Pestato e derubato: 3 arresti

SASSARI – Il Giudice per le Indagini Preliminari presso il Tribunale di Sassari, ritenendo sussistenti gravi indizi di colpevolezza a loro carico, ha stabilito che tre rapinatori arrestati dai Carabinieri nei giorni scorsi dovranno restare in carcere a disposizione dell’Autorità Giudiziaria. Erano le 17.30 circa del 28 maggio quando una richiesta d’intervento al 112 aveva fatto scattare l’allarme: un giovane 25enne residente a Usini si era infatti presentato sanguinante e piuttosto malconcio presso un esercizio commerciale in viale Italia in cerca d’aiuto, riferendo di essere stato poco prima malmenato in corso Margherita di Savoia da 3 individui che gli avevano anche sottratto 80 euro custoditi nella tasca dei pantaloni.

Una gazzella dell’Aliquota Radiomobile della Compagnia Carabinieri di Sassari, inviata prontamente sul posto, riusciva a raccogliere dal malcapitato un’accurata descrizione dei responsabili dell’aggressione, prima che questi fosse sottoposto alle cure del caso. Le successive ricerche, effettuate con l’ausilio degli altri equipaggi dell’Aliquota Radiomobile e di una pattuglia della Stazione Carabinieri di Sassari, consentivano di individuare i tre interessati vagabondare nelle vie del centro della città, a poca distanza dal luogo dell’aggressione. Giunti in caserma, i tre soggetti, che combaciavano perfettamente con la descrizione fornita, sono stati anche riconosciuti dalla vittima che, dopo essere ricorsa alle cure dei sanitari, ha riportato 30 giorni di prognosi, conseguenti alla frattura di una mano, contusioni al torace ed escoriazioni al volto.

Per i tre rapinatori – Mura Sebastiano (42 enne), Piana Graziano (48 enne) e Pilo Gianfranco (45 enne) – tutti sassaresi e con precedenti di polizia, sono quindi scattate le manette per rapina aggravata in concorso e, una volta ultimate le formalità di rito, sono stati successivamente tradotti al carcere di Bancali, dove tuttora si trovano in regime di custodia cautelare a disposizione dell’Autorità Giudiziaria in attesa del processo.

Nella foto la caserma dei carabinieri

S.I.