Le borgate alzano la testa

ALGHERO – “A nome dei tre Comitati di Borgata ringrazio pubblicamente tutti gli Assessori e i consiglieri comunali di maggioranza e di opposizione che in queste ora ci hanno contattato esprimendoci la loro piena solidarietà relativamente agli accadimenti riguardanti l’evento Mondorurale “gestito” dall’Assessore Lampis. Auspichiamo che dalle parole si passi ai fatti concreti”. Cosi Pina Congiu che parla a nome delle borgate di Guardia Grande – Corea, Maristella e Sa Segada – Tanca Farrà

“Cogliamo l’occasione per informare la politica e i cittadini che sono in circolazione elenchi di firme, raccolte mesi fa per i motivi più diversi, che sono ora utilizzate da chi le ha raccolte, variandone l’intestazione e l’argomento a piacimento, secondo l’occorrenza, all’insaputa dei firmatari. Chiunque ne dovesse venire in contatto, è pregato di fotografare il tutto e contattare i comitati di borgata per le opportune verifiche”.

Dunque si complica la situazione del’agro con gli orgnismi titolati che stufi di assistere, da anni, a promesse non mantenute e a istanze non ascoltate, riguardo le emergenze dei loro territori, fanno un passo avanti, si uniscono e chiedono di essere ascoltati a partire da “caso mondorurale” fino le esigenze che si trascinano dal passato. Agro e borgate algheresi sono un’immensa ricchezza da utilizzare per creare sviluppo, benessere e occupazione, è necessario avviare subito progettualità di ampio respiso, prima che sia troppo tardi.

S.I.

Alghero povera: aiutare l’Approdo

ALGHERO – “Sembra quasi un’altra persona rispetto a quella di qualche giorno fa”. Commento di alcuni a margine della conferenza stampa di questa mattina, rispetto a Efisio Ganau responsabile dell’associazione Approdo. In effetti ad un primo impatto, oggi, la situazione pareva modificata, in meglio si intende.

Ma facciamo un passo indietro. Da qualche settimana circola l’allarme riferito alla possibilità che questa realtà chiuda. E ciò sarebbe un brutto colpo per le fasce più deboli della città, sempre in aumento, che vengono aiutate dal lavoro di Ganau e di altri 10 volontari. Tre volte a settimana viene distribuito il cibo, “materiale fresco” ci tiene a precisare, addirittura la verdura viene raccolta dai campi dagli stessi operatori e poi portata nello spazio di via Grazia Deledda 50 dove le famiglie possono ritirare l’occorrente.

Ma le spese d’affitto e altro sono troppo alte per poter andare avanti. 750 euro al mese solo per i magazzini in locazione. Nel 2014 ha ottenuto dal Comune, in maniera diretta, 9.000 euro. Somma non sufficiente a coprire i costi di un servizio che è diventato essenziale per Alghero. “Città, putroppo, sempre più povera e che col finire del periodo estivo, quando chiudono ristoranti, hotel e certi bar, il bisogno aumenta ancora di più”, ha detto Ganau.

Ma, e ciò fa ben sperare, rispetto alla minaccia di chiudere tutto, questa mattina il deus ex-machina di questa bella realtà è stato meno pessimista. A dire quello che non era stato detto ci ha pensato Tonino Alfonso, già esponente politico, ha tuonato: “queste che vengono date all’Approdo sono briciole bisogna aiutare questa associazione che salva tante famiglie algheresi già sul lastrisco e senza lavoro, va bene aiutare i fratelli immigrati, ma il Comune deve pensare agli algheresi”. Negli scorsi giorni dal Comune era stata diffusa una nota in cui si parla di un nuovo regolamento e bando per normare i contributi a questo tipo di associazioni.

Nella foto Efisio Ganau

S.I.

Lavori pista ciclabile. E Maria Pia?

ALGHERO – Riprendono i lavori della pista ciclabile dopo il lido fino al camping Mariposa. Un’opera, anche questa, risalente alle amministrazioni di Marco Tedde, che è stato molto criticata negli anni passati rispetto alle scelte fatte dall’allora governo cittadino. In particolare furono oggetto di accusa la larghezza della pista ciclabile e la scelta di rendere ad un uno senso tutto il lungomare. Ancora oggi sono presenti molte voci che chiedo all’attuale amministrazione di rivedere questo progetto e in particolare di invertire il “senso unico” e renderelo percorribile verso il mare. Ma per adesso i lavori sono ripresi come da vecchie indicazioni.

La volontà di realizzare una lunga e vasta pista ciclabile che giungesse fino a Fertilia, con la chiusura al traffico di tutto viale Primo Maggio, era un’idea potenzialmente vincente frutto, quella si, di una visione d’insieme che prevedeva anche la nascita a Maria Pia di insediamenti ricettivi e strutture dedicate all’intattenimento collegate con un servizio pubblico di navette utili a raggiungere le spiagge e le attività commerciali presenti dall’ospedale marino fino al Calik.

Per adesso, siamo ancora fermi al prolungamento della pista ciclabile e Maria Pia, nonostante sia stata ancora una volta cavallo di battaglia e oggetto di contesa nella camapgna elettorale, è un campo incolto, abbandonato e al massimo utilizzato per far scorrazzare ogni tanto un paio di cavalli.

Nella foto i lavori della pista ciclabile

S.I.

“Legge 162, pagamento somme”

ALGHERO – “Come deciso dall’Amministrazione per andare incontro alle esigenze delle famiglie disagiate e di quelle con a carico componenti diversamente abili, sono stati messe in pagamento le somme dei Piani Personalizzati della legge 162, che il Comune anticipa per le mensilità di Luglio e Agosto”. Cosi dal Comune di Alghero riguardo i fondi per la famiglie con a carico delle persone conn disabilità.

“Come chiesto dal Sindaco Mario Bruno ai Servizi Sociali, si procede al pagamento di queste mensilità utilizzando fondi di cassa, attingendo dal bilancio e sottraendo le somme ad altre incombenze meno urgenti in attesa che la Regione trasferisca gli importi al Comune di Alghero. In totale vengono pagati 250 mila euro, corrispondenti a 697 progetti personalizzati di 521 utenti. Da ieri sono disponibili per l’incasso i progetti riguardati i privati, mentre a partire da domani sarà possibile incassare anche quelli delle coop che svolgono il servizio”.

“Finora la Regione ha trasferito le risorse della Legge 162 fino a Giugno e il Comune ha pagato regolarmente i primi sei mesi. La rendicontazione del fabbisogno della seconda semestralità è stata fatta regolarmente il 20 Settembre scorso, così come previsto dalla Regione. Ma la tempistica stabilita dal sistema della rendicontazione non sempre corrisponde alle urgenze delle famiglie, da qui la decisione del Sindaco di procedere di conseguenza e celermente con l’anticipazione”.

4 corsie e circonvallazione: ore cruciali

ALGHERO – L’agone politico, negli ultimi tempi sempre più acceso, spesso fa dimenticare quelle che sono le partite più importanti e diremmo cruciali per il nostro territorio: piano urbanistico, porto, aeroporto, area di Maria Pia, borgate, Surigheddu e Mamuntanas, nuovo ospedale, Porto Conte e, ultimo, ma non meno importante, il primo lotto della strada a quattro corsie comprendente anche la circonvallazione.

Questioni fondamentali per lo sviluppo presente e futuro della Riviera del Corallo che però spesso, come un fiume carsico, appaiono (in campagna elettorale) per poi scomparire superato il voto. Una seria classe dirigente con visione strategica del territorio dovrebbe avere queste tematiche come bussola dell’azione governativa. Del resto le spinte verso un cagliaricentrismo che da anni ha visto il nostro comune contrare poco o niente dopo la cantoniera di Rudas paiono non cessare. Ed è cosi che vediamo, ancora, un rallentamento nei processi e sulle questioni vitali per questa porzione di Sardegna.

Tra le questioni centrali, come detto, c’è la strada quattro corsie. “Giovedì (domani) il Ministero dell’ambiente consegna la relazione per la Via (valutazione impatto ambientale), relativamente al primo lotto della Sassari-Alghero che il Cipe deve approvare entro fine mese. Nel frattempo si va verso l’appalto della circonvallazione delegata al Comune”. Queste le parole, ieri, del sindaco Bruno rispetto l’importantissimo incontro di domani a Roma. Voci di palazzo dicono che potrebbero esserci dei problemi riguardo l’accoglimento dei mutamenti proposti dall’amminsitrazione comunale. Se questo fosse vero per Alghero e gli algheresi sarebbe un dramma. In un colpo solo si perderebbe capre e cavoli: strada e circovallazione. Infatti i termini in scadenza, com’è noto, non permettono più di incidere su eventuali dinieghi da parte del Ministero.

Una nefasta probabilità che non dovrebbe accadere viste anche le rassicuazioni di queste settimane dello stesso Bruno che già a margine dell’incontro di settembre a Roma si disse fiducioso sull’accogliemento dei mutamenti al percorso per renderlo meno impattante. Poi, ovviamente, dipende da quali cambiamenti o meno verranno accolti. Possibile che alla fine il percorso subisca dei cambiamenti light e dunque resti tutto sommato identico a quello targato Tedde. Attendiamo con trepidazione per uno di quei pilastri del territorio che, come detto, potrebbero dare un presente e futuro migliore agli algheresi.

Nella foto la presentazione della circonvallazione a Sant’Anna con il sindaco Tedde

S.I.

Alghero: quale accoglienza?

ALGHERO – Quale accoglienza? La domanda sorge spontanea nel momento in cui si assiste a scene come quelle che si vedono in diverse città. Il fiume di persone che ha invaso l’Italia, a partire proprio dalle maggiori isole, questa estate, ha dato vita anche a situazioni che poco o niente hanno a che fare con la così detta “accoglienza”, nell’eccezione positiva del termine, ovviamente.

Spesso ci troviamo davanti a situazioni che sommano disperazione a povertà. E’ ovvio che, ad esempio, la Sardegna non sia per fortuna un luogo teatro di guerra, ma non attraversa certo la condizione migliore per potere garantire un presente di benessere agli immigrati, profughi o clandestini che siano. Ma invece, visto quanto è successo in Nord-Africa, con una continua guerra fratricida, non si è potuto mettere un’argine al flusso di persone arrivate nelle coste del sud della Sardegna e poi suddivise delle varie zone dell’Isola. Qui le cooperative registrate e riconosciute si sono attivate con le prefetture e i sindaci dei territori per poter individuare gli spazi disponibili e ospitare gli immigrati garantendogli quanto previsto dagli accordi europei in materia di accoglienza riguardante la gente che scappa dalla guerre.

Ma subito si sono create condizioni piuttosto indegne, sia per gli indigeni che per gli immigrati: bivacchi tra le vie del centro, disperati in cerca di cibo e alloggio, richieste sempre più pressanti alle organizzazioni e comuni fino alla più drammatica delle esperienze che vede queste persone vagare in giro per le città facendo l’elemosina. Alghero non è esente da questo triste fenomeno. Un chiaro effetto collaterale, riflettente anche la sempre più diffusa demagogia su tali tematiche, dell’impossibilità di accogliere un’enorme massa di gente disperata. Non solo. Come accaduto a Cagliari, Palmadula, Valledoria e altri centri, questi cittadini africani hanno più volte ribadito la volontà di non volere stare in Italia e tanto meno in Sardegna. Le loro mete sono note a tutti: i paesi del Nord-Europa. Ma non perchè queste persone siano particolarmente amanti del freddo e delle tradizioni mittleuruopee, esclusivamente perchè nel Settentrione del Vecchio Continente si vive meglio.

In quei Paesi c’è uno stato sociale, o se vogliamo “welfare”, che permette a tali disperati di poter integrarsi e poi, soprattutto, di ottenere un lavoro e in questo modo entrare a far parte a pieno titolo delle comunità ospitanti. Non da emarginati, però, come accade in Sardegna, e Alghero ne è un esempio, ma da persone normali come le altre. Vedere agli angoli delle strade sempre più persone di colore che fanno l’elemosina è solo una sconfitta per tutti, in primis della politica. Soprattutto quella che sbandiera certi valori salvo poi scaricare tutti i problemi sui cittadini. Anche perchè, questo è il modo migliore per rendere tutti più poveri.

Nella foto un mendicante nel centro di Alghero

Stefano Idili

Intervista “on the road” dell’ex-rappresentante politico e imprenditore Tonino Alfonso ad un cittadino africano che, da giorni, fa l’elemosina in via XX Settemre ad Alghero

Disastro Mugoni: Regione avara?

ALGHERO – A Mugoni è disastro ambientale. L’allarme, confermato oggi ad Algheronews.it da parte dei rappresentanti dell’agro Tonina Desogos e Pina Congiu, riguarda la nota condizione in cui si trovavano quei terreni da anni e che l’incendio ha innescato, in tutti i sensi, in un grossa un vera bomba ecologica. Non solo è stata distrutta una porzione (per fortuna limitata) di macchia meditterranea, ma soprattutto il materiale fortemente inquinante presente in quel tratto di costa, a pochi metri dalla sede del Parco di Porto Conte, prendendo fuoco ha sprigionato già una forte carica inquinante di veleni. Ora se non ci sarà un intervento immediato, c’è il serio rischio che la Baia delle Ninfe subisca un’aggressione ambientale inaudita.

Stamattina, rispondendo al nostro articolo, l’assessore Cacciotto ha rassicurato tutti. “Già attuate, su autorizzazione del magistrato, le misure urgentissime, come la rimozione dell’alto numero di bombole di gas presenti sulle aree di Sant’Igori e Sant’Imbenia. Si attende ora la definitiva quantificazione delle risorse da utilizzare per agire quindi in stretta collaborazione con gli enti competenti, trasmettendo in tempo reale tutte le informazioni alla Regione che dovrà, come concordato, destinare le risorse necessarie per gli interventi improrogabili”.

Queste le parole del delegato all’ambiente della Giunta Bruno ma, a quanto risulta, da voci del palazzo di via Roma a Cagliari, la Regione non sarebbe così pronta ad elargire le somme (2milioni di euro è stato quantificato e comunicato dal sindaco) che servirebbero per bonificare quelle aree già compromesse da anni di insediamenti definiti dalla Magistratura “abusivi”. Addirittura, visto che sarebbe necessaria una legge ad hoc, la richiesta del consigliere regionale Marco Tedde troverebbe delle resistenze ad essere presentata in aula. Ancora una volta, Cagliari, nonostante i vertici siano quasi tutti di Sassari, città i cui abitanti trascorrono le estati in massa proprio a Mugoni, pare sempre più lontana.

Il video del disastro ambientale a Mugoni

Nella foto l’incendio a Mugoni

S.I

100 anni della Signora Pasca

SASSARI – Grande festa oggi in casa Pasca per i cento anni della signora Anna Maria. Nella sua abitazione, nel centro storico cittadino, la neo centenaria ha festeggiato l’importante traguardo del secolo circondata dai familiari e dai tanti nipoti. Il primo cittadino di Sassari Nicola Sanna ha fatto visita alla signora Anna Maria: per lei la spilla con il Candeliere, simbolo della Festha Manna di Sassari.

I familiari le hanno organizzato una piccola festicciola e assieme hanno ricordato gli anni della gioventù della signora Anna Maria, in quella parte di Sassari che racchiude ancora tutta la storia della città. È figlia di un “sassarino” che nel 1915 partì al fronte con la Brigata Sassari, lasciando 10 figli. Rimasta vedova nel 1953, ha cresciuto i suoi quattro figli.
Nella sua Sassari storica, ha vinto il premio “Balcone fiorito” in una delle tante edizioni degli anni Novanta. Per lei, infine, candelina dei cent’anni, taglio della torta e un brindisi augurale: “A zent’anni da aba”.

Nella foto la famiglia Pasca e il sindaco Sanna

S.I.

Alghero: crolla albero nel cimitero

ALGHERO – Crollo di un cipresso al cimitero di Alghero. Il maltempo di queste ore, oltre che causare allagamenti praticamente in tutta la città, ha causato anche questo. Alla già nota condizione piuttosto indecorosa riguardo sporcizia e immondizia, sempre più presenti all’interno del camposanto, si aggiunge anche la caduta degli alberi.

Il forte vento di queste ore ha contribuito a piegare l’arbusto sopra una struttura li presente. Si è andato a coricare su una cappella ubicata a pochi metri. Fortutamente non è accaduto niente di grave, ma ci sono da evidenziare le parole del capogruppo dell’Udc Alessandro Loi che dice: “Questo è perchè quando si dice che pure nel cimitero ci vuole manuntezione”.

Nella foto l’albero che è caduto

M.S.R.

Ingrid Crabuzza lascia il Consorzio

ALGHERO – Movimenti nel Consorzio del Porto di Alghero. Ingrid Crabuzza non è più vice-presidente dell’organismo guidato da Giancarlo Piras. La sua uscita pare sia legata a motivi personali e altri impegni professionali. La notizia non è stata ancora resa ufficiale, infatti, pare che in Lega ci sia qualche mal di pancia per tale mancata comunicazione. La Crabuzza era entrata a far parte del Consiglio di Amministrazione del Consorzio del Porto in quanto presidente della Lega Navale sezione di Alghero, organismo socio del Consorzio stesso. Dalle ultime elezioni è stata sostituita nel ruolo di Presidente della Lega Navale da Franco Canu che l’aveva riconfermata come rappresentante.

Anche il presidente Piras va, dopo circa 10 anni, verso la chiusura del suo mandato in rappresentanza del Comune di Alghero. Ente locale che, attraverso una chiacchierata delibera, visto il criticato e ritenuto assurdo disimpegno verso il porto, ha deciso di uscire già da diversi mesi dal Consorzio. Scelta che diverrà tecnicamente effettiva dal 31 dicembre 2015. Ma essendo la ragione sociale del Consorzio quella di Società Consortile a Responsabilità Limitata, l’ex-assessore comunale di Forza Italia potrà rimanere in carica fino a fine mandato, il cui termine è fissato per il prossimo mese di marzo.

Da non dimenticare, sempre sul porto, la partita di questi mesi, anzi anni: quella della realizzazione del nuovo scalo. Forse, anzi sicuramente, la questione più importante degli ultimi 20 anni per Alghero. La Regione, in colpevole ritardo, sta ancora facendo i suoi passi per definire l’iter da seguire al fine di assegnare la concessione e far partire, finalmente, il progetto di riqualificazione generale del porto.

Nella foto l’ex vice-presidente del Consorzio Ingrid Crabuzza

S.I.