ALGHERO – La parola magica è “pianificazione”. Protagonista di una marea di discorsi, convegni, incontri, comunicati stampa, ma, ancora e sempre, troppo poco praticata. I motivi sono, apparentemente, onorevoli e giustificati. Fatto sta che, ad oggi, Alghero, città turistico-balneare non ha ancora un Piano di Utilizzo dei Litorali e nemmeno un Piano del Commercio, per non parlare degli altri strumenti sempre oggetto di tante elucubrazioni, ma poco o niente di più. E, alla fine, a forza di rinviare, si pensa a “galleggiare”, nascondendo la “polvere sotto il tappeto”.
E’ assurdo che una località tra le pioniere nel settore del turismo e col comparto mercantile che è uno degli asset economici principali, si trovi ancora ad oggi senza degli strumenti pianificatori adeguati, moderni e anche perfino visionari. Niente di tutto questo. Ed i risultati sono sotto gli occhi di tutti: una crescita,, seppur esigua, totalmente disarmonico e confusa in tutti i settori produttivi.
Dall’edilizia al commercio, ai mercati fino al settore ricettivo ad arrivare ai locali e all’intrattenimento. Troppa discrezionalità, sebbene anche i “piani”, non ancora elaborati, dovrebbero normare verificando zona per zona, attività per attività, essendo il territorio di Alghero molto variegato e non omologabile per cui andrebbero esaltate le varie peculiarità e non il contrario.
D’altra parte, procedendo in questo modo, senza regole certe, investire diventa sempre più difficile e crescere in maniera armonica e adeguata quasi un utopia ed è così che la città si ritrova in un far west a colpi di dossier, veleni e altro. Alghero può essere e fare di più, molto di più. Basta guardarsi indietro e poi andare avanti, senza accontentarsi dell’uovo oggi.