“Pigliaru difenda il Pecorino”

CAGLIARI – “Il Pecorino romano e il suo ente di tutela Consorzio di tutela del Pecorino romano, con sede a Macomer, sono sotto attacco del governo regionale e della politica laziali, che stanno avviando una vera e propria guerra verso la pastorizia sarda nella sua accezione più generale, mettendo in discussione la titolarità della “DOP Pecorino Romano”, quasi che spetti solo ai produttori laziali il titolo di romano”. Lo ha dichiarato Marco Tedde, vicecapogruppo di Forza Italia-Sardegna in Consiglio regionale.

“Il Presidente Pigliaru – prosegue l’esponente azzurro- intervenga a difesa del comparto Ovino sardo e della sua produzione di Pecorino romano. Si attacca il Consorzio di Tutela e la localizzazione a Macomer della sua sede, partendo dalla volontà di istituire una nuova Dop denominata “Cacio romano” che ingenererebbe una straordinaria confusione sui mercati e danni difficilmente quantificabili per la pastorizia sarda. Questo è ciò che hanno chiesto al Ministro delle politiche agricole Martina, -che qualche giorno fa ha fatto una passerella in Sardegna per sostenere il sì al referendum del 4 dicembre- , e cioè istituire la nuova Dop del cacio romano. Se malauguratamente la richiesta venisse accolta, si avrebbero due dop di pecorino, una sarda e una romana. Un pastrocchio foriero di confusione e danni. Pigliaru deve immediatamente intervenire sul Ministro Martina, -chiude Tedde- per difendere il comparto Ovino sardo e la sua produzione di Pecorino romano, che costituisce la maggior quota della trasformazione ovina in Sardegna, nonché i suoi organismi di tutela, messi in pericolo da questi attacchi sconsiderati”.

Nella foto il pecorino romano

P.S.

Cagliari: convegno su malati terminali

CAGLIARI – Vincere la sofferenza è possibile. Soprattutto se è quella dei malati oncologici terminali. E, in questi casi, la morte può fare davvero meno paura. Sono questi i temi, delicatissimi, della conferenza “Saper accompagnare: quando la morte non fa più paura”, che si terrà sabato 26 novembre (alle 9) nell’Aula Costa del San Giovanni di Dio. La giornata è stata promossa dal Servizio Day-Service di Terapia palliativa e del dolore dell’Azienda Ospedaliero Universitaria di Cagliari, diretto dal professor Gabriele Finco. Al centro della conferenza, l’assistenza ai malati terminali da parte degli operatori sanitari e delle famiglie, che si concretizza anche nel confronto diretto con la morte. E a parlarne sarà soprattutto chi ha avuto esperienza diretta, i familiari dei pazienti in particolare. Tra loro anche Valentina Casalena, moglie dell’indimenticabile Andrea Parodi.

«La morte – spiega la dottoressa Maria Cristina Deidda,del Day-service cure Palliative dell’Aou – appare oggi come un evento da nascondere, minimizzare, ospedalizzare, ma le cure palliative restituiscono alla morte la sua naturale dimensione: essa è parte della vita, l’epilogo per il malato terminale, motivo per ulteriori approfondimenti esistenziali per chi rimane». Insomma, la morte può davvero fare meno paura. «Vedremo tutto questo – prosegue la Deidda – sotto l’ottica antropologica, con l’osservazione del culto del “morire” dei popoli nella storia, dell’ottica psicologica, che analizza le ripercussioni del distacco da una persona amata, del medico e dell’infermiera, che mettono in campo strategie terapeutiche e comportamentali e dell’ottica dei familiari che ci raccontano il loro vissuto di accompagnamento».

Alla conferenza parteciperanno, tra gli altri, anche l’oncologa Denise Vacca, la psiconcologa dell’Aou di Cagliari Franca Billa, Maria Antonietta Fenu, infermiera del Day-service cure Palliative dell’Aou di Cagliari, Franca Pretta del Tribunale del Malato di Cagliari. E grande spazio sarà dato a familiari e assistenti dei pazienti terminali tra i quali, Valentina Casalena, Liliana Poddine e Norma Deidda.

Nella foto l’ospedale San Giovanni di Dio

P.S.

Nuoro: arresto per spaccio

NUORO – Nella giornata di martedì u.s. la Polizia di stato ha arrestato il 33enne C. C. per detenzione di stupefacenti al fine di spaccio. In particolare, il provvedimento si è reso necessario in quanto la Squadra Mobile della Questura di Nuoro, all’esito di una perquisizione domiciliare eseguita nella zona del centro storico di Nuoro, ha trovato il soggetto in possesso di 50 dosi già confezionate di eroina, gr. 50 di hashish, bilancino di precisione più di 300 bustine già pronte per il confezionamento dello stupefacente.

L’arresto, reso possibile grazie ad un segnalazione anonima, è stato eseguito in flagranza di reato ed è stato convalidato dall’autorità giudiziaria di Nuoro che, in attesa del giudizio per direttissima, disponeva gli arresti domiciliari dell’indagato, in ragione dei suoi numerosi e specifici precedenti penali. Con il presente intervento è stato debellato un ulteriore canale di spaccio di sostanze stupefacenti, nel quadro delle iniziative volute anche dal Questore Alberto Massimo Colucci per assicurare un maggiore controllo del territorio e vicinanza della Polizia di Stato alle esigenze dei cittadini.

Nella foto la polizia

P.S.

Accordo Paci-Padoan: una boiata

CAGLIARI – “La Giunta regionale si accorge dopo due anni e mezzo che l’accordo Padoan-Pigliaru è una boiata pazzesca?” Lo domanda Ugo Cappellacci, coordinatore regionale di Forza Italia, commentando l’indiscrezione secondo la quale l’esecutivo avrebbe presentato un ricorso riguardo ai soldi scippati dallo Stato centrale con il trucco degli accantonamenti.

“Perché – prosegue Cappellacci- un esecutivo che invia comunicati stampa per accompagnare perfino i colpi di tosse degli assessori non ha sentito il bisogno di comunicare ai quattro venti questa notizia? Forse hanno paura di interrompere il bufala-show di Renzi nel rush finale della campagna referendaria? Perché continuano ad esaltare pubblicamente un accordo che, almeno da quelli che non credono alle bugie che propinano agli altri, viene maledetto in privato? Hanno forse timore di ammettere che avevamo ragione noi e che firmare un atto con cui hanno rinunciato a tutti i ricorsi presentati da noi e perfino ai benefici di quelli già vinti è stata un’idiozia, perché significava perdere centinaia di milioni di euro ogni anno e che sono stati dei veri polli? Non possono permettersi di ammettere che i soldi in più millantati dall’assessore alla Finzione non esistono?”

“E’ stata l’evidenza dei fatti, come il ricorso vinto davanti alla Corte Costituzionale dalla Valle d’Aosta, a costringere i baroni di villa Devoto a questo timido ricorso. Se non avessero ritirato quelli promossi da noi, oggi anche la Sardegna avrebbe ottenuto un risultato concreto. Se si sono accorti del gravissimo errore politico e contabile, ammettano pubblicamente la loro incapacità e riflettano sull’adeguatezza al ruolo rivestito. La loro vanagloria, i festeggiamenti per battaglie che non hanno mai combattuto costa già troppo ai sardi: un miliardo e duecento milioni di maxi-mutui e altrettanti soldi persi dalla Sardegna e scippati dallo Stato centrale. Perseverare – ha concluso Cappellacci- sarebbe diabolico”.

Nella foto i consiglieri regionali Zedda e Cappellacci

S.I.

Referendum: Sorso per il No

SORSO – Si terrà venerdì 25 novembre alle ore 18:30 presso il Palazzo Baronale di Sorso un incontro dibattito in vista dell’imminente consultazione referendaria. Un’occasione per proporre una attenta e puntuale analisi della riforma Renzi-Boschi ponendo l’accento su quelle che sono le principali ragioni del no ad una serie di modifiche della carta costituzionale di fatto incapaci di produrre un vero e proprio progresso per il nostro Paese. L’incontro è stato promosso ed organizzato da un neonato comitato per il no recentemente costituitosi a Sorso su iniziativa di giovani e meno giovani con idee e credo politico molto variegato.

Ragazze e ragazzi che, senza casacca e mettendo in secondo piano l’appartenenza politica, hanno deciso di stare insieme per creare un fronte unico contro una riforma inadeguata e particolarmente pericolosa per una regione a statuto speciale come la nostra. Semplici cittadini provenienti dal mondo dell’associazionismo, studenti, lavoratori ed amministratori. Gli interventi saranno moderati dall’avvocato Stella Cozzolino. Le relazioni saranno affidate agli avvocati Massimiliano Fadda e Luigi Satta. A conclusione della serata si aprirà il dibattito con i presenti che potranno dare il loro contributo e chiedere delucidazioni su eventuali aspetti non chiari del quesito referendario.

Nella foto le schede elettorali

S.I.

Sardegna: è allerta meteo

CAGLIARI – Il Centro Funzionale Decentrato di Protezione Civile ha emesso un avviso di attesa criticità moderata (codice arancione) per rischio idrogeologico localizzato dalla mezzanotte di oggi alla mezzanotte di domani per le zone Iglesiente, Flumendosa-Flumineddu, Campidano e Gallura. Criticità ordinaria (codice giallo) da mezzanotte di oggi sino a mezzanotte di domani per le zone Montevecchio-Pischilappiu, Tirso, Logudoro.

Inoltre è stato emesso un avviso di condizioni meteorologiche avverse per precipitazioni e temporali a partire dalle ore 18 di oggi e sino alle ore 24 di domani. A partire dalla tarda serata e per le successive 24-30 ore si prevedono sulla Sardegna precipitazioni localmente anche molto elevate sulle zone meridionali e orientali. Le piogge potrebbero estendersi a tutta l’isola nella mattinata di domani con possibili temporali. Le buone norme di autoprotezione della Protezione civile regionale:
http://www.sardegnaambiente.it/index.php?xsl=2282&s=289488&v=2&c=12454&idsito=20
Gli avvisi di allerta sulla pagina della Protezione civile della Sardegna:
http://www.sardegnaambiente.it/index.php?xsl=2273&s=20&v=9&nodesc=1&c=7092
Inoltre è scaricabile un opuscolo informativo a questo indirizzo:
http://www.sardegnaambiente.it/documenti/20_467_20151005104846.pdf

In questi casi si invita la popolazione alla massima prudenza se ci si trova alla guida di un’automobile o di un motoveicolo; evitare i passaggi in sottovie e sottopassi, in quanto potrebbero allagarsi anche repentinamente. Inoltre è opportuno moderare la velocità del mezzo a causa della ridotta visibilità e dell’asfalto reso scivoloso dalla pioggia, allungandosi in tal modo gli spazi di frenata. Effettuare una sosta in piazzola o in luogo sicuro durante le fasi più intense dell’evento.

S.I.

Legge terremoto: Parlamento unito

ROMA – “Il decreto ha raccolto un consenso pressoché unanime, frutto del clima di unità che ha animato i lavori prima in commissione e poi in aula, trasformando in legge tutte quelle misure che si sono rivelate estremamente efficaci all’indomani dei due terremoti per garantire il soccorso alle popolazioni e la ripresa della vita sociale ed economica nelle aree colpite”. Lo dichiara il senatore del PD Silvio Lai, relatore del provvedimento sul terremoto, approvato oggi a Palazzo Madama.

“I miglioramenti delle misure intraprese da parte del Parlamento – prosegue Lai – sono stati possibili grazie all’azione del Governo che ha saputo raccogliere le istanze delle comunità locali con un provvedimento che offre sollievo ai cittadini con l’esenzione da tasse e bollette, fornisce strumenti concreti a lavoratori e imprese, dà più forze ai sindaci e agli enti locali nel loro ruolo di presidio delle funzioni pubbliche e di rappresentanza delle comunità. Inoltre – sottolinea l’esponente dem – il decreto presta particolare attenzione all’essenziale salvaguardia del servizio sanitario. Naturalmente il testo approvato oggi non poteva esaurire tutte le priorità innescate dai terremoti e perciò sarà necessario garantire, in attesa di una legge quadro complessiva sulle calamità, nuovi interventi in successivi provvedimenti, a partire dalla creazione di una zona franca per le aree interessate. In ogni caso – conclude Lai – l’approvazione odierna del decreto costituisce un segnale positivo al Paese, a dimostrazione che quando serve, una politica unita promuove al meglio gli interessi dei cittadini”.

Nella foto Silvio Lai

S.I.

“Nessuno richiamo dalla Regione”

PORTO TORRES – «Da parte della Regione non c’è stato nessun richiamo all’Amministrazione comunale. Anzi, al contrario di quanto è stato scritto sui giornali e da quanto è stato dichiarato da un consigliere e da un partito di opposizione, è stata la stessa Regione – sottolinea il Sindaco – a riconoscere il corretto comportamento dell’Amministrazione comunale, chiarendo tutto in una lettera inviata a noi e anche allo stesso consigliere interrogante». Nella missiva dell’Assessorato degli Enti Locali è scritto che “dalla documentazione allegata si rileva che l’Amministrazione ha agito in conformità alle norme contenute nel regolamento sul funzionamento del Consiglio (artt. 26 e 27), attivando preliminarmente entro il termine previsto la verifica sulla reperibilità nell’archivio informatico e nel Protocollo della documentazione richiesta”.

«La nostra risposta è stata, quindi, chiara, tempestiva e trasparente. Pur di attaccare me e l’Amministrazione – aggiunge Sean Wheeler – gli accusatori non hanno nemmeno letto quanto scritto dalla Regione. Oppure la spiegazione potrebbe essere un’altra: hanno voluto stravolgere il significato in evidente, totale, malafede. La riprova è data dal fatto che il giorno in cui l’argomento oggetto dell’accesso agli atti doveva essere affrontato in aula, il consigliere interrogante ha lasciato l’assemblea prima della discussione. Forse non era tanto la risposta a suscitare il suo interesse quanto l’ottenere visibilità dall’ennesima sparata sulla stampa piena come sempre di bugie, livore e accuse personali. Ma ormai – conclude il Sindaco – i cittadini hanno capito e sanno valutare bene la credibilità di queste persone anche da episodi del genere».

Nella foto il sindaco Wheeler

S.I.

Presentazione “Eccellenze di Sassari”

SASSARI – Giovedì 24 novembre alle ore 12,00 è in programma nella Sala consiglio della Camera di Commercio di Sassari, la presentazione di “Eccellenze di Sassari”, il progetto di promozione che rimette al centro la città di Sassari. L’iniziativa ha trovato numerosi partner in città e punta a divulgare, tracciandone gli elementi peculiari e le curiosità, la storia e la cultura dell’imprenditoria locale.

“Un’idea di percorso – spiegano gli organizzatori – iniziato molto tempo fa, una storia che “Eccellenze di Sassari” racconterà per parlare con tutti i sassaresi e starci insieme, per conoscerci meglio, per continuare a crescere e non lasciare che Sassari si trasformi in una città fantasma. Alla presentazione, cui è invitata anche la stampa locale, prenderanno parte gli organizzatori del progetto e tutti gli imprenditori che stanno sostenendo l’iniziativa la cui unica finalità è il rilancio del nostro tessuto economico”.

Nella foto Sassari

S.I.

Latte: Coldiretti smaschera bluff

Inizia la corsa dei trasformatori per accaparrarsi il latte dei pastori, con il prezzo di remunerazione che sale a 0,85 centesimi.
Sgamati sulle fittizie sovrapproduzioni e sui contratti civetta a 50 centesimi (imposti ai pastori più in difficoltà in un clima catastrofista creato ad arte), le industrie casearie hanno cominciato a far lievitare il prezzo del latte, temendo (ora loro) di restare senza latte, in una stagione produttiva che si preannuncia in calo rispetto alla precedente, a causa della siccità e dei pochi investimenti dei pastori terrorizzati dagli allarmismi dei trasformatori.

“E’ la conferma che la trasparenza dei dati aiuta l’anello più debole della filiera, in questo caso i pastori – ha spiegato questa mattina nel corso di una conferenza stampa a Cagliari, il presidente di Coldiretti Sardegna Battista Cualbu -. Quando la verità è in mano a pochi, questi la manipolano in base al proprio tornaconto. Lo stesso succede in questo comparto. Per mesi ci hanno bombardato parlando di sovrapproduzione di latte (430 milioni di litri), annunciando il crollo del prezzo del Pecorino romano. Alibi usato, ad aprile, per abbassare il prezzo del latte in corso di stagione (da 90 a 80 centesimi) e poi per questa alle porte, oltre che per bussare in Regione alla ricerca di aiuti finanziari. Abbiamo risposto a questa tattica, di corta visione, con intelligenza e pazienza, studiando il mercato e l’andamento della stagione, in una situazione difficile, in cui recuperare un dato diventa un’impresa”.

Alla fine la Coldiretti è riuscita a smascherare il bluff. L’annata appena trascorsa non è stato munto un solo litro di latte in più rispetto alla precedente: 286.611.739, come certificato dall’Organismo di Controllo INEQ, e non 430 milioni come annunciato dai trasformatori. La previsione catastrofista ha avuto il solo risultato di spaventare il mercato. A pagarne è stato il prezzo del Pecorino passato dai 9,50 euro al kg a circa 6, con una perdita di oltre 100 milioni euro, tutti pagati dai pastori, che si sono visti abbassare il prezzo del latte a 90 centesimi prima e 80 da aprile in poi. “A stagione terminata i trasformatori non hanno avuto il buon senso di rendere pubblici i dati di produzione del latte e chiedere scusa sulle previsioni strampalate e sull’incapacità di programmare le produzioni di Pecorino romano – ha ricordato il direttore di Coldiretti Sardegna Luca Saba -. Anzi, hanno cercato di cavalcare il clima di terrore che avevano creato proponendo ai pastori più in difficoltà contratti a 50 centesimi. Contratti civetta fatti firmare per spianare la strada alla contrattazione al ribasso”.
REGIONE ASSENTE. “La grande assente è stata la Regione – ha sintetizzato Battista Cualbu -. In assenza di un arbitro che faccia rispettare le regole a tutti, il più forte (il trasformatore) prevarica sul più debole (il pastore). Arriva sempre fuori tempo. L’interprofessionale lo chiedevamo da tre anni, quando il mercato tirava e c’era la serenità di tutti per sedersi a un tavolo”.
CREDITO. “Cosi come chiediamo da tempo una politica creditizia agricola seria. Lo abbiamo ribadito anche quest’anno a tempo debito. Il credito di conduzione o esercizio, ad esempio, è uno strumento utile che abbiamo invocato perché consentirebbe di contrastare il fenomeno delle caparre. Per questa stagione però è superato perché le caparre sono già state intascate”.
BANDO INDIGENTI. Coldiretti sabato scorso ha strappato anche l’impegno del ministro alla Politiche agricole Maurizio Martina per inserire nel bando agli indigenti il Pecorino romano: dai 5 ai 10 mila quintali.
La condizione è sempre la stessa, ribadita pure dal Ministro: avere dati certi sulle eccedenze e ricadute su tutta la filiera. Anche in questo caso, infatti, i trasformatori sparano numeri senza riscontri ed a volte contradditori. Adesso indicano in 100 mila quintali le eccedenza, in realtà si dovrebbero fermare a circa la metà: 50 mila quintali.
“La precondizione per far partire la misura sugli indigenti – ha argomentato il direttore Luca Saba – è quella di avere dati ufficiali, oltre alla certezza di diluire i benefici degli interventi pubblici su tutta la filiera. Sono finiti i tempi in cui c’è chi la crisi la paga e chi la sfrutta per ingrassarsi. In questa discussione rientra anche il prezzo del latte che deve essere di dominio pubblico e non sussurrato all’orecchio. Questi metodi appartengono al passato e non sono più proponibili”. Adesso che il bluff della sovrapproduzione del latte è svelato e che si sta sgonfiando anche quello sulle eccedenze (dove comunque sarà di aiuto il bando per gli indigenti), i trasformatori cominciano a temere di stare senza latte e, come i carbonari stipulano contratti a 85 centesimi.

Oltretutto la stagione che sta per cominciare preannuncia una produzione di latte al ribasso perché sarà condizionate da due fattori sfavorevoli: da una parte un autunno siccitoso, dall’altra non avendo certezze sul prezzo del latte i produttori hanno investito meno soldi, arando, ad esempio, pochi ettari di terreno.
“E’ fondamentale che la Regione eserciti il proprio ruolo di coordinamento – hanno concluso i dirigenti di Coldiretti Sardegna -. Devono pretendere la trasparenza dei dati e garantire che ogni euro pubblico investito sul comparto sia equamente distribuito in tutta la filiera. A tutti i livelli ed in ogni settore, e lo stesso evolversi delle contrattazioni del latte di questi giorni, ci dicono e dimostrano che la certezza dei dati è la base della legalità e verità”.

Nella foto una manifestazione della Coldiretti

S.I.