Spissu bastona Bruno. Addio Pd

ALGHERO – “Dai viaggi della speranza in Irlanda, coi soldi dei contribuenti, per chiedere un impossibile miracolo all’Ad d Ryanair alla speranza che si viaggi”. Cosi si apre il commento sui social da parte del leader e dirigente regionale del Partito Democratico Giacomo Spissu in merito alle esternazioni di Mario Bruno durante l’incontro della Confcommercio a seguito della rivolta degli imprenditori e in generale degli algheresi. Protesta che vedeva nel mirino l’assessore regionale Deiana, per le note questioni dell’aeroporto, il Primo Cittadino di Sassari e anche lo stesso sindaco di Alghero, per le scelte in materia di commercio e turismo. [La protesta]. E questo Bruno non può non averlo compreso, andando a tentare di fare propria questa rabbia. Ma oramai i buoi sono scappati dal recinto e soprattutto gli algheresi non hanno l’anello al naso e alzare la testa dopo quasi due anni di continui problemi e annunci in relazione ai rapporti con la Giunta Pigliaru, salvo poi attaccarla in maniera molto pesante, non può che essere considerata una scelta fuori tempo massimo. Ma oltre il giudizio oggettivo, c’è quello che pesa ancora di più ed è quello, come detto, dei vertici del Pd.

“Un Sindaco sull’orlo di una grave crisi di nervi che pensa di nascondere il vuoto pneumatico del suo amministrare aprendo una pericolosa, per lui, caccia ai fantasmi. Ci sarebbe un grave complotto ordito contro l’aeroporto di Fertilia e la sua città da ignoti capi bastone nel Pd. Niente di nuovo sotto il sole, sembriamo tornati indietro ai tempi in cui i mali del Paese si addebitavano alle congiure pluto-catto-massoniche, il regno del male”, continua Spissu che spiega però “la differenza è che oggi si paga il pegno di affermazioni tanto gravi quanto irresponsabili, che possono persino costituire un grave elemento di turbativa d’asta.”

“Anziche’ fare il novello Masaniello di improbabili rivolte popolari faccia il suo onesto lavoro di amministratore e si occupi delle cose di sua diretta competenza in una città disamministrata da troppo tempo: rifiuti,concessione del suolo pubblico,tassazione e riscossione,società partecipate,etc. Per quanto riguarda invece le cause del dissesto dell’aeroporto può assumere informazioni anche da persone vicine e farsi spiegare e spiegarci, come da sempre si è costretti a ripianare perdite ingenti e contemporaneamente, non dare conto delle assunzioni e di come siano state effettuate, delle ricche retribuzioni e dei pingui premi di produzione (de chè?), tutto ciò senza mai portare i libri in tribunale, come lui invoca, proprio da seppellirlo con una risata”.

Nella foto un incontro del Pd con il leader regionale Giacomo Spissu

S.I.

Bonifica e Maria Pia: siamo preoccupati

ALGHERO – “Viste le innumerevoli voci riguardanti la possibilità che Maria Pia venga inglobata nel Piano di Valorizzazione della Bonifica, preoccupati, abbiamo chiesto durante l’ultimo Consiglio comunale a che punto fosse tale Piano”. Cosi dal Movimento 5 Stelle Alghero riguardo la questione dell’intreccio tra Piano di Bonifica e Maria Pia. “La preoccupazione nasce dal fatto che ad oggi, nonostante pensiamo che questo Piano sia fondamentale per consentire le normali attività nell’agro della Bonifica, noi consiglieri comunali di minoranza ne siamo completamente all’oscuro”.

“Tutte le nostre preoccupazioni sono state confermate dalla risposta dell’assessore di riferimento (Antonello Usai) che, con fare laconico, ha confermato che “Il Piano è in procedura VAS (Valutazione ambientale strategica) e se volessimo vederlo il suo ufficio è aperto”. Il suo ufficio è sempre aperto? Ma come? A parte l’area di Maria Pia sulla quale vigileremo sempre con grande attenzione, ma veramente qualcuno è convinto che per poter svolgere quel lavoro di studio, analisi e discussione che dovrebbe avvenire in commissione, i consiglieri comunali debbano girare con il cappello in mano tra gli uffici comunali? Anche perché un Piano è un elaborato tecnico complesso che deve essere presentato necessariamente dai tecnici che lo hanno redatto, non certo da un assessore.

“E ancora: ma è pensabile che senza una qualsivoglia condivisione, che sia essa in Commissione o nella più importante assise cittadina, il Consiglio comunale, si sia avviata l’istruttoria per la Vas? Ancora una volta non possiamo non sottolineare quanto tutto questo ci avvilisce ma, purtroppo, non ci stupisce affatto perchè è l’ennesimo esempio del comportamento autoritario che ha contraddistinto l’amministrazione e questo Sindaco“.

Nella foto i due consiglieri di 5 Stelle

S.I.

Addio Upc, Nasone rompe con Cherchi

ALGHERO – “Nelle Ultime settimane all’interno del Partito Upc si é molto discusso sull’opportunità o meno di un rientro all’interno della Maggioranza che governa Alghero, visto la richiesta del Sindaco, fatta al segretario Cittadino Cherchi, di ristabilire la coalizione che ha vinto nel 2014. Un Dibattito molto accesso ha coinvolto anche la segreteria regionale e nazionale dell’Upc”. Cosi si apre la nota a firma di Alessandro Nasone che di fatto certifica la sua uscita dalla maggioranza e la conferma della sua permanenza tra i banchi dell’opposizione. Una scelta difficile in un periodo in cui molti fanno politica quasi sempre e unicamente per ottenere “posti al sole” e trarre vantaggi personali, mentre Nasone fa l’opposto in linea con quanto da lui comunicato nelle settimane passate. Proprio il contrario di altri, partiti compresi, che invece hanno preferito rientrare in maggioranza e dare nuovo supporto a Bruno. E ciò potrebbe accadere anche con Gianni Cherchi che, dopo aver criticato aspramente il sindaco e la maggioranza, a questo punto potrebbe rientrare nella squadra di governo. Difficile comprendere questo dietro-front, qualora accadesse, visto che nulla è cambiato, anzi la condizione generale della città è molto peggiorata.

Ritornando alla nota di Nasone, scrive “il sottoscritto, in queste riunioni ha dichiarato la sua contrarietà ad un rientro , perché convinto che nulla sia cambiato dal 2 maggio in cui il sindaco ha messo alla porta il partito consegnando all’ex assessore Cherchi un dimagrimento notevole delle deleghe oltre che averlo estromesso dalla discussione politica che ha visto il rientro in maggioranza dell’Udc. Sono e rimango convinto che un rientro in maggioranza fosse e sia possibile solo se il Sindaco ammettesse il fallimento della sua condotta politica oltre che della sua azione di governo caratterizzata da poca collegialità, azzerasse la giunta e aprisse una nuova stagione politica coinvolgendo tutte le forze politiche responsabili presenti in consiglio comunale, per un governo di unità cittadina. Solo cosi potrebbe iniziare una nuova stagione politica per Alghero”.

Questa mio pensiero, più volte dichiarato all’interno del partito nei suoi diversi livelli, ha trovato la contrarietà della segreteria cittadina e nazionale la quale sono più disponibile ad un rientro immediato ed una ricostituzione della maggioranza del 2014. Ma i tempi ormai sono molto diversi e i due anni passati ha di fatto sgretolato quello spirito e un rientro in maggioranza non mi avrebbe portato la serenità necessaria per continuare la mia attività politica. Alla luce di tutti i fatti sopraesposti, dichiaro perciò di lasciare, non senza rammarico ma al quale vanno i miei più sinceri ringraziamenti, il gruppo cittadino e consiliare dell’Upc”.

Nella foto Nasone

S.I.

“Bruno e Sanna facciano i sindaci”

CAGLIARI – “Sbaglia Deiana a definire la manifestazione di Alghero “strumentalizzata” e a lanciare accuse alla cieca contro coloro che a suo dire pescherebbero nel “torbido” “istigando all’odio”. Sono accuse in libertà fatte da chi non ha argomenti per rispondere alla rabbia di una comunità che reagisce alle negligenze del Governo regionale di centrosinistra. “. Così il vice capogruppo di Forza Italia Marco Tedde commenta la manifestazione di protesta di ieri presso la stazione ferroviaria di Alghero. “E’ stata una manifestazione pacifica e composta, organizzata dai sindacati dei lavoratori aeroportuali e partecipata anche da molti cittadini arrabbiati. E sarebbe onesto se Deiana -rincara la dose Tedde- la smettesse di recitare il ritornello di “Ryanair che è andata via per l’aumento delle tasse aeroportuali”. Il vettore low cost ha annunciato la chiusura della base a novembre dello scorso anno, mentre la questione delle addizionali si è posta solo nel febbraio 2016. Anche il Presidente Enac lo ha confermato”.

“Ryanair va via perché la Regione rifiuta qualsiasi dialogo e trattativa. E rifiuta di applicare la vigente normativa europea e nazionale in materia di sostegno dei voli low cost. E lo rifiuta modo sfacciato -denuncia l’ex sindaco di Alghero- per tutelare e privilegiare le posizioni di Alitalia. Per tacere d’altro, per ora. Ma è comunque fuorviante e poco serio -sottolinea Tedde- minimizzare la protesta popolare o “deviarla” forzosamente verso Deiana che ieri non c’era. La contestazione di ieri era palesemente diretta contro i due sindaci che nell’immaginario collettivo, e non solo, sono complici di Pigliaru e Deiana”.

“La speranza è che i sindaci di Sassari e Alghero dopo ben 8 mesi di forti sollecitazioni abbiano capito che disastro economico si sta abbattendo sul territorio e qual è lo stato d’animo degli imprenditori, dei lavoratori e delle famiglie. Per sgravarsi della complicità con Pigliaru e Deiana -sottolinea Tedde- ora debbono dismettere le vesti da pavidi e buttare il cappello che hanno in mano, in modo da poter sbattere con forza i pugni sul tavolo regionale! Senza circonvoluzioni dialettiche ed “eufemismi dorotei”. La provincia di Sassari li attende alla prova di fatti. Facciano qualcosa da Sindaco con la “S” maiuscola”.

Nella foto la protesta di ieri

S.I.

Ecco la legge “salva-balneari”

CAGLIARI – “Con la legge regionale 23 aprile 2015, n. 8 (Norme per la semplificazione e il riordino di disposizioni in materia urbanistica ed edilizia e per il miglioramento del patrimonio edilizio), sono state introdotte disposizioni in materia urbanistica ed edilizia”. Questo il testo della legge utile a salvare i balneari sardi redatta dal gruppo regionale di Forza Italia con primo firmatario Marco Tedde. “A far data dal 31 dicembre 2016, alcune di queste norme avranno un negativo e diretto impatto sulle imprese sarde titolari di concessioni balneari. L’articolo 17 della legge regionale n. 8 del 2015, nel modificare l’articolo 10 bis della legge regionale n. 45 del 1989, prevede che nell’ambito dei litorali urbani, così come individuati dal comma 2, lettera a), e “inseriti o contigui a grandi centri abitati, caratterizzati da un’alta frequentazione dell’utenza durante tutto l’anno e da interventi edilizi ed infrastrutturali tali da aver profondamente alterato gli originari caratteri di naturalità”, nei comuni sprovvisti di Piano di utilizzo dei litorali (Pul) il posizionamento di strutture a servizio della balneazione è ammesso nella fascia dei 300 metri per una durata non superiore ai novanta giorni”.

“L’articolo 43 della legge regionale n. 8 del 2015, al comma 1, fa decorrere l’efficacia di detta modifica dal 31 dicembre 2016. L’applicazione di questa norma produrrà, quindi, i suoi effetti a partire dalla stagione balneare 2017, nel corso della quale gli operatori titolari di concessioni balneari nei comuni che non si sono dotati del PUL potranno installare le strutture al servizio della balneazione solo per novanta giorni contro i 12 mesi di cui di fatto hanno goduto fino a oggi. L’applicazione delle norme in commento finirà per ridurre drasticamente il periodo di apertura delle strutture balneari con sede nei comuni sprovvisti di Pul impedendo agli operatori di poter svolgere l’attività e lavorare al di fuori dei mesi di altissima stagione con pesantissime conseguenze sull’occupazione e sulle capacità di sopravvivenza delle imprese medesime, costrette a fare a meno dei ricavi relativi ai periodi di spalla fondamentali per la copertura dei costi fissi d’esercizio e per il loro equilibrio economico-finanziario. È nota l’importanza che il comparto dei balneari riveste per l’economia sarda, in un quadro in cui il comparto turistico, settore portante del sistema economico isolano, deve far fronte all’accresciuta competitività del mercato globale che pone sfide sempre più insidiose con gli altri sistemi turistici del Mediterraneo”.

“Nelle more della revisione del quadro normativo statale in materia di rilascio di concessioni di beni demaniali marittimi con finalità turistico-ricreative, da queste considerazioni nasce la necessità di garantire pari opportunità a tutti i litorali urbani della Sardegna sino alla conclusione delle procedure di evidenza pubblica che si svolgeranno secondo la nuova normativa, assicurando un identico periodo di apertura a prescindere dall’approvazione del PUL la cui dotazione da parte degli enti locali spesso sconta i negativi effetti di processi politico-amministrativi lunghi e complessi incompatibili con le tempistiche imposte dal mercato alle imprese turistiche. Peraltro, pare oltremodo punitivo far ricadere sugli imprenditori i danni derivanti dai ritardi delle classi politiche locali e applicare norme afflittive nei confronti di una categoria che produce reddito e occupazione che, in nessun modo, può direttamente incidere sul processo di formazione e approvazione del Pul. La presente proposta di legge regionale con l’articolo 1 è tesa, quindi, a rimuovere i pesanti vincoli introdotti dall’articolo 17 della legge regionale n. 8 del 2015 che, nel modificare l’articolo 10 bis della legge regionale n. 45 del 1989, prevede che nell’ambito dei litorali urbani, nei comuni sprovvisti di PUL, il posizionamento di strutture a servizio della balneazione è ammesso per una durata non superiore ai novanta giorni”.

“Per semplificare la procedura di individuazione dei litorali urbani prevede anche un termine per il conferimento dell’esecutività della deliberazione di Giunta regionale che individua i litorali urbani. Col medesimo articolo viene delineata una disciplina transitoria che troverà applicazione nelle more della revisione del quadro normativo in materia di rilascio di concessioni di beni demaniali marittimi con finalità turistico-ricreative. Si prevede, infatti, che sulla base della nuova normativa i comuni rilasceranno, modificheranno e rinnoveranno le concessioni, applicando procedure di evidenza pubblica subordinando il rilascio di nuove concessioni ai pagamento di un indennizzo parametrato al 90 per cento del valore aziendale dell’impresa insistente sull’area oggetto della concessione. Con l’articolo 2 viene abrogato l’articolo 43 della legge regionale n. 8 del 2015 che, al comma 1, prevede che le disposizioni di cui all’articolo 17 regolanti il posizionamento delle strutture a servizio della balneazione in assenza di Pul entrano in vigore dal 31 dicembre 2016 e che, al comma 2, dispone che in via transitoria il permesso di costruire per la realizzazione delle strutture di cui al comma 1 non può avere durata superiore a quella della stagione balneare. Gli articoli 3 e 4 prevedono rispettivamente la norma finanziaria di insussistenza di nuovi o maggiori oneri per il bilancio regionale e l’entrata in vigore”.

Nella foto Tedde e i colleghi in Regione

S.I.

Corte dei Conti boccia Bruno: dimissioni

ALGHERO – “Il piano di razionalizzazione delle società partecipate approvato dalla Giunta Bruno con delibera 116 del 19 aprile 2016 rappresenta plasticamente l’ennesima dimostrazione di incapacità di questa amministrazione di risolvere i problemi e amministrare la città”. Cosi Andrea Delogu, portavoce di Forza Italia Alghero che punta i riflettori su un altro grave problema da ascrivere al percorso amministrativo della Giunta Bruno e che andrà a creare ulteriori disagi al tessuto sociale cittadino già in pesante difficoltà. “Il documento altro non è che un’esercitazione scolastica priva di qualsiasi sostenibilità economica (non c’è un numero a supporto) che altro non fa se non decretare la fine delle società Alghero in House e Secal, mettendo a repentaglio non solo servizi indispensabili per la collettività e per le casse comunali ma ben 73 posti di lavoro (54 di Alghero in House e 19 di Secal)”

“Questo scrivevamo due mesi fa… proponendo un piano di riassetto organizzativo e di valorizzazione delle società partecipate in grado davvero di garantire la salvaguardia di tutti i posti di lavoro e dimostrando con numeri alla mano e con un vero piano economico concreto, come ciò potesse essere realizzato. Non fummo ascoltati ed anzi venimmo quasi dileggiati da Bruno e dagli “alzamano” dei consiglieri di maggioranza che pur non leggendo nemmeno quanto andavano a votare, considerarono il loro un piano perfetto (sic!). Ma ancora una volta, così come per l’appalto della nettezza urbana fummo facili profeti nell’evidenziare le criticità del piano, la sua irrealizzabilità e la decisione di abbandonare al loro destino i 73 lavoratori, destinati nel breve tempo alla disoccupazione”.

“Infatti, con Delibera del 24 giugno 2016 (la n° 88) la Sezione di Controllo della Corte dei Conti boccia sonoramente il piano della Giunta Bruno evidenziando “l’assenza di importanti dati finanziari”, l’omissione delle “notizie relative alla dotazione di personale e al loro costo, nonchè tutti i dati relativi ai contratti di servizio e ai costi/oneri a carico del bilancio comunale” ravvisando “significative criticità nell’ambito delle notizie, valutazioni e dati riferiticon partciolare riguardo alla negativa evoluzione finanziaria/gestionale della società in house”. Insomma aldilà del linguaggio burocratese sonori ceffoni all’operato del sindaco e della sua maggioranza, incapaci di redigere un piano di riorganizzazione, incapaci di salvaguardare i posti di lavoro e incapaci di garantire dei servizi essenziali per Alghero”.

“Oltre un anno perso, sulla pelle dei lavoratori, considerati dei pesi e non delle risorse o ancora più semplicemente delle persone ed un ulteriore dimostrazione dell’inadeguatezza del sindaco e del suo staff. Il risultato? 73 posti di lavoro a rischio, in aggiunta alla pletora di disoccupati algheresi, in una città sempre più in ginocchio. La Corte dei Conti chiede di porre rimedio senza indugio, ma in che modo ci riuscirà Bruno?? Abbiamo visto cosa è successo con l’appalto della nettezza urbana, abbiamo visto cosa è successo con il regolamento dei suoli pubblici e purtroppo lo vediamo ogni giorno, anche per i fatti amministrativi più semplici, che questa amministrazione non è capace di gestire nessuna situazione. E’ la seconda bocciatura nel giro dei due giorni per Mario Bruno da parte della magistratura, ieri amministrativa ed oggi contabile e siamo curiosi di sapere se anche in questo caso il Sindaco e il suo staff si inventeranno qualche comunicato stampa per fornire una versione distorta ai cittadini, come se questi avessero l’anello al naso”.

“Speriamo che la smetta di avere quel modo spocchioso che tanto danno sta facendo alla città e che magari prenda in mano la nostra proposta concreta, in modo da garantire un futuro ai lavoratori delle società partecipate, magari la Corte dei Conti almeno una volta lo elogerà, dopodichè salvi davvero Alghero, rassegnando le dimissioni e finendo di fare ulteriori danni”.

Nella foto Delogu, Pirisi, Camerada e Pais di Forza Italia Alghero

S.I.

Sindaco Sanna e “buccia di ciogga”

SASSARI – “In merito alla prossima Discesa dei Candelieri ed alla oramai solita polemica dei fischi indirizzati contro il Primo Cittadino di turno e l’appello dell’Intergremio a rispettare la sacralità della festa del 14 agosto, ci sentiamo di esprimere le seguenti considerazioni”. Cosi il consigliere di centrodestra Manuel Alivesi che continua “condividiamo pienamente il netto dissenso espresso nel comunicato dell’Intergremio verso la pratica consolidata, oramai da anni, dei fischi e degli insulti indirizzati alla figura del Sindaco, non nell’ottica del “divieto” di espressione di una certa forma di dissenso, ma in quanto alla modalità di espressione dello stesso che produce come unico effetto quello di offendere la “Vita Gremiale” stessa e la sacralità della “Festha Manna”, ed in particolare modo l’importante figura istituzionale del Primo Cittadino, fatto questo che è rappresentativo dello scarso rispetto ed attenzione nei confronti del più importante rappresentante della Città, qualunque sia il suo partito di appartenenza e qualunque siano i deludenti risultati ottenuti fino a quel momento”.

“Ciò nonostante non possiamo non notare le tante espressioni di dissenso espresse da tutta la cittadinanza, in modo particolare del settore commerciale, manifestato contro l’amministrazione. Infatti nonostante siano trascorsi 24 mesi dall’inizio del mandato del Sindaco Sanna, non ci risulta essere annoverato niente tra “le cose fatte”, con la sola esclusione delle oramai celebri piste ciclabili (per altro a tutt’oggi mai completate con evidenti disagi per tutta la cittadinanza). Una Città trascurata, in balia di una amministrazione schiava della sua instabilità, dove il Primo Cittadino ha fatto di tutto per isolarsi e perdere tutti i contatti e le “simpatie” delle “amministrazioni amiche”.

“Sassari nemmeno presa in considerazione dalla Legge Regionale di riordino degli Enti Locali per la qualifica di Città Metropolitana, la perdita della grande opportunità rappresentata negli ultimi 15 anni dalla famosa compagnia low cost Ryan Air (benché ad onor del vero non sia una mancanza direttamente imputabili a lui), la grave sconfitta e perdita di buona parte dei 50 milioni di finanziamento del Campus Universitario, la lunga attesa della grande opera del Centro Intermodale, di cui da anni non sentiamo che annunci e solo annunci, anche se i 33 milioni sono già in cassa da novembre 2014, l’ultimo annuncio è di pochi giorni fa. L’abbandono del progetto della Zona a Traffico Limitato, oggi infatti il Centro Storico appare sempre più abbandonato al degrado, con la sola eccezione degli eroici giovani imprenditori che credono fermamente nel bellissimo progetto di Piazza Tola, e dove l’amministrazione Sanna non c’entra assolutamente nulla”.

“Le periferie abbandonate e le Borgate sempre più isolate, trascurate e difficili da raggiungere. Un sempre piu crescente problema di disagio abitativo, non accompagnato da una valida politica di gestione della edilizia residenziale popolare; il problema piu grave di generale disagio sociale che viene palesato nel quotidiano assedio degli uffici comunali dell’assessorato ai servizi sociali e delle sedi dell’ufficio provinciale per il lavoro, dove l’amministrazione sembra incapace di dare le risposte necessarie, nemmeno le più semplici, come ad esempio intercedere energicamente presso i preposti organi ed uffici regionali per lo sblocco dei contributi della L.R. 20, ancora ad oggi impagati, con buona pace delle centinaia di sassaresi che attendo, tra mille difficoltà, già dal mese di ottobre 2015″.

“In realtà sono tante le vicende che spingono buona parte della cittadinanza a considerare molto negativamente il bilancio dei due anni dell’amministrazione di Nicola Sanna. Ciò che riteniamo curioso, come detto in precedenza, è la tendenza del Sindaco e della sua Giunta, a “bearsi” delle cose fatte fino ad oggi al punto tale da considerarle come di grande importanza ed utilità per la collettività intera, senza pensare, probabilmente nemmeno per un istante, che per i “pazienti” sassaresi, queste piste ciclabili, questo “recupero” della facciata del Turritania con la tanto bella quanto costosa “tartarugona”, questi premi alla “Sassari Riciclona” per i rifiuti da apparecchiature elettriche ed elettroniche (Raee), con tanto di dedica del Primo Cittadino, ed il famoso “oscar di bilancio” ottenuto sempre dal primo cittadino quando era assessore al bilancio, per usare un’espressione tanto cara agli stessi Sassaresi, sono la solita “buccia di ciogga”. Pensiamo che la Città voglia semplicemente dire basta!”

Nella foto il sindaco Sanna

S.I.

Protesta: accogliamo tutti Deiana

ALGHERO – “È previsto per domani alle ore 12.40 l’arrivo del nuovo treno che collegherà Sassari-Alghero, con la presenza dell’assessore regionale ai trasporti. Lancio un appello a tutti coloro che posseggono una attività commerciale, ricettiva e artigianale, che è quella di fare una serrata dalle 12.30 in segno di protesta e andare ad accogliere in stazione l’assessore Deiana e il suo codazzo”. Così Emiliano Piras, consigliere comunale di centrodestra, già presidente del Centro Commerciale Naturale “AlgheroInCentro” e già dirigente di Confcommercio. “E questa sarà l’occasione per tutto il territorio del nord-ovest della Sardegna per manifestare il dissenso sulle decisioni nefaste che riguardano il presente e il futuro del nostro aeroporto”.

Nella foto Emiliano Piras

S.I.

“Appalto bocciato e Cacciotto esulta”

ALGHERO – “La sentenza del Tar Sardegna sul ricorso presentato dalla Ciclat, l’azienda che si era classificata seconda nella gara per l’affidamento dell’appalto della nettezza urbana del Comune di Alghero, non desta alcuna sorpresa, purtroppo”. Cosi Patto Civico, Ncd e Psd’Az sulla questione della bocciatura del Tar dell’appalto di igiene urbana prodotto dall’amministrazione Bruno. [Leggi]. “Avevamo pubblicamente segnalato tale evenienza, settimane fà, e per questo attaccati personalmente per aver detto ciò che oggi puntualmente si è avverato. Il TAR Sardegna ha quindi sancito che il Comune di Alghero ha sbagliato, la commissione aggiudicataria ha sbagliato ma sembra, a sentire le espressioni di giubilo dell assessore all’ambiente ed ex vice sindaco di Alghero, Raimondo Cacciotto, che tutto vada bene”.

“Ci spiace farlo notare ma non è così; ciò che il Tar ha evidenziato con una semplicità disarmante è che la Aimeri non solo non doveva essere indicata come vincitrice della gara ma doveva addirittura essere esclusa; con sollievo abbiamo notato un sostanziale quanto bonario atteggiamento dei giudici verso l’amministrazione comunale, altrimenti le conseguenze sarebbero state davvero nefaste. In realtà se il Tar è stato indulgente verso Alghero è grazie alla capacità e alle competenze legali della dott. Francesca Caria, che ha sviluppato l’impalcatura della strategia difensiva consentendo ai legali nominati dal Comune di Alghero di almeno evitare l’onta della cancellazione di tutta la gara. In ragione di ciò risulta davvero incomprensibile l’atteggiamento del sindaco Bruno e dell’assessore Cacciotto, i quali anzichè dare merito al lavoro svolto dalla dott.ssa Caria, ben prima del pronunciamento del Tar, si erano attivati togliendole le competenze sul settore ecologia ed ambiente e “promuovendola” ai servizi cimiteriali; una vera e propria epurazione, l’ennesima subita dalla dott.ssa Caria in questi due anni di amministrazione Bruno”.

“Per la seconda volta, l’ex giovane Raimondo Cacciotto esulta senza motivo. La prima volta prendeva clamorosamente un palo gridando vittoria all’indomani dell’aggiudicazione della gara alla Aimeri, quella società che ha fatto soffrire e sta facendo soffrire Alghero per il peggior servizio di raccolta e smaltimento dei rifiuti dal dopo guerra in poi. Si doveva arrivare a Luglio per capire dal TAR che l’Aimeri non è una azienda affidabile, e che nel nascondere le 12 scissioni di contratto aveva omesso in maniera grave le proprie credenziali negative per lo svolgimento dell’appalto più costoso del Comune di Alghero, ben 58 milioni di euro”.

“Il secondo legno, questa volta una traversa, l’assessore Cacciotto la prende oggi quando facendo finta di nulla racconta alla città che da oggi si riparte per garantire ad Alghero la possibilità di fruire finalmente di un nuovo servizio di raccolta e smaltimento dei rifiuti con una nuova azienda. Forse distratto dagli Europei di calcio non si è accorto o non è stato informato della permanenza del ricorso di una delle aziende escluse dalla fase della valutazione economica. Infatti ricordiamo che delle 8 aziende ammesse alla selezione tecnica solo 2 erano state poi ammesse a quella economica, la Aimeri e la Ciclat. Oggi il Tar dice che l’Aimeri non doveva essere ammessa, pertanto secondo i criteri stabiliti dal bando di gara approvato nel settembre 2014 con Bruno sindaco e Cacciotto assessore, l’amministrazione comunale si sarebbe trovata a valutare la proposta economica di una sola azienda per un appalto da 58 milioni di euro”.

“Evidentemente tutti noi auspichiamo una soluzione positiva per Alghero nelle sedi giudiziarie competenti, nel frattempo la città è circondata dalle erbacce, dalla sporcizia, dal disordine, esattamente il contrario di quanto raccontato da Cacciotto e Bruno in campagna elettorale quando vantavano proprie capacità e competenze grazie alle quali avrebbero garantito decoro e la pulizia per la città tanto da indicarle come primo punto del loro programma. Vedendo il disastro quotidiano nella nostra città ci chiediamo se questi cavalli di razza fossero invece stati dei semplici ronzini chissà in quali condizioni avremmo dovuto vivere e lavorare”.

Nella foto il leader di Patto Civico Stefano Lubrano

S.I.

Direttore Meta: ombre sul concorso

ALGHERO – Nuovo caso per l’amministrazione Bruno. E, almeno secondo quanto segnalato dal consigliere comunale Michele Pais e il coordinatore cittadino di “Noi con Salvini” Luca Torturu, siamo davanti ad un fatto molto clamoroso, ovviamente in senso negativo. Tutto va ancora verificato e monitorato. Ma già quanto comunicato e avanzato dai due rappresentanti politici non è escluso che possa dare il via ad una bufera che potrebbe travolgere Sant’Anna e anche i vertici della Fondazione Meta. Documento e analisi che sfocia in un’interrogazione urgente protocollata oggi in Comune. [INTERROGAZIONE FONDAZIONE META(1)]

Si, infatti, la questione che investe nota e interrogazione a firma Pais e Torturu è legata al concorso per l’individuazione del direttore dell’organismo che si occupa di cultura e turismo presieduto da Pietro Alfonso. “In merito al concorso per la selezione del direttore amministrativo della Fondazione Meta, apprendiamo dal sito della stessa Fondazione, che sia stata già stilata una graduatoria dei candidati ammessi alla prova orale”, così gli esponenti di forzisti e salviniani che continuano “a questo punto vorremmo, soprattutto nell’interesse dei cittadini, porre al presidente Pietro Alfonso alcune domande: perché, ad oggi, non sono stati resi pubblici i nomi dei componenti della commissione esaminatrice? E’ vero, come risulta da indiscrezioni (che ci auguriamo vengano smentite), che ne facciano parte esponenti dell’associazione di categoria Federcultura? Il presidente è al corrente della gravità del fatto se tali indiscrezioni fossero confermate, La sentenza 3972/14 del Consiglio di Stato infatti, stabilisce che le commissioni esaminatrici debbano essere necessariamente composte da esperti del settore, docenti universitari, etc., ma che assolutamente non ne possano far parte esponenti di confederazioni o associazioni politiche, sindacali e professionali?

“In attesa che il presidente Alfonso chiarisca questi semplici ma importanti quesiti, auspichiamo una provvisoria sospensione dell’iter concorsuale affinchè l’azione della Fondazione Meta sia improntata a principi di chiarezza e trasparenza”.

Nella foto il presidente di Meta Alfonso, col sindaco Bruno e assessore Esposito

S.I.