Inforivoluzione: giornali a picco

ALGHERO – Vendite giornali in edicola sempre in calo, chi più chi meno, e i dati Ads (Accertamento diffusione stampa) del 2015, diffusi in questi giorni, lo confermano. Una debacle che riguarda tutta la carta stampata. Pochi gli esempi in controtendenza legati a scelte editoriali particolari o, in altre situazioni, a crescite molto risicate. In generale i quotidiani locali perdono meno, ma il dato generale è quello che fotografa un evidente rivoluzione del mercato verso il digitale.

Un processo iniziato già da molto tempo ma, vista la lentezza dell’Italia in ogni settore della vita produttiva rispetto agli altri paesi, come anche nell’informazione, oggi si vedono gli effetti in maniera tangibile. Rispetto ai due maggiori quotidiani nazionali, Corriere della Sera e Repubblica, l’interrogativo è, ad esempio, chi taglierà per primo, al ribasso, la soglia delle 200 mila copie. A livello regionale, questi i dati degli ultimi quattro anni, dal 2012 al 2015, di Unione Sarda (passati da 49.664 a 39.901) e della Nuova Sardegna (da 46.893 a 35.016). Un forte calo di circa 10.000 copie in quattro anni per i maggiori quotidiani sardi. E’ di questi giorni invece la notizia che il Fatto Quotidiano, visto il vertiginoso crollo, potrebbe chiudere. Questo dopo la nota crisi di Unità, Manifesto, Tempo e altri.

Un crollo globale che travolge tutti a favore delle testate on-line e in generale del web. Per questo anche i più noti quotidiani nazionali e regionali hanno potenziato la loro versione internet. Ma il travaso di lettori non è immediato e diretto. Nel senso che la piattaforma virtuale offre già dei canali informativi oramai radicati e la cui qualità è sempre in crescita. Anche se, è evidente che la crisi generalizzata incide nella raccolta pubblicitaria di tutti, quotidiani on-line compresi.

Ma a sparigliare ulteriormente le carte negli ultimi anni si è aggiunto un nuovo elemento: facebook. Con l’avvento del social più seguito dal mondo, anche l’informazione è cambiata. Radicalmente. Oramai questa piattaforma diviene lo spazio in cui ruota la quasi totalità delle notizie e di conseguenze degli utenti. La fascia d’età, ovviamente, è piuttosto definita ma è sempre più ampia. Questa rivoluzione ha inciso in maniera decisiva anche sul mercato dell’informazione e di conseguenza sta modificando anche quello della raccolta pubblicitaria.

In questo quadro sempre in evoluzione è difficile che il cartaceo scompaia definitivamente, però oramai, grazie anche ai vari supporti, sempre più tecnologici, moderni e comodi, la crescita del web sarà sempre più preponderante anche nell’informazione e di dati degli ultimi anni, come detto, certificano questa rivoluzione. E questo anche a livello locale dove i siti di informazione oramai sono un punto di riferimento insostituibile. Alghero, in questo caso, è da tempo un esempio virtuoso.

DATI VENDITE GIORNALI DAL 2012 AL 2015:

Vendite annuali: 2015 – 2014 – 2013 – 2012
La Repubblica: 216.890 – 244.123 – 279.259 -329.176
Il Corriere: 213.001 -236.049 – 263.530 – 304.764
La Stampa: 139.387 – 153.671 -172.856 – 192.774
Il Sole 24 Ore: 87.027 – 96.883 – 115.994 – 130.692
Il Giornale: 71.615 – 84.760 – 96.149 – 104.643
Milano Finanza: 46.803 – 41.583 – 49.208 – 60.312
Libero: 33.886 – 35.973 – 43.596 – 50.979
Il Fatto: 35.153 – 37.576 – 45.803 – 46.002
Italia Oggi: 27.028 – 26.875 – 33.902 – 41.603
L’Unità: non disp. non disp. 19.272 – 23.963
Avvenire: 21.950 – 20.866 – 21.285 – 20.445
Il Manifesto: 8.806 – 9.588 – 9.666 -12.192

Vendite annuali: 2015 – 2014 – 2013 – 2012
Unione Sarda: 39.901 – 42.840 – 45.641 – 49.664
Nuova Sardegna: 35.016 – 38.604 – 41.712 – 46.892

S.I.

Balaguer: simbolo del degrado |foto

ALGHERO – Il bando è pronto (2009). Piazza Balaguer va all’asta (2012). Così gli annunci nei vari anni. Siamo al 2016 e la condizione è quella che vedete nelle foto allegate all’articolo. Non ci sono parole per definire il degrado in cui si trova l’immobile. Gli aggettivi sono finiti ma, nostro malgrado, dobbiamo provare a descriverlo.

Anni fa, per una chiara scelta della politica (discutibile o meno), era stato dato in concessione per realizzarci un bar. E’ stato un punto di attrazione turistica per alcune estati. Al locale poi si è aggiunta la piazza antistante. Al netto del progetto dell’anfiteatro che presenta degli aspetti negativi al fine di ospitare concerti (come le sedute troppo profonde e l’assenza di spazi per trasportare in comodità l’attrezzatura tecnica), è nato comunque un luogo molto bello e in una zona di straordinario valore paesaggistico.

Nonostante tutto questo, l’assenza di scelte da parte della politica ci ha portato all’attuale declino. Un mega immondezzaio a pochi metri da alcuni tra i più rinomati hotel del Nord Sardegna. Si dice che anche questa porzione rientrerà nel grande progetto di riqualificazione degli affacci a mare che questo venerdi vedrà un primo passaggio sugli elaborati giunti a Sant’Anna. Ma non si può attendere altro tempo. E’ assurdo poter solo pensare di aspettare la realizzazione di quel disegno che, se va bene, troverà luce solo fra qualche anno. E nel frattempo quell’immobile deve rimanere ridotto in questo stato? Impossibile.

Oltre l’aspetto ambientale e sanitario, queste sono le mancate occasioni di cui parliamo spesso con cui si sarebbe potuta creare economia tradotto posti di lavoro al fine di alleviare le drammatica crisi del territorio. Senza considerare che il mancato utilizzo causa un aggravio di mancati introiti nelle casse comunali visto che il progetto presente nei cassetti comunali prevedeva un investimento privato di quasi 3milioni di euro. Anche questo è dare ossigeno alle casse comunali e non solo fare gli sceriffi con multe e recupero tributi.

S.I.

Rete ospedaliera da cambiare

SASSARI – L’obiettivo è quello di elaborare e condividere un documento che conterrà gli emendamenti da presentare alla commissione consiliare regionale Sanità, quindi al consiglio regionale, per apportare modifiche alla delibera della giunta regionale 6/15 del 2 febbraio. I rappresentanti del territorio del Nord-Ovest Sardegna che ieri mattina, su invito del sindaco Nicola Sanna, si sono ritrovati nella sala consiliare dei Palazzo Ducale lo hanno ribadito chiaramente: la delibera di ridefinizione della rete ospedaliera della Regione Sardegna deve essere rivista.

Il concetto è stata da subito messo in luce dal sindaco di Sassari Nicola Sanna: «La riunione odierna è necessaria per ribadire, alla vigilia dell’esame della proposta di riordino della rete ospedaliera, che occorrono delle modifiche ritenute essenziali per il futuro del sistema sanitario nel nostro territorio e nella regione». Correzioni che sono state proposte nei documenti ufficiali della conferenza socio-sanitaria del territorio dell’Asl di Sassari, dei consigli comunali del territorio che già in diverse occasioni si sono espressi con voto formale. «I tre livelli di organizzazione della rete nel nostro territorio – ha detto ancora Nicola Sanna – sono, sotto il profilo sanitario e della efficienza organizzativa ed economica, intimamente e strutturalmente integrati al livello di offerta adeguata che si vuole costruire nella nostra Isola. Un’offerta che a regime deve essere comparabile a quella del resto dell’Isola. Ma questa comparazione in termini di pari rilevanza e peso non ci appaiono adeguati».

«Le scelte – ha detto ancora il primo cittadino di Sassari – non possono essere calate sul territorio che, invece, ha tutti i requisiti per avere un ospedale di primo livello e un Hub parificato a quello del Sud dell’Isola. Vi è quindi la necessità urgente che la commissione consiliare Sanità della Regione riveda questa proposta, e lo faccia assieme alla giunta». Tra i concetti che devono essere rivisti, oltre alla questione di comparazione di Hub e alla presenza di ospedale di primo livello, sono stati ribaditi anche quello di una organizzazione del territorio che preveda, tra le altre cose, la presenza di strutture quali la chirurgia pediatrica e il pronto soccorso pediatrico. Quindi ancora è stato richiamato il progetto per la costruzione del nuovo ospedale e la necessità di investire nelle strutture già presenti. Infine, un accenno alla definizione del quadro di accessibilità e viabilità nell’area in cui dovrà sorgere il nuovo ospedale. «Questo nuovo asse stradale – ha detto il primo cittadino – non può essere finanziato con fondi di cassa del Comune ma attraverso i fondi Cipe di sviluppo e coesione. Noi abbiamo quantificato una esigenza di 7 milioni di euro e abbiamo sollecitato più volte un incontro per la stipula del necessario accordo di programma».

Nicola Sanna quindi ha ribadito come la città sia interessata al territorio e alla sua unione. A dimostrazione di questo le proposte, partite proprio dal sindaco di Sassari, di avere un primo cittadino del territorio più interno quale coordinatore della conferenza socio-sanitaria (Ozieri) e un altro ancora coordinatore del distretto sanitario (Valledoria). Due momenti attraverso i quali dare la più ampia rappresentatività ai paesi più lontani da Sassari, nell’ottica di una estensione della rete metropolitana sul territorio. Il prossimo 29 marzo, poi, a Palazzo Ducale si riuniranno le commissioni consiliari sanità dei Comuni di Ittiri, Ozieri, Thiesi, Alghero e Sassari che nel loro ordine del giorno avranno proprio le modifiche alla delibera regionale di definizione della rete ospedaliera sarda.

Nella foto l’incontro di ieri

S.I.

“Tavolini, l’assessora si dimetta”

ALGHERO – Non usa mezze parole il neo componente dei Riformatori Sardi Giuseppe Foddai riguardo l’assessore Natacha Lampis. Il tema dei tavolini ha occupato e ancora lo fa le pagine di giornali e siti di informazione. In un periodo di estrema crisi, infatti, è sembrato piuttosto particolare, per non dire assurdo, occuparsi come fosse una crociata di tagliare tavolini e sedie invece di incrementare le occasioni per fare economia e dare lavoro. E’ stato fatto l’inverso.

Attenzione, nessuno mette in dubbio che fosse necessario riordinare il settore. Ma è sotto gli occhi di tutti che la situazione non è certo migliorata con attività che, pur offrendo un servizio prezioso, anche in termini di qualità, si trovano penalizzate, e altre che hanno dato origine a oggettive brutture andando a coprire i marciapiedi come dei veri e propri pollai. Per questi motivi e soprattutto per l’impossibilità di applicare quel regolamento, dal Comune sono giunte conferme della modifiche della normativa.

E su questa nuova volontà dell’amministrazione, come detto, c’è da registrare il commento di Foddai. “Certo che fa strano però vedere l’operato di un’assessora discusso e modificato da un’altro assessore della stessa giunta, forse bisognerebbe fermarsi a riflettere e fare “mea culpa” traendo le dovute conclusioni ovvero facendo un passo indietro e dimettendosi per incapacità nell’espletare le funzioni del proprio incarico”.

Nella foto Giuseppe Foddai

S.I.

Corallo: marchio in commissione

ALGHERO – Il marchio di qualità collettivo “Corallium rubrum ad Alghero” diventa realtà. Il programma di rilancio della produzione artigianale basata sull’oro rosso e la difesa dalle contraffazioni conta ora su tutti i tasselli messi in cantiere dall’Amministrazione.

Per domani è previsto l’approdo in Commissione consiliare Affari Generali presieduta da Elisabetta Boglioli, che dovrà procedere all’approvazione del marchio collettivo, del regolamento e del disciplinare d’uso; fase a cui seguirà l’approdo in Consiglio comunale. Un percorso organico e condiviso dagli operatori economici della città, frutto di studio e programmazione realizzato da un team appositamente costituito: il Gruppo di Progetto della Consulta comunale per lo Sviluppo economico e il Lavoro, composto dai delegati degli artigiani e dei commercianti del corallo, dai tecnici l’Agenzia Regionale Laore e del Parco di Porto Conte, e dai rappresentati delle associazioni di categoria Confartigianato e Confcommercio. Il Marchio dovrà identificare e contraddistinguere le attività artigiane e commerciali che producono o vendono manufatti realizzati con Corallium rubrum, a differenza delle imitazioni, e che si impegnano a garantire anche con controlli severi la vendita del vero corallo del mediterraneo.

“Abbiamo mantenuto gli impegni per difendere il nostro prodotto, il lavoro degli artigiani e dei commercianti – spiega Natacha Lampis, assessore alle attività produttive – e abbiamo attuato un’azione ferma e decisa per fare chiarezza. Misure concrete, dunque, per contrastare un fenomeno commerciale che sta indebolendo l’immagine stessa, il valore del Corallo Rosso e le produzioni artigianali che hanno fatto la storia di Alghero”. L’obbiettivo di preservare la qualità dell’artigianato algherese si avvicina sempre più, attraverso i risultati di un lavoro di squadra che ha visto mobilitate istituzioni, associazioni di categoria, artigiani e commercianti del settore. Si tratta di una peculiarità che assieme alla lingua catalana di Alghero caratterizza la città e il territorio in ambito internazionale.

Nella foto il corallo rosso

S.I.

Venerdi di protesta ad Alghero

ALGHERO – Mai come in questo periodo la città ribolle. E non poteva essere più rappresentativo del generale sentimento di difficoltà il venerdi che anticipa il fine settimana pasquale. Un giorno di passione per una grossa fetta della società algherese che attraversa un periodo di estrema difficoltà in collegamento alle condizioni del proprio lavoro e questo si riflette sull’assoluta mancanza di certezze per presente e futuro. Condizioni di precarietà che si riflettono drammaticamente sul tessuto sociale visto l’aumento del numero dei disoccupati e di conseguenza la cifra di persone che potrebbero lasciare Alghero e comunque non realizzare una famiglia in loco. Una desertificazione che può rappresentare una mazzata mortale per l’intero territorio.

Venerdi si partirà con la manifestazione “#decideteviday” avviata da Lepri e un gruppo di amici che sta trovando numerose adesioni. Fissata per le 10 in Piazza Porta Terra continuerà con una marcia per Alghero verso Sant’Anna. Un’occasione per dimostrare la vicinanza alla propria città al netto di tastiere, pc e facebook. Nel pomeriggio la situazione si scalderà ulteriormente. All’aeroporto di Alghero ci sarà la protesta dei lavoratori come predisposto da alcune sigle sindacali. In questo caso stiamo parlando della prima industria del territorio, anche per numero di impiegati, la sua crisi rappresenta un gravissimo problema per tutti. Ma in questo drammatico quadro sembra che la Regione sia sempre più distante.

Sempre nel pomeriggio, in occasione del Consiglio Comunale, ci sarà la protesta delle lavoratrici che svolgono l’importante lavoro di assistenti alla persone che hanno problemi di salute o altro. Una professione delicata che, in una fase così complicata, è straordinariamente importante per aiutare chi è più in difficoltà. Inoltre dovrebbero esserci, sempre in piazza Municipio, i lavoratori del comparto della “Chimica Verde” altro progetto che pare sia morto prima di iniziare lasciando senza lavoro e futuro centinaia di persone tra cui molti algheresi.

Purtroppo i nodi vengono al pettine. Le problematiche legate al lavoro paiono essere finite in secondo piano. Del resto il Comune non è un ufficio di collocamento, ma le amministrazioni devono, ripetiamo devono, creare occasioni di sviluppo. Invece, a fronte di una crisi generalizzata che dura da anni, non sono state avviate quelle grandi progettualità che potevano dare ossigeno a tante famiglie. Ed oggi la gravità della situazione è sotto gli occhi di tutti, vedremo anche se anche di quelli dei consiglieri.

Nella foto il Municipio

S.I.

Campo Sa Segada: finalmente lavori

ALGHERO – “Finalmente dopo anni di totale abbandono anche il campo sportivo della borgata di Sa Segada sta per riavere il suo naturale utilizzo. Dopo un incontro avvenuto poco prima delle festività natalizie tra alcuni rappresentanti del Comitato di borgata Sa Segada – Tanca Farrà, l’Assessore ai lavori pubblici, il Dirigente e il Comandate dei vigili urbani dott. Calzia, qualche giorno fa sono iniziati i lavori di riqualificazione”. Il Comitato di Borgata Sa Segada – Tanca Farrà

“Da parte sua il Comitato si è preso l’incarico di pulire tutta la fascia frangivento che ormai con le chiome sovrasta la precaria rete di recinzione del campo: il Comune si occuperà invece di rifare il manto, la recinzione e aggiustare gli spogliatoi, completamente distrutti da atti vandalici”.

“Un nuovo segnale di vita per la borgata che da qualche anno sta cercando disperatamente di recuperare il suo vecchio splendore. Approfittiamo per comunicare che, se ci sono associazioni sportive interessate all’uso della struttura, possono contattare lo stesso Assessore Gianni Cherchi per tutte le informazioni del caso”.

Nella foto i vari lotti tra cui il campo al centro

S.I.

Restilyng bastioni: verifica progetti

ALGHERO – “Concorso di idee per l’acquisizione di Studio di Fattibilità finalizzato alla realizzazione di un “Master-plan degli Affacci a mare dal Porto turistico al colle Balaguer nella Città di Alghero”: il Dirigente del Servizio Opere pubbliche del Comune di Alghero comunica ai concorrenti che – nelle more della costituzione della Commissione Giudicatrice di cui al punto 8 del Bando del Concorso di idee in oggetto – la Segreteria operativa del Concorso si riunirà venerdì 18 Marzo 2016 alle ore 9.00 presso la sala riunioni della sede del Comune di Alghero (via Sant’Anna n. 38) al fine di procedere alle operazioni preliminari di verifica dell’ammissione dei concorrenti”. Questa la comunicazione apparsa sul sito del Comune riguardante l’importante progetto di riqualificazione del litorale cittadino riguardante i bastioni.

“In tale sede il Dirigente del Servizio, assistito dalla Segreteria, accerterà per ogni partecipante il rispetto dei requisiti e delle modalità di presentazione delle proposte stabiliti nei punti 9.1 e 9.2 del Bando. Si informano altresì i concorrenti che si procederà all’aggiornamento del cronoprogramma dei lavori del Concorso non appena verranno individuati e nominati i componenti della costituenda Commissione giudicatrice”.

Nella foto i bastioni di Alghero

S.I.

Lungomare Valencia: partono i lavori

ALGHERO – Lavori di ripristino al via oggi sul lungomare Valencia. Un primo intervento dell’Assessorato ai Lavori Pubblici consente di eliminare le transenne posizionate nel primo tratto che inizia dal locale El Trò. La prima parte delle opere consiste nel ripristino delle sedute in cemento più deteriorate e nella messa in sicurezza delle balaustre che a causa della trascuratezza del passato presentano vistosi cedimenti.

I lavori si protrarranno per circa quindici giorni. Già da stamattina si è provveduto a rimuovere le transenne posizionate lungo la delimitazione, mentre l’impresa ha circoscritto l’area di lavoro. Si tratta di un intervento necessario che l’Assessore alle Opere Pubbliche Gianni Cherchi ha disposto nell’ambito della programmazione più ampia che vede la riqualificazione degli affacci a mare della città oggetto di un “Master-plan degli affacci a mare dal Porto Turistico al Colle del Balaguer”.

Il percorso avviato dall’Amministrazione prevede la creazione di nuovi processi di rivitalizzazione economica e sociale attraverso la riqualificazione e valorizzazione di un’area fortemente attrattiva come il percorso a mare che unisce la parte storica della passeggiata algherese a quella più moderna, il Bastione Cristoforo Colombo, il lungomare Dante, il Lungomare Valencia fino al Colle Balaguer, ricomprendendo le strutture esistenti del Caval Marì e Balaguer. Intanto si lavora per liberare dalle transenne il tratto deteriorato: si utilizzano prodotti speciali per il cemento, anticorrosivi adatti a contrastare l’opera della salsedine, si interviene sulle parti delle protezioni in ferro sostituendo i segmenti danneggiati dall’incuria.

Nella foto l’inizio dei lavori

S.I.

Posidonia: opportunità, non problema

ALGHERO – “Siamo ormai prossimi alla nuova stagione turistica che coincide con il periodo estivo, e ad Alghero si ripresenta in maniera ciclica quella lista di problemi che affliggono la nostra città e diventano evidenti quando ci si ritrova ad un passo dall’accogliere chi verrà a visitare e a soggiornare nel nostro territorio: oggi affronterò la questione della Posidonia spiaggiata, più croce che delizia nonostante le innumerevoli possibilità che offre questa pianta acquatica ritenuta, a torto, un alga ed un rifiuto marino”. Cosi il capogruppo del Partito Democratico Mimmo Pirisi che su tema sta predisponendo, col collega Enrico Daga e il resto del Pd, una mozione per far smuovere le acque dall’atavica stagnazione sul tema che ha visto già registrare gli interventi tecnici di Manconi [Leggi] e soprattutto la seconda puntata di “Cosa succede in città” su Catalan Tv [Leggi].

“Per avere un’idea della versatilità di questo organismo basti pensare che un solo metro quadro di prateria marina di Posidonia produce con la fotosintesi fino a 14 litri di ossigeno al giorno utili per le altre specie marine e questo metro quadro, se sparisce, causa un danno quantificabile sino a 89.000 euro all’anno per la minore produzione di ossigeno e l’erosione dei litorali. Inoltre una volta spiaggiata e formatasi la cosiddetta banquette si crea una barriera che attenua l’impatto delle onde e previene l’erosione delle spiagge, oltre a definire un nuovo ecosistema. Ma ad Alghero una serie di interventi sbagliati e con un tempismo inappropriato come la rimozione della Posidonia con largo anticipo rispetto alla stagione estiva hanno lasciato i litorali sguarniti e non protetti dai moti ondosi. Non solo: la Posidionia offre molteplici usi come nell’edilizia come isolante per i tetti (cosa che ha una certa importanza in tempi di ecosostenibilità), e nelle costruzioni in generale per le sue caratteristiche atossiche, antimuffa, antiumidità e resistenza al fuoco; ancora da citare l’utilizzo come materiale da imballaggio e soprattutto nell’agricoltura e nella zootecnica come integratore alimentare per animali da allevamento, lettiera per bestiame e concime naturale per le piante al posto della torba. Infine risulta che questa pianta abbia come proprietà il bioassorbimento di metalli pesanti come il vanadio e il molibdeno”.

“La direttiva UE 92/94 tutela la Posidonia in quanto habitat e fonte di sussistenza per numerose specie e nicchie ecologiche, tuttavia il suo smaltimento è un problema che riguarda tutte le zone costiere, e ad Alghero ne sappiamo qualcosa: questo problema genererebbe una opportunità se non si ripetono gli errori che ci hanno contraddistinto in passato. Il D. L. “Conversione in legge del D.L. numero 2 del 25 gennaio 2012, recante misure straordinarie e urgenti in materia ambientale” riguarda proprio lo smaltimento dei rifiuti spiaggiati e contempla l’utilizzo di biomasse vegetali di origine marina per la produzione di energia e per il riuso agricolo, fatte salve le autorizzazioni regionali e nel rispetto delle condizioni ambientali ed igieniche. Altri tipi di smaltimento (come il conferimento nelle discariche RSU, tra l’altro sconsigliato dalla direttiva europea) rappresenterebbero uno spreco dispendioso di una risorsa naturale che potrebbe dare ben altri frutti. Inoltre da citare il decreto che prevede il compostaggio e riuso della Posidonia come fertilizzante naturale (D. Lgs. 29 aprile 2010 n. 75 “Riordino e revisione della disciplina in materia di fertilizzanti, a norma dell’articolo 13 della legge 7 luglio 2009, n. 88″)”.

“Ad Alghero, a differenza di altre realtà europee che hanno a che fare con la Posidonia, si ha sempre l’impressione che si agisca (quando si agisce, ovviamente) in maniera raffazzonata e senza un minimo di progettazione e programmazione, in questi giorni si stanno facendo degli esperimento sullo stoccaggio in loco provando a realizzare dalla stessa rotoballe o presse rettangolari da utilizzare sempre in loco come barriera invernale al posto dei cannetti ( tutte ipotesi da verificare a costi minimi ma che comunque non risolvono il problema ). Paesi come Malta, Spagna o Svezia sfruttano la pianta acquatica in processi di riuso e trattamento in vari settori come quello energetico o edilizio; uno studio tedesco ne ha inoltre rilevato la sua tossicità e ipoallergenicità. Se non vogliamo perseverare nei nostri errori da provinciali dovremmo iniziare a considerare la Posidonia non come scarto ingombrante e trattarlo da tale, ma come un piccolo petrolio a nostra disposizione, una delle tante ricchezze che detiene Alghero ma che vengono dimenticate o bistrattate per una certa chiusura mentale ed una colpevole disattenzione”.

Nella foto Mimmo Pirisi

S.I.