Corte d’Appello: Pigliaru inerte

SASSARI – “Pigliaru tradisce gli impegni sulla Corte d’Appello di Sassari”. Lo denuncia Marco Tedde, vicecapogruppo di Forza Italia in Consiglio regionale. “A seguito di una mozione di FI della quale ero primo firmatario- ricorda l’esponente azzurro-, con un Ordine del giorno del 1° ottobre 2014 il Consiglio Regionale unanimemente impegnava il Presidente della Regione a costituire un tavolo, con la partecipazione di tutti i parlamentari sardi, al fine di sostenere presso le competenti sedi istituzionali, compresa quella parlamentare, le istanze del Comitato per l’autonomia della Sezione distaccata di Sassari della Corte d’appello di Cagliari e per difendere in maniera forte la presenza della Sezione Distaccata di Sassari promuovendo, con la collaborazione del Consiglio regionale, tutte le iniziative politiche e culturali per il raggiungimento dell’obbiettivo”.

“Eravamo convinti – prosegue Tedde- che Pigliaru fosse a buon punto del cammino ed eravamo fiduciosi sugli esiti del suo impegno per evitare l’ulteriore e pericoloso arretramento dello Stato nel centro nord dell’Isola e l’impoverimento istituzionale che avrebbe avuto pesanti riflessi sociali ed economici sulla Sardegna intera, portando con sé anche la scomparsa del Tribunale per i minorenni e del Tribunale di sorveglianza. Con sconcerto oggi apprendiamo che invece Pigliaru è stato completamente inadempiente. Oggi scopriamo che non ha fatto nulla e nel momento in cui si ripropone il rischio della soppressione della Sezione Distaccata della Corte D’Appello di Sassari Pigliaru beatamente afferma: “Siamo consapevoli dell’importanza di salvaguardare l’esistenza della sezione distaccata della Corte d’appello di Sassari. Con il Governo stiamo trattando su molti punti e aggiungerei anche questo”. Quindi, solo a distanza di tredici mesi il Presidente Pigliaru inizia a pensare ad un tema strategico per la vita del centro-nord Sardegna”.

“Un atteggiamento irrispettoso delle prerogative del Consiglio Regionale che non può passare sottotraccia. Una negligenza coerente con la distrazione messa in campo nei confronti della Provincia di Sassari in vari settori -ad iniziare dall’ambizione ad interpretare il ruolo di città metropolitana per finire alla oramai dimenticata chimica verde- che si contrappone alla notevole solerzia messa in campo per confermare con procedura d’urgenza le poltrone dei Commissari delle ASL. Credo che i consiglieri regionali della Provincia di Sassari, ma tutti, non possano continuare ad accettare supinamente che il territorio viva in questa palude politica amministrativa. Diversamente si renderanno complici delle negative conseguenze che rischiano di catapultare la Provincia di Sassari –ha concluso Tedde- nella marginalità più assoluta”.

Nella foto il Tribunale di Sassari

S.I.

Bruno in crisi: ecco la nota dell’Udc

ALGHERO – Tanto tuonò che piovve. Il detto racchiude al meglio la presa di coscienza dei consiglieri dell’Udc che, dopo mesi di frizioni e marginalizzazione da parte dell’apparato che guida Sant’Anna, hanno deciso di dire “basta”. Con una nota piuttosto chiara e definitiva di fatto annunciano l’uscita dalla maggioranza qualora Mario Bruno non apra subito la crisi attuando un’immediata verifica. Questione che si trascina da tempo. Infatti questa stessa richiesta era stata già avanzata ad inizio estate all’indomani delle dimissioni di Lelle Salvatore. Ma niente. Si è preferito andare avanti ed ecco i risultati. I consiglieri Alessandro Loi, Monica Pulina e Donatella Marino hanno preso carta e penna ed hanno inviato un comunicato che pubblichiamo integralmente.

comunicato stampa Udc:
Il gruppo consiliare dell’Udc algherese ad oltre un anno dall’insediamento di questa consiliatura, dopo aver sostenuto lealmente il sindaco e la maggioranza per il raggiungimento di alcuni risultati come da programma di governo, con la sua presa di posizione ha voluto sottolineare con gli strumenti che la politica offre, che l’apparente calma che il sindaco manifesta, in verità nasconde una crescente insofferenza in ampi settori della maggioranza causata dal mancato coinvolgimento delle forze politiche.
L’ UDC, che ha concorso in maniera determinante per la vittoria della coalizione “Insieme per Mario Bruno”, non puo’ più accettare che si prosegua in questa forma.
Le scelte che hanno contraddistinto l’operato dell’amministrazione, infatti, durante questo anno e mezzo di governo, sono state in gran parte assunte in solitario, o con il concorso di pochi, senza l’opportuna concertazione con le forze politiche e con numerosi strati della società algherese.
Per queste motivazioni, a più riprese abbiamo espresso la nostra contrarietà.
In particolare ci preme ricordare la delicata fase ancora aperta riguardante le concessioni di suolo pubblico, che tanta incertezza ha provocato in un comparto che è sempre stato al centro della nostra azione politica.
Per lo stesso motivo abbiamo espresso piena contrarietà, anche durante i lavori in aula, per la creazione di un centro sociale nell’ex caserma dei carabinieri di via Simon.
Ancora una volta ci troviamo discordi sull’aumento della tassa di soggiorno, deliberato in tutta fretta, senza opportuna discussione in maggioranza e con gli operatori di settore, che ha visto l’abbandono dei lavori di giunta della nostra delegazione assessoriale.
Considerato il momento di profonda crisi socio economica che sta vivendo la nostra comunità, pienamente consapevoli dell’importanza del nostro ruolo e della nostra azione politica, rimandiamo al mittente le illazioni di certa stampa che vorrebbe addebitarci una fantomatica corsa alle poltrone.
La democrazia e la collegialità prima di tutto, è con questo auspicio che attendiamo da parte del sindaco un’immediata verifica sullo stato di attuazione del programma e un immediato cambio di rotta sui metodi di governo.

Alessandro Loi
Monica Pulina
Donatella Marino

“4 anni di nulla, Bruno si dimetta”

ALGHERO – “Gravissima crisi politica quella che si è consumata nella seduta di ieri di Consiglio comunale, andata deserta per l’assenza evidentemente politica del Gruppo Udc”. E’ il gruppo di Forza Italia, presente in aula con i consiglieri Michele Pais, Mimmo Pirisi e Nunzio Camerada, a commentare in maniera chiara e diretta la condizione precaria dell’amministrazione Bruno alla luce anche di quanto avvenuto ieri con l’assenza della maggioranza in aula.

“Si e’ così concretizzata nei fatti quella assenza di condivisione politica tra il Sindaco Bruno e l’UdC, non piu disposto ad essere emarginalizzato nella linea politica dell’Amministrazione. Un primo grande segnale, non colto dal Sindaco, erano state le dimissioni dell’Assessore Salvatore, trovatosi in aperto disssenso col primo cittadino su moltissimi punti qualificanti. Poi il gesto politico dell’Udc pone di fatto fine a questa maggioranza, che sin dal principio era solo numerica e mai politica”.

“Per tale ragione riteniamo che il Sindaco Bruno debba prendere atto del fatto che sia venuto meno il patto di maggioranza e rassegnare le dimissioni. Questa volta veramente però, evitando teatrini che avevano caratterizzato la vicenda grottesca delle finte dimissioni. La città e’ colta da una paralisi totale, il decoro e la pulizia urbana mai avevano toccato livelli così bassi. Nel frattempo solo un fiume di annunci a cui mai sono seguiti fatti concreti”.

“Solo in tema di tasse Bruno ha dimostrato di avere le idee chiare ha portato alle stelle tutti i tributi comunali, con tariffe ed aliquote piu’ alte della Sardegna e, addirittura, istituendone di nuovi, come la tassa di soggiorno, sulla falsa promessa che ciò avrebbe comportato una pari riduzione della pressione fiscale sugli algheresi e servizi migliori. Nulla di tutto ciò, ha confermato gli aumenti dei tributi comunali e i servizi pubblici ulteriormente peggiorati. A partire dal servizio di nettezza urbana, allo sbando più totale nella appena trascorsa stagione estiva. Faccia un atto di forza politica, formalizzi le dimissioni e consenta alla Città di tirarsi fuori dal baratro in cui l’ha cacciata già da quattro anni, visto la sua sponsorizzazione dell’ultima, altrettanto disastrosa, esperienza amministrativa targata Lubrano”.

Nella foto Michele Pais in aula

S.I.

“Basta teatrini, Bruno apra la crisi”

ALGHERO – Ieri è saltato il Consiglio Comunale. La maggioranza, ancora una volta, non ha garantito il numero legale con un chiaro segnale verso il sindaco Bruno da parte dei consiglieri dell’Udc. Gli esponenti scudo crociati hanno lasciato l’aula durante la discussione delle prima interrogazione all’ordine del giorno. Alla base di questo comportamento uno sfilacciamento nei rapporti che va avanti da mesi. In un primo momento è stato il Partito Democratico di Alghero a “salvare” la maggioranza. Questo atteggiamento è stato subito, in maniera puerile e infantile, strumentalizzato dagli ultras vicini al Primo Cittadino. Per questo si è resa necessaria l’immediata spiegazione del capogruppo dei democratici Mimmo Pirisi.

“Il senso di responsabilità (concordato all’interno del gruppo consiliare e della segreteria ) del Partito Democratico che ha portato a garantire l’inizio dei lavori della seduta di ieri è stato un gesto che deve far riflettere Sindaco e maggioranza, le turbolenze interne a questa maggioranza devono per il bene di questa città venir fuori e chiarite una volta per tutte”, cosi Pirisi che continua: “ora ci aspettiamo dai gruppi consiliari e dal Sindaco chiarezza e linearità di intenti o nel caso contrario sarebbe bene aprire la crisi, il nostro partito valuterà ogni azione di questa maggioranza dall’interno dei banchi dell’opposizione sempre responsabilmente e costruttivamente cosi come ha fatto fino ad oggi”.

E poi il commento di Daga a caldo riguardo l’inizio della fine di un percorso amministrativo, diremmo, che si è occupato dell’ordinario. “Ecco che i nodi arrivano al pettine. Assistiamo al triste spettacolo di una coalizione allestita da professionisti della politica fatta per vincere, basata tutta su personalismi e tatticismi figli di calcoli elettorali senza un minimo di fondamenta. Bentornati nella prima Repubblica. Sempre più orgoglioso delle mie scelte”.

Nella foto Pirisi e Daga

S.I.

Udc punta Bruno: salta il consiglio

ALGHERO – Salta la seduta del consiglio comunale ad Alghero. Ancora una volta, l’ennesima in questi mesi, è mancato il numero legale. Cifra (in questo caso 16 consiglieri) che, usualmente, deve garantire la maggioranza. Ultimamente è stata sempre più l’opposizione ad evitare l’interruzione dei lavori. Anche oggi, all’inizio di seduta, è andata così. Ed è stato il Partito Democratico, con il consigliere Pirisi, a fare in modo che l’assemblea potesse prendere il via. Ma nel momento della discussione dell’interrogazione dell’Ncd sul caso del regolamento della mensa scolastica, i consiglieri di maggioranza dell’Udc (Loi, Marino e Pulina) hanno lasciato l’aula. A quel punto è stata chiesta la verifica del numero che non era sufficiente per proseguire il dibattito.

Seduta sospesa. Nuovo appello dopo mezz’ora circa, come prevede il regolamento, e ancora assenza del numero con la conferma della mancanza dai banchi degli esponenti dello Scudo Crociato e della solita Oggiano dell’Upc. Un’ipotesi ventilata già da ieri, quando era arrivata la conferma che il sindaco non vorrebbe più assegnare la guida della Fondazione Meta (che vede ancora al suo vertice il Cda nominato dal sindaco Lubrano), come invece dovrebbe essere da accordi elettorali, all’Udc. Ma le frizioni tra i centristi e il Primo Cittadino paiono essere sempre più frequenti e legati alle più disparate tematiche e in generale ad un’insofferenza su alcune scelte, Res Pubblica, nuraghe Palmavera, regolamento mensa e soprattutto suoli pubblici e gestione della tassa di soggiorno con i riverberi sul settore del turismo.

Insomma una situazione che si trascina da tempo e che è esplosa oggi. Non è chiaro cosa potrà accadere. Le situazioni difficili e i casi che si trova ad affrontare l’amministrazione Bruno sono sempre più numerosi e all’orizzonte ci sono anche ostacoli ben più difficili da superare.

Nella foto l’aula vuota

S.I.

Alghero sempre più isolata

ALGHERO – Ancora una volta la politica locale, in particolare chi amministra, pare lontano dalle grandi questioni regionali. Tematiche legate a doppio filo al presente e futuro alla sopravvivenza del territorio che, però, paiono non trovare interesse negli organismi rappresentativi. Un distaccamento sempre più marcato negli ultimi anni che, del resto, riflette anche una preoccupante e generale rassegnazione da parte della cittadinanza. Ciò, oggettivamente, si riflette sulla massima assise cittadina. Luogo che pare sempre più lontano dalle dinamiche che muovono i processi locali e regionali. In particolare questi ultimi. Se, infatti, su temi fondamentali come aeroporto, porto, sistema ricettivo, promozione turistica, impresa e lavoro, regna un assordante silenzio, (qualcosa, ma molto poco rispetto il necessario, si sta facendo sulla sanità), anche sulla questione che sta tenendo banco da settimane tutta l’Isola, la Riviera catalana pare essere troppo distante.

In Regione si discute di una di un documento tra più importanti di sempre: la riforma degli enti locali. Dopo la cancellazione delle province, si è creato un vuoto. La fretta di ottemperare alla spinta referendaria del popolo ha prodotto una situazione di caos amministrativo diffuso con servizi scoperti e, soprattutto, diffuse diatribe tra i vari territori che reclamano la loro autonomia e il loro riconoscimento di status metropolitano. E’ il caso di Sassari. O meglio del Nord-Ovest Sardegna. Su questo si sta registrando una lotta senza esclusione di colpi con Pigliaru che ha anche (seriamente) minacciato le dimissioni. Olbia non vuole essere marginalizzata. Il centro Sardegna alza la testa e chiede attenzione. Insomma un passaggio cruciale per il futuro dell’Isola. Eppure, la politica catalana, come detto, pare ovattata. Oltremodo distaccata dagli eventi e ancora una volta fuori dai giochi. Non è da oggi che Alghero si trova isolata, ma ultimamente pare che questa lontananza sia quasi bene accetta o comunque sia caretterizzata da una diffusa, come detto, rassegnazione. Un fatto estremamente grave e che, com’è evidente, squalifica e ridimensiona il territorio nei suoi eventuali auspici e spinte verso l’alto.

Mai, come in questo periodo, veniamo dipinti come coloro che vanno col cappello in mano ad elemosinare qualcosa dal potente di turno. Sempre più supini e proni. Mentre, proprio in questo momento, Alghero potrebbe, anzi dovrebbe, stare al fianco di Sassari e del sindaco Sanna per chiedere che il capoluogo turritano diventi “città metropolitana”. Un investitura per niente formale, ma di vitale importanza per il futuro del territorio. Finanziamenti e servizi che questa parte della Sardegna potrebbe vedere ulteriormente tagliati a favore del meridione dell’Isola. Area che da anni, insieme alla Gallura, hanno messo la freccia. E non si sta parlando, come può apparire a qualcuno esclusivamente di investimenti privati, comunque fondamentali, ma, ad esempio, di sanità. Inutile anelare ad un nuovo ospedale quando i comuni di riferimento si spopolano e hanno natalità zero. Questo come riflesso della mancanza di certezze per il futuro legate all’assenza di posti di lavoro e l’impossibilità di creare sviluppo. Uno scenario dove regna assordante il silenzio della classe politica, del consiglio comunale, del Sindaco, soprattutto. Perchè non basta ottenere (forse) le briciole che possono arrivare da Cagliari, Alghero merita, e anzi, deve pretendere altro per il vero bene comune e salvezza della comunità.

Nella foto il Presidente della Regione Pigliaru e il sindaco Mario Bruno

S.I.

Turismo: categoria presa a schiaffi

ALGHERO – In attesa di una presa di posizione unitaria da parte della categoria, tramite il Consorzio Riviera del Corallo che rappresenta quasi la maggioranza degli operatori, continuano le polemiche sulla tassa di soggiono. O meglio sul turismo. Ma non per la sua applicazione. Quasi tutte le forze politiche paiono condividere questa imposta, ma non nel modo in cui l’amministrazione Bruno la sta applicando. “Nessuna emersione del nero, zero promozione turistica e città sporca come non mai”, dicono alcuni imprenditori che chiedono con forza una retro marcia del sindaco e soprattutto un intervento forte della categoria.

Sul tema c’è da registrare il commento del leader del Partito Democratico Enrico Daga. “Incredibile, questa amministrazione se le cerca: il gruppo di Forza Italia mette in evidenza concetti fin troppo chiari ed evidenziati da tutti coloro che hanno affrontato la questione con senso di responsabilità e fuori dalle ideologie. Il Pd in primis, anche in consiglio comunale. Però, mi chiedo cosa ci stiano a fare in consiglio, in maggioranza, forze politiche e singoli consiglieri che conoscono bene queste dinamiche e che mettono la faccia supinamente su scelte ingiustificabili”.

“Gente che si limita a mormorare di nascosto e che con questa inerzia consente di far prendere a schiaffi una categoria che andrebbe sostenuta, incoraggiata, aiutata, che rappresenta il motore dell’unica economia capace di trattenere lavoro in città. Io sono veramente sbalordito”. C’è poco da fare per una determinata classe politica, o meglio sociale, il turismo è solo una spina nel fianco che crea solo fastidi. Poco importa se senza questa “industria” il territorio, ovvero le famiglie, sarebbero più alla fame di quello che già sono.

Nella foto il segretario cittadino Salis, il consigliere Daga e il senatore Lai

S.I.

Riforma Enti: zero condivisione

CAGLIARI – “Doveva essere una riforma partecipata, condivisa, conformata alle esigenze dei territori e invece quella del presidente Pigliaru è una chiusura a cerchi concentrici, che, stando agli articoli di stampa, sembra addirittura destinata a chiudersi con un patto a treo forse, visti gli argomenti in campo, con un piatto a tre”. Lo ha dichiarato Marco Tedde, vicecapogruppo di Forza Italia in Consiglio regionale.

“La chiusura del presidente della Regione al dialogo con i territori e con l’opposizione, purtroppo, è un fatto ormai consolidato e, per dirla tutta, almeno offre un elemento di chiarezza circa il fatto che noi non abbiamo nulla con il progetto Frankenstein proposto dalla Giunta. L’elemento di novità risiede invece nel fatto che questa controriforma è diventata una sorta di party esclusivo, con presidente e PD chiusi nel privé mentre perfino gli alleati minori vengono tenuti alla porta da robusti buttafuori. E’ una mortificazione del ruolo del Consiglio e delle autonomie locali senza precedenti. Liberissimi i consiglieri della maggioranza senza tessera del PD (Privé Democratico) di restare in attesa del piatto pre-cotto. Faremo opposizione anche per loro, anche per quelli che fanno i tribuni nel territorio e poi, giunti a Cagliari, si fanno condizionare da un unanimismo della maggioranza che nuoce gravemente alla Sardegna”.

“Se questa riforma servirà solo a salvare il castello di qualche feudatario, depauperando i servizi, anche quelli sanitari, nei territori, la responsabilità sarà solo di chi accetta che la democrazia sia un fenomeno con selezione all’ingresso”.

Nella foto Marco Tedde

S.I.

Voto di scambio o qualità del servizio

ALGHERO – “Rimaniamo sbalorditi dall’apprendere che tutti i servizi del Sad (servizio assistenza anziani e disabili), SET (servizio educativo territoriale per minori in difficoltà) e Sas (servizio assistenza scolastica disabili frequentanti infanzia, elementari e medie inferiori) in futuro non saranno affidati con una gara d’appalto sopra soglia a una cooperativa vincitrice ma, al contrario, potrebbero essere gestiti con una sorta di assegnazione diretta ai singoli operatori, pescati tra le cooperative accreditate”. Cosi il Movimento 5 Stelle di Alghero riguardo questa delicata tematica della sanità

Saranno i genitori/parenti a dover scegliere il proprio operatore/cooperativa senza, teoricamente, l’aiuto di nessuno visto che tale aiuto violerebbe i criteri di imparzialità, rotazione e trasparenza previsti dallo stesso accreditamento. Questo potrebbe sembrare positivo, ma nella realtà innesca dei meccanismi molto pericolosi. Non possiamo non chiederci dunque su quali parametri lo stesso genitore effettuerà questa scelta nel caso non conoscesse, cosa per altro certa per chi inizia questo gravoso cammino, nessuna cooperativa e nessun Educatore/Operatore Socio Sanitario. Sarà questo, visti i presupposti, in grado di scegliere l’educatore/ operatore più competente o probabilmente sceglierà su consiglio di un addetto ai Servizi Sociali nonostante sia assolutamente vietato? E se questo a sua volta fosse costretto a seguire le indicazioni del Politico di turno? Insomma, da un sistema di garanzie e controlli si passerà a una discrezionalità che potrebbe portare gravi storture.

“Ancora più grave, ci chiediamo cosa ne sarà della tutela dei minori, dei disabili e degli anziani se l’Educatore/Operatore non potrà più svolgere in maniera professionale e serena il proprio lavoro, per il timore di entrare in rotta con i familiari, che non sempre conoscono le esigenze di queste categorie e che spesso vivono in condizioni di grave disagio sociale. Un ulteriore problema poi si verificherà in termini organizzativi. Ad oggi gli operatori dei tre servizi, appartenenti alla stessa cooperativa vincitrice d’appalto, si incontrano periodicamente con l’assistente sociale e la coordinatrice del servizio per monitorare la qualità delle prestazioni erogate. Con l’Accreditamento questo non sarà possibile perchè ad offrire il servizio saranno 22 o più cooperative. Immaginiamo il caos a doversi relazionare con più coordinatori e con cooperative ognuna con le proprie regole. Non sarà più possibile il coordinamento di valutazione periodica e non sarà più possibile avere quello scambio di informazioni che è necessario per offrire un servizio qualitativamente e quantitativamente professionale”.

“Non possiamo, per chiudere, non spezzare una lancia a favore dei lavoratori che, visto che con la nuova formula rischiano di perdere la tutela che oggi è garantita dell’Art.37 del CCNL Cooperative Sociali per il mantenimento del posto di lavoro, nonostante un’esperienza ventennale non avranno più nessuna certezza di aver garantito le proprie condizioni contrattuali, o, peggio, rischiano di rimanere senza utenti.
Se infatti nel breve periodo siamo certi che si scatenerà, tra le cooperative Accreditate, una guerra alla ricerca di quegli operatori che hanno già un utenza assegnata in modo da garantire un introito per la Cooperativa stessa, nel medio lungo termine le stesse, non avendo la certezza di affidamenti di 1, 2 o 3 anni, tenderanno a non garantire le assunzioni e il rispetto del CCNL, ma, al contrario, con questa nuova modalità e considerata l’incertezza, lasciando il personale attualmente in forza a casa, detteranno le regole offrendo agli operatori dei salari da strozzinaggio, anche a costo di abbassare inesorabilmente la qualità del servizio”.

“In tutto questo non si capisce quale sia il miglioramento dell’efficacia, dell’efficienza e dell’economicità (evidenti diseconomie di scala) dei servizi offerti grazie a questo nuovo approccio.
Dall’analisi fatta, dunque, non possiamo non constatare che gli unici che potrebbero avere un vantaggio da questa nuova organizzazione potrebbero essere gli addetti ai Servizi Sociali che eviterebbero un appalto sopra soglia con tutte le problematiche che questo comporterebbe, e, ovviamente, i soliti politici che grazie all’incozzo, potrebbero avvantaggiare una cooperativa o un operatore, vedendo alimentato il loro voto di scambio a discapito, sempre e comunque, dei lavoratori e degli utenti finali”.

Nella foto l’interno di un ospedale

M.S.R.

Consiglio Alghero: mensa, tosap e povertà

ALGHERO – Ritorna il Consiglio Comunale ad Alghero. Numerosi i punti previsti in discussione nelle sole due assemblee previste dalla presidenza. Martedi 3 e venerdi 6 novembre dalle 17 fino alle 21.30. Si parte con due interrogazioni targate Ncd riguardanti il servizio mensa e la tosap.

E poi diverse mozioni tra cui quella sulla riqualificazione del lungomare di Fertilia poi il rilancio della destinazione Alghero e sempre del Partito Democratico anche quella “sul diritto alla casa negato alle famiglie”. Sempre del Pd il “sostegno delle estreme porvertà”. Dell’Ncd sulla mobilità urbana. L’Upc propone l’istituzione del servizio degli ispettori per la difesa ambientale” e la figura del “disability manager”. Mozione anche sul “Piano del Commercio” e sul “baratto amministrativo”. L’amministrazione propone il riconoscimento di alcuni debiti fuori bilancio, il regolamento per il centro residenziale anziani e la surroga della commissione dei giudici popolari.

Nella foto il Consiglio Comunale

S.I.