PORTO TORRES – Dopo le lunghe fasi di progettazione, i monitoraggi ambientali, le opere propedeutiche e gli interventi di preparazione dei fondali, il nuovo Antemurale del porto di Porto Torres entra oggi nella sua fase più concreta. Con l’arrivo, nella giornata di ieri, del terzo cassone prefabbricato, iniziano ufficialmente le operazioni di immersione e posa dei grandi manufatti che costituiranno il prolungamento della nuova diga a protezione del Porto Civico dalle mareggiate. Un intervento, quello che sta gradualmente prendendo forma, che rappresenta uno degli investimenti strategici più rilevanti per il futuro dello scalo turritano e che segna un ulteriore passo avanti verso la ridefinizione del layout portuale e il potenziamento della sua capacità operativa. In base al progetto, sono in tutto 20 le unità da immergere in sequenza. Tutte prodotte in serie dalla società Sales nello stabilimento di Piombino e trasferite, progressivamente, a Porto Torres per essere collocate sul tratto di fondale già predisposto con le relative opere di imbasamento. L’avanzamento del cantiere è stato recentemente caratterizzato dal completamento di alcuni interventi propedeutici, ma altrettanto decisivi, previsti dalle Prescrizioni contenute nel Decreto VIA dei Ministeri dell’Ambiente e dei Beni Culturali del febbraio 2018. Tra questi, lo spostamento, nel Molo Alti Fondali, del fortino militare della Seconda Guerra Mondiale. Bene sottoposto a tutela storico-culturale che, il 16 luglio scorso, è stato arretrato di 170 metri rispetto alla sua posizione originaria attraverso una complessa operazione di pre-consolidamento, sollevamento e traslazione. Operazione simile ha interessato anche la statua della Madonnina, rimossa temporaneamente dalla sua posizione originale e custodita nei locali della Soprintendenza in attesa del riposizionamento definitivo al termine dei lavori dell’Antemurale. Due tasselli fondamentali per consentire la prosecuzione dell’opera di resecazione dell’esistente banchina che verrà riportata ad una nuova lunghezza totale di circa 380 metri. “Con l’avvio delle operazioni di immersione del primo cassone, quella che fino a ieri era una grande sfida progettuale diventa, oggi, opera concreta – spiega Domenico Bagalà, Presidente dell’Autorità di Sistema Portuale del Mare di Sardegna – Continueremo a seguire con la massima attenzione ogni sviluppo futuro degli interventi affinché l’opera possa al più presto diventare un nuovo volano di sviluppo e garantire ulteriori opportunità di crescita sia per lo scalo Porto Torres che per l’intero Sistema portuale della Sardegna”.
SARDEGNA
“Sanità, concorsi direttore a rischio illegittimità: fallimento della Todde”
CAGLIARI – “Il disordine amministrativo della sanità sarda al centro delle polemiche. Questa è l’ennesima conseguenza di una gestione priva di qualsivoglia autorevolezza e totalmente improvvisata che la Todde persiste a portare avanti. A dichiararlo il consigliere regionale di Fratelli d’Italia Corrado Meloni, primo firmatario dell’interrogazione depositata in Consiglio regionale sulle presunte gravi anomalie riscontrate nelle procedure di reclutamento dei dirigenti amministrativi del Servizio sanitario regionale. Attualmente esistono due recenti graduatorie di concorso ARES per Dirigente Amministrativo, ma anziché procedere al loro integrale scorrimento, si continuano a bandire nuovi concorsi. Le stesse aziende sanitarie hanno dimostrato nei fatti che il ruolo del dirigente amministrativo è unico, avendo utilizzato graduatorie nate per un’area specifica per coprire incarichi completamente diversi. Quando “conviene” il dirigente amministrativo è considerato fungibile; quando invece bisogna scorrere una graduatoria, improvvisamente diventa non fungibile, moltiplicandosi così casi di comandi e mobilità del personale. È una contraddizione che merita una risposta politica immediata. L’Istituto Zooprofilattico, pur avendo necessità di dirigenti amministrativi, ha tentato di ricorrere a una convenzione con un Comune anziché utilizzare la graduatoria esistente, fino ad arrivare a sottoscrivere una convenzione con il Ministero della Salute per lo scorrimento di una graduatoria di imminente scadenza, anziché attingere dalle vigenti graduatorie del Servizio Sanitario Regionale. “Il quadro che emerge è ormai sbiadito. Una sanità priva di alcuna regia amministrativa, di programmazione e soprattutto di controllo. Se le norme prevedono una precisa sequenza: mobilità preventiva, stabilizzazioni, utilizzo delle graduatorie e solo in ultima istanza nuovi concorsi, non è accettabile che tali principi vengano continuamente aggirati, esponendo le aziende sanitarie al rischio di ricorsi e possibili responsabilità erariali” continua Meloni. “È l’ennesima dimostrazione del fallimento della presidente-assessora che è caratterizzata da improvvisazione e assenza di indirizzo politico. La Presidente Todde non può continuare a limitarsi agli annunci a mezzo stampa, ha scelto di accentrare su di sé anche l’Assessorato alla Sanità e deve assumersi fino in fondo la responsabilità di ciò che accade. Con questa interrogazione chiediamo alla Giunta di intervenire immediatamente per liquidare i sultanati sanitari e ripristinare la legalità amministrativa, garantire lo scorrimento delle graduatorie vigenti, sospendere le procedure che appaiono in contrasto con la normativa e assicurare una gestione uniforme del personale in tutte le aziende del Servizio sanitario regionale. La sanità sarda non può permettersi un futuro fatto di improvvisazione e anarchia il cui tratto distintivo rischia di essere l’amichettismo” conclude Meloni.
Nuovo Stadio Gigi Riva, arriva la candidatura per i Campionati Europei di calcio
Dopo l’approvazione di ieri, giovedì 30 luglio, in Consiglio comunale sul pubblico interesse del nuovo stadio di Cagliari, il sindaco Massimo Zedda ha inviato questa mattina la candidatura dell’impianto e della città a ospitare i Campionati Europei di calcio del 2032.
La documentazione necessaria, richiesta con nota ufficiale dalla Federazione Italiana Gioco Calcio l’8 giugno, è stata inviata al presidente della FIGC Giovanni Malagò,
Posidonia, Piano di Gestione della Regione Sardegna
CAGLIARI – La Giunta regionale, su proposta dell’assessora della Difesa dell’Ambiente Rosanna Laconi, ha approvato gli indirizzi operativi per la predisposizione del primo Piano regionale di gestione della Posidonia oceanica, dando attuazione alla legge regionale n. 1 del 2020 e avviando un percorso organico per la tutela e la gestione sostenibile delle spiagge della Sardegna.
Il provvedimento rappresenta un passaggio strategico nelle politiche regionali di conservazione degli ecosistemi costieri e si inserisce nell’attuazione del Programma Regionale di Sviluppo 2024-2029 e del Piano Integrato di Attività e Organizzazione (PIAO) 2026-2028, che individuano proprio nella redazione del Piano uno degli obiettivi prioritari per la salvaguardia del patrimonio costiero.
“Per troppo tempo la gestione della Posidonia è stata affrontata quasi esclusivamente come un’emergenza stagionale. Con questo provvedimento cambiamo prospettiva: la Regione si dota degli strumenti per governare il fenomeno in modo organico, fondando le decisioni su conoscenze scientifiche, monitoraggio e pianificazione. È un cambio di metodo prima ancora che di strumenti,” ha sottolineato l’assessora Laconi.
La Posidonia oceanica, infatti, non costituisce un rifiuto, ma un elemento naturale fondamentale per l’equilibrio degli ecosistemi marini e costieri. I depositi che si formano lungo gli arenili svolgono un ruolo essenziale nella difesa delle spiagge dall’erosione, nella mitigazione degli effetti dei cambiamenti climatici e nel mantenimento della biodiversità. Per questo motivo la loro gestione richiede criteri scientifici omogenei, pianificazione e soluzioni differenziate in relazione alle caratteristiche dei singoli litorali.
La delibera assegna al Servizio Tutela della Natura e Politiche Forestali il coordinamento delle attività necessarie alla redazione del Piano e dispone la verifica del suo inquadramento rispetto alle procedure di Valutazione Ambientale Strategica (VAS) e di Valutazione di Incidenza Ambientale (VIncA), affinché tutte le future scelte siano pienamente coerenti con la normativa ambientale e con gli obiettivi di sostenibilità.
Per garantire una gestione integrata del progetto sarà istituito, presso il Servizio Tutela della Natura e Politiche Forestali della Direzione generale della Difesa dell’Ambiente, un Ufficio di Piano composto da professionalità multidisciplinari del Sistema Regione, con il coinvolgimento di ARPAS, della Direzione generale degli Enti Locali e degli altri soggetti istituzionali che potranno contribuire allo sviluppo del Piano. Sul piano tecnico-scientifico è inoltre previsto il supporto del CNR-IAS di Oristano, attraverso una specifica convenzione operativa nell’ambito dell’accordo quadro già in essere tra la Regione Sardegna e il Consiglio Nazionale delle Ricerche.
Il Piano sarà accompagnato da attività di studio, monitoraggio, sperimentazione, comunicazione e partecipazione rivolte ai territori e ai portatori di interesse, con l’obiettivo di costruire un modello di gestione condiviso e fondato sulle migliori conoscenze tecnico-scientifiche disponibili. Per la sua realizzazione la Regione ha destinato risorse pari a 4 milioni di euro nel triennio 2026-2028, già previste nel bilancio regionale.
“Le nostre spiagge sono un patrimonio ambientale ed economico che richiede equilibrio nelle scelte. Il Piano nasce proprio per offrire ai Comuni e a tutti i soggetti coinvolti criteri chiari, uniformi e aggiornati, capaci di tutelare gli ecosistemi costieri senza trascurare le esigenze delle comunità e della fruizione del littorale,” dice ancora l’assessora Rosanna Laconi.
Con l’approvazione degli indirizzi operativi, la Regione avvia un percorso condiviso e su base scientifica per la gestione della Posidonia oceanica, confermando l’impegno a coniugare tutela ambientale, sviluppo turistico e resilienza costiera nell’ambito delle politiche regionali di adattamento ai cambiamenti climatici.
“Rendiconto Giunta Todde, anno horribilis per la Sardegna”
Porto Ferro: rifiuti ovunque e camper senza assicurazione, sanzionati dalla Polizia locale
SASSARI – La chiamano “estate cafona”, ma è riduttivo: si tratta di comportamenti molto pericolosi per la fauna e la flora locale, spesso protetta da apposite leggi, oltreché per le persone e le cose. Per questo la Polizia locale concentra la sua attività nei litorali e negli spazi verdi, come le pinete, dove il rischio incendi è elevatissimo. In pochi giorni sono state elevate decine di sanzioni, l’ultima delle quali ieri, giovedì 23 luglio, a un gruppo di sardi che aveva piazzato il camper, non assicurato, nella pineta di Porto Ferro, rendendola una discarica a cielo aperto.
Gli agenti di via Carlo Felice, arrivati sul posto e visto il degrado in cui era stata ridotta la pineta, hanno contestato ai giovani la violazione dei divieti di sosta in pineta, campeggio abusivo, abbandono di rifiuti, oltre alla mancata assicurazione del mezzo, che è stato immediatamente sequestrato. Il gruppo di sardi dovrà pagare sanzioni per 1500 euro.
Quella di ieri è soltanto l’ultima delle situazioni illecite e irrispettose per il nostro territorio a cui la Polizia locale, nell’ultima settimana, ha assistito e ha denunciato, sanzionando gli autori. Lo scorso fine settimana gli agenti hanno individuato uno scuolabus, senza bambini al seguito, usato dall’autista per fare “la gita fuori porta” e parcheggiato in divieto. In quei giorni era attivo il Centro Operativo Comunale (Coc) per l’elevato rischio incendi e un comportamento che può apparire una leggerezza potrebbe invece scatenare incendi devastanti. Così come gli attendamenti abusivi presenti nella pineta di Porto Ferro, che sono stati smantellati e gli autori sanzionati. Proprio in questa area, protetta da norme europee, le auto parcheggiate nella pineta, dove è segnalato dalla cartellonistica il divieto con la motivazione, hanno rischiato di innescare incendi che avrebbero devastato la macchia mediterranea.
Particolare attenzione è riservata anche al controllo sull’uso corretto degli stalli riservati alle persone con disabilità, specie nella rotonda di Platamona.
Più di venti agenti della Polizia locale dall’inizio della stagione sono impegnati nel monitoraggio delle spiagge sassaresi, per garantire la sicurezza dei bagnanti e il rispetto delle regole, a tutela delle persone, dell’ambiente e delle cose. L’obiettivo è scoraggiare e prevenire condotte illecite particolarmente gravi, come il campeggio abusivo, la sosta indiscriminata dei veicoli sulle aree boschive e dunali, l’accensione dei fuochi per alimentare fornelli da campeggio, l’abbandono dei rifiuti. Comportamenti che possono causare grave pericolo per le persone e l’ambiente, distruggendo irrimediabilmente fauna e flora, in certi casi anche in via di estinzione.
Tragico incidente, auto contro il jersey in cemento: conducente morto sul colpo
BUDONI – Tragedia in Sardegna. Ennesimo incidente mortale. Questa volta a fare da teatro allo scontro mortale è stata l’arteria 131 dcn nel territorio comunale di Budoni. L’allarme è scattato intorno alle 4.00 di stanotte, quando una Wolkswagen Passat è andata a sbattere contro un jersey in cemento che delimitava un cantiere stradale.
L’impatto è stato terribile: un uomo di nazionalità ucraina è morto sul colpo. Mentre, per fortuna, un bambino di 10 anni, seduto nei sedili posteriori, è riuscito a salvarsi. Sul posto la Polizia Stradale che ha effettuato rilievi.
“Ordinanze sui pericolo dal caldo, comprendono anche altri lavoratori”
“CAGLIARI – In giornate con temperature eccezionalmente elevate, per le quali la stessa Regione sollecita massima prudenza e attenzione, gli operatori del settore dell’igiene ambientale devono proseguire il lavoro senza alcuna deroga”. Lo denunciano la segretaria generale della Fit Cisl, Claudia Camedda, e il segretario regionale Gianluca Langiu, che hanno scritto, per la seconda volta nel giro di poche settimane, ai vertici della Regione, a tutti i Comuni e alle Asl.
“Gli addetti alla raccolta dei rifiuti, allo spazzamento, ai servizi di igiene urbana e alla gestione dei centri di raccolta – sottolineano – svolgono attività fisicamente gravose, prevalentemente all’aperto e con l’utilizzo obbligatorio di indumenti da lavoro e dispositivi di protezione individuale che aumentano ulteriormente il carico termico”. Particolarmente critica è la situazione dei centri di raccolta comunali, “dove il personale è spesso costretto a permanere per molte ore su superfici asfaltate o cementate, in prossimità di cassoni metallici esposti al sole e, in diversi casi, senza adeguate zone ombreggiate, locali climatizzati o spazi idonei al recupero. In tali condizioni, il rischio di disidratazione, stress termico, malori e colpi di calore è concreto e non può essere sottovalutato”.
Per queste ragioni, Camedda e Langiu chiedono alla presidente della Regione e agli assessorati competenti “un intervento immediato affinché le disposizioni regionali in materia di alte temperature siano integrate includendo espressamente il settore dell’igiene ambientale e fornendo indicazioni uniformi ai Comuni, agli enti affidanti e alle aziende”. Chiedono, inoltre, la convocazione urgente di un tavolo regionale con gli assessorati competenti, l’ANCI Sardegna, le organizzazioni sindacali, le associazioni datoriali e gli organismi di vigilanza, per definire misure immediate e un protocollo strutturale per la prevenzione dei rischi derivanti dalle alte temperature nel comparto dell’igiene ambientale
Cpr di Macomer: “situazione esplosiva, sicurezza a rischio”
MACOMER – L’ennesimo grave episodio verificatosi nella giornata odierna all’interno del Centro di
Permanenza per i Rimpatri di Macomer ripropone, con tutta la sua drammaticità, una
situazione che il SIULP Sardegna denuncia da tempo e che non può più essere affrontata
come una mera emergenza contingente.
Un incendio è stato nuovamente appiccato all’interno di uno dei blocchi della struttura,
dando vita a momenti di forte tensione e mettendo concretamente a repentaglio l’incolumità
di tutti i presenti. Si tratta di un episodio di particolare gravità che assume contorni ancora
più preoccupanti se si considera che una parte del CPR risulta già inutilizzabile proprio a
causa di un precedente incendio, circostanza che riduce gli spazi disponibili, rende ancora
più complessa la gestione della struttura e accresce il livello di rischio operativo per il
personale chiamato a garantirne il funzionamento.
Ancora una volta, però, a fare la differenza sono state la professionalità, l’equilibrio e il senso
dello Stato dal personale della Polizia di Stato in servizio presso il suddetto centro. Grazie
alla loro competenza, alla capacità di gestione delle situazioni critiche e al costante spirito di
sacrificio, è stato possibile fronteggiare efficacemente un evento che avrebbe potuto avere
conseguenze ben più gravi.
A questi poliziotti va il più sentito ringraziamento e la piena vicinanza del SIULP Sardegna.
Essi rappresentano quotidianamente il volto migliore delle istituzioni: operano in un
contesto estremamente delicato, caratterizzato da tensioni continue e imprevedibili criticità,
garantendo non soltanto la sicurezza della struttura e dei colleghi, ma anche l’incolumità
degli stessi trattenuti, compresi coloro che, con ogni probabilità, si sono resi protagonisti del
gravissimo gesto compiuto oggi.
È proprio questo l’aspetto che merita una profonda riflessione.
Gli operatori della Polizia di Stato sono chiamati, ogni giorno, a svolgere un servizio di
straordinaria complessità, che richiede competenze professionali elevate, equilibrio,
autocontrollo e capacità di intervento in situazioni ad altissimo rischio.
SIULP – Segreteria Regionale Sardegna – Telefono 331/7238405. Pagina 2
Lo fanno con assoluta dedizione e nel rigoroso rispetto della legge, ma troppo spesso in
condizioni operative rese difficili da criticità strutturali, organizzative e normative che
finiscono inevitabilmente per gravare sulle loro responsabilità.
Non è accettabile che episodi di questa natura si ripetano con una frequenza tale da rischiare
di essere considerati fisiologici. Ogni incendio, ogni atto di violenza, ogni danneggiamento
rappresenta un concreto pericolo per la vita e l’integrità fisica degli operatori e impone un
impiego straordinario di risorse umane e professionali, con un inevitabile aggravio del carico
di lavoro e delle responsabilità che gravano sul personale di Polizia.
Per queste ragioni il SIULP Sardegna richiama con forza la responsabilità della politica,
nazionale e regionale, affinché affronti finalmente la questione dei Centri di Permanenza per
i Rimpatri con un approccio pragmatico e risolutivo, abbandonando logiche emergenziali
che hanno dimostrato tutti i loro limiti.
Occorre adottare con urgenza provvedimenti concreti che consentano di agevolare e
semplificare il delicato e complesso servizio svolto quotidianamente dagli operatori della
Polizia di Stato all’interno dei CPR. Servono interventi normativi che rendano più efficaci le
procedure operative, investimenti per garantire strutture sicure e pienamente funzionali,
adeguati rinforzi di personale e strumenti idonei a consentire agli operatori di svolgere il
proprio lavoro nelle migliori condizioni di sicurezza.
La sicurezza del Paese passa anche attraverso la tutela di chi la garantisce ogni giorno.
Non si può continuare a pretendere che siano esclusivamente la professionalità, il senso del
dovere e lo spirito di sacrificio dei poliziotti a compensare carenze che richiedono invece
precise scelte politiche e amministrative.
Il SIULP Sardegna continuerà a vigilare affinché la sicurezza e la dignità professionale degli
appartenenti alla Polizia di Stato rappresentino una priorità dell’agenda istituzionale.
I poliziotti continueranno, come hanno sempre fatto, ad adempiere con onore ai propri
compiti. Ora è il momento che anche la politica faccia la propria parte, assumendosi fino in
fondo la responsabilità di garantire loro condizioni di lavoro adeguate alla delicatezza della
missione che sono chiamati a svolgere.
Sicurezza, il Governo Meloni invia 96 agenti di polizia in Sardegna
ROMA – “In Sardegna stanno arrivando rinforzi concreti per la sicurezza. Grazie al piano nazionale di potenziamento fortemente voluto dal Viminale e dal sottosegretario Molteni, ad agosto entreranno in servizio nell’isola 96 nuovi agenti. 30 assegnati alla provincia di Cagliari, 28 alla provincia di Sassari, 33 alla provincia di Nuoro e 5 alla provincia di Oristano. Agenti che andranno a incrementare le attività di controllo del territorio, di contrasto all’immigrazione clandestina e di prevenzione dei fenomeni di allarme sociale. La Lega conferma una strategia chiara e di fronte alla richiesta di maggiore sicurezza da parte dei cittadini risponde con i fatti: più uomini a presidio dei territori, più presenza nelle nostre città e maggiore capacità operativa per le nostre Forze dell’Ordine. Ringraziamo il sottosegretario Molteni e il Governo che in questi anni hanno lavorato senza sosta per garantire più sicurezza ai nostri cittadini, stanziando risorse, investendo sul potenziamento degli organici, approvando nuove norme in materia di sicurezza e tutelando il lavoro delle nostre Forze dell’Ordine. La lotta alla criminalità e all’illegalità passa anche attraverso la protezione delle nostre Forze dell’Ordine e tutelare il loro lavoro significa garantire maggiore sicurezza ai cittadini”.