“Borgate, Lampis avalla indecenza”

ALGHERO – “Il Comitato Zonale Nurra non rappresenta l’agro. L’assemblea tenutasi a Guardia Grande
venerdì sera dalla minoranza del comitato zonale nurra ha decretato l’ovvio, non ci sono i
numeri per affermare che quel comitato sia rappresentativo”. Gianna Anziosa, residente di Maristella, interviene sulla guerra delle borgate e denuncia la vacuità del Comitato Zonale Nurra.

Non è concepibile che un numero poco significativo di abitanti possano decidere sulla stragrande maggioranza. Il presidente dell’associazione “Impegno Personale” di Santa Maria la Palma dovrebbe
mettersi il cuore in pace: Maristella non desidera il suo contributo in nessun campo. E a
quanto pare evidente nemmeno le altre borgate esclusa la sua, ma anche questo è ancora
tutto da vedere.

“Vivo da decenni a Maristella e il suddetto Comitato non ha fatto mai nulla per noi. Ora vediamo una minoranza che dimette la maggioranza, stampa volantini fuorvianti, rappresenta una realtà parziale, raccoglie firme a caso, auto-elegge presidenti, consiglieri e Re senza passare dalle elezioni. Il tutto con l’avallo di quell’assessora che sì è vittima, ma di sé stessa. E’ un’indecenza!”

Nella foto Giorgia Anziosa

S.I.

Porto, degrado e burocrazia: nuovo scalo

ALGHERO – “Da oltre un mese è vietato il transito nel Molo Visconti e parte della banchina Furesi a causa di un foro nell’asfalto da un lato della Banchina presentatosi all’inizio della primavera e segnalato dalla Capitaneria alla Regione Sardegna che sarebbe dovuta intervenire per ripristinare il danno in tempi rapidi”. Cosi il presidente del Consorzio del Porto Giancarlo Piras riguardo la condizione di parte dell’approdo. Scalo che, come oramai ripetono tutti da anni, è in piena decadenza e attende solo che la Regione avvii il procedimento per la riqualificazione e creazione di una nuova infrastruttura.

“In data 22 Settembre e 2 Ottobre abbiamo sollecitato gli Enti competenti Capitaneria, Regione Sardegna e Comune di Alghero chiedendo di intervenire tempestivamente per porre fine al grave disagio che ciò comporta a oltre 600 Utenti di quell’area portuale, oltre all’immagine negativa dell’intero Porto.
Purtroppo nulla è stato fatto nonostante, come Consorzio del Porto, avessimo dato nel mese di Giugno la disponibilità ad intervenire a nostre spese visto che stavamo lavorando per la sistemazione delle copertine e del verde nel Molo Sanità, grazie alla collaborazione della stessa Capitaneria.
Nel mentre abbiamo incontrato l’Assessore Gianni Cherchi, che con la massima disponibilità è intervenuto presso la Capitaneria per ottenere il permesso per poter fare i lavori a carico del Consorzio che sarebbe intervenuto immediatamente mettendo in sicurezza il danno rilevato”.

“Questo non è stato possibile, come ci ha confermato l’Assessore Cherchi, per motivi tecnici e burocratici dal momento che si pensa ad un intervento più importante per mettere in sicurezza un’area più vasta della Banchina Furesi. Nella speranza che questo si concretizzi in tempi rapidi, comunque rinnoviamo la nostra disponibilità, come sempre abbiamo fatto nell’area portuale, per risolvere il problema che si è presentato, anche se parziale, ma che permetterebbe di ripristinare il transito nell’intera area portuale”.

Anche questo episodio, reso noto dal Consorzio, palesa quale sia l’assurda condizione del porto di Alghero: un’infrastruttura in totale abbandono, ma dove non posso essere fatti degli interventi migliorativi. E’ evidente, anche ai meno avvezzi, che è giunto il momento che la Riviera del Corallo abbia un nuovo porto (anzi nuovi porti, Fertilia compreso) facendo terminare in questo modo l’indegna e paradossale telenovela di questi anni che ha visto lo scalo degradarsi sempre di più, divenendo un kasbah, deposito di centinaia di barchette (ed anche di barconi che spesso pagano cifre irrisorie per l’ormeggio), lo spazio per un luna park che definire vintage è un complimento e soprattutto il simbolo delle mancato sviluppo del territorio. Il tempo è scaduto.

Nella foto il molo di sopraflutto ancora da anni chiuso e inutilizzato

S.I.

L’opinione: Mura sulle borgate

La domanda è: può un Consiglio comunale dettare le regole per il funzionamento dei Comitati di quartiere o di borgata? La mia risposta è no, e vado a spiegarne i motivi. Alla fine, tuttavia, per non essere del tutto negativo nei confronti di una certa proposta, andrò anche a ipotizzare cosa, al massimo, può fare il Consiglio comunale a tal riguardo, senza che si configuri un abuso di potere o una sgradita ingerenza politica nel campo del libero associazionismo.

I Comitati di quartiere o di borgata sono libere associazioni di cittadini che hanno lo scopo di animare una porzione di comunità locale e/o portare all’attenzione dell’amministrazione pubblica le problematiche specifiche di un territorio. Il loro funzionamento di basa sulla partecipazione volontaria delle persone e, in genere, si danno delle regole interne di democrazia per eleggere un presidente o altri rappresentanti, o per assumere cer
. La loro vita è definita dal livello di coesione della comunità. Fare un regolamento comunale che definisca ufficialmente l’esistenza di questo o quel comitato è una forzatura, perché nega tutto ciò che è stato detto in precedenza e la libertà stessa dei cittadini di auto-organizzarsi quando, dove e come credono.

Può essere che siano certi Comitati a chiedere alla politica di intervenire sulle regole, o di avere una ufficialità che vada anche oltre le loro specifiche competenze di rappresentanza (ricordiamo che non sono organismi politici). Ebbene, è esattamente qui che la Politica con la P maiuscola deve saper fare il proprio mestiere, ribadendo l’autonomia delle associazioni di cittadini che nascono su base volontaristica. Diversamente si genera una specie di corto circuito, e i comitati sono interlocutori legittimati ad esserlo solo se sottostanno alle regole dettate dalla politica con la p minuscola, quella fatta da maneggioni e opportunisti. Questa politica scadente, come suo solito fare, non tarderà a fagocitare queste esperienze, per ricondurle a prassi vergognosamente clientelari.

L’attuale amministrazione, per dare più peso ai Comitati di quartiere o di borgata, ha delegato gli assessori a seguire più da vicino queste esperienze. Ora la proposta del gruppo consiliare PD è di andare anche oltre, scrivendo un regolamento, parte integrante dello Statuto comunale, che stabilisca le norme per il funzionamento di tali organizzazioni di tipo spontaneo. Se prima la politica istituzionale si affacciava alla porta, ora con questa proposta vuole sedersi anche sui tavoli! Cresce il livello di intrusione istituzionale all’interno di libere organizzazioni che se hanno un compito è quello di arginare il virus del malaffare politico e di richiamare l’istituzione (e non il contrario) alle proprie responsabilità. A questo punto sono davvero curioso di sapere come sarà suddivisa la città e il territorio, quali sono le cosiddette regole condivise, a quali condizioni un comitato spontaneo potrà essere rappresentato o preso in considerazione ecc. ecc. Mi sembra una follia, di assistere ad una rappresentazione dell’assurdo, per giunta creando vincoli anche a un documento importantissimo come lo Statuto comunale.

Mi è stato detto che la proposta nasce dall’esigenza di mettere ordine non tanto nei comitati di città ma in quelli di borgata. Se così fosse (e lo è), compito della politica è restituire coesione in quella comunità locale, e lo deve fare in chiave sussidiaria, cioè creando le condizioni per far dialogare le parti in causa e, nel contempo, salvaguardandone autonomia e capacità organizzativa. Se invece, attraverso un regolamento, si pensa di risolvere il problema scegliendo tra le parti chi sono i buoni e i cattivi, non si fa altro che peggiorare la situazione, esasperando la ribellione degli esclusi.

Vengo a chiudere con un’altra domanda: cosa può fare allora il Consiglio comunale? Solo una cosa: per esempio delegare il Presidente alla verifica degli Statuti dei vari comitati, per accertarsi che siano rispettate l’adesione volontaria, la democrazia interna, l’assenza di finalità lucrative e la non discriminazione. Accertato questo non ci sono più ragioni perché un qualsiasi comitato non possa interloquire con l’amministrazione pubblica. Ogni libera organizzazione è detta libera proprio perché adotta un regolamento scritto e/o condiviso dagli aderenti. Se invece il Consiglio comunale si assume l’onere di scrivere tali regolamenti bisogna dare ad ogni cosa il suo nome. Vuol dire che non si vogliono più le libere organizzazioni ma pseudo-circoscrizioni, dove sia possibile esercitare il controllo politico e orientare le decisioni, o anche impedirle.

*Tonio Mura (nella foto), algherese, con Enrico Loffredo ha fondato il gruppo di Città Solidale ed è stato segretario cittadino dei DS, quasi sino allo scioglimento e trasformazione del partito in PD. Attualmente è tesserato del PSD’AZ e faccio il militante semplice.

Borgate in guerra: caos mai visto

ALGHERO – “Sono costretto a denunciare l’ennesima farsa messa in atto dalla minoranza dei consiglieri del comitato zonale nurra, capitanati dal presidente dell’Associazione Impegno Rurale di Santa Maria la Palma e dai suoi nuovi adepti”. Cosi colui che si dichiara il “presidente legittimo del Comitato Zonale ovvero Antonio Zidda. L’abbiamo chiamato “Borgate gate” ma forse questo appellativo non è esaustivo del disordine e caos che regna nell’agro algherese.

Una parte fondamentale del territorio, oggetto di continue promesse elettorali, oggi si trova in piena crisi con anche l’aggiunta di recenti episodi, vedi il disastro di Mugoni, la bomba ecologica dell’ex-campo nomadi, le continue occupazioni degli immobili, le coltivazioni in abbandono e altro ancora. La guerra di questi mesi palesa quanto la misura sia colma e quanto Alghero si trovi in un momento a dir poco inedito e a tratti preoccupante. Infatti è evidente che manchi una guida anche nel caso delle borgate che vedono esplodere degli scontri mai visti. Ed è cosi che continua la lotta per la guida degli organismi riconosciuti. A poche ore dalla nomina di Dore, arriva la nota di Zidda che si scaglia contro questa elezione.

“In una riunione promossa con l’inganno – scrive Zidda – (peraltro pubblicizzata in maniera unidirezionale tanto che molti denunciano di non averne ricevuto comunicazione) poco più di un centinaio di persone, come apparso su facebook dagli stessi partecipanti, ha deciso qualsiasi cosa: nuovo presidente (lo sfiduciato Daniele Dore), consiglieri che alle ultime elezioni di dicembre hanno preso fino al 700% dei voti in meno rispetto ai loro avversari eletti, nuovi consiglieri nemmeno candidati e sconosciuti, ecc.

“Ricordo che – chiude Antonio Zidda – la Bonifica di Alghero è composta da quasi 3000 abitanti. Il 4% intende prendere il sopravvento sulla restante parte? Come qualcuno ha già detto, non ci sono i numeri per rendere il comitato zonale nurra rappresentativo, questo è chiaro e inconfutabile. Appare evidente la volontà da parte di alcuni di tappare la bocca ai Comitati di Borgata regolarmente eletti, divenuti scomodi poiché rivendicano senza peli sulla lingua le criticità del territorio. Auspichiamo che il Sindaco possa mettere fine a questa farsa”.

Nella foto Antonio Zidda

S.I.

Centro storico: Comune dove sei?

ALGHERO – Buche, blatte e sporcizia. Commercianti e residenti del centro storico sempre più arrabbiati riguardo la condizione della parte vecchia di Alghero. Un tempo su questo tema si sprecavano tonnellate di inchiostro, da qualche tempo invece pare che, anche in questo quartiere, fili tutto liscio e sia tutto perfetto.

Purtroppo non è cosi. E questa estate i tanti turisti se ne sono resi conto. Ma, come detto, a lamentarsi ancora una volta sono gli imprenditori: “Comune dove sei?” si chiedono in riferimento all’aumento di buche nelle stradine del centro storico e all’acciottolato spesso danneggiato dalle piogge e da una mancata manuntenzione. Una riqulificazione oramai non più procrastinabile che riguarda anche le famigerate balaustre che da provvisorie sono diventate fisse.

Da vicolo Adami fino alle zone confinanti con piazza Teatro sono diverse le porzioni di pavimentazione che presentano problemi. Ma non solo: altro problema che si ripete con frequenza è l’interruzione dell’illuminazione publica. Attività e residenze completamente al buio col conseguente aumento degli atti vandalici. E poi la pulizia, questione oramai prioritaria per la città vista il lacunoso servizio. Come chiesto da residenti e operatori è necessario un intervento anche per rendere più decoroso il quartiere definito “cuore pulsante” della città.

Nella foto un materasso abbandonato in pieno centro storico

S.I.

Comitato Zonale: Dore presidente

ALGHERO – Sì è svolta venerdì scorso a Guardia Grande l’assemblea del Comitato Zonale Nurra che ha ricostituito e dato piena funzionalità al Consiglio Direttivo dello storico comitato. Durante la seduta, molto partecipata e ordinata, è stata fatta una cronistoria dei principali fatti accaduti a partire dalle elezioni di dicembre 2014 fino ad oggi, supportata dalla proiezione di resoconti e documenti.

“Preso atto della decadenza dei consiglieri che hanno agito in contrasto con le norme statutarie, è stata accolta dall’Assemblea una mozione, ampiamente discussa dai cittadini e approvata a maggioranza dei votanti con un solo astenuto e nessun contrario, che ha permesso la surroga dei consiglieri decaduti con i primi dei non eletti (Donatella Manunta di Guardia Grande, Cristina Correddu e Francesco Salis di Corea) e la coptazione di consiglieri aggiunti (Paolo Roberto Usai di Sa Segada e Alessandro Carlovich di Maristella) per le borgate rimaste prive di consiglieri”.

Tali consiglieri rimarranno in carica sino al momento delle nuove elezioni e garantiranno una migliore rappresentanza sul territorio. Visti gli imminenti impegni organizzativi e istituzionali che il Comitato dovrà affrontare, l’Assemblea si è espressa all’unanimità sull’immediata nomina del nuovo Presidente del comitato, e l’incarico è stato affidato al consigliere Daniele Dore”.

“Al termine dell’Assemblea, in vista del percorso che ha intrapreso l’amministrazione del Comune di Alghero per la definizione di un regolamento unico per il riconoscimento dei Comitati di quartiere e di borgata, si è avviata una raccolta firme per chiedere che si trovino dei meccanismi per garantire una rappresentanza unitaria del territorio della bonifica storica algherese”.

Nelle foto l’assemblea delle borgate

S.I.

Sono già 3mila immigrati: è allarme

CAGLIARI – Nuovo sbarco record di immigranti in Sardegna. Ancora con la solita nave norvegese Siem Pilot, quasi a certificare un chiaro accordo con le autorità europee per utilizzare la Sardegna come luogo di “appoggio” per gli stranieri provenienti dalle coste africane. “Con il nuovo sbarco di 600 migranti previsto per domani continua lo scaricabarile dello Stato, nel silenzio del presidente della Regione, sui sindaci, le forze dell’ordine e i volontari”. Cosi l’ex-presidente della Regione Ugo Cappellacci sull’allarmanete questione immigrati.

“È illogico portare nell’isola chi è diretto verso il continente europeo. Non è una politica umanitaria, ma solo l’uso della Sardegna come muro d’Europa sul Mediterraneo. A conferma di ciò vi sono le sempre più frequenti situazioni di tensione e il fatto che, come già riportato dalla stampa, si perde ogni traccia di molte delle persone accolte. Dopo l’incontro con le Regioni, totalmente inconcludente, Renzi aveva promesso un aggiornamento dopo due settimane, ma dopo mesi ancora nulla. Nel frattempo in due mesi sono arrivati quasi 3 mila persone, ben oltre la quota della Sardegna. Pigliaru si svegli e intervenga prima che la situazione finisca completamente fuori contro”.

Nella foto la nave Siem Pilot nel porto di Cagliari

S.I.

“Lampis antidemocratica, ora basta”

ALGHERO – Borgate sul piede di guerra. Una parte fondamentale del nostro territorio, da anni troppo abbandonata e utilizzata solo, o quasi, come bacino di voti per far eleggere questo o quel consigliere, alza la testa. Come al solito, la “rivolta” dell’insoddisfazione generale rispetto come vanno le cose, non parte dal “centro” algherese, sempre troppo distratto dalle cose di tutti i giorni, tra una birretta e un caffè, ma dalle zone periferiche. Ed così che, nonostante le uscite non certo leggere e le prese di posizione forti e censorie dell’amministrazione, nelle persone della Lampis, del sindaco Bruno e del consigliere Nonne, i tre comitati di borgata Maristella, Sa Segada – Tanca Farrà e Guardia Grande – Corea rincarano la dose.

“Apprendiamo dai social network che l’assessora sta usando la tattica del vittimismo e dell’attacco sessista per uscire dalla palude all’interno della quale si è infilata lei stessa. Per quanto ci riguarda confermiamo sia il comunicato sia i toni, che nulla sono a confronto con quelli usati dall’assessora in quest’ultimo periodo. I suoi metodi antidemocratici di gestire l’agro sono stati tollerati fino a un certo punto, ma ora è il momento di dire basta, la misura è colma”.

“Non siamo in Corea del Nord. La Lampis, anziché trincerarsi ora dietro frasi fatte fuori contesto, ponga rimedio al danno che ha pesantemente contribuito a creare. I tre Comitati di Borgata sono pronti a collaborare nel momento in cui noteranno nell’assessora un cambio di rotta verso atteggiamenti degni del ruolo istituzionale assegnatole”.

Nella foto Tonina Desogos

Protezione civile: scuole a Sant’Anna

ALGHERO – L’obbiettivo è quello di perfezionare la macchina operativa del sistema di Protezione Civile attraverso un più efficace rapporto tra il Centro Operativo Comunale e gli istituti scolastici. Questi ultimi infatti svolgono un ruolo chiave nel sistema organizzativo di governo delle emergenze. Per questo motivo ieri a Sant’Anna i dirigenti scolastici di tutte le scuole cittadine, compresa la Facoltà di Architettura, sono stati chiamati ad un tavolo dal Sindaco Mario Bruno e dall’Assessore con delega alla Protezione Civile Raimondo Cacciotto.

Partendo dall’esperienza dal recente allerta meteo per rischio idrogeologico diramato il 30 settembre scorso, sono stati esaminati gli aspetti da affinare per avere più celerità e certezza delle azioni da intraprendere nei momenti in cui si potrebbe ripetere una situazione di rischio. Con il responsabile della Polizia Locale per la Protezione Civile, Alessandro Corrias e con il dirigente del settore Giansalvo Mulas, si è definito un modello univoco e pratico che mette in stretta collaborazione Comune, scuole, genitori, per trasformare i punti di debolezza del sistema in punti di forza.

Maggiore attenzione sarà data alle fasi di previsione e di prevenzione, elementi che portano alla creazione di un piano di emergenza realmente efficace. Il miglioramento del sistema passa anche attraverso la raccolta dati relativa a tutti i piani di sicurezza nelle scuole e con attività di informazione della Polizia Locale tra gli studenti, coinvolgendo in questa fase il mondo del volontariato.

Nella foto l’incontro a Sant’Anna

Borgate in subbuglio: vertice

ALGHERO – Oggi (16 ottobre 2015) alle ore 18,00 presso il salone della borgata di Guardia Grande è prevista l’assemblea generale, autoconvocata in data 7 settembre durante la riunione straordinaria del Comitato Zonale Nurra, per discutere del seguente ordine del giorno: Informativa sull’attuale situazione gestionale del Comitato e richiesta di pronunciamento dell’Assemblea sugli indirizzi per il raggiungimento degli scopi sociali da perseguire varie ed eventuali. Questa la comunicazione dei consiglieri del Comitato Zonale Nurra Giovanni Cocco, Claudio Sanna, Daniele Dore e Alberto Sanna.

“Si raccomanda a tutti i cittadini delle borgate e zone di Arenosu, Fighera, Gutierrez, Santa Maria la Palma, Guardia Grande, Corea, Maristella, Sa Segada e Tanca Farrà – scrivono – la partecipazione per dare la giusta e autorevole rappresentanza ai cittadini delle borgate nelle varie sedi istituzionali e amministrative, dove in questi mesi si discutono temi importanti che richiedono la massima partecipazione e condivisione, come ad esempio la redazione del Piano Urbanistico Comunale e il Piano del Parco Regionale di Porto Conte”.

“I consiglieri auspicano che con l’assemblea si dia avvio ad una nuova fase di attivismo sociale che porti i rappresentanti del comitato ad essere promotori di iniziative di inclusione sociale e abbattimento di inutili barriere per far si che il territorio, pur nel rispetto delle legittime esigenze di ogni borgata, possa essere rappresentato nelle sedi istituzionali per affrontare temi importanti che riguardano tutta la bonifica storica algherese e al tempo stesso coinvolga il maggior numero di cittadini con la politica del fare e del fare insieme”.

Nella foto l’area di Porto Conte

S.I.