Consumi: Sardegna in stagnazione

CAGLIARI – La Sardegna è la regione italiana che si piazza al quartultimo posto per spesa mensile delle famiglie nel 2015, con 2083,66 euro ben 400 euro in meno della media italiana e quasi mille euro in meno rispetto alla Lombardia che guida la classifica stilata oggi dall’Istat. Secondo Confcommercio Sardegna questo dato conferma che la ripresa, seppure ci sia un lieve segno positivo, è tutt’altro che avviata. Lo 0,3% in più stimato per i saldi estivi in linea con l’indicatore dei Consumi Confcommercio (ICC) registra, a maggio 2016, che registra anche un incremento dell’1,5% su base annua, non riesce a contrastare le incertezze delle famiglie e delle imprese strette tra spese fisse, tasse e la mancata rivalutazione del potere d’acquisto. “In Sardegna, dove il lavoro scarseggia e l’industria turistica stenta a decollare e non esprime ancora appieno le proprie potenzialità, si assiste ad una stagnazione dei consumi anche nel settore della ristorazione”.

Secondo l’Istat, infatti, in Sardegna si sono spesi nel 2015 82,1 euro a famiglia per servizi ricettivi e di ristorazione rispetto alla media italiana di 122,39 euro. Stallo anche nel commercio con 77,13 euro spesi per abbigliamento e calzature contro i 115,81 del resto d’Italia o i 413,49 euro per prodotti alimentari e bevande analcoliche a cui si aggiungono i 36,9 euro per bevande alcoliche e tabacchi rispetto ai 441,5 euro e i 44,09 della media italiana. I sardi spendono di più per abitazione, acqua, elettricità, gas e altri combustibili, 751,61 euro, di cui 30,26 euro per manutenzioni straordinarie, 525,82 euro per affitti figurativi e 90,14 euro per mobili, articoli e servizi per la casa. Si apre il portafoglio anche per i trasporti, 251,97 euro, ma non per l’istruzione, 7,57 euro rispetto ai 14,78 euro del resto d’Italia, o per i servizi sanitari e spese per la salute, 68,88 euro rispetto ai 112,72 della media nazionale.

“La contenuta tendenza al recupero dei livelli di consumo da parte delle famiglie non ci fanno ancora dire che si assiste ad uno slancio in avanti perchè permane un contesto in chiaroscuro con le famiglie che tendono a risparmiare in attesa di tempi migliori – dice Alberto Bertolotti, presidente Confcommercio Sardegna – Sono dati ancora sconfortanti. Siamo stanchi di sentire parlare di ‘potenzialita’. Non siamo neanche stati in grado di capitalizzare il vantaggio ambientale che ci è stato concesso, e non c’è certo da dichiararsi felici, dalla situazione geopolitica che ha ristretto la geografia del mondo praticabile turisticamente – aggiunge – Dobbiamo mettere immediatamente mano a provvedimenti di carattere fiscale, ai bandi per gli incentivi alle attività produttive, dar gambe a strumenti come i contratti di rete per contrastare un certo ‘nanismo’ di impresa che ci affligge. E, se siamo in stallo in Europa sul tema low-cost, puntiamo in maniera decisa a finanziare, almeno in regime de minimis, charter e tour operator”.

Nella foto un negozio

S.I.