di fabbricabilità previsti a Porto Conte dal Piano Regolatore Generale che con la decisione definitiva di realizzare il Parco Naturale di Porto Conte. Tali scelte fondamentali hanno elevato i limiti di tutela lungo la fascia costiera, ma ciò ha anche comportato lo spostamento delle mire speculative turistico-edilizie sulla vasta area comunale di Maria Pia. Oggi più che mai tale bene costituisce un valore irrinunciabile per la collettività algherese, soprattutto dopo un cinquantennio di edilizia dissennata e il sacco delle aree urbane destinata a servizi e pertanto unica area in grado di garantire gli standard previsti dalla vigente legislazione urbanistica. Su questa vasta superficie urbana compresa tra Alghero, Fertilia, la laguna del Calich e il litorale, la fragile politica algherese si rivela incerta, come purtroppo accade da molto tempo per le scelte fondamentali su P.U.C., P.U.L., Piano del Parco, Piano urbano della sosta e del traffico, gestione del porto, ospedale e altro ancora.

“Usucapioni,
Purtroppo, la forte contrapposizione politica ha procurato alla città uno stato di impasse dovuto ad uno scontro perpetuo tra maggioranza e minoranza, ma soprattutto interno alla stessa maggioranza, situazione che ha portato il Consiglio comunale a un ruolo mortificante al punto tale da renderlo incapace di elaborare proposte di sviluppo per la nostra città e di trovare soluzioni adeguate ai tanti problemi che la affliggono”.

Il movimento di sinistra “propone prioritariamente, l’avviamento di un attendibile studio sulla capacità di carico turistica finalizzata all’individuazione del fabbisogno e di eventuali ulteriori strutture ricettive a rotazione d’uso; conseguentemente, il recupero e riutilizzo di edifici pubblici esistenti in città e nella stessa area di Cuguttu- Maria Pia, come già avvenuto nel caso dell’ex Direzione Colonia penale Cuguttu, col vantaggio di non procurare ulteriore consumo di suolo, contemplando peraltro eventuali proposte di privati; intervenire presso la Regione Sardegna affinché tutto l’edificato da lungo tempo in uso a soggetti privati venga restituito a una fruibilità pubblica per realizzare strutture al servizio del Parco di Porto Conte nelle forme di turismo sociale e scolastico; destinare ad uso turistico due edifici scolastici cittadini: 1 – l’ex hotel ESIT, da troppo tempo adibito a sede (inadeguata) del prestigioso Istituto Alberghiero, scuola di interesse regionale, che pertanto necessità di un caseggiato con annesso convitto moderni e funzionali, – realizzazione prevista dalla finanziaria regionale del 2012 -, emergenza ribadita nel recente incontro avvenuto ad Alghero con il ministro della Pubblica Istruzione Valeria Fedeli; 2 – l’edificio del Liceo artistico, realizzato anni fa in posizione periferica, il quale potrebbe trovare migliore ubicazione in area più centrale da individuarsi mediante lo studio e approvazione di un nuovo piano di razionalizzazione di tutti gli edifici scolastici;

“Avviare il recupero delle ex Stalle Reali (casermone situato davanti al Tennis club) da destinare a turismo sociale e sportivo, progetto affidato da oltre 20 anni al tecnico incaricato; riavviare l’attività dei due Ostelli della gioventù, dell’hotel Bellavista, dell’hotel Capo Caccia, dell’hotel Eleonora, tutte strutture inattive da troppo tempo; verificare la possibilità di riconvertire la struttura in centro polifunzionale museale-espositivo da inserire nel contesto ambientale di Cuguttu-Maria Pia, laguna del Calich e sistema delle aree protette, da aggiungere alla sua originaria funzione congressuale, supportata dalla ineludibile sostenibilità della gestione economica”.

“Avanzare formale richiesta al Ministero dei beni culturali del Decreto di vincolo monumentale sugli edifici storici della bonifica di Cuguttu di metà dell’800 e del vincolo paesaggistico sull’intera area di Cuguttu-Maria Pia. Inoltre, per tale area da sempre pubblica, proponiamo una scelta definitiva da inserire nel Piano Urbanistico Comunale la quale sancisca l’intangibilità edificatoria quale risarcimento dovuto alla città, con la creazione di un grande parco urbano destinato al tempo libero, alla cultura, alla pratica di attività sportive e alla balneazione che costituirebbe per la città, insieme alle sue già note peculiarità, una ulteriore occasione di attrazione e di sviluppo”.

“La destagionalizzazione dei flussi turistici, contenuta nelle dichiarazioni di molti amministratori di tutti i segni politici, potrebbe concretizzarsi con la creazione di strutture ricettive in città o nelle sue immediate vicinanze, meglio ancora riutilizzando e riconvertendo l’edificato preesistente (v. esempio virtuoso metro cubo zero a Tempio), le strutture ricettive sulle coste possono soddisfare prevalentemente un turismo balneare e pertanto stagionale. Un capitolo a parte è rappresentato dalla destinazione dell’edificio dell’ospedale Regina Margherita, quando si raggiungerà l’obiettivo dell’ammodernamento e completamento dell’ospedale civile di Alghero, che ragionevolmente pensiamo vada destinato alla riabilitazione e alla lungodegenza, inserendosi in tal modo nell’offerta di turismo sanitario.

“Non voglia sembrare troppo ambizioso, ma nel tempo abbiamo maturato idee e valori in cui ci riconosciamo con l’intento di presentarli all’opinione pubblica e alle forze politiche progressiste affinché si ritrovino per riprendere insieme un progetto condiviso di sviluppo ad esclusivo interesse della collettività. In questi giorni critici il sindaco Mario Bruno ha dichiarato la sua disponibilità per un nuovo corso del governo della città, che dovrebbe vedere il partito democratico protagonista nel ruolo di responsabilità nella coalizione. Il nuovo quadro politico, più naturale e coerente, se sarà capace di superare lo scontro del 2015, dovrebbe concordare un programma da realizzarsi entro la fine di legislatura, nell’esclusivo interesse della città di Alghero.

Nella foto l’ex-sindaco Carlo Sechi

S.I.

Spezzare la catene, si può |video

ALGHERO – Stati generali di Forza Italia a rapporto. Non (solo) per l’avvicinarsi della cruciale e attesa scadenza elettorale delle politiche (si voterà tra fine febbraio e primi di marzo), ma soprattutto per portare avanti una battaglia la cui bandiera ha impresso il volto di un politico di razza: Salvatore Cicu. Il tema è centrale. Lo era, ma oggi vista l’aria che tira in Europa (Catalogna docet), lo è ancora di più. Marco Tedde, Oscar Cherchi, Alessandra Zedda, Pietro Pittalis e Antonello Peru, tutti consiglieri regionali forzisti, ieri, a Sassari, nel Palazzo della Provincia lo hanno spiegato bene. Ma è stato, com’era prevedibile, lo stesso Cicu a spiegare quanto la Sardegna debba rialzare la testa e iniziare a non vedere solo fantasmi e farsi amici. Si, perchè solo in un grande progetto (legislativo) sarà possibile uscire dal “medioevo” in cui è piombata l’Isola.

Non è un’esagerazione. Basta vedere l’ennesima bocciatura della Continuità Territoriale realizzata dalla Giunta Pigliaru che crea dei gravissimi disagi al movimento di passeggeri e merci. E soprattutto nega il principio di mobilità assicurato a tutte le popolazioni. Ma per gli onorevoli azzurri non è necessario mettere in atto azioni clamorose e modifiche della costituzione, ma basterebbe che lo Stato rispettasse i principi d’autonomia già esistenti. Insomma, invece di abbaiare alla luna, i governanti regionali dovrebbero, almeno, ottenere quanto dovuto. A margine del convegno di Forza Italia che ha visto una grande partecipazione di pubblico e molto interesse visti i temi toccati, abbiamo intervistato l’eurodeputato Salvatore Cicu.

Nella foto l’incontro di ieri a Sassari

Insularità, incontro a Sassari

SASSARI – Venerdì 13, alle ore 17:30, presso il Palazzo della Provincia di Sassari in Piazza d’Italia, nella Sala Angioy, si terrà un interessante incontro pubblico sulla grande questione dell’insularità e sull’individuazione degli strumenti per abbatterla ed eliminare i suoi costi. “Una straordinaria occasione per discutere un tema che oggi, alla luce della risoluzione del Parlamento Europeo che finalmente su mia sollecitazione ha adottato una risoluzione su questo handicap, è sempre più attuale – precisa l’europarlamentare di Forza Italia Salvatore Cicu, proponente la Risoluzione con cui il Parlamento Europeo ha riconosciuto la condizione di difficoltà insulare della Sardegna, che parteciperà all’incontro assieme al capogruppo di Forza Italia in Consiglio Regionale Pietro Pittalis, i due vice capogruppo Tedde e Zedda e i colleghi Peru, Fasolino, Cherchi e Tocco-.

“Dobbiamo uscire da questa condizione che ci rende “diversamente cittadini europei” e ha costi insostenibili in tema di trasporti, competitività delle imprese e energia -sottolineano i consiglieri regionali di Forza Italia-. L’insularità è una vera e propria catena che impedisce all’economia della Sardegna di espandersi e utilizzare le sue grandi potenzialità in termini di paesaggio, clima, bellezze naturali, tradizioni e cultura.” “Il Parlamento Europeo con la sua Risoluzione ha sollecitato la Commissione Europea a fare una analisi dei costi dell’insularità, -precisa l’ex sindaco di Alghero Marco Tedde– ad individuare i territori insulari in una categoria omogenea, a migliorare i collegamenti marittimi e aerei, a istituire un “Quadro strategico ” per mettere a sistema gli strumenti di intervento e a creare uno “Sportello isole” per coordinare le politiche per le regioni insulari.”

“Ma la Sardegna -secondo Peru- deve uscire dal rivendicazionismo sterile e fare dei temi dell’insularità un pilastro culturale. Basta con la confusione fra autonomia e insularità.” ” Secondo gli ex assessori regionali Alessandra Zedda e Oscar Cherchi solo con la piena e radicata consapevolezza dei confini e dei contenuti di queste catene sarà possibile sostenere e stimolare la Commissione Europea a spezzarle.” Sono previsti interventi di rappresentanti delle categorie produttive e del mondo accademico. Un’ importante occasione per affrontare il problema della principale causa del forte handicap della Sardegna e individuare gli strumenti legislativi per superarlo e dare piena attuazione all’art. 174 del Trattato UE.

Nella foto l’onorevole europeo Salvatore Cicu

S.I.