Udc-Riformatori, porta chiusa al Pd

CAGLIARI – Porta chiusa da Udc e Riformatori alla proposta politica del segretario regionale del Partito Democratico Emanuele Cani che ha avanzato, ancora, l’idea di allargamento della coalizione in vista delle regionali di febbraio. Cani aveva aperto a tutte le forze moderate, anche a quelle tradizionalmente posizionate in schieramenti diversi dal centrosinistra, a parte Forza Italia e il Psd’Az che ha sposato la linea della Lega. Obiettivo, “creare un argine alla deriva di destra e ai populismi”. Gli interlocutori privilegiati dovevano essere quindi proprio i centristi. Ma al Pd, sia Udc che Riformatori rispondono picche: entrambe le forze restano e andranno al voto (regionale e comunale) col Centrodestra compatto.

“L’Udc – spiega all’agenzia Ansa il leader sardo Giorgio Oppi – è per stare in un centrodestra compatto che si sostituisca a una Giunta che ha sfasciato tutto, soprattutto nel campo della sanità”. Su una possibile convergenza con il Pd precisa: “Abbiamo fatto alleanze del genere a livello locale, ma con le regionali è un’altra cosa”. Porte chiuse anche sul fronte Riformatori. “Ad oggi non esiste alcun motivo per non riconfermare l’alleanza col centrodestra – sostiene il coordinatore regionale Pietro Fois – ma chi sta con noi deve dimostrare di credere nella battaglia sull’insularità e sulle accise perché il loro riconoscimento porterebbe alla Sardegna quattro miliardi di euro in più nel bilancio”. Quindi, “il candidato dovrà dimostrare di avere a cuore queste due questioni”.

Quanto a Forza Italia, che inizialmente sembrava essere compresa tra le forze alle quali il Pd di Cani intendeva rivolgersi, la chiusura è senza se e senza ma. “Siamo in antitesi rispetto a un governo di centrosinistra di cui il Pd è il partito di maggioranza, e che per i sardi è stata una vera iattura”, ha ribadito nei giorni scorsi la capogruppo in Consiglio regionale, Alessandra Zedda. No a “inciuci” e a “fraintendimenti” anche da parte del deputato di Forza Italia Pietro Pittalis. “Siamo distanti e alternativi al Partito Democratico – aggiunge – e a coloro che portano con sé la responsabilità di cinque anni di governo regionale che ha danneggiato la Sardegna”.

Nella foto un incontro dei Riformatori

S.I.