Latte: Coldiretti smaschera bluff

Inizia la corsa dei trasformatori per accaparrarsi il latte dei pastori, con il prezzo di remunerazione che sale a 0,85 centesimi.
Sgamati sulle fittizie sovrapproduzioni e sui contratti civetta a 50 centesimi (imposti ai pastori più in difficoltà in un clima catastrofista creato ad arte), le industrie casearie hanno cominciato a far lievitare il prezzo del latte, temendo (ora loro) di restare senza latte, in una stagione produttiva che si preannuncia in calo rispetto alla precedente, a causa della siccità e dei pochi investimenti dei pastori terrorizzati dagli allarmismi dei trasformatori.

“E’ la conferma che la trasparenza dei dati aiuta l’anello più debole della filiera, in questo caso i pastori – ha spiegato questa mattina nel corso di una conferenza stampa a Cagliari, il presidente di Coldiretti Sardegna Battista Cualbu -. Quando la verità è in mano a pochi, questi la manipolano in base al proprio tornaconto. Lo stesso succede in questo comparto. Per mesi ci hanno bombardato parlando di sovrapproduzione di latte (430 milioni di litri), annunciando il crollo del prezzo del Pecorino romano. Alibi usato, ad aprile, per abbassare il prezzo del latte in corso di stagione (da 90 a 80 centesimi) e poi per questa alle porte, oltre che per bussare in Regione alla ricerca di aiuti finanziari. Abbiamo risposto a questa tattica, di corta visione, con intelligenza e pazienza, studiando il mercato e l’andamento della stagione, in una situazione difficile, in cui recuperare un dato diventa un’impresa”.

Alla fine la Coldiretti è riuscita a smascherare il bluff. L’annata appena trascorsa non è stato munto un solo litro di latte in più rispetto alla precedente: 286.611.739, come certificato dall’Organismo di Controllo INEQ, e non 430 milioni come annunciato dai trasformatori. La previsione catastrofista ha avuto il solo risultato di spaventare il mercato. A pagarne è stato il prezzo del Pecorino passato dai 9,50 euro al kg a circa 6, con una perdita di oltre 100 milioni euro, tutti pagati dai pastori, che si sono visti abbassare il prezzo del latte a 90 centesimi prima e 80 da aprile in poi. “A stagione terminata i trasformatori non hanno avuto il buon senso di rendere pubblici i dati di produzione del latte e chiedere scusa sulle previsioni strampalate e sull’incapacità di programmare le produzioni di Pecorino romano – ha ricordato il direttore di Coldiretti Sardegna Luca Saba -. Anzi, hanno cercato di cavalcare il clima di terrore che avevano creato proponendo ai pastori più in difficoltà contratti a 50 centesimi. Contratti civetta fatti firmare per spianare la strada alla contrattazione al ribasso”.
REGIONE ASSENTE. “La grande assente è stata la Regione – ha sintetizzato Battista Cualbu -. In assenza di un arbitro che faccia rispettare le regole a tutti, il più forte (il trasformatore) prevarica sul più debole (il pastore). Arriva sempre fuori tempo. L’interprofessionale lo chiedevamo da tre anni, quando il mercato tirava e c’era la serenità di tutti per sedersi a un tavolo”.
CREDITO. “Cosi come chiediamo da tempo una politica creditizia agricola seria. Lo abbiamo ribadito anche quest’anno a tempo debito. Il credito di conduzione o esercizio, ad esempio, è uno strumento utile che abbiamo invocato perché consentirebbe di contrastare il fenomeno delle caparre. Per questa stagione però è superato perché le caparre sono già state intascate”.
BANDO INDIGENTI. Coldiretti sabato scorso ha strappato anche l’impegno del ministro alla Politiche agricole Maurizio Martina per inserire nel bando agli indigenti il Pecorino romano: dai 5 ai 10 mila quintali.
La condizione è sempre la stessa, ribadita pure dal Ministro: avere dati certi sulle eccedenze e ricadute su tutta la filiera. Anche in questo caso, infatti, i trasformatori sparano numeri senza riscontri ed a volte contradditori. Adesso indicano in 100 mila quintali le eccedenza, in realtà si dovrebbero fermare a circa la metà: 50 mila quintali.
“La precondizione per far partire la misura sugli indigenti – ha argomentato il direttore Luca Saba – è quella di avere dati ufficiali, oltre alla certezza di diluire i benefici degli interventi pubblici su tutta la filiera. Sono finiti i tempi in cui c’è chi la crisi la paga e chi la sfrutta per ingrassarsi. In questa discussione rientra anche il prezzo del latte che deve essere di dominio pubblico e non sussurrato all’orecchio. Questi metodi appartengono al passato e non sono più proponibili”. Adesso che il bluff della sovrapproduzione del latte è svelato e che si sta sgonfiando anche quello sulle eccedenze (dove comunque sarà di aiuto il bando per gli indigenti), i trasformatori cominciano a temere di stare senza latte e, come i carbonari stipulano contratti a 85 centesimi.

Oltretutto la stagione che sta per cominciare preannuncia una produzione di latte al ribasso perché sarà condizionate da due fattori sfavorevoli: da una parte un autunno siccitoso, dall’altra non avendo certezze sul prezzo del latte i produttori hanno investito meno soldi, arando, ad esempio, pochi ettari di terreno.
“E’ fondamentale che la Regione eserciti il proprio ruolo di coordinamento – hanno concluso i dirigenti di Coldiretti Sardegna -. Devono pretendere la trasparenza dei dati e garantire che ogni euro pubblico investito sul comparto sia equamente distribuito in tutta la filiera. A tutti i livelli ed in ogni settore, e lo stesso evolversi delle contrattazioni del latte di questi giorni, ci dicono e dimostrano che la certezza dei dati è la base della legalità e verità”.

Nella foto una manifestazione della Coldiretti

S.I.

Bandi Psr giovani: nuovo stop

CAGLIARI – Temporaneo stop per i bandi della sottomisura 6.1 e del “Pacchetto giovani” del Programma di sviluppo rurale (PSR), per i quali oggi era prevista l’apertura. In seguito ad approfondimenti fatti dagli uffici dell’Assessorato dell’Agricoltura, l’assessora Elisabetta Falchi ha firmato oggi il decreto che revoca i bandi e ne prevede una nuova emissione con sostanziali modifiche entro il 5 dicembre.

“Come già accaduto per le misure 4.1 e 4.2, abbiamo accolto le richieste che ci sono giunte attraverso il partenariato –dice la titolare dell’Agricoltura – dopo che, nello scorso mese di ottobre il Comitato di sorveglianza aveva approvato alcune modifiche che riguardano la possibilità di insediamento di più beneficiari all’interno di una stessa azienda e l’aumento a 200 mila euro della dimensione economica massima dell’azienda. In un incontro con i portatori d’interesse, la scorsa settimana, abbiamo anche appurato che persistono le difficoltà relative alle procedure informatizzate degli aiuti, soprattutto per la gestione delle domande di insediamento plurimo”.

Nella foto l’assessore Falchi

S.I.

Patto tra le Isole: occasione storica

PALMA DI MAIORCA – “Abbiamo la possibilità di fare qualcosa di storico: stiamo costruendo un futuro migliore per le nostre isole, condividiamo una scommessa importante basata sulla fiducia reciproca” ha dichiarato il presidente Francesco Pigliaru intervenendo a Palma di Maiorca all’apertura dei lavori su “L’insularità nel Mediterraneo occidentale”, insieme a Gilles Simeoni, presidente del Consiglio Esecutivo della Corsica e Francina Armengol, presidente del Governo delle Isole Baleari.

Pigliaru ha sottolineato che al centro di questa scommessa c’è il riconoscimento di un “diritto di cittadinanza che promette alle nostre popolazioni una migliore prospettiva di benessere e ci rinforza nel dialogo internazionale come ambasciatori tra l’Europa e la sponda Sud del Mediterraneo. A Cop22 ho visto quanto il nostro ruolo può essere importante nel promuovere pace e benessere. Ma perché ciò avvenga bisogna che i nostri cittadini si sentano ben trattati dall’Unione europea”. Il Presidente della Sardegna ha, dunque, tenuto il punto sul concetto di insularità, specificando che da questa emergono problematicità immediatamente individuabili, per le quali servono ricette ad hoc e investimenti strutturali – quali il metano per la Sardegna – e altre meno direttamente rilevabili che possono essere affrontate attraverso compensazioni (es. i maggiori costi legati alla logistica).

Ancora, ha aggiunto Pigliaru, è necessario incidere sulla normativa europea sugli aiuti di stato: “In Europa non sanno cosa significa essere un’isola, ci trattano come qualsiasi territorio continentale, dove esistono alternative all’aereo”. In conclusione, Pigliaru ha ricordato come i tre presidenti parlino la stessa lingua e abbiano la stessa visione e intelligenza collettiva. “Simili accordi sono stati tentati anche nel passato, ma non sono andati molto lontano. Noi faremo la differenza”.

Nella foto Pigliaru durante l’incontro a Palma

S.I.

Casapound: piantati tanti alberi

SASSARI – Nella notte del 21 Novembre i militanti della Foresta che Avanza, gruppo ecologista di CasaPound, hanno piantato decine di alberi in tutta Italia per celebrare la Festa dell’albero. Come ormai da parecchi anni, i militanti della costola verde di CasaPound si sono armati di pala e di fusti e hanno interrato in spazi verdi pubblici decine di alberi in tutta la penisola, commemorando in tal modo la Festa dell’albero.

Tale festa venne celebrata per la prima volta nel 1898 e istituzionalizzata nella legge forestale del 1923 “con lo scopo di infondere nei giovani il rispetto e l’amore per la natura e la difesa degli alberi”. Come di consueto i militanti hanno anche affisso uno striscione che quest’anno recitava così: “Gli alberi sono le colonne della Nazione”. “Ogni anno pianteremo nuovi alberi e onoreremo il 21 Novembre, data molto cara ad Arnaldo Mussolini” così Alberto Mereu responsabile nazionale della Foresta che Avanza, che continua: “con il nostro lavoro ci siamo impegnati a rendere più bella la nostra Nazione e non a caso, in un periodo in cui sembra vacillare, abbiamo voluto vedere negli alberi le prime colonne dell’Italia, capaci di tenerla in piedi, bella e forte, sia materialmente che spiritualmente. Dato che l’attuale classe dirigente sta depauperando il verde della nostra Patria, ci sentiamo ancora più in dovere di difenderla e di tutelare il suo patrimonio naturale”.

Nella foto il manifesto di Casapound sul tema

S.I.

Olbia: arrestato pericoloso latitante

OLBIA – I Carabinieri della Sezione Operativa del Reparto Territoriale di Olbia hanno arrestato Kleton Bici, 27enne albanese, destinatario di due mandati di cattura di cui uno esteso a livello europeo ed internazionale. Il giovane si è consegnato spontaneamente agli stessi militari che avevano condotto le indagini per le quali era stato emesso l’ordine di carcerazione. Il latitante, infatti, oltre a un ordine di custodia in carcere emesso dal Tribunale di Cagliari, era destinatario di ordinanza internazionale di carcerazione emessa dalla Direzione Distrettuale Antimafia di Cagliari nello scorso mese di maggio 2016, nell’ambito della più ampia attività investigativa denominata “Polo Est”, condotta sempre dagli investigatori della Sezione Operativa del Reparto Territoriale, a seguito della quale sono già finite in carcere trenta persone di nazionalità italiana e albanese per associazione finalizzata al traffico internazionale di stupefacenti.

La complessa attività portata avanti dai Carabinieri aveva permesso di disarticolare un’associazione dedita al traffico internazionale di eroina e cocaina, operante sull’asse Italia-Albania-Olanda, consentendo il sequestro di 18 kg di cocaina, 4 kg di eroina, una pistola Beretta cal. 6,35 risultata rubata, circa trentamila euro in contanti ed alcune autovetture di grossa cilindrata. A seguito delle formalità di rito, l’arrestato è stato associato alla casa circondariale di Sassari-Bancali a disposizione della competente Autorità Giudiziaria di Cagliari.

Nella foto i carabinieri ad Olbia

P.S.

Pigliaru firma il Patto tra le Isole

PALMA DI MAIORCA – Il Patto tra le Isole del Mediterraneo arriva alla firma. Dopo gli incontri istituzionali in Sardegna e in Corsica, che hanno portato alla sigla del primo documento tra le due isole “gemelle”, il presidente Pigliaru e il presidente Gilles Simeoni sono partiti insieme ieri mattina per Palma di Maiorca. Oggi, con la presidente delle Baleari Francina Armengol, sottoscriveranno la dichiarazione congiunta nella quale viene affrontato il tema dell’insularità. Il focus è su trasporti, turismo e fiscalità, argomenti su cui gli uffici delle tre regioni insulari hanno lavorato negli scorsi mesi arrivando ad elaborare dossier specifici e approfonditi. L’obiettivo è delineare una strategia condivisa per superare gli svantaggi causati dalla comune condizione geografica di insularità, svantaggi concreti e misurabili dal punto di vista economico. Con il presidente Pigliaru sono presenti gli assessori del Turismo Francesco Morandi e dei Trasporti Massimo Deiana, che nel corso della giornata di domani, articolata in più sessioni di lavoro, si confronteranno con gli omologhi delle altre due Regioni. Sono previsti tavoli tecnici riassuntivi e un vertice tra i tre Presidenti, che precederà la firma pubblica dell’intesa.

“E’ stato un lavoro complesso, portato avanti con impegno e condivisione costante”, spiega Francesco Pigliaru. “Negli incontri con Gilles Simeoni a Cagliari e ad Ajaccio e con Francina Armengol a Bruxelles, abbiamo convenuto che era tempo di dare risposte comuni a problemi comuni. Gli svantaggi dell’insularità, nel passato, sono stati affrontati spesso in modo molto diverso, arrivando a risultati altrettanto diversi. Come avevamo deciso, in questi mesi abbiamo confrontato le esperienze condividendo sia le buone pratiche sia la conoscenza degli esiti negativi di scelte precedenti, così da definire i punti necessari per raggiungere tutti più rapidamente i nostri obiettivi. Uniti si diventa molto più forti nel dialogo con l’Unione Europea e sarà importantissimo esserlo ogni volta che si tratterà di presentare istanze comuni, così come di sostenere l’adozione di misure specifiche e di risorse adeguate a favore delle isole. Non si tratta di richiedere una qualche forma di assistenzialismo – conclude Francesco Pigliaru – ma di individuare e ottenere compensazioni intelligenti per mitigare gli aspetti negativi dell’insularità. È una questione di pari opportunità.”

Nella foto il Presidente Pigliaru con i rappresentanti corsi

S.I.

Latte Dolce: progetto di recupero

SASSARI – Punta alla riqualificazione dell’edificio di via Bottego che, un tempo, aveva ospitato il servizio dipendenze dell’Asl di Sassari e che ora è in gran parte deserto e da ristrutturare. È il progetto di recupero del “Centro servizi Latte Dolce” entrato a far parte dei dieci progetti che la direzione generale Arte e architettura del Mibact e il consiglio nazionale degli architetti hanno scelto tra 140 elaborati presentati al concorso di idee per la riqualificazione urbana delle periferie. A elaborare l’idea progettuale di recupero dello stabile di Latte Dolce è stato l’ingegnere Paolo Marras. Il progetto è stato premiato questa mattina a Venezia, alla cerimonia organizzata al padiglione Italia nella sede della biennale.

Il concorso di idee ha visto in gara 220 raggruppamenti di architetti e ingegneri (14 soltanto da Sassari), molti under 40, che hanno elaborato proposte su zone che necessitano interventi per il riuso e la nuova destinazione funzionale di aree pubbliche e di strutture esistenti. L’obiettivo era quello di far emergere idee volte a migliorare la qualità e il decoro urbano, accrescere la sicurezza territoriale e la capacità di far fronte al cambiamento urbano, potenziare i servizi, la mobilità sostenibile e adeguare le infrastrutture destinate ai servizi sociali, culturali, educativi, didattici e le attività culturali ed educative. Ai dieci concorrenti redattori delle proposte ideative classificate al primo posto è stato attribuito un premio di 10mila euro. Il concorso, inoltre, prevede che ai vincitori venga affidato dal relativo Comune l’incarico per le successive fasi progettuali.

«Mibact e consiglio nazionale architetti – spiega Tiziana Floris che per il Comune di Sassari ha seguito le procedure del bando – attraverso una manifestazione di interesse, hanno chiesto ai Comuni d’Italia se avessero a disposizione aree urbane periferiche per le quali proporre progetti di recupero. La giunta comunale di Sassari ha deciso di puntare sull’immobile di via Bottego, nel quartiere di Latte Dolce, dove realizzare una struttura destinata alla creazione di nuove opportunità di lavoro per le donne con la creazione di una comunità di genere». L’obiettivo è proprio quello di rafforzare la capacità di auto-impiego e le competenze delle donne, con un percorso di responsabilizzazione finalizzato alla creazione di una community hub, cioè un luogo gestito dalle donne e per le donne, dove realizzare anche reti di mutuo-aiuto.

«Facciamo i complimenti al vincitore – afferma il sindaco di Sassari Nicola Sanna che questa mattina a Venezia ha presenziato alla cerimonia di premiazione dei vincitori del concorso –, perché ha saputo interpretare l’idea che sta alla base del nostro progetto. La proposta progettuale è stata costruita adottando una prospettiva di genere, per creare un vero e proprio laboratorio urbano che, attraverso una rete di supporto, consenta alle donne “svantaggiate” e in difficoltà di emanciparsi economicamente». E per fare questo era necessario mettere a disposizione una struttura che potesse ospitare varie iniziative. Ecco perché l’amministrazione ha pensato di riqualificare la palazzina di via Bottego che, un tempo oramai lontano, ospitò sia diversi uffici comunali e poi il Serd dell’Asl di Sassari e che, realizzata su tre piani, oggi ospita il Punto Città numero 2 con ingresso da via Dell’anziano, quindi locali di servizio, un circolo privato, un’autorimessa, il Centro provinciale del lavoro e alcune associazioni. Altri locali, invece, necessitano lavori di risanamento e ristrutturazione.

La relazione tecnica, fatta dal Settore Lavori pubblici in collaborazione con il settore Urbanistica, contiene la previsione di interventi di impermeabilizzazione della copertura, di sostituzioni degli infissi, di ripristino della pavimentazione, di interventi su intonaci e pitture e sul contro-soffitto. Quindi ancora sono necessari interventi per gli impianti elettrici, idrici, di riscaldamento e dell’ascensore e sulla facciata esterna. Una serie di interventi, suddivisi per priorità, che l’amministrazione ha deciso di avviare, partecipando ad un altro bando nazionale sul recupero delle periferie che è stato finanziato per 18 milioni dal Governo Renzi. Al momento la stima dei costi dei lavori comporta la spesa per circa 3 milioni di euro.

La proposta elaborata dall’ingegnere sassarese, allora, è coerente con la ferma volontà della giunta di Nicola Sanna di investire nel quartiere di Latte Dolce e Santa Maria di Pisa, per contrastare il fenomeno degradante dei mega quartieri dormitorio. Idee di fondo già elaborate dal Comune per la realizzazione di uno spazio volto a favorire le reti di mutuo-aiuto e le attività, anche produttive, basate sui principi della sharing economy. La proposta, inoltre, prevede la ristrutturazione delle aree interne e delle facciate dell’edificio con l’impiego di vetrate in grado di rendere gli interni luminosi e di sfruttare il calore del sole, quindi una riqualificazione dell’intera area circostante, con la realizzazione di una piazza e riqualificazione delle aree verdi.

A Venezia, oltre alla proposta su Sassari, per la Sardegna è stata premiata anche l’idea progettuale sviluppata da Silvia Lai sull’area urbana periferica dell’ex collegio Carta-Meloni di Santu Lussurgiu, l’istituto dove studiò Antonio Gramsci. Le altre proposte premiate sono arrivate da Aprilia (Margherita Manfra), Corato (Mariangela De Napoli), Empoli, Marsala (Danilo Capasso), Palermo (Sergio Luzio), Reggio Calabria (Cristina Brunelli), Ruvo di Puglia (Cristiana Vannini), San Bonifacio (Luca Vandini)

Nella foto il sindaco coi progettisti

S.I.

Sanità allo sbando: fallimento Pd

CAGLIARI – «Il Pd non sa come nascondere il fallimento della Giunta Pigliaru sulla sanità e tenta di giustificarsi accusando il centrodestra: peccato che sia il centrosinistra a governare da ormai quasi tre anni. E ne ha tutta la responsabilità». Lo dice il responsabile del Centro Studi dei Riformatori, Franco Meloni. «Ad esempio – dice ancora Meloni – l’onorevole Ruggeri riemerge dopo un lungo silenzio dalle nebbie quartesi per ribattere ai Riformatori che osano criticare il disastro che la sua Giunta sta facendo nella sanità. Però non ribatte allea nostre affermazioni, se ne guarda bene perché sa che abbiamo ragione e si limita a ricordare che la precedente maggioranza aveva sforato i conti. A parte che è anche disinformato (la spesa negli anni 2011-12 e 13 era sostanzialmente stabile e tanto necessaria che neppure loro dopo quasi tre anni sono riusciti a ridurla) la cosa paradossale è che non dice che la sua giunta sta facendo bene e che quindi ci sbagliamo, dice solo che in passato abbiamo fatto peggio”.

“E che c’entra ? Ammesso, e non concesso, che sia vero, noi adesso stiamo parlando di quello che succede ora e che è successo negli ultimi tre anni: vuole l’on.le Ruggeri essere così cortese da dirci se nelle trenta pagine di pagelle ci sono affermazioni sbagliate? In sintesi, vuole l’on.le Ruggieri dirci il suo parere non sulla gestione della scorsa legislatura ma invece su questa in corso? Abbiamo sbagliato noi nelle pagelle oppure abbiamo ragione e siamo di fronte a un disastro?»

Nella foto i vertici regionali del Pd

S.I.

Sardo e catalano in Rai: incontro

SASSARI – “Su sardu in Rai – una chistione de volontade”, questo è il titolo della tavola rotonda che lunedì 21 novembre si terrà a Sassari al fine di concretizzare l’introduzione della lingua sarda nei programmi regionali Rai. All’incontro, organizzato dall’Istituto Camillo Bellieni, saranno presenti personalità di spicco del panorama politico nazionale e regionale e del mondo dell’informazione. Ad aprire il dibattito alle 17.30 nella sala convegni della Camera di Commercio in via Roma, sarà Michele Pinna, direttore scientifico dell’Istituto sassarese, da sempre impegnato nella difesa e nella valorizzazione della lingua e cultura sarda.

Seguirà l’intervento del senatore Silvio Lai, che nel settembre 2015 aveva reso nota sul proprio blog la possibilità di inserire il sardo nella televisione pubblica a partire dal 2016. Molto atteso l’intervento Franco Siddi, noto giornalista sardo e Consigliere di amministrazione Rai, già ai vertici dell’Fnsi (il sindacato nazionale dei giornalisti). A rappresentare la Giunta regionale sarà invece Claudia Firino, assessora alla Pubblica istruzione, Beni culturali, Informazione, Spettacolo e Sport della Ras. Modererà il dibattito Maria Doloretta Lai, presidente dell’Is.Be. A tenere alta l’attenzione sull’esclusione della lingua sarda dai programmi Rai, già lo scorso anno era stato proprio l’Istituto Bellieni che, nell’agosto 2015, aveva organizzato una significativa ma pacifica manifestazione di fronte alla sede Rai sassarese, coinvolgendo in via dei Mille numerosi attivisti e componenti del Colcs (Coordinamento operatori di lingua e cultura sarda).

Subito dopo i dirigenti dell’Is.Be. avevano inviato una lettera di sollecitazione a parlamentari sardi, a rappresentanti di Consiglio e Giunta regionale e ad altre personalità del mondo intellettuale isolano affinché si impegnassero attivamente per favorire l’inclusione della lingua sarda in Rai, come già avviene per altre minoranze linguistiche nelle loro regioni d’appartenenza. L’incontro di lunedì potrebbe segnare il passo decisivo per un cambiamento di rotta che finora era parso solo un’utopia.

Nella foto i promotori dell’iniziativa

S.I.

Parte la macchina del Giro

CAGLIARI – Il Giro d’Italia 2017 è già partito dalla Sardegna. La macchina organizzativa della Edizione 100 della corsa rosa, che vedrà l’isola al centro del mondo per tre giorni a inizio maggio, ha vissuto una settimana di sopralluoghi e summit nelle sedi che ospiteranno le tre tappe e la Grande Partenza. Gli incontri, coordinati dall’assessore del Turismo, Artigianato e Commercio, Francesco Morandi, a cui hanno preso parte istituzioni, autorità, amministratori locali, massimi esponenti della direzione gara e responsabili di Rcs-Gazzetta dello Sport, che organizza l’evento, sono serviti per individuare i vari percorsi cittadini dei ciclisti e per affrontare tutti gli aspetti riguardanti sicurezza, postazioni per il pubblico e per i giornalisti. Oltre che per condividere il progetto di comunicazione coordinato e unitario basato sull’identità di ogni singolo territorio e sulla qualità della vita dell’isola.

I sopralluoghi hanno toccato Alghero, da dove il Giro 2017 partirà il prossimo 5 maggio, Olbia, arrivo della prima tappa – con la consegna della prima maglia rosa – e partenza della seconda (6 maggio), Tortolì, arrivo della seconda e partenza della terza (7 maggio), e infine Cagliari, arrivo della terza tappa, prima del trasferimento nella Penisola. “Gli appuntamenti organizzativi preliminari, attivati con la regia regionale – spiega Morandi – sono propedeutici all’avvio del progetto strategico destinato a valorizzare al meglio i Comuni-tappa del Giro e a promuovere tutto il territorio, anche e soprattutto grazie alla collaborazione degli enti locali e degli operatori economici. Tutto questo – prosegue l’assessore – sarà accompagnato da un’azione di comunicazione del nostro prodotto turistico territoriale, volta a garantire la massima visibilità, perfettamente integrata con due aspetti fondamentali del piano regionale di destagionalizzazione: creare una straordinaria motivazione di viaggio attraverso l’evento clou del cartellone regionale 2017 e valorizzare il tema del cicloturismo su cui la Regione sta investendo con molta convinzione”.

Il movimento di persone al seguito nelle varie città sede di tappa genererà numeri mai visti: oltre a centinaia di atleti delle squadre partecipanti, team di allenatori e dirigenti, staff di preparatori, fisioterapisti e medici, altre duemila persone tra organizzatori e rappresentanti dei media alloggeranno almeno per una settimana in Sardegna. Ad essi si aggiungono le migliaia di spettatori che arriveranno appositamente per la gara. Il Giro sarà seguito dalle televisioni di 194 Paesi di tutti i continenti e attirerà centinaia di tour operator. “L’evento simbolo dello sport italiano ha scelto gli scenari incantevoli della Sardegna per l’edizione numero cento – conclude Morandi – e noi ci stiamo attrezzando per sfruttare al meglio un’occasione unica, che assicura al territorio massima visibilità internazionale e ricadute economiche e promozionali per ogni destinazione, sulla qualità della vita e sul nuovo modello di sviluppo sostenibile”.

Nella foto l’assessore Morandi

S.I.